ROMA/”Dracula, Principe Vlad Ţepeş, governante severo ma giusto.” Intervista a Iulia Boroianu, OVIDIO onlus


Portrait of Vlad Ţepeş (ruled 1455-1462, 1483-...

Image via Wikipedia

“Il Principe Vlad è un personaggio importante per la storia europea, la cui vera epopea risulta estremamente affascinante, ma poco conosciuto, persino dimenticato dagli stessi europei.  Molto amato dal popolo romeno, che vede in lui l’esempio di un governante severo, ma giusto.”

(€UROITALIA – ROMA, 5 maggio 2011 – Simona C. Farcas). Sabato 7 maggio 2011 alle ore 17:45 presso la prestigiosa sede dell’Accademia di Romania in Roma a Valle Giulia (Piazza Jose’ de San Martin no. 1), verrà presentato un originale progetto di spettacolo musical per far conoscere la vera storia del Principe Vlad III Ţepeş, meglio conosciuto come “Dracula“, il personaggio storico della Transilvania del 1400, il cui ruolo nella storia europea è generalmente poco noto. L’evento dal titolo “La vera storia del Principe Vlad Ţepeş Dracul” è ad ingresso libero ed è organizzato dall’Associazione socio-culturale italo-rumena “Ovidio” di Chieri e da “Meccaniche Artistiche“, un’associazione culturale torinese che riunisce artisti emergenti di varie discipline, con il sostegno della FARI – “Federazione delle Associazioni dei Romeni in Italia” e di IRFI onlus – “Italia Romania Futuro Insieme“, patrocinato da Regione Piemonte,  Comune di Chieri, Ambasciata di Romania in Italia, Consolato Generale di Romania a Torino e Accademica di Romania in Roma, che ospita la presentazione del progetto culturale, con l’intento di sganciare il Principe Vlad III Ţepeş dalla figura del “vampiro” più famoso al mondo, com’è maggiormente conosciuto, immagine rafforzata soprattutto grazie al famoso romanzo di Bram Stoker.

Attraverso il progetto “VLAD”, gli organizzatori desiderano restituire al pubblico la vera storia del Principe e Impalatore Vlad Ţepeş, e intendono farlo con un grande spettacolo in forma di musical il cui debutto è previsto a Constanta in Romania per l’autunno prossimo.

In una intervista esclusiva pubblicata dall’Agenzia giornalistica EUROITALIA, la Presidente dell’Associazione “Ovidio” di Chieri (TO), Iulia Boroianu racconta del progetto sulla storia del principe Vlad come frutto della collaborazione tra Italia e Romania:

Simona C. Farcas: “VLAD” è il progetto spettacolo musical sulla vera storia del principe Vlad frutto della collaborazione tra Italia e Romania: di cosa si tratta?

 Iulia Boroianu: “Il progetto di spettacolo in forma di musical ha lo scopo di far meglio conoscere un personaggio molto importante per la storia europea, ma per lo più sconosciuto, se non per quanto riguarda le avventure del famoso vampiro di Bram Stoker.”

Simona C. Farcas: Quando è nata l’idea del progetto e chi sono gli organizzatori?

Iulia Boroianu: “Il progetto è nato nel 2008 dalla collaborazione tra Meccaniche Artistiche, un’associazione culturale torinese che riunisce artisti emergenti di varie discipline e OVIDIO, associazione socio-culturale italo-rumena di Chieri. Col tempo si sono uniti al progetto L’Università di Constanta, Facoltà di Arte e il teatro dell’Opera di Constanta (Romania).”

Simona C. Farcas: Che cosa vi ha spinto a mettere in scena un musical così ambizioso?

Iulia Boroianu: “Il Principe Vlad è un personaggio storico importante per la storia europea ma dimenticato dalla stessa, a causa di una serie di eventi che racconteremo nel nostro lavoro. E’ un personaggio molto amato dal popolo romeno che vede in lui l’esempio di un governante severo, ma giusto. E’ importante per la storia Europea per il baluardo posto a difesa degli estremi confini orientali contro l’avanzata ottomana. E’ un personaggio la cui vera storia risulta estremamente affascinante, forse più delle vicende del vampiro immaginato da Bram Stoker, e che perciò vale la pena far conoscere ad un vasto pubblico, soprattutto perchè l’argomento non è ancora stato trattato in questa forma da nessuno.”

Simona C. Farcas: L’Associazione OVIDIO è molto attiva nel Piemonte, di cosa si occupa?

Iulia Boroianu: “L’Associazione Culturale e Sociale italo-romena “Ovidio” – Onlus svolge ed organizza attività finalizzate all’integrazione ed all’inserimento nel tessuto sociale piemontese degli immigrati, rivolgendosi in particolar modo alla comunità Romena.Tali finalità vengono perseguite con la realizzazione di incontri, convegni con le Istituzioni Locali e con i rappresentanti della Questura, delle organizzazioni sindacali ed i rappresentanti del governo romeno.Inoltre sono attive collaborazioni con enti del territorio come la protezione civile o le agenzie per il lavoro finalizzate all’inserimento degli immigrati nel mondo produttivo e lavorativo.A queste attività si affianca l’organizzazione di eventi culturali finalizzati a mantenere viva la cultura e l’arte romena in tutte le loro manifestazioni. Particolare attenzione vengono date alla lingua, alle manifestazioni teatrali e culturali legate alla danze popolari ed al teatro con collaborazioni anche in ambito scolastico, al fine di creare momenti di incontro della comunità romena e tra la comunità romena e quella italiana, per favorire scambi culturali e integrazione.L’ambito territoriale interessato da tali attività è costituito dal comune di Chieri, dove vive una folta comunità romena stimata in oltre 1500 persone, senza dimenticare i territori limitrofi e la città di Torino, alla quale l’Associazione rimane legata per motivi storici (costituzione) ed operativi (ad esempio collaborazioni con il Centro Interculturale e con l’Associazione Terra del Fuoco).L’attività dell’Associazione Ovidio, ha portato sul territorio chierese e piemontese nel corso degli ultimi quattro anni, gruppi di assoluta eccellenza nel panorama artistico romeno. Tra questi ricordiamo: il gruppo folcloristico „Datina” di Cluj (luglio 2005) la corale „Collegium Cantorum Nicolae Oancea” di Bucarest (novembre 2005), la partecipazione al „Festival internazionale del teatro di Strada” di Chieri con “Brezaia” dell’Università di Arte di Iasi “Gorge Enescu” (giugno 2006), il coro „Psalmodya Transilvanica” di Cluj (novembre 2006), il coro maschile „Corul Barbatesc” di Finteusu mare (novembre 2007) ed il coro di bambini „Allegretto” di Bucarest. Senza dimenticare lo spettacolo tatrale “O seara la Tanase” che ha portato al Teatro Nuovo di Torino oltre mille spettatori per applaudire stelle del calibro di Stela Popescu ed Alexandru Arsinel, e la manifestazione “Floarea Tineretii” (giugno 2009) che ha permesso l’esibizione a Chieri ed a torino in piazza Castello di due gruppi folcloristici di ragazzi provenienti dalla Romania. Sono stati approvati e finanziati progetti dal MAE e si è avuto accesso ai Fondi Regionali Europei con i quali sono stato organizzati corsi di informatica di base, project management e leggi in materia di immigrazione. Da quattro anni a questa parte l’Associazione sta lavorando in collaborazione con l’Associazione “Meccaniche Artistiche” al progetto multidisciplinare “Vlad” finalizzato alla realizzazione di una coproduzione italo-romena, un “musical” incentrato sulla vera storia del principe Vlad III Tepes. Nell’ambito di questo progetto è stato firmato un accordo di partenariato con l’Università Ovidius e con il Teatro di Opera e Balletto di Constanta. Accordo che ha portato nel mese di aprile a Torino 12 ragazzi iscritti all’ultimo anno della Facoltà di Teatro, ragazzi che hanno messo in scena due spettacoli (uno in italiano ed uno in romeno) finalizzati a raccogliere fondi e giocattoli da destinare ai bambini disabili ospiti dell’Ospedale e dell’orfanotrofio di Constanta. Il frutto di questa raccolta sono quasi 800 euro e 35 chilogrammi di giocattoli che verranno consegnati in occasione della Pasqua il 24 aprile.
Altra iniziativa è il “Gran Tour della Romania”, un viaggio che porterà circa 30 italiani in Romania dall’1 all’11 luglio a scoprire le meraviglie di questa terra, per promuovere la vera immagine della Romania (le iscrizioni sono aperte fino al 10 maggio).”

Simona C. Farcas: Secondo lei, Italia e Romania sono due popoli fratelli uniti da cosa…?

Iulia Boroianu:  “La lingua, il poeta Ovidio, le comuni radici latine…”

Simona C. Farcas: Attraverso questo tipo di iniziative pensate di avvicinare le due nazioni sorelle?

Iulia Boroianu: “E’ importante conoscere la cultura dei paesi che formano l’unione europea, se vogliamo costruire una vera europa unita. Conoscere significa trovare cose in comune, conoscere significa prendere consapevolezza delle differenze e considerarle un’arricchimento e una scoperta, significa infine cancellare la paura del “diverso” perchè si ha paura solo di ciò che non si conosce.”

Simona C. Farcas: La cultura, la musica può contribuire a costruire una Patria europea, nostra Casa comune?

Iulia Boroianu: “Indubbiamente sì, ed è per questo che abbiamo pensato a questo progetto.”

Simona C. Farcas: Cosa dovrebbe fare l’Europa? Quale futuro e quali speranze?

Iulia Boroianu: “L’Unione Europea dovrebbe essere più incisiva nel risolvere le problematiche in materia economica nel difficile tentativo di creare le premesse per una crescita delle condizioni di vita e dei salari dei paesi “in ritardo” rispetto alla media europea. Ma questo non si può fare senza una maturazione della classe politica e dirigente dei paesi di appartenenza.”

Simona C. Farcas: Presentare un personaggio storico attraverso il musical: può essere una nuova forma di fare educazione…di riavvicinare i giovani a conoscere la storia?

Iulia Boroianu: “Sicuramente sì… meglio potrebbe fare il cinema… ma ci stiamo pensando.”

Simona C. Farcas Quanto è difficile organizzare eventi culturali oggi? Per organizzare un evento del genere, di quali risorse vi avvalete?
Iulia Boroianu: “E’ molto difficile! Se si pensa che sono anni che stiamo lavorando a questo progetto che vedrà la luce solo alla fine del 2011 e in Romania! Fino ad ora è stato tutto lavoro prestato volontariamente dai soci delle associazioni. Cerchiamo degli sponsor.”

Simona C. Farcas: I romeni in Italia sostengono le iniziative culturali organizzate dalle Associazioni?

Iulia Boroianu: “Sì, ma non come fanno altre comunità. Infatti la maggior parte dei romeni non ha ancora preso coscienza del fatto che forma una comunità. I romeni, pur essendo legati alle loro origini, devono ancora maturare appieno il significato di cosa vuol dire essere comunità, di cosa vuol dire fare volontariato, cosa significa e quale è il ruolo di un’Associazione no profit senza scopo di lucro.”

Simona C. Farcas: Quali obiettivi per il futuro?

Iulia Boroianu: “Ovviamente il debutto del VLAD, poi si spera di poterlo portare in tour in tutta l’Europa e naturalmente innanzi tutto in Italia.. Inoltre, creare sezioni in lingua straniera nelle biblioteche piemontesi.”

——-
Intervista a cura di Simona C. Farcas alla Presidente dell’Associazione culturale italo-romena OVIDIO per l’Agenzia giornalistica EUROITALIA, 5 maggio 2011. 

Scarica il programma:VLAD

Annunci

3 commenti su “ROMA/”Dracula, Principe Vlad Ţepeş, governante severo ma giusto.” Intervista a Iulia Boroianu, OVIDIO onlus

  1. La vera storia del Principe Vlad Ţepeş Dracul. Sabato, 7 maggio ore 17.45 all’Accademia di Romania in Roma
    https://futuroinsieme.wordpress.com/2011/04/14/roma-dracula-la-vera-storia-del-principe-vlad-tepes-dracul-il-7-maggio-allaccademia-di-romania-in-roma/

    Presentazione del progetto “Il Principe Vlad Tepes Dracul” a cura dell’Associazione Meccaniche Artistiche
    https://futuroinsieme.wordpress.com/2011/05/02/dracula-laccademia-di-romania-in-roma-ospita-la-presentazione-del-progetto-%E2%80%9Cil-principe-vlad-tepes-dracul%E2%80%9D/

    GLI ORDINI CAVALLERESCHI ROMENI NELLA STORIA
    http://www.facebook.com/note.php?note_id=161472080579607

  2. APPUNTAMENTO A SIGHISOARA, CITOFONARE DRACULA
    di Roberto Barbolini, dal sito http://www.panorama.it

    Sighisoara è una città transilvana di circa 30 mila abitanti, dove si respira ancora l’odore del medioevo. Schaessburg la chiamavano i mercanti sassoni che l’abitavano e commerciavano con l’impero ottomano, vessati da Vlad tepes, l’Impalatore( 1430-1476), il Dracula storico, noto per la sua ferocia sanguinaria.
    Tracce evidenti della cultura germanica si mescolano alle radici magiare che si intrecciano con l’influsso romeno oggi preponderante, risalente a sua volta agli antichi Daci sconfitti dai Romani al tempo dell’imperatore Traiano. Ma è il medioevo il periodo d’oro che ha fatto di Sighisoara la “Cetatea de vis”, la città del sogno, dove le vestigia del passato storico – testimoniato dalla svettante Torre dell’Orologio e dalle altre torri che costellano la cinta muraria, edificate a spese delle varie corporazioni (macellai, pelliciai, barbieri, ecc.) – si mescolano alle tracce di Vlad Tepes che leggenda vuole sia nato qui, nella casa dove suo padre Vlad Dracul abitò tra 1431-1435.
    Di sicuro il vero Dracula soggiornò a Sighisoara nel 1476, l’anno della sua morte. Questo basta a fare della città un luogo sacro ai vampirologi di tutto il mondo, che vi si radunano annualmente a convegno. Il prossimo appuntamento è fissato dal 12 al 14 maggio del 2010. Grande importanza riveste anche il festival medievale che si tiene ogni anno l’ultima settimana di luglio. Informazioni storiche e turistiche sono disponiibili su http://www.muzeusighisoara.com. L’accoglienza alberghiera è garantita dall’Associazia turistica Sighisoara. Si va da hotel di lusso come il 5 stelle Fronius Residence (www.froniusrecidence.ro) al 4 stelle Korona (www.hotelKorona.ro), a confortevoli pensioni come la medievaleggiante Vila Franka (www.sighisoara-tourism.com). Voli low-cost per Cluj-Napoca, da cui si dista 160km, sono disponibili da Orio al Serio con la compagnia Wizz Air.

    ALTRO CHE TWILIGHT! SONO ANDATO A CASA DI DRACULA, QUELLO VERO
    di Roberto Barbolini, dal sito http://www.panorama.it

    “Chi non muore si rivede” è solo un detto banale, caro alle nonne. Ma vi assicuro che nella terra di Dracula, il non-morto per eccellenza, assume tutto un altro sapore. È per questo che, al saluto del mio amico Vittorio, non ho potuto fare a meno di sobbalzare. Dopo dieci anni che non ci vedevamo mi è sembrato più magro e decisamente ringiovanito. Ho provato a buttarla sullo scherzo: “Ti sei sparato un tir di Gerovital?”. Ma l’amico si è limitato ad un sorrisetto immortale. Io e Diego ci siamo rivolti uno sguardo d’intesa, come a dire: si comincia bene.
    Vittorio Ballarotti è un artista che non vuole essere definito tale e a un certo punto è scomparso dalla circolazione, ritirandosi “in volontario esilio” (così gli piace dire) a Sighisoara, la città natale di un certo Vlad Tepes in arte Dreacula. Proprio lui: il voivoda valacco (1430-1476), grande impalatore di turchi e non solo, che una leggenda dura a morire, originata dalla sua ferocia sanguinaria, ha associato alla mitologica figura del vampiro. La colpa, o il merito, è del soprannome: Draculea, ereditato dal padre Vlad Dracul, cavaliere dell’ordine del Drago e principe di Romania per volontà dell’imperatore Sigismondo di Lussemburgo. Bella lezioncina di storia, direte voi. Me la ripasso mentalmente mentre filiamo nella notte verso Sighisoara, Schaessburg per i mercanti sassoni che l’abitavano nel medioevo commerciando con l’impero ottomano. Vittorio e Aurelian Varvara sono venuti a prenderci all’aeroporto di Cluj-Napoca, capitale della Transilvania e grande polo universitario. Il fatto che sia anche la città natale del re ungherese Mattia Corvino, che tenne Vlad Tepes per 12 anni a Budapest in una prigione scavata sotto il Danubio, è decisamente una piccola ironia della Storia.
    Finalmente arriviamo. Sighisoara di notte, con la splendida Torre dell’Orologio e il municipio e le altre torri illuminate che si stagliano nel perimetro fortificato della città vecchia, è un colpo d’occhio che non si dimentica. La suite della pensione Vila Franka ha un suo confortevole incanto finto-medievale. Ma tutto questo non è sufficiente a tranquillizzarmi.
    Ricordate il Dracula di Bram Stoker? Jonathan Harker arriva al castello transilvano del Conte per vendergli casa a Londra. E fin qui tutto bene: già Voltaire diceva che i veri succhiasangue, ossia capitalisti e banchieri, vivono nelle grandi metropoli. Ma io, stanco dei neovampiri rosè stile Twilight, mi sonno fatto trascinare in un’impresa impossibile: rivendere Dracula, quello vero, a casa sua. La mia fama di vampiromaniaco italiano, propalata da Ballarotti mi ha fruttato un invito al Rotary di Sighisoara per dissertare sul tema: un po’ come parlar di corda in casa dell’impiccato. O cercare di esportare cioccolata e orologi a cucù in Svizzera.
    Eppure: “Te la caverai” mi rassicura Vittorio, nell’inquietante bric-a-brac d’oggetti che affastellano i quattro piani della sua casa a filo delle mura di Sighisoara, all’altezza della Torre dei Pellicciai. L’ha tirata su pian piano partendo da due porcilaie e una latrina. Adesso è un museo del tempo perduto che Diego non si stanca di fotografare, dove s’affastellano binocoli e carrozzine, cetre e violini, ampolle faustiane e civette impagliate, mappamondi e maschere demoniache, libri rari e macchine tessili, ritratti di Cecco Beppe e aeroplanini giocattolo.
    A vivere in mezzo a tutto quel passato, Ballarotti è diventato profeta: in qualche modo al Rotary riuscirò a cavarmela ciarlando di Stoker, Le Fanu, Varney il vampiro malinconico, ma anche delle origini modenesi di Christopher Lee, il più celebre Dracula dello schermo, discendente per parte di madre dai nobili Carandini.
    Il giorno dopo, è già l’ora degli addii, “Salutami la triste e generosa Milano” fa Ballarotti, richiudendo la grata della sua prigione-museo. Mentre Aurelian, gentile come sempre, riaccompagna me e Diego a Cluj, non so ancora che l’associazione Transilvania-Dracula ha deciso di invitarmi al prossimo congresso mondiale sul vampiro, che si terrà a Sighisoara dal 12 al 14 maggio del 2010. Dalla maglietta-ricordo di mio figlio Vlad Tepes sogghigna in silenzio.

    Vedi anche: http://www.ordinedeldrago.it/html/dragonews.asp?id=28

  3. Vlad III Ţepeş l’Impalatore, ispiratore di Dracula il Vampiro di Bram Stoker

    Vlad III Dracula

    Vlad III Dracula (1431-1476) è conosciuto anche come Vlad Ţepeş o Vlad l’Impalatore. Fu Principe di Valacchia nel 1448, dal 1456 al 1462 ed infine nel 1476. Nacque in Transilvania a Sighişoara come figlio di Vlad Dracul (che regnò nel 1436-1442 e nel 1443-1447) a sua volta figlio illegittimo di Mircea il Vecchio (1386-1418). La Storia della sue gesta è stata fonte di ispirazione per lo scrittore irlandese Bram Stoker che nel 1897 pubblica il romanzo Dracula (il vampiro), libro poi sfruttato come libera interpretazioni in numerosi successivi film. Il nome di Vlad Dracul derivava dall’appartenenza all’Ordine del Drago, un ordine segreto, che aveva un drago come simbolo, creato nel 1387 dal re d’Ungheria Sigismondo (successivamente diventato Imperatore del Sacro Romano Impero) con il fine di proteggere gli interessi del Cattolicesimo e lottare contro i Turchi.

    Casa natale di Dracula a Sighişoara
    […]
    http://www.romaniantours.com/dracula.html
    Palazzo di Dracula a Târgovişte
    […]
    http://www.romaniantours.com/dracula.html

    Castello di Dracula a Poenari
    […]
    http://www.romaniantours.com/dracula.html
    Tomba di Dracula a Snagov
    Il legame tra Dracula ed il re di Ungheria si deteriorò e Mattia Corvino invase la Valacchia ed imprigionò Dracula a Buda, dove passò quattro anni di prigionia (1462-1466), sostituito al trono dal fratello Radu il Bello. Nel 1474, anche grazie all’influenza di Stefano il Grande, Dracula venne riabilitato e gli venne assegnato il comando di un esercito con il quale si batté nuovamente contro i Turchi, ma nel 1475 Dracula fu ucciso in circostanze misteriose ed il suo corpo sepolto in fronte all’altare del Monastero di Snagov, su di un’isola vicino Bucarest. In 1935, a Snagov venne esumato un corpo riccamente vestito, ma decapitato, un destino toccato a Dracula, la cui testa si dice sia stata inviata in dono al Sultano.

    Castello di Bran
    L’avversità dei mercanti Sassoni nei confronti di Vlad contribuì a diffondere in occidente la leggenda dell’Impalatore, che portò Bram Stoker nel 1897 a scrivere il romanzo di Dracula il Vampiro. Il romanzo, peraltro, fu ambientato in Transilvania, dato che il nome di “paese oltre la foresta” era più suggestivo per l’ambientazione della storia. Stoker, infatti, usò Vlad solo come fonte d’ispirazione e la sua storia si svolse nell’area della Bistritza ed il castello si trova nei Carpazi vicino il passo di Bârgau).

    Altro luogo legato a Vlad è il Castello di Bran, vicino a Braşov, normalmente chiamato come Castello di Dracula, ma che è stata solamente una delle residenze del principe.

    Fonte: http://www.romaniantours.com/dracula.html

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...