Condividere l’ambiente. Dagli immigrati agli immigrati.


Comunicato Stampa.

SABATO 28 MARZO 2009
ORE 10.00 CENTRO CULTURALE MERCATO – PIAZZA MARCONI – ARGENTA (FE)

Incontro pubblico sul Progetto Condividere l’ambiente. Dagli immigrati agli immigrati.

L’informazione sugli stili di vita sostenibili verso i cittadini stranieri è il tema al centro dell’incontro pubblico che si terrà sabato 28 marzo ad Argenta presso il Centro culturale Mercato alle ore 10:00 in Piazza Marconi. Sarà presentato il progetto Condividere l’ambiente. Dagli immigrati agli immigrati, un’ iniziativa a cura dei Centri di Educazione Ambientale (CEA) della provincia di Ferrara finalizzata alla sensibilizzazione sui temi ambientali da parte di cittadini stranieri verso altri cittadini stranieri presenti sulle aree comunali di Ferrara, Argenta e Portomaggiore. Il progetto iniziato a marzo 2008 è stato organizzato grazie alla collaborazione tra le amministrazioni comunali, l’Assessorato all’Ambiente della Provincia di Ferrara, il CEA Museo delle Valli di Argenta (capofila), la società di consulenza Punto 3 e il supporto delle società di servizi, Soelia, Hera ed Area. Hanno dato il loro contributo anche il Centro Servizi Integrati per l’immigrazione del Comune di Ferrara e l’Associazione Cittadini del Mondo di Ferrara.

Interverranno all’incontro, oltre ai protagonisti dell’iniziativa provinciale, anche l’Assessore all’Ambiente del Comune di Fabbrico (RE) ideatore di un progetto di sensibilizzazione verso comunità straniere di diversa nazionalità e Simona C. Farcas, Presidente dell’Associazione “Italia Romania Futuro Insieme” che, in partnership con Legambiente Lazio da tempo è impegnata in azioni di tutela ambientale e pratiche di sostenibilità.

Al termine dell’incontro sarà offerto un buffet a cura del Museo delle Valli di Argenta.

Gaia Lembo

Punto 3 – Progetti per lo sviluppo sostenibile
Via Kennedy 15
44100 Ferrara
Tel/Fax 0532 769666
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Fermatevi, ma che vita è la vostra?


Emozionanti le parole di don Luigi Ciotti, fondatore e presidente di Libera, alla XIV Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie

“A che serve essere vivi se non si ha il coraggio di lottare?… La lotta alla mafia comincia dal lavoro…. Non dobbiamo girarci dall’altra parte… Abbiamo bisogno di verità!
A chi vive nella violenza, nel crimine, vorrei da questa piazza insieme a tutti voi gridare: Fermatevi, Fermatevi! Ma che vita è la vostra; ma ne vale la pena? Perché avete carcere che vi aspetta, clandestinità, troppe morti. Se avete dei beni, prima o poi noi ve li confischiamo tutti, ve li portiamo via tutti, fermatevi! Vi prego, fermatevi! Alla fine che cosa vi resta? Fermatevi a riflettere dentro! Come giustificate il male che fate agli altri, ma che fate a voi stessi! La vostra, è una condanna alla vita.“

Estate 2009: facciamo volontariato nei campi di lavoro sui terreni confiscati alla mafie!

Per maggiori informazioni contattare l’indirizzo email estateliberi@libera.it o chiamare 06/69770321 .

Rumeni in Italia, oggetto di strumentalizzazione politica


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“Come si sente la comunità romena in Italia?”, mi domanda il giornalista di NIGHTLINE in diretta su Sky Tg24 ieri notte, intorno alle 23:00, a proposito dell’arresto di altri due giovani romeni accusati per lo stupro alla Caffarella, il cui DNA, questa volta, corrisponderebbe… Ma che domanda!? “Io, come donna, anzitutto, sono inorridita dal fatto che i presunti veri colpevoli (se sono loro lo deciderà il giudice, non i giornalisti!) siano stati in giro fino a ieri!” Non m’importa da dove vengano, di che nazionalità siano, ma se hanno sbagliato, dovevano già essere in carcere da un mese. E’ dal 2007, dopo la morte di Giovanna Reggiani, che la comunità romena in Italia sta subendo un vero e proprio “linciaggio mediatico” senza interruzione, una campagna anti-rumeni che non fa altro che alimentare fenomeni di odio, di xenofobia e di razzismo a 360°. Lo denuncia anche l’Agenzia del lavoro dell’Onu.

Sono sconvolta e mi vergogno, in quanto essere umano, per quanto sta accadendo attualmente in Italia: tutti questi show giornalistici che fanno da giudici prima dei processi… Stile Franzoni. L’avv. Carlo Taormina, anche lui in studio, non ha preso bene il mio intervento… “lei non deve dire queste cose in televisione!”, mi dice. Il linciaggio da parte sua nei miei confronti è proseguito poi anche fuori dagli studi, testimoni almeno quattro donne, che ringrazio per la loro solidarietà. “Noi siamo con lei, signora”, hanno risposto in coro, mentre l’avv. Taormina, con il dito puntato verso di me, urlava: “le NOSTRE donne, dobbiamo difendere le NOSTRE donne! Voi romeni avete diffuso la criminalità in Italia!”. Alla fine mi sono limitata con il dirgli che evidentemente non è informato, oppure sta strumentalizzando l’opinione pubblica a fini politici.
Penso che, a questo punto, in Italia non siamo più al sicuro. Non tanto come romeni, ma come cittadini europei. Potrebbe capitare a chiunque di essere indagato da persona onesta, ma sbatterlo in prima pagina, mandare le immagini del proprio volto, che non c’entra con il fatto accaduto, ad ogni tg e così rovinarli la vita…e chi si fida più della giustizia degli uomini? Sicurezza? Ma fatemi il piacere! Le indagini non dovrebbero essere pubbliche e le forze dell’ordine non dovrebbero rendere pubblici tanti elementi importanti prima della fine delle indagini.
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I giovani, essenza e futuro dell’Europa


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L’82% dei giovani europei è interessato alla politica del proprio paese, il 73% alla politica della loro regione e il 66% alla politica europea, secondo l’ultima indagine dell’Eurobarometro 2007. Una gioventù europea piuttosto dinamica ma in generale solo il 5% è iscritto a un partito politico.

I giovani sono l’essenza e il futuro dell’Europa e per riuscire a migliorare la loro partecipazione ai processi di democrazia partecipativa e a implicarli di più nelle problematiche della società civile devono avere un sogno grande quanto l’Europa da realizzare. “I giovani hanno bisogno di un sogno – ha affermato il deputato rumeno Daniel Petru Funeriu (PPE/DE) – una volta che hanno un sogno sentiranno il desiderio di parteciparvi. Ma chi sogna realmente il “sogno europeo”?”.

I principali vantaggi della “cittadinanza europea” per i giovani: la libertà di circolazione, di studio e di lavoro in un altro paese membro… Non vi sembra un po’ troppo poco? Bisognerebbe fare di più… Se teniamo contro che nel 2008 tremila ragazzi romeni hanno abbandonato la scuola italiana per tornare in Romania. Bisogna parlare non tanto di vantaggi quanto di deficit della “cittadinanza europea” per i giovani. Non basta poter circolare liberamente e sapere di poter studiare o lavorare altrove. Manca l’educazione all’accoglienza…cresce l’intolleranza dei giovani nei confronti dei loro coetanei europei.

Il Patto europeo per la gioventù, che s’iscrive nell’ambito della strategia di Lisbona, è una delle iniziative a sostegno dei giovani ed è stato creato proprio con lo scopo di migliorare l’istruzione, la formazione, l’inserimento professionale e l’inclusione sociale dei giovani europei.

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L’informazione e la comunicazione con i giovani resta un tasto dolente. Si è espresso bene il presidente del Forum europeo della gioventù, Tine Radinja: “Dobbiamo creare una cultura della partecipazione. Solo i giovani informati diventeranno dei cittadini attivi”.

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Per le prossime elezioni, ha affermato la deputata austriaca Christa Prets (PSE), “dobbiamo far appello al loro senso di responsabilità”. Contrariamente a quanto si creda, i giovani di oggi, sono informati su molte cose, compresa la politica europea.

Un patto di amicizia e di fraternità


La Costituzione è stata e rimane la mia BIBBIA laica (Carlo A. Ciampi)

"un patto di amicizia e di fraternità"La Costituzione Italiana: un patto di amicizia e di fraternità

Si è concluso con un segnale positivo il primo seminario Romania-Italia “Insieme per la legalità” svoltosi oggi presso la bellissima sala dell’Accademia di Romania in Roma. “Legalità” significa rispetto della carta dei diritti e dei doveri dei cittadini. E’ stata tradotta anche in romeno nel 2007, oltre che in altre lingue, la Costituzione Italiana. Oggi, farò mie le parole dell’ex Ministro della Solidarietà Sociale che pronunciò nell’introduzione alla pubblicazione, adattando il testo per l’occasione.

Per Umberto Terracini, che la firmò insieme a De Gasperi e De Nicola, la Costituzione era dunque “un patto di amicizia e di fraternità”, e cito: «L’Assemblea ha pensato e redatto la Costituzione come un patto di amicizia e fraternità di tutto il popolo italiano, cui essa la affida perché se ne faccia custode severo e disciplinato realizzatore

La firma della Costizione Italiana

La firma della Costizione Italiana

Sono queste le parole che disse nel 1947 per presentare la carta dei diritti e dei doveri, il testo più importante dell’ordinamento giuridico al popolo italiano. Era un’epoca quella, in cui a emigrare erano gli italiani. Andavano negli Stati Uniti, in Germania, in Canada.

Oggi, con tante persone che ogni giorno arrivano in Italia da molte parti del mondo per viverci e adattarsi, questo invito al patto dovrebbe essere ancora valido ed efficace.

Amicizia e fraternità. Stringersi la mano, era rivolto a un popolo che usciva dalla guerra civile. Amicizia e fraternità sono due parole che invitano alla pace, al civile confronto. Che cos’è infatti l’amicizia se non un rapporto tra due o più persone, non necessariamente della stessa nazionalità, sesso, religione, orientamento politico…che si incontrano, si conoscono, condividono realtà, si trasformano reciprocamente, cercando di non imporre mai la propria visione con la forza? Che cos’è la fraternità se non un modo di ricercare ogni giorno, spesso con grande fatica, la pacifica convivenza con i nostri simili?

Pensate un momento al contesto in cui la Costituzione fu varata. “L’Italia era, subito dopo la guerra – continua Ferrero, un paese profondamente diviso, un paese solcato da lacerazioni profonde, contrasti accesi, contrapposizioni frontali per diversità di storia, di geografia, di classi, di culture.”
A me, sinceramente, mi pare l’attuale contesto in cui si trova la comunità romena in Italia. Anche allora, come oggi, c’era da rimediare a situazioni di miseria, di conflitto, di sopraffazione, di sfruttamento e di violenza. C’era bisogno di libertà, di uguaglianza, di pace. Nell’art. 3 della Costituzione italiana leggiamo che la Repubblica ha il compito di togliere, di eliminare, tutti quegli ostacoli economici e sociali che possono impedire l‘uguaglianza dei cittadini. Signori, senza uguaglianza non può esserci libertà. Così come non può esserci pieno sviluppo della persona umana e neanche l’effettiva partecipazione di tutti, uomini e donne, all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese, dell’Italia.

Terracini ha detto: “Il destino della nostra Costituzione è affidato, al popolo italiano. Il popolo ne deve essere il realizzatore. Il realizzatore e il custode.” Questo vuol dire che dobbiamo trasformare in pratica di vita, concretezza di gesti, di sentimenti, di aspirazioni, di bisogni, un testo scritto. Una legge, anche la migliore, non vive, non serve se non diventa pratica comune di tutti quanti. Siamo noi che viviamo oggi in Italia, italiani, ma anche comunitari e non comunitari, a dover vigilare perché nessun conflitto possa tornare… Dobbiamo vigilare per non scivolare in una specie di guerra tra i poveri, causa della mancanza dello Stato. Siamo tutti noi che dobbiamo essere vigilenti perchè i razzismi, gli sfruttamenti e le sopraffazioni non si ripresentino, oppure che siano eliminati laddove purtroppo sussistano.

“Si agita qualcosa di diverso e particolare nelle nostre società frantumate e interconnesse. Si agita lo spettro dell’istinto disumano, il facile precipitare nelle zone tenebrose della non ragione. E questo ovunque e a qualunque latitudine.”

Oggi viviamo in una realtà di frammentazione, di solitudine, di complessità sociale, di cambiamento veloce e continuo. Conviviamo ormai con l’incertezza del domani, la precarietà del lavoro, la paura del diverso. Per superare tutto questo non serve rinchiudersi, mettere paletti, escludere, fare campagne mediatiche anti-romene.

Insieme, ed è un invito a tutti, dobbiamo piuttosto rinnovare il patto di convivenza, quello di cui Terracini già parlava nel guardare alla differenza come a una ricchezza, allo scambio come a una risorsa. Oggi l’Italia è più larga; pensate che 625.278 romeni, 90.218 polacchi, 40.163 tedeschi, 33.477 bulgari, 30.803 francesi, 26.448 britannici, 17.354 spagnoli… possono già votare alle elezioni amministrative in Italia e alle europee per i candidati assegnati all’Italia. Tutti noi assieme costituiamo la grande opportunità dell’Italia, la nostra grande opportunità. Tutti i cittadini che vivono qui sono portatori di diritti inviolabili. La Costituzione italiana è chiara su questo. Ed è molto precisa. I diritti inviolabili valgono per tutti, e vengono elencati uno per uno. C’è il diritto alla libera circolazione, tutti hanno diritto a un lavoro, a educare i propri figli, a organizzarsi in sindacati, leggo ancora nella Costituzione.
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La democrazia quindi è fatta di diritti, di libertà, di uguaglianza, ma anche di doveri. Da parte di tutti. Per un patto di convivenza civile non abbiamo bisogno di altro. Non c’è bisogno di una nuova Costituzione o di regole specifiche per i comunitari o per gli immigrati non comunitari. Chiunque viva in Italia deve inderogabilmente accettarne il patto di convivenza. E alla base di questo patto c’è, oggi come nel 1947, la Costituzione. Per una convivenza che sia rispettosa delle pari dignità, dei diritti fondamentali d’ogni persona, e dei doveri inderogabili verso l’altro e verso l’intera collettività.

Nel concludere, dobbiamo difendere, promuovere e rilanciare la Costituzione, diffonderla fra i romeni, fra gli italiani che ancora non la conoscano bene, i tedeschi, marocchini, albanesi, congolesi etc.. Possiamo distribuirla nei posti di lavoro, nelle scuole, nei pubblici uffici, nei bar… perché diventi, assieme alla lingua italiana un fattore di convivenza sociale e di contaminazione culturale. La Costituzione è di tutti e per tutti coloro che vivono in Italia. Io sono nata romena, ma mi sento italiana dopo 16 anni vissuti in Italia.

Per costruire l’Italia e gli italiani di domani: che siano nati in Italia o che siano nati fuori dall’Italia, difendiamo la Costituzione Italiana.

Simona C. Farcas
13/03/2009

Insieme per la legalità


INSIEME PER LA LEGALITA’
13 marzo 2009, ore 10:30
ACCADEMIA DI ROMANIA
VALLE GIULIA
Piazza Josè de San Martin, 1
00197 ROMA

Roma, 9 martie 2009

Comunicat de presă

Asociaţia Românilor din Italia, Asociaţia “Italia Romania Futuro Insieme”, împreună cu Asociaţia Culturală italiană “Osservatore Sociale”, organizează pe 13 Martie la Accademia di Romania din Roma seminarul cu tema “Împreună pentru Legalitate”. Seminarul, care va fi precedat pe 12 Martie de o conferinţă de presă în cadrul Primăriei Roma, este primul dintr-un ciclu care se va desfăşura pe tot parcursul anului. La eveniment vor participa reprezentanţi ai autorităţilor italiene şi române şi ai mediului asociativ român şi italian din Italia, presa italiană şi română. Au fost invitaţi cei doi parlamentari români care reprezintă diaspora europeană, deputatul William Brînză şi senatorul Viorel Badea, ministrul tineretului din Italia, Giorgia Meloni, ministrul român al tineretului şi sportului, Monica Iacob Ridzi.
Se vor discuta problemele legate de respectarea legii de către românii din Italia, cele legate de imaginea comunităţii şi se vor propune soluţii pentru depăşirea situaţiei dificile create în Italia de la începutul acestui an. Prin acest tip de eveniment se doreşte şi crearea unor parteneriate între ong-uri româneşti şi italiene.
Lucrările seminarului vor fi transmise în direct de canalul RAI News.

dr. Luigi Camilloni
Preşedintele “Osservatorio Sociale”

Eugen Terteleac
Preşedinte Asociaţia Românilor din Italia

Simona C. Farcas
Preşedinta Asociaţiei Italia Romania Futuro Insieme

Giornata di Studio: “INSIEME PER LA LEGALITA’ “

12 marzo 2009, ore 11:00: Conferenza Stampa di presentazione del progetto presso il Comune di Roma, Piazza del Campidoglio – Sala del Carroccio, cui parteciperanno esponenti istituzionali di vari livelli, Associazioni e Comitati di Quartiere nazionali e locali ed Associazioni romene.

13 marzo 2009, ore 10:30: Giornata di seminario di studio che si terrà presso l’Accademia di Romania su alcune materie specifiche quali ad esempio diritti e doveri dei cittadini, dipendenza dell’alcol, degrado e criminalità, scuola e sicurezza stradale.

PROGRAMMA (aggiornato alla chiusura dei lavori)

• Ore 10.45. Apertura dei lavori lavori nella prima parte della giornata, “Insieme per la Legalità, Simona C. Farcas, Presidente dell’Associazione “Italia Romania Futuro Insieme”
• Saluto della vicedirettrice dell’Accademia di Romania in Italia, D.ssa Daniela Crasnaru
Non lasciamo sola la comunità romena. Intervento del Prof. Foad Aodi – Presidente Amsi (Associazione Medici di origine Straniera in Italia); presidente co-mai (la comunita’ del mondo arabo in Italia; docente presso la scuola di specializzazione di fisiatria dell’universita’ degli Studi La Sapienza di Roma
Presentazione accordi bilaterali che regolano i rapporti Italia-Romania, a cura di Liliana Marinoiu
• Intervento dell’Avv. Monica A. Marinescu
• Intervento D.ssa Elena Guerri dall’Oro, Direttore Relazioni Istituzionali Moige – Movimento Italiano Genitori
Le nuove sfide della Politica per una cultura della legalità, On. Ludovico Todini, Consigliere comunale Commissione Sicurezza.
• Intervento del Sen. Viorel Badea, vicepresidente Commissione Politica Estera del Senato Romania
• 13:00 Intervento dell’On. Angela Napoli, membro Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere.
• Intervento breve e domanda di Dumitru Ilinca all’On. Angela Napoli
• Intervento breve e domanda di Mihai Muntean all’On. Angela Napoli
• Ore 13,30 buffet

• 14:45 Apertura dei lavori nella seconda parte della giornata “Insieme per la Legalità, Simona C. Farcas, Presidente dell’Associazione “Italia Romania Futuro Insieme”

• Intervento Dott. Carlo Stacchini, Vice presidente AVIS Roma
• Intervento D.ssa M. Carolina Brandi, ricercatrice Istituto di Ricerca sulla Popolazione e le Politiche Sociali – Consiglio Nazionale delle Ricerche
• Intervento Dott. Vitaliano Taccioli, direttore dell’Ufficio “Il Difensore Civico” di Roma
• Intervento di Stefan Stanasel, vicepresidente Commissione Territoriale Prefettura – Commissione Immigrazione Toscana
• Intervento Sevastian Zlotea, membro Segreteria Nazionale del Partito “Rifondazione Comunista”
• Intervento di Roberto Reginaldi, Vicepresidente Consiglio Comunale di Sezze (LT)
• Saluto Sig. Eugen Terteleac, Presidente dell’Associazione dei Romeni in Italia
• Ore 16:00 Chiusura dei lavori, Dott. Luigi Camilloni, Presidente dell’Osservatorio Sociale.

I rumeni, i nuovi americani


…che possono dare una mano per salvare l’Italia “dall’infame regime partitocratico”…

Iniziative per assicurare il voto alle prossime elezioni europee agli oltre 38.000 cittadini romeni residenti a Torino

VII Congresso italiano del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito - terza ed ultima giornata

VII Congresso italiano del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito - terza ed ultima giornata

ore 09:57: Simona C. Farcas .

ore 12:11: Emma Bonino ha detto: Parliamo di liberazione (dal regime partitocratico…sciagura dell’Italia), ma oggi chi sono gli americani che ci daranno una mano? “I laici – si risponde – e i nostri amici rumeni.”