MASSIMO SANSOLINI, “IO, SEDIARIO PONTIFICIO”: UNA VITA ACCANTO AI PAPI GIOVANNI PAOLO II E BENEDETTO XVI


La presentazione del nuovo volume di Massimo Sansolini Io, sediario pontificio“,  edito dalla Libreria Editrice Vaticana, ha avuto luogo lunedì, 23 aprile 2012 presso la  Sala Marconi della Radio Vaticana, in Piazza Pia – Città del Vaticano. Presente il mondo cattolico e la società romana, l’aristocrazia, diplomazia e stampa internazionale.

Sono intervenuti S.E. Mons. Piero Marini, Presidente del Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali e S.E. Mons. Paolo De Nicolò, Reggente della Casa Pontificia, i quali hanno reso testimonianza di una vita trascorsa al servizio dei Romani Pontefici a stretto contatto con i laici addetti ai Sacri Palazzi Apostolici.

Il volume, che raccoglie le testimonianze e i ricordi del Grand’Uff. Massimo Sansolini, (Sediario Pontificio dal 1964) ripercorre i momenti più significativi della sua vita accanto a Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. È una sorta di diario in cui l’Autore permette a tutti i lettori, di rivivere, attraverso i suoi ricordi, gli intensi attimi del trasferimento delle spoglie del Beato Giovanni Paolo II dal Palazzo Apostolico alla Basilica Vaticana e alle grotte. Ma di forte suggestione sono anche le pagine in cui vengono descritti i momenti degli incontri, durante le udienze pontificie, generali e private, come fu per mezzo secolo nella sua carriera di servizio volontario, tra Papa Wojtyła e il regnante Benedetto XVI, con gli ammalati, come fu con Paolo VI e Giovanni Paolo I. Il volume è inoltre corredato da numerose immagini, fornite dal Servizio Fotografico dell’Osservatore Romano, che documentano gli episodi narrati da Sansolini.

“Il ruolo del sediario pontificio ha alle spalle una grande tradizione: sono tra coloro più vicini al Papa, che vivono con il Pontefice quasi quotidianamente, come ricorda mons. Paolo De Nicolò, reggente della Casa Pontificia:

“Chi sono i sediari? Non c’è più la sedia gestatoria. Ma nonostante i sediari pontifici di numero e soprannumero, non portino più a spalla, non significa che non rimanga una specie di ‘mistica della sedia’. I sediari pontifici hanno un contatto quotidiano con il Santo Padre. Questo stabilisce una specie di ‘cognatio spiritualis’, una sorta di parentela spirituale”.

Giovanni Paolo II e Massimo Sansolini

Giovanni Paolo II e Massimo Sansolini



Fedeltà al proprio dovere e un grande amore per l’istituzione del Papato, è ciò che emerge dal libro, capace, però, anche di suscitare nel lettore immagini, ricordi ed emozioni comuni, nonché di ravvivare la fede personale nel mistero pasquale di Cristo morto e Risorto, come non manca di sottolineare mons. Piero Marini, presidente del Comitato per i Congressi eucaristici internazionali:

“La lettura di questo libro ha suscitato in me tanti ricordi. A un anno dalla Beatificazione di Giovanni Paolo II, ho ancora negli occhi, la folla immensa di fedeli che partecipava, l’immagine di questo velo bianco che si alzava sull’immagine di Giovanni Paolo II, l’applauso immenso, le parole di Papa Benedetto: “Ecco, il giorno atteso è arrivato presto, perché così è piaciuto al Signore. Giovanni Paolo II è Beato”. Ma soprattutto, questo libro ha suscitato in me, le immagini della sofferenza, perché Massimo ci ha fatto, in qualche modo, rivivere il momento dei funerali di Papa Giovanni Paolo II”.”
(Fonte: Radio Vaticana)

“Felicitazioni vivissime al padrino di battesimo di mio figlio; a colui che in famiglia chiamiamo affettuosamente ” il compare Massimo ” –  commenta il Conte Crociani Baglioni, antica Guardia Palatina d’Onore di Sua Santità – ….. in ogni senso “massimo”….di raffinatezza, eleganza, signorilità, cultura… ma soprattutto di carità cristiana e umanità; che trasfonde nel servizio da 48 anni ! già a quattro romani pontefici… insomma un’istituzione vivente dei sacri palazzi apostolici, e da mezzo secolo…sempre puntualmente sollecito verso i malati, gli anziani, i bambini, alle sterminate udienze pontificie generali come in quelle private. Una grande testimonianza storica vivente, da un punto di osservazione il più privilegiato per un cristiano militante, un uomo di fede salda e profonda, nonché un artista e un professionista di grande talento (fu Massimo Sansolini a disegnare la nuova e attuale divisa dei sediari pontifici, succedendo alla cinquecentesca damascata di disegno michelangiolesco – n.d.r.), al servizio del più alto dei troni, della più nobile delle cause: per la Chiesa e per il Papa, il Vicario di Cristo ! Congratulazioni vivissime compare Massimo, per questa ulteriore fatica e testimonianza che rendi alla storia della Chiesa Romana, e che ti rende ulteriore alto onore.  Ad multos Annos !”.

Il Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni, fraterno congiunto di Massimo, unitamente al fratello di questi Maurizio Sansolini presente con la famiglia all’evento, ricorda con forte emozione – così già nel suo libro di storia familiare – come in queste meste giornate di commemorazione dei romani delle tristi vicende dell’Urbe nella Seconda Guerra mondiale, come la famiglia Sansolini, con il Cav. Ercole (sediario pontificio di Leone XIII e di San Pio X), ebbe ad offrire alla libertà della Patria in olocausto, il sacrificio di Alfredo e Adolfo Sansolini, zii paterni di Massimo, nell’eccidio delle Fosse Ardeatine, il 24 marzo 1944.  Famiglia romana di nobili tradizioni religiose, civili e patriottiche.

Con le rappresentanze del Patriziato romano e della Famiglia pontificia ecclesiastica e laica, erano presenti numerosi i Gentiluomini di Sua Santità, le Antiche Guardie Nobili e Guardie Palatine d’Onore, Bussolanti e Mazzieri, gli Addetti di Anticamera, i Sediari,  numerosi prelati e officiali della Segreteria di Stato, della Curia Romana, della Prefettura della Casa Pontificia, del Vicariato e delle Prefetture dell’Urbe, coi più anziani parroci romani, gli Abati delle Abbazie, i Canonici delle Basiliche romane, i religiosi, le suore. In prima fila l’Aristocrazia romana con la  Principessa Borghese, il Principe Don Sforza Ruspoli, il Principe Don Carlo Massimo, il Principe Prof. Avv. Ernesto Liccardi Medici, le massime autorità dello Stato Città del Vaticano e della Famiglia Pontificia; il Colonnello Daniel Anrig  Comandante della Guardia Svizzera e il Decano dell’Anticamera Pontificia, il Vice Comandante della Gendarmeria Vaticana, rappresentanti dei Tribunali della Rota Romana col Rev. Don Fabrizio Turriziani Colonna, del Circolo San Pietro con il Comm. Mario Catalano,  dell’Associazione Santi Pietro e Paolo in Vaticano, dell’Arciconfraternita di Sant’Anna de’ Parafrenieri e degli addetti ai Sacri Palazzi Apostolici con il Comm. Stefano Zauli, della Radio Vaticana, che ospitava nella sua Sala Marconi, delle università pontificie romane con la Prof.ssa Cristina Mandosi e delle organizzazioni del volontariato sociale cattolico, del SMO di Malta, dell’Ordine del Santo Sepolcro, degli ordini cavalereschi della Chiesa e delle loro organizzazioni di Apostolato religioso e sociale, delle Arciconfraternite storiche romane con Mons. Natalino Zagotto.

Conduttore dell’evento il giornalista Orazio Coclite, il quale ha letto e commentato alcuni brani del volume con la sua celebre maestria, nota nel mondo con Radio e Tv Vaticana.

Presente con la stampa romana e internazionale la Dott.ssa Simona Cecilia Farcas Presidente dell’Associazione Italia-Romania Futuro Insieme, anche in rappresentanza delle  comunità cattoliche dell’Europa Orientale.

S.E.Mons. Paolo De Nicolò e S.E. Mons. Piero Marini

S.E.Mons. Paolo De Nicolò e S.E. Mons. Piero Marini

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Titolo del Libro: Io, sediario pontificio

Autore :  Massimo Sansolini

Editore: Libreria Editrice Vaticana

Data di Pubblicazione:  2012

Pagine: 150

ISBN-10: 882098685X  / ISBN-13: 9788820986858

 

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2 commenti su “MASSIMO SANSOLINI, “IO, SEDIARIO PONTIFICIO”: UNA VITA ACCANTO AI PAPI GIOVANNI PAOLO II E BENEDETTO XVI

  1. Massimo Sansolini, sediario pontificio, racconta in un libro i commoventi incontri di Papa Benedetto con i sofferenti (Izzo)

    PAPA: SEDIARIO RACCONTA COMMOVENTI INCONTRI CON I SOFFERENTI

    Salvatore Izzo

    (AGI) – CdV, 23 apr.

    Al termine di ogni Udienza Generale, Benedetto XVI saluta uno ad uno, con grande tenerezza, i malati presenti nelle prime file.
    Ad assisterli mentre attendono una carezza del Pontefice ci sono i “sediari”, gli uomini cioe’ che fino a 34 anni fa erano addetti a portare i Pontefici sulla sedia gestatoria e che ancora oggi gli sono accanto nelle occasioni pubbliche.
    Uno di questi, Massimo Sansolini, che aveva dedicato un libro agli incontri tra Giovanni Paolo II e i sofferenti, si e’ deciso a fare lo stesso con Papa Ratzinger per testimoniare che su questo aspetto non ci sono differenze tra i due pontificati.
    Nel nuovo libro, intitolato “Io sediario pontificio” e edito dalla Libreria Editrice Vaticana, ci sono raccontati diversi episodi toccanti, tra i quali uno colpisce molto: e’ la storia di un giovane focomelico presente in piazza San Pietro al raduno dei giovani ministranti, che vorrebbe avvicinarsi alla Jeep del Papa.
    Sansolini se ne accorge e invece di allontanarlo lo solleva affinche’ Benedetto XVI – che vedendo i malati spesso “si sporge notevolmente e tende le mani” – possa abbracciarlo. “D’urgenza – e’ il racconto del sediario – chiedo l’autorizzazione ad agire al Reggente della Casa Pontificia, quindi mi avvicino di sorpresa al giovane dicendo di togliersi il cappello, lo invito ad alzarsi e sostenendolo per gli avambracci lo dirigo verso l’auto del Papa, che sopraggiunge in quel momento.
    Il Pontefice lo carezza sui capelli. Il giovane gli tende le braccia che il Papa stringe teneramente. Pochi attimi meravigliosi che in una giovane esistenza vivranno negli anni: quando qualcuno avesse commentato il perche’ degli arti mancanti avrebbe potuto rispondere che una tale realta’ gli aveva permesso di incontrare il Vicario di Cristo”.
    “L’amore del Papa non ha limiti”, testimonia Sansolini che con discrezione descrive gesti, parole e sguardi che Joseph Ratzinger regala ai sofferenti che incontra ogni settimana. Fermandosi davanti ad ognuno, scrive il sediario, “sempre, e mi piace sottolineare sempre, il Pontefice lo benedice e lo bacia”. “Umanamente – aggiunge – ricordero’ che talvolta l’affezione si presenta in modo poco accettabile alla vista: cisti, ecchimosi, lineamenti del viso irrimediabilmente alterati”.
    Ma nulla di tutto questo scoraggia Papa Ratzinger, cosi’ come, ricorda, il rischio dell’Aids non aveva fermato l’abbraccio di Papa Wojtyla quando don Oreste Benzi aveva condotto da lui una ragazza di colore sieropositiva.
    “Ogni singolo incontro dei due Papi con i sofferenti – confida il sediario – mi vive nell’animo e cerco di esporlo non nella sua drammaticita’, che pure esiste, ma nella sua dimensione di amore e di amore cristiano”.
    Nel libro, Sansolini ricorda anche gli ultimi giorni di Giovanni Paolo II e l’incombenza, toccata a lui e agli altri sediari, di trasportarne il corpo in piazza San Pietro. “La sicurezza per la doscesa dei gradini – ricorda – era regolata da regole ben precise tramandate da secoli”. Ma ugualmente i sediari, provati dal dolore della perdita e dall’emozione, erano terrorizzati. “A noi dodici – conclude – spettava quel compito, per molti ambito, per altri debilitante, gravoso. Prostrati ci confidammo il timore che non ce l’avremmo fatta”.

    © Copyright (AGI)
    Fonte: http://paparatzinger5blograffaella.blogspot.it/2012/04/massimo-sansolini-sediario-pontificio.html

  2. In questo libro ho letto testimonianze ed episodi di forti suggestioni emotive, che hanno sucitato in me tanti ricordi di PAPA Giovanni Paolo .Una vera testimonianza storica per chi vive a stretto contatto con i sacri palazzi apostolici. Congratulazioni al Grand’Uff. Massimo Sansolini

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