LA FORMAZIONE IN ITINERE E POST DIPLOMA NELLA PERIFERIA ROMANA


 

LA FORMAZIONE IN ITINERE E POST DIPLOMA NELLA PERIFERIA ROMANA

Invito conferenza5giu2010

 

Evento: Conferenza “La formazione in itinere e post diploma nella periferia romana”

Data: sabato 5 giugno 2010 dalle ore 16:00 alle ore 19:00

Luogo: Scuola Media Statale Martin Luther King di Roma

Via Emiliano Degli Orfini 38

Presentazione dell’evento:

La conferenza dal titolo “La formazione in itinere e post diploma nella periferia romana”, attraverso il confronto tra soggetti pubblici e del terzo settore, che vantano buone pratiche nell’ambito, intende rilevare e valutare la sua importanza e influenza ai fini dell’integrazione socio-culturale di studenti e/o lavoratori residenti nel territorio periferico di Roma.

Considerato il valore della formazione post-diploma, così come di quella in itinere, strumenti d’integrazione tra la preparazione scolastica e le conoscenze di natura pratica o specialistica, finalizzate all’origine di figure professionali particolari o a favorire un miglior uso del titolo di studio acquisito con attività di orientamento, questo momento di riflessione e discussione intende creare una piattaforma di collaborazione tra istituti operanti nel settore della formazione, che stimoli momenti di confronto con iniziative seminariali tra addetti ai lavori, come questa, o più fattuali con lo scambio di idee e proposte formative, occasioni di confronto costruttivo tra discenti e mondo del lavoro, orientamento e specializzazione per gli studenti della periferia romana.

Al termine della conferenza, scopo ultimo della stessa, i soggetti coinvolti firmeranno un protocollo d’intesa tra le parti per la costituzione di una rete che stimoli la vivacità di questo settore formativo.

Programma dell’evento:

ORE 16:00                   Apertura della Manifestazione

                                    Modera la dott.ssa Paola ZANONI

                                    Saluto delle Autorità intervenute

Davide BORDONI

Giovanni COLAGROSSI

Maria Laura FANTI

Don Isodor IACOVICI

Massimiliano LORENZOTTI

Roberto MASTRANTONIO

Nicola ZINGARETTI

ORE 16:30                  Esecuzione di brani musicali da parte degli studenti della Scuola di Musica ANEMOS

ORE 16:45                  Anemos: creatività, fattività, concretezza della cultura come strumento di crescita sociale e umana, prof.ssa Tina Russo (Presidente Associazione culturale ANEMOS)

ORE 17:15                   Interventi programmati

Tina RUSSO e L. Rino CAPUTO, presentazione del progetto Liceo delle Arti

Roberto CAO PINNA, 

Giuseppe Gaetano CASTORINA, L’eurolinguistica

Carlo CINI,

Ferdinando CITRINITI, Amici dell’I.T.I.S. Giovanni XXIII: il completamento della formazione istituzionale con percorsi formativi anche post-diploma.

DON VINICIO ALBANESI,

Simona FARCAS, La formazione come integrazione

Gabriele MARRONE,

Sara POMPILI, Le donne nella formazione

Tito Lucrezio RIZZO,

Francesco SAGONE, il progetto del Buon Samaritano

 

ORE 18:15                   Conferimento di riconoscimenti accademici (Norman Academy)

                                    Affidamento Assegno di Ricerca (Fondazione XXI Secolo)

ORE 18:30                   Firma del protocollo d’Intesa

                                    Presentazione del sito web “Spazio Telematico Comune del Convegno”

ORE 18:45                   Buffet

                                    Concerto di Musica moderna

COMITATO D’ONORE: Davide BORDONI – assessore alle Attività produttive al Lavoro e al Litorale del Comune di Roma, Roberto CAO PINNA – Fondazione XXI secolo, L. Rino CAPUTO – preside Facoltà di Lettere Università di Tor Vergata, G. Gaetano CASTORINA – direttore Dipartimento di Lingue per le politiche pubbliche – Università La Sapienza, Carlo CINI – Fondazione XXI Secolo – Impresa Sociale, Ferdinando CITRINITI – presidente Associazione Amici dell’I.T.I.S. Giovanni XXIII, Giovanni COLAGROSSI – consigliere Regione Lazio, DON VINICIO ALBANESI – Comunità Capodarco, Don Isodor IACOVICI – responsabile Comunità cattolica rumena a Roma,   Maria Laura FANTI – dirigente scolastico dell’I.C. Martin Luther King, Simona FARCAS – presidente IRFI onlus, Riccardo GIORDANI – gran cerimoniere della Norman Academy, Massimiliano LORENZOTTI – presidente del Municipio VIII, Gabriele MARRONE – Norman Academy, Roberto MASTRANTONIO – presidente del Municipio VII, Silvia PETTINI –  Associazione Amici dell’I.T.I.S. Giovanni XXIII, Sara POMPILI – Dipartimento di Teoria economica e metodi quantitativi per le scelte politiche,  – Università La Sapienza, Tito Lucrezio RIZZO – funzionario alla sicurezza della Presidenza della Repubblica, Tina RUSSO – presidente dell’Associazione culturale Anemos, Francesco SAGONE – presidente Cooperativa Santi Pietro e Paolo Patroni di Roma – Onlus, Nicola ZINGARETTI – presidente della Provincia di Roma.

Presiede il comitato d’onore: S.E.R. Card. Paul Poupard, Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Cultura.

Insieme, al di là della distanza


La condizione dei romeni migranti.

Genitori e figli, insieme, al di là della distanza

 

 

Intervento al Convegno

Left Behind.

La famiglia transnazionale e gli orfani bianchi nella Moldavia Romena.

 Anno europeo 2010 per la lotta contro la povertà e l’esclusione sociale[1].

 

 

Simona C. Farcas[2] 

 

 

  1. Premessa. I romeni e l’Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale

 

            Sono fermamente convinta che questo 2010 – Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale, rappresenta una importante occasione di riflessione anche sul fenomeno della povertà causata dalla mobilità del lavoro e può contribuire, grazie ad incontri come questo, ad una presa di coscienza pubblica sull’importanza del dialogo interculturale e delle azioni da intraprendere per insieme affrontare la lotta alla povertà, in particolare il fenomeno dei cosiddetti “orfani bianchi”, in Romania, generato – come è stato già detto – dalla emigrazione, o meglio, mobilità internazionale per motivi di lavoro.

Un segnale d’allarme è stato lanciato anche dall’Autoritatea Naţională pentru Protecţia Familiei şi a Drepturilor Copilului (ANPDC), l’organismo per la protezione dell’infanzia, che, nel 2009 ha rilevato 1.077 neonati abbandonati nei reparti maternità degli ospedali, mentre i minori sotto protezione statale sono 70.000.

            Se nel 2006 i romeni in età da lavoro localizzati nell’Europa dei 15, erano circa un milione, dopo l’ingresso della Romania nell’Unione Europea, avvenuta il primo gennaio 2007, sono quasi raddoppiati, arrivando nel 2010 a superare i 3 milioni, con i maggiori stanziamenti in Spagna e Italia[3]. A tuttoggi, i genitori romeni che si trovano in difficoltà economiche, preferiscono spostarsi verso Paesi come l’Italia e la Spagna, principalmente, per la grande affinità linguistica e culturale.

 

2. La condizione dei romeni migranti in Italia                            

            Al di là della suddetta premessa e osservazione generale, vengo al compito che mi è stato affidato nello specifico, ossia alcune riflessioni sulla condizione dei romeni migranti in Italia.

Come prima battuta, direi che si tratta di una condizione piuttosto avvantaggiata, se guardiamo il fenomeno dalla prospettiva italiana.

             La diversità, l’incontro tra romeni ed italiani e lo scambio culturale e di esperienze sono validi strumenti di evoluzione e di crescita. Per approffondire questo aspetto, rinvio al prezioso contributo dato dal Rapporto dell’Osservatorio ITRO, sulla percezione reciproca d’immagine tra italiani e romeni di Milano e da unproject work, dal titolo Il valore aggiunto nella cooperazione tra italiani e romeni”[4], realizzato da Unimpresa Romania – Osservatorio ITRO – Fondazione Università IULM di Milano.

I romeni in Italia, da 8.000 residenti nel 1990 sono arrivati a superare il milione nel 2010; nell’arco di 20 anni la comunità romena è diventata la più numerosa e, al contrario di quello che si dice, la meglio integrata nella Penisola italica.

Un notevole contributo all’orientamento nei servizi e all’inserimento lavorativo e alloggiativo, è stato dato ai nuovi arrivati, oltre che da parenti e amici precedentemente stanziati in Italia, soprattutto dalle parrocchie, dalle Caritas Diocesane, ma anche dalle associazioni dei romeni in Italia. Attualmente sul territorio italiano funzionano 136 parrocchie cristiano-ortodosse e 35 parrocchie cattoliche romene, che svolgono un ruolo fondamentale nella conservazione del patrimonio spirituale, linguistico e culturale, fondamentale per la conservazione delle proprie radici. Allo stesso modo, anche se in forme diverse, hanno contribuito le associazioni socio-culturali dei e per i romeni, presenti quasi in ogni comunità. Nel 2008, alcune associazioni hanno fondato la Federazione delle Associazioni dei Romeni in Italia, FARI, di cui ho l’onore di essere Presidente del Consiglio Federale, con l’obiettivo di offrire maggiore rappresentatività delle Associazioni presso le Istituzioni, aiutando e favorendo inoltre la costituzione di nuove strutture associazionistiche, per una migliore visibilità e un autentico progresso sociale.

Residenti in Italia, sono – secondo le stime Caritas – circa un milione e 110.000[5]: è romeno il 24,5 per cento degli immigrati nella Penisola. Il fenomeno della mobilità fra Italia e Romania è il più importante, numericamente, all’interno della Unione europea ed è una realtà divenuta oggetto di studio ormai da alcuni decenni.

Una presenza così consistente porta con sé un bagaglio di conseguenze ed effetti rilevanti. Ma ciò che più preoccupa è la percezione negativa diffusa dai media capillarmente a tutti i livelli della società italiana, che l’immigrazione, in genere, sia un problema per l’ordine pubblico, una sorta di invasione non voluta a cui si è costretti.

 Questa percezione, a mio avviso, va rovesciata. Guardiamo il bicchiere mezzo pieno, e dunque valutiamo in termini positivi la mobilità (non è corretto usare il termine “migrazione” quando ci riferiamo a cittadini dell’UE), cioè, consideriamo i romeni in Europa non un problema, ma una risorsa a cui attingere. Ed è così, in effetti: i dati sulla comunità romena in Italia ci parlano di una comunità onesta, laboriosa, intraprendente, socialmente integrata nelle famiglie e nelle imprese italiane. Solo nel 2008 – per dare qualche dato – sono stati assunti ben 175.000 lavoratori romeni, questo dato rappresenta il 40 per cento dei nuovi contratti fatti agli immigrati. Ma, i miei connazionali sono anche imprenditori: mettono in piedi 9 mila ditte all’anno, per un totale, a maggio del 2009, di 28 mila. Assicurano inoltre un notevole apporto di contributi previdenziali (1 miliardo e 700 milioni di euro l’anno) e pagano circa 1 miliardo di tasse. Per non dire che fra i matrimoni misti, la nazionalità femminile più frequente per uno sposo italiano è quella romena (2.506 casi nel 2008 su un totale di 18mila). Lo ha appena diffuso l’Ismu, istituto milanese di ricerca sull’immigrazione[6]. Una condizione avvantaggiata, è l’integrazione nella pubblica istruzione: sono 105 mila i ragazzi che frequentano le scuole italiane e 50 mila i bimbi romeni nati in Italia a partire dal 2000.

L’interscambio tra Italia e Romania, e mi avvio verso la conclusione, supera gli 11,5 miliardi di euro con un avanzo per l’Italia di oltre 1 miliardo. Si tratta del doppio di quanto l’Italia ha con il Giappone, una volta e mezzo quanto ha con l’India e la metà rispetto a colossi come la Cina e la Russia[7].

            Ci sentiamo dunque di affermare che la mobilità dalla Romania verso l’Italia rappresenta l’elemento che contraddistingue in generale i cosiddetti “emigranti per intraprendenza” dagli “emigranti per disperazione”. I romeni portano con sé non solo i valori e la voglia di lavorare, di scoprire, di creare nuovo benessere, tanto per riprendere un concetto del famoso sociologo Domenico De Masi, ma anche il desiderio di “concretizzare piani irrealizzabili nella terra di origine, venendo a contatto con persone e luoghi inconsueti, capaci di alimentare la creatività con punti di vista differenti”. Un “romeno intraprendente” in Italia è stato, per fare un solo esempio, il Prof. Dr. Giuseppe Costantino Dragan (1917-2008), fondatore della Fondazione Europea Dragàn, che ha una sede proprio qui a Milano, e imprenditore della ButanGas SpA.

 

3. La condizione dei romeni migranti e gli orfani da migrazione

 

Ma, prima di concludere veramente, lasciatemi dire che, oltre l’intraprendenza e il desiderio consapevole di compiere il proprio destino altrove, c’è un’altro motivo che spinge tanti romeni, in particolare i genitori, ad emigrare, lasciando a casa marito/moglie e figli, ed è il bisogno. È la necessità economica ciò che provoca il disagio per le famiglie e sopratutto per l’infanzia, determinando il fenomeno, oggetto dell’incontro di oggi, dei cosiddetti orfani da migrazione. Questa condizione è, a mio avviso, una decisamente svantaggiata non solo per i romeni migranti, ma anche per l’intera società civile.

Da uno studio pubblicato dalla Fondazione Soros Romania[8], emerge che ci sono all’incirca 350.000 bambini in Romania, i cui genitori (uno o entrambi) sono andati a lavorare all’estero; i dati, confermati da UNICEF, vedono un’intera generazione di bambini affidata alle cure di parenti lontani e vicini di casa. Ma appena il 7% dei genitori che vanno all’estero per motivi di lavoro lo dichiara alle autorità competenti, come vorrebbe la legge rumena. In tal modo i figli restano senza tutela legale, sottoposti a rischi, abusi e quant’altro.

Come condizione svantaggiata, inoltre, consistente è in Italia il tributo dei cittadini romeni quanto a incidenti sul lavoro: nel 2008, secondo lo studio della Caritas, ne hanno subiti 21.400, 48 dei quali mortali.

 

4. Genitori e figli, insieme, al di là della distanza

 

Per riprendere il nostro discorso, dobbiamo riconoscere che il contatto tra genitori e figli è insostituibile. Abbiamo verificato tra servizi sociali romeni e italiani, che ciò che determina nel bambino sentimenti di frustrazione, è che egli si sente la causa del suo dolore, poiché il genitore è lontano per contribuire alla sua educazione, scolarizzazione e al suo sostentamento. Questo sentimento comporta, nei figli un atteggiamento di “colpevolizzazione”. Ma l’assenza del genitore è devastante per il bambino, e di questo ci diranno di più i nostri ospiti dalla Romania. Tuttavia, non possiamo dire alle mamme e ai papà: “tornate a casa”. L’Europa è la nostra “casa comune”, e in Italia, i romeni sono una popolazione richiesta per via della latinità e per le ragioni sopra espresse. Il problema qui è come cercare di ri-costruire questo rapporto a distanza.

            Oggi, le nuove tecnologie, la società della comunicazione, le reti digitali, consentono di abbattere le distanze e creare ambienti, sia pure virtuali, dove, tuttavia, le affettività possono circolare sulla base dei bisogni. Oltre a questi, vi sono tutti i rapporti di interscambi a livello di famiglie e di mobilità adolescenziali, che possono dare luogo a forme di riavvicinamento alla famiglia, le quali, se ben articolate, sono oltretutto una opportunità di ampliamento dei propri confini di conoscenza ed esperienza.

            Su questo credo che le forze sociali e i rispettivi governi devono fare un intenso lavoro di affiancamento ai romeni migranti e agli “stranieri” entranti, anche per dare sempre maggiori forme di organizzazione alle mobilità dei popoli, che sono il fenomeno imprescindibile che noi conosciamo del nuovo secolo nell’era della globalizzazione. In particolare, ripeto, le nuove tecnologie, e mi riferisco ai new-media e ai social network, come facebook, twitter, che praticano tutti, dal Presidente Obama allo studente, possono essere la piattaforma di studio di altre forme organizzative di incontri in cui creare “ambienti solidali”, “stanze da gioco e da divago familiare”, in pratica, mi riferisco a un contatto genitori-figli, che non rincari la dose dell’assenza, ma quella della presenza, ludica e divertente, che vedrebbe altrimenti il bambino e l’adolescente, spesso, protagonista solitario davanti al suo computer.

            Non penso affatto a una famiglia virtuale a distanza, penso occorra fare lo sforzo di limitare le occasioni di spersonalizzazione che la rete come insidia ci tende. Ma invece, ipotizzo momenti di contatto accrescitivi di conoscenza, di attività, di svago per superare i sentimenti negativi e di mancanza, e stabilire momenti felici di co-partecipazione.

            Tra gli altri, e concludo veramente, come ha notato proprio questi giorni anche Giorgio Bocca[9], uno dei massimi giornalisti e conoscitori della comunicazione italiani: “Il computer è il gioco preferito dei bambini, la loro droga, la loro quotidiana dipendenza. Mi ricordano gli anni della fanciullezza e del mio infantile bisogno di giocare: la famiglia, nonni e genitori, gli anziani, erano a tavola per terminare in santa pace i pasti, e noi ragazzi già con l’orecchio teso a raccogliere le voci e i colpi del pallone dei nostri amici che giocavano nel cortile. Adesso – continua Bocca – vedo figli e nipoti tesi, come noi allora, sempre per un gioco, ma diverso, tecnologico, il gioco del computer”. Insomma, si tratta di unire l’utile al dilettevole.

            Tutto questo, può essere applicato anche alle necessità oggettive dei figli, dalla scuola alla sanità. Dobbiamo far sì che telefonini, computer, che ormai circolano abbastanza abitualmente, siano utilizzati per far diventare una lontananza una occasione diversa, moderna e di sviluppo. Con una battuta, mi piacerebbe che la Romania non fosse solo un popolo di lavoratori nel mondo, ma anche un Paese che sa mettere i propri sentimenti in rete.


[1]               * Testo dell’intervento svolto al Convengo Left Behind. La famiglia transnazionale e gli orfani bianchi nella Moldavia Romena. Anno europeo 2010 per la lotta contro la povertà e l’esclusione sociale. Uffici della Commissione europea, Rappresentanza a Milano, 26 maggio 2010.

[2]              L’Autrice è ideatrice e fondatrice dell’Associazione IRFI onlus, Italia Romania Futuro Insieme (2006) www.irfionlus.org, e co-fondatrice della FARI, Federazione delle Associazioni dei Romeni in Italia (2008) www.faritalia.it. Si è formata a Roma, presso il Collegio Teutonico di S. M. dell’Anima e alla LUMSA Università di Roma dove si è laureata con una tesi sul Pensiero linguistico di Eugenio Coseriu, ha inoltre compiuto studi tecnici e commerciali. Si è occupata di formazione manageriale applicata ai servizi. Svolge attività di consulenza e progettazione a Enti pubblici e associazioni. È attiva nel mondo del volontariato da diversi anni. Si è occupata dell’organizzazione e gestione di programmi culturali, sociali, educativi e informativi per la comunità romena in Italia, tra cui: varie sezioni di Libri in Lingua Romena nelle Biblioteche di Roma (2008); organizzazioni di Tavole Rotonde sul tema Le comunità romene in Italia (vol. Romania. Immigrazione e lavoro in Italia. Statistiche, problemi e prospettive) realizzata dal Consiglio Italiano per le Scienze Sociali (CSS) – Ethnobarometer; ha promosso l’Indagine sull’inserimento lavorativo delle immigrazioni qualificate provenienti dalla Romania realizzata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR); ha organizzato gli incontri tra Italia Lavoro – L’Agenzia Tecnica del Ministero del Lavoro e l’associazionismo dei romeni in Italia, nell’ambito del Programma Mobilità Internazionale del Lavoro (2009).

[3]                 “Dossier Caritas/Migrantes” 2008

[4]               In evidenza le imprese romene in Italia, su http://www.osservatorioitro.net/

[5]               953.000, secondo l’ISTAT, al 1 gennaio 2010

[6]               Vedi anche “L´Italia e il boom dei matrimoni misti” di Corrado Giustiniani , su http://www.adiantum.it/

[7]               Fonte: Unimpresa Romania

[8]               Il mercato del lavoro di Romania ,Monica Şerban Alexandru Toth –Soros 2007)

[9]               “Il computer? Una droga per figli e nipoti, Il Venerdì di Repubblica, nr. 1156, del 14 maggio 2010, p. 13

La condizione dei romeni migranti nell’Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale


LA CONDIZIONE DEI ROMENI MIGRANTI
Genitori e figli, insieme, al di là della distanza
Simona C. Farcas – FARI, Federazione delle Associazioni dei Romeni in Italia

Convegno “LEFT BEHIND”
Mercoledì 26 maggio 2010
Palazzo delle Stelline – Corso Magenta, 59 Milano – Uffici della Commissione Europea

Dopo l’ingresso della Romania nell’Unione Europea, avvenuta il primo gennaio 2007, la mobilità internazionale dei romeni in età da lavoro è quasi raddoppiata, arrivando oggi a superare i 3milioni, con i maggiori stanziamenti in Spagna e Italia.

I romeni in Italia, da 8.000 unità nel 1990 sono arrivati a circa un milione 200.000 nel 2010; nell’arco di 20 anni la comunità romena è diventata oggi la più numerosa e la meglio integrata nella Penisola italica.

Quella dei romeni migranti è una condizione decisamente avvantaggiata, se vista dalla prospettiva italiana: producono 9 mila ditte all’anno, per un totale, a maggio del 2009, di 28 mila. L’interscambio tra Italia e Romania supera gli 11,5 miliardi di euro con un avanzo per l’Italia di oltre 1 miliardo di euro. Pagano circa 1 miliardo di tasse. Hanno dato vita a 136 nuove parrocchie cristiano-ortodosse e 35 parrocchie cattoliche romene. 100 associazioni socio-culturali e una rete associazionistica, la FARI – Federazione delle Associazioni dei Romeni in Italia.

La condizione dei romeni migranti nel 2010 – Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale, è una decisamente svantaggiata, se vista dalla prospettiva romena. Basterebbe considerare, in particolare, il numero di 350.000 “orfani bianchi”, causa la massiccia mobilità internazionale dei genitori per motivi di lavoro.
Il contatto genitori-figli è insostituibile, e l’Europa è la nostra “Casa comune”. Come cercare di ri-costruire questo rapporto a distanza? Dopo un’analisi degli effetti della migrazione, le difficoltà e le aspirazioni, l’autrice avanza proposte di soluzioni concrete affinché genitori e figli possano essere insieme, al di là della distanza.

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“LEFT BEHIND”, convegno sul tema degli orfani bianchi nella Moldavia rumena


 

locandina: 2010-05-26_Convegnoorfanibianchi_AlberodellaVita

L’Albero della Vita organizza per mercoledì 26 maggio l’incontro “LEFT BEHIND”, un convegno sul tema degli orfani bianchi nella Moldavia rumena.

La Moldavia (o Moldova) è una delle regioni più povere della Romania, dalla quale provengono molti degli emigrati rumeni. Molte famiglie, costrette dalla povertà, partono verso condizioni di lavoro più favorevoli, lasciando a casa i bambini. Questa massiccia emigrazione ha generato nel paese il fenomeno degli “orfani bianchi”.

Il convegno permetterà nella mattinata di approfondire il profilo della famiglia transnazionale, di entrare nel contesto rumeno, e di conoscere la condizione delle famiglie rumene migrate in Italia. Nel pomeriggio verrà presentato l’intervento progettuale avviato da L’Albero della Vita insieme ai suoi partner rumeni a sostegno degli orfani bianchi in Moldavia; inoltre vi saranno alcune testimonianze dirette di famiglie rumene in Italia. Un dibattito conclusivo offrirà l’opportunità di portare alla luce buone pratiche e nuove prospettive di intervento.

Per maggiori dettagli sul programma, vedere il documento allegato.

Il convegno è a numero chiuso. Per partecipare, è necessario iscriversi compilando il modulo allegato e inviandolo a convegno.orfanibianchi@alberodellavita.org
A iscrizione avvenuta sarà inviato un voucher di ingresso personale con il quale presentarsi il giorno dell’evento.

Data: mercoledì 26 maggio 2010
Registrazione partecipanti: 9.15
Orari convegno: 9.45 – 17.30
Luogo: Palazzo delle Stelline – Corso Magenta, 59 Milano – Uffici della Commissione Europea
Per informazioni: 02-92276218 –  convegno.orfanibianchi@alberodellavita.org

Eugenio Coseriu, Storia della filosofia del linguaggio


Edizione italiana a cura di Prof.ssa Donatella Di Cesare.

La “Storia della filosofia del linguaggio”, uno dei  libri più attesi e di maggior successo di Coseriu,  è il risultato di una serie di lezioni tenute a Tübingen nel 1968-69 e nel 1970-71. Più che una storia, è un grande dialogo con i filosofi da cui si delinea la sua riflessione. “Per Coseriu i suoi libri sono sempre stati null’altro che il precipitato, quasi occasionale e provvisorio, di un pensiero sempre in divenire che non smetteva di interrogare e interrogarsi”.

Dopo una parte introduttiva volta a legittimare, sui sentieri di Heidegger, ma anche di Humboldt e di Hegel, la domanda filosofica sul linguaggio, Coseriu accompagna il lettore in una esplorazione affascinante che comincia nella Grecia di Platone. I capitoli su Aristotele, su Leibniz e su Vico sono senza dubbio i momenti culminanti; celebre è la critica a Chomsky.

La “Storia della filosofia del linguaggio” di Coseriu è ormai, a tutti gli effetti, un “classico”, inteso non come modello soprastorico, ma “eminente dell’essere storico”, perché  nel trascorrere del tempo conserva del passato un “non-passato” che lo rende contemporaneo ad ogni tempo”. In questo senso, dobbiamo dire che la “Storia della filosofia del linguaggio” di Coseriu, non è una “storia”, ma è una “filosofia del linguaggio”.(Vedi l’Introduzione, “Coseriu e la domanda filosofica sul linguaggio”, di Donatella Di Cesare)

 

Dettagli del libro

 

Rassegna Mobilità 07/05/2010


Le notizie della settimana
*Proseguono sul territorio i workshop informativi rivolti alle Associazioni
dei migranti del programma La Mobilità Internazionale del Lavoro
*Unioncamere: circa 10 mila imprese “straniere” in più nel 2009. Nonostante
la crisi, crescono le imprese individuali di imprenditori immigrati nati
fuori dall’Ue
*Provincia di Roma: “Così vicine, così lontane”: mostra itinerante sul
mondo di colf e badanti. Per dar voce a colf e badanti, protagoniste
indiscusse del sistema familiare italiano
*La Conferenza permanente di Enna dedicata alla tutela dei minori stranieri
*L’Anci chiede al più presto un “Piano di azione nazionale per
l’integrazione di Rom e Sinti”

Storie e riflessioni migranti
*Sindaco di Castel Volturno incita alla rivolta contro i migranti. Un
appello di associazioni, cattolici e centri sociali

L’esperto risponde
*Servizio di assistenza legale infomobilita@italialavoro.it Permesso di
soggiorno per attesa occupazione

Rete migrante in Italia: i protagonisti
*Semi di Culture, associazione di promozione sociale

Le opportunità sul territorio italiano per i cittadini stranieri
*Verona: bando per partecipare alla prova d’esame per l’abilitazione di
accompagnatore turistico
*Bergamo: fino al 30 giugno il bando di concorso per l’assegnazione di case
popolari
*Comune di Uboldo (Va) avviso pubblico per la ricerca di personale per lo
svolgimento di lavoro occasionale accessorio

Migrazione e rifugiati nel mondo
*Repubblica Centrafricana: 1.100 nuovi rifugiati trasferiti in un campo
nella zona sud del Ciad

Gli appuntamenti
*Milano 10 maggio 2010 “Per un’integrazione possibile”. Presentazione della
ricerca: “Processi migratori e integrazione nelle periferie urbane”

Buona lettura  e buon fine settimana.

N.B. Per essere aggiornati sul Programma “La Mobilità Internazionale del Lavoro” e ricevere la newsletter “Rassegna Mobilità” potete inviare un messaggio di posta elettronica a infomobilita@italialavoro.it indicando gli indirizzi email da aggiungere.