UE:UNA FEMMINISTA ROMENA ISPIRA L’EUROPA


Michaela Miroiu

Michaela Miroiu, Romania
Proprio come Don Chisciotte, anche Michaela Miroiu sembra non smettere mai la ricerca dell’avventura. Professore di filosofia sotto la Dittatura di Ceausescu, dopo il 1989 divenne una delle difenditrici più esplicite dei diritti delle donne in Romania. Miroiu ha detto che durante il dominio sovietico, i libri, i liberi pensatori e la conoscenza sono stati la sua fuga – e ora, sono il combustibile che mantiene acceso il suo percorso. Nonostante il riconoscimento internazionale per la sua ricerca e diverse borse di studio per studiare all’estero, è sempre tornata in Romania, dicendo: “Ho imparato come  fanno gli altri e lo portai con me. “

(€UROITALIA – ROMA, 12.01.2010). Women inspiring Europe: vengono da luoghi diversi come Svezia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Spagna, Portogallo, Polonia, Bulgaria, Romania, Finlandia e Malta.

Nonostante la loro diversa origine, ogni pagina del calendario racconta una storia che ha un tema ricorrente: la lotta contro la discriminazione femminile. 

Nuovo anno, nuovi calendari.

Calendari di tutti i tipi, fatti da uomini ma soprattutto da donne. Ma questa volta non si tratta del solito “calendario”, nell’accezione particolare con cui è usato il termine per indicare il più delle volte una raccolta di foto di nudo, di donne che mettono in mostra il loro corpo in varie pose per illustrare i dodici mesi in maniera del tutto sessuale e trasgressiva.

Qui invece abbiamo sotto gli occhi donne vestite, che non esibiscono le loro forme, ma le loro storie di vita e le loro attività. Si tratta del calendario 2011 dell’Eige, l’istituto europeo per l’uguaglianza di genere (European Institute for Gender Equality), l’organismo legato all’Unione Europea per promuovere l’uguaglianza tra uomini e donne e per contrastare le discriminazioni, nel cui sito si scrive che “nonostante la loro diversa origine, età e storia personale, in ogni pagina tutte raccontano una storia che ha un tema ricorrente: gli sforzi che ogni donna deve fare, per rompere l’invisibile muro di discriminazione che ancora oggi ostacola la piena realizzazione del potenziale e delle aspirazioni femminili”.

Rappresentano l’orgoglio delle donne del vecchio continente. Women inspiring Europe è il concorso promosso dall’Eige che ha bandito per la prima volta questa gara virtuosa tra i 27 paesi membri dell’Unione per individuare, tra molte candidature, le 12 vincitrici, una per mese. Tra di esse c’è anche una donna con grave disabilità: la maltese Rita Vella, a significare la parità di opportunità che la società e la politica devono riconoscere a tutte le donne.

Rita Vella è affetta da distrofia muscolare ed è di nazionalità maltese ed è stata Segreteria dell’EAMDA, la Federazione Europea delle Associazioni impegnate sulle malattie neuromuscolari. Le altre sono di cittadinanza tedesca, polacca, svedese, inglese, portoghese, bulgara, spagnola, finlandese,e di volta in volta top manager, studiose, donne di legge, funzionarie europee, sportive (la primatista mondiale di triathlon Chrissie Wellington), una ex primo ministro (la portoghese Maria de Lourdes Pintasilgo) e tutte più o meno direttamente impegnate in iniziative per la difesa dei diritti delle donne. È presente anche un’italiana (a gennaio, apre l’anno). Si chiama Francesca Brezzi, è una filosofa che insegna all’università di Roma 3 e si occupa della dimensione di genere nella ricerca filosofica. Commenta: “che ci sia una filosofa italiana mi ha riempito di gioia, ma mi ha ricordato quanto disse Marguerite Yourcenar entrando all’Académie de France, dove era stata nominata, prima e unica donna: “Ripenso alle tante donne senza voce e senza storia ….”».

Secondo quanto emerso nel corso dei seminari che hanno preceduto la presentazione del calendario alla stampa, si è concordato che è fondamentale il coinvolgimento dell’intera società, uomini compresi, per infrangere le barriere alla piena realizzazione del potenziale femminile. L’introduzione di forme ‘soft’ di quote rosa è vista come uno dei mezzi per raggiungere questo fine, anche se non vengono ritenute una panacea. Fondamentale è invece il coinvolgimento delle generazioni più giovani e la loro educazione all’uguaglianza.

L’Eige sta già pensando all’edizione 2012 del calendario: le candidature sono state aperte il primo dicembre e lo rimarranno fino al 31 maggio 2011. E, come ha suggerito scherzosamente Cristina Gallach ex-portavoce del segretario generale della Nato e dell’Ue Javier Solana, “viste tutte le donne meritevoli che ci sono, si dovrebbe pensare a un calendario di 365 pagine”. (Michela Madonna)

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