Appartenenza culturale e identità dei romeni


“I romeni hanno iniziato la loro storia come “enclave latina alle porte dell’Oriente” oppure come “isola di latinità in un mare slavo” e sono sempre rimasti in un’ampia regione di interferenze e di vari influssi. Questa regione è stata spesso minacciata nella propria stabilità ed esistenza, da occidente e da oriente, da nord e da sud. Le minacce hanno talvolta assunto forme distruttive o dissolventi, pericolose per l’identità dei romeni. I gravi pericoli dal sud e dal nord, così come quelli dall’ovest sono stati più anticamente annichiliti, allontanati, neutralizzati, quando è stato possibile, tramite il contributo dei romeni e dei loro vicini, ma soprattutto grazie all’evoluzione dei rapporti internazionali. Molto più persistenti, più incalzanti, più dolorosi e più gravi sono stati i pericoli provenienti dall’oriente, a partire dalle migrazioni per finire con i carri armati sovietici portatori del comunismo. Da più di un millennio, i romeni hanno vissuto con l’ossessione della minaccia dell’Oriente. Perciò, dalla loro polivalente eredità identitaria, hanno coltivato piuttosto la propria componente occidentale.” (Ioan-Aurel Pop, I romeni e il ricordo di Roma).

In Romania, “la gente per decenni ha vissuto con fatica, che non consiste solo nello sforzo fisico: è anche sofferenza interiore, se si tratta di una fatica imposta, di un disagio inferto. Milioni di persone hanno vissuto facendo la fila in negozi e tirando la cinghia, ma senza rassegnazione, con la coscienza, giorno dopo giorno, che non trovare carne o detersivo non fosse fatalità, ma fosse, piuttosto, come ricevere uno schiaffo, un altro aspetto di quella violenza che impediva di esprimere le proprie idee e la propria fede.

 Si sarebbero potuti rassegnare tutti. Molti l’hanno fatto. Ma molti altri hanno resistito, continuando a obbedire solo alla propria coscienza, rifiutando i compromessi, quelli che avrebbero garantito una vita più facile, un livello sociale più elevato, la sicurezza per la propria famiglia. Sono stati in piedi dentro la fatica, come le betulle dei boschi russi, che si piegano senza spezzarsi

 È questa la gente che, in Polonia come in Cecoslovacchia o in Romania e in Unione Sovietica, ha abbattuto i regimi, cominciando subito ad aggirarsi laboriosa tra le macerie dei muri mettendo insieme le pietre per costruire edifici più degni. Questa gente, con la sua fede, ha mantenuto viva la dimensione umana che  l’ideologia tende a sopprimere,  la dimensione più umile e allo stesso tempo più fiera, che si esprime nel fare la spesa, nel preparare da mangiare, nel vincere il sonno, la sera, per parlare con i bambini e trasmettere loro le proprie idee e non quelle del partito.

Ma come è potuto accadere che il marxismo, che sta all’origine di questi regimi basati sulla paura, abbia potuto affascinare a lungo, in Occidente, generazioni di giovani ?” (Antonio Maria Baggio, Etica ed economia. Verso un paradigma di fraternità. Città Nuova, 2005, p. 63).

“Per capire la potenza, la fascinazione del marxismo dobbiamo tenere presente che il marxismo è la prosecuzione del progetto giacobino, che durante la rivoluzione francese cercò di portare alle estreme conseguenze l’idea di eguaglianza, sacrificando la libertà. […] Il marxismo fu la più forte tra le dottrine illiberali, quella che ha affascinato di più gli spiriti perché si è presentato come il socialismo scientifico;” (Luciano Pellicani, Economia e civiltà, I, p. 6). 

In questa felice sintesi Georges Castellan traccia la storia complessa e travagliata del popolo romeno, che lo storico G.I. Bratianu non esitava a definire “un enigma e un miracolo storico”. A partire dalle origini romane si snodano così le vicende di questo grande popolo che, anche quando è stato costretto a subire quattro secoli di “protettorato” ottomano, oppure, in anni recenti, quando la Romania era un satellite dell’impero sovietico, non ha inteso rinunciare alla propria identità, e persino durante la paranoica dittatura di Ceausescu ha voluto e saputo rimanere ostinatamente europeo. Oggi, i romeni, unico popolo neolatino dell’area balcanica, sono finalmente in Europa. Grazie al lucido saggio di Castellan il tormentato percorso di questi ‘fratelli separati’ ci diviene più familiare.

Bibliotecă românească în Italia / Biblioteca in lingua romena

Università Angelicum, Roma. “Identità e appartenenza culturale”: l’evento annuale del Programma STRONG


La Facoltà di Scienze Sociali della Pontificia Università San Tommaso d’Aquino “Angelicum, con il supporto di Adjuvantes Onlus, organizza l’evento annuale del Programma STRONG, che coinvolge studenti stranieri della Facoltà di Scienze Sociali (FASS), tra cui romeni e moldavi, i quali vivono e lavorano a Roma.

Dopo la presentazione della ricerca “Identità e appartenenza culturale“, condotta dal Prof. A. Urso, saranno consegnati i diplomi del Corso in Management delle organizzazioni del terzo settore.

 

Sabato 24 ottobre 2020, dalle ore 10:00 alle 13:30

Pontificia Università San Tommaso d’Aquino in Urbe

Largo Angelicum, 1 – Aula 2

Evento online: https://www.facebook.com/events/1060844411008035/

Live streaming su youtube di Adjuvantes Onlus.

 

Programma

  • 10:00 Benvenuto e presentazione del programma STRONG (Helen Alford)
  • 10:15 Presentazione della ricerca 2020 (Antonino Urso)
  • 10:30 Metodologia di ricerca e elaborazione dei dati (Chiara Artemisia)
  • 10:50 Testimonianze degli studenti (Saif Abouabid, Olena Komisarenko, Susana Mamani, Mariia Vatseba)
  • 11:30 Pausa
  • 11:45 Presentazione dei nuovi studenti del programma STRONG (Helen Alford)
  • 12:00 Discussione e testimonianze dei partner del programma (Cristiano Colombi)
  • 13:00 – 13:30 Consegna dei diplomi del Corso in Management delle Organizzazioni del Terzo Settore 2019-2020 (Francesca Zagni)

 

 

Aprilia. Nonna Aurica compie 100 anni! / Bunica Aurica împlinește 100 de ani!


Ad multos Annos! Auguri a nonna Aurica che oggi compie 100 anni.

Aprilia (LT), 10/10/2020 – La signora Aurica Manzini, nata in Romania, a Cataloi (Tulcea), il 10 ottobre del 1920, è stata una delle prime abitanti di Aprilia, in provincia di Latina, quando la cittadina contava poche abitazioni.

Sarta molto abile, negli anni ’50 apre il primo negozio di abbigliamento del comune che è passato da anni in gestione alla figlia ed è tuttora attivo. Nonna Aurica appartiene inoltre ad una delle numerose famiglie di Aprilia che formavano una consistente comunità Italo-Rumena nella zona di Costanza (in romeno Constanța), in Romania e che sono rientrate in Italia prima della Seconda Guerra Mondiale e hanno costituito il primo nucleo della città pontina.

Nonna Aurica, oggi 100 anni, riceve il Crest del Comune di Aprilia (LT), nella foto con Francesca Barbaliscia, in fascia tricolore, in rappresentanza del Sindaco di Aprilia.

RO. La mulți ani, bunica Aurica! Astăzi împlinește 100 de ani!

Bunica Aurica Manzini, născută la Cataloi, în județul Tulcea, la 10 octombrie 1920, este una dintre primii locuitori ai orașului Aprilia (LT), chiar de la început, când orașul avea foarte puține case.

O croitoreasă foarte pricepută, în 1950 a deschis primul magazin de îmbrăcăminte din oraș, care de ani de zile a fost preluat de fiica sa, Roberta, fiind activ și astăzi, în Via degli Oleandri, 21 – 04011 Aprilia (LT).

Bunica Aurica, aparține uneia dintre numeroasele familii care, în România, au dat naștere unei importante comunități italo-române, în județul Constanța și care s-au întors, apoi, în Italia, înainte de cel de-al doilea război mondial, formând astfel primul nucleu al orașului Aprilia, fondat în anul 1936.

Ne unim familiei prietenei noastre, bunica Aurica, cu fiica Roberta și nepoata Sara (în fotografie), în această zi frumoasă, cu urări de sănătate, fericire și bătrânețe ușoară, înconjurată de iubirea celor dragi!

Asociația IRFI „Italia Romania Futuro Insieme” („Italia România un Viitor Împreună”) propune autorităților Primăriei Frecăţei, în a căriei administrație se află localitatea Cataloi, acordarea „cetățeniei de onoare” doamnei Aurica Manzini, născută la 10 octombrie 1920, în Cataloi, cu ocazia împlinirii vârstei de 100 de ani. Bunica Aurica a fost din totdeauna și este în continuare, o foarte bună prietenă a României și a românilor care muncesc în Italia.

Toți cei care doresc să-i transmită ”La mulți ani” bunicii Aurica, o pot contacta la adresa: Via degli Oleandri, 21 – 04011 Aprilia (LT).

Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcaș

Associazione IRFI „Italia Romania Futuro Insieme”

Roma, 10/10/2020

Bunica Aurica, astăzi la vârsta de 100 anni, premiată de Primaria Apriliei (LT).
Nonna Aurica ha compiuto oggi 100 anni. Nella foto, con il Crest del Comune di Aprilia (LT).
Nonna Aurica Manzini ha compiuto oggi 100 anni. Nella foto, con il Crest del Comune di Aprilia (LT).

Il Caffè Tv:

“Cento anni di vita nel segno del lavoro e della famiglia. Aurica Manzini, classe 1920, ha compiuto oggi il secolo di vita e l’ha voluto festeggiare nel suo negozio di abbigliamento in via degli Oleandri ad Aprilia, aperto negli anni sessanta e ancora attivo.

Madre di Claudio e Roberta, nonna di 4 nipoti e due volte bisnonna, Aurica ha ancora la lucidità di una ragazzina: sveglia prestissimo la mattina, pulizie di casa e poi via per seguire la messa delle 8.30 alla chiesa di San Michele. Al termine, un po’ di spesa, il rientro a casa e la preparazione del pranzo («Tira ancora la sfoglia a mano», rivela la figlia Roberta), non prima di essere passata nel suo negozio. «Mi tengo sempre impegnata, lavoro tanto perché se mi siedo mi annoio, mi sento malata», rivela Aurica, arrivata ad Aprilia nel 1940 dalla Romania, dove è nata e dove ha imparato a cucire all’età di 12 anni. La famiglia Manzini è una delle tante che da Rovigo nel 1878 partirono per la Romania per avviare una risiera e rientrarono nel 1940 richiamati in patria dal fascismo. Si trasferirono prima a Campo del Fico, poi in centro ad Aprilia, in via degli Oleandri dove vive ancora oggi. «Ho visto Benito Mussolini – racconta Aurica – era grassottello, ma non lo scriva altrimenti mi arrestano». «Aprilia non esisteva, c’era la piazza, la chiesa, qualche casa e basta. Quando oggi vedo quanto è diventata grande la mia città, mi meraviglio. Ricordo ancora di aver visto le battaglie successive allo sbarco di Anzio dal balcone di casa. Il cielo di notte si illuminava con le bombe. Gli americani potevano arrivare a Roma in pochi giorni, ma hanno aspettato pensando che ci fossero i tedeschi qui. Ma i tedeschi non c’erano».

Aurica conobbe il marito Ornello Riccetti durante la guerra. «Era un soldato telegrafista, venne a casa nostra per motivi di servizio, poi tornò altre volte. Gli dissi: a questo punto sposiamoci». Ornello è stato poi un dipendente Sip ed è venuto a mancare nel 1982.

Oggi la neo centenaria indossa con disinvoltura la mascherina: «Questo virus passerà», spiega, ricordando i giorni del lockdown, «quando non potevo andare a messa. Questo è stato il dispiacere più grande». Aurica non ha una ricetta per la longevità: «Bisogna sempre lavorare e tenersi impegnati, stare attenti a quello che si mangia, ma soprattutto, e lo dico ai giovani, fate una vita serena, tanto quello che deve succedere succede. Come dico sempre: finché c’è vita c’è speranza».

Stamattina a farle gli auguri al negozio sono passati tanti parenti, amici, clienti storici e l’assessore alle politiche sociali Francesca Barbaliscia, che le ha portato in dono due stampe della Aprilia appena fondata e lo stemma del Comune, poi le ha fatto indossare la fascia da sindaco, che Aurica ha indossato con straordinaria naturalezza.”

Fonte: https://www.ilcaffe.tv/ https://www.ilcaffe.tv/articolo/71203/vidi-lo-sbarco-di-anzio-dal-balcone-mussolini-dal-vivo-era-grassottello

Roma. Lingua romena al Pontificio Istituto Orientale


L’Associazione IRFI “Italia Romania Futuro Insieme” promuove il Corso di Lingua romena al Pontificio Istituto Orientale, organizzato dal Pontificio Istituto Orientale e Institutul Limbii Române, con il patrocinio dell’Ambasciata di Romania presso la Santa Sede.

Le lezioni si svolgeranno online e sono destinate a tutti gli studenti, religiosi e laici, i quali desiderino imparare gradualmente il romeno, attraverso un percorso strutturato su vari livelli:  A1 –A2, B1 – B2, C1 – C2.

I corsi dell’anno accademico 2020-2021, iniziano il 14 e il 19 ottobre alle ore 16.00, presso il Pontificio Istituto Orientale, Piazza di Santa Maria Maggiore 7 (vicino alla Stazione Termini), con la possibilità di iscriversi fino al 1 novembre. La partecipazione ai corsi è gratuita.

Docente di madre lingua, Prof.ssa Eugenia Bojoga, Università Babes-Bolyai di Cluj. Tel. +40 731 729498. Cell. +39/ 327 0231682. E-mail: ebojoga@orientale.it.

Per informazioni e iscrizioni, rivolgersi alla Segreteria Accademica del P.I.O. – Roma, Piazza Santa Maria Maggiore 7. Tel. 06 447417177. E-mail: segreteria@orientale.it.

Eugen Coșeriu: Identitatea limbii şi a poporului nostru


Acţiunea „moldovenistă” sovietică s-a prezentat totdeauna şi explicit ca având în primul rând un scop politic, în aparenţă generos şi nobil: acela de a afirma şi a promova identitatea naţională specifică a poporului moldovenesc dintre Prut şi Nistru (şi de dincolo de Nistru). E adevărat că scopul a fost în primul rând, ba chiar exclusiv, politic.

Dar de generozitate, nobleţe, naţionalitate etc. nu poate fi vorba dacă ţinem seama de premisele reale ale acestei acţiuni şi de sensul în care ea a înţeles identitatea (anume ca neidentitate).

Identitatea unui popor nu se afirmă negându-i-o şi suprimându-i-o. Nu se afirmă identitatea poporului „moldovenesc” din stânga Prutului separându-l de tradiţiile sale autentice – reprezentate în primul rând de limba pe care o vorbeşte –, desprinzându-l de unitatea etnică din care face parte, tăindu-i rădăcinile istorice şi altoindu-l pe alt trunchi ori în vid. Aceasta nu e afirmare, ci, dimpotrivă, anulare a identităţii naţionale, istorice şi culturale, a poporului „moldovenesc”: e ceea ce în Republica Moldova se numeşte, cu un neologism binevenit, „mancurtizare”. Şi „mancurtizarea” e genocid etnico-cultural.

Din punct de vedere politic, promovarea unei limbi „moldoveneşti” deosebite de limba română, cu toate urmările pe care le implică, este deci un delict de genocid etnico-cultural, delict nu mai puţin grav decât genocidul rasial, chiar dacă nu implică eliminarea fizică a vorbitorilor, ci numai anularea identităţii şi memoriei lor istorice.
Ni se spune însă că, cel puţin pentru o parte din „moldovenişti”, problema limbii nu s-ar mai pune în aceşti termeni, ci numai ca o chestiune de nume: se ştie şi se recunoaşte că limba română şi limba moldovenească sunt una şi aceeaşi limbă şi se propune numai să se numească cu două nume diferite („română” în România „moldovenească” în Republica Moldova).
Dar şi această versiune „discretă” e lipsită de fundament. Limba română n-a fost niciodată numită – şi nu se poate numi – „română” sau „moldovenească”, fiindcă român, românesc şi moldovean, moldovenesc nu sunt termeni de acelaşi rang semantic (moldovean, moldovenesc se află la nivelul termenilor muntean, oltean, bănăţean, ardelean, maramureşean, pe când român, românesc e termen general pentru toată limba română istorică şi pentru limba română comună şi literară); a fost numită cândva, mai ales de străini, „moldavă sau valahă”, ceea ce nu e acelaşi lucru. Şi, în lingvistică, moldovenesc, cu privire la limbă, se aplică numai unui grai (în cadrul dialectului dacoromân) a cărui arie nu coincide cu Moldova (deşi cuprinde o mare parte din ea); dar limba „moldovenească”, fiind identică cu limba română, nu poate fi identică cu acest grai şi nu trebuie confundată cu el. Pe de altă parte, „moldoveni” nu sunt numai locuitorii băştinaşi din Republica Moldova, ci şi locuitorii Moldovei „mici” din dreapta Prutului, şi românii bucovineni; şi aceştia nu numesc limba lor comună şi literară „moldovenească”, ci „română” sau „românească”. Singurul argument care se prezintă în favoarea denumirii duble e că aceeaşi limbă se vorbeşte în două state diferite. Dar nu e un argument valabil. Limba germană nu se numeşte „austriacă” în Austria şi cea engleză nu se numeşte „australiană” în Australia, „statouniteană” (?) în Statele Unite etc. Pe lângă aceasta, limba română nu se vorbeşte numai în România şi în Republica Moldova, ci şi în afara graniţelor acestor ţări, şi ne întrebăm, dacă se admite denumirea dublă, cum ar trebui să se numească limba vorbită de românii din Ucraina, din Ungaria, din Serbia, din Bulgaria.
Pe de altă parte, denumirea dublă duce la aceleaşi confuzii ca şi teoria celor două limbi diferite şi poate implica aceleaşi urmări cât priveşte identitatea etnică şi culturală a vorbitorilor…
A promova sub orice formă o limbă moldovenească deosebită de limba română este, din punct de vedere strict lingvistic, ori o greşeală naivă, ori o fraudă ştiinţifică; din punct de vedere istoric şi practic, e o absurditate şi o utopie; şi, din punct de vedere politic, e o anulare a identităţii etnice şi culturale a unui popor şi, deci, un act de genocid etnico-cultural.


Eugeniu Coșeriu

Sursa:  Revista Limba Română

 

 

 Vezi și Eugeniu Coșeriu, Despre așa-zisa „limba moldovenească”, în Diacronia

La nuova legge per la promozione e il sostegno della lettura


Bimestrale della Biblioteca ‘Giovanni Spadolini’
A cura del Settore orientamento e informazioni bibliografiche
n. 56 (Nuova Serie), aprile 2020

Abstract

È entrata in vigore lo scorso marzo la Legge 13 febbraio 2020, n. 15, recante “Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura”, che modifica in parte la precedente Legge 27 luglio 2011, n. 128, “Nuova disciplina del prezzo dei libri”. Riprendiamo dunque la rubrica “Osservatorio parlamentare” per proporre, insieme a una sintesi del nuovo testo normativo, una via rapida di accesso alla ricca documentazione parlamentare che ne ha accompagnato l’iter.

1. Sostegno alla lettura e ruolo delle biblioteche

2. Sintesi degli articoli della legge

3. Il dibattito nel settore: editoria, librerie, biblioteche

4. Prospetto dei lavori parlamentari

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1. Sostegno alla lettura e ruolo delle biblioteche

A distanza di quasi 9 anni dalla cosiddetta Legge Levi sulla disciplina del prezzo dei libri (L. 27 luglio 2011, n. 128, G.U. n. 181 del 5 agosto 2011, cui MinervaWeb aveva dedicato un articolo nel numero 5 n. s. di ottobre 2011), il 25 marzo scorso è entrata in vigore una nuova legge recante “Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura” (L. 13 febbraio 2020, n. 15, GU n. 63 del 10 marzo 2020).

Per una lettura di dettaglio del provvedimento si rinvia ai dossier e alle note prodotte dai servizi di documentazione parlamentare del Senato e della Camera, riportati nel prospetto al termine di questa pagina.

Qui proponiamo una prima sintesi del testo di legge, dando in particolare rilievo ai vari riferimenti alle biblioteche e alla loro attività per la promozione della lettura.

Le biblioteche sono infatti valorizzate sin dalla relazione d’accompagnamento al disegno di legge C.478, presentato in prima lettura alla Camera il 6 aprile 2019 (primo firmatario on. Flavia Piccoli Nardelli, relatore on. Alessandra Carbonaro), in questi termini: «Dove c’è cultura, c’è più sviluppo dei territori e delle comunità che li rappresentano. La conoscenza, l’apprendimento e la promozione di virtuose sinergie tra reti di scuole, biblioteche e luoghi della cultura possono essere un volàno per la crescita del nostro Paese, non solo economica, ma anche sociale e civile» (p. 2).

Sempre la relazione evidenzia pure che la nuova legge punta, con particolare riferimento all’attuazione di patti locali per la lettura, «sulle biblioteche di pubblica lettura, che sono garanti delle pari opportunità di accesso alla conoscenza, all’istruzione, alla libertà di ricerca scientifica, e sulle biblioteche scolastiche», citando anche il Manifesto IFLA-UNESCO sulla biblioteca scolastica che ne pone in risalto la funzione di fornire «informazioni e idee fondamentali alla piena realizzazione di ciascun individuo nell’attuale società dell’informazione e conoscenza», nonché «la possibilità di acquisire le abilità necessarie per l’apprendimento lungo l’arco della vita, di sviluppare l’immaginazione», di «diventare cittadini responsabili».

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2. Sintesi degli articoli della legge

Il provvedimento, che consta di 13 articoli, sin dal primo pone in rilievo il richiamo costituzionale alla rimozione degli ostacoli al pieno sviluppo della persona umana e alla promozione della cultura e della ricerca (artt. 2, 3, 9 Cost.), individuando nella lettura un «mezzo per lo sviluppo della conoscenza, la diffusione della cultura, la promozione del progresso civile, sociale ed economico della Nazione, la formazione e il benessere dei cittadini» (c. 1) e sostenendo incentivi per la «produzione, la conservazione, la circolazione e la fruizione dei libri come strumenti preferenziali per l’accesso ai contenuti e per la loro diffusione, nonché per il miglioramento degli indicatori del benessere equo e sostenibile (BES)» (c. 2).

L’articolo 2 prevede un “Piano nazionale d’azione per la promozione della lettura”, adottato su base triennale dal Ministro per i beni e le attività culturali di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e finanziato da apposito Fondo gestito dal Centro per il libro e la lettura, che prende in considerazione un ampio ventaglio di possibili azioni che coinvolgono soggetti pubblici e privati in tutta la filiera del libro: dall’industria editoriale alle librerie, alle biblioteche, alle associazioni professionali del settore. Le biblioteche in particolare – citate anche in riferimento all’esigenza di incentivarne la frequentazione (c. 3.c) – sono considerate possibili veicoli di valorizzazione della lingua e letteratura italiana anche all’estero (c. 3.d) e luoghi in cui promuovere «la dimensione interculturale e plurilingue della lettura» (c. 3.g) nonché partner a livello territoriale di iniziative per stabilire «un circuito culturale integrato per la promozione della lettura» (c. 5.f).

L’articolo 3 promuove l’adesione degli enti locali al Piano tramite «la stipulazione di Patti locali per la lettura intesi a coinvolgere le biblioteche e altri soggetti pubblici, in particolare le scuole, nonché soggetti privati operanti sul territorio» (c. 1) per aumentare il numero dei lettori abituali.

L’articolo 4 disciplina le modalità di conferimento, da parte del Consiglio dei Ministri, del titolo annuale di “Capitale italiana del libro” ad una città valutata particolarmente attiva nella promozione della lettura.

L’articolo 5, dedicato alla promozione della lettura a scuola «come momento qualificante del percorso didattico ed educativo degli studenti e quale strumento di base per l’esercizio del diritto all’istruzione e alla cultura nell’ambito della società della conoscenza», fa riferimento anche alle biblioteche, sia di pubblica lettura impegnate in collaborazioni sul territorio, sia scolastiche, per il cui personale si prevede una specifica formazione.

L’articolo 6, “Misure per il contrasto della povertà educativa e culturale”, istituisce una «Carta della cultura», di importo pari a 100 euro, con cui lo Stato contribuisce all’acquisto di libri, anche digitali, da parte di chi appartiene a nuclei familiari economicamente svantaggiati.

L’articolo 7 agevola la cessione gratuita di libri non commercializzati ad enti pubblici o ad enti privati che perseguano senza scopo di lucro finalità civiche e solidaristiche.

L’articolo 8 dichiara l’intento di «contribuire allo sviluppo del settore librario, al sostegno della creatività letteraria, alla promozione del libro e della lettura, alla diffusione della cultura e, anche attraverso il contrasto di pratiche limitative della concorrenza, alla tutela del pluralismo dell’informazione e dell’offerta editoriale» (c. 1); con queste premesse modifica la c.d. Legge Levi citata in apertura, intervenendo sul tetto di sconto previsto rispetto al prezzo di copertina dei prodotti editoriali, che la legge del 2011 aveva fissato al 15%. Il tetto è ora elevato al 5% per tutti i canali di vendita (anche per corrispondenza e online), con l’eccezione del 15% per i libri di testo scolastici e le vendite fatte alle biblioteche «purché i libri siano destinati all’uso dell’istituzione» (c. 2). Un’altra eccezione è prevista «per un solo mese all’anno, per ciascun marchio editoriale», con tetto massimo di sconto al 20%, per titoli meno recenti di 6 mesi e nel rispetto di indicazioni da emanarsi con successivo decreto del MIBACT, sempre salva «la facoltà dei venditori al dettaglio […] di non aderire a tali campagne promozionali» (c. 3). Si dispone infine che la relazione alle Camere sugli effetti dell’applicazione della legge sia trasmessa in Parlamento non più dalla Presidenza del Consiglio, come prevedeva la L. 128/2011, ma direttamente dal Ministro dei beni culturali, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e con l’autorità di Governo competente in materia di informazione e di editoria.

L’articolo 9 istituisce presso il MIBACT un albo dei punti vendita che si configurino quali «librerie di qualità», in base a requisiti che saranno stabiliti da successivo decreto ministeriale, da adottarsi entro settembre 2020.

Sempre per potenziare l’attività dei librai, l’articolo 10, “Incentivi fiscali per le librerie”, incrementa il credito d’imposta di cui all’articolo 1, comma 319, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio 2018) per gli esercenti di attività commerciali nel settore della vendita al dettaglio di libri nuovi in esercizi specializzati, o di libri di seconda mano.

Gli articoli conclusivi contengono specifiche abrogazioni e previsioni di copertura finanziaria e fanno decorrere le disposizioni della legge dall’inizio dell’anno 2020.

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3. Il dibattito nel settore: editoria, librerie, biblioteche

La legge ha suscitato vivo interesse nelle comunità professionali che gravitano attorno all’industria e alla circolazione del libro.

La parte più dibattuta è stata quella che modifica la legge del 2011 richiamata in apertura, in particolare per quanto riguarda la riduzione degli sconti sui prezzi di vendita: tale misura è stata accolta con preoccupazione dall’AIE – Associazione italiana editori, presieduta dallo stesso Ricardo Franco Levi, che come deputato nella XVI legislatura era stato primo firmatario della proposta di legge poi divenuta la L. 128/2011 ora modificata. In un comunicato, Levi ha espresso il timore che questo provvedimento, pesando sui consumatori, possa ridurre ulteriormente il numero di lettori in un Paese già in coda alle classifiche europee sulla lettura, e ha proposto di rafforzare in compenso la carta-cultura per i diciottenni “18App” e di agevolare detrazioni fiscali per l’acquisto dei libri.

Su posizioni analoghe Federconsumatori, che in nell’articolo Cultura: luci e ombre della legge per la promozione e il sostegno della lettura, sul proprio sito web, ha chiesto di potenziare i fondi stanziati per la Carta della cultura e di rivedere la modifica degli sconti, ritenuta poco efficace e non equa, nonché di individuare altri metodi per sostenere il mondo delle librerie tradizionali, suggerendo anche una rimodulazione dell’IVA sull’editoria.

Per contro, hanno appoggiato le nuove disposizioni i presidenti Paolo Ambrosini dellALI – Associazione librai italiani – Confcommercio, Medardo Montaguti di Federcartolai e Marco Zapparoli di ADEI – Associazione degli Editori Indipendenti, i quali in una nota congiunta, già prima dell’approvazione definitiva, avevano posto l’accento sull’esigenza, recepita dalla nuova legge, di premiare la concorrenza, frenare la svalutazione del libro e sostenere politiche attive per la lettura.

Favorevole anche il Sindacato italiano Librai e cartolibrai, che pur apprezzando la Legge Levi la riteneva insufficiente a tutelare le librerie – soprattutto quelle indipendenti – che dal 15% di sconto ottenevano margini di ricavo molto bassi, e che in questa nuova legge ravvisa un’opportunità di allineamento ai migliori standard europei (qui il comunicato).

Un apprezzamento per l’affermazione di «importanti indirizzi a favore della promozione della lettura» era già stato espresso anche dallAIB – Associazione italiana bibliotechein un comunicato durante la fase di iter in Senato.

Molti dei rappresentanti nominati, insieme a docenti universitari, dirigenti di istituzioni bibliotecarie, esponenti di altre associazioni e sigle sindacali, sono stati ascoltati dalla VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera nell’ambito della sua attività conoscitiva, in un ciclo di 5 audizioni informali che si è svolto tra il 18 aprile e il 15 maggio 2019.

L’elenco completo delle audizioni, da cui si accede ai resoconti sommari, si trova sul sito della Camera: https://www.camera.it/leg18/126?tab=4&leg=18&idDocumento=478&sede=ac&tipo=.

Le registrazioni integrali sono invece disponibili sulla webtv della Camera:

18 aprile https://webtv.camera.it/evento/14271

29 aprile https://webtv.camera.it/evento/14281

7 maggio https://webtv.camera.it/evento/14300

13 maggio https://webtv.camera.it/evento/14376

14 maggio https://webtv.camera.it/evento/14384

Tra gli auditi, anche Paolo Fallai, presidente dell’Istituzione Biblioteche Centri Culturali di Roma, che ha parlato dei lavori preparatori alla legge, raccogliendo varie dichiarazioni al riguardo, in un articolo per il “Corriere della sera” (Libri: stop ai maxi sconti. In arrivo la nuova legge che tutela i «piccoli» librai, 27 giugno 2019).

Dopo il passaggio in Senato, l’iter parlamentare si è concluso con approvazione all’unanimità nella seduta pomeridiana n. 186 del 5 febbraio scorso, con relazione orale del sen. Francesco Verducci e intervento in Aula del Ministro Dario Franceschini: qui la registrazione della seduta integrale (inizio della discussione: 4h 47′ 18″).

In attesa di valutare sul medio-lungo termine gli effetti che la legge avrà sul settore del libro, forniamo qui di seguito i collegamenti alla relativa documentazione di fonte parlamentare pubblicata in internet, che oltre ai testi del disegno di legge e della relazione di accompagnamento, nonché del dibattito in Assemblea e Commissioni, include documenti ricevuti, relazioni tecniche, emendamenti, dossier di documentazione, dati sulle votazioni.

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4. Prospetto dei lavori parlamentari

a) Iter

Camera dei deputati

C.478 – XVIII Legislatura
Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura
Presentato dall’on. Flavia Piccoli Nardelli (PD) ed altri il 6 aprile 2018
Assegnato alla VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione) in sede referente il 9 gennaio 2019, con pareri delle Commissioni I (Aff. costituzionali), II (Giustizia), V (Bilancio), VI (Finanze), VIII (Ambiente), X (Attivi tà produttive), XI (Lavoro), XII (Affari sociali), XIV (Politiche dell’Unione europea) e Questioni regionali.
Esaminato dalla VII Commissione, in sede referente, il 12 e 21 febbraio 2019; il 6, 13, 19, e 28 marzo 2019; il 4, 25 e 26 giugno 2019.
Esaminato in aula l’8, 9 e 10 luglio 2019 e approvato il 16 luglio 2019.

Presso la Camera dei deputati, il DDL ha assorbito i seguenti progetti concorrenti:

C.1410 – XVIII Legislatura
On. Daniele Belotti (Lega) e altri
Modifiche alla legge 27 luglio 2011, n. 128, in materia di disciplina del prezzo dei libri
30 novembre 2018: Presentato alla Camera
16 luglio 2019: Assorbito

C.1516 – XVIII Legislatura
On. Federico Mollicone (FDI) e altri
Disposizioni per sostenere l’innovazione tecnologica delle imprese editoriali e l’editoria digitale scolastica nonché per la promozione della lettura
17 gennaio 2019: Presentato alla Camera
16 luglio 2019: Assorbito

C.1614 – XVIII Legislatura
On. Paola Frassinetti (FDI) e altri
Disposizioni per la promozione della lettura di opere letterarie italiane da parte degli studenti
20 febbraio 2019: Presentato alla Camera
16 luglio 2019: Assorbito

C.1686 – XVIII Legislatura
On. Luigi Casciello (FI) e altri
Disposizioni per la promozione della lettura mediante lo sviluppo delle biblioteche scolastiche e la concessione di agevolazioni fiscali per il commercio e l’acquisto di libri, nonché modifica dell’articolo 2 della legge 27 luglio 2011, n. 128, in materia di disciplina del prezzo dei libri
18 marzo 2019: Presentato alla Camera
16 luglio 2019: Assorbito

Senato della Repubblica

S.1421 – XVIII Legislatura
Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura
18 luglio 2019: Trasmesso dalla Camera
Assegnato alla VII Commissione (Istruzione pubblica, beni culturali) in sede redigente il 23 luglio 2019, con pareri delle Commissioni I (Affari costituzionali), II (Giustizia), V (Bilancio), VI (Finanze), X (Industria), XII (Sanità), XIII (Ambiente), XIV (Unione europea), e Questioni regionali.
Esaminato dalla VII Commissione in sede redigente il 23 e 29 ottobre 2019; il 5 novembre 2019 e il 29 gennaio 2020.
Esaminato in aula ed approvato il 5 febbraio 2020.
Approvato definitivamente. Legge

b) Dossier di documentazione

Camera dei deputati

  • Dipartimento Cultura CU0048a (27 giugno 2019)Promozione e sostegno della lettura. Elementi per l’esame in Assemblea
  • Osservatorio legislativo e parlamentare QR0044 (25 giugno 2019)Disposizioni per la promozione e il sostegno della letturaElementi per la valutazione del riparto di competenze tra Stato e Regioni
  • Dipartimento Cultura Cost053 (25 giugno 2019). Promozione e sostegno della lettura. Elementi per la valutazione degli aspetti di legittimità costituzionale
  • Servizio Bilancio dello Stato AF0478 (24 giugno 2019). Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura
  • Dipartimento Cultura CU0048 (11 febbraio 2019). Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura. Schede di lettura

Senato della Repubblica

  • Dossier – n. 172 (PDF) Dossier del Servizio Studi sull’A.S. n. 1421, Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura
  • Nota Breve – n. 153 (PDF) Promozione e sostegno della lettura, A.S. n. 1421. Documentazione per l’attività consultiva della Commissione parlamentare per le questioni regionali
  • Nota Breve – n. 170 (PDF) Disegno di legge A.S. 1421, Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura.

Fonte: Senato.it

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Angelicum, Roma. Proroga candidature borse di studio Progamma S.T.R.O.N.G.


Programma S.T.R.O.N.G.
Borse di studio
Laurea triennale in Scienze Sociali
Corso Professionale annuale in Management del Terzo Settore
per cittadini stranieri residenti in Italia
nuove generazioni (cittadini italiani)
giovani ed adulti
candidature entro il 20 Luglio 2020
(scadenza prorogata)
 
Obiettivo: rafforzamento delle capacità dei cittadini stranieri residenti in Italia e degli Italiani di seconda generazione, giovani ed adulti, perché possano divenire agenti di cambiamento sociale, capaci di promuovere l’inclusione sociale dei migranti nei territori.
 
La borsa di studio comprende:
  • iscrizione al corso di Laurea triennale in Scienze Sociali o al Corso annuale in Management del Terzo Settore
  • partecipazione a ricerche di Facoltà
  • orientamento al lavoro, tirocini formativi e attività sociali
  • collaborazione con un’ampia rete di soggetti del territorio
 
Requisiti:
  • Essere cittadini stranieri residenti in Italia o italiani con background migratorio (nuove generazioni)
  • Titolo di studio valido per l’accesso al livello accademico richiesto, inclusa la possibilità di riconoscimento dei  titoli  conseguiti  in paesi  diversi, e valutazione della compatibilità di esami sostenuti con il percorso formativo richiesto. Non è necessario produrre la traduzione dei titoli esteri.
 
Per presentare una candidatura:
  • inviare email a fass@pust.it entro le ore 18:00 del 20 Luglio 2020 con i documenti seguenti
  • Lettera di motivazione personale
  • CV, completo di dati anagrafici (data e luogo di nascita, CF, residenza) e di contatto (email, telefono). Se  si  desidera  una  valutazione  di  precedenti  corsi/titoli  universitari  e/o professionali, produrre anche copia dei titoli, con trascrizione dei corsi sostenuti.
  • ISEE
  • Lettera di presentazione di una associazione/comunità di migranti o che opera per l’inclusione sociale dei migranti
 
I colloqui si terranno nei giorni 2-3-4 Settembre. La graduatoria definitiva sarà diffusa entro il 10 Settembre. Le iscrizioni dovranno avvenire entro il 21 Settembre. Le lezioni inizieranno ad Ottobre 2020.
 
Per ulteriori informazioni consultare il bando STRONG o contattare la segreteria della Facoltà di Scienze Sociali dell’Angelicum: email fass@pust.it, telefono 06.6702.402.
 
Partecipate o passate parola! Grazie.

IE, Giornata della camicia tradizionale romena


€UROITALIA news

A partire dal 21 giugno 2020, si terrà l’evento IE, inspiring generations, dedicato alla celebrazione più attesa dei mesi estivi: la Giornata Universale della IE, camicia tradizionale romena, celebrata in passato da artisti come Matisse e da stilisti dell’alta moda come Yves Saint Laurent o Jean Paul Gaultier.

LSRS Italia è un’organizzazione non governativa costituita da giovani romeni che studiano nelle maggiori università italiane e che promuovono la cultura romena nello spirito del dialogo interculturale. La squadra LSRS organizza eventi annualmente, in occasione di festività importanti, come ad esempio la festa romena di Martisor o la Giornata Universale della IE, ritenendo che la cultura crei un legame speciale tra le persone, avvicinandole e tenendole unite. Infatti, nel contesto dell’insolita situazione in cui ci troviamo tutti negli ultimi mesi, la cultura ha rappresentato un elemento di stabilità e di coesione.

L’evento IE, inspiring generations continua la tradizione degli…

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Roma. Programma S.T.R.O.N.G. – Borse di studio per stranieri residenti in Italia e nuove generazioni


Programma S.T.R.O.N.G.
Borse di studio
Laurea triennale in Scienze Sociali
Corso Professionale annuale in Management del Terzo Settore
per cittadini stranieri residenti in Italia
nuove generazioni (cittadini italiani) giovani ed adulti
candidature entro il 10 Luglio 2020
 
Obiettivo: rafforzamento delle capacità dei cittadini stranieri residenti in Italia e degli Italiani di seconda generazione, giovani ed adulti, perché possano divenire agenti di cambiamento sociale, capaci di promuovere l’inclusione sociale dei migranti nei territori.
 
La borsa di studio comprende:
  • iscrizione al corso di Laurea triennale in Scienze Sociali o al Corso annuale in Management del Terzo Settore
  • partecipazione a ricerche di Facoltà
  • orientamento al lavoro, tirocini formativi e attività sociali
  • collaborazione con un’ampia rete di soggetti del territorio
 
Requisiti:
  • Essere cittadini stranieri residenti in Italia o italiani con background migratorio (nuove generazioni)
  • Titolo di studio valido per l’accesso al livello accademico richiesto, inclusa la possibilità di riconoscimento dei  titoli  conseguiti  in paesi  diversi, e valutazione della compatibilità di esami sostenuti con il percorso formativo richiesto. Non è necessario produrre la traduzione dei titoli esteri.
 
Per presentare una candidatura:

inviare email a fass@pust.it entro le ore 11:00 del 10 Luglio 2020 con i documenti seguenti:

  • Lettera di motivazione personale
  • CV, completo di dati anagrafici (data e luogo di nascita, CF, residenza) e di contatto (email, telefono). Se  si  desidera  una  valutazione  di  precedenti  corsi/titoli  universitari  e/o professionali, produrre anche copia dei titoli, con trascrizione dei corsi sostenuti.
  • ISEE
  • Lettera di presentazione di una associazione/comunità di migranti o che opera per l’inclusione sociale dei migranti
 
I colloqui si terranno nei giorni 2-3-4 Settembre. La graduatoria definitiva sarà diffusa entro il 10 Settembre. Le iscrizioni dovranno avvenire entro il 21 Settembre. Le lezioni inizieranno ad Ottobre 2020.
 
Per ulteriori informazioni consultare il bando STRONG o contattare la segreteria della Facoltà di Scienze Sociali dell’Angelicum: email fass@pust.it, telefono 06.6702.402.

Viziuni mistice anticomuniste. Maria Ionela Cotoi


Maria Ionela di Gesù Eucaristico Insanguinato e del Cuore Immacolato, Fondatrice della Congregazione del Cuore Immacolato. Maria Cotoi, questo il suo nome al secolo, nasce a Băița, nel Distretto di Mures il 18 Aprile del 1926. Educata cristianamente e Timorata di Dio fin da fanciulla sente nitida la chiamata ad essere Sposa di Gesù. Nonostante la sulfurea tempesta del comunismo realizzò in pienezza la sua Vocazione.

In sincera obbedienza ai Pastori riuscì non solo a Consacrarsi ma, come detto, fondò anche un Istituto: la Congregazione del Cuore Immacolato il cui carisma originario, derivante da precise ispirazioni Celesti, è la Adorazione Eucaristica.

Suor Maria Ionela è morta, sazia di giorni, Domenica 17 Giugno 2018. https://ilbenevincera.wordpress.com/suormariaionela/

In memoriam Mihai Pelin

În septembrie 1951, la Tribunalul Militar Bucureşti s-a desfăşurat procesul diplomaţilor italieni şi a colaboratorilor români ai acestora. Pentru a-i „încolţi“ pe clericii catolici subordonaţi Legaţiei Italiei, anchetatorii au pretins că aceştia aveau legături cu o călugăriţă cu probleme mentale, care susţinea că Maica Domnului îi transmitea mesaje anticomuniste.

Al doilea personaj important din lot, parohul Pietro Ernesto Clemente Gatti, s-a trezit într-o situaţie pe care nimeni nu putea s-o prevadă. O parte din banii pe care-i distribuise greco-catolicilor din Transilvania ajunsese la călugăriţa Maria Ionela Cotoi şi la călugărul Gavrilă Sălăjan, persoane considerate recalcitrante, care creau probleme destul de stânjenitoare regimului comunist, dar despre care parohul nu avea cunoştinţă. şi completul de judecată îl acuza că ar fi finanţat tentative de rebeliune printre clericii şi mirenii legaţi de catolicism. Chestiune extrem de gravă, la care Clemente Gatti nici măcar nu putea riposta, deoarece, efectiv, nu ştia despre ce era…

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