SANGALLI, IL TERZIARIO AL CENTRO DELLA RISPRESA ITALIANA


Assemblea Generale  2011 di Confcommercio

Assemblea Generale 2011 di Confcommercio (Foto: confcommercio.it)

Roma, 23 giugno 2011, Assemblea della Confcommercio Imprese per l’Italia, Auditorium della Conciliazione.

Le difficoltà del settore che negli ultimi anni ha avvertito in modo sensibile gli effetti della crisi economica, potranno essere superate attraverso un’adeguata valorizzazione delle rilevanti risorse professionali e imprenditoriali di cui esso dispone, cosi da innalzare i livelli di produttività e di occupazione rispetto a quelli attuali. E’ convinzione condivisa che ai pubblici poteri competa favorire e assecondare il conseguimento dell’obiettivo di uno sviluppo sostenibile, con particolare riguardo alle piccole e medie imprese anche a carattere familiare, che rappresentano una componente essenziale del sistema economico nazionale, grazie al patrimonio di flessibilità, creatività e spirito di sacrificio che le caratterizza. ….. In questa prospettiva è  importante proseguire nella collaborazione…delle imprese del settore ai fini di una più efficace  interlocuzione con le istituzioni e per contribuire ad elaborare un progetto comune di sviluppo economico per il nostro paese…”. Le nobili parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano hanno acceso l’entusiasmo del’Assemblea che in piedi intonava l’inno di Mameli. Assolutamente inconsueto quanto toccante il pathos che si levava dai presenti in una assemblea Confcommercio. Forti i riferimenti del Presidente Carlo Sangalli al 150° anniversario dell’unità d’Italia, ed allo spirito patriottico repubblicano degli imprenditori del terziario italiano. Pronti a compiere i loro doveri e sacrifici verso il bene pubblico rilanciando l’impresa, senza piagnistei… Contrasto all’evasione, all’elusione e al debito pubblico, agli sprechi, alle mafie e alla criminalità organizzata. Federalismo istituzionale e  fiscale, riduzione della spesa pubblica e della pressione fiscale; snellimento delle province, perequazione e solidarietà. Sangalli concludeva: “è tempo di decidere e di fare, è tempo di responsabilità per una società più attiva e per i giovani”. Scroscianti gli applausi dell’Assemblea, presente mezzo Governo col sottosegretario Letta, Gasparri, La Russa, Meloni, Romani, e tutte le parti sociali.

Simona C. Farcas

 Relazione del Presidente Carlo Sangalli

Pag. 17: “Il miglioramento del sistema educativo – della scuola, dell’Università, dei processi di formazione professionale e di formazione continua – è un punto di importanza capitale nel tempo dell’economia della conoscenza.

Lo è per una società più attiva. Lo è per i giovani.

E lo è anche per affrontare la sfida storica dell’immigrazione e della giusta e necessaria integrazione degli immigrati proprio a partire dalla formazione e dal lavoro.”

Pag. 27: “C’è bisogno di responsabilità e di unità tra le parti sociali: c’è ed ancora di più ne occorre.  …

Della responsabilità che occorre, ho trovato una bellissima definizione in un passaggio della lettera che l’Avvocato Giorgio Ambrosoli, commissario liquidatore della Banca Privata Italiana, scrisse alla moglie Anna, qualche anno prima di essere ucciso.

Scriveva Ambrosoli: “Ricordi i giorni dell’UMI, le speranze mairealizzate di far politica per il paese e non per i partiti: ebbene, a quarant’anni, di colpo, ho fatto politica e in nome dello Stato e non di un partito”.

In nome dello Stato e non di un partito: colga la politica questa sfida.

Lo faccia, la politica, con quella sobrietà di comportamenti, che è così vitale per la credibilità e per la dignità delle istituzioni, e dunque anche contenendo i suoi costi, soprattutto in una stagione in cui si chiede a tutto il Paese di stringere la cinghia.

Risponda a questa sfida, la politica, riconoscendo la comune responsabilità repubblicana di agire per recuperare il tempo perduto e per ridare all’Italia tutta, a partire dai suoi giovani, fiducia nel futuro.

Responsabilità repubblicana significa scegliere di lavorare insieme per  il bene dell’Italia.
Per affrontare e risolvere contraddizioni e difficoltà che vengono da lontano. Per affrontare e vincere nuove sfide.

Se così sarà, non abbiamo dubbi: con responsabilità ed unità, le imprese, i lavoratori, gli italiani ce la faranno.

Ce la faranno: in nome dell’Italia.”

(EUROITALIA – ROMA, 24 GIUGNO 2011)