Cresce in Europa l’onda del razzismo, che minaccia di travolgere anche la Spagna



Il coro degli zingari da “Il Trovatore” di Giuseppe Verdi

Secondo i dati dell’Osservatorio scolastico sulla convivenza, in Spagna due ragazzi su tre non vorrebbero avere un Rom compagno di banco, mentre uno su due non vorrebbe sedersi accanto a un ebreo

L’intolleranza in Europa cresce ogni anno. Se in Italia praticamente la totalità della popolazione è ostile ai Rom e gli episodi di discriminazione e violenza razziale si susseguono ormai a un ritmo quotidiano, mentre crescono gli episodi di omofobia e antisemitismo, la Spagna, spesso considerata un esempio di rispetto delle minoranze nell’Unione europea, assiste a propria volta al riaffiorare di fantasmi inquietanti. Esteban Ibarra, presidente del Movimento contro l’intolleranza, denuncia da qualche tempo un atteggiamento di ostilità, da parte delle Istituzioni e della cittadinanza, verso i migranti, i gitani e gli ebrei. L’ideologia razzista è radicata anche nella penisola iberica e l’esempio italiano, purtroppo, rappresenta un modello per gli intolleranti. Recentemente l’Osservatorio scolastico della convivenza ha pubblicato gli esiti di un’indagine presso i più giovani cittadini spagnoli, che sono inquietanti. Dalla ricerca a campione, risulta, fra l’altro, che due adolescenti su tre non vorrebbero avere un Rom come compagno di banco, mentre un ragazzo su due rifiuterebbe di sedersi, a scuola, acanto a un coetaneo ebreo. “E’ un momento difficile per i Diritti Umani in Europa,” ha dichiarato Ibarra, “dovesi assiste a una crescita sensibile del razzismo e della xenofobia, fenomeni che spesso sono sostenuti da alcune forze politiche, che fanno della xenofobia una bandiera”.

info@everyonegroup.com

PETIZIONE “PER UNA CARTA DEI POPOLI ROM”

Firma anche tu la Petizione

La Commissione Europea ha messo a punto un documento dedicato alla popolazione Rrom in Europa e ai gravi problemi di integrazione di natura socio-economica e sanitaria.

Il documento della Commissione Europea dedicato alla popolazione Rrom, come ha spiegato il commissario al Fondo Sociale Vladimir Spidla, prenderà in considerazione in modo trasversale tutte le politiche europee che possono venire in aiuto a questa popolazione che nella sua grande maggioranza vive nella povertà estrema. E questo non è accettabile.

Chiediamo a tutti gli uomini e le donne di buona volontà di partecipare a una Petizione per una “Carta dei Popoli Rrom” che riconosca identità e diritti, per promuovere legalità e integrazione, contro ogni forma di degrado e violenza.

I nomadi vivono spesso in condizioni di abbandono e miseria inaccettabili, rischiano di scomparire e di essere colpiti da pesanti discriminazioni per combattere questa deriva dobbiamo riconoscere il loro ruolo storico, culturale e spirituale incardinato in una modalità di vita che è semplicemente “diversa”. Non dobbiamo cancellare la loro umanità, ma riconoscere il diritto ad avere servizi, formazione e lavoro per vivere nella società civile con proprie modalità. Essi possono essere “architetti della gioia”.

Vi invitiamo a firmare la Petizione affinché istituzioni e autorità si impegnino a chiedere alla Unione Europea e alla istituzioni dei Paesi di origine di elaborare un testo che fissi regole e principi dei “cittadini senza territorio”.
Guarda il video
Firma anche tu la Petizione

Promotori:
Associazione Irfi Onlus
Comincia l’Italia

* * *
ciao a Tutti, allego la lettera che ho inviato al Presidente Napolitano sulla proposta di legge n. 733 (decreto sicurezza) che sarà votato il 17 e il 18 gennaio al Senato. Invito altre associazioni, nonchè la stessa federazione, a riprenderla e a inviarla al Presidente Napolitano che in questo momento è l’unico che può fare qualche cosa. sarebbe meglio inviarla prima del 10 gennaio.fatemmi sapere, Carlo Berini

SUCAR DROM
http://www.sucardrom.eu
Protocollo n. 1/SD/IT
del 2 gennaio 2009

Alla cortese attenzione
Presidente della Repubblica

Egregio Presidente, Le scrivo per chiedere il Suo diretto intervento su di una proposta di legge che è attualmente in discussione in Parlamento, il disegno di legge n. 733 “disposizioni in materia di sicurezza”. Questa proposta sarà discussa e votata il 17 e il 18 gennaio prossimi al Senato.
Sono molte le misure, contenute nel provvedimento, che mi vedono critico ma una, in particolare, mi spaventa: la modifica della Legge 24 dicembre 1954, n. 1228. L’articolo 16 del disegno di legge n. 733, così recita
1. All’articolo 1 della legge 24 dicembre 1954, n. 1228, dopo il primo comma e` inserito il seguente:
«1-bis. L’iscrizione anagrafica e` subordinata alla verifica, da parte dei competenti uffici comunali, delle condizioni igienico-sanitarie dell’immobile in cui il richiedente intende fissare la propria residenza, ai sensi delle vigenti norme sanitarie».
Questo norma, se approvata, cambierà radicalmente la legislazione anagrafica italiana perché oggi l’iscrizione anagrafica di un Cittadino è di fatto vincolata a soli due criteri: la volontà del Cittadino e l’accertamento da parte degli Uffici comunali dell’effettiva presenza dello stesso Cittadino.
Tale impostazione è stata ribadita più volte da diversi Organi dello Stato, segnalo la Circolare del Ministro dell’Interno n. 8 del 29 maggio 1995 “precisazioni sull’iscrizione nell’anagrafe della popolazione residente, di cittadini italiani” ma anche le Circolari del Ministero dell’Interno sul “problema dei nomadi”, a partire dalla Circolare MI.A.CEL. n. 17/73 del 11.10.1973 pos. 15900.2.22 prot. 7063.
In particolare metto in risalto il passaggio della Circolare n. 8 del 29 maggio 1995 secondo cui:
“…il concetto di residenza, come affermato da costante giurisprudenza e da ultimo dal Tribunale amministrativo regionale del Piemonte con sentenza depositata il 24 giugno 1991, è fondato sulla dimora abituale del soggetto sul territorio comunale, cioè dall’elemento obiettivo della permanenza in tale luogo e soggettivo di avervi stabile dimora, rilevata dalle consuetudini di vita e dallo svolgimento delle relazioni sociali, occorre sottolineare che non può essere di ostacolo alla iscrizione anagrafica la natura dell’alloggio, quale ad esempio un fabbricato privo di licenza di abitabilità ovvero non conforme a prescrizioni urbanistiche, grotte, alloggi in rulottes… In pratica la funzione dell’anagrafe è essenzialmente di rilevare la presenza stabile, comunque situata, di soggetti sul territorio comunale, né tale funzione può essere alterata dalla preoccupazione di tutelare altri interessi, anch’essi degni di considerazione, quale ad esempio l’ordine pubblico, l’incolumità pubblica, per la cui tutela dovranno essere azionati idonei strumenti giuridici, diversi tuttavia da quello anagrafico”.
Detta lettura è confermata anche dalla Giurisprudenza della Cassazione Sezioni Unite (sent. 19.06.2000 n. 449) la quale ha precisato che
“l’ordinamento delle anagrafi della popolazione residente e relativo regolamento di esecuzione…configura uno strumento giuridico – amministrativo di documentazione e di conoscenza, che è predisposto nell’interesse sia della pubblica amministrazione, sia dei singoli individui. Sussiste, invero, non soltanto l’interesse dell’amministrazione ad avere una relativa certezza circa la composizione e i movimenti della popolazione…, ma anche l’interesse dei privati ad ottenere le certificazioni anagrafiche ad essi necessarie per l’esercizio dei diritti civili e politici e, in generale, per provare la residenza e lo stato di famiglia (v. particolarmente gli artt. 29 e 31 del regolamento n. 136/58).
Inoltre, tutta l’attività dell’ufficiale d’anagrafe è disciplinata dalle norme sopra richiamate in modo vincolato, senza che trovi spazio alcun momento di discrezionalità. In particolare, sono rigidamente definiti dalle norme del citato regolamento (artt. 5 – 9) i presupposti per le iscrizioni, mutazioni e cancellazioni anagrafiche, onde l’amministrazione non ha altro potere che quello di accertare la sussistenza dei detti presupposti”.
Nell’articolo 16 del disegno di legge n. 733 per la modifica della legge 24 dicembre 1954, n. 1228 si parla esclusivamente di “immobili”, implicitamente escludendo a priori dal poter ottenere l’iscrizione anagrafica chi vive in roulotte, in camper, in una carovana o una casa mobile (beni mobili). Ma soprattutto si pone come requisito essenziale le condizioni igienico-sanitarie ai sensi delle vigenti norme sanitarie.
Come già molti hanno rilevato la maggior parte forse degli alloggi, non risponde ai requisiti richiesti semplicemente perché si tratta di immobili costruiti prima che diventasse necessario il certificato di abitabilità. Ma è sicuro che una roulotte, un camper o una casa mobile non rispondono ai questi requisiti.
Chi sarà colpito da questa norma? Le famiglie sinte e rom che vivono nei cosiddetti “campi nomadi”, le famiglie sinte e rom che vivono in terreni privati e le famiglie dello spettacolo viaggiante.
Migliaia di Cittadini italiani che, se questa norma diventasse legge, saranno nella condizione di perdere non solo il diritto di voto ma tutta una serie di diritti legati indissolubilmente all’iscrizione anagrafica (i documenti come la patente di guida, le licenze per le attività lavorative, l’assistenza sanitaria,…).
Questo fatto è, secondo il mio giudizio, incomprensibile perché cadrebbe il fondamento del nostro essere Stato repubblicano e di fatto si impedirebbe a migliaia di Italiani l’esigibilità dei diritti fondamentali, come quello di voto, sanciti dalla nostra Costituzione.
Per queste ragioni chiedo a nome dell’associazione Sucar Drom un Suo intervento diretto sul Governo italiano e sul Parlamento perché sia corretta questa proposta di legge. Rimango a disposizione per incontrarLa con una delegazione di Sinti e di Rom per meglio approfondire questa e altre problematiche, a partire dal riconoscimento dello status di minoranze storiche linguistiche (Legge 482/1999).
Colgo l’occasione per augurare a Lei, alla Sua famiglia e ai Suoi collaboratori i più sinceri auguri di un Felice Anno Nuovo

il Segretario
Carlo Berini

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