21 MARZO, NORCIA CELEBRA IL PATRONO D’EUROPA


 

Mons. Renato Boccardo, Arcivescovo di Spoleto-Norcia

Mons. Renato Boccardo, Arcivescovo di Spoleto-Norcia

(€UROITALIA – NORCIA, 21 marzo 2011). A pochi giorni dalla Fiera Internazionale del Tartufo e settimana enogastronomica nursina, la città di Norcia torna oggi a celebare il grande Patriarca del monachesimo occidentale che ivi ebbe i natali. Com’è antica tradizione, fin dal  primo medioevo Norcia onora San Benedetto – Patrono d’Europa, per volontà del Pontefice Paolo VI, nel giorno di inizio di primavera, con il Pallio delle contrade, ville e castelli del contado.

La manifestazione che coniuga le celebrazioni liturgiche presiedute da S. E. Rev.ma l’Arcivescovo di Spoleto-Norcia Mons. Renato Boccardo, già Segretario del Pontificio Consiglio per i Laici, al Pallio di contrade, ville e castelli secondo le leggi e tradizioni dell’antica repubblica, ai momenti squisitamente storico-culturali, comprende la sfilata dei costumi tradizionali propri di magistrature, uffici e milizie, dei gonfaloni e vessilli del territorio, dei tamburini e musicanti. A folklore e tradizione si aggiungono momenti artistici, musicali, espositivi dei prodotti tipici locali, esaltando la bellezza dei luoghi e la ricchezza della vita religiosa, spirituale, culturale, civile e di solidarietà delle popolazioni della montagna umbra e di tutta la Valnerina, che si riconosce nel culto del grande Santo, con la sua forte identità regionale.

(di Simona C. Farcas)

Norcia, Basilica di San Benedetto Abate, Patrono d'Europa

Norcia, Basilica di San Benedetto Abate, Patrono d'Europa

 

Napoli/commemorato Biagi a 10 anni dal “Libro bianco” sul mercato del lavoro


Coat of arms of Provincia di Napoli, Italy

Image via Wikipedia

(€UROITALIA – NAPOLI, 21 MARZO 2011). I contributi alle imprese per l’inserimento al lavoro e i contratti di apprendistato per i più giovani, sono stati alcuni dei temi al centro del convegno “Politiche attive volano per l’occupazione e lo sviluppo, esperienze di governance positive e replicabili” svoltosi a Napoli lo scorso 16 marzo, a dieci anni dal “Libro bianco” sul mercato del lavoro scritto da Marco Biagi.

Ministero del Lavoro, Italia Lavoro, i rappresentanti della Regione Campania e gli assessori al Lavoro delle Province campane, hanno fatto il punto sulle iniziative di politica attiva del lavoro e delle migliori esperienze fin qui realizzate dalle Province per l’inserimento al lavoro delle fasce deboli. “Sulle linee guida indicate dal Piano Triennale del Ministero del Lavoro e sulla sfida riformatrice lanciata proprio dieci anni fa da Marco Biagi – ha ricordato Paolo Reboani, presidente e amministratore delegato di Italia Lavoro – Italia lavoro è al fianco, come soggetto attuatore, degli enti che stanno portando avanti il Piano per il lavoro della Regione Campania. Dobbiamo abbandonare l’impostazione assistenzialistica per promuovere politiche attive orientate ai bisogni delle imprese, dei disoccupati e dei giovani, facendo ricorso agli incentivi per le aziende e valorizzando l’apprendistato e la formazione dei giovani. Per quanto riguarda le liste dei disoccupati – ha aggiunto Reboani – lavoreremo anche sul precariato, ci sono situazioni più difficili per il ritorno al lavoro soprattutto per gli adulti, mentre per i giovani ci sarà il contratto di apprendistato che essenzialmente sarà uno strumento per accedere al mondo del lavori”.

L’intervento di Reboani ha ricevuto un positivo riscontro da parte di Severino Nappi, assessore al Lavoro della Regione Campania, che ha ricordato come “il piano di azione per il lavoro ha messo in campo risorse e progetti nuovi che cambiano radicalmente il volto della questione lavoro nella Regione Campania. Tra le esperienze concrete spicca il progetto InLa2 che ha generato in Campania 1.200 assunzioni di cui il 70% a tempo indeterminato”.

Marilù Galdieri, assessore al Lavoro della Provincia di Napoli, ha parlato di “un percorso nuovo una rete dove insieme al governo si spera nei prossimi mesi di portare i primi risultati positivi assicurando tutta la vigilanza necessaria per evitare percorsi preferenziali e dare ai cittadini la massima trasparenza sulle attività svolte”.

ITALIA LAVORO/Per uscire dalla crisi l’Europa punta sulla formazione


http://italia-lavoro-news.mag-news.it/nl/italialavorospa_link_1378.mn?mnq=GgK.BN.I.fa7q(€UROITALIA – ROMA, 21 marzo 2011). La crisi ha bruciato milioni di posti di lavoro: secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro, il mondo conta ora 34 milioni di disoccupati in più rispetto al 2007, all’inizio della crisi finanziaria. Di poco inferiore la stima del direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn. In Europa la disoccupazione è in lieve diminuzione (a gennaio i disoccupati erano poco più di 23 milioni), dopo il massimo toccato a ottobre, ma la ripresa appare stentata, anche perché i paesi europei non possono realizzare politiche economiche espansive di entità simile a quelle degli Stati Uniti: i vincoli del patto di stabilità sono stringenti.

Tuttavia, dovendo far fronte a una vera e propria emergenza sociale, i maggiori paesi europei sono riusciti comunque a reperire tra le pieghe dei bilanci risorse tali da invertire il trend. Le politiche del lavoro hanno assorbito una quota importante di queste risorse: la Spagna, il paese che ha più sofferto la crisi e il cui tasso di disoccupazione ha superato il 20%, ha investito lo 0,53% del Pil in incentivi e l’1,84% in politiche passive del lavoro; significative le percentuali della Francia (rispettivamente 0,6% e 1,2%), mentre relativamente basse sono quelle del Regno Unito (0,5% e 0,05%). Una strada percorsa da molti paesi (ad esempio Francia, Germania e Paesi Bassi) è stata quella della riduzione dell’orario di lavoro: aziende e sindacati si sono accordati per diminuire le ore di lavoro e le retribuzioni, e in qualche Stato, come Germania e Svezia, i lavoratori hanno usufruito di un contributo pubblico per integrare il salario decurtato; anche il nostro paese tradizionalmente utilizza uno strumento di questo tipo (la cassa integrazione) e il governo ne ha esteso l’impiego anche ad alcuni settori non industriali. Un’altra via è aumentare il reddito disponibile dei lavoratori attraverso la riduzione del prelievo fiscale, del carico contributivo e l’aumento degli assegni familiari o di altri trasferimenti (Francia, Germania e Paesi Bassi).

La Spagna è stata tra i grandi paesi quello che più ha puntato su politiche rivolte alle imprese: bonus contributivi a favore di datori di lavoro per nuove assunzioni; bonus di 1.500 euro per l’assunzione a tempo indeterminato di disoccupati con figli a carico e bonus pari al 100% dei contributi assicurativi e previdenziali (per un massimo di tre anni) per datori di lavoro che assumono un disoccupato da almeno tre mesi. È difficile però valutare l’efficacia di queste misure: queste potrebbero essere un “peso morto”, come rileva anche il Rapporto della Fondazione di Dublino, poiché le aziende in molti casi avrebbero comunque assunto, a prescindere dall’esistenza o meno di questi incentivi. Secondo lo stesso rapporto le misure che sembrano aver meglio risposto alla crisi sono quelle incentrate sulla formazione, sia rivolte ai disoccupati (ad esempio le misure di accompagnamento in Francia, quelle di coaching per disoccupati che avviino attività in proprio in Germania), sia rivolte ai lavoratori di specifici settori, come in Spagna.

Da notare come la crisi abbia costituito l’occasione per alcuni paesi, tradizionalmente generosi in fatto di ammortizzatori sociali, di sposare la logica del workfare: nei Paesi Bassi sono state rafforzate le misure di attivazione per l’inserimento lavorativo dei giovani tra 18 e 27 anni ed eliminati i sussidi di disoccupazione per chi non dimostra di cercare attivamente lavoro. Per sconfiggere la crisi sarà necessario che la strategia Europa 2020 produca gli effetti desiderati. Gli Stati europei hanno elaborato i programmi nazionali di riforma: se questi saranno realizzati e il meccanismo di controllo della Commissione sarà effettivamente sanzionatorio, le probabilità di riprendere un sentiero di crescita in grado di far uscire l’Europa dalla crisi sono alte. Se invece i discorsi programmatici saranno lettera morta, non resterà che sperare nella locomotiva cinese e nelle magnifiche sorti e progressive.

Fonte: Italia Lavoro Informa

LIBRI/Prossima uscita:”Latte” di Renilde Mattioni


€UROITALIA – ROMA, 21 marzo 2011. “Uscirà ad aprile “Latte” di Renilde Mattioni, giovane scrittrice emergente di “casa nostra”. Il romanzo – come ci racconta l’autrice – nasce in un primo momento come soggetto per un film, ma rimane nel cassetto per diverso tempo, fino all’incontro con la Fermenti Editrice (piccola, ma consolidata casa romana); da quel momento la Mattioni lavorando sul testo, arricchito da considerazioni profonde e personali, arriva a “Latte”, un’opera narrativa piuttosto breve, che con poche pagine e uno stile decisamente asciutto, porta il lettore a riflettere sulle debolezze dell’essere umano, sull’importanza che nella vita hanno i dettagli e le piccolezze. Una storia ricca di immagini, che ha come sfondo una Roma sotterranea e affascinante (infatti gran parte della storia si svolge sotto la metro della città) che si fa sentire tra le righe come parte fondamentale del testo. La protagonista, una giovanissima Teresa, ci racconta la sua storia di sedicenne in maniera disillusa e poco convenzionale, lasciando però spazio al sentimento e all’introspezione.

Nel caso non fosse esposto ovviamente sarà possibile ordinare il libro in tutte le librerie da Aprile.

E. F.

 

MILANO/CHE COS’È, E NON È, LA DONNA: CONCETTO E STEREOTIPI DI FEMMINILITÀ


FED

 

mercoledì 30 marzo 2011, alle ore 17.00

Fondazione Europea Dragan

via Larga 11 – Milano

conferenza della

PROF.SSA NICLA VASSALLO

Docente di Filosofia teoretica

Università degli Studi di Genova

 

intitolata “Che cos’è, e non è, la donna: concetto e stereotipi di femminilità”

 

 

Nuovo incontro presso la Fondazione Europea Dragan mercoledì 30 marzo 2011, alle ore 17.00, con la prof.ssa Nicla Vassallo che conduce una riflessione sul concetto di femminilità nel corso della conferenza intitolata “Che cos’è, e non è, la donna: concetto e stereotipi di femminilità”.

 

La conferenza chiude il ciclo “Donne e Società”, nell’ambito dell’attività seminariale organizzata dalla Fondazione Europea Dragan in collaborazione con il Centro UNESCO Milano per l’anno accademico 2010/2011.

 

La conferenza, a ingresso libero fino ad esaurimento posti, si terrà presso le sale conferenze, in via Larga 11, a Milano, tel: 02 583 71 400.

(€UROITALIA – MILANO, 21 marzo 2011)