Roma, Concerto di canti natalizi romeni presso la Basilica di San Vitale in via Nazionale


San Vitale, Rome

San Vitale

Domenica 11 dicembre alle ore 17.00, presso la Basilica di San Vitale in via Nazionale si rinnoverà l’annuale Concerto di Natale con corale e canti in lingua romena.

La Basilica di San Vitale ospita la comunità cattolica romena di rito latino a Roma e offre la possibilità di partecipare alla Santa Messa nella loro lingua di origine a tutti i romeni che vivono nella capitale e che provengono da ogni parte della Romania.

Il coro è composto da giovani romeni, che animano la Messa della Domenica delle ore 16.00.

Il concerto è coordinato dal Direttore del Coro Padre Daniele e da Eduard Pal organista titolare della Basilica di San Vitale. Saranno eseguiti canti della tradizione popolare tra cui alcune “colinde” e testi del repertorio dei cantanti romeni moderni tra i quali Stefan Hrusca, Fuego, All Star, Milenium.

In programma:
1. E lumina-n miez de noapte (Luce nella mezzanotte) – canto tradizionale;
2. Pacea domneste pe pamant; (La pace regni sulla terra) – canto tradizionale;
3. Domnul din ceruri; (Il Signore dei cieli) – canto tradizionale;
4. Crestini, Craciunul a sosit (Cristiani, il Natale è arrivato) – Milenium ;
5. Deschide ușa creștine; (Apri la porta cristiano) – da Ștefan Hrușcă;
6. Maria si Iosif colinda;(Maria e Giuseppe cantano una colinda) – Fuego;
7. Colindul colindelor –  artista sconosciuto;
8. Veste-am adus; (Una notizia ho portato) – All Star;
9. Anul nou cu bucurie. (Anno nuovo con gioia) – canto tradizionale.

Inoltre, il parroco della comunità romena Don Isidor Iacovici, come ogni anno, concluderà con due canti sorpresa che, anche questa volta, coinvolgeranno gli intervenuti fino alla commozione e al pianto.

Un cenno sulle “colinde”: la parola deriva dal latino calendae ed indica canti antichissimi della tradizione romena caratterizzati da forti elementi sacri e rituali. Vengono eseguiti di solito nel periodo d’Avvento e come canti natalizi.

Chi vorrà intervenire coglierà, ne siamo certi, una preziosa occasione per vivere momenti di fratellanza con il popolo romeno riscoprendo in questo una spiritualità e una tensione emotiva per la liturgia e per i canti tradizionali, per noi ormai desueta.

Si ringrazia Eduard Pal per la collaborazione.