CL° DELL’UNITA’, ONORIAMO LA REAL CASA CHE FECE LA PATRIA UNA, LIBERA E INDIPENDENTE!


Riceviamo e pubblichiamo la lettera del Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni, in occasione delle cellebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.

Prof. Fernando Crociani Baglioni

Prof. Fernando Giulio Crociani Baglioni

(€UROITALIA – ROMA, 24 MARZO 2011)
Cari amici,

il 150° dell’Unità d’Italia suscita grande emozione e toccanti ricordi in ogni italiano, di ogni età, ceto, opinione  e condizione. Ometto in questa nota i ricordi personali, in quanto contenuti nell’ultimo mio libro di storia familiare;  ma mi è caro rammentare quando, 50 anni fa…, il 17 di marzo 1961, nel Centenario, ricevetti alla scuola media Virgilio, celebrandosi la ricorrenza con tutta la scolaresca,  preside e  insegnanti,  un volumetto storico contenente anche i testi dello Statuto Albertino del Regno del 1848, i Patti Lateranensi del 1929 e la Costituzione della Repubblica del 1948; libretto che gelosamente custodisco; ed issai al balcone di casa il tricolore della Patria !  La bandiera, dopo 50 anni, è tornata a sventolare da quel  medesimo balcone, come vi sventolò in altre ore liete e tristi per la Patria e per la mia famiglia, nel tempo trascorso…

Vorrei ricordare ai molti amici e amiche, giovani e meno giovani, che non può esservi oggi, 2011, miglior modo per ricordare il Risorgimento della Patria e tutta la nostra identità nazionale e di vita comunitaria civile, se non rendendo giusto onore alle salme dei Re d’Italia abbandonate nel corso di sei decenni in terre straniere, e restituirle alla gloria e alla memoria dei posteri nel Pantheon romano. Molti non sanno incolpevolmente  e si domandano perchè al Pantheon ? Perchè al Pantheon vi fu sepolto il Padre della Patria Re Vittorio Emanuele II, il Re Umberto I, e la Regina Margherita prima Regina d’Italia; e simboleggia tutto il nostro retaggio risorgimentale. E’ dunque giusto, legittimo, opportuno che ivi, sotto l’insegna della Corona ferrea, che fu cinta dai Re longobardi nel primo Regno che fu detto d’Italia nel primo millennio, vengano sepolti il Re Vittorio Emanuele III, il Re Soldato della Vittoria di Vittorio Veneto, la Regina Elena di Savoia Petrovich Niegosh del Montenegro, che Pio XII appellò Regina della Carità,  il Re Umberto II, e la Regina Maria Josè di Savoia Saxonia Coburgo Gotha del Belgio. E ciò per rispetto alla memoria storica, che oggi gli Italiani desiderano condivisa e senza più odi, nè rancori, nè recriminazioni. Il tempo trascorso ha lenito le ferite delle divisioni proprie del secolo il più tragico della storia umana: con due guerre mondiali, che gli storici definiscono ora un’unica tremenda guerra civile europea con decine di milioni di morti, olocausti, persecuzioni ideologiche e razziali, stermini di massa, guerre fratricide e fanatismi ideologici.  Dunque come ignorare la Real Casa che fece l’Italia 150 anni fa ? E come dimenticarne la dinastia che simboleggia tutto questo percorso storico ? Auspico che il ministero in carica, godendo del consenso amplissimo del popolo italiano, ma godendo su queste attese anche del consenso di gran parte dell’opposizione, così come fu  nel 2002- umanitariamente – per l’abolizione, dopo 54 anni,  dell’esilio dei Savoia vivi, si degni di archiviare  oggi, 2011, l’esilio dei Savoia morti ! Auspico altresì da studioso della materia, che il governo della Repubblica decreti il riconoscimento delle onorificenze cavalleresche della Real Casa di Savoia, così come si fece già da  almeno un decennio per decreti ministeriali, e per sentenze della magistratura da 65 anni, per quelle delle Case preunitarie italiane.  Come sarebbe assurdo e ingiusto se la Repubblica Italiana accordando autorizzazioni all’uso di onorificenze dinastiche preunitarie, continuasse ad ignorare quelle della Casa Reale che ebbe maggiori meriti in quanto  fece l’Italia, la nostra Patria, una, libera e indipendente; quella Patria comune, di cui noi e i nostri figli siamo, grazie a Dio,  gli eredi.

Cordialmente, vostro,

Fernando Giulio Crociani Baglioni

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