Rai Uno: atac la adresa On. Rita Bernardini în urma vizitei la Rebibbia


Bernardini: pubblicherò tutti i messaggi che mi minacciano e insultano. E’ uno spaccato dell’Italia che è bene conoscere Dichiarazione di Rita Bernardini, deputata Radicale-PD, membro della Commissione giustizia della Camera


Rita Bernardini, deputata Radicali/PD a fost contestată azi dimineaţă pe primul canal de televiziune publică din Italia, Rai Uno, din motiv că, în urma vizitei la Rebibbia, pe care a facut-o împreună cu Sergio D’Elia celor şase români în închisoare, a declarat că i-a găsit pe unul dintre ei cu ochiul vânăt iar pe altul şchiop.

Vom protesta joi, 5 februarie, în faţa televiziunii – Viale Mazzini 14: serviciul public de informare nu trebuie să-şi permită sub nicio formă să aţîţe cetăţenii la violenţă! Astăzi, în schimb, a făcut-o, şi-a permis, cred, prin simplul fapt că cei şase tineri criminali sunt români. Oare ce ne mai aşteaptă?
Vă invit, aşadar, să citiţi şi articolul Donatellei Papi, Italia violenta, è barbarie.

ÎMPREUNĂ PENTRU SIGURANŢĂ ŞI CETĂŢENIE ACTIVĂ

JOI 5 FEBRUARIE 2009
MANIFESTARE ÎN FAŢA RADIO TELEVIZIUNII ITALIENE – RAI

ORELE 16 – VIALE MAZZINI 14 – ROMA

– solidaritate tuturor femeilor victime ale violenţei.

– NU discriminării întregii comunităţi

– pentru respectul dreptului la vot şi la informare al cetăţenilor europeni

Manifestare în faţa sediului televiziunii RAI – Radioteleviziunii Italiene pentru o informare corectă în legătură cu dreptul de vot al cetăţenilor comunitari la alegerile europarlamentare din iunie 2009 şi pentru respectul drepturilor românilor împotriva stereotipurilor rasiste. Suntem peste 1.000.000 de români în Italia. Violenţa se învinge prin participare şi cetăţenie activă.

Împreună, pentru o Patrie Europeană comună!

Amănunte la:

Tel.Mobil n°: 339 8644975

Email: info@rodep.net

Sicurezza è cittadinanza


ue
Di qualunque nazionalità tu sia, italiana/o romena/o polacca/o tedesca/o bulgara/o francese britannica/o spagnola/o olandese slovacca/o greca/o austriaca/o belga ceca/o ungherese portoghese svedese slovena/o lituana/o irlandese danese finlandese lettone maltese estone lussemburghese cipriotaSiamo tutte/i cittadine/i europee/i!

LA SICUREZZA E’ CITTADINANZA

GIOVEDI’ 5 FEBBRAIO

MANIFESTAZIONE DI FRONTE ALLA RAI
ORE 16 – VIALE MAZZINI 14

in segno di solidarietà a tutte le donne vittime di violenza;
per dire no alla demonizzazione di intere comunità da parte dei media;
per il rispetto del diritto di voto e di informazione dei cittadini europei.

Manifestazione di fronte alla Rai per un’informazione corretta sull’esercizio del diritto di voto dei cittadini comunitari alle prossime elezioni europee e per il rispetto dei diritti della persona contro gli stereotipi razzisti. La violenza si sconfigge con la cittadinanza. Per una comune patria europea!

antiviolenza1

Serve più informazione per una integrazione europea


Mi chiamo Danuta Wojtaszczyk e sono caporedattrice del quindicinale per i Polacchi in Italia „Nasz Świat” pubblicato da Stranieri in Italia e vicepresidente dell’Associazione Culturale Comunità Polacca di Roma.

Vorrei ringraziare l’onorevole Rita Bernardini e tutti coloro che hanno reso possibile il nostro incontro di oggi. Ringrazio gli esponenti del parlamento italiano ed europeo e tutti i presenti per aver accettato l’invito del dialogo – con noi, rappresentati di diverse comunità dei cittadini comunitari residenti in Italia.

Perché siamo qui oggi?

Siamo qui perché vogliamo fare il un punto della situazione. E’ qual’é il punto? Il punto è che viviamo in un momento particolare nella storia della civiltà. Le società sono destinate a cambiare e ormai ci sono tanti modi per sentirsi europei. Ci si può sentire italo-polacchi o polacco-italiani o polacchi ed italiani , ci si può sentire italo-romeni, italo-francesi, italo-tedeschi e in tanti altri modi ancora. E’ importantissimo capire che le nostre comunità si riconoscano nei propri valori. E’ noi quali valori vogliamo tramandare ai nostri figli?

Il governo italiano cosa vuole trasmettere ai cittadini italiani?

Negli ultimi tempi sembrano affermarsi in Italia posizioni sempre più ispirate al principio della indesiderabilità dei cittadini stranieri. Non posso purtroppo evitare di constatare che alcuni esponenti del Governo e della Maggioranza abbiano messo in risalto solo gli aspetti negativi del fenomeno dell’immigrazione e che diverse misure messe in atto abbiano decisamente alimentato pregiudizi e malumori verso le comunità degli immigrati in Italia.

Non lo so, forze è anche giusto pensare che ognuno debba tornare a casa sua. E’ magari chissà saremmo tutti più tranquilli se ci chiudiamo ognuno a casa propria a guardare i nostri stretti orizzonti.

Ma se invece noi Europei vogliamo veramente salvaguardare il patrimonio culturale del nostro continente, delle nostre culture, delle nostre lingue e dei valori universali tramandati con tanto sacrificio dai nostri avi dobbiamo imparare a convivere rispettandoci reciprocamente.

Faccio un esempio banale: se vedo qualcuno che sta devastando le aiuole nel quartiere dove abito, come mi comporto? La risposta dovrebbe essere una sola: reagisco e denuncio subito il vandalo. Invece per chi non si sente a casa sua non è così, potrebbe infatti decidere di non fare niente.

Non importa di che nazionalità sia il vandalo nè chi lo ha scoperto a rovinare gli angoli delle città. E’ importante capire che ci vuole l’interesse di chi governa a fare in modo che chi risiede sul territorio nazionale si senta partecipe nella vita sociale di tutti i giorni.

Il modo migliore per insegnare il rispetto è quello di dare il buon esempio. E’ questo il punto. Lo stato per primo dovrebbe dimostrare che il rispetto è un valore fondamentale di un paese civile e democratico.

L’immigrazione in Italia come negli altri paesi dell’UE è ormai un fenomeno strutturale. La partecipazione dei cittadini stranieri alla vita civile, politica, economica e culturale della comunità nazionale è una risorsa positiva, la base reale su cui costruire l’integrazione. In Italia oggi vivono quasi 4 milioni di stranieri di cui un milione sono i cittadini comunitari. E’ ovvio che il diritto al voto è uno strumento fondamentale per sentirsi partecipi alla vita sociale.

Perché si è voluto che tutti i cittadini comunitari abbiano diritto di voto amministrativo non solo nel Paese di provenienza ma anche in quello di residenza all’ interno dell’ Unione Europea? Perchè abbiamo lo stesso obiettivo: quello di salvaguardare la ricchezza del nostro continente e conservare un universo dei valori. In Italia purtroppo questo diritto di voto rimane il più delle volte sulla carta, come denuncia l’interpellanza urgente al presidente del consiglio e al ministro dell’Interno presentata dal Pd e a prima firma dall’onorevole Rita Bernardini.

Perchè accade questo? A mio avviso per il fatto che fino ad oggi c’è stato poco interesse da parte dei governanti per favorire una reale integrazione. Forse non è un caso che alla richiesta di informazione dei cittadini stranieri che vivono in Italia i media non solo non riescono a rispondere, ma tendono ad “inquadrare” l’immigrazione solo come cronaca nera, disagio, o nella migliore delle ipotesi, nelle sue implicazioni economiche e legate al mercato del lavoro. E’ arrivato il momento che lo stato ed i media, come la Rai, non parlino più solo ‘di’ immigrati, ma anche ‘per’ gli immigrati.

Visto il tema del nostro incontro: “Tutti possiamo votare purchè si sappia” chiediamo di:

– lanciare le campagne di comunicazione in diverse lingue per i cittadini comunitari residenti in Italia, in primis sulla Rai.

– più formazione per i funzionari delle amministrazioni locali, che potrebbero anche inviare materiale informativo a casa dei potenziali elettori.

– agevolare la partecipazione alle elezioni.

Qui vorrei spiegare per quale motivo chiediamo di fornirci delle informazioni non solo in italiano ma anche nelle nostre lingue madri. Qualcuno potrebbe dire che è una richiesta mal educata visto che chi è ospite in un Paese prima di pretendere un cosa dovrebbe dimostrare rispetto nei confronti dei padroni di casa. Questo è vero ma come ho detto al inizio viviamo in un momento particolare della storia, sappiamo che le società sono destinate a cambiare è saranno sempre più multietniche. E’ nel nostro interesse contrastare il fenomeno di imperialismo di una cultura sulle altre perché ogni popolo e ogni lingua possiede dei valori che fanno parte del patrimonio di tutta l’umanità.

Nessuna cultura ne lingua è superiore al altra. Ognuna di loro costituisce un nostro tesoro comune che dobbiamo salvaguardare. Noi cittadini europei abbiamo un obiettivo comune: che è quello di salvaguardarle tutte.

Non è un digressione questa che sto facendo ora e vi spiego che c’entra questo discorso con il diritto di voto amministrativo.

Dunque visto che in direzione ci stanno portando i cambiamenti demografici ed economici che stanno avvenendo il tutto il mondo dobbiamo capire che nel interesse di ogni Stato è fare in mondo che tutti i cittadini si sentono partecipi alla vita sociale. In poche parole conviene mettersi in testa non c’è tempo da perdere. Dobbiamo aiutarci a vicenda perché il meglio che possediamo non venga distrutto o perduto.

Tra pochissimi mesi quasi un milione di cittadini comunitari che vivono e lavorano in Italia potrebbero cominciare a sentirsi realmente partecipe nella vita del Paese è responsabile di quello che viene considerato il nostro bene comune. Potrebbe.

Non abbiamo molto tempo per iscriversi alle liste elettorali e molti di noi non sanno anche che possono esercitare questo diritto. Però tutti conosciamo il proverbio: volere è potere. E’ lo Stato italiano cosa vuole?

Grazie per l’attenzione

Entro il 9 marzo la richiesta di iscrizione nell’apposita lista aggiunta


radiorIntervista di Radio Radicale a Simona Farcas, presidente dell’associazione “Italia-Romania, futuro insieme”, su questione sicurezza e comunità romena e bilancio e prospettive riguardo al convegno del 23 gennaio sul diritto di voto degli immigrati comunitari

news
Europa

26.01.2009

Elezioni europee: l’esercizio di voto per i cittadini della Ue residenti in Italia

Scade il 9 marzo il termine per presentare domanda di iscrizione nella lista del comune di residenza. I moduli nella circolare della Direzione centrale dei servizi elettorali

I cittadini dell’Unione europea residenti in Italia, compresi i cittadini dei Paesi di recente adesione, possono votare nel nostro Paese in occasione delle elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia, che si svolgeranno tra il 4 e il 7 giugno 2009, pur non avendo la cittadinanza italiana.

Grazie a una direttiva comunitaria e in un’ottica di integrazione europea, infatti, i cittadini che risiedono in Italia e che rientrano nell’elettorato attivo e passivo alle elezioni del Parlamento europeo, possono esercitare il loro diritto di voto presentando domanda al sindaco della città di residenza. La richiesta di iscrizione nell’apposita lista aggiunta, istituita presso il comune, deve pervenire entro il 9 marzo 2009.

I cittadini dell’Unione già iscritti in occasione delle precedenti elezioni europee possono esercitare il diritto di voto nello stesso comune senza presentare una nuova istanza.

Nella circolare della Direzione centrale dei servizi elettorali n. 2 del 22 gennaio 2009 sono contenuti i modelli per la presentazione della domanda.

Circolare europee: Elezione dei membri del Parlamento Europeo spettanti all’Italia

Elezioni Europee 2009 – Tutti possiamo votare in Italia, purché si sappia!


Relazione della Dott.ssa Gabriela Floria, Università di Roma “La Sapienza”, in occasione del Convegno tenutosi il 23 gennaio, a Roma, presso la Camera dei Deputati, dal titolo “Elezioni Europee 2009 – Tutti possiamo votare in Italia, purché si sappia!”

• Le problematiche connesse all’argomento di questo convegno sono ben note agli addetti ai lavori, così come lo sono state le premesse giuridiche che le sottendono: il vero problema, reale ed impellente, è quello di far pervenire il messaggio a chi questo diritto-dovere deve esercitarlo e fargli percepire l’importanza della sua partecipazione per uno sviluppo positivo della vita e della rappresentatività democratica sia del Paese in cui questi cittadini vivono sia del Paese da cui essi provengono.

• A margine, io sono romena, qui vivo da 10 anni, qui mi sono laureata, qui sto completando un Dottorato di Ricerca all’Università la “Sapienza”, la comunità romena in Italia rappresenta il nucleo più consistente ed importante (almeno numericamente) degli “stranieri” residenti in Italia. Sento di essere e quindi sono, contemporaneamente, cittadina romena, italiana ed europea.

• Ma le argomentazioni, che mi accingo a sviluppare, valgono per tutti i cittadini stranieri residenti in Italia, qualsivoglia sia il Paese di provenienza, comunitario o no, regolare o clandestino sia l’individuo cui sono rivolte e a cui s’appellano. Infatti ciò che si potrà e vorrà fare potrà essere di esempio virtuoso e di stimolo a chi “regolare” vuole diventarlo e a chi desidera veramente integrarsi nella Comunità che lo ospita.

• “Brevi manu”, dopo alcune considerazioni sullo “status quo” e sulle difficoltà burocratico-legislative interposte, mi limiterò a tracciare un percorso virtuoso di adempienze formali ed un appello a che tutti facciano la loro parte, per quanto di loro competenza.

• Il “Corpus juris” di ciascun Stato (nazionale e sovrano) aderente all’U.E. è da tempo soggetto a variazioni ed adeguamenti in relazione ai trattati liberamente sottoscritti. Il recepimento di queste direttive comunitarie, con i relativi passaggi parlamentari e i decreti attuativi susseguenti, rappresenta spesso per l’Italia un momento di rallentamento del processo di adeguamento legislativo e di confusione formale. Mi rivolgo soprattutto ai politici (di ordine legislativo e amministrativo) che vedo presenti in forze, e ricordo loro come altri Paesi, tra cui la Romania, di recente acquisizione all’ Unione, debbano sopportare gli stessi sforzi in tempi scanditi, in assoluto molto più esigui.
Senza contare il fatto che l’Italia è Stato fondatore della CEE e dell’Unione Europea e che i nuovi membri provenienti dal mondo collettivista,
dell’ex cortina di ferro devono superare lo “shock” di un completo riassetto della loro società civile. Questo per dire che i cittadini europei provenienti da Paesi del defunto “socialismo reale”, avvezzi a misure impositive e talvolta coercitive, vanno informati ed istruiti, se possibile, con strumenti chiari, univoci, spogliate queste informazioni dai “bizantinismi” di una burocrazia che, in Italia, talvolta supera l’esempio dei citati maestri.

• Per approfittare di queste onorevoli presenze, e per entrare nel dettaglio, in Italia, si fa un gran parlare di massimi sistemi (tutela delle minoranze, riforma della Giustizia, privacy ed intercettazioni, ecc..), poi ci si dimentica, o si posticipa “ad libitum” di dar seguito a provvedimenti di esigenza sociale come la regolamentazione dello status delle badanti o le questioni burocratiche connesse al rilascio, in tempi biblici, dei permessi di soggiorno e, se vogliamo, un controllo più puntuale sulla situazione del lavoro in nero dei cittadini infra ed extracomunitari. Si promette al cittadino, da sempre, una semplificazione legislativa, ma i risultati sono ben lungi a venire, anzi l’adempimento a normative comunitarie provoca spesso il contrario.

• D’altro canto ci sono le rappresentanze e le legazioni diplomatiche che, porzioni di Patria in territorio straniero, dovrebbero avere in pugno l’esatta situazione e rendere ai propri concittadini residenti tutte le informazioni ed il supporto che loro abbisogna nelle questioni burocratiche di normali relazioni internazionali, ma anche di informazione sui loro diritti civili e politici.
Ci sono le Associazioni le quali non dovrebbero perseguire sogni di potere di parte o di altro genere.

• Oggigiorno non siamo più al tempo dei banditori e delle loro grida; l’informazione e la conoscenza ha fatto crollare imperi monolitici e potenti, seppur controllati. Prima c’erano solo i quotidiani ed i periodici, ora Televisione e Internet possono superare qualsiasi barriera naturale, mentale o ideologica e penetrare direttamente nella coscienza di ognuno. Vi è, però, un grande problema da non sottovalutare, ovvero i cittadini romeni presenti in Italia sono spesso passivi e disinteressati alla politica e a coloro i quali si autoproclamano i loro rappresentanti e i quali prendono decisioni nel nome e per conto della Comunità.
• Allora tutti facciano la loro parte, in un’opera di divulgazione capillare e insistita:
– Ministero dell’Interno ed Enti Locali;
– Ambasciate e Consolati;
– Associazioni;
– Università e Scuole;
– Chiese e luoghi di Culto;
– Singole persone (di spettacolo, di cultura) che, nell’ambito delle loro attività, vengono a contatto con il loro pubblico, con la gente.

• In questa campagna di informazione sono di fondamentale importanza i media (di ogni genere e grado, nazionali e locali ) e coloro i quali hanno accesso ai media (quindi anche voi politici). Per tempo, quindi immediatamente, il Ministero, Enti Locali, Ambasciate allestiscano appositi “spot” da pubblicare con alta frequenza. Tutti gli altri si mettano a disposizione e ne parlino, anche solo per 2 minuti, come intercalare nelle trasmissioni in cui sono invitati, anche in quelle trash.

• L’appello di partecipazione al voto, in fin dei conti questa è anche la mia proposta , affinché ciascuno faccia il suo diritto/dovere di cittadino, potrebbe risvegliare nelle coscienze dei cittadini quel sentimento di appartenenza europea, di questi tempi un po’ sopito. Di per se la sola quota di partecipazione al voto, se sarà sostanziosa e rappresentativa, potrebbe dare un segnale di consenso rinnovato nella politica e nelle sue Istituzioni.

• L’analisi politica dei risultati verrà dopo e ciascuna parte potrà trovare acqua per il proprio mulino.

Gabriela Floria

O costruiamo insieme il nostro futuro comune in Europa, o non avremo futuro


…è quanto emerge dal Convegno: “Elezioni europee 2009. Tutti possiamo votare in Italia purchè si sappia!”, che si è tenuto il 23 gennaio alla Camera dei Deputati.

Costruiamo insieme Italiani romeni polacchi tedeschi bulgari francesi britannici spagnoli olandesi slovacchi greci austriaci belgi cechi ungheresi portoghesi svedesi sloveni lituani irlandesi danesi finlandesi lettoni maltesi estoni lussemburghesi ciprioti la comune Patria Europea.

clicka sull’immagine per visionare il video del Convegno:
Convegno dal titolo "Elezioni europee 2009. Tutti possiamo votare in Italia purchè si sappia!"

In visita ai detenuti romeni del carcere romano di Regina Coeli


clicka sull’immagine per vedere il video dell’incontro con i giornalisti di Rita Bernadini al termine della sua visita ai detenuti del carcere romano di Regina Coeli insieme a Simona Farcas e Massimiliano Iervolino.
Incontro con i giornalisti di Rita Bernadini al termine della sua visita ai detenuti del carcere romano di Regina Coeli insieme a Simona Farcas e Massimiliano Iervolino

Il giorno di Natale, 25 dicembre 2008, ho accompagnato Rita Bernardini, deputata Radicali/PD e Membro della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, e Massimiliano Iervolino, delegato per i diritti umani della Provincia di Roma, al carcere di Regina Coeli, dove vi risiedono, ahimé, circa 200 detenuti romeni.
E’ la prima volta che faccio visita a detenuti in un carcere italiano… Mi sentivo emozionata perché mi trovavo a due passi dal Presepe di Piazza San Pietro, e stavo per incontrare alcuni miei connazionali, il giorno di Natale, giorno in cui i romeni, per tradizione, scelgono di passarlo in famiglia, festeggiare la nascita di Gesù Bambino, giorno in cui, per regolamento del carcere, nemmeno i familiari possono fare visita ai loro cari, quindi ero emozionata e contenta di passare qualche ora con loro, rinchiusi, ascoltarli…senza giudicare, senza pregiudizi.

Quale migliore occasione per compiere un gesto umano, di solidarietà?! Portare a quelle persone, che non so e non giudico il motivo per cui si trovino lì dentro, un sorriso, una parola nella loro lingua madre, la mia disponibilità ad ascoltarli.

Qualche giorno prima avevo appreso da una intervista all’ambasciatore romeno in Italia che “nelle carceri italiane vi sono 2800 detenuti (romeni), di cui 805 con condanna defintiva, mentre il resto, arrestati in attesa di sentenza”.
Riportiamo la traduzione dell’intervista rilasciata all’agenzia di stampa AGERPRES:

L’ambasciatore comunica che, in base all’accordo bilaterale in vigore, solo una decina possono essere espulsi e rimandati in Romania senza il proprio consenso.

”Le autorità italiane desiderano la stipulazione di un accordo bilaterale in cui non vi sia più la neccessità del consenso da parte del detenuto. Ciò che abbiamo convenuto è che lavoreremo su casi individuali, discuteremo e prenderemo decisioni di comune accordo per ogni caso. Sono poche, solo alcune decine, le persone che possono essere espulse e rimpatriate in Romania. Per il resto, il rimpatrio è possibile solo con l’accordo esplicito di ogni detenuto. Ho già detto questo anche durante una trasmissione tv italiana, in primavera, durante la quale siamo stati contestati un po’ , però abbiamo dimostrato di avere ragione”, ha affermato l’ambasciatore Rusu.

Egli ha precisato che in presente la collaborazione giudiziaria tra Romania e Italia in questo senso è regolata dalla Convenzione di Strassburgo del 1983, che regola il trasferimento delle persone condannate e l’accordo bilaterale specifico riguardante il trasferimento delle persone condannate a cui sono state atribuite misure d’espulsione.

I delinquenti romeni sono stati recentemente informati dall’Ambasciata di Romania a Roma su diritti e doveri, mediante una lettera inviata in carcere, sia in romeno che in italiano.

”La comunità ci ha informati che i romeni detenuti nelle carceri italiane non sanno con chi parlare, a chi rivolgersi per risolvere i propri problemi, quindi abbiamo deciso di inviare loro una lettera in romeno ed in italiano per informarli sui propri diritti e doveri e sulle modalità con cui possono rivolgersi al Consolato. E’ stato difficile, il progetto è partito a giugno, le 2.800 lettere circa sono state inviate e ora stanno arrivando le risposte. E’ interessante il fatto che riceviamo risposte sul foglio della lettera che abbiamo inviato noi, i detenuti hanno girato il foglio e hanno scritto le loro richieste”, risponde l’ambasciatore.

Il Ministro della Giustizia di Bucarest ha due magistrati di collegamento presso il Ministero omologo in Italia, che si occupano insieme ai consoli dei casi dei romeni detenuti. L’Ambasciatore Rusu ha voluto sottolineare che anche in altri stati, come Gran Bretagna, Francia o Germania, hanno magistrati di collegamento presso le autorità giudiziarie italiane.

L’impressione al termine della visita, durata circa quattro ore, è stata quella di aver visto un film drammatico… le condizioni quasi scandalose in cui vivono i detenuti: freddo, finestre rotte, docce mal-funzionanti, ammassati in quattro-cinque nella cella…e nella mia mente, mentre passavo sui lunghi corridoi, celle piene da una parte e dall’altra, visi pallidi e tristi dietro le sbarre…pensavo che nella vita, ogni persona dovrebbe, prima di agire, visitare il luogo in cui o per sbaglio o per disgrazia potrebbe finirci, dentro, per capire che l’uomo niente è, non è onnipotente…

SIMPOZION: 23 IANUARIE 2009


Alegeri europene 2009

Anunţ de Presă

ROMA/CAMERA DEPUTAŢILOR: 23 IANUARIE, SIMPOZION “ALEGERI EUROPENE 2009 “CONSTRUIM ÎMPREUNĂ PATRIA EUROPEANĂ COMUNĂ – VOTĂM CU TOŢII IN ITALIA, E IMPORTANT SĂ SE ŞTIE!”

Vineri 23 ianuarie, în Roma, la Camera Deputaţilor – Sala delle Conferenze (Via del Pozzetto, 158), de la ora 15.30 la 19.30, va avea loc simpozionul:

Alegeri Europene 2009

Construim împreună patria europeană comună – Votăm cu toţii în Italia, cetăţenii europeni ale celor 26 de ţări UE, e important să se ştie!

Promovat de către delegaţia parlamentarilor Radicali-PD şi de către: “Partito Radicale”, “Radicali Italiani”, Asociaţia IRFI Onlus “Italia Romania Futuro Insieme”, ARI – Asociaţia Românilor din Italia, “Stranieri in Italia”, Comunitatea poloneză din Roma, Asociaţia italiană-bulgară “La Fenice”.

Nu toţi ştiu – nici măcar cei direct interesaţi – că cetăţenii comunitari rezidenţi în Italia au drept de vot atât la alegerile europene cât şi la cele administrative. În vederea următoarelor alegeri prevăzute în luna iunie, instituţiile abilitate trebuie să pună la dispoziţia cetăţenilor comunitari rezidenţi în Italia, toate informaţiile necesare care să permită înţelegerea clară a modalităţilor care să permită tuturor să poată vota.
Cu ocazia acestui simpozion, la care vor participa reprezentanţi ai numeroaselor asociaţii din rândul comunităţilor europene din Italia şi la care sunt invitaţi parlamentarii tuturor orientărilor politice, reprezentanţii ambasadelor şi consulatelor celor 26 de ţări ale Uniunii Europene în Italia, se intenţionează a se propune Guvernului italian şi în special Ministrului de Interne, măsurile care trebuiesc adoptate pentru a trece peste dificultăţile birocratice, de comunicare şi de informare publică care la alegerile din anii trecuţi au exclus în fapt mulţi cetăţeni comunitari de la vot.

Iniţiativa simpozionului din 23 ianuarie aparţine preşedinţilor Asociaţiilor ARI (www.associazionedeiromeni.it) şi IRFI onlus (www.irfionlus) din Roma, respectiv Eugen Terteleac şi Simona C. Farcaş, care l-au organizat împreună cu Rita Bernardini, deputată din Grupul parlamentar Radicali / PD, şi alte asociaţii de comunitari din Italia.

“Vom solicita Guvernului italian adoptarea măsurilor urgente de comunicare şi de informare publică a cetăţenilor români care au fost excluşi de la vot la alegerile locale din anii trecuţi pentru a trece peste dificultăţile birocratice cu care ne confruntăm în momentul de faţă. Dreptul la infromare şi la vot este un drept fundamental pentru o participare activă la cetăţenie şi pentru integrare”, comunică Simona C. Farcaş, Preşedintele Asociaţiei IRFI “Italia Romania Futuro Insieme” (“Italia Romania un Viitor Împreună”).

“Mi-am propus continuarea luptei pentru obţinerea acestui drept şi voi face tot ceea ce-mi stă în putinţă pentru ca românii din Italia să fie informaţi de primari şi să primească în timp util scheda electorală la domiciliu”, comunică Eugen Terteleac, preşedintele ARI “Asociaţia Românilor din Italia”.

Pe 15 ianuarie 2009, s-a discutat la Camera Deputaţilor audierea urgentă prezentată de Rita Bernardini, marţi 13 ianuarie 2009: “Iniţiative pentru a asigura completa operativitate a normativei cu privire la exerciţiul dreptului de vot la alegerile amdministrative şi la cele pentru reînoirea Parlamentului European din partea cetăţenilor comunitari rezidenţi în Italia – nr. 2-00264″.

Pentru a avea o viziune a fenomenului, este important să se observe datele ISTAT la 31 decembrie 2007, fără a-i considera pe cei care s-au adăugat în ultimul an (şi sunt foarte mulţi!), cetăţenii Uniunii Europene, originari din cele 26 de ţări membre, care locuiesc în Italia, sunt 934.435. Comunitatea cea mai numeroasă din Italia este cea a cetăţenilor români, 625.278; urmează comunitatea poloneză, 90.218, germană 40.163, bulgară 33.477, franceză 30.803, britanică 26.448, spaniolă 17.354…

Cu
Emma Bonino (vicepreşedintele Senatului); Marco Pannella (deputat European); Viorel Badea (Senatorul românilor din diasporă – Bucureşti); Marco Cappato (deputat European); Souad Sbai (deputată PDL); Jean Leonard Touadi (deputat PD); depuaţii şi senatorii delegaţiei radicale din Grupul Parlamentar al PD: Rita Bernardini, Maurizio Turco, Maria Antonietta Farina Coscioni, Marco Beltrandi, Elisabetta Zamparutti, Matteo Mecacci, Donatella Poretti, Marco Perduca; Ramona Badescu (Delegata Primarului Romei Alemanno pentru politicile cu Românii); Massimiliano Iervolino (delegat pentru drtepturile omului în cadrul provinciei Roma); Paula Mitrache (Consiliera Primarului din Bari pentru politicile cu Românii).
Reprezentanţii Ambasadelor şi Consulatelor celor 26 de ţări membre ale Uniunii Europene în Italia.

Vor lua cuvântul:

Prof. Antonio Agosta (Expert în drept de vot, Università degli Studi “Roma Tre” – Roma); Mascia Salvatore (Avocat, responsabila Biroului Legal “Stranieri in Italia” S.r.l.); Corrado Giustiniani (Trimis special Messaggero, scriitor al imigraţiei, titular al blog-ului “I Nuovi Italiani” (“Italienii Noi”) pe http://www.ilmessaggero.it); Kamila Kowalska (Juristă); Guido Ravasi (Secretar General Fundaţia Europeană Drăgan); Marinel Stefănescu (Artist, pictor şi fost balerin român recunoscut la nivel internaţional – Reggio Emilia); Valentin Fănel Badiu (Artist, pictor român recunoscut la nivel internaţional – Germania); Simona C. Farcas (Preşedintele Asociaţiei IRFI Onlus “Italia Romania un Viitor Impreună”); Eugen Terteleac (Preşedintele ARI, Asociaţia “Românilor din Italia” – Roma); Danuta Wojtaszczyk (Redactor-şef la “Nasz Świat”, ziarul Polonezilor din Italia); Teresa Dabrowa (reppresentantă istorică a Polonezilor din Italia); Jakovleva Yana Youriy (Preşedintele Asociaţiei Italiano-Bulgare “La Fenice;); Nikolay Stoianov Hristov (Preşedintele Asociaţiei Bulgare din Ladispoli); Shukri Said (Preşedintele Asociaţiei “Migrare”); Elżbieta Wróblewska (Preşedintele Asociaţiei “Impreună” Onlus – Rocca di Papa); Giorgio Pagano (Secretarul Asociaţiei Radicale ESPERANTO); Andrea Billau (redactor la Radio Radicale); Peter Kovacs (Medic chirurg – Roma); Dana Mihalache (Liga românilor din Italia); Daniel Vladimirov (Vice director al Institutului Bulgar de Cultură – Roma); Mihai Muntean (Secretar Naţional PIR “Partid Identitatea Românească” – Roma); Bożena Wróblewska (Asociaţia “Împreună” – Rocca di Papa); Ciprian Manoliu (Preşedintele Asociaţiei “Intreprinzătorilor români” – Milano); Irina Vassileva Stoiilova (ziaristă la Radio Televiziunea Naţională Bulgară); Mihai Romanciuc (webmaster al site-ului Radicalparty.org); Joanna Mużyło (Direcţia Naţională pentru polonezii din Italia, Sindicatul UGIL SIE); Dimitre Ivanov Gantchev (ziarist bulgar la Radio Vatican); Gabriela Floria (Cercetătoare în Ştiinţe Politice la Universitatea “La Sapienza” – Roma); Angelo Staniscia (Avocatul ARI, Asociaţia “Românilor din Italia” – Roma); Horia Corneliu Cicortas (Preşedintele FIRI “Forum Intellettuali Romeni in Italia” – Pontedera); Dragos Eugen Dumitru (Coordonator FARI “Federaţia Asociaţiilor Româneşti din Italia” – Novara); Gabriel Rusu (Membru al Consultei pentru problemele imigranţilor); Laura Vasii (Preşedintele Asociaţiei “Dacia Felix” – Roma); Prof. Krassimir Stantchev (Università degli Studi “Roma Tre”); Daniel Grigoriu (Consilier român al Asociaţiei A.I.ME. – Roma); Ovidiu Gal (Preşedintele Asociaţiei G.A.L. “Grupul Asociativ Muncitori Români” – Roma); Danut Frangu (Consilier ARI, Asociaţia “Românilor din Italia” – Roma); Octavian V. Neamu (Preşedintele Asociaţiei ERI, Euromeni d’Italia” – Roma); Dana Panichi (Preşedintele Asociaţiei românilor din Teramo); Vasile Mutu (Consilier în cadrul Provinciei Regionale – Catania).

Copiii români din Italia au nevoie de tine: DONEAZĂ SÂNGE !


Activi din 2007!

DONEAZĂ SÂNGE cu noi pentru copiii români la Spitalul Pediatric “Bambino Gesu’‎ ” din Roma!

sange

Punti esterni di Raccolta Sangue dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù

CONTRIBUIM LA REALIZAREA UNEI BĂNCI DE SÂNGE SPECIALĂ PENTRU ROMÂNI, PENTRU COPIII ROMÂNI AFLAŢI LA NEVOIE ÎNTR-UN SPITAL DIN PROVINCIA ROMEI.

Struttura Semplice Donazione Sangue
Unità Operativa Servizio Immunotrasfusionale
Dipartimento di Onco-Ematologia Pediatrica e Medicina Trasfusionale

Pentru informaţii în limba română:
Tel. mobil: 389 1864064
Email: gdsri@yahoo.it

Pentru donaţii de sânge:
Spital Pediatric “Bambino Gesu’‎ ”
Vicolo di Sant’Onofrio, 4
00165 Roma
www.ospedalebambinogesu.it

Padiglione Gerini
Responsabili: Dr. Pierluigi Di Carlo
Dr. Guglielmo Trua
tel.: +39.06.6859.2316/ +39.06.6833..793

Pot dona sânge:
* la sediul din Roma,
– luni şi marţi, de la ora 7:30 la ora 11:30;
– în zi de sărbătoare, de la ora 7:30 la 11:00.
* la sediul din Palidoro,
– marţi, de la ora 8:00 la ora 11:30;

Cum ajung la sediul din Roma:
Autobuz ATAC:
Linia 40 şi 64 din Roma Termini până la via Paola – Ponte Vittorio, capăt de linie  870 pentru Spitalul Bambino Gesù
Linia 870 opreşte în faţa Spitalului Bambino Gesù (Gianicolo).
Linia 115 din Trastevere (Lungotevere Anguillara, Piazza G. Belli) opreşte în faţa Spitalului Bambino Gesù (Gianicolo).Ø

G.D.S.R.I. – GRUPUL DONATORI SÂNGE ROMÂNI ITALIA
G.D.S.R.I. – GRUPPO DONATORI SANGUE ROMENI ITALIA

Scrisoarea informativă a donatorului de sânge

Dragă donatorule, distinsă donatoare,

În numele tuturor pacienţilor noştri, vă mulţumim pentru colaborare; vă invităm să citiţi cu atenţie această scrisoare informativă şi să cereţi medicului personal eventuale informaţii ulterioare. Candidatul donator de sânge trebuie să aibă vârsta cuprinsă între 18 şi 65 de ani. Donaţia de sânge din partea persoanei mai în vârstă de 65 de ani poate fi autorizată de medicul responsabil de procedura de selecţie, de asemenea, recrutarea unui nou donator cu vârsta de peste 60 de ani.

Pot dona sânge  şi plasmă cei care nu au mai puţin de 50 kg. Presiunea arterială sistolică trebuie să fie cuprinsă înttre 110 şi 180 mmHg iar presiunea diastolică între 60 şi 100 mmHg. Pulsul trebuie să fie ritmic, regulat şi pulsaţiile cuprinse între 50 şi 100/min. Candidaţii donatori care practică antrenamente sportive pot fi acceptaţi şi cu frecvenţă cardiacă inferioară. Persoanele de sex masculin pot dona până la 4 ori pe an cu un interval minim de 90 de zile. Femeile, la vârsta fertila, până la un maxim 2 ori pe an şi ele tot cu un interval minim de 90 de zile. Femeile nu pot dona sânge cu 2 zile înainte de ciclul menstrual până la a 5a zi după sfârşitul ciclului identic. Pe lângă acestea, dorim să amintim urmatoarele situaţii de excludere de la donaţia de sânge.

Excluderea permanentă: Boli autoimunitare (exclusă boala intestinală în tratament dietetic adegvat) boli cardiovascolare (donatori cu afecţiuni cardiovasculare în curs de progres cu sens de anomalie congenitală complet îngrijite); boli organice ale sistemului nervos central SNC (antecedente de grave boli organice SNC); neoplasie sau boli tumorice (în afară de cancer în situ con vindecare completă); boli henoragice (candidaţi donatori cu antecedente de coagulopatie congenitale sau sau obţinută ); crize de leşin sau convulsii; afecţiuni gastrointestinale, hepatice, urogenitale, hematologice, imunologice, renale metabolice sau respiratorii (candidaţii donatori cu grave afecţiuni active).

GDSRI – GRUPUL DONATORI SÂNGE ROMÂNI ITALIA
O iniţiativă a comunităţii româneşti din Roma, propusă de Asociaţia IRFI Italia-Romania Futuro Insieme  în colaborare cu Spitalul Pediatric “Bambino Gesù”.
N.B. POT DONA DOAR ROMÂNII CU REŞEDINŢA ÎN ITALIA.

Vezi documentele anexate:

Chestionarul donatorului

GDSRI – GRUPUL DONATORI SÂNGE ROMÂNI ITALIA – GDSRI

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Cresce in Europa l’onda del razzismo, che minaccia di travolgere anche la Spagna



Il coro degli zingari da “Il Trovatore” di Giuseppe Verdi

Secondo i dati dell’Osservatorio scolastico sulla convivenza, in Spagna due ragazzi su tre non vorrebbero avere un Rom compagno di banco, mentre uno su due non vorrebbe sedersi accanto a un ebreo

L’intolleranza in Europa cresce ogni anno. Se in Italia praticamente la totalità della popolazione è ostile ai Rom e gli episodi di discriminazione e violenza razziale si susseguono ormai a un ritmo quotidiano, mentre crescono gli episodi di omofobia e antisemitismo, la Spagna, spesso considerata un esempio di rispetto delle minoranze nell’Unione europea, assiste a propria volta al riaffiorare di fantasmi inquietanti. Esteban Ibarra, presidente del Movimento contro l’intolleranza, denuncia da qualche tempo un atteggiamento di ostilità, da parte delle Istituzioni e della cittadinanza, verso i migranti, i gitani e gli ebrei. L’ideologia razzista è radicata anche nella penisola iberica e l’esempio italiano, purtroppo, rappresenta un modello per gli intolleranti. Recentemente l’Osservatorio scolastico della convivenza ha pubblicato gli esiti di un’indagine presso i più giovani cittadini spagnoli, che sono inquietanti. Dalla ricerca a campione, risulta, fra l’altro, che due adolescenti su tre non vorrebbero avere un Rom come compagno di banco, mentre un ragazzo su due rifiuterebbe di sedersi, a scuola, acanto a un coetaneo ebreo. “E’ un momento difficile per i Diritti Umani in Europa,” ha dichiarato Ibarra, “dovesi assiste a una crescita sensibile del razzismo e della xenofobia, fenomeni che spesso sono sostenuti da alcune forze politiche, che fanno della xenofobia una bandiera”.

info@everyonegroup.com

PETIZIONE “PER UNA CARTA DEI POPOLI ROM”

Firma anche tu la Petizione

La Commissione Europea ha messo a punto un documento dedicato alla popolazione Rrom in Europa e ai gravi problemi di integrazione di natura socio-economica e sanitaria.

Il documento della Commissione Europea dedicato alla popolazione Rrom, come ha spiegato il commissario al Fondo Sociale Vladimir Spidla, prenderà in considerazione in modo trasversale tutte le politiche europee che possono venire in aiuto a questa popolazione che nella sua grande maggioranza vive nella povertà estrema. E questo non è accettabile.

Chiediamo a tutti gli uomini e le donne di buona volontà di partecipare a una Petizione per una “Carta dei Popoli Rrom” che riconosca identità e diritti, per promuovere legalità e integrazione, contro ogni forma di degrado e violenza.

I nomadi vivono spesso in condizioni di abbandono e miseria inaccettabili, rischiano di scomparire e di essere colpiti da pesanti discriminazioni per combattere questa deriva dobbiamo riconoscere il loro ruolo storico, culturale e spirituale incardinato in una modalità di vita che è semplicemente “diversa”. Non dobbiamo cancellare la loro umanità, ma riconoscere il diritto ad avere servizi, formazione e lavoro per vivere nella società civile con proprie modalità. Essi possono essere “architetti della gioia”.

Vi invitiamo a firmare la Petizione affinché istituzioni e autorità si impegnino a chiedere alla Unione Europea e alla istituzioni dei Paesi di origine di elaborare un testo che fissi regole e principi dei “cittadini senza territorio”.
Guarda il video
Firma anche tu la Petizione

Promotori:
Associazione Irfi Onlus
Comincia l’Italia

* * *
ciao a Tutti, allego la lettera che ho inviato al Presidente Napolitano sulla proposta di legge n. 733 (decreto sicurezza) che sarà votato il 17 e il 18 gennaio al Senato. Invito altre associazioni, nonchè la stessa federazione, a riprenderla e a inviarla al Presidente Napolitano che in questo momento è l’unico che può fare qualche cosa. sarebbe meglio inviarla prima del 10 gennaio.fatemmi sapere, Carlo Berini

SUCAR DROM
http://www.sucardrom.eu
Protocollo n. 1/SD/IT
del 2 gennaio 2009

Alla cortese attenzione
Presidente della Repubblica

Egregio Presidente, Le scrivo per chiedere il Suo diretto intervento su di una proposta di legge che è attualmente in discussione in Parlamento, il disegno di legge n. 733 “disposizioni in materia di sicurezza”. Questa proposta sarà discussa e votata il 17 e il 18 gennaio prossimi al Senato.
Sono molte le misure, contenute nel provvedimento, che mi vedono critico ma una, in particolare, mi spaventa: la modifica della Legge 24 dicembre 1954, n. 1228. L’articolo 16 del disegno di legge n. 733, così recita
1. All’articolo 1 della legge 24 dicembre 1954, n. 1228, dopo il primo comma e` inserito il seguente:
«1-bis. L’iscrizione anagrafica e` subordinata alla verifica, da parte dei competenti uffici comunali, delle condizioni igienico-sanitarie dell’immobile in cui il richiedente intende fissare la propria residenza, ai sensi delle vigenti norme sanitarie».
Questo norma, se approvata, cambierà radicalmente la legislazione anagrafica italiana perché oggi l’iscrizione anagrafica di un Cittadino è di fatto vincolata a soli due criteri: la volontà del Cittadino e l’accertamento da parte degli Uffici comunali dell’effettiva presenza dello stesso Cittadino.
Tale impostazione è stata ribadita più volte da diversi Organi dello Stato, segnalo la Circolare del Ministro dell’Interno n. 8 del 29 maggio 1995 “precisazioni sull’iscrizione nell’anagrafe della popolazione residente, di cittadini italiani” ma anche le Circolari del Ministero dell’Interno sul “problema dei nomadi”, a partire dalla Circolare MI.A.CEL. n. 17/73 del 11.10.1973 pos. 15900.2.22 prot. 7063.
In particolare metto in risalto il passaggio della Circolare n. 8 del 29 maggio 1995 secondo cui:
“…il concetto di residenza, come affermato da costante giurisprudenza e da ultimo dal Tribunale amministrativo regionale del Piemonte con sentenza depositata il 24 giugno 1991, è fondato sulla dimora abituale del soggetto sul territorio comunale, cioè dall’elemento obiettivo della permanenza in tale luogo e soggettivo di avervi stabile dimora, rilevata dalle consuetudini di vita e dallo svolgimento delle relazioni sociali, occorre sottolineare che non può essere di ostacolo alla iscrizione anagrafica la natura dell’alloggio, quale ad esempio un fabbricato privo di licenza di abitabilità ovvero non conforme a prescrizioni urbanistiche, grotte, alloggi in rulottes… In pratica la funzione dell’anagrafe è essenzialmente di rilevare la presenza stabile, comunque situata, di soggetti sul territorio comunale, né tale funzione può essere alterata dalla preoccupazione di tutelare altri interessi, anch’essi degni di considerazione, quale ad esempio l’ordine pubblico, l’incolumità pubblica, per la cui tutela dovranno essere azionati idonei strumenti giuridici, diversi tuttavia da quello anagrafico”.
Detta lettura è confermata anche dalla Giurisprudenza della Cassazione Sezioni Unite (sent. 19.06.2000 n. 449) la quale ha precisato che
“l’ordinamento delle anagrafi della popolazione residente e relativo regolamento di esecuzione…configura uno strumento giuridico – amministrativo di documentazione e di conoscenza, che è predisposto nell’interesse sia della pubblica amministrazione, sia dei singoli individui. Sussiste, invero, non soltanto l’interesse dell’amministrazione ad avere una relativa certezza circa la composizione e i movimenti della popolazione…, ma anche l’interesse dei privati ad ottenere le certificazioni anagrafiche ad essi necessarie per l’esercizio dei diritti civili e politici e, in generale, per provare la residenza e lo stato di famiglia (v. particolarmente gli artt. 29 e 31 del regolamento n. 136/58).
Inoltre, tutta l’attività dell’ufficiale d’anagrafe è disciplinata dalle norme sopra richiamate in modo vincolato, senza che trovi spazio alcun momento di discrezionalità. In particolare, sono rigidamente definiti dalle norme del citato regolamento (artt. 5 – 9) i presupposti per le iscrizioni, mutazioni e cancellazioni anagrafiche, onde l’amministrazione non ha altro potere che quello di accertare la sussistenza dei detti presupposti”.
Nell’articolo 16 del disegno di legge n. 733 per la modifica della legge 24 dicembre 1954, n. 1228 si parla esclusivamente di “immobili”, implicitamente escludendo a priori dal poter ottenere l’iscrizione anagrafica chi vive in roulotte, in camper, in una carovana o una casa mobile (beni mobili). Ma soprattutto si pone come requisito essenziale le condizioni igienico-sanitarie ai sensi delle vigenti norme sanitarie.
Come già molti hanno rilevato la maggior parte forse degli alloggi, non risponde ai requisiti richiesti semplicemente perché si tratta di immobili costruiti prima che diventasse necessario il certificato di abitabilità. Ma è sicuro che una roulotte, un camper o una casa mobile non rispondono ai questi requisiti.
Chi sarà colpito da questa norma? Le famiglie sinte e rom che vivono nei cosiddetti “campi nomadi”, le famiglie sinte e rom che vivono in terreni privati e le famiglie dello spettacolo viaggiante.
Migliaia di Cittadini italiani che, se questa norma diventasse legge, saranno nella condizione di perdere non solo il diritto di voto ma tutta una serie di diritti legati indissolubilmente all’iscrizione anagrafica (i documenti come la patente di guida, le licenze per le attività lavorative, l’assistenza sanitaria,…).
Questo fatto è, secondo il mio giudizio, incomprensibile perché cadrebbe il fondamento del nostro essere Stato repubblicano e di fatto si impedirebbe a migliaia di Italiani l’esigibilità dei diritti fondamentali, come quello di voto, sanciti dalla nostra Costituzione.
Per queste ragioni chiedo a nome dell’associazione Sucar Drom un Suo intervento diretto sul Governo italiano e sul Parlamento perché sia corretta questa proposta di legge. Rimango a disposizione per incontrarLa con una delegazione di Sinti e di Rom per meglio approfondire questa e altre problematiche, a partire dal riconoscimento dello status di minoranze storiche linguistiche (Legge 482/1999).
Colgo l’occasione per augurare a Lei, alla Sua famiglia e ai Suoi collaboratori i più sinceri auguri di un Felice Anno Nuovo

il Segretario
Carlo Berini