AGORA’ DEI GIOVANI ITALIANI 2007*2008*2009: IL PELLEGRINAGGIO PREVIO dei “72”


…AGORÀ … un grande evento per i giovani italiani: incontrarsi, conoscersi, scambiarsi esperienze… giorni intensi di cammino, di amicizia, di condivisione, di fraternità e di gioia.

Tutto ebbe inizio con il PELLEGRINAGGIO PREVIO dei “72”: dal 31 maggio al 3 giugno 2007, che proseguì con il grande incontro del 1 e 2 settembre 2007 a Loreto con Papa Benedetto XVI… e l’esperienza di fede continua…

“….il Signore scelse altri 72 discepoli….” ….”Andate! Io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi. Non  portate né borsa, né sacco, né sandali….” (Luca 10).

benedetto_Loreto 2 settembre 07

A Loreto con Papa Benedetto XVI, 1-2 settembre 2007.

 

 

Testimonianza e riflessione intorno al PELLEGRINAGGIO PREVIO dei “72”:  31 maggio – 3 giugno 2007

a cura di Simona C. Farcas

Dal 31 maggio al 03 giugno 2007 sono stata “invitata” a fare un pellegrinaggio.  Sono una dei “72” dell’Agorà dei giovani italiani.  72, come i discepoli di Gesù…

Ho partecipato al “Pellegrinaggio Previo sulla Via Lauretana” in preparazione all’ AGORA’ DEI GIOVANI ITALIANI”, che si è tenuto a Loreto l‘1 e il 2 settembre 2007, e che ha avuto come momento centrale l’incontro con il Santo Padre, papa Papa Benedetto XVI,  che ci ha conferito uno speciale mandato missionario, al termine della messa conclusiva dell’evento clou del primo anno dell’Agorà dei giovani.

72 giovani, scelti ognuno tra i vari gruppi e movimenti ecclesiali, chiamati a rappresentare una regione o un movimento o una associazione, a livello nazionale. Tra questi, la Fondazione “Migrantes”, ha scelto una persona di nazionalità romena. Quando il Rev. Don  Isidor Iacovici, responsabile della comunità cattolica romena a Roma, mi ha chiamata io ho risposto subito “sì”.

Macerata, 3 giugno 2007. Agorà dei giovani italiani – Partecipanti al Pellegrinaggio previo lungo la via Lauretana, 31 maggio – 3 giugno 2007. Simona C. Farcas, a destra nella foto.

Come i discepoli di Gesù… ci siamo messi in cammino… Accompagnati dal Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile della CEI, guidati da Mons. Paolo Giulietti, da Don Alessandro Amapani e da Don Francesco Pierpaoli, insieme ci siamo lasciati guidare dalla preghiera, dal canto, dall’essenzialità e dalla fatica, e abbiamo percorso alcune tappe importanti che da Roma ci hanno condotti fino alla Santa Casa di Loretopassando per Terni, Foligno, Assisi, San Severino Marche, Tolentino e Macerata.

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Roma, Basilica di S. Maria sopra Minerva.

Il tema centrale è stato la vita come pellegrinaggio: tutto va vissuto non come fuga né come esperienza ma come mandato di vita. Di seguito i 10 pellegrinaggi effettuati in uno.

 Ø      Prima tappa il “Pellegrinaggio dell’Italia”: la tomba di S. Caterina da Siena quale co-patrona dell’Italia ove è stata recitata la Preghiera per l’Italia di Giovani Paolo II, per «i passi della nostra nazione, spesso difficili ma colmi di speranza».

Ø      Seconda tappa il “Pellegrinaggio dell’uomo”: la tomba di Giovani Paolo II. Mons. Angelo Comastri ha ricordato come nell’ultima parte del suo pontificato venisse criticato a motivo delle mancate dimissioni a causa delle condizioni di salute, e come a risposta di queste critiche egli disse: «Nessuno è autorizzato a scendere dalla croce».

Ø      Terza tappa il “Pellegrinaggio dell’ambiente”: la plastica ricavata dal mais nello stabilimento di Novamont a Terni, una realtà industriale ecologica da 15.000 tonnellate l’anno.

Ø      Quarta tappa il “Pellegrinaggio dell’Ecumenismo”: a Terni con Mons. Vincenzo Paglia, Presidente della Commissione Ecumenismo della CEI, il quale  ha presieduto la missione in Romania, a Sibiu, di incontro fra le tre chiese cristiane – cattolica, ortodossa e protestante – affinché dall’unità delle chiese cristiane anche i popoli europei possano superare i sentimenti di differenza reciproci.

Ø      Quinta tappa il “Pellegrinaggio della diocesi”: a Foligno ove il Vescovo locale ha appena concluso il Sinodo dei Giovani, per ascoltare le loro critiche, le proposte, le false idee che hanno sulla chiesa locale e generale.

Ø      Sesta tappa il “Pellegrinaggio della santità”: ad Assisi, nella Cappella delle Reliquie di S. Francesco è stata letta la sequenza francescana della sua santità e sulla tomba, in qualità di patrono d’Italia,  è stata recitata la Preghiera per l’Italia di Giovani Paolo II.

Ø      Settima tappa il “Pellegrinaggio dell’ascolto”: a San Severino, nella Comunità monastica delle sorelle povere di Santa Chiara che hanno guidato all’ascolto della Parola, di sé stessi, dell’altro e della storia; sull’esempio di Maria di Betania e specie di Maria madre di Gesù: donna del silenzio, donna dell’ascolto e donna del sì.

Ø      Ottava tappa il “Pellegrinaggio del lavoro e dell’arte catechetica”: a Tolentino, la GIOC (Giovani Operai Cristiani) di Monte Urano ha presentato il metodo della Revisione di Vita per affrontare, con la Parola di Dio, le problematiche professionali e pervenire o all’adattamento o alla proposta di miglioramento dell’ambiente di lavoro. Nella Basilica di S. Nicola sono stati spiegati i significati biblici e catechetici del “capellone” affrescato in onore del santo.

Ø      Nona tappa il “Pellegrinaggio personale”: è stato percorso il pellegrinaggio Macerata–Loreto che aveva per tema “E io chi sono?”, tratto dalla riflessione di Giacomo Leopardi che si chiedeva quale fosse il senso di tante stelle nel cielo, del corso della Luna e, dunque, quale fosse il senso della sua vita, ma per scoprirlo doveva prima sapere chi fosse lui. Fino a che non accettiamo di essere a immagine di Dio noi saremo sempre in cerca del vero senso dell’esistenza, perciò nella visita alla “Casa del Si” i 72 hanno portato la richiesta di senso di tutti i giovani italiani.

Ø      Decima tappa il “Pellegrinaggio del riposo”: il riposo non come stasi passiva ma preparazione alla nuova azione per la vita. La stanza ove ha riposato Giovani Paolo II a Montorso nel 2004 nel Centro di ospitalità a lui dedicato. Ciò ha rappresentato quasi il chiudere tutti questi pellegrinaggi con la stessa persona con la quale li si era iniziati. Assisi_

 AGORÀ DEI GIOVANI, BENEDETTO XVI ALL’ANGELUS: VERI TESTIMONI NELLA PIAZZA;

A 72 GIOVANI IL MANDATO DI ANNUNCIARE IL VANGELO

verso Maria

In cammino verso Maria. Pellegrinaggio a piedi, Macerata-Loreto.

Il nostro “cammino” parte da Roma quindi, con la preghiera per l’Italia sulla tomba di Santa Caterina da Siena, che in un particolare periodo storico tenne unita l’Italia, nella Chiesa di Santa Maria sopra Minerva; a lei abbiamo affidato le sorti dei giovani di ogni città e paese. Da qui, a piedi, i nostri passi si sono diretti verso il Vaticano, luogo “dei Martiri” per eccellenza, dove Mons. Angelo Comastri ci ha parlato delle prime comunità cristiane: La Chiesa è sempre stata perseguitata ed è viva per il martirio.”

Anche oggi assistiamo a continue aggressioni alla Chiesa cattolica e in particolare alla persona del Papa. “Ma la nostra vendetta è amare”, risponde Mons. Comastri. Nei duemila anni di Cristianesimo, citando uno studio realizzato per il Giubileo del 2000, Mons. Comastri ci ha ricordato i “40 milioni di martiri, cioè 2 martiri ogni ora. Di questi 40 milioni,  27 sono morti nel XX secolo con una media di 30 martiri ogni ora”. Ed incoraggiandoci nel nostro cammino, l’arciprete della Basilica di San Pietro ci ha avvertito che “la libertà è una terribile responsabilità, ma diventa frontiera del bene quando permette a Dio di passare, che è arrivata fino a noi per la forza dello Spirito Santo, il quale soffia in tutte le direzioni: nei monasteri e nelle carceri, in via della Conciliazione e in via della prostituzione”.

Preghiera sulla tomba di Giovanni Paolo II nelle Sacre Grotte Vaticane.

Preghiera dei “72” sulla tomba di Giovanni Paolo II nelle Sacre Grotte Vaticane, 1 giugno 2007.

Davanti alla tomba di Giovanni Paolo II abbiamo pregato, commossi, perché il Signore ci doni “di accogliere e custodire la memoria e l’eredità” di Papa Wojtyła.

Per intercessione di Maria – abbiamo invocato – fa, o Padre, che perseveriamo con saldezza di fede nella confessione del tuo nome e manifestiamo nel mondo il mistero del tuo amore”.

Tappa a Terni, con Mons. Vincenzo Paglia

Tappa a Terni sull’unità dei Cristiani, con S.E. Mons. Vincenzo Paglia Vescovo di Terni-Narni-Amelia.

L’ incontro di settembre a Loreto, un grande evento all’insegna del rispetto dell’ambiente. Noi, i protagonisti del pellegrinaggio previo lo abbiamo sperimentato dal vivo visitando lo stabilimento Novamont di Terni, l’unico in Europa, che produce il “Mater-Bi”, plastica biodegradabile, utilizzata anche per la realizzazione delle posate per i pasti di “Loreto 2007”. Ricordiamo che il 1 settembre la Chiesa italiana ha celebrato la seconda Giornata per la salvaguardia del creato, noi abbiamo dato il nostro contributo in quell’occasione mettendo in atto una strategia che prevede il riutilizzo degli oggetti, l’uso di materiali a basso impatto ambientale e la raccolta differenziata dei rifiuti.

alla Novamont di Terni

alla Novamont di Terni

La  Novamont, ha spiegato il direttore Leonardo Fasanino, si è posta l’obiettivo di sviluppare prodotti e soluzioni in grado di risolvere urgenti problemi di inquinamento ambientale attraverso una progressiva sostituzione delle componenti di origine fossile con componenti rinnovabili di origine agricola. In questo quadro, il “Mater-Bi” rappresenta una soluzione concreta alla domanda di prodotti di largo consumo a basso impatto ambientale. Le sue componenti vegetali (semi di girasole e mais) permettono la diminuzione delle emissioni di gas ad effetto serra, la riduzione del consumo di energia e di risorse non rinnovabili, completando un circolo virtuoso: le materie prime di origine agricola tornano alla terra attraverso processi di biodegradazione o compostaggio senza rilascio di sostanze inquinanti (www.novamont.com ; www.ecozema.com ; www.leccepen.com ).

Con i dirigenti della Novamont.

Con i dirigenti della Novamont di Terni.

Ancora a Terni, ma centrato sull’unione dei Cristiani, è stato l’incontro con  i giovani della delegazione italiana a Sibiu ed il discorso di S.E. Mons. Vincenzo Paglia, vescovo di Terni-Narni-Amelia, il quale ha sottolineato la vocazione che la Chiesa ha in sé di unire tutti i popoli, poiché ogni vero cristiano ha tutti nel cuore, nessuno escluso”, e non può, quindi, fermarsi alle diversità che non favoriscono di certo il dialogo e la fratellanza. Dobbiamo trovare il coraggio di “sognare” perché “di fronte all’allargamento dell’Europa, accade che il sogno dell’unità si stia infiacchendo nei politici, mentre resta forte nelle Chiese.” I cristiani sono fermento di unità tra i popoli e  “le radici cristiane rappresentano una forza potente che può spingere l’Europa verso la sua vocazione originaria all’universalità”. Noi, in particolare i giovani – ha continuato Paglia –  “abbiamo il compito di ridare all’Europa quello che ha perso: il sogno del mondo unito. Non possiamo non sentire la responsabilità di dover essere lievito di fraternità, e questo – ha ribadito Mons. Paglia – è possibile solo grazie all’Amore. Un amore che per i cristiani “non può che essere quello gratuito, che non chiede reciprocità.  L’amore gratuito conquista il mondo – ci ha detto ancora – e noi dobbiamo essere capaci di sognare un mondo possibile in cui le differenze arricchiscono. Solo attraverso l’amore gratuito possiamo allargare i nostri orizzonti, guardare al di là delle divisioni, e sognare, così, tutti insieme un futuro ecumenico”, ha concluso Mons. Paglia.

Ecumenismo, con Padre Vasile Andreca, responsabile della Comunità Ortodossa Romena di Terni.

Ecumenismo, con Padre Vasile Andreca, responsabile della Comunità Ortodossa Romena di Terni.

Ci siamo trasferiti, quindi, nella Chiesa di S. Alò, officiata dagli Ortodossi Romeni, dove abbiamo celebrato il Vespro.  La chiesa di Sant’Alò (XI sec.) è stata messa dal vescovo Paglia a disposizione della comunità ortodossa rumena presente a Terni e in Umbria, affidandola a padre Vasile Andreca della diocesi di Iaşi.

I 72 dell'Agorà a Terni.

I 72 dell’Agorà a Terni.

Da Terni ci siamo trasferiti a Foligno, dove si è tenuto l’incontro con i delegati del Sinodo dei giovani della diocesi di Foligno. La giornata di sabato 2 giugno è iniziata ad Assisi con la messa e la preghiera per l’Italia nella Cappella delle Reliquie della Basilica di San Francesco.

Lungo il pellegrinaggio abbiamo avuto la possibilità, inoltre, di riflettere e meditare sull’aspetto che caratterizza questo primo anno dell’Agorà dei giovani italiani, cioè quello dedicato alla dimensione dell’ascolto…

sr. Chiara Francesca

Un’esperienza spirituale profonda condivisa con le suore del Monastero delle Sorelle Povere di S. Chiara del Monastero di S. Severino Marche. Nella foto: Sr. Chiara Francesca.

Fondamentale, in questo, è stato l’incontro con le Sorelle Povere di S. Chiara, del monastero di San Severino Marche.

Ascoltare significa lasciarsi coinvolgere, superando la tendenza a fare di sé il centro e lasciarsi provocare e coinvolgere dall’altro, a partire da Dio per poi aprirsi al mondo intero”, è questo il senso dell’ascolto secondo suor Chiara Francesca, che ci ha spiegato anche il carisma della comunità delle Sorelle povere di Santa Chiara facendo riferimento alla dimensione dell’ascolto e all’importanza del silenzio.

Tra i bisogni dell’umanità quello di essere ascoltati e di accolti, è sempre più emergente. Una delle esigenze che anche nell’era del villaggio globale resta una delle più radicate nell’uomo è proprio il bisogno di ascolto. La nostra vita contemplativa tenta di essere proprio questo: un incessante ascolto di Dio, della storia e di ogni fratello che bussa alla nostra porta”. L’incontro con le clarisse è stato un vero e proprio viaggio alla scoperta dell’ascolto di Dio, di noi stessi, degli altri e della storia.

L’atteggiamento che ci deve animare – ha sottolineato suor Chiara – non è quello dei detentori della verità, ma quello dei cercatori, avendo cura di ascoltare se stessi e non il nostro dover essere, senza però subire ciò che ci accade”. “Dobbiamo avere – ha completato suor Chiara Rosella – il coraggio di fermarci e di ricordarci per chi, ogni giorno, corriamo e ci affanniamo. È un atteggiamento in contro tendenza rispetto all’efficientismo che caratterizza il nostro tempo, ma è importante recuperare la dimensione dell’ascolto di se stessi, dell’altro e di Dio”. L’autenticità e la verità di queste parole risultano ancora più preziose alla luce del fatto che molti di noi oggi ritengono il silenzio e l’ascolto una perdita di tempo, o comunque qualcosa che ci separa dal nostro mondo…

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Chiostro della Basilica di S. Nicola da Tolentino.

Fondamentale per tutti noi è stato anche l’incontro con i giovani della GIOC (Gioventù Operaia Cristiana) di Monte Urano, un’associazione di giovani lavoratori e delle realtà popolari che svolge un’attività formativa, educativa e di evangelizzazione con e per i giovani stessi, seguita dalla visita alla Basilica di San Nicola di Tolentino, un religioso agostiniano, che divenne famoso per la santità e i numerosissimi miracoli. Queste sono state le ultime tappe del pellegrinaggio previo, prima di raggiungere lo Stadio “Helvia Recina” di Macerata da dove, dopo la messa celebrata dal card. Tarcisio Bertone, siamo partiti per la 29esima edizione della marcia Macerata-Loreto (30 km).

Basilica di s Nicola daTolentino.

Basilica di San Nicola da Tolentino.

La GIOC ci ha dato una esemplare testimonianza di formazione, educazione ed evangelizzazione dei giovani lavoratori, attraverso un vero e proprio cammino di gruppo e di aggregazione, in cui, dopo aver esaminato il problema, si cerca di scoprire ciò che Gesù stesso vuole comunicare con la Sua Parola e la verità del Suo Vangelo… La comunione e la collaborazione sono mirate a rendere i lavoratori maggiormente consapevoli delle proprie scelte e dei luoghi di lavoro in cui svolgono la loro attività, divenendo capaci, così, di intervenire, a livello personale o di gruppo, nella costruzione di un ambiente lavorativo sano ed edificante.

Macerata

Stadio di Macerata, 2 giugno 2007.

Dallo stadio di Macerata, infine, siamo partiti per la nostra ultima tappa: la Santa Casa ….ci attendeva un lungo percorso a piedi….ma l’oscurità della notte e la stanchezza non hanno prevalso sull’entusiasmo e la gioia di condividere lo stesso cammino insieme ad altri 60.000 pellegrini.

L’arrivo alla Santa Casa ci ha permesso di sentire il desiderio di custodire gelosamente l’esperienza di questo viaggio, di riconoscere nella nostra vita i segni di un amore che ci stupisce, ci coinvolge e ci attrae…divenendo, così, raggi della carità di Dio, che brillano laddove la Sua Luce non è ancora giunta…nell’umiltà e nella semplicità di chi si sente strumento di una mano potente e immensamente misericordiosa.

Macerata stadio

Stadio di Macerata, 2 giugno 2007.

Abbiamo sentito di essere stati chiamati, guidati e condotti in un clima di fratellanza e comunione, e questo ci ha fatto apprezzare ancora di più la bellezza di una Chiesa ricca di tante realtà spirituali, in cui ancora tanti giovani si impegnano col loro tempo e il loro entusiasmo a manifestare e testimoniare con la loro vita la gioia di essere cristiani!

Il nostro cammino, sia fisicamente che spiritualmente, ha voluto simboleggiare, seppur in minima parte, il cammino del popolo di Dio che porta con sè la fatica del viaggio, la intenzioni di preghiera che si hanno nel cuore…e la speranza e la gioia di raggiungere la meta.

In fondo la nostra vita è un pellegrinaggio in cui tutto può essere vissuto come “missione”…

Mandato missionario per 72 giovani: la cerimonia a Loreto con il Papa

Simona C. Farcas

Intervista a Simona C. Farcas, Romania

di Raffaele Iaria – Fondazione Migrantes

giugno 2007

Agorà dei giovani italiani - Pellegrinaggio previo lungo la via Lauretana, 31 maggio - 3 giugno 2007. Foto: Pasquale De Simone (Italia), Simona Cecilia Farcas (Romania)

Agorà dei giovani italiani – Pellegrinaggio previo lungo la via Lauretana, 31 maggio – 3 giugno 2007. Foto: Pasquale De Simone (Italia), Simona Cecilia Farcas (Romania)

In vista di Loreto 2007, Le chiedo cosa significa per Lei ricevere “il mandato” missionario direttamente dal papa

 Durante il pellegrinaggio previo ho riflettuto intorno a questo importante avvenimento che sarà l’incontro con il Santo Padre. Sono consapevole di avere risposto ad una “chiamata” che comporta il dovere assumermi una grande responsabilità di fronte a Dio e agli uomini, e nei confronti dei giovani, in qualità di ambasciatrice della parola di Cristo, direi, ed in particolar modo, nei confronti dei giovani romeni in Italia, i quali sono maggiormente esposti a ogni genere di aggressioni e violenze, che li porta ad un progressivo allontanamento dalla fede, dai valori, dalla famiglia, dalla Chiesa.

Ricevere “il mandato” missionario direttamente dal Santo Padre significa anzitutto accettare con umiltà di essere stata “scelta” per una missione importante e oggi più difficile che mai. Con il canto ho risposto insieme agli altri 71: Eccomi, Signore, io vengo…, quindi si compia in me la tua volontà. Questo mandato significa non farmi assalire dalla paura; mi sento incoraggiata ad esprimere apertamente e con coraggio i miei valori cristiani e vivere la fede senza timore, soprattutto attraverso l’esempio concreto.

 Come si sta preparando a questo appuntamento

 L’appuntamento di settembre con il Papa sarà senz’altro un grande avvenimento, il solo pensiero di essere una dei 72 mi dà una forte emozione: è un momento che mi accompagnerà per tutta la vita. Personalmente, mi sto avviando verso un cammino di preparazione che abbraccia vari aspetti. Nella mia vita intanto apparentemente non è cambiato nulla; tutto procede come prima, faccio le cose di sempre, ma ogni cosa che faccio ora, è accompagnata da alcuni elementi fondamentali: la preghiera, lo studio, l’ascolto, l’amore, la fiducia, il rispetto, il coraggio, la speranza, l’accettazione della croce…

E ancora: quale puo’ essere oggi il ruolo nella Chiesa, in Europa e nel mondo, dei giovani immigrati?

I giovani, anche i giovani immigrati, sono anzitutto una ricchezza, una grande risorsa per la Chiesa, per l’Europa e per il mondo. Il futuro è nelle mani dei giovani ed il nostro ruolo è di “costruire con coraggio l’Europa della speranza”, ce lo ha ricordato anche il Papa polacco nel 1995; avere il coraggio di sognare le cose in grande e riscoprire la vocazione originaria all’universalità. Anche i giovani migranti sono pieni di coraggio e di speranza, ognuno parte dalla propria terra con un sogno nel cuore.. Ma ognuno di noi ha bisogno di essere guidato lungo il cammino, ed una guida sicura per un giovane cristiano è certamente Cristo e il suo Vangelo.

L’Europa ha aperto i suoi confini, e dal 1 gennaio 2007 anche noi, giovani romeni, ci sentiamo più europei e vogliamo che questo allargamento non sia occasione di disorientamento o di conflitto, ma dia la possibilità di ritrovare se stessi nel confronto con gli altri. Noi giovani neo-europei vogliamo, anzi, dobbiamo “ridare all’Europa il sogno del mondo unito” ed esserne protagonisti e testimoni.

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