Prof. Fernando G. Crociani pubblica la storia dei Turriziani alias Colonna di Frosinone (XV-XX sec.)


Il libro “Turriziani alias Colonna. Memorie di una famiglia e dei ceti storici di Frosinone tra XV e XX secolo“, Roma 2005, del prof. Fernando Giulio Crociani, costituisce un importante spunto per lo studio delle famiglie di Nobiltà Cittadina.
L’ultima fatica letteraria dell’Autore vuole riflettere la composizione dei ceti storici dirigenti, il nobile e il civico, che affiancati ed intrecciati ressero il governo cittadino di Frosinone, capoluogo di Campagna e Marittima nella Stato della Chiesa. Frequenti le controversie sul diritto di appartenenza al primo ceto da parte di famiglie talora pretestuosamente quanto arbitrariamente escluse, usurpate nel loro diritto storico da parte di famiglie divenute abbienti ma non nobili. Le dispute si accendevano massime in occasione di vasti rivolgimenti politico-sociali, come fu dopo la bufera rivoluzionaria, alla Restaurazione del legittimo governo pontificio nel 1815.
Il 1° settembre 1555 il Duca d’Alba Don Fernando Alvarez de Toledo, Viceré di Napoli, capitano generale in Italia della Maestà Cattolica il Re delle Spagne Filippo II, lascia Napoli alla testa di un’armata di 12 mila spagnoli e marcia verso Roma, contro Papa Paolo IV Pietro Carafa, compromessosi con la politica francese in Italia. L’avanzata seguì la via Casilina, investendo le città  di Pontecorvo, Ceprano, Pofi, Frosinone, Anagni, Valmontone, Palestrina, Segni. Nell’avanzata, contrastato dai francesi del Duca di Guisa, il Duca d’Alba era affiancato da un valente generale romano il Duca Don Marcantonio Colonna. Questi acclamato nei suoi feudi di Pofi, Patrica, Valmontone, Palestrina, Segni, Paliano e Marino, al grido di “Colonna ! Colonna!”. Le famiglie nobili frusinati da tali eventi e rivolgimenti non furono più individuate per ascrizione ad un supposto album nobilium, come avveniva altrove nello Stato Ecclesiastico, o da documenti antichi, in quanto andati quasi tutti distrutti; bensì dall’esistenza di dodici cappelle di giuspatronato con diritto di sepoltura, tradizionalmente riservate dal XV secolo alle altrettante famiglie del primo ceto nobile della città; nella cattedrale, la chiesa collegiata di S. Maria Assunta, e nella chiesa Abbaziale di S. Benedetto.
Tale intento è raggiunto ripercorrendo i tratti più salienti delle vicende della nobile famiglia Turriziani alias Colonna, che fin dal 1525, e poi -più stabilmente- dopo il sacco spagnolo di Frosinone del 1556 (il soprannome o cognome Colonna è un chiaro riferimento ed omaggio al vincente «partito colonnese» cui avevano aderito) va ad assumere cariche anche nel Magistrato di Alatri. In particolare, suoi membri ricopriranno le cariche di consulente, podestà, priore, notaio, maestro, nonché dignità ecclesiastiche. Stringendo alleanze matrimoniali nobili per successive generazioni. Per poi, dopo quasi un secolo e mezzo, a fine XVII secolo, concentrare nuovamente i propri interessi su Frosinone, dove conserva cospicuo patrimonio edilizio e terriero, partecipando ancora alla vita pubblica del capoluogo con vari priori nel Consiglio, annoverando ecclesiastici, sempre stringendo alleanze matrimoniali con famiglie nobili frusinati e talora nobili romane.
La storia familiare dei Turriziani alias Colonna è ricostruita con dovizia di dettagli, sulla base di numerosi atti pubblici e privati, sempre puntualmente citati dall’Autore, atti nei quali ai membri della famiglia sono sempre attribuiti titoli e trattamenti propri delle famiglie nobili (Magnificus Dominus, Illistris Dominus, Perillustris Dominus, nobilis civis alatrinus) e dai quali emerge un ininterrotto vivere more nobilium di questa schiatta talmente evidente da fare dei Turriziani alias Colonna un lampante paradigma di cosa significasse essere nobili sotto l’Ancien Régime.
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