ROMA, GIORNATA DELLA MEMORIA: SIMONA CECILIA FARCAS RICORDA LE ORIGINI DI PAUL CELAN ALL’UNIVERSITÀ LA SAPIENZA


La Presidente dell’Associazione IRFI “Italia Romania Futuro Insieme”, su invito degli organizzatori, è intervenuta all’apertura dei lavori del Congresso internazionale dal titolo CELAN E I FILOSOFI. Poesia e Testimonianzaorganizzato il 27 gennaio 2010, ore 9.30-19.00, presso la  Facoltà di Filosofia, Villa Mirafiori  dell’Università La Sapienza di Roma.* 

Paul Celan

Paul Celan

Illustre Preside Marta Fattori,

Carissima prof.ssa Donatella Di Cesare,

Cari amici della poesia di Celan,

Sono lieta di poter essere qui con voi e partecipare a questo prezioso incontro su Celan nella Giornata della Memoria. Ringrazio la prof.ssa Di Cesare, per le parole di presentazione, e ringrazio gli organizzatori per l’invito, che ho accettato con grande emozione.

Chiunque si sia in qualche modo avvicinato all’opera e alla biografia di Celan –  il cui nome in realtà era Paul Pesach Antchel –  sa che era nato in Romania, nel 1920,  a Czernowitz; o come diciamo noi in romeno Cernăuţi, in Bucovina…, un territorio oggi diviso tra la Romania e l’Ucraina,  parte integrante della regione geografica Moldova. Per farci un’idea di cosa stiamo parlando cioè del luogo di nascita di Celan, nell’800, inizi 900, Cernăuţi era paragonata a una “mica Vienă”, “piccola Vienna”: <<Totul lasă impresia unui veritabil „oraş european”.>> (<<Tutto fa pensare ad una “città europea” autentica>>), leggiamo nel libro “Jidovul cămătar. Moldova şi Bucovina” („Jüdischer Wucherer, Moldau, Bukowina), del 1863, di Alexandru Pelimon.  „Aici –  spune scriitorul – se împart cunoştinte si se comunică ideile: aici se încălzesc inimile de focul patriei şi de amorul naţionalitătii, aici se sting urile şi certele cu alţi populi. Aici se fac toti fraţi şi se iubesc, pentru că unde e lumină piere discordia, cade prejudiciul, moare minciuna, trăind numai adevărul şi dreptatea!”. (1.)  “Qui  ( a Czernowitz) – racconta lo scrittore – si condividono conoscenze e si comunicano le idee: qui si accendono i cuori di fuoco per la Patria e di amore per la Nazione, qui si spengono gli odi e le guerre con altri popoli. Qui diventano tutti fratelli e tutti si amano, perché laddove c’è luce scompare la discordia, cade il pregiudizio, muore la bugia, lasciando viva solo la verità e la giustizia!”  Insomma allora,  stando a quanto riferito,  una sorta di Paradiso terrestre… Lo stesso Eugenio Coseriu, originario di Mihaileni (Moldova), grande linguista mondiale, nostalgico, ricorda questa regione come  un “gottgesegneten Streifen des rumänischen Bodens”: “lembo di terra benedetto da Dio” .(2.)

Simona Cecilia Farcas

Simona Cecilia Farcas Presidente dell’Associazione IRFI “Italia Romania Futuro Insieme”

Sono diverse le personalità di respiro internazionale che nacquero a Cernăuţi.  Roman Vlad, per esempio, il quale il 29 dicembre scorso ha compiuto 90 anni:  compositore e musicista, legato affettivamente e culturalmente all’Italia a partire dal 1938, è un  figlio di Cernăuţi; Roman Vlad è stato per molti anni Presidente della Siae e della Cisac (la Confederazione Internazionale delle Società d’Autori). Egli è  un esempio vivente dell’Europa unita: è nato nel 1919, in Romania. Italiano dal 1951.

Per quanto riguarda noi oggi, italiani e romeni insieme, credo che i nostri animi dovrebbero riscaldarsi dal fuoco per una Patria Europea comune, e la mia presenza qui ora vuole ribadire l’impegno dell’associazionismo per l’amicizia che lega la Romania all’Italia, in particolare la comunità romena residente nella nazione sorella, che attualmente conta circa un milione di lavoratori con le rispettive famiglie.

Prof.ssa Donatella Di Cesare presenta "Storia della Filosofia del Linguaggio" di Eugenio Coseriu. Dott.ssa Simona Cecilia Farcas

Prof.ssa Donatella Di Cesare, Ordinario di Filosofia a La Sapienza Università di Roma e Dott.ssa Simona Cecilia Farcas

Toccare il tasto “romeni in Italia” in questo periodo è diventato un po’ un tabù…  È stato sistematicamente fatto, dopo l’ingresso della Romania nell’UE, il primo gennaio 2007, un vero linciaggio  mediatico ai danni dei membri della comunità romena, per scopi puramente politico-ideologici.

Quando nelle attività sociali, culturali o professionali che mi trovo a svolgere,  riporto all’attenzione dei miei interlocutori  il fatto che anche Coseriu, Eliade, Ionescu, Celan… sono romeni, la risposta, nel migliore dei casi è: “chi è Coseriu? Ma, Eliade, Celan e Ionescu, non sono francesi?”.  No…

Questo, tra gli altri, è uno dei motivi per cui è nata l’Associazione IRFI “Italia Romania Futuro Insieme”, che ho l’onore di rappresentare:  valorizzare, coltivare e promuovere il dialogo, i rapporti interlinguistici ed interculturali e soprattutto la conoscenza tra italiani e rumeni, attraverso azioni concrete. Eventi culturali e musicali, spettacoli teatrali romeni con sopratitoli in italiano; inaugurazione di sezioni di libri in lingua romena presso le Biblioteche pubbliche a Roma, campagne di informazione per i doveri e diritti dei cittadini immigrati e ora comunitari, quali sono i romeni; campagne di donazione del sangue da parte dei membri della comunità romena in Italia e partecipazione alle opere di volontariato sociale e umanitario, religioso e laico. Inoltre, è stato firmato un protocollo d’intesa con Italia Lavoro, l’Agenzia tecnica del Ministero del Lavoro della Salute e della Solidarietà Sociale, con cui avvieremo campagne di informazione per i lavoratori e corsi di formazione professionale per cittadini romeni in Italia.

Nella Penisola risiedono legalmente circa un milione di nativi in Romania: 27.000 imprese commerciali con titolare romeno e oltre 100.000 bambini iscritti nelle scuole italiane. Come potevamo chiamare questa associazione se non “IRFI – Italia Romania Futuro Insieme”? Sentiamo la necessità di ri-educare in particolare le nuove generazioni ad acquisire una visione nuova, insegnare loro oltre i diritti e la libertà anche di coscientizzare i doveri e gli obblighi nei confronti della società, della nuova casa, della nuova Patria che ha accolto i loro genitori… una società che sta diventando sempre più aperta e multiculturale.

Bucovina

Bucovina

Tornando alla Bucovina di Celan,  pensiamo ad un territorio multiculturale e multilinguistico, che ha dato all’umanità diverse personalità culturali.   Celan è nato, come ricorda Coseriu, in un’area della Romania, la regione Moldava appunto, con “bestimmten Kulturtraditionen, wo eine lange Reihe von großen Persőnlichkeiten im Bereich der Kultur geboren wurde” (3.);   e parliamo di esponenti importanti della poesia e della letteratura, come Mihai Eminescu il poeta nazionale romeno (che visse e studiò proprio a Cernăuţi per nove anni), Ion Creangă, Mihail Sadoveanu, così come grandi musicisti del calibro di George Enescu e Ciprian Porumbescu etc.; dunque crogiolo latino-germanico-slavo, con presenze giudaiche e turche.

Eugenio Coseriu -  www.coseriu.de/

Eugenio Coseriu –
http://www.coseriu.de/

 Eugenio Coseriu (1921-2002), che fu contemporaneo di Celan (1920-1970),  raccontò in una famosa intervista in tedesco (1997) che a Cernăuţi vivevano insieme una decina di diverse etnie, ognuna custode delle proprie culture, ma Paul Celan (allora Antschel)  apparteneva alla dimensione culturale tedesca così come a quella romena e  parlava e scriveva correntemente il romeno non meno del tedesco: “lebten sogar um die zehn verschiedene Vőlker miteinander zusammen, alle mit ihrer eigenen Kultur, aber Paul Celan (damals noch Ancel), der unmittelbar dem deutschen Kulturkreis angehőrte, gehőrte zugleich zum rumänischen Kulturkreis und konnte rumänisch nicht weniger gut als deutsch.”(4.)

Mappa politica della Romania nel 1930

Mappa politica della Romania nel 1930

E’ in romeno infatti che, a Bucarest, per la prima volta vediamo comparire il primo testo a firma “Paul Celan” dal titolo, “Tangoul morţii” (“Tango della morte”), che il poeta intitolerà più tardi “Fuga Morţii” (“Fuga di Morte”). “Tangoul morţii” dunque venne pubblicato nel numero di maggio 1947 della rivista “Contemporanul“, accompagnato da una nota con la seguente spiegazione (la traduzione italiana mi appartiene): “Il poema, la cui traduzione pubblichiamo qui è ricostruito sull’evocazione di un fatto realmente accaduto. A Lublino, come in molti altri lagar nazzisti della morte, una parte dei condannati furono costretti a cantare “muzica de dor”, musica di nostalgia, mentre gli altri scavavano loro le fosse.”

La versione iniziale di “Tangoul morţii” Celan l’aveva tradotta dal tedesco insieme al suo amico romeno, Petre Solomon. Non perché sapesse meno il romeno…anzi, egli parlava e scriveva benissimo in diverse lingue: russo, italiano, ebraico, inglese, francese… Più tardi, Celan daterà la poesia “Bucureşti, 1945” anche se pare che egli avesse già composto una prima versione a Cernăuţi, a cui darà forma definitiva dopo il suo arrivo a Bucureşti e, così come precisò lui stesso, la traduzione fu fatta “in stretta  collaborazione” con Petre Solomon.  Il debutto poetico avvenne sotto lo pseudonimo Celan (ricavato dall’anagramma fonetica del suo cognome Antschel). “Tangoul morţii“, o “Fuga morţii” (Todesfuge), è una delle più celebri opere poetiche  contemporanee ed una delle più insistentemente analizzate dalla critica.

Todesfuge

 Oggi, è la Giornata della Memoria, in Italia come in Romania. Se mi permettete, leggerei una strofa di “Tangoul morţii”, in romeno:

 

Tangoul morţii

 de Paul Celan

Laptele negru din zori îl bem cînd e seară

îl bem la amiaz îl bem şi la noapte
îl bem şi îl bem
săpăm o groapă ‘n văzduh şi nu va fi strimtă
Un om stă în casă se joacă cu şerpii şi scrie
el scrie ‘n amurg în Germania, Aurul părului tău Margareta
scrie şi iese în prag scapără stelele ‘n cer el îşi fluieră cîinii
evreii şi-i fluieră el poruncă le dă ca să sape o groapă ‘n ţărînă poruncă ne dă să cîntăm pentru dans

Laptele negru din zori te bem cînd e noapte
la amiază te bem te sorbim dimineaţa şi seara
te bem şi te bem
Un om stă în casă se joacă cu şerpii şi scrie
el scrie ‘n amurg în Germania Aurul părului tău Margareta
Cenuşa părului tău Sulamith o groapă săpăm în văzduh şi nu va fi strimtă
El strigă săpaţi mai adînc iar ceilalţi cînţaţi
arma o ‘nşfacă, o flutură, albaştrii i-s ochii
săpaţi mai adînc iar ceilalţi cîntaţi pentru dans mai departe

Laptele negru din zori te bem cînd e noapte

te bem la amiază şi seara te bem
te bem şi te bem
un om stă în casă, aurul părului tău Margareta
cenuşa părului tău Sulamith el se joacă cu şerpii

El strigă cîntaţi mai blajin despre moarte căci moartea-i un meşter german
el strigă plimbaţi un arcuş mai ceţos pe viori veţi creşte ca fumul atunci
veţi zace ‘ntr’o groapă în nori şi nu va fi strimtă

Laptele negru din zori te bem cînd e noapte
te bem la amiaz e moartea un meşter german
te bem dimineaţa şi seara te bem şi te bem
e moartea un meşter german albaştrii i-s ochii
cu plumbul te improaşcă din plin şi adînc te loveşte
un om stă în casă aurul părului tău Margareta
cînii spre noi şi-i asmute ne dăruie-o groapă ‘n văzduh
se joacă cu şerpii visînd e moartea un meşter german

aurul părului tău Margareta
cenuşa părului tău Sulamith

Traducere din limba germană de PETRE SOLOMON

 

* * *

Tango della Morte

di Paul Celan

Nero latte dell’alba lo beviamo la sera
lo beviamo a mezzogiorno e al mattino lo beviamo la notte
beviamo e beviamo
scaviamo una tomba nell’aria là non si giace stretti.
Nella casa abita un uomo che gioca con i serpenti che scrive
che scrive all’imbrunire in Germania i tuoi capelli d’oro Margarete
lo scrive ed esce dinanzi a casa e brillano le stelle e fischia ai suoi mastini
fischia ai suoi ebrei e fa scavare una tomba nella terra
ci comanda ora suonate alla danza

Nero latte dell’alba ti beviamo la notte
ti beviamo al mattino e a mezzogiorno ti beviamo la sera
beviamo e beviamo
Nella casa abita un uomo che gioca con i serpenti che scrive
che scrive all’imbrunire in Germania i tuoi capelli d’oro Margarete
I tuoi capelli di cenere Sulamith
scaviamo una tomba nell’aria là non si giace stretti

Lui grida vangate più a fondo il terreno voi e voi cantate e suonate
impugna il ferro alla cintura lo brandisce i suoi occhi sono azzurri
spingete più a fondo le vanghe voi e voi continuate a suonare alla danza

Nero latte dell’alba ti beviamo la notte
ti beviamo a mezzogiorno e al mattino ti beviamo la sera
beviamo e beviamo
nella casa abita un uomo i tuoi capelli d’oro Margarete

i tuoi capelli di cenere Sulamith lui gioca con i serpenti

Lui grida suonate più dolce la morte la morte è un maestro tedesco
lui grida suonate più cupo i violini e salirete come fumo nell’aria
e avrete una tomba nelle nubi là non si giace stretti

Nero latte dell’alba ti beviamo la notte
ti beviamo a mezzogiorno la morte è un maestro tedesco
ti beviamo la sera e la mattina beviamo e beviamo
la morte è un maestro tedesco il suo occhio è azzurro
ti colpisce con palla di piombo ti colpisce preciso
nella casa abita un uomo i tuoi capelli d’oro Margarete
aizza i suoi mastini contro di noi ci regala una tomba nell’aria
gioca con i serpenti e sogna la morte è un maestro tedesco

i tuoi capelli d’oro Margarete
i tuoi capelli di cenere Sulamith

Paul Celan “Poesie” (a cura di Giuseppe Bevilacqua), Mondadori 1998

Grazie per la Vostra attenzione.

* Pubblichiamo l’intervento di Simona Cecilia Farcas Presidente dell’Associazione IRFI “Italia Romania Futuro Insieme”, all’apertura del Congresso internazionale CELAN E I FILOSOFI: POESIA E TESTIMONIANZA,  all’Università di Roma “La Sapienza” – Facoltà di Filosofia,  27 gennaio 2010.

  1. Revista română nr. 2 (56) / 2009
  2. “Die Sachen sagen, wie sie sind…”: Eugenio Coseriu im Gespräch. Di Johannes Kabatek,Adolfo Murguía,Eugenio Coseriu. Tubingen : Narr 1997, pag. 3. (N.B.: La traduzione mi appartiene).
  3. Idem.
  4. Idem, pag. 4.

 

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