L’Europa è vicina


“vorrei dedicare questa canzone con la speranza, un sogno, che domani quando ci alziamo tutti e accendiamo la televisione, sentiamo che è finita questa stupida” campagna di romenofobia.
“Con te, così lontano e diverso…con te, amico che credevo perso… Io e te sotto lo stesso sogno, insieme… Unite, unite Europe.
Viva l’Europa!”

Cittadini! Difendete subito i vostri diritti!


VII CONGRESSO ITALIANO DEL PARTITO RADICALE NONVIOLENTO, TRANSNAZIONALE E TRANSPARTITO – A CHIANCIANO TERME – PRESSO IL PALAMONTEPASCHI
DALLE 14.45 DEL 27 FEBBRAIO AL 1° MARZO 2009

“Dalla resistenza radicale alla riscossa democratica”. Con questo slogan Emma Bonino ha riassunto, nel corso di una conferenza stampa svoltasi stamane, il tema del settimo congresso italiano del partito radicale transnazionale che si terrà a Chianciano da venerdì a domenica prossimi. Nelle assise del movimento nonviolento che si richiama a Gandhi sarà bandito il tema delle elezioni europee ed amministrative di primavera. I radicali si dedicheranno infatti “all’analisi in solitudine dello stato comatoso – ha spiegato il vicepresidente del Senato – nel quale si è ridotta la nostra democrazia grazie all’aggressività del regime partitocratico e alla fragilità delle istituzioni”.

Sequenze della famosa protesta silenziosa dei Radicali. Dopo mesi di disinformazione totale sui referendum del 1978 (abrogazione della legge reale, del finanziamento pubblico ai partiti e per la legge …

link audio-video:

VII Congresso italiano del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito – prima giornata

VII Congresso italiano del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito – seconda giornata

VII Congresso italiano del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito – terza ed ultima giornata

Cristian Diaconescu & Franco Frattini


Incontro con i giornalisti del Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini e del Ministro degli Affari Esteri romeno, Cristian Diaconescu, sui rapporti tra l’Italia e la Romania – video

video: Cristian Diaconescu - Franco Frattini

Cristian Diaconescu - Franco Frattini

Pe site-ul MAE România, accesând următorul link, Conferinţă comună de presă a miniştrilor de externe român şi italian, Cristian Diaconescu şi Franco Frattini din data 23.02.2009 cu ocazia vizitei de lucru a ministrului Cristian Diaconescu în Italia, la sediul MAE italian din Roma. , poate fi citit textul conferinţei comună de presă in limba română a Miniştrilor de Externe român şi italia Cristian Diaconescu – Franco Frattini.

Link:
Frattini: Cine comite delicte va fi pedepsit, cine lucreaza cinstit va fi primit in Italia ca prieten

“Che cosa c’entra l’aborto con i rumeni violenti?”


“Si agita qualcosa di diverso e particolare nelle nostre società frantumate e interconnesse. Si agita lo spettro dell’istinto disumano, il facile precipitare nelle zone tenebrose della non ragione. E questo ovunque e a qualunque latitudine.” Donatella Papi

Quando ho letto l’articolo di Lucetta Scaraffia “Che cosa c’entra l’aborto con i rumeni violenti?” su Il Riformista, pubblicato il 5 febbr. 2009, mi sono sentita male. Ma non per le cose lette nell’articolo, bensì per il termine “Prof.”… di Storia Contemporanea alla Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Roma La Sapienza. Sì, ho avuto un mancamento.
Mi permetto di ricopiare per intero il suo articolo, anche se non meriterebbe attenzione; lo faccio perché aggiungerò tutte le risposte degli intelettuali italiani e romeni, politici e così via, a quest’articolo. Non mi sento neanche sfiorata dalle sue parole, mi fa paura solo il fatto che essa sia una “docente universitaria”.

No, non sono rassicuranti le facce dei giovani rumeni violentatori, e fanno venir voglia di tirar conclusioni pericolose, come pensare che tutti i rumeni sono dei potenziali violenti. Anche se tutti noi, ormai, abbiamo conosciuto rumeni pacifici e lavoratori, persone per bene che sopportano con dignità e speranza la loro difficile situazione di emigrati. Ma sono occhi che fanno capire molte cose: vi ho trovato il vuoto, il gelo, la povertà umana che ho sentito in un recente viaggio in Romania. Non è che si tratti di un brutto Paese, né di un Paese privo di testimonianze artistiche pregevoli: la questione è un’altra, e riguarda l’atmosfera complessiva che vi si respira, un’atmosfera di disumanizzazione.

Certo, la povertà è ancora forte ed evidente, ma non somiglia alla povertà calda e viva del Terzo mondo, dove vita e colori testimoniano la volontà di esistere e di sperare nonostante tutto. Quello che stupisce è l’assenza di spirito vitale, di voglia di fare e di abbellire il mondo: pur essendo a maggio, non ho visto un fiore nella terra che circonda le casette allineate lungo la strada in molte regioni del Paese, non ho sentito una volta il profumo di pane appena sfornato. Un paese dove, quasi vent’anni dopo la fine del comunismo, il pane è ancora cotto in forni centralizzati – e poi distribuito nei negozi e supermercati in buste di plastica che lo rendono spugnoso e cattivo, uguali per tutti e dovunque – pone dei drammatici interrogativi.

Perché non c’è stato un risveglio di energie, di vitalità, alla fine della terribile dittatura che l’ha angariato per decenni? Perché i rumeni preferiscono emigrare – e poi magari riempirsi di ostilità dei ricchi abitanti degli altri Paesi europei – invece di ricostituire il loro Paese? Forse perché non è solo povero, ma disperato. Il comunismo di Ceausescu ne ha ucciso l’anima: tutti sospettavano di tutti, ogni legame umano è stato dissolto, ogni iniziativa mortificata, ogni possibilità di ribellione estirpata. In Romania si vedono ancora le tracce di un male capace di distruggere tutto, e di durare nel tempo, di contagiare ogni realtà: perfino i rapporti fra le religioni presenti nel Paese ne sono stati a tal punto avvelenati, che ancora oggi un profondo rancore le divide e ostacola la loro rinascita.

Se uno ha ancora dubbi su cosa sia stato il comunismo, un viaggio nelle campagne rumene costituisce senza dubbio l’occasione per aprire gli occhi definitivamente. Ma tutto questo non vuol dire, come ha scritto Ceronetti sulla Stampa di lunedì, che la violenza degli stupratori si spiegherebbe con il fatto che «si tratta di figli di ventri forzati a partorire da Ceausescu sotto stretta sorveglianza antiabortista della Securitate, cresciuti in condizioni prossime a randagismo canino».

Non è certo il caso di mettere in dubbio la dura repressione dell’aborto da parte del dittatore – del resto magistralmente raccontato nel bellissimo film del regista rumeno Cristian Mungiu, nel 2007 Palma d’oro a Cannes – ma non è certo questo il suo più grave delitto, né la causa di tutti i mali. Non è detto che i figli nati “non desiderati” siano per forza peggiori di desiderati, e tanto meno che siano condannati al randagismo. La cattiveria umana non ha alcuna remora a presentarsi anche nei figli di buona famiglia, figli sicuramente “desiderati” e viziati: basti pensare ai giovani italiani che hanno dato fuoco all’indiano, poche notti fa. Stupisce che un raffinato intellettuale come Ceronetti si sia rifatto al luogo comune rappresentato dall’utopia del figlio desiderato, che pensi sul serio che i “figli desiderati” sono davvero buoni e felici, e che quelli nati per caso sono delinquenti. Ceronetti nel suo pessimismo, non può ignorare come il male appartenga a tutti gli esseri umani, e che solo una vera educazione al bene e solo una società che sa punire e premiare possono indirizzare i giovani e aiutarli a sfuggirlo. Non può non sapere che i giovanissimi di Trento che hanno fatto ubriacare e poi violentato una loro compagna di scuola sono figli desiderati, ma male amati e male educati.

I recenti casi di cronaca nera fanno capire come il vuoto morale, l’irresponsabilità e la mancanza assoluta di speranza possono accecare tutti: sia gli immigrati rumeni educati in un contesto atroce, in cui forse non hanno mai sentito un parola umana, sia i nostri ragazzi, viziati e accontentati in tutti loro desideri e che, incapaci di sfuggire al vuoto e alla noia delle loro vite, lasciano via libera agli istinti più crudeli. Sono due tipi di vuoto diverso, certo, ma che portano alla fine agli stessi risultati. Prima di dare ogni colpa all’immigrazione, prima di pensare che ogni problema può essere risolto cacciando rumeni o marocchini, dobbiamo guardare a cosa sono diventati i ragazzi italiani.

La Lega Nord e il ‘Riformista’ attaccano governo e il popolo di Romania

Fini: odiosa l’associazione “immigrati uguale criminali”

Romeni: Frattini; no alla sospensione di Schengen se la Romania si riprende i suoi criminali


Urmare a jignirilor la adresa Romaniei, din cotidianul „Il Riformista”, Dan Voiculescu ii invita pe jurnalistii italieni sa cunoasca Romania

Patrule ale democraţiei şi ale cetăţeniei


Roma, 20 februarie 2009

În timp ce guvernul italian dă undă verde “voluntarilor pentru siguranţă”, în ideea înăbuşirii comportamentelor deviante pentru care sunt învinovăţite comunităţi întregi , in special comunitatea românească, rezidente in teritoriul italian, Radicalii lansează “patrulele democraţiei şi cetăţeniei” în toată Italia.

Campania va porni duminică, 22 februarie în Roma (orele 13:00-16:00), unde, în cadrul întâlnirilor duminicale ale membrilor comunităţii româneşti la Anagnina, vor fi dispuse mese de informare despre dreptul de vot al românilor rezidenţi în Italia la alegerile europarlamentare din luna iunie. Exponenţi radicali, printre care şi deputata Rita Bernardini, vor lua cuvântul în piaţă şi vor distribui românilor formulare şi, de asemenea, informaţii utile pentru înscrierea pe listele electorale la următorul scrutin.

Această campanie de informare suferă de lipsa totală a resurselor din partea Guvernului care preferă să le folosească pentru măsuri neliberale precum cel votat astăzi de către Consiliul Miniştrilor.

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Zilele trecute asociaţii de români, polonezi şi bulgari, împreună cu radicalii, au atins un obiectiv comun: transmiterea din partea RAI – Radioteleviziunea italiană, a unui mesaj publicitar informativ în legătură cu dreptul de vot al comunitarilor şi data ultimă pentru a putea fi înscrişi pe lista suplimentară specială pentru electori, adică până pe 9 martie 2009 .
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Va fi necesar să se vigileze asupra Primăriilor pentru ca să nu se suprapună obsacole birocratice la înregistrarea pe listele suplimentare a comunitarilor cu drept de vot.

Foto -Registrazione al voto dei comunitari – Festival della comunità romena ad Anagnina, 22-02-2009

On. Rita Bernardini con i romeni ad Anagnina - Roma

On. Rita Bernardini con i romeni ad Anagnina - Roma

Video – Comunità Romena – Anagnina Festival – Radicali Italiani e il diritto di voto alle elezioni europee, 22 gennaio 2009 (intervento dell’On. Rita Bernardini

Numai dând concretitudine drepturilor de cetăţenie scrise pe hârtie este posibil să învingem clima de intoleranţă şi de violenţă care riscă să caracterizeze din ce în ce mai mult zilele în care trăim. Acţionând toţi împreună pentru a da viaţă Patriei Europene comune ne face mai responsabili fie pe planul drepturilor fie pe cel al obligaţiilor şi al respectului regulilelor.

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Facem apel tuturor asociaţiilor şi mişcărilor care astăzi denunţă scandalul “rondelor” pentru ca să se unească în această reacţie comună liberală şi non-violentă.

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Stupri diminuiti dell’8, 4% nel 2008

In Italia gli episodi di violenze sessuali nel 2008 sono diminuiti dell’8,4%, secondo dati diffusi dal Dipartimento della Pubblica sicurezza. Analizzando l’andamento del fenomeno nel triennio 2006-2008, risulta che gli autori sono italiani nel 60,9% dei casi, seguiti dai romeni (7,8%) e dai marocchini (6,3%).Le vittime sono per lo piu’ donne (85,3%) e di nazionalita’ italiana (68,9%).La maggior parte degli stupri rientra nelle violenze sessuali non aggravate, anche queste in diminuzione del 7,4%. I casi di stupro di gruppo, dopo un incremento registrato nel 2007 (+10,9%) invece sono diminuiti del 24,6%, mentre per le violenze sessuali aggravate e’ stato registrato un trend decrescente nel triennio 2006-2008 con il -16%. Nel 2007, invece, in Italia era stato registrato un aumento dei casi di violenza sessuale del 5% rispetto al 2006 (da 4.821 a 5.062 episodi). Lo scorso anno le forze di polizia hanno individuato 8.845 autori di violenze sessuali, a fronte di 8.749 segnalazioni nel 2007 e di 7.715 nel 2006.

Legge spagnola contro la violenza di genere

Spot bilingv, it-ro: Manifestare joi, 5 februarie 2009 la ora 16 in faţa sediului Rai din Viale Mazzini nr. 14 – Roma


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Spot radio bilingv, it-ro, pentru a participa la Manifestare joi, 5 februarie 2009 la ora 16 in faţa sediului Rai din Viale Mazzini nr. 14 – Roma .

Fac apel românilor din Italia, tuturor celor care au posibilitatea de a participa, îi invit să fie prezenţi în semn de solidaritate faţă de toate femeile victime ale violenţei, pentru a spune NU învinovăţirii întregii comunităţi din pricina actelor de violenţă săvârşite de indivizi. E important să participăm împreună, din moment ce nicio campanie nu va mai spăla imaginea numelui “român”, pe care un mic grup de microbi-conaţionali de-ai noştri o pătează în Italia. Fac apel tuturor pentru a participa într-o campanie de informare comună, trebuie să cerem împreună Rai – Radioteleviziunii publice italiene să informeze în mod corect cetăţenii comunitari: de aceea este important să participăm, pentru noi, pentru copiii noştri, pentru viitorul nostru comun în Europa!

Simona C. Farcaş

Pentru informaţii:

info@rodep.net
339-8644975