Sul valore del tempo nel film ”La fanciulla dagli occhi verdi”


Il film potrebbe destare nei giovani di oggi una grande invidia per la spiritualità di cui andava forte la gioventù interbellica. Oggigiorno sono molto rari coloro i quali vogliano perpetuare lo spirito di Mircea Eliade! Molte cose sono cambiate in questo mondo, in questi tempi: le tecnologie, la superficialità, la cultura di massa… Certo, aumenta la quantità, ma diminuisce la qualità!

EUROITALIA news

In prima visione a Roma oggi, Sabato, 24 settembre 2016, ore 18 – Casa del Cinema, Largo Marcello Mastroianni 1 Roma (nell’ambito del Festival dei Giovani Talenti Rumeni, VI edizione) e Domenica, 25 settembre 2016, ore 13:00 – Teatro Lo Spazio, Roma, Via Locri 42 (presso il Cenacolo Letterario Romeno, XVIII edizione).  Il film, prodotto interamente a Iasi, Romania (2015, 90′ in lingua originale con sottotitoli), è tratto dal libro “Gaudeamus” di Mircea Eliade, lo storico delle religioni di origine romena (tradotto in italiano da Jaca Book, 304 pp., a cura di Roberto Scagno). Segue incontro con il regista e gli attori.

Sul valore del tempo nel film ”La fanciulla dagli occhi verdi”locandina_film_la-fanciulla-dagli-occhi-verdi_24_25_settembre_2016

 A cura di Nicolae Crețu, critico e storico letterario

         Tratto da ”Gaudeamus”, la seconda parte del ”Romanzo dell’adolescente miope”, romanzo della giovinezza di Mircea Eliade, il film ”La fanciulla dagli occhi verdi”,  diretto…

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Sì ALLA VITA. NO ALLA LEGALIZZAZIONE DEL SUICIDIO


Improvvisamente il mondo è in fermento si fa un gran parlare di legalizzazione della marijuana e altre droghe.

Il motivo più importante è solo ed esclusivamente economico.

Ma dov’è la vita in tutto ciò? Dov’è finito l’essere umano? Dov’è la bellezza del sentirsi vivi?

“Cannabis, non è mai leggera – Droga, Mafia, Legalità”, un convegno al quale interverranno il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, il neurologo Rosario Sorrentino e la giornalista Daniela Vergara. Sarà l’occasione per ribadire la pericolosità della legalizzazione della cannabis.

L’evento si terrà Martedi 27 settembre alle ore 16 presso il Senato della Repubblica, Sala Koch (ingresso Piazza San Luigi dé Francesi 9).

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La posizione istituzionale del Dipartimento Politiche Antidroga : Le ragioni del perché NO alla legalizzazione delle sostanze stupefacenti

 http://www.politicheantidroga.it/

Sintesi delle evidenze che giustificano la non legalizzazione delle droghe
10 ragioni sulla  pericolosità delle droghe

1. perché sono tossiche per l’organismo umano e possono compromettere la salute fisica,
psichica e sociale della persona;
2. perché le renderebbe più disponibili ed accessibili facendo aumentare il numero dei
consumatori e delle persone con dipendenza;
3. perché possono dare dipendenza;
4. perché chi le usa ha un rischio maggiore di acquisire e trasmettere malattie infettive
5. perché chi le usa ha una maggiore probabilità di sviluppare o slatentizzare patologie
psichiatriche;
6. perché chi le usa ha una maggior probabilità di commettere crimini ed essere coinvolto in
incidenti;
7. perché alterano le funzioni neuropsichiche dell’individuo compromettendo funzioni importanti
per la sicurezza (propria ed altrui), la vita di relazione, e l’attività lavorativa;
8. perché sono in grado di influenzare negativamente la normale maturazione cerebrale
nell’adolescente;
9. perché i costi e l’apparato che servirebbe per gestire in maniera legalizzata la produzione, la
distribuzione, i luoghi di somministrazione, di consumo ed il controllo sanitario delle sostanze
legalizzate, oltre che il controllo e la repressione dei vari fenomeni di abuso e criminalità
correlata, supererebbero di molto i supposti benefici attesi;
10. perché non è etico, da parte dello stato, rendere più accessibili e somministrare sostanze
sicuramente tossiche alla popolazione.

Sintesi degli effetti negativi della legalizzazione delle sostanze stupefacenti nel medio-lungo termine
10 effetti negativi della legalizzazione

1. Diminuzione della disapprovazione sociale e della percezione del rischio legato all’uso di
sostanze;
2. Aumento dei consumatori;
3. Aumento delle persone vulnerabili che da uso occasionale sviluppano dipendenza;
4. Conseguente aumento della prevalenza delle patologie correlate all’uso di droghe (in
particolare malattie infettive, patologie psichiatriche e intossicazioni acute);
5. Aumento dell’incidentalità (stradale, lavorativa e domestica);
6. Aumento dei costi sanitari e sociali;
7. Aumento dei costi per l’apparato istituzionale di produzione, distribuzione, catena di custodia
e controllo;
8. Aumento delle organizzazioni illegali per la produzione e distribuzione parallela di droghe;
9. Mancata riduzione degli introiti delle organizzazioni criminali;
10. Aumento dei costi degli apparati di controllo e repressione dedicati alle nuove forme di
mercato illegale.

* * *

No alla legalizzazione del suicidio

di Manuel Francisco Becerra, Ministro colombiano della educazione.

SOMMARIO: Replicando all’articolo di Emma Bonino favorevole all’abolizione del proibizionismo sulle droghe (testo n.1168) il ministro colombiano dell’educazione Manuel Francisco Becerra prende posizione contro la proposta di legalizzazione delle droghe. L’autore parte dal presupposto che sia dovere dello Stato difendere la salute del cittadino e che quindi non si debba permettere il suicidio dell’individuo, né tantomeno fornirgli i mezzi per suicidarsi. La teoria della legalizzazione si basa secondo Becerra su argomentazioni errate ed elude il problema invece di risolverlo.

(“Cambio 16” del 16 aprile 1990)

Il tema della droga supera il dilemma shakesperiano del legalizzare o non legalizzare. Né le enormi dimensioni che ha assunto il commercio in tutto il mondo, né il preoccupante numero di consumatori, né la situazione che attraversano alcuni paesi produttori e, in particolare, quella che è stata vissuta negli ultimi mesi in Colombia, possono ridurre la soluzione di un problema di tanta ampiezza alla formula semplicistica della legalizzazione. In un dibattito come questo bisogna incominciare a stabilire qual è la ragione dell’esistenza dello Stato, che secondo me non può che essere la difesa degli interessi della maggioranza contro le pretese della minoranza. Ancor più se si tratta di un aspetto che colpisce gravemente la maggioranza. E nessuno può mettere in dubbio che la droga colpisce tutta la società e che la maggioranza patisce le conseguenze provocate da una minoranza che ha deciso di distruggersi progressivamente. Quindi la questione non è se legalizzare o meno la droga, bensì se lo Stato è capace di controllare un vizio di un ridotto gruppo che ha scelto il suicidio attraverso la droga, quale che essa sia. Quello che alcuni propongono, più o meno, è che chi si voglia suicidare non solo abbia il diritto di farlo, ma che lo Stato gli fornisca i mezzi per realizzare questa scelta. Innanzitutto bisogna partire da una premessa necessaria: lo Stato deve tutelare la salute dell’individuo. In secondo luogo non si deve ignorare che l’avvelenamento di un essere umano trascende la società e che non si può parlare del diritto individuale a suicidarsi. D’altra parte chi fa uso di droga, sia occasionalmente che abitualmente, ad un tratto inizia a perdere neuroni celebrali e la droga che si procura nelle strade di qualsiasi città del mondo contiene una percentuale sempre più elevata di elementi tossici. Il problema che deve affrontare lo Stato è dunque quale atteggiamento deve assumere di fronte ad un avvelenamento individuale che lentamente si trasforma in avvelenamento collettivo. Coloro che affermano che anche il tabacco e l’alcol producono morte e che malgrado ciò il loro uso e consumo è permesso, pretendono che la droga riceva lo stesso trattamento. Costoro mostrano di non sapere che un conto è consumare per vent’anni un prodotto che a lungo andare ha il 35% di possibilità di produrre un cancro polmonare o la cirrosi epatica dopo un certo periodo di tempo, altro è sapere che gli effetti del veleno che si prende per strada sono immediati. Legalizzare il consumo e la distribuzione di un prodotto presuppone autorizzarne la pubblicità. I pubblicitari della droga nella nostra società consumista annunceranno la miglior cocaina, la più pura eroina e, in un angolo della confezione, avvertiranno che “è un prodotto nocivo per la salute”. Ma qualcuno pensa che in questo modo diminuirà il consumo? E’ possibile che il consumo di sigarette sia diminuito a causa di questo tipo di avviso? Immaginiamo i maghi delle catene di pubblicità, quelli che hanno convinto la gente a mangiare hamburguer e a bere Coca Cola in tutto il mondo (e a fumare Marlboro), apparire nelle pubblicità sniffando la cocaina più eccitante, esibendo la siringa più stimolante… I promotori della legalizzazione della droga che affermano che quello che è proibito attrae, si saranno mai chiesti come mai nei negozi di casalinghi non si vende liberamente il cianuro? Diranno che quello che avvelena non è la droga ma il prodotto finale che si trova per strada, frutto del mercato nero, argomento questo che ha qualcosa di valido nel caso della cocaina. Ma a cosa servirebbe legalizzare solo certe droghe (perché non penso che ci sia qualcuno che possa affermare che l’eroina non uccide) quando la proibizione di altre droghe stimolerebbe ancora una volta il mercato nero? Coloro che si chiedono quale sia il bene giuridico che si tutela con la proibizione della droga cercano sinceramente una soluzione ragionevole ma purtroppo ignorano totalmente che il problema della droga è fondamentalmente un problema di salute. A questi bisogna rispondere, andando al sodo, che il bene giuridico che in questo caso lo Stato deve difendere è la salute del cittadino anche se questo sembra essere poco moderno e poco attraente. Una volta chiesi ad un difensore della legalizzazione se era quella la società che desiderava per i nostri figli e lui mi rispose: “io spiegherò ai miei figli cosa fa male e cosa non fa male, quale droga si può controllare e quale è difficile da controllare, e quindi gli raccomanderò di non assumerla”. Molto bene, dissi io, allora la legalizzino pure, e che ogni padre educhi e spieghi a suo figlio come affrontare la droga. Quel giorno capii, più che mai, che mi stava dando ragione. Perché la differenza fre lui e me consiste nel fatto che io preferisco che sia lo Stato a preoccuparsi dell’educazione, della prevenzione e del controllo. Coloro che, come me, si oppongono alla legalizzazione della droga, non credono che il trattamento penale della questione può risolvere il problema, perché sono convinti che la soluzione è evidente. Dipende più da un cambiamento sociale che implichi la trasformazione dell’atteggiamento dei giovani davanti alla situazione che stanno vivendo. Ma non si può cadere nell’errore simplicistico di proteggere la libertà individuale di acquistare gli elementi necessari per suicidarsi. Cerchiamo di immaginare per un momento quale sarebbe il futuro della società se ogni qual volta qualcuno si volesse sparare lo Stato gli fornisse una pistola. Un altro argomento a favore di questa poizione semplicistica è che l’illegalità dell’affare lo rende interessante e che l’unico modo di evitarlo sia decriminalizzarlo. Per non prendermela con questa posizione, mi limiterò a chiedere: ma c’è qualcuno che crede che per sconfiggere il traffico illecito di armi o il traffico illecito di opere d’arte, bisogna decriminalizzare quel tipo di delitti? Dicono poi che poiché in altri Paesi è legalizzato, si dovrebbe legalizzare in tutto il mondo. A mio avviso questo argomento non regge. E possibile che l’albero della criminalità non ci lasci vedere il bosco della società afflitta dalla tossicodipendenza. Il problema è diverso in ogni paese, e l’unico modo di suggerire una universalizzazione della legislazione è distruggendo tutte le culture. Un iraniano, un olandese e un abitante di un’isola dei caraibi non sono la stessa cosa, non si può fare di tutta un’erba un fascio. In Europa c’è un certo permissivismo nei confronti della droga. E in Europa, ci sono delle spiagge nudiste e delle manifestazioni gay. Ma un iraniano non concepisce le cose in quel modo, un centroamericano neanche, e quindi il problema deve essere affrontato senza ignorare il patrimonio né il retroterra culturale di ognuno. Insomma, la facile alternativa della decriminalizzazione della droga non risolve il problema. Lo elude. E coloro che lo eludono non fanno altro che rinviarlo. Io sono convinto che se si decriminalizza o se si legalizza la droga, il numero di consumatori aumenterà, e nell’arco di pocchissimi anni la soluzione sarà ancora molto più costosa.

Fonte: www.emmabonino.it

* * *

Pontifico Consiglio per la Famiglia, Cristianità n. 261-262 (1997).

Liberalizzazione della droga? “La droga non si vince con la droga” *

L’opinione pubblica è stata scossa di recente da alcune proposte, presentate in diversi Paesi, volte a far adottare una legislazione che controllerebbe l’uso della droga, permettendo però un accesso più facile alle cosiddette droghe “leggere”. Il Pontifico Consiglio per la Famiglia è stato interrogato al riguardo da famiglie e numerosi educatori e istituzioni che lavorano con i giovani. Dopo aver consultato esperti di diversi Paesi e responsabili di molte comunità terapeutiche, questo Dicastero presenta le seguenti riflessioni.

1. La tossicodipendenza è un fenomeno che si diffonde sempre più. Essa pone gravi problemi psicologici, sociali, spirituali e morali. Desideriamo, in questa nota, metterci principalmente dal punto di vista dell’individuo e della sua famiglia, perché non dimentichiamo che “al centro della tossicodipendenza si trova l’uomo, soggetto unico e irripetibile, con la sua interiorità e specifica personalità” (1).

2. La tossicodipendenza è passata nello spazio di qualche decennio da una diffusione relativamente ristretta, riservata a una classe sociale agiata e indulgente verso se stessa, a un fenomeno di massa, che tocca innanzitutto i giovani, distruggendo vite, troncando molte promesse, e che nessun Paese finora è riuscito a ridurre e neppure semplicemente ad arginare. “Un gran numero di quanti fanno uso di droga è costituito da giovani, e l’età di approccio al problema si abbassa sempre più” (2). Bambini e adolescenti usano consuetamente la droga perfino nelle scuole, di fronte a educatori impotenti. È il futuro stesso delle nostre società che la droga mette in pericolo. Per questo motivo la nostra preoccupazione va innanzitutto ai giovani — adolescenti e adulti — perché essi sono oggi le prime vittime della droga.

3. Quando vengono presentati argomenti a favore o contro i progetti di legge per la legalizzazione delle droghe “leggere”, bisogna evitare le semplificazioni e le generalizzazioni, ma soprattutto la politicizzazione di una questione che è profondamente umana ed etica. Alcuni sostengono che il ricorso moderato ad alcuni prodotti, classificati tra le “droghe”, non comporterebbe né dipendenza biochimica, né effetti secondari sull’organismo. Altri dicono che sarebbe meglio conoscere e seguire i tossicodipendenti anziché lasciarli nell’illegalità, sia per poter venire in loro aiuto sia per proteggere la società. Si argomenta, in base a ciò, in favore della legalizzazione della droga.

4. La scienza e la tecnologia hanno sempre cercato di trarre profitto dalle sostanze chimiche per favorire la cura delle patologie, per migliorare le condizioni di vita, per incrementare il piacere della convivenza. Gli utilizzatori hanno constatato che alcune di queste sostanze procurerebbero una sensazione piacevole, euforica, ansiolitica, sedativa, stimolante o allucinogena. Tali “droghe” creano al tempo stesso perdite di attenzione e un’alterazione del senso della realtà. Il consumo di tali sostanze favorisce anzitutto l’isolamento e poi la dipendenza con il passaggio a prodotti sempre più forti. In alcuni casi il prodotto crea una dipendenza tale che il fruitore non vive che per procurarselo.

5. Gli effetti variano da una droga all’altra, senza che si possa distinguere chiaramente, sul piano farmacologico, una classe di “droghe leggere” e una classe di “droghe pesanti”. Infatti la maggior parte delle droghe attiva meccanismi intracerebrali comuni. Sono la quantità consumata, il modo di assorbimento e le eventuali associazioni che costituiscono i fattori decisivi nella materia (3). Inoltre nuove droghe arrivano tutti i giorni sul mercato, con nuovi effetti e nuovi problemi. Infine, si dovrebbe ragionevolmente allargare il quadro della tossicodipendenza a molte sostanze (ansiolitiche, sedative, antidepressive, stimolanti) che non sono considerate come “droghe”, compresi il tabacco e l’alcool (4). Infatti, il problema si pone in termini diversi da quelli semplicemente biochimici.

6. Non è la droga che è in questione, ma gli interrogativi umani, psicologici ed esistenziali impliciti in questi comportamenti. Troppo spesso non si vogliono comprendere tali questioni e si dimentica che ciò che fa la tossicodipendenza non è il prodotto, ma la persona che ne proverà il bisogno. I prodotti saranno forse diversi, ma le ragioni di base rimangono le stesse. È per questo motivo che la distinzione tra “droghe pesanti” e “droghe leggere” conduce a un vicolo cieco.

7. Il ricorso alla droga è sintomo di un “malessere” profondo. Come afferma il Pontificio Consiglio per la Famiglia: “La droga non entra nella vita di una persona come un fulmine a ciel sereno, ma come un seme che attecchisce in un terreno da lungo tempo preparato” (5). Dietro a questi fenomeni c’è una richiesta di aiuto da parte dell’individuo, che rimane solo con la propria vita; c’è un desiderio non solo di riconoscimento e di valorizzazione, ma anche di amore. È, pertanto, alla causa del fenomeno che bisogna risalire innanzitutto se si vuole intervenire in modo efficace sulle conseguenze personali e sociali provocate dall’uso della droga.

8. Il problema, in effetti, non è nella droga, ma nella malattia dello spirito che conduce alla droga, come ricorda il Papa Giovanni Paolo II:“Bisogna riconoscere che esiste un nesso fra la patologia letale provocata dall’abuso di droghe e una patologia dello spirito che porta la persona a fuggire da se stessa e a cercare soddisfazioni illusorie in una fuga dalla realtà, al punto di annullare completamente il significato della propria esistenza” (6).

9. Nella tossicodipendenza giovanile, questi problemi umani sono in primo piano. Il giovane tentato dalla droga ha una personalità fragile, immatura, poco strutturata, e ciò è in rapporto diretto con l’educazione che egli non ha ricevuto. La maggior parte degli specialisti nelle scienze umane non smette di dire, da molti anni, che la società abbandona i giovani, che essi non sono attesi e rispettati e che l’ambiente non fornisce tutti gli elementi sociali, culturali e religiosi per permettere lo sviluppo delle loro personalità.

10. Siamo in un mondo in cui il bambino è troppo presto lasciato a se stesso. Si spera di svegliare la sua libertà e di renderlo autonomo mentre, allo stesso tempo, sulla distanza lo si rende fragile, perché non gli si dà la possibilità di appoggiarsi sugli adulti e sulla società per poter maturare. In mancanza di questo appoggio di base, molti giovani arrivano alle soglie dell’adolescenza senza una vera organizzazione e una struttura interiore. Come reazione di fronte a un mondo che sembra vuoto, considerando il loro avvenire limitato, alcuni cercano, malgrado tutto, di sentirsi vivi. Essi cercano punti di appoggio altrove e coltivano diverse relazioni di dipendenza con altri, con diversi prodotti o con comportamenti incontrollabili rischiosi.

11. I genitori di questi giovani sono legittimamente preoccupati e spesso cercano aiuto quando si trovano di fronte a ciò che sembra loro un grave problema che, come minimo, mette in questione la maturazione psichica, etica e spirituale dei propri figli. Un bambino, come un adolescente, non ha il senso dei limiti, specialmente in un mondo in cui si sostiene l’idea che tutto è possibile e che ognuno può fare ciò che vuole. I genitori cercano di insegnare ai propri figli ciò che si può fare e non, ciò che è bene e ciò che è male. Spesso hanno l’impressione che il loro atteggiamento educativo venga indebolito e perfino svalutato dalle idee e dalle immagini che circolano nella società.

12. Di conseguenza, i genitori si sentono spesso perdenti di fronte ai figli, vinti da ciò che purtroppo sembra più forte di loro nell’agoràmediatica. Essi sono inquieti perché non si sentono sostenuti dalla società. Non vogliono che i loro figli si droghino nel momento stesso in cui alcuni si danno da fare per legalizzare la vendita e l’uso di prodotti che favoriscono la tossicodipendenza.

13. Di fronte a questa escalation di discorsi favorevoli alla legalizzazione, occorre porsi i veri interrogativi. Numerosi tentativi sono stati fatti in tal senso e si sono rivelati essere dei fallimenti. Si sa veramente perché bisognerebbe legalizzare la libera circolazione delle droghe? Si vuole davvero ancora, realmente, lottare contro la droga, o si è già gettata la spugna? Si cede alla facilità e alla demagogia, o si cerca seriamente di prevenire? È accettabile creare una sottoclasse di esseri umani viventi a un livello sub-umano, come si vede, purtroppo, nelle città dove la droga è in vendita liberamente? Si è tenuto sufficientemente in conto ciò che gli esperti non cessano di dire da molti anni, che la tossicodipendenza non si gioca sulla droga ma su ciò che conduce un individuo a drogarsi? Si è dimenticato che, per vivere, ognuno deve poter rispondere ad alcuni interrogativi essenziali dell’esistenza? La legalizzazione del prodotto non servirà invece solo a rafforzare questa dimenticanza?

14. Poiché la tossicodipendenza giovanile dipende da una debolezza del nostro sistema educativo, non si vede in che modo la legalizzazione di questi prodotti favorirebbe un miglior controllo di essi da parte dei giovani, e soprattutto li aiuterebbe a comprendere ciò che cercano attraverso queste sostanze.

15. La legalizzazione delle droghe comporta il rischio di effetti opposti a quelli ricercati. Infatti, si ammette facilmente che ciò che è legale è normale, e quindi morale. Attraverso la legalizzazione della droga, non è il prodotto che si ritrova, da questo fatto, liberalizzato, ma sono le ragioni che conducono a consumare tale prodotto che si trovano convalidate. Ora, nessuno lo contesterà, drogarsi è un male. La droga, che sia acquistata illegalmente o distribuita dallo Stato, è sempre distruttrice dell’uomo.

16. D’altronde, a partire dal momento in cui la legge riconoscesse questo comportamento come normale, ci si può domandare come le autorità pubbliche farebbero fronte al dovere di educazione e di cure alle persone per i rischi che questa legalizzazione implicherebbe. Siamo davanti a una contraddizione supplementare del mondo attuale che banalizza un fenomeno e cerca poi di curarne le conseguenze negative.

17. Si devono anche considerare le ricadute sociali di tale legalizzazione. Si esamineranno senza timore lo sviluppo della criminalità, delle malattie legate alla dipendenza, e l’aumento degli incidenti stradali che comporterà il facile accesso alle droghe? Si è pronti ad affidarsi professionalmente alle persone tossicodipendenti? Si deve assicurare loro la sicurezza del lavoro? Inoltre, lo Stato ha realmente i mezzi finanziari e di personale per far fronte all’accrescimento del problema sanitario che comporterebbe inevitabilmente la liberalizzazione della droga?

18. Davanti a queste questioni, lo Stato ha innanzitutto il dovere di vegliare sul bene comune. Questo esige che esso protegga i diritti, la stabilità e l’unità della famiglia. Distruggendo il giovane, è la famiglia che la droga distrugge, quella di oggi e quella del futuro. Ora, se questa cellula vitale e primordiale della società si trova minacciata, è l’insieme della società che soffre. D’altronde, come sottolinea il Pontificio Consiglio per la Famiglia, la tossicodipendenza è, in parte, la ragione dell’indebolimento della famiglia, della rottura dei focolari (7).“L’esperienza di quanti operano con speciale competenza nel mondo della tossicodipendenza [] conferma in modo unanime che il modello”della famiglia fondata sull’“amore autentico: unico, fedele, indissolubile dei coniugi” … “resta il punto di riferimento prioritario su cui insistere in ogni azione di prevenzione, recupero e ripresa della vitalità dell’individuo” (8).

19. Assicurando così il bene comune, lo Stato ha anche per compito di vegliare al benessere dei cittadini. L’aiuto dello Stato ai cittadini deve rispondere al principio dell’equità e della sussidiarietà: cioè deve innanzitutto proteggere, fosse anche contro se stesso, il più debole e povero della società. Non ha dunque il diritto di dimettersi dal suo dovere di tutela di fronte a coloro che ancora non hanno avuto accesso alla maturità e che sono vittime potenziali della droga. Inoltre, se lo Stato adotta o mantiene una posizione coerente e coraggiosa sulla droga, combattendola qualunque ne sia la natura, questo atteggiamento aiuterà contemporaneamente la lotta contro gli abusi dell’alcool e del tabacco.

20. La Chiesa vuole ricordare i risvolti di questo fenomeno. Essa sottolinea il fatto che, nella prospettiva di una legalizzazione della vendita e dell’uso dei prodotti che favoriscono la tossicodipendenza, è il destino delle persone che è in causa. Alcuni avranno la loro vita diminuita, cioè ferita, mentre altri, forse senza cadere nella dipendenza vera e propria, guasteranno i loro anni giovanili senza davvero sviluppare le loro potenzialità. Non si fa esperienza a spese delle persone. Il comportamento che conduce alla tossicodipendenza non ha alcuna possibilità di correggersi se i prodotti che rafforzano tale comportamento stesso sono messi in vendita liberamente.

21. Al contrario, come ha detto il Santo Padre: “la possibilità di recupero e di redenzione dalla pesante schiavitù” della droga con metodi basati sull’accoglienza, la valorizzazione, l’educazione alla libertà, l’amore “è stata concretamente provata [] ed è significativo che questo sia avvenuto con metodi che escludono rigorosamente qualsiasi concessione di droghe, legali o illegali”, che si tratti della droga stessa o di un suo sostituto. E il Papa Giovanni Paolo II aggiungeva, “la droga non si vince con la droga” (9).

22. Diversi atteggiamenti sono possibili, di fronte al problema della droga, e tutti hanno la loro giustificazione. Tuttavia, a una politica di semplice “limitazione” o “riduzione” del danno, ammettendo come un fatto di civiltà che una parte della popolazione si droghi e vada verso la sua perdita, non sarebbe preferibile optare per una politica di vera prevenzione, mirante a costruire (o a ricostruire) una “cultura della vita” in questa “emarginazione” della nostra civiltà dell’efficienza?

*** 

(1) Pontificio Consiglio per la Famiglia, Dalla disperazione alla speranza,I, a, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1992, p. 6.

(2) Ibidem.

(3) Cfr. Comité consultatif national d’éthique pour les sciences de la vie et de la santé (Paris), Rapport sur les toxicomanies, in Avis, n. 43, 23-11-1994, p. 13.

(4) La differenza tra tossicomania e alcoolismo è stata sottolineata in questi termini dal Santo Padre Giovanni Paolo II: “Esiste, certo, una netta differenza tra il ricorso alla droga ed il ricorso all’alcool: mentre infatti un uso moderato di questo come bevanda non urta contro divieti morali, ed è da condannare soltanto l’abuso, il drogarsi, al contrario, è sempre illecito, perché comporta una rinuncia ingiustificata ed irrazionale a pensare, volere e agire come persone libere” (Discorso a conclusione della VI Conferenza Internazionale organizzata dal Pontificio Consiglio per la Pastorale degli Operatori Sanitari sul tema Contra spem in spem. Droga e alcool contro la vita, del 23-11-1991, in Insegnamenti di Giovanni Paolo II, vol. XIV, 2, pp. 1248-1253 [p. 1251]).

(5) Pontificio Consiglio per la Famiglia, doc. cit., p. 7.

(6) Giovanni Paolo II, Messaggio al Dr. Giorgio Giacomelli, Sottosegretario Generale, Direttore Esecutivo del Programma Internazionale delle Nazioni Unite per il Controllo delle Droghe in occasione della Giornata Internazionale contro l’Abuso e il Traffico Illecito delle Droghe (26-6-1996), del 15-6-1996, in L’Osservatore Romano, 16-6-1996.

(7) “Il tossicodipendente viene frequentemente da una famiglia che non sa reagire allo stress perché instabile, incompleta o divisa” (Pontificio Consiglio per la Famiglia, doc. cit.I, b, p. 9).

(8) Ibid., III, a, p. 22.

(9) Giovanni Paolo II, Discorso ai partecipanti all’VIII Congresso mondiale delle Comunità terapeutiche, Castel Gandolfo, del 7-9-1984, in Insegnamenti di Giovanni Paolo II, vol. VII, 2, pp. 345-352 (pp. 347 e 349).

*Documento trascritto da L’Osservatore Romano, del 22-1-1997 — dove è comparso con il titolo Liberalizzazione della droga? come riflessione pastorale del Pontificio Consiglio per la Famiglia —, con ritocchi allo stile sulla base di un confronto con la versione in francese e nel modo di annotazione. Titolo redazionale. Sullo stesso argomento, cfr.Il punto di vista della Società Italiana di Farmacologia (SIF) sulla proposta di liberalizzazione delle “droghe leggere”, documento del 3-6-1995, in Cristianità, anno XXIII, n. 247-248, novembre-dicembre 1995, pp. 16-20.

Festivalul Tinere Talente Româneşti, ediţia a VI-a 2016, începe astăzi


20-23-28 Septembrie Teatro di Villa Torlonia

24-25 Septembrie Casa del Cinema

1 Octombrie Teatro Golden, via Taranto, 36 Roma

   Începe astăzi programul festivalului, cu trei evenimente muzicale care se vor desfășura cu contribuția Departamentului de Cultură și promovare artistică din cadrul Primariei Generale a Capitalei Roma și a proiectului Zètema, la Teatro di Villa TORLONIA. festival-logo

Pe data de 20 septembrie, primul eveniment din program, INCONTRO DI BELLEZZE   (ÎNTÂLNIRE CU ARTA) –  concert susținut de studenții cursului pre-universitar de pian de la Conservatorul de Muzică Santa Cecilia din Roma, clasa Prof. Catalina Diaconu.

Următorul eveniment care se va desfășura pe data de 23 septembrie, …VISÂND LA DINU LIPATTI,  îi va vedea protagoniști într-un concert de pian si sax, pe Silvio ROSSOMANDO –  Sax Contralto și Giuseppe Giulio DI LORENZO – Pian, DUO OLIMPO, câștigătorii Primului Premiu Absolut și al Premiului Special „Festivalul Internațional  Propatria al Tinerelor Talente”, oferit în cadrul Concursului “ International Music Competition for Youth Dinu Lipatti” a 2-a ediție, Roma 2016 care s-a desfăsurat în luna mai la Accademia di Romania in Roma.

Pe data de 28 septembrie, in cadrul celui de-al treilea eveniment care va avea loc tot la Teatro di Villa Torlonia, îi vom aplauda pe doi mici muzicieni de faimă internațională, „enfant prodige”, frații Herman Med CERISHA (11 ani) și Alexander Leon CERISHA ( 9 ani) în concertul pentru pian si vioara, MAGIE DE SEPTEMBRIE.  cinematrografia-romena-1
24-25 septembrie, două zile dedicate filmului românesc realizat de tineri, cu tineri, pentru tineri. 

Zilele filmului, cu titlul sugestiv „REPERE CINEMATOGRAFICE ROMÂNEȘTI ÎN DIASPORA”, vor fi deschise pe data de 24 septembrie cu recitalul de nai susținut de muziciana și tânăra regizoare, Mariana Preda ( Olanda).  

În prestigioasa locație oferită de „Casa del Cinema” din inima Romei, vor fi prezentate în premieră, filme de lung și scurt-metraj realizate de tineri  regizori romani:  LA LIMITĂ, film în regia lui Bogdan Alexe și Tiberiu Rotărescu, realizat în cadrul proiectului “Tabăra de Film“- România  2014, cu protagoniști  tineri români din Italia, FATA CU OCHII VERZI ( 2015- 90′), în regia lui Mihai Mihăescu, adaptare după romanul “Gaudeamus” (partea a doua a ”Romanului adolescentului miop”) de Mircea Eliade, DOINA ( 2011-17’)  regia Nikolas Grasso, LIFE regia Mariana Preda, Nikolas Grasso,  STATUILE DACICE LA ROMA ( 2016-60′) documentar in regia Marius Lupu, BISERICI DE LEMN DIN ROMANIA (2015- 60′) documentar in regia Kiki Vasilescu, PERLA (2015-20′) regia Violeta Birla, TERAPIE PENTRU CRIMA ( 2014- 90′) regia Kiki Vasilescu, IO,  LORO E LARA (2011- 112’) regia Carlo Verdone.cinematrografia-romena

GALA PREMIILOR DE EXCELENȚĂ PROPATRIA va fi, ca în fiecare an, punctul culminant al Festivalului, cu invitați și tineri participanți din mai multe țări: România, Italia, Moldova, Franța, Austria, Belgia, Germania, Anglia, Spania, Olanda, SUA.

Concurenții din Gală s-au afirmat prin rezultate remarcabile la nivel local, regional sau național în muzică, arte vizuale, dans, sport sau alte domenii. Tocmai de aceea, spectacolul de gală va fi un triumf de momente artistice de excelență. Printre aceste tinere talente se numără și soprana Laura Bretan, în vârstă de numai 14 ani, româncă născută în SUA, una dintre cele 10 excelențe americane selecționate  în cadrul concursului “America’s Got Talent”.

Laura Brentan

Laura Brentan

Alături de tinerele talente, publicul va avea plăcerea să întâlnească personalități de vârf din lumea culturală românească, așa cum este Orchestra de Tineret “Monte Mario” (Roma), cu dirijorul M° Alfedo Santoloci, directorul Conservatorului Santa Cecilia.

Această a 6-a ediție a Festivalului Propatria și a Galei tinerelor talente va păstra aceleași caracteristici care s-au conturat de-a lungul timpului, consolidând imaginea acestui eveniment ca un  proiect comun al Diasporei, generator de diverse acțiuni care satisfac nevoile legitime ale românilor de peste hotare în a-și păstra, dezvolta și exprima identitatea culturală și lingvistică.

Pentru Asociația Propatria este deosebit de important ca acțiunile desfășurate cu scopul promovării imaginii României peste hotare să devină o oglindă care să reflecte realitatea românească în cele mai strălucite rezultate, proiectată prioritar către toți cei dornici să cunoască valorile românești. Tocmai de aceea ne adresăm în mod special presei italiene și celei internaționale, publicului care nu a avut încă ocazia să descopere prea multe despre România din interiorul, dar și din afara granițelor.

Reprezintă o datorie comună a noastră – a celor care trăim departe de Patria mamă – și în aceeași măsură a instituțiilor competente din țară de a păstra sau crea în sufletul acestor adevărați ”Ambasadori ai României”, sentimentul de identitate națională, de a le face cunoscute și apreciate rezultatele de care suntem atât de mândri.

Ca o noutate, anul acesta Festivalul va avea o latură socială prin prezentarea – în al doilea an consecutiv – a proiectului „Tineri pe picioare” coordonat de doctorul Massimo Liberatori de la  Spitalul Universitar  „Agostino Gemelli” din Roma. Proiectul, căruia Asociația Propatria îi este partener din luna octombrie 2015, realizat în parteneriat cu AUCI ong (Associazione Universitaria per la Cooperazione Internazionale/ Asociația Universitară pentru Cooperare Internațională), Universitatea Catolică „Sacro Cuore” din Roma și Episcopia Ortodoxă Romană a Italiei, a oferit gratuit pană în prezent 120 de proteze la 107 bărbați din România cu picioarele amputate.

În  semn de apreciere din partea statului român pentru contribuția deosebită la dezvoltarea relațiilor de colaborare și prietenie dintre România și Italia, precum și pentru sprijinul concret acordat persoanelor suferinde din țara noastră, în special copiilor cu afecțiuni grave, în luna noiembrie 2015, doctorul Massimo Liberatori a primit Ordinul Național „Serviciul Credincios” în grad de Ofițer din partea Președintelui României, Klaus Iohannis.

Festivalul Tinerelor Talente va susține prin această a 6-a ediție proiectul „Tineri pe picioare” printr-o campanie de informare și sensibilizare a opiniei publice din Italia și România, campanie care se va derula pe întreaga desfășurare a evenimentului, în colaborare cu grupul de voluntari ai proiectului.

Tot în cadrul ediției din acest an, va urca pentru prima dată pe scena Festivalului un grup de voluntari italieni, care activează din 2010 în România și a căror asociației ”Il Giocattolo” îi ajută pe copiii aflați în dificultate sau care sunt nevoiți să abandoneze școlile.

PROJECT PARTNER: ProEvent, Tabara de Film (Ro), East Movies Productions (SUA), Zetema-Progetto Cultura, Teatro di Villa Torlonia (Roma), Casa del Cinema (Roma), Autoritatea Națională Pentru Turism a  României, Villaggio Rumeno.

 colaboratori-6

COLABORATORI: As. Vocea Românilor (It), Ass. Officina delle culture (It), Liga Studenților Români din Străinătate-LSRS, Accademia Musicale Mediterranea (Taranto), As. ARTHIS (Belgia), Comitato per un Centro Interculturale a Roma, Centrul Cultural Român din Catalunia (Sp), IRFI Onlus “Italia Romania Futuro Insieme” (It), Aș. Părinților Români din Italia, As. Spirit Românesc Onlus (It), As. Noi Suntem Români (It), Institutul de Muzică H.W. Henze din Montepulciano, Fundația Cantiere d’Arte di Montepulciano, ProLoco Cetona, As. Dacia (Rep. Md),  Teatro Studio Jankovski (It).

 PARTENERI MEDIA: TVRInternațional, Agerpres, Radio România, AskaNews( Italia), Romanian Global News.

 

ROMA, ITALIENII ŞI ROMÂNII INVITAŢI LA PREMIERA FILMULUI FATA CU OCHII VERZI


Italienii şi românii au ocazia să vadă, la sfârşitul acestei săptămâni la Roma, filmul românesc „Fata cu ochi verzi“, o poveste de dragoste care se întâmpla în perioada interbelică.romania-italia

Roma, 19 settembre 2016 (Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcaş) – Filmul în regia lui Mihai Mihăescu este inspirat din „Gaudeamus“ (partea a doua a ”Romanului Adolescentului Miop”), jurnalul de tinereţe a lui Mircea Eliade. Surprinde drama tânărului care se ia la întrecere cu sine însuşi, cu limitele vârstei, dar şi cu generaţia din care face parte. În această „cursă“ de automodelare cade victimă Nişka, „fata cu ochii verzi“, iubire platonică de tinereţe, sacrificată pentru a nu deveni dominantă. Este primul film realizat integral la Iaşi, cu tineri actori absolvenţi ai Facultăţii de Arte „George Enescu“.

Mircea Eliade

Mircea Eliade

Proiecţiile rulează în versiunea originală, cu subtitrare în limba italiană, şi vor avea loc la Roma în data 24 şi 25 septembrie 2016:

Sâmbătă 24, ora 18:00, la Casa del Cinema (Villa Borghese), la Festivalul Tinerelor Talente, ediţia a VI-a.

Duminică 25 septembrie, ora 13:00,  la Teatro Lo Spazio (San Giovanni), la Cenaclul de la Roma.

La eveniment va participa regizorul Mihai Mihăescu împreună cu actorii, criticul literar prof. Nicolae Creţu de la Universitatea „Al. I. Cuza” din Iaşi şi numeroase personalităţi italiene şi române din Roma, printre care scriitori, artişti, jurnalişti, intelectuali etc..

Un film despre tinereţe, cu vise, speranţe, iubiri împlinite sau nu, sacrificii în numele unor idealuri profesionale, dorinţa de a cunoaşte noi lumi, oameni, culturi. Mihai Mihăescu

Intrarea este gratuită, pe bază de invitații. Pentru informaţii, apelaţi la tel. mobil +39 3201161307.

Tatiana Grigore

Actriţa Tatiana Grigore

În filmul care va dura 90 de minute joacă 20 de actori. Ei spun povestea lui Mircea, un tânăr romancier care întreprinde împreună cu nişte studenţi o excursie la o mănăstire. Acolo o cunoaşte pe Nişka, o tânără de o frumuseţe copleşitoare, de care se îndrăgosteşte. El încearcă să scape de sentimentul de dragoste pentru Nişka, de care este efectiv dominat, aruncându-se într-o aventură sexuală cu o altă studentă, Nonora, lipsită de prejudecăţi. Peste un an pleacă la Roma pentru a studia epoca Renaşterii, iar Nişca, fata de care este îndrăgostit, rămâne copleşită de sentimentul abandonului.

La realizarea acestui eveniment la Roma au contribuit:  Asociaţia IRFI onlus “Italia Romania Futuro Insieme”; Festivalul Tinerelor Talente (Mioara Moraru); Asociaţia Dacia (Tatiana Ciobanu); Cenaclul de la Roma (Valeriu Barbu); Comunità Romena di Roma-RdR ONLUS (Dănuţ Costache);  L’arca Delle Tradizioni – Ricamo, Arte e Design (Ricami Creativi di Ele & Edy, Elena ed Eduard Dascălu), Villa dei Colli Portuensi; Radio Roma Link (Anca Mihai); Alina Vărzaru, Mioara Done, Mariana Pricop, Federico Carabetta şi alţii.

Datele filmului
FATA CU OCHII VERZIlocandina_film_la-fanciulla-dagli-occhi-verdi_24_25_settembre_2016
Regia: Mihai Mihăescu
Scenariul: Mihai Mihăescu, adaptare după romanul ”Gaudeamus” de Mircea Eliade
Imaginea: Mihai Mihăescu, Mihai Boariu, Alex Mihail, Alex Răţoi
Montajul: Dragos Brehnescu, Radu Bogdan, Mihai Mihăescu
Muzica: Radu Sanduloviciu
În distribuţie: Claudia Chiraş, Tatiana Grigore, Andrei Grigore Sava, George Marici, Andreea Lucaci, Alexandra Popa, Alexandru Amarghioalei, Alexandra Bandac, Gina Mihaela Pavel, Alexandru Iurașcu, Ionut Cornila, George Cocoș, Alexandru Petrila, Cristian Chelaru, Daniel Ioan Chirilă, Lucian Valacu, George Grădinaru, Adrian Marele
Durata: 1 h şi 30 minute (90 minute)
Categorie: dramă
Anul apariţiei: 2015
Producători: Mihai Mihăescu, Alternative Film Studio, Universitatea de Arte “George Enescu” Iaşi
Ţara: România
Limba: română subtitrat în italiană
Link:

Roma, Teatro Lo Spazio: proiezione film La Fanciulla dagli occhi verdi

Prof. Nicolae Crețu, Despre valoarea timpului în filmul ”Fata cu ochii verzi”

FESTIVAL INTERNAZIONALE PROPATRIA GIOVANI TALENTI RUMENI VI edizione 2016

Roma, Teatro Lo Spazio: proiezione film La Fanciulla dagli occhi verdi


Ingresso su invito. Domenica 25 settembre, ore 13:00 – Teatro Lo Spazio, Via Locri 42, Roma (nell’ambito del Cenacolo Letterario Romeno, XVIII edizione).

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LA FANCIULLA DAGLI OCCHI VERDI

Regia di Mihai Mihaescu. Con Andrei Grigore Sava,  Tatiana Grigore, Claudia Chiraș, George Marici, Andreea Lucaci.

Genere sentimentale, biografico. Ratings: Kids+13, produzione Alternative Film Studio Romania 2015. Durata 90 minuti in lingua originale con sottotitoli.

Tratto da Gaudeamus (la seconda parte de Il romanzo dell’adolescente miope), l’opera giovanile e autobiografica dello storico delle religioni Mircea Eliade, il film è prodotto da Alternative Film Studio Romania, e presentato in Italia con il sostegno di IRFI onlus Italia Romania Futuro Insieme, Festival dei Giovani Talenti Rumeni, VI edizione, e Cenacolo Letterario Romeno, XVIII edizione.

Alcune riprese di questo film furono realizzate a Roma, dove il personaggio principale, Mircea, avendo letto il libro “ Un uomo finito” di Giovanni Papini, intraprende un viaggio per incontrare lo scrittore.

 

Trama

Il giovane scrittore Mircea, recandosi in gita ad un monastero, insieme ad una comitiva di studenti,  conosce la giovane e bellissima Nișka, della quale se ne innamora. Il rapporto tra i due sembra più una partita di ping – pong , che porterà ad un finale imprevedibile. Il giovane romanziere, nel tentativo di liberarsi dalla passione per Niska , da cui è effettivamente dominato, si lancia in un’avventura sessuale con Nonora , una studentessa dai comportamenti senza pregiudizi.

Domenica, 25 settembre 2016, ore 13:00 – Teatro Lo Spazio, Roma, Via Locri 42. Segue incontro con il regista, gli attori e il prof. Nicolae Cretu, critico letterario. Modera prof.ssa Tatiana Ciobanu, scrittrice.

 Ingresso su invito.

Info: 3201161307

 

 “Gli elementi autobiografici presenti in Gaudeamus riflettono un’immagine singolare di un ventenne alla conquista di se stesso attraverso una «via eroica» e una personalissima «ascesi etica»: la disciplina dello studio, il rifiuto all’abban­dono nostalgico, il ripudio delle facili soluzioni e dei mediocri compromessi. La natura è sempre presente, con i suoi rumori, suoni, colori e profumi, non come scenario decorati­vo all’azione ma come stimolo e riflesso dell’agitarsi del pen­siero e del turbamento dei sensi e dei sentimenti. La passione amorosa per Nișka, prima negata poi trionfante, trova la sua sconfitta nella scelta della rinuncia. Nel contrasto tra volontà e tentazione della felicità amorosa vince la scommessa sul domani: «Il cielo è ora insanguinato e calmo. Il sole scende vicino a un bosco e a un ruscello. Sento correre il treno as­setato di orizzonti. Il campo con il frutto seminato mi turba. Non posso staccare gli occhi dall’orizzonte verso il quale il treno corre senza stancarsi. La mia anima è aspra, immensa e serena. Dietro a me, intuisco la presenza degli altri. Davanti a me, sento il fluttuare di destini…».” (Dalla recensione del prof. Roberto Scagno, del libro Gaudeamus, di Mircea Eliade)                                                                      

Sabato, 24 settembre 2016, ore 18 – Casa del Cinema, Largo Marcello Mastroianni 1 Roma.

  http://www.casadelcinema.it/?event=la-fanciulla-dagli-occhi-verdi-di-mihai-mihaescu 

Mircea Eliade, «Gaudeamus»: una poetica dell’«esperienza vissuta»

ÎN PREMIERĂ, “FATA CU OCHII VERZI” LA ROMA

 

 

 

FESTIVAL INTERNAZIONALE PROPATRIA GIOVANI TALENTI RUMENI VI edizione 2016


“Le tracce della cinematografia romena in diaspora” – Rassegna cinematografica 24-25 settembre // Casa del Cinema, Largo Marcello Mastroiani, 1 Roma.
PROGRAMMA festival-logo

“INCONTRO DI BELLEZZE” – concerto tenuto dagli studenti del Conservatorio di Musica Santa Cecilia. Musiche di : J.S.Bach, W.A. Mozart, L. van Beethoven, F. Schubert, F. Chopin, A. Scriabin, S. Rachmaninov, A. Khachaturian, B. Bartok, D. Shostakovich.

Location: Teatro di Villa Torlonia, Via Lazzaro Spallanzani, 1A, 00161 Roma
Data: 20/09/2016 // ore 20,00
 

“SOGNANDO A …DINU LIPATTI” – recital di pianoforte e sax tenuto dal “Duo Olimpo”, vincitore del Premio Speciale “Festival Internazionale Propatria di Giovani Talenti ” offerto a maggio presso l’Accademia di Romania in Italia nell’ambito del Concorso Internazionale di Musica per i giovani “Dinu Lipatti “, 2-a edizione, Roma 2016 . Musiche di: Ida Gotkovky, Robert Muczynski,Giuseppe De Rosa, Astor Piazzolla, Piet Swerts, François Borne, Pedro Iturralde .

Location: Teatro di Villa Torlonia, Via Lazzaro Spallanzani, 1A, 00161 Roma
Data: 23/09/2016 // ore 20,00
l’INGRESSO LIBERO fino a esaurimento posti.cinematrografia-romena
Location: Casa del Cinema, Largo Marcello Mastroianni, 1 Roma
Data: 24 si 25 / 09/2016
In programma: The Edge – regia Bogdan Alexe e Tiberiu Rotarescu (2014-90’); Terapie pentru crima – regia Kiki Vasilescu (2014- 80’), Chiese di legno della Romania – documentario a regia Kiki Vasilescu (2015-60’), La Fanciulla dagli occhi verdi regia Mihai Mihăescu (2015-90’); Io, Loro e Lara – regia Carlo Verdone (2010 -112’), Le statue daciche a Roma – documentario (2015-60’), La perla (2015-20’), Doina ( 2011- 17’) – regia Nikolas Grasso.cinematrografia-romena-1
Il 24 Settembre, avrà luogo l’anteprima in Italia del film “The Edge“, girato nel 2014 con protagonisti i ragazzi della diaspora romena http://www.tabaradefilm.ro/ e del fim “La Fanciulla dagli occhi verdi” regia Mihai Mihăescu (2015-90’), una produzione Alternative Film Studio Romania http://alternativefilmstudio.ro/.
E, in Prima Assoluta il film “Not Guilty” con la regia di Irina Andronic, giovanissima studentessa al London Academy of Film.
La rassegna cinematrografica sarà inaugurata con il recital di Mariana PREDA (Olanda) al flauto di pan.
Presentatrice Olga Balan, attrice.
INGRESSO LIBERO fino a esaurimento posti.locandina_film_la-fanciulla-dagli-occhi-verdi_24_25_settembre_2016

SETTEMBRE MAGICO ” – Concerto di pianoforte e violino tenuto da Alexander Leon Cerisha e Herman Med Cerisha, vincitori di multipli premi internazionali. Musiche di: J.S. Bach, W. A. Mozart, F. Schubert, M. Moskovsky, M. Glinka, N. Paganini, H. Eccles, G. Verdi, C. Porumbescu.

Location: Teatro di Villa Torlonia, Via Lazzaro Spallanzani, 1A, 00161 Roma
Data: 28/09/2016 // ore 20
INGRESSO LIBERO fino a esaurimento posti disponibili.

GALA DEI GIOVANI TALENTI – I PREMI D’ECCELLENZA PROPATRIA

Location: Teatro Golden, via Taranto 36, 00182 Roma
Data: 1/10/2016 // ore 15,00
Con la partecipazione straordinaria di Laura Bretan, la ragazza dalla voce d’oro, vincitrice del primo premio al concorso “Romanii au talent” 2016, scelta tra le prime 10 eccellenze al “America’s Got Talent” 2016.
Il Festival Propatria premierà il talento di una giovane 14enne romena, nata in America, a Chicago, che con “la sua voce di angelo” ha cantato la famosa canzone “The Prayer”, lanciata nel 1999 da Celine Dion e Andrea Bocelli o l’area “Vissi d’arte” (Tosca, Puccini) conquistando il cuore del mondo intero.
INGRESSO LIBERO
IN ANTEPRIMA dal 3 al 9 /09/2016 I GIORNI DEL PIANOFORTE – Masterclass tenuto dal M° Catalina Diaconu, Direttore artistico del Festival Propatria.
Concerto finale: 9/09/2016 Location: Sala SS Annunziata, Piazza Garibaldi, Cetona (SI).
Il festival avrà anche una forte componente sociale attraverso l’interazione che avrà con il progetto “Ragazzi in gamba”, coordinato dal Dr. Massimo Liberatori, medico presso l’Ospedale Gemelli di Roma, insignito dal Presidente della Romania, Klaus Johannis dell’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine della Stella di Romania per alti meriti umanitari, in particolare per la dedizione alle persone disabili e i bambini affetti da gravi patologie. Attraverso questo progetto è stata possibile la donazione di 120 protesi ai giovani romeni che hanno perso gli arti inferiori.
Dal 2015, l’Associazione Propatria è partner di questo progetto, condotto in collaborazione con AUCI ong (Associazione Universitaria per la Cooperazione Internazionale / Università Associazione per la cooperazione internazionale), Università Cattolica “Sacro Cuore” di Roma e l’Episcopato ortodosso rumeno d’Italia.
Il Festival dei Giovani Talenti sosterrà in questa VI edizione il progetto “Ragazzi in gamba”, attraverso una campagna di informazione e sensibilizzazione in Italia e in Romania, che si svolgerà su l’intera manifestazione, in collaborazione con il gruppo di volontari del progetto.
Questo progetto è sostenuto dal Ministero degli Affari Esteri – Dipartimento Politiche per i Rapporti con i Romeni all’Estero.
PATROCINI: Ambasciata di Romania, Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Consiglio Regionale del Lazio, Roma Capitale- Assessorato alla Crescita Culturale, Comune di Cetona
PROJECT PARTNER: Tabara de Film (Ro), East Movies Productions (SUA), Zetema-Progetto Cultura, Teatro di Villa Torlonia (Roma), Casa del Cinema (Roma), l’Ente Nazionale per il Turismo della Romania, ProEvent.
COLLABORATORI: Ass. La Voce dei Romeni (It), Ass. Officina delle culture (It), Lega degli Studenti Romeni all’Estero-LSRS, Accademia Musicale Mediterranea (Taranto), Ass. ARTHIS (Belgio), Comitato per un Centro Interculturale a Roma, Centro Culturale Romeno in Catalunia (Sp), IRFI Onlus Ass. Italia Romania Futuro Insieme (It), Ass. dei Genitori Romeni in Italia, Ass. Spirito Romeno Onlus (It), Ass. Noi Siamo Romeni (It), Istituto di Musica H.W. Henze di Montepulciano, Fondazione Cantiere d’Arte di Montepulciano, ProLoco Cetona, Ass. Dacia (Rep. Md), Teatro Studio Jankovski (It).
MEDIA PARTNER: AskaNews, TVR (Televisione Nazionale Rumena), Radio Romania, Agenzia Nazionale Stampa AGERPRES Romania, Romanian Global News.
Ufficio Stampa: OFFICINA DELLE CULTURE Carla Romana Antolini 393 9929813 crantolini@gmail.com

Roma, Casa del Cinema: prima visione LA FANCIULLA DAGLI OCCHI VERDI


Ingresso su invito. Sabato, 24 settembre 2016, ore 18 – Casa del Cinema, Largo Marcello Mastroianni 1 Roma (nell’ambito del Festival dei Giovani Talenti Rumeni, VI edizione).

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LA FANCIULLA DAGLI OCCHI VERDI

Regia di Mihai Mihaescu. Con Andrei Grigore Sava,  Tatiana Grigore, Claudia Chiraș, George Marici, Andreea Lucaci.

Genere sentimentale, biografico. Ratings: Kids+13, produzione Alternative Film Studio Romania 2015. Durata 90 minuti in lingua originale con sottotitoli.

Tratto da Gaudeamus (la seconda parte de Il romanzo dell’adolescente miope), l’opera giovanile e autobiografica dello storico delle religioni Mircea Eliade, il film è prodotto da Alternative Film Studio Romania, e presentato in Italia con il sostegno di IRFI onlus Italia Romania Futuro Insieme, Cenacolo Letterario Romeno, XVIII edizione, e il Festival dei Giovani Talenti Rumeni, VI edizione.

Alcune riprese di questo film furono realizzate a Roma, dove il personaggio principale, Mircea, dopo aver letto il libro “Un uomo finito” di Giovanni Papini, intraprende un viaggio per incontrare lo scrittore.

Sabato, 24 settembre 2016, ore 18 – Casa del Cinema, Largo Marcello Mastroianni 1 Roma (Festival dei Giovani Talenti Rumeni, VI edizione).   http://www.casadelcinema.it/?event=la-fanciulla-dagli-occhi-verdi-di-mihai-mihaescu

Trama

Il giovane scrittore Mircea, recandosi in gita ad un monastero, insieme ad una comitiva di studenti,  conosce la giovane e bellissima Nișka, della quale se ne innamora. Il rapporto tra i due sembra più una partita di ping – pong , che porterà ad un finale imprevedibile. Il giovane romanziere, nel tentativo di liberarsi dalla passione per Niska , da cui è effettivamente dominato, si lancia in un’avventura sessuale con Nonora , una studentessa dai comportamenti senza pregiudizi.

Prima visione in Italia.  Ingresso su invito.

Info: 3201161307

 

 “Gli elementi autobiografici presenti in Gaudeamus riflettono un’immagine singolare di un ventenne alla conquista di se stesso attraverso una «via eroica» e una personalissima «ascesi etica»: la disciplina dello studio, il rifiuto all’abban­dono nostalgico, il ripudio delle facili soluzioni e dei mediocri compromessi. La natura è sempre presente, con i suoi rumori, suoni, colori e profumi, non come scenario decorati­vo all’azione ma come stimolo e riflesso dell’agitarsi del pen­siero e del turbamento dei sensi e dei sentimenti. La passione amorosa per Nișka, prima negata poi trionfante, trova la sua sconfitta nella scelta della rinuncia. Nel contrasto tra volontà e tentazione della felicità amorosa vince la scommessa sul domani: «Il cielo è ora insanguinato e calmo. Il sole scende vicino a un bosco e a un ruscello. Sento correre il treno as­setato di orizzonti. Il campo con il frutto seminato mi turba. Non posso staccare gli occhi dall’orizzonte verso il quale il treno corre senza stancarsi. La mia anima è aspra, immensa e serena. Dietro a me, intuisco la presenza degli altri. Davanti a me, sento il fluttuare di destini…».” (Dalla recensione del prof. Roberto Scagno, del libro Gaudeamus, di Mircea Eliade)                                                                      

 

 Domenica, 25 settembre 2016, ore 13:00 – Teatro Lo Spazio, Roma, Via Locri 42 (Cenacolo Letterario Romeno, XVIII edizione).

Mircea Eliade, «Gaudeamus»: una poetica dell’«esperienza vissuta»

ÎN PREMIERĂ, “FATA CU OCHII VERZI” LA ROMA

ELIS, SCADENZA CANDIDATURE CORSI DI FORMAZIONE AL LAVORO PER STUDENTI DAI 13 AI 30 ANNI


ELIS è una realtà organizzata a Roma in diverse scuole e strutture, aperta anche ai giovani di origine romena: una Scuola Professionale per operai specializzati nel campo dell’industria e dell’artigianato; una scuola dell’ospitalità SAFI per ragazze che vogliono lavorare nel settore alberghiero e enogastronomico; un College in cui giovani risiedono e, mentre conseguono gli studi universitari, si specializzano nelle nuove tecnologie; una Corporate School che affianca le imprese nell’acquisizione e nello sviluppo delle competenze professionali e relazionali utili al perseguimento della propria strategia.

 ELIS ha al suo centro la persona e il lavoro, con le sue attività propone la professionalità come servizio al bene comune. I corsi e le attività di ELIS si rivolgono a giovani, professionisti ed imprese per rispondere al divario scuola-lavoro, alla disoccupazione giovanile e contribuire allo sviluppo sostenibile delle organizzazioni.

 

Nome corso Settore Destinatari Scadenza candidature Posti (borse di studio)
Istituto Alberghiero SAFI ELIS Alberghiero ed Enogastronomico Studentesse di terza media 15 Set 2016 25 (3)
Scuola Professionale ELIS elettronico, meccanico, elettrico, termoidraulico 13-18 anni, licenza di scuola media 15 Set 2016 125 (125)
ELIS College: Linguaggi & Tecnologie Multimediali Università e Lavoro in Informatica, Telecomunicazioni, Elettronica diplomati e diplomandi 30 Set 2016 30 (30)
Information Technology Informatica, Reti, Sviluppo App, Cisco, Solaris, Java, Linux, Windows Server diplomandi, diplomati e laureati 30 Set 2016 155 (13 totali e 4 parziali)
Front Office Manager Turismo, Hospitality Management Diplomati e Laureati 9 Ott 2016 25 (3)
Corso di specializzazione in Saldatura Saldatura diplomati e adulti 31 Ott 2016 20 (2)
Corsi di specializzazione in Termoidraulica Termoidraulica studenti, operai e tecnici d’azienda 31 Ott 2016 20 (2)
Master ICT in Sviluppo in ambiente Cloud Informatica Laureati e diplomati 6 Nov 2016 20 (5)
New Communication Lab Comunicazione Digitale e Social Media Management Diplomati e Laureati 1 Mar 2017 18 (7)
HR Academy Risorse Umane Laureati con un’età massima di 30 anni 3 Mar 2017 25 (5)

Tutte le informazioni sul sito http://www.elis.org/

Corsi GRATUITI per ragazzi dai 13 ai 16 anni

Lavoro con NTT Data per le categorie protette

ELIS (Educazione – Lavoro – Istruzione – Sport)

Scuola Professionale ELIS è una scuola dove ragazzi tra i 13 e i 18 anni imparando un mestiere crescono come persone, scoprendo il valore dell’amicizia e dell’integrazione.

SAFI ELIS è un Istituto professionale che forma ragazze tra i 13 e i 18 anni nel settore alberghiero ed enogastronomico, attenta anche alla loro crescita personale.

ELIS College è una scuola residenziale per giovani che prepara esperti di innovazione e di nuove tecnologie, rispettosi della persona umana.

ELIS Corporate School è una scuola che aiuta le imprese nella valorizzazione delle proprie persone attraverso lo sviluppo delle competenze professionali e relazionali.

ELIS Scuole Sportive (Maschile e Femminile) attraverso i valori dello sport aiutano i giovani a crescere nell’amicizia, nel rispetto delle regole e nel gioco di squadra.

ELIS ONG promuove in tutto il mondo programmi di formazione professionale per lo sviluppo integrale della persona e della società.

Il Consorzio ELIS è composto da aziende che collaborano all’impegno di ELIS nella formazione dei giovani e nella promozione di una cultura professionale attenta alla persona.

PĂMÂNTUL UITAT… DE DINCOLO DE PRUT, de Anton COŞA Episcop de Chişinău, Moldova


Rezistenţa catolicilor în timpul persecuţiei bolşevicilor în actuala Republică Moldova .

Romania_1Episcopul de Chişinău, PS Anton Coşa, vine să ne amintească de „Pământul uitat… de dincolo de Prut”, care, la fel ca şi alte regiuni din Europa de Est, a avut de suferit de pe urma comunismului. Autorul expune situaţia Bisericii Catolice din RASS Moldovenească în perioada interbelică şi din RSS Moldovenească între anii 1940-1941, când Basarabia a fost pentru prima dată ocupată de trupele sovietice, dar şi după anul 1944, când Basarabia a fost realipită Uniunii Sovietice. Pe lângă prezentarea generală a catolicismului din cele două regiuni ale actualei Republici Moldova (Transnistria şi Basarabia), episcopul Anton Coşa analizează situaţia unor parohii catolice din regiune, cum ar fi Chişinău, Tighina, Râbniţa, Bălţi etc. Şi întrucât istoria este făcută de către oameni, nu sunt trecute cu vederea figurile preoţilor care au activat în această perioadă în Basarabia, cum ar fi Ioan Hondru, Nicolae Şciurek, Bronislav Hodanenok, Vladislav Zavalniuc, „mărturia credinţei cărora nu se va pierde în Biserica Catolică din Republica Moldova”.  

Publicat in: Rezistenţa anticomunistă prin valori spirituale. Modele şi fapte (I), Dialog teologic , Revista Institutului Teologic Romano-Catolic din Iaşi, Anul XII, nr. 24 (2009)

Betleem, noiembrie  2013 - E.S. Mons. Anton Coșa Episcop de Chişinău, Republica Moldova, alături de Contesa Simona Cecilia și Contele Fernando Crociani Baglioni.

Pelerinaj în Țara Sfântă, Betleem, noiembrie 2013 – E.S. Mons. Anton Coșa Episcop de Chişinău, Moldova, alături de Contesa Simona Cecilia și Contele Fernando Crociani Baglioni.

“Cine ar fi avut curajul, în acei ani de tristă amintire, marcaţi de prigoana comunistă, să viseze că va veni o zi când va cădea „Cortina de Fier” ce a ţinut pentru atâţia ani departe unul de altul cele două maluri îndurerate ale Prutului! Ce ştia omul de rând în acea perioadă despre ceea ce se întâmplă dincolo de Prut, în afară de faptul că acolo se află URSS, aşa cum, de altfel, se învăţa şi la şcoală şi se putea vedea pe hartă? Mai ales, generaţiilor tinere le era total necunoscută Basarabia şi ceea ce reprezintă ea, iar când totuşi, prin voia întâmplării, cineva încerca să discute despre aceasta se vedea clar că lipsesc şi cele mai simple date. Un preot cucernic îmi povestea odată că dânsul coresponda cu un preot din Basarabia. Mi se părea că este imposibil aşa ceva. Şi totuşi, era adevărat. Cu această ocazie am înţeles, pentru prima dată, că şi dincolo de Prut există o viaţă catolică.

Când mai târziu a început perioada de „perestroikă” a lui Gorbaciov, care a permis populaţiei o anumită deschidere spre valorile religioase, când fraţii noştri au început să prindă curaj, atunci am început şi noi să ne aruncăm privirile mai des şi mai cu nesaţ spre dânşii, iar programele de televiziune nu numai că ne încântau privirile, dar ne şi umpleau inimile de speranţă. Basarabia începea să-şi descopere identitatea între rănile trecutului şi perspectivele independenţei sale. Dar nimeni nu ştia încă ce va urma. În această perioadă au început şi primele contacte între cele două părţi, care au culminat cu Podul de Flori şi care au adus după sine noi forme de apropiere între fraţi.

În această perioadă, Episcopia Romano-Catolică de Iaşi a înţeles provocarea istoriei şi s-a angajat imediat, în persoana păstorului ei, să susţină spiritual şi să ajute la refacerea vieţii spirituale a comunităţilor catolice. Crezul de nezdruncinat al Preasfinţitului Petru Gherghel în vocaţia Basarabiei şi curajul său în a promova această nouă Biserică ce se năştea zi de zi au condus la apariţia unei noi dieceze şi, prin aceasta, la normalizarea vieţii credincioşilor catolici din acest teritoriu.

Cercetând viaţa religioasă şi bisericească a catolicilor de pe actualul teritoriu al Republicii Moldova în perioada sovietică, trebuie menţionat din 57 capul locului că autorităţile ateiste au aplicat metodele cele mai violente pentru a lichida Bisericile, în general, şi Biserica Catolică, în special. Printre primii care au fost supuşi acestor metode, începând cu anul 1918, au fost credincioşii diecezei noastre, care locuiau pe malul stâng al Nistrului, în regiunea numită astăzi de noi Transnistria. În Basarabia, în cealaltă parte a diecezei, autorităţile sovietice au utilizat experienţa acumulată în lupta sângeroasă cu religia şi credincioşii pentru prima dată în 1940 şi a doua oară după terminarea celui de-al Doilea Război Mondial.” (din Preambol)

ÎN PREMIERĂ, “FATA CU OCHII VERZI” LA ROMA


Proiecții-eveniment în Italia, în perioada 24-25 septembrie 2016, cu filmul FATA CU OCHII VERZI/2015/ 90 minute/Regia Mihai Mihăescu. Adaptare după romanul ”Gaudeamus” (partea a doua a ”Romanului adolescentului miop”) de Mircea Eliade.

afisFilmul urmărește în principal perioada de tinerețe a personajului Mircea (prototipul lui Mircea Eliade, romanul fiind considerat de analiștii literarari drept unul autobiografic), care se află într-un proces de maturizare și formare profesională. Acesta ține un jurnal în care își notează impresiile legate de relația sa cu Nișka, de care este îndrăgostit, dar și despre alți colegi de la Universitatea unde este student.

În general filmul vorbește despre tinerețe și controversele sale, despre frumusețea acestei vârste, cu trimitere inclusiv la manifestările teribiliste ale personajelor, caracteristice perioadei pe care o parcurg. Este în fond o poveste de dragoste mai puțin obișnuită, acțiunea desfășurându-se în perioada interbelică,1925 – 1928. Stăpânit de ideea de a-și construi un viitor profesional de exceptie, Mircea oscilează între a se dedica, fie, acestui scop, fie celei pe care o iubește și are de la el mari așteptări, dilemă pe care se sprijină de altfel conflictul interior al personajului.

Mircea Eliade

Mircea Eliade

“Filmul, între altele, poate trezi în spectatorii tineri de astăzi o mare invidie pentru nivelul spiritualității tineretului de atunci! Astăzi sunt rari cei care au rămas pe o linie de continuitate cu spiritul lui Mircea Eliade! S-au schimbat multe în lume: tehnologiile, superficialitatea, cultura de mase… Sigur, sporește cantitatea, dar scade calitatea!”                                                  Prof. Nicolae Crețu, critic și istoric literar

Filmările s-au desfășurat cu preponderență în Iași, astfel că o serie de edificii și locuri ale orașului pot fi admirate de către spectatori, împreună cu povestea de dragoste în care se produc tineri actori, absolvenți ai Universității de Arte ”George Enescu”.

Echipa de filmare este alcătuită de asemenea din profesioniști ai Iașiului. Filmările s-au desfășurat în Grădina Botanică ”Anastasie Fătu”, Parcul Copou, Muzeul Literaturii Române (Casa Pogor), Mănăstirile Golia și Cetățuia, Cimitirul Eternitatea, Biblioteca Centrală Universitară, Colegiul Național, etc., dar și la Mănăstirea Hadâmbu, cât și la Constanța, pe mare. O serie de filmări au fost efectuate în Roma (Italia), unde personajul Mircea face o călătorie pentru a se întâlni cu scriitorul Giovanni Papini, după lectura romanului ”Un uomo finito”. În film apar de asemenea diverse case ale Iașiului, ulițe, busturi ale unor personalități române…

 Mihai Mihăescu

Mihai Mihăescu

Fata cu ochii verzi” este primul film de lungmetraj realizat integral la Iași pe baze profesioniste. Filmul a fost realizat de Alternative Film Studio, beneficiind de sprijinul logistic și artistic al Universității de Arte ”George Enescu”, dar și a altor instituții importante din Iași și Constanța.

Întâlnire-dezbatere, proiecția filmului în prezența regizorului Mihai Mihăescu, profesor de film la Universitatea de Arte ”George Enescu” Iași, doctor în cinematografie și media. De asemenea vor participa personalități din Italia și  România.

Tatiana Grigore

Tatiana Grigore

Au confirmat prezența la Roma:  Nicolae Crețu – critic și istoric literar, profesor de Teoria Literaturii la Universitatea “A. I. Cuza” Iași.  Tatiana Grigore – actriță, interpreta rolului principal (Nișka) în filmul “Fata cu ochii verzi”, absolventă a Universității de Arte George Enescu” Iași. George Marici – actor, interpretul rolului Radu în filmul “Fata cu ochii verzi”, absolvent al Universitatii de Arte “George Enescu” Iași, moderator la Apollonia Tv Iași.

Perioada de desfășurare: 24-25 septembrie 2016 la Roma.  Intrarea gratuită.

Mai multe informații, pe situl http://alternativefilmstudio.ro/.

locandina_film_la-fanciulla-dagli-occhi-verdi_24_25_settembre_2016

 

“Gaudeamus” di Mircea Eliade, in libreria

Mircea Eliade, «Gaudeamus»: una poetica dell’«esperienza vissuta»