Giuseppe Motta: Un rapporto difficile. Romania e Stati Uniti nel periodo interbellico


Presentazione del volume
mott
Al termine della prima guerra mondiale ha inizio l’esperienza della Grande Romania, uno Stato di notevoli dimensioni che alla conferenza di pace di Parigi acquisisce la storica Transilvania, la Bessarabia, la Dobrugia e la Bucovina. Tale epoca, ricordata spesso come il periodo d’oro della democrazia romena, è tuttavia segnata da complessi problemi di ordine economico e da una profonda instabilità che caratterizza il nuovo assetto internazionale post-Versailles, profondamente influenzato dal programma di pace americano fondato sul principio di autodeterminazione dei popoli e dalla divisione fra gli Stati che aspirano a una revisione dei trattati e quelli che si prefiggono il mantenimento dello status quo territoriale. La Romania, stretta nella morsa di Ungheria, Bulgaria e Unione Sovietica, è inoltre scossa da gravi disordini interni che vedono coinvolti gli estremisti antirealisti e antisemiti e il discusso sovrano Carol II.
La nascita e lo sviluppo del fascismo romeno sono oggetto dell’attenzione del Dipartimento di Stato americano che, pur restando fedele alla dottrina Monroe, segue con attenzione le vicende europee e la vita politica romena. L’interesse della diplomazia americana è rivolto alla condizione della popolazione ebraica ma anche all’industria petrolifera romena, settore in cui Washington si scontra con la politica del prin noi înşine condotta da Bucarest.
Questo volume, grazie a una ricca documentazione raccolta presso gli Archivi Nazionali e il Ministero degli affari esteri romeni, offre un punto di vista assolutamente nuovo e originale su un’epoca storica particolarmente cara alla storiografia romena e sulle relazioni diplomatiche fra Romania e Stati Uniti, materia che fornirà ulteriori spunti di analisi durante gli anni del socialismo reale e quelli della transizione post-comunista.

Giuseppe Motta, laureato in Giurisprudenza con indirizzo transnazionale all’Università di Trento, ha recentemente terminato il dottorato in Storia d’Europa presso l’Università “La Sapienza” di Roma. È attualmente professore a contratto di Storia dell’Europa orientale presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Bergamo, nonché membro dell’Istituto Italo-Romeno di Studi Storici di Cluj, nato grazie alla collaborazione fra l’Università “La Sapienza” e la Babe,s-Bolyai di Cluj-Napoca. In tale università è stato docente di Storia d’Italia (Facoltà di Storia e Filosofia) e Storia della diplomazia internazionale (Facoltà di Diritto). È autore di numerosi saggi sul processo di integrazione europea e la realtà romena e del volume Viaggiando nelle terre romene (Ed. Settecittà, Viterbo, 2004).

Un rapporto difficile. Romania e Stati Uniti nel periodo interbellico
Collana: Temi di storia
Dati: pp. 192,   1a edizione  2006   (Codice editore 1792.84)
Tipologia: Edizione a stampa

Prezzo: € 22,00
Codice ISBN: 9788846480125
Indice
La Romania, gli Stati Uniti e la ricostruzione europea
(Wilson e l’intervento statunitense; La Grande Romania del periodo interbellico)
L’avvio di solide relazioni diplomatiche fra Bucarest e Washington
(L’avvio di più solide relazioni diplomatiche; Dalla Grande Guerra al ritorno di Carol II)
Romania e Stati Uniti negli anni Trenta
(La situazione europea e la Romania; Verso la seconda guerra mondiale)
La questione ebraica in Romania e la diplomazia statunitense
(Gli ebrei e il nazionalismo romeno; Ascesa e declino della Guardia di Ferro)
Le relazioni economiche fra Stati Uniti e Romania nel periodo interbellico
(La ricostruzione post-bellica della Romania; Dalla crisi economica a quella militare)
Il petrolio romeno
Conclusioni
Fonti e bibliografia
Indice dei nomi.

Recensione del libro

Un progetto apprezzabile, ma non realizzato come sarebbe stato opportuno. La scelta dell’oggetto di studio e la partizione degli argomenti sembrano giuste o possono suscitare un ragionevole dibattito, tenendo conto che i rapporti tra USA e Romania non solo sono ignoti alla nostra storiografia, ma sono poco studiati dalla storiografia in genere. Dunque, si offriva a G. Motta un’ottima occasione. La realizzazione di questa non facile impresa, però, pare essere ancora un po’ in divenire, nonostante gli sforzi del giovane studioso il quale non convince quando entra nel merito. Avendo a disposizione una quantità notevole di interessante materiale documentario (in primo luogo documenti statunitensi in copia microfilmata conservata a Bucarest), infatti, egli non riesce a dominarlo, fermandosi a un suo uso descrittivo. Sintomatica è perciò la brevità delle conclusioni e inevitabili sono le ripetizioni. Vi è poi da rilevare un certo disordine espositivo: nel racconto storico si procede con sbalzi cronologici senza serio motivo e spesso senza avvertire il lettore il quale ? se non è più che esperto ? può perdersi o, peggio, confondere gli eventi e le relazioni causali che tra essi esistono. In alcuni casi, inoltre, non si può condividere quanto afferma l’autore: ad esempio, in riferimento al definitivo orientarsi di Bucarest verso la Germania nel 1940, egli scrive che tale scelta viene fatta «nel vano tentativo di mantenere intatti i confini della România Mare e rafforzare la democrazia guidata di re Carol II» (p. 166). In realtà da due anni nel paese vigeva la dittatura del monarca, sancita da una nuova costituzione e dalla fine del pluralismo politico, mentre di democrazia guidata si può parlare per gli anni precedenti le elezioni del 1937. Né mancano altre inesattezze di carattere storico sostanziale. A volte si forniscono informazioni in modo da generare confusione: a p. 128 l’uccisione di Codreanu è presentata nella versione (falsa) del governo e solo un po’ più avanti è messa in dubbio, in nota (p. 129, n. 62), senza citare gli esiti certi cui è pervenuta la storiografia. Ambiguità si riscontra anche nella forma espressiva, a partire dal costante ricorso al presente storico, uso difficile da gestire. Infine, va ricordato che la cifra stilistica ? di là dai refusi ? non è accettabile per un’opera che vuole rivolgersi a un pubblico colto. Si possono trovare nella stessa pagina (p. 138) addirittura cinque esempi di uso improprio dei termini italiani. Purtroppo si ha l’impressione che Motta ? che potrà fornire migliori prove ? abbia avuto fretta di trasformare in monografia una potenzialmente interessante ricerca documentaria e un numero non disprezzabile di letture. Queste ultime sono impropriamente selezionate: su temi come il pensiero della destra radicale romena o la questione della Bessarabia oppure il progetto di indurre gli ebrei romeni ad emigrare in Madagascar, si preferisce citare (pp. 100, 127, 130) brevi e poco noti contributi italiani ? o anche niente ? piuttosto che gli unici libri (E. Costantini, A. Basciani, C. Tonini) pubblicati in Italia sull’argomento.

Francesco Guida

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...