Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2019 – 2020. Video conferenza in diretta streaming


VIDEO-CONFERENZA IN DIRETTA STREAMING SUL SITO E SULLA PAGINA FACEBOOK DI IDOS

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Presentazione del volume bilingue

Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2019 – 2020

Venerdì 29 maggio 2020
ore 10.00 – 12.30

La video conferenza potrà essere seguita in streaming
sulla Home page del sito http://www.dossierimmigrazione.it e sulla pagina Facebook  di Idos

 

Il 29 maggio 2020 alle ore 10.00 sarà presentato il Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2019-2020 di IDOS – Centro Studi e Ricerche sull’immigrazione in collaborazione con OIM – Ufficio di Coordinamento per il Mediterraneo dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e CNA.

La video-conferenza sarà trasmessa in diretta sul sito di IDOS e sulla pagina facebook : https://www.facebook.com/pg/dossierimmigrazione/.
Il programma è disponibile sul sito http://www.dossierimmigrazione.it .

PROGRAMMA

 

SALUTI INTRODUTTIVI

LUCA DI SCIULLO, Presidente del Centro Studi e Ricerche IDOS

MARIA FERMANELLI, Vice Presidente della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa – CNA

LAURENCE HART, Direttore dell’Ufficio di Coordinamento per il Mediterraneo
dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni – OIM
CARLO CORAZZA, Capo Ufficio per l’Italia del Parlamento Europeo

PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO
MARIA PAOLA NANNI, Centro Studi e Ricerche IDOS

INTERVENTI DI APPROFONDIMENTO
PAOLA ANDRISANI, ricercatrice e esperta di migrazione
HIND LAFRAM, imprenditrice nel comparto della moda

MIRELA GHIMIS DUMITRESCU, imprenditrice nel comparto del bioagriturismo

CONCLUSIONI

EMANUELA C. DEL RE, Vice Ministra per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale

Scarica il Programma 29 maggio 2020 

Il Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2019-2020 di IDOS sull’Imprenditoria immigrata, contiene un articolo sulla ricerca SECMER, condotta dal Prof. Cristiano Colombi, e alcune testimonianze  e delle imprese che i ricercatori della Facoltà di Scienze Sociali della Pontificia Università di San Tommaso d’Aquino in Urbe “Angelicum”, hanno intervistato.

Studenti romeni in Italia. Ana Maria Gabriela Corozanu: “Mi manchi, mamma”


 

“Mi manchi, mamma”, di Ana Maria Gabriela Corozanu (Liceo Scientifico Statale «Vito Volterra», Ciampino (RM)

Pochi giorni dopo averti abbracciata per l’ultima volta

Ho la sensazione di fluttuare sospesa tra una distesa di sabbia e un sole cocente, di galleggiare in un brodo caldo, denso, paradossalmente impalpabile, ma avvolgente. Mi scopro piacevolmente abbandonata, alla deriva in un mare, in cui non mi sono mai bagnata, ma la cui immagine mi culla. È un flusso caldo, simile a due braccia materne, quelle il cui calore emanato ti scioglie rendendoti molle di fiducia, ti rivitalizza e ti gonfia il petto di un liquido caldo e potente. Non percepisco più il disordine delle cose, gli spostamenti intorno a me invadono la bolla dentro cui viaggio, la deformano fino a sfiorarmi, ma non sono sufficienti a farla scoppiare. Tutto mi risuona distante, appannato, come se non appartenessi più al mio corpo e il mio spirito aleggiasse nella bolla stessa, in attesa di essere riassorbito. E sento di non appartenere né al mio corpo, né al mio spirito e, mentre il tempo si dilata, perde consistenza, e fingo di accettare, di rendermi conto che non posso assistere alla mia vita dall’alto, lasciarmela scivolare addosso, come se mi appartenesse ma il suo evolversi non dipendesse dalle mie scelte, mi rifugio nel pensiero che ci sia tu a vegliare su di me, che le braccia siano le tue, che la sicurezza, il senso di protezione che mi infondi quando mi accompagni, quando semplicemente ti ho a fianco e riconosco il tuo odore di madre, la scia che ti segue in ogni tuo spostamento faccia effetto anche a chilometri di distanza.

Mi manchi, mamma. Mi mancano le tue ali che sono e saranno sempre la mia unica e vera casa.

Qualche settimana dopo aver annusato la tua pelle perl’ultima volta
Vorrei che ci fossi tu a sorreggermi, vorrei abbandonarmi sul tuo petto e riacquistare la percezione della realtà; ma tu non ci sei, non ho più le narici sazie del tuo profumo esotico, profumo di casa e di famiglia, e non ricordo più il tuo respiro tiepido, che si condensa sulle mie guance, sulla mia fronte prima di sussurrarmi la buonanotte, mi sembra di averlo sognato o solo immaginato. È come se mi fossi resettata o avessi archiviato tutta la mia esistenza prima di intraprendere questo viaggio. Mi corrode dall’interno la nostalgia, brucio per la mancanza, l’abbandono del mio vissuto, ma si tratta di un dolore nascosto nei meandri più profondi della mia mente, nei ventricoli del mio cuore, un lamento continuo che non riesco a far esplodere, che mi tormenta perché sento che non appartengo più alla memoria che hai di me, che io non appartengo più a lei ed è difficile prenderne atto. È difficile scollarsi dalla tua persona, rinascere dalle sue ceneri come una fenice. Non distinguo più il giorno dalla notte, il tempo si dilata, si restringe e non sono più in grado di dire quanto tempo è realmente passato da quando ci siamo sussurrate addio con lo sguardo. Questa partenza rappresenta per me, per te, la rottura dell’equilibrio nelle fiabe, parto per trovare il tesoro: un nuovo inizio, una nuova opportunità, il lieto fine della mia, della tua, della nostra fiaba.

Mi manchi, mamma, mi manca l’odore della tua pelle, la consistenza della tua carne, il calore che emanava.

Qualche mese dopo aver incrociato il tuo sguardo per l’ultima volta                                 Mi raggomitolo su me stessa con la testa fra le ginocchia, mentre cerco di nascondermi, di fare pena, di apparire debole, solo un mucchietto di carne ed ossa abbandonato e dimenticato in un angolo di quest’arca, che non è altro che un gommone stracolmo di persone e disperazione, ma che per noi rappresenta l’ultima speranza, l’ultima via di uscita. Sto morendo di freddo, non perché la temperatura sia incredibilmente bassa qua, in mezzo al mare, a poca distanza da quelle terre bollenti e colorate, ma perché ormai credono tutti che io sia solo un corpo esanime… e sto cominciando a crederlo anche io. Se solo sapessero che la mia mente non smette di vomitare pensieri e parole. Mi sto allontanando dal mio albero, dalla mia fonte di ossigeno e annaspo da sola in questo mare sconosciuto.
Mi manchi, mamma. Solo il tuo sguardo severo e al contempo colmo di dolcezza saprebbe destarmi.

Non so quanto tempo è passato
Ho perso il senso di questo viaggio, ogni sforzo mi sembra vano, la meta sembra sempre più lontana e ormai resisto solo perché non posso più tornare indietro. La vita, la speranza, la gioia di un nuovo inizio stanno abbandonando il mio corpo. Il senso di debolezza è contagioso e si espande fra noi compagni di viaggio come una malattia fatale. Mi ripeto che devo farcela, per te, mamma, ma non mi basta: ho bisogno di rianimarmi, rinnovarmi. Avrei bisogno di trattenere il respiro fino a sentir bruciare i polmoni, la faccia congestionata, bollente e pulsante come le vene del collo e, solo a quel punto, avrei sete di vita, sentirei esplodere in me un tentativo disperato di rinascita, uno schizzo tagliente di speranza, di istinto alla sopravvivenza.
Ardente di vita e con il cuore pulsante, avido d’aria, risalirei in superficie per placare quel fuoco, respirerei a pieni polmoni fino ad avere la nausea per la pienezza e assorbirei voracemente la freschezza dell’etere che abbandonerebbe il mio corpo, la mia essenza, con una nuova consistenza, densa delle mie scorie, delle mie impurità e potrei finalmente sentirmi pulita, rinata, depurata.

Mi manchi, mamma. Ormai manca poco, adesso avrei bisogno che tu mi ricordassi che ce la posso fare, che non devo mollare.
È stata la tua mano ad afferrarmi, a salvarmi. La riconoscerei fra mille.

ANA MARIA GABRIELA COROZANU
Liceo Scientifico Statale «Vito Volterra», Ciampino (RM)

 

Pubblicato in La scrittura non va in esilio. Racconti. 2019. A cura di Centro Astalli. Roma, pp. 70-73.

Mi manchi, mamma” è un racconto tragico, in cui l’autrice riesce attraverso un attento e sapiente utilizzo del tema della mancanza della figura materna, a far percepire il dolore, l’abbandono, il tentativo di rinascita, che non è sconfitta ma consapevolezza. È un testo pieno, mai scontato, le emozioni scorrono fluide, senza cadute di tono e senza retorica. Ana Maria Gabriela Corozanu è una giovane “abitata” dai temi trattati, cosicché le sue parole, nel riviverli, esprimono oltre sé stessa l’atemporalità. Già dal titolo – che implica nella sua planimetria distacco e assenza – l’autrice ci invita a salire nell’imbarcazione del suo cuore per vedere l’intimità del suo mondo dall’infanzia al disincanto, fino al tempo della lontananza che è riscoperta di sé e della madre. È uno scrivere materico e stringente, tramato sul tema del moto ondoso del mare e delle cure materne; se fosse un dipinto sarebbe a tinte forti e contrastanti. Infatti i tre quadri narrati, per descrivere i sentimenti di una giovane che abbandona la madre per cercare salvezza, sono dotati di grande mobilità emotiva ma anche di incisività a tratti dura, con un ritmo interno e un incalzare che rendono il racconto degno di nota.

Flavia Cristiano, Direttrice del Centro per il Libro e la Lettura Ministero per i Beni e le Attività Culturali

ACDC, la piattaforma di gioco che aiuta a prevenire il declino cognitivo


L’Associazione IRFI „Italia Romania Futuro Insieme”, promuove l’alfabetizzazione digitale per la prevenzione del declino cognitivo.

ACDC – Adult Cognitive Decline Consciousness” è un progetto europeo finanziato dal Programma Erasmus+,  di cui l’ente di formazione  IAL Nazionale  è capofila, in partnership con alcuni enti di formazione, associazioni, e l’Università La Sapienza di Roma.

La nostra associazione invita anche i romeni a Roma a  partecipare alla sperimentazione; collegandosi al sito web https://www.acdcproject.eu/it/ , possono registrarsi con e-mail e password, cliccando su “entra ora“, e seguire il corso ludico presente sulla piattaforma (dura circa due ore)*.

Il progetto ACDC si rivolge nello specifico ad adulti nella fascia d’età compresa tra i 40 e i 60 anni come diretti interessati sia nella prevenzione del declino cognitivo sia, insieme alle loro famiglie, nell’accrescimento delle proprie competenze sanitarie per la gestione di membri familiari più anziani colpiti da declino cognitivo. L’invecchiamento della popolazione Europea è una sfida importante sia dal punto di vista sociale che economico e necessita di azioni e soluzioni innovative a tutti i livelli. Strettamente legato all’invecchiamento, il declino cognitivo è un fenomeno sempre in crescita che impatta sia sulle famiglie europee che sui sistemi sanitari nazionali.

Con l’obiettivo di sviluppare un set di strumenti formativi innovativi sul tema della salute e dell’alfabetizzazione digitale per la prevenzione del declino cognitivo, il progetto intende aumentare la responsabilizzazione a livello sanitario dei cittadini europei e promuovere comportamenti e scelte più consapevoli negli adulti a livello di self‐care.

La piattaforma interattiva insegna a prevenire il declino cognitivo in modo ludico.  Per partecipare alla sperimentazione, basta collegarsi al sito web https://www.acdcproject.eu/it/ , registrarsi cliccando su “entra ora” e seguire il corso ludico presente sulla piattaforma (dura circa due ore).

 

Per richiedere informazioni sul progetto e le sue attività si prega di contattare Elena Lechiancole, e-mail: e.lechiancole.nazionale@ialcisl.it , tel. +39 06.399.55.24

 

Pentru informații în limba română, scrieți un mesaj whatsapp : +39 3201161307

                                            ACDC per una mente agile a tutte le età. /                                                            ACDC pentru o minte ascuțită la orice vârstă.

 *Se qualcuno avesse bisogno di aiuto per aprire una casella di posta elettronica, i volontari della nostra associazione sono disponibili a fornirgli assistenza in merito.

Romeni in Italia: aumenta del 30% il numero degli alunni 2G nelle scuole italiane


Alunni stranieri, i numeri: maggiore presenza al Nord, prevalenza romeni. Che percorsi scolastici scelgono?

di Laura Biarellahttps://www.orizzontescuola.it/

Gli alunni stranieri presenti sul territorio italiano sono soggetti all’obbligo scolastico, a prescindere dal possesso o meno del permesso di soggiorno. L’ordinamento giuridico predispone una serie di tutele per questi studenti, finalizzate al potenziamento dell’offerta formativa. Nel 2018 il Miur ha pubblicato un documento che fotografa lo stato dell’arte della presenza di studenti stranieri nelle scuole italiane.

I numeri. Il MIUR nel marzo 2018 ha diffuso un focus sugli alunni con cittadinanza non italiana, con dati aggiornati al 31 agosto 2017: gli studenti stranieri presenti in Italia erano circa 826.000 (9,4% dell’intera popolazione scolastica).

I tassi di scolarità degli studenti con cittadinanza non italiana. Per quanto riguarda i bambini ed i ragazzi con cittadinanza non italiana ma residenti in Italia, il focus del MIUR ha fornito dei tassi di scolarità, in altre parole le percentuali di presenza nelle scuole:

  • scuola dell’infanzia (età 3 – 5 anni): il 77% (cioè frequenta l’infanzia il 77% dei bambini con cittadinanza non italiana residenti in Italia, a fronte del 96% dei bambini italiani),
  • scuola del primo ciclo (età 6-13 anni): intorno al 100%,
  • primo triennio della scuola secondaria di II grado (età 16-16 anni): intorno al 90%,
  • ultimo biennio della scuola secondaria di II grado (età 17-18 anni): intorno al 64,8%.

L’incidenza regionale percentuale nel contesto scolastico. Lo stesso focus ha fornito una sorta di classifica percentuale dell’incidenza del numero di studenti con cittadinanza non italiana nel globale contesto scolastico:

  • Emilia Romagna: quasi il 16% degli studenti non ha la cittadinanza italiana,
  • Lombardia 14,7%,
  • Umbria 13,8%,
  • Toscana 13,1%,
  • Veneto e Piemonte 13,0%,
  • Liguria 12,3%,
  • Campania 2,4%, ed è la è la regione in cui l’incidenza degli studenti con cittadinanza non italiana risulta la più bassa a livello nazionale.

Studenti nati in Italia da genitori con cittadinanza non italiana. Il numero degli alunni presenti nelle scuole italiane che sono nati nel nostro Stato da genitori stranieri (cd. immigrati di seconda generazione) è in costante aumento: nel quinquennio 2012/2013-2016/2017 tale categoria di studenti è passato da circa 371.000 a circa 503.000 unità, con un incremento del 35,4%.

Le provenienze. I dati hanno analizzato il fenomeno migratorio, interessato da oltre 200 Paesi, tuttavia le presenze più consistenze sono:

  • romeni (158.428),
  • albanesi (112.171),
  • marocchini (102.121).

Le preferenze alla secondaria di II grado. Gli studenti stranieri scelgono prevalentemente percorsi formativi a carattere tecnico o professionale. Nell’a.s. 2016/2017, l’incidenza percentuale degli studenti stranieri nei tre percorsi di istruzione secondaria di II grado è stata pari a:

  • 12,5% negli istituti professionali,
  • 8,5% negli istituti tecnici,
  • 4,1% nei licei.
  • il 19,4% delle scuole non ha avuto alcuno studente straniero,
  • il 59,4% ha avuto una percentuale di studenti con cittadinanza non italiana fino al 15% (59,2% nel 2015/2016),
  • il 15,6% ne ha avuto in misura variabile tra il 15 e il 30% (15,4% nel 2015/2016),
  • nel rimanente 5,6% di scuole, la presenza degli studenti con cittadinanza non italiana è stata superiore al 30%.

8 Feb 2020 – 7:03 – Laura Biarella

Fonte: https://www.orizzontescuola.it/ 

Il popolo insostituibile dei “caregiver”


Sono mamme, papà, mogli, figli, fratelli, sorelle, nipoti. Assistono in casa, tutti i giorni, un loro parente disabile, anziano non autosufficiente o affetto da una malattia cronica invalidante. Accudiscono, vestono, lavano, imboccano persone che non riescono a farlo da sole. Con notti insonni, corse in ospedale e carrozzine da portare.

Si chiamano “caregiver familiari” e sono, di fatto, dei “volontari” generosi e senza alternative, costretti a sostituirsi alla mancanza di servizi socio- sanitari sul territorio. In Italia se ne contano 7,3 milioni: un esercito nascosto, senza aiuti economici, e senza una legge che li tuteli.

Ma qualcosa si sta muovendo: nell’ultima settimana di questo mese la Commissione Lavoro del Senato comincerà a discutere il disegno di legge n. 1461, testo unico firmato da senatori di tutti i gruppi, che prevede il riconoscimento e il sostegno a chi svolge questo ruolo. I soldi ci sono già: il Fondo appositamente istituito ammonta a 65 milioni per il triennio 2018-2020. Risorse “congelate”, però, finché non c’è la legge. «Una cifra inadeguata, che non tiene conto delle effettive necessità» è il giudizio di Alessandro Chiarini, presidente del Coordinamento nazionale Famiglie con Disabilità (Confad), che definisce il ddl «pressapochista e lontano anni luce dal fornire risposte serie e concrete al problema». «Da parte della classe politica finora c’è stato un muro di indifferenza – prosegue Chiarini – perché si considerano ancora i caregiver come dei volontari senza sapere che molti vivono in povertà perché costretti a lasciare il loro lavoro per dedicarsi a tempo pieno all’assistenza del congiunto, un’attività massacrante, anche psicologicamente».

E chi si ammala non ha alcuna copertura assicurativa. «Anche su questo il ddl non comprende misure concrete» sostiene l’associazione, che chiede di migliorare il testo legislativo introducendo quattro punti a favore del caregiver: contributi figurativi equiparati a quelli dell’operatore socio-sanitario e possibilità di prepensionamento; un assegno per chi non può condurre un progetto di vita indipendente; snellimento delle procedure burocratiche per il proprio assistito con percorsi preferenziali nelle strutture sanitarie e riduzione dei tempi di attesa per visite ed esami; la possibilità di lavorare usufruendo delle varie forme di smartworking. Se per il Confad il disegno di legge è «un’odiosa beffa», per la Fish (Federazione italiana per il Superamento dell’Handicap) in questa fase dell’iter serve soprattutto «prudenza».

Il popolo insostituibile dei “caregiver”

Fulvio Fulvi (Marcello Palmieri) Avvenire, 19 gennaio 2020

 

Luca e la sua mamma hanno bisogno della nostra solidarietà. Cercano un’abitazione in affitto, a Roma e aiuto per sostenere le spese della casa. 

ROMA: CORSO IAL GRATUITO ”DONNE IMPRENDITRICI E INNOVATRICI CON L’USO DELLE TECNOLOGIE”


Si svolge a Roma il Corso di formazione “DONNE IMPRENDITRICI E INNOVATRICI CON L’USO DELLE TIC (tecnologie dell’informazione e della comunicazione)”, organizzato da IAL Nazionale, via Trionfale, 101 (Metro A – Cipro).

La prima edizione del corso si è conclusa con successo il 10 gennaio scorso, avendo visto la partecipazione di donne tra i 20 e 60 anni: italiane, romene e brasiliane, residenti in Italia. Freelance, architette, fotografe, formatrici, organizzatrici di eventi, scrittrici, manager, artiste, designer, impegnate nel terzo settore: donne entusiaste di conoscersi e formarsi; di condividere le proprie idee imprenditoriali in uno spirito di collaborazione, con l’obiettivo di fare rete e sviluppare insieme progetti futuri ecosostenibili, con l’ausilio di strumenti informatici e servizi tecnologici. 

Sono aperte le iscrizioni per le prossime edizioni previste per le seguenti date:

  • 16-17 gennaio 2020, dalle ore 9 alle 15
  • 29-30 gennaio 2020, dalle ore 14 alle 20

Per l’iscrizione è necessario inviare un’e mail a:  e.lechiancole.nazionale@ialcisl.it

Il corso si è posto l’obiettivo di promuovere e migliorare l’occupazione e lo spirito imprenditoriale delle donne attraverso la formazione all’uso di strumenti e servizi tecnologici.
Moduli del corso: imprenditorialità e freelencing; come trovare il giusto datore di lavoro e sicurezza informatica.

DESTINATARI: Donne

ATTESTATO: Verrà rilasciato attestato di partecipazione

MODALITÀ di ISCRIZIONE: l’iscrizione è obbligatoria.

Per l’iscrizione è necessario inviare un’e mail a: e.lechiancole.nazionale@ialcisl.it

INDIRIZZO: IAL, Via Trionfale 101 – 00136 Roma.

 

Dragi românce din Roma, vă invităm să participați la Cursul de formare antreprenorială „Femei în afaceri și inovatoare, cu utilizarea serviciilor TIC (tehnologia informației și comunicării)“, organizat de IAL (Innovazione Apprendimento Lavoro) Roma.
Cursul este gratuit, făcând parte dintr-un proiect european care promovează și arată bunele practici ale femeilor antreprenoare și inovatoare, interesate să utilizeze tot felul de instrumente tehnologice și servicii digitale, pentru a genera oportunități de afaceri și a stimula dezvoltarea de noi soluții alternative în situații de șomaj și antreprenoriat.

Primul grup de femei din Roma cu importante idei de afaceri, a terminat cursul pe 10 ianuarie, 3 dintre care românce, sunt implicate activ în dezvoltarea rețelei de antreprenoare. 

Vă puteți înscrie la curs pentru ediția:

  • 16-17 ianuarie 2020, de la ora 9 la ora 15, sau
  • 29-30 ianuarie 2020, de la ora 14 la ora 20

scriind un e-mail la:  e.lechiancole.nazionale@ialcisl.it

Pentru amănunte în limba română, trimiteți un mesaj whatsapp la: 320 1161307.

Despre ce este vorba?

Proiectul EMPRENDEDORAS INNOVADORAS TIC (EITIC), este un  program european dedicat formării tehnologice a femeilor în contexte de nesiguranță.

Cursurile de formare gratuite sunt organizate în tări precum Italia, Norvegia, România și Spania, în parteneriat cu:

Fundación Cibervoluntarios España

The European Centre for Women and Technology – ECWT Norway

IAL Nazionale – Innovazione Apprendimento Lavoro Italia

Metodo Studii Consultanta Romania 

Cursul își propune să promoveze și să îmbunătățească ocuparea forței de muncă și spiritul antreprenorial al femeilor prin formarea în utilizarea instrumentelor și serviciilor tehnologice.
Module: antreprenoriat și freelencing; cum să găsești angajatorul potrivit; securitatea computerului.

Programul STRONG. Oportunitate de studiu la Roma: bursă de licență și masterat


Burse oferite de către Facultatea de Științe Sociale din Universitatea Internațională “Angelicum”, Pontificia Università di San Tommaso d’Aquino in Urbe,  împreună cu organizația nonprofit Adjuvantes onlus – Fond de solidaritate educațională, din Roma (Italia). Programul STRONG, sub conducerea vice-rectorului Sr. Prof. Helen Alford O.P., susține studenții migranți și G2 în obținerea celei mai bune educații, astfel încât aceștia să devină „agenți” și generatori ai schimbării sociale, contribuind totodată la îmbunătățirea legăturilor sociale și consolidând relațiile în comunitățile locale din care fac parte.

În decembrie 2018, comunitatea internațională a semnat două pacte globale, unul privind refugiații și celălalt privind migrațiile. Vaticanul s-a aflat în fruntea redactării acestor documente și solicită instituțiile bisericești de învățământ să se angajeze în această direcție, dezvoltând și realizând în mod concret temele și progresele atinse de Pontif și colaboratorii săi.

Programul STRONG își asumă această mare provocare: își propune să consolideze capacitatea cetățenilor străini rezidenți în Italia și a italienilor din generația a doua (G2), tineri și adulți, astfel încât aceștia să poată deveni agenți ai schimbării sociale, capabili să promoveze incluziunea socială a migranților în spațiile locale.

În special, programul oferă burse pentru a accesa la studii universitare sau profesionale. Acestea sunt destinate cetățenilor străini, deci și românilor din Italia, sau rezidenților din a doua generație care doresc să își completeze pregătirea și să dezvolte abilități noi și competențe, îmbunătățind astfel oportunitățile de muncă, de asemenea, întărindu-și stima față de sine.

La sfârșitul cursului de studiu, participanții la Program vor avea dezvoltate abilități și competențe transversale (holistice) în științe sociale și / sau în managementul organizațiilor nonprofit (al treilea sector) și al societății civile; de asemenea, ei vor avea un bagaj de experiențe multiculturale și vor fi în posesia unor metodologii și instrumente utile în domeniul cercetării sociale și în planificarea participativă spre dezvoltarea comunităților și spațiilor locale, în colaborare cu rețeaua de parteneri ai Programului STRONG.

DESCRIERE ȘI OBIECTIVE
Facultatea de Științe Sociale din Universitatea Pontificală Sf. Toma de Aquino, Angelicum, din Roma, împreună cu Adjuvantes onlus, pun la dispoziție burse totale și parțiale (cu o contribuție minimă din partea studentului, circa 200,00 eur pe semestru) pentru cetățeni străini și italieni cu trecut migraționist. Bursele, disponibile începând cu anul universitar 2018/2019 până în 2023-2024, vizează implicarea participanților la Program în următoarele linii de acțiune:

Selezione / Selecție – Procesul de difuzare a ofertei, de achiziție a cererilor și de evaluare a motivațiilor candidaților, cu scopul de a crea grupuri eterogene de participanți la Program, pentru a spori diversitatea culturală și generațională.

Cerințele de participare sunt:

  • să fie cetățeni străini cu domiciliul în Italia sau italieni cu trecut migraționist (G2, adică, a doua generaţie),
  • să fie în posesia unui titlu de studiu valabil pentru a accesa la nivelul academic solicitat, inclusă posibilitatea recunoașterii calificărilor obținute eventual în diferite țări și evaluarea compatibilității examenelor susținute vizavi de parcursul necesar de formare. Traducerea titlurilor de studii / transcrierilor, nu este necesară: solicitarea unei eventuale traduceri va avea doar scop informativ.

Training / Pregătire – Accesul la următoarele cursuri academice și de formare profesională:

  • a) înscrierea la Ciclul I  (Baccellierato (Laurea Triennale) in Scienze Sociali) – studii universitare de licență în științe sociale (clasa L-36 domeniul de științe politice și relații internaționale). Cursul are durata de trei ani (șase semestre) și se finalizează cu un examen scris cu caracter multidisciplinar (corespunde unui număr de 180 de credite conform ECTS/SECT, și se finalizează prin nivelul 6 din EQF/CEC).
  • b) înscrierea la Ciclul II  (Licenza (Laurea Magistrale) in Scienze Sociali) – studii universitare de licență (master*) în științe sociale, pe cele două adrese: științe politice (clasa LM-62 a masterului în științe politice) și economie și management (clasa LM-81 a masterului în științe cooperare internațională pentru dezvoltare). Cursul are durata de doi ani și se finalizează cu redactarea și disertaţia lucrării de licență (120 ECTS/SECT, 7 EQF/CEC).
  • c) înscrierea la cursul anual de pregătire în „Managementul organizațiilor din al treilea sector și al întreprinderilor sociale” (“Management delle Organizzazioni del Terzo Settore e delle imprese sociali”).
    Programul include, de asemenea, participarea la cursuri și seminarii specifice pe probleme de migrație, organizate în colaborare cu partenerii Programului STRONG.

Research / Cercetare – Participarea la un proiect anual de cercetare pe probleme de migrație, pentru studenții implicați în programele de formare a) și b).

Orientamento / Orientare și cetățenie activă – Toți participanții la Program vor fi implicați în cursuri de orientare de grup. Studenții programelor de formare a) și b) vor putea profita de cursuri de orientare individuale și vor fi implicați în experiențe de participare și cetățenie activă, atât în ​​cadrul universității, cât și în afara acesteia (voluntariat, stagii, etc.).

Network / Rețea – Toți participanții la program vor avea ocazia să cunoască activ instituțiile și realitățile teritoriale implicate în rețeaua STRONG.

Global monitoring and evaluation / Monitorizare și evaluare globală – Toate activitățile Programului sunt supuse unor măsuri de monitorizare și evaluare iar în fiecare an va fi prezentat un raport anual de activitate.

Află mai multe despre Program, pe: https://angelicum.it/it/facolta/scienze-sociali/programmi/ (deschide ”Programmi speciali” / ”STRONG”)

Pentru amănunte, scrie un e-mail la: fass@pust.it

Video: Sr. Helen Alford O.P., vice-rector al Universității Angelicum din Roma și vice-decan al Facultății de Științe Sociale, vorbește la TV2000 despre economia actuală, care omoară, și care ar trebui să pună în centrul atenției persoana, nu doar profitul; despre soluții cum ar fi economia civilă și atenția pentru binele comun; despre muncă și despre dezvoltarea umană și despre ce am putea face noi și, mai ales, ce ar trebui să facem noi astăzi!

 

“În această optică enciclica Papei Francisc «Fii lăudat, Domnul meu» (Laudato Sì) abordează două probleme cruciale pentru lumea de astăzi. Mai întâi de toate, munca: ”în orice abordare a ecologiei integrale, care să nu excludă ființa umană, este indispensabil a integra valoarea muncii” (124), după cum ”renunțarea la investiția în oameni, pentru a obține un profit mai mare, este una din cele mai păguboase afaceri pentru o societate” (128). În al doilea rând, limitele progresului științific, cu referință directă la organismele modificate genetic (OMG: 123-136), care reprezintă o ”chestiune cu caracter complex” (135). Cu toate că ”în unele regiuni folosirea acestora a produs o creștere economică care a contribuit la rezolvarea unor probleme, se notează dificultăți semnificative care nu trebuie să fie minimalizate” (134), începând cu ”concentrarea terenurilor productive în mâinile câtorva oameni” (134). Papa Francisc se referă în mod particular la micii producători și la lucrătorii rurali, la biodiversitate, la rețeaua de ecosisteme. Este, de aceea, necesară ”o dezbatere științifică și socială care să fie responsabilă și amplă, capabilă să țină cont de întreaga informație disponibilă și să spună lucrurilor pe nume”, pornind de la ”liniile de cercetare autonomă și interdisciplinară” (135).” (Sursa: http://www.iustitiaetpax.va/)

 

 

*în sistemul de învățământ superior din România,

Vezi și Programul STRONG: Burse de studiu pentru studenți străini la Roma

Roma. Solidarietà per Luca, 5 anni, affetto da Gangliosidosi GM1: aiutiamolo a trovare casa


 Luca e la sua mamma hanno bisogno della nostra solidarietà. Usciti dall’ospedale, cercano un’abitazione, anche in affitto, a Roma e aiuto per sostenere le spese della casa. 

Luca, 14 mesi

Luca è un bambino amato e desiderato dai suoi genitori, nato nel 2014 al San Pietro Fatebenefratelli di Roma. Ha compiuto 5 anni e l’Italia è il suo Paese di nascita, ma qui non ha più una casa dove vivere insieme alla sua mamma, che nel frattempo è rimasta sola, dovendo lasciare la vecchia abitazione.

All’età di 2 anni, Luca si è ammalato e dopo lunghi  e complessi accertamenti medici, solo nel 2019, all’Ospedale Bambino Gesù, gli è stata diagnosticata una malattia rara: la Gangliosidosi GM1.

Per curarlo, nutrirlo con PEG, la sua giovane mamma gli sta vicino 24 ore su 24, tutti i giorni, essendo così impossibilitata a sostenere le spese per l’affitto della casa e le bollette.  Ogni tre mesi, Luca deve tornare in ospedale per le analisi.

Abbiamo bisogno di trovare per Luca e la sua mamma un monolocale al piano terra, con bagno, a Roma.

Per proposte di aiuto, casa in affitto e donazioni, telefonare al n. 320 1161307, oppure, potete scrivere a insiemealuca@gmail.com

Luca, 3 mesi

Luca, in ospedale, oggi

Luca insieme alla mamma

 

Cerchiamo aiuto per Luca e la sua mamma, ma siamo mobilitati per sostenere altre famiglie nella stessa situazione e sensibilizzare l’opinione pubblica.

La gangliosidosi GM1 è una rara malattia da deposito lisosomiale caratterizzata, dal punto di vista biochimico, dalla riduzione di attività dell’enzima beta-galattosidasi e, dal punto di vista clinico, da un’ampia gamma di segni neuroviscerali e oculari e da dismorfismi.

Selciatori: una volta provenivano da Alfedena. Oggi sono i romeni a lastricare le strade di Roma


Roma. Selciatori romeni originari dalla Transilvania, Moldavia e Dobrugia, immortalati al lavoro, impegnati nella pavimentazione del marciapiede in sampietrini, a Porta San Paolo (Roma). Ph. di Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas.
Il sampietrino, detto anche “selcio”, è il piccolo blocco di selce estratto dalle cave poste ai piedi dei Colli Albani (ma anche dalle zone vulcaniche del viterbese). Per estensione si usa la stessa definizione anche per blocchetti simili di altro materiale, per esempio porfido.
Col termine “sampietrini” si intende il lastricato tipico nel centro storico di Roma. Esso è costituito da piastrelle, cubetti tagliati in forma di piramide tronca, disposti gli uni a fianco agli altri, utilizzati in passato per la pavimentazione delle strade italiane, ma soprattutto romane.
I primi “selciati” appaiono nella tradizione romana in età abbastanza moderna: inventati nel Cinquecento per far scivolare meglio le carrozze, poiché in grado di essere levigato dall’attrito dei carri, hanno preso il nome di “sanpietrini” o “sampietrini” perché i primi furono messi appunto in piazza San Pietro.
Papa Sisto V nel il 1585 li usò per la prima volta, mentre Clemente XII Corsini nel 1736 ne fece largo uso sulle strade dei rioni (allora ancora 14) e su via del Corso, dove nei giorni delle corse venivano ricoperti con sabbia e trito di tufo. L’uso del sampietrino per lastricare le strade soprattutto di Roma si fa via via più frequente nei secoli XVII e XVIII.
Con l’Unità d’Italia il sampietrino diventa un materiale molto richiesto. A piazza Navona, dopo la Breccia di Porta Pia (1870), fu rinnovata la pavimentazione con la costruzione di un grande marciapiede centrale in sampietrini.
A Montecompatri fu fondata, il 14 dicembre del 1890, la “Cooperativa dei Selciaroli di Alfedena”, operai specializzati giunti a Roma al tempo in cui la Capitale d’Italia espresse un enorme fabbisogno di manodopera specializzata per la pavimentazione stradale dei nuovi quartieri in costruzione.

Roma, Porta San Paolo.

Selciatori romeni al lavoro impegnati nella pavimentazione del marciapiede in sampietrini, a Porta San Paolo (Roma). Ph. Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas

Selciatori romeni al lavoro impegnati nella pavimentazione del marciapiede in sampietrini, a Porta San Paolo (Roma). Ph. Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas

Selciatori romeni al lavoro impegnati nella pavimentazione del marciapiede in sampietrini, a Porta San Paolo (Roma). Ph. Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas

Il Prof. Fernando Crociani Baglioni narra del ruolo avuto nei secoli XIX e XX dagli artigiani alfedenesi nella realizzazione dei selci destinati alle strade e piazze romane. Cioè, quei cubetti troncopiramidali  alti 25 cm ridotti dai grossi massi frantumati dalle mine nelle cave di roccia basaltica dell’agro romano. Zona di produzione furono le direttrici delle vie Casilina, Appia e Laurentina. Ph. Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas

Porta San Paolo e la Piramide Cestia inserite in una delle aree tra le meglio conservate delle Mura Aureliane. Ph. Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas

Roma. M° Ioan Bocșa in Concerto Straordinario di Natale con il gruppo romeno ”Icone”


L’Ambasciatore di Romania presso la Santa Sede e il Sovrano Ordine di Malta S.E. Liviu-Petru Zăpîrțan,  si pregia di invitarci al Concerto Straordinario di Natale con canti natalizi romeni della Transilvania del Gruppo di musica tradizionale romena “Icone”, diretto dal maestro Ioan Bocșa.

 

Giovedì, 12 dicembre 2019, ore 18.30

Chiesa di San Luigi dei Francesi

 Piazza di S. Luigi de’ Francesi, Roma

Ingresso su prenotazione: ambrovatican@gmail.com

 

Il gruppo “Icone” dell’Accademia di Musica „Gheorghe Dima” di Cluj-Napoca, diretto dal maestro prof. Ioan Bocșa conserva un repertorio tradizionale ideale per gli amanti del mondo arcaico delle canzoni natalizie. Intrisi di reminiscenze mitologiche, i canti natalizi del gruppo “Icone” rispecchiano diversi aspetti della vita umana. Nella tradizione romena il Natale è santo: ispirato a tradizioni antiche. L’idea centrale è la famiglia e il messaggio cristiano della Natività di Betlemme.