Costruiamo insieme la comune Patria europea


voto_europee22

Il 15 gennaio 2009, ore 16:29, alla Camera dei Deputati è stata discussa l’interpellanza urgente presentata da Rita Bernardini, martedì 13 gennaio 2009. “Iniziative per assicurare la piena operatività della normativa concernente l’esercizio del diritto di voto alle elezioni amministrative e a quelle per il rinnovo del Parlamento europeo da parte dei cittadini comunitari residenti in Italia – n. 2-00264”.
Segue la risposta del Governo.

16:29 Jean Leonard Touadi (PD) 00:06:54

16:36 Michelino Davico – sottosegretario per l’interno 00:03:51

16:40 Rita Bernardini (Radicali/PD) 00:07:18

PRESIDENTE. L’onorevole Touadi ha facoltà di illustrare l’interpellanza Bernardini n. 2-00264, concernente iniziative per assicurare la piena operatività della normativa concernente l’esercizio del diritto di voto alle elezioni amministrative e a quelle per il rinnovo del Parlamento europeo da parte dei cittadini comunitari residenti in Italia (vedi l’allegato A – Interpellanze urgenti), di cui è cofirmatario.

JEAN LEONARD TOUADI. Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, l’interpellanza urgente che sto per illustrare, a prima firma di Rita Bernardini e cofirmata da tanti altri colleghi, ha una grande rilevanza dal punto di vista degli adempimenti comunitari, da quello del rispetto di una legge dello Stato italiano e da quello del rispetto dei diritti civili e politici di tanti cittadini comunitari che soggiornano in Italia.

In effetti, con legge 6 febbraio 1996, n. 52 e con successivo decreto legislativo di attuazione n. 197 del 12 aprile 1996, il nostro Paese ha recepito la direttiva 94/80/CE del Consiglio dell’Unione europea del 19 dicembre 1994, che fissa le norme che consentono ai cittadini comunitari che risiedono in uno Stato membro, di cui non hanno la cittadinanza, di chiedere l’iscrizione in apposite liste elettorali aggiunte, istituite presso il comune di residenza stesso e, in virtù di tale iscrizione, di esercitare il diritto di voto in occasione delle elezioni amministrative ed europee.

Per rendersi conto del fenomeno di cui stiamo parlando, è importante, forse, dare alcuni elementi statistici. Secondo i dati ISTAT, aggiornati al 31 dicembre 2007 – senza perciò considerare coloro che si sono aggiunti dal primo gennaio 2008 ad oggi – i cittadini dell’Unione europea provenienti dai 26 Paesi membri, che risiedono in Italia, sono 934.435 e non stiamo parlando solo dei neo-comunitari (rumeni, bulgari e altri come qualcuno potrebbe pensare) ma anche di importanti comunità di Paesi, storici fondatori dell’Unione europea, come la Germania, con circa 40 mila unità, la Spagna con 17 mila unità e la Francia con 30 mila unità.

Il Ministero dell’interno, in realtà, con la circolare n. 134 del 30 dicembre 2003 – era l’anno in cui alcuni esponenti della maggioranza teorizzavano di privilegiare l’ingresso in Italia di cittadini europei, magari cristiani, rispetto alla minaccia mediorientale – si disciplinava il diritto di voto dei cittadini dei Paesi, allora entranti nella Comunità europea, predisponendo un modello di domanda che i cittadini dell’Unione europea potevano presentare ai sindaci dei comuni di residenza entro il novantesimo giorno anteriore a quello della votazione. Questa indicazione temporale è importante, signor sottosegretario, proprio per sottolineare che, dal punto di vista delle prossime scadenze elettorali, vi è una certa fretta nel disciplinare questa materia.

In occasione delle ultime elezioni del 2007, il partito dei rumeni in Italia ha denunciato che in tantissimi comuni la regolarizzazione per via anagrafica dei cittadini rumeni che presentavano la domanda ai sindaci per poter votare, era sospesa da settimane per l’incapacità dichiarata dei comuniPag. 147stessi di applicare ed interpretare la relativa normativa. Tali inadempimenti impedirono, quindi, a decine di migliaia di cittadini rumeni di partecipare alle elezioni.

La carente conoscenza della normativa riguardante l’elettorato attivo e passivo dai cittadini comunitari da parte dei comuni ha comportato in occasione delle ultime scadenze elettorali gravissime conseguenze negative sul rispetto degli obblighi comunitari, oltre che sul piano dell’immagine dell’Italia in Europa.

In occasione delle prossime elezioni amministrative e di quelle per il rinnovo del Parlamento europeo chiediamo al Governo quali iniziative siano state prese per applicare questa volta rigorosamente: la legge 6 febbraio 1996, n. 52, già citata, e successivo decreto legislativo di attuazione n. 197 del 12 aprile 1996; la stessa direttiva 93/109/CE del Consiglio del 6 dicembre 1993; il decreto-legge 24 giugno 1994, n. 408, convertito in legge, con modificazioni, dall’articolo 1 della legge 3 agosto 1994, n. 483, modificato dalla legge 24 aprile 1998, n. 128. Scuserete la pedanteria di queste citazioni, ma voglio dire che tale materia è precisamente normata sia in ambito europeo che nel nostro Paese.

Ciò che chiediamo al Governo – mi avvio alla conclusione, signor Presidente – è di sapere tre cose. In primo luogo, se non ritenga urgente promuovere campagne di informazione in diverse lingue rivolte ai cittadini comunitari residenti in Italia affinché possano conoscere il loro diritto di partecipazione al voto in Italia, chiedendo in primis ai mezzi radiotelevisivi del servizio pubblico di attivarsi in tempo utile.

In secondo luogo, se viste le esperienze passate sui mancati adempimenti di molti comuni della legge su menzionata il Governo non ritenga necessario un intervento ad hoc volto a informare ed istruire i funzionari pubblici, magari anche attraverso intese con l’ANCI, delle amministrazioni locali affinché, anche con un’apposita informativa da inviare al domicilio degli interessati, venga garantito il diritto di voto a chiunque dei cittadini comunitari ne faccia richiesta.

Infine, se non ritenga il Governo che agevolare una maggiore responsabilizzazione, anche sul piano civico, deiPag. 148cittadini comunitari residenti in Italia sia uno dei migliori elementi di integrazione che lo strumento democratico offre a tutti i cittadini.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l’interno, onorevole Davico, ha facoltà di rispondere.

MICHELINO DAVICO, Sottosegretario di Stato per l’interno. Signor Presidente, onorevoli deputati, com’è noto, la direttiva 94/80/CE del Consiglio dell’Unione europea del 19 dicembre 1994 ha disciplinato le modalità di esercizio del diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni comunali dei cittadini dell’Unione che risiedono in uno Stato membro di cui non hanno la cittadinanza.

Tale direttiva è stata recepita nel nostro ordinamento con la legge 6 febbraio 1996, n. 52 recante disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alla Comunità Europea (legge comunitaria 1994) ed attuata con decreto legislativo 12 aprile 1996, n. 197.

Sulla base della normativa, i cittadini dell’Unione Europea che intendono partecipare alle elezioni comunali e circoscrizionali devono presentare domanda d’iscrizione nella lista elettorale aggiunta presso il comune di residenza entro il quinto giorno successivo a quello di affissione del manifesto di convocazione dei comizi.

L’esercizio del diritto di elettorato attivo e passivo per i cittadini comunitari, diversamente da quanto previsto per i cittadini italiani, dunque, non opera d’ufficio bensì trova il proprio presupposto nell’iniziativa degli interessati.

In occasione di ogni tornata amministrativa, questo Ministero attraverso apposita circolare, tramite le prefetture, sensibilizza i sindaci dei comuni interessati alle consultazioni affinché provvedano alla massima pubblicizzazione delle disposizioni dettate dal citato decreto legislativo n. 197 del 1996.

In occasione delle elezioni amministrative della primavera scorsa, le amministrazioni comunali sono state particolarmente sensibilizzate in ordine alle nuove disposizioni connesse all’adesione all’Unione europea della Bulgaria e Romania, al fine di assicurare la piena attuazione della normativa comunitaria in materia elettorale nei confronti dei cittadini provenienti dai citati Paesi.

Nella circolare in questione, come di consueto, è stato, tra l’altro, precisato che nel caso di tardività della domanda d’iscrizione nelle liste aggiunte da parte dei cittadini comunitari, una volta esperiti i necessari accertamenti, i sindaci possono rilasciare un’apposita attestazione di ammissione al voto, ai sensi dell’articolo 32 bis del Decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223, in modo da consentirne la più ampia partecipazione alle elezioni, nel pieno rispetto del principio di parità di trattamento tra cittadini italiani e cittadini europei.

Per quanto riguarda l’elezione dei rappresentanti dell’Italia al Parlamento europeo, il decreto-legge 24 giugno 2004, n. 408, convertito in legge, con modificazioni, dall’articolo 1 della legge 3 agosto 1994, n. 483, modificato dalla legge 24 aprile 1998, n. 128, ha recepito la direttiva comunitaria n. 93/109/CE del 6 dicembre 1993 che prevede il diritto di elettorato attivo e passivo alle elezioni del Parlamento europeo per i cittadini dell’Unione europea residenti in uno Stato membro di cui non hanno la cittadinanza.

Sulla base di tale normativa, i cittadini dell’Unione residenti in Italia possono esercitare il diritto di voto per i rappresentanti dell’Italia al Parlamento europeo, presentando domanda al sindaco del comune di residenza entro il novantesimo giorno antecedente quello della votazione.

Anche in occasione di tali consultazioni, il Ministero dell’interno dirama apposite circolari ai sindaci, tramite le prefetture, affinché promuovano, a livello locale, ogni opportuna iniziativa (manifesti informativi tradotti in più lingue, lettere personali ai cittadini comunitari, eccetera) finalizzata alla massima pubblicizzazione delle disposizioni che regolano il diritto di partecipazione al voto in Italia dei cittadini comunitari nonché dell’apposito modello di domanda tradotto anch’esso in più lingue.

PRESIDENTE. L’onorevole Bernardini, cofirmataria dell’interpellanza, ha facoltà di replicare.

RITA BERNARDINI. Signor Presidente, ringrazio il sottosegretario per la risposta, mi dichiaro parzialmente soddisfatta e le spiego il perché: in realtà, lei non ha risposto alla partePag. 150dell’interpellanza che si riferisce all’informazione del servizio pubblico radiotelevisivo. Sottosegretario, accade questo: quanto alla domanda diretta da parte mia, anche a numerosi parlamentari che si trovano in quest’Aula, vi è un elemento di non conoscenza del fatto che i cittadini immigrati comunitari hanno il diritto di voto alle elezioni europee. Qualcuno sa che possono votare alle elezioni amministrative, ma per le elezioni europee c’è un dato di disinformazione che riguarda persino coloro che siedono in quest’Aula.

La domanda e il suggerimento che in fondo con molta buona volontà abbiamo rivolto a lei e al Governo è quello di investire il servizio pubblico radiotelevisivo affinché informi i cittadini comunitari residenti in Italia – gli immigrati rumeni, polacchi, bulgari eccetera – di questo diritto che possono esercitare, tanto in occasione delle elezioni europee quanto in occasione delle elezioni amministrative.

Per quel che riguarda le elezioni europee, è evidente che il cittadino immigrato comunitario deve riempire il modulo che lei ha citato, facendo un’opzione, vale a dire deve scegliere per quale Paese voterà in occasione delle elezioni europee. Per spiegarmi meglio, un rumeno deve scegliere se esercitare questo diritto di voto per l’Italia o per la Romania.
Io credo che quest’opera, al di là di tante chiacchiere che si fanno sull’integrazione dei cittadini immigrati, sia fondamentale per integrarli effettivamente, rendendoli partecipi di uno dei momenti fondamentali della democrazia, quello del voto.
Inoltre, ciò fa sentire gli immigrati proprio cittadini dell’Europa, se facciamo riferimento alle elezioni europee.
È chiaro che la nostra impostazione di Radicali nel Partito Democratico (ma io credo di molti parlamentari, cito, ad esempio, le dichiarazioni rese dal Presidente di questa Camera, Gianfranco Fini) è quella di allargare la partecipazione al voto alle elezioni amministrative a tutti i cittadini extracomunitari, in questo aderendo a quanto previsto dalla Convenzione di Strasburgo.

Vi è, quindi, un’opera da fare assieme alle associazioni che rappresentano i Paesi di soggetti residenti in Italia; un’opera d’informazione capillare che deve essere fatta in fretta. Come lei ricordava, per le elezioni al Parlamento europeo la registrazione (e quindi la domanda da rivolgere al sindaco per iscriversi nelle liste elettorali aggiunte) deve essere fatta 90 giorni prima. Quindi, se le elezioni si svolgeranno, come sembra, il 7 giugno gli immigrati devono registrarsi il 7 marzo ed evidentemente vi sono pochissimi giorni per informarli di questo che rappresenta un loro diritto. Era sostanzialmente questo il motivo per cui abbiamo reso urgente questa interpellanza e ci siamo rivolti con fiducia al Governo.

Mi rammarico, tra l’altro, anche moltissimo, per le questioni relative alla Commissione parlamentare di vigilanza RAI. È chiaro che richieste come quelle contenute in questa interpellanza, laddove si riferiscono al ruolo che deve svolgere il servizio pubblico radiotelevisivo, sarebbero state da noi rivolte in modo pressante proprio alla Commissione parlamentare di vigilanza. Quest’ultima, a mio avviso e ad avviso dei Radicali, colpevolmente ancora non riesce ad agire e ancora oggi non adempie ai suoi obblighi, come quello di regolamentare materie come quella elettorale (pensiamo, ad esempio, alle elezioni che si stanno per svolgere in Sardegna senza alcuna regolamento) e come il caso che abbiamo sollevato con questa interpellanza.

Da parte nostra non smetteremo di sollecitare il Governo e il Ministro dell’interno e proprio su questo argomento abbiamo organizzato con le comunità di immigrati comunitari che risiedono in Italia e con le associazioni che li rappresentano un convegno che si terrà presso la Sala delle Colonne il prossimo 23 gennaio dalle 15,30 alle 19.

* * *

    23 gennaio 2009
    Ore 15:30 – 19:00
    Roma, Palazzo Marini, Sala delle Colonne
    Piazza Poli 19

    Convegno
    Elezioni europee 2009

    TUTTI POSSIAMO VOTARE IN ITALIA, purché si sappia!

    Italiani romeni polacchi tedeschi bulgari francesi britannici spagnoli olandesi slovacchi greci austriaci belgi cechi ungheresi portoghesi svedesi sloveni lituani irlandesi danesi finlandesi lettoni maltesi estoni lussemburghesi ciprioti

    Costruiamo insieme la comune Patria europea

    Non tutti lo sanno – e i primi a non saperlo sono proprio i diretti interessati – ma i cittadini comunitari residenti in Italia hanno diritto di voto sia alle elezioni europee che alle elezioni amministrative. In vista delle prossime elezioni previste in giugno, le Istituzioni preposte devono mettere in atto tutti quegli accorgimenti che consentano concretamente a tutti i cittadini europei di poter votare, se intendono esercitare questo loro diritto, nel Paese ove sono residenti.

    Con questo incontro, al quale prenderanno parte i rappresentanti di numerose associazioni di comunità europee residenti in Italia e al quale sono invitati i parlamentari di tutti gli schieramenti politici, si intendono suggerire al Governo e, in particolare, al Ministro degli Interni, le misure che devono essere adottate per superare tutte le difficoltà burocratiche e d’informazione che nelle passate tornate elettorali hanno di fatto escluso dal voto tanti cittadini.

    Per dare una dimensione del fenomeno, è importante osservare i dati Istat aggiornati al 31 dicembre 2007, senza perciò considerare coloro che si sono aggiunti dal 1° gennaio 2008 ad oggi (e sono tanti!), i cittadini dell’Unione europea, provenienti dai 26 paesi membri, che risiedono in Italia, sono 934.435.

    La comunità più presente è quella dei cittadini rumeni, ben 625.278; seguono i polacchi 90.218, i tedeschi 40.163, i Bulgari 33.477, i francesi 30.803, i britannici 26.448, gli spagnoli 17.354.

    Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...