FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA DALL’EST EUROPA: la parola alle artiste


Alexandra Croitoru, ROM_, 2004

Alexandra Croitoru, ROM_, 2004, c-print, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena



Nuove eroine pop: mercoledì 24 febbraio incontro con Alexandra Croitoru (Romania) e con Anetta Mona Chisa & Lucia Tkacova (Romania e Slovacchia), uno sguardo (critico) al femminile su società e costumi in rapida trasformazione

E’ tutto al femminile il prossimo incontro con i protagonisti della mostra Storia Memoria Identità. Fotografia contemporanea dall’Est Europa, a cura di Filippo Maggia , in corso sino al 14 marzo nell’ex ospedale Sant’Agostino (via Emilia Centro 228, Modena). Mercoledì 24 febbraio alle ore 18.30 interverranno presso gli spazi espositivi del Sant’Agostino tre giovani artiste, le due rumene Alexandra Croitoru e Anetta Mona Chisa e la slovacca Lucia Tkácová.

Alexandra Croitoru è nata a Bucarest nel 1975. Nel suo lavoro si serve di molteplici linguaggi per esplorare i luoghi comuni e gli stereotipi che caratterizzano la società contemporanea. Giocando sulla contrapposizione tra il passamontagna con il tricolore rumeno e i codici visuali globali tipici della moda e della pubblicità, la serie fotografica ROM_ (2004) guarda al tema dell’integrazione con cinica ironia: se da un lato l’artista chiama in causa il nazionalismo storico del suo Paese, dall’altro – inserendosi nel dibattito sull’ingresso della Romania nell’Unione Europea – denuncia le contraddizioni di un mondo globalizzato, formalmente aperto a tutti ma carico nella realtà di pregiudizi e discriminazioni.

Anetta Mona Chisa (Romania, 1975) e Lucia Tkácová (Slovacchia, 1977) collaborano dal 2000, entrambe mantenendo parallelamente una propria carriera individuale. Spesso caratterizzate da un taglio intimistico, le loro opere utilizzano l’ironia come espediente primario per la decostruzione di icone e abitudini sociali, delle quali mettono a nudo il funzionamento e i fondamenti economici. Come nel video Monument to Yesterday (2008), un provocatorio striptease goffamente interpretato da una donna di mezza età, che denuncia – prendendosene gioco – il perdurare di un modello di sessualità femminile improntato sui canoni del desiderio maschile.

L’incontro si svolgerà con l’ausilio di un interprete. L’ingresso è gratuito e non richiede prenotazione.

Il programma completo degli incontri e delle iniziative collaterali è disponibile online al link.

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