ROMA, CENTENARIO DELLA NASCITA DI EMIL CIORAN



Emil Cioran writer / Emil Cioran écrivain (Pas...

Emil Cioran, Image via Wikipedia

 “quando si sa che un problema è un falso problema si è particolarmente vicini alla salvezza”

“soltanto il paradiso o il mare potrebbero farmi rinunciare alla musica”

 

(EUROITALIA – 3 novembre 2011, di Eugenia Stanisci) – Giornata di celebrazione del centenario della nascita del filosofo romeno Emil Cioran (1911-1995), giovedì 10 novembre 2011, alle ore 16 a Roma presso l’Accademia di Romania in Valle Giulia (Piazza José de San Martin, 1).  La manifestazione, organizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Roma ”Tor Vergata” e FIRI, vede la partecipazione di illustri studiosi, quali il prof. Mario Andrea Rigoni corrispondente, amico e traduttore di Cioran, il prof. Francesco Maino, dell’Università degli Studi di Roma ”Tor Vergata”, direttore del corso ”Modelli e categorie della filosofia contemporanea” e Aldo Masullo professore emerito di filosofia morale presso l’Università di Napoli “Federico II”.

L’interesse per il grande filosofo e pensatore del ‘900 romeno si sta diffondendo in Italia e molti studiosi e appassionati  approfondiscono la sua opera per farla conoscere soprattutto ai giovani.

 Emil Cioran, nato in un villaggio della Transilvania (Rasinari), vicino Sibiu, da un pope ortodosso, nel 1937 lascia la Romania per Parigi dove vive da apolide e bohemién: eterno studente che corre in bicicletta per le strade della città e stringe amicizia con gente del popolo e barboni. Vive in misere stanze fino ad abitare una mansarda in Rue de l’Odeon, n. 21 dove rimarrà fino alla morte.

“Parigi è la città ideale per essere un fallito”.

Il nostro è un pensatore che esce dagli schemi, dalle regole, dal formalismo di Accademia (rifiuta numerosi premi). Cioran non fa parte di nessuna corrente o scuola, la sua filosofia nasce dall’esperienza di vita: l’allontanamento dalla sua terra natale,  l’esistenza bohèmien a Parigi, la solitudine, soprattutto notturna, l’insonnia lo perseguiterà per tutta la vita. Il suo stile è caustico e diretto, ma nello stesso tempo fortemente emotivo; è fuori dal sistema, pur frequentando il caffè Flore di Parigi, dove passa molte ore, non stringe amicizia con gli intellettuali che incontra, quali SartreCamus: i suoi amici sono quelli dell’Università di Bucarest, Mircea Eliade, Samuel Beckett, Eugène Ionesco, con i quali rimane sempre in contatto.

Un caro amico è il prof. Mario Andrea Rigoni, uno dei relatori del convegno. Per il pensatore romeno la filosofia è “terapia”; il testo pubblicato nel 1934 in Romania ”Al culmine della disperazione” contiene le basi del suo pensiero, di quel pessimismo esistenziale  che percorrerà tutte le sue opere; solo l’ironia, il senso dell’assurdo, l’atteggiamento provocatorio e critico gli permettono di superare la noia di vivere, l’acuto pessimismo che lo porterebbero al suicidio ”senza l’idea del suicidio mi sarei ucciso”.

Emil Cioran scrive in rumeno fino al 1947, due anni dopo passa al francese che padroneggia perfettamente con la prima opera “Sommario di decomposizione” (1949); seguono molti altri testi fra i quali “La tentazione di esistere” (1956), ”Il funesto demiurgo”(1969), “L’inconveniente di essere nati” (1973), ”Mon cher ami: lettere a Mario Andrea Rigoni”(1977-1990), ”Squartamento”(1979). L’ultimo libro pubblicato in vita ”Confessioni ed anatemi” (1987) condanna la felicità basata sul nulla.

 “Come la verità è nuda, la vanità è sempre vestita, quasi larvata: giacché se fosse nuda che cosa avrebbe da mostrare?” (Rigoni).

 (di EUGENIA STANISCI)

Ingresso libero (da piazza José de San Martin 1) fino ad esaurimento posti.

Il programma in pdf è disponibile qui: Convegno Cioran in Italia – Roma 10 novembre 2011.

I lavori possono essere visionati in diretta video, sul sito di InSchibboleth TV:http://www.inschibbolethtv.org/ (livestream).

Fonte: Accademia di Romania in Roma

 

Venezia – 5 novembre 2011

Emil Cioran e “La caduta nel tempo”.

Mostra anniversaria per il centenario dalla nascita

Sabato, 5 novembre, ore 18.00 al Centro Culturale Candiani di Mestre avrà luogo l’inaugurazione dell’evento “La caduta nel tempo”.
Il progetto, realizzato in occasione al centenario dalla nascita di Emil Cioran – scrittore, filosofo e saggista romeno –vede invitati importanti artisti visivi italiani ed europei come Raphaël Avenant, Istvan Horkay, Roland Quelven, Pinina Podestà e la poetessa Loredana Pra Baldi.
Maria Grazia Galatà, l’iniziatrice del progetto, si occupa di poesia sperimentale e reading poesie, esibizioni, mail art e fotografia.
Il titolo del evento, ispirato all’omonimo libro di Cioran, mette in evidenza come il suo pensiero fosse proiettato in avanti, verso temi che appaiono oggi ancora più urgenti. Si parla dell’albero della vita, della civiltà, dello scetticismo, della barbarie, della gloria, della malattia, come in una sequenza di meditazioni segretamente collegate.
Gli artisti hanno preparato per l’evento istallazioni, video e immagini dedicate a Emil Cioran ed alla sua opera.
L’evento è stato reso possibile dal Centro Culturale Candiani di Mestre e gode del patrocinio dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia.

(A cura di Euroitalia)

 

 

 

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2 commenti su “ROMA, CENTENARIO DELLA NASCITA DI EMIL CIORAN

  1. Emil Cioran
    La tentazione di esistere

    Filosofo e saggista, maestro indiscusso dell’aforisma a cui ha affidato tutti i suoi pensieri (componendo un’opera tanto frammentaria quanto affascinante), questo solitario rumeno è nato l’8 aprile 1911 a Rasinari (Sibiu) in Transilvania.

    Figlio di un prete ortodosso e della presidentessa dell’associazione locale delle donne ortodosse, si laurea all’Università di Bucarest con una tesi su Bergson. Inizia ad insegnare presso i licei di Brasov e Sibiu: esperienza che ricorderà come catastrofica. Il suo primo libro, che segna l’esordio letterario del suo tormento interiore, è “Al culmine della disperazione” composto nel lontano 1934. Seguono “Il libro delle lusinghe” nel 1936 e “La trasfigurazione della Romania” nel 1937.
    Nello stesso anno vince una borsa di studio grazie alla quale si reca a Parigi (“la sola città del mondo dove si poteva essere poveri senza vergogna senza complicazioni, senza drammi … la città ideale per essere un fallito”) da dove non tornerà più in patria.

    Prima di partire per la Francia pubblica a proprie spese “Lacrime e santi”. Nel 1940 esce il suo ultimo libro in romeno “Il tramonto dei pensieri”: da questo momento in poi scriverà solo in lingua francese (“lingua adatta per il laconismo, la definizione, la formula…”).

    Del 1949 è “Sommario di decomposizione” in cui il vitalismo e la ribellione che affioravano negli scritti precedenti lasciano il posto all’annullamento totale allo scetticismo e all’impossibilità assoluta di credere e sperare.
    Nel 1952 esce “Sillogismi dell’amarezza” raccolta di aforismi corrosivi, mentre del 1956 è uno dei suoi successi più duraturi, successo forse agevolato dal suggestivo titolo, “La tentazione di esistere”.

    Nel 1960 elabora invece “Storia e utopia” in cui si sottolinea come da qualsiasi sogno utopico basato su una presunta età dell’oro, sia essa passata o futura, si scatenino sempre forze liberticide.
    Del 1964 è “La caduta nel tempo” le cui ultime sette pagine – dichiarerà in una intervista – “sono la cosa più seria che abbia scritto.”

    In “Il funesto demiurgo”, del 1969, approfondisce e chiarisce il suo legame con la tradizione del pensiero gnostico mentre ne “L’inconveniente di essere nati” (scritto nel 1973), fra i libri che ha sempre dichiarato di amare di più, la sua arte del frammento filosofico capace di squarciare il velo delle cose e delle emozioni raggiunge una delle sue vette più alte.
    La sapienza esistenziale di Cioran si fa d’altronde sempre più scavo analitico e disperante sguardo sul mondo, approdando ad un nichilismo che non conosce confini e che oltrepassa lo stesso orizzonte filosofico per farsi rifiuto concreto della realtà e dell’esistenza. Lo comprova il successivo “Squartamento” (1979), in cui però si intravedono i suoi legami con il pensiero gnostico e orientale, visto come unico approccio davvero autentico alla realtà.

    Del 1986 è “Esercizi di ammirazione”, raccolta di ritratti di personalità della cultura internazionale (da Ceronetti a Eliade a Borges) ma contenente soprattutto un ampio saggio su Joseph de Maistre.
    Nel 1987 pubblica “Confessioni e anatemi”, “… libro-testamento, che testimonia a un tempo di una rottura totale e di una certa serenità fondata sul nulla.”

    Emil Cioran è morto a Parigi il 20 giugno 1995.

    Dal sito: http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=844&biografia=Emil+Cioran

  2. EMIL CIORAN
    http://latuaparrocchia.it/2011/03/22/emil-cioran/

    Quando ero appena arrivato a Vaccarizzo ho incontrato Ettore Marino per strada e mi parlò subito di Cioran. Anzi no, mi recito a memoria passaggi interi dai suoi libri. Ho fatto occhi grandi pensando al spessore culturale del interlocutore. Non si può non citare Cioran quando si vuole sottolineare un ruolo romeno nella cultura europea. Era ed è di moda tra i giovani per il suo pessimismo, per il suo nichilismo.
    Qualche anno fà ero a Rasinari, il paese natale di Cioran, ospite della sua cognata. Conosco non solo l’opera di Cioran ma mi è capitato di leggere anche le lettere, gli appunti, le note, i diari che fungevano da laboratorio per i suoi libri. Allora si parlava di Goga ( il poeta nazionale) e Cioran e quanti sono passati per Rasinari ecc. Seduto nel accogliente cortile su un ampio chez-long in compagnia di poeti, scrittori, artisti, il ministro della cultura – ammiravo Coasta Boaci (una delle ossessioni di Cioran), la collina che si erge nei pressi del paese, allora avvolta in una sottile nebbia (ceata). Un bambino esclamò: che bella nebbia al che un attore ribattè: Non è “ceata” e “dul-ceata”. (gioco di parole nn traducibile: non è nebbia ma marmelatta dolce). una poesia:)

    DOMENICA SCORSA, IL GIORNO DEL DOMENICALE DEL SOLE 24 ORE, E’ USCITO UN AMPIO ARTICOLO DI RAVASI:«Io sono uno straniero per la polizia, per Dio, per me stesso». È forse questa la più lapidaria e folgorante carta d’identità di Emil Cioran, nato cent’anni fa, l’8 aprile 1911 a Rasinari, nella Transilvania rumena. Come è noto, questo inclassificabile scrittore-pensatore nel 1937, a 26 anni, migrò a Parigi, ove condusse il resto della sua vita fino alla morte avvenuta nel 1995. Straniero, quindi, per la sua patria d’origine, che aveva cancellato dalla sua anagrafe personale, abbandonandone anche la lingua. Straniero per la nazione che l’aveva ospitato, a causa del suo costante isolazionismo: «Sopprimevo dal mio vocabolario una parola dopo l’altra. Finito il massacro, una sola rimase come superstite: Solitudine. Mi risvegliai appagato».Straniero, infine, per Dio, lui che era figlio di un prete ortodosso. Talmente straniero da iscriversi alla “razza degli atei”, eppure con un’insonne ansia di inseguimento nei confronti del mistero divino: «Mi sono sempre aggirato attorno a Dio come un delatore: incapace di invocarlo, l’ho spiato». È per questa ragione che di lui vorrei brevemente parlare, senza pretese di travalicare il mio perimetro di teologo sconfinando nel l’analisi di critica letteraria che altri faranno in questo centenario. Cioran, infatti, si è appostato a più riprese per tendere agguati a Dio costringendolo a reagire e quindi a svelarsi.PER LEGGERE L’INTERO ARTICOLO BASTA CLIKARE QUI: http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2011-03-20/linsonne-ansia-inseguire-mistero-082310.shtml?uuid=AajAI2HD

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