Roma/Monica Marinescu, avvocato: il volto delle donne romene che ce l’hanno fatta


A Bucarest aveva un avviato studio legale, a Roma ha reinventato la sua professione. Oggi è una civilista che offre assistenza legale ai suoi connazionali. “E’ stata dura ma lo rifarei”


Premiazione in Campidoglio: Avv. Monica Marinescu riceve il premio “Roma Capitale delle donne”

Premiazione in Campidoglio: Avv. Monica Marinescu riceve il premio “Roma Capitale delle donne”

Ricominciare da zero, mettere in discussione una carriera, partire per costruire una famiglia. C’è tutto questo nella storia di Monica Marinescu, avvocatessa trentasettenne romena,  che sei anni fa ha deciso di lasciarsi alle spalle un avviato studio legale a Bucarest per raggiungere suo marito a Roma e far nascere la sua bambina in Italia. Un cambiamento radicale fatto di sacrifici e ostacoli, ma anche e soprattutto di soddisfazioni: oggi Monica è un’affermata civilista che offre assistenza legale ai suoi connazionali. “Ho dovuto reinventarmi professionalmente – racconta – mi sono rimessa in gioco affrontando mille difficoltà”.

Premiazione in Campidoglio: Avv. Monica Marinescu riceve il premio “Roma Capitale delle donne” Foto: Copyright © Simona C. Farcas

Premiazione in Campidoglio: Avv. Monica Marinescu riceve il premio “Roma Capitale delle donne” Foto: Copyright © Simona C. Farcas

Arrivata in Italia nel 2006 con il ricongiungimento familiare, ha ottenuto il riconoscimento del suo titolo di studio e l’iscrizione all’albo degli avvocati solo nel 2008, dopo che la Romania è entrata nell’Unione Europea. Superati i problemi burocratici, ha aperto uno studio legale nella Capitale cambiando completamente le prospettive di lavoro. A Bucarest l’ufficio “Marinescu” assisteva grandi e medie aziende in cause di diritto commerciale, a Roma Monica ha iniziato a difendere i suoi connazionali in vertenze di lavoro, affidamenti, sfratti e a volte procedimenti penali. “In Romania lavoravo con gli italiani, in Italia lavoro con i romeni”, spiega. Non è l’unico cambiamento che ha dovuto affrontare, la scelta di trasferirsi in Italia ha stravolto la sua vita professionale. “All’inizio è stata dura, ho attraversato diversi momenti di scoramento, in Romania avevo diversi collaboratori e mi occupavo solamente delle relazioni con i clienti, in Italia ho dovuto ricominciare sbrigando tutto il lavoro da sola”.

Premiazione in Campidoglio: Avv. Monica Marinescu riceve il premio “Roma Capitale delle donne” Foto: Copyright © Simona C. Farcas

Premiazione in Campidoglio: Avv. Monica Marinescu riceve il premio “Roma Capitale delle donne” Foto: Copyright © Simona C. Farcas

Mentre ridisegnava la sua professione di avvocato, Monica ha dovuto fare i conti con il pregiudizio nei confronti degli stranieri. Subito dopo il suo arrivo, l’Italia è scossa dal caso Reggiani, la quarantasettenne uccisa da un romeno nei pressi della stazione Tor di Quinto a Roma. “L’accanimento dei media nei confronti dei miei connazionali non mi ha certo aiutata in un periodo in cui mi sembrava tutto in salita. Molte volte – confida – ho avuto la sensazione di non farcela”. Ma alla fine ce l’ha fatta, tanto che nel 2011 ha ricevuto il premio “Roma Capitale delle donne”, un riconoscimento conferito a 60 eccellenze femminili che si sono distinte nella loro professione e nel ruolo sociale. Monica è stata scelta per rappresentare le donne romene migranti, ed è a loro che l’avvocatessa ha dedicato il premio. “Non mi sento di aver fatto nulla di eccezionale, ci sono tantissime straniere che lavorano e vivono in Italia affrontando ogni giorno mille difficoltà”.

Premiazione in Campidoglio: Avv. Monica Marinescu riceve il premio “Roma Capitale delle donne” Foto: Copyright © Simona C. Farcas

Premiazione in Campidoglio: Avv. Monica Marinescu riceve il premio “Roma Capitale delle donne” . Nella foto, da destra: Dott.ssa Gabriela Floria, Avv. Monica Marinescu e Dott.ssa Simona Cecilia Farcas.  Copyright © Simona C. Farcas

Protagoniste di integrazione e di sviluppo economico, sono oltre due milioni e trecentomila le donne migranti nel nostro paese, quasi la metà del totale secondo il rapporto Caritas/Migrantes dell’ultimo anno. “Per una donna è tutto più complicato – riflette Marinescu – in molti casi sono costrette a lasciare la famiglia nel paese d’origine per andare a lavorare a migliaia di chilometri di distanza. È una violenza, un trauma che ha a volte i figli non riescono a sopportare e molti di loro arrivano anche al suicidio”. Queste eroine del quotidiano scavalcano ogni giorno il doppio muro del pregiudizio in quanto donne e straniere. “In Romania come in Italia ho sempre dovuto  lavorare più degli uomini per dimostrare le mie qualità”, spiega l’avvocatessa che non dimentica la frustrazione dopo che una collega non le ha più rivolto la parola una volta conosciute le sue origini. “Mi sono sentita umiliata e impotente ma per fortuna è stata l’unica reazione di questo genere”.

Di piccoli episodi come questo, Monica potrebbe raccontarne tantissimi. Il suo la lavoro la porta tutti i giorni a confrontarsi con le difficoltà dei suoi connazionali in Italia. Per i romeni non c’è il problema della lingua, molti imparano l’italiano a scuola o guardando la televisione ma restano le difficoltà di inserimento e adattamento. “Per mio marito sarebbe stato più difficile raggiungermi a Bucarest, non conosceva il romeno e aveva già aperto uno studio di consulenza fiscale a Roma”. Così è stata Monica a partire per ricominciare daccapo in un paese straniero “anche perché – dice – forse noi donne siamo più pronte a metterci in gioco”.

Una scelta radicale che oggi senza dubbio rifarebbe, un cambiamento che ha scompigliato il suo senso di appartenenza. “Se qualcuno mi chiede se sono italiana o romena non so come rispondere, direi italo-romena”. Recentemente ha preso anche la cittadinanza italiana “ma – sottolinea – questi sono solo documenti, oggi mi sento adottata dall’Italia, è diventata il mio nuovo genitore”.

Fonte http://www.reporternuovo.it/2012/12/30/punto-e-a-capo-lasciare-tutto-per-raggiungere-litalia-monica-il-volto-delle-donne-romene-che-ce-lhanno-fatta/

Leggi anche Premiazione di “Roma Capitale delle Donne”, insignita l’avvocato Monica Marinescu  

Monica Marinescu: “Ho ricominciato da zero. E ce l’ho fatta”

http://www.stranieriinitalia.it/nuovi_cittadini-monica_marinescu_ho_ricominciato_da_zero_e_ce_l_ho_fatta_13303.html

Roma Capitale delle Donne

Addio a Rita Levi Montalcini


Giorgio Napolitano con Rita Levi Montalcini, O...

Rita Levi Montalcini, la scienziata che ha onorato l’Italia e la scienza nel mondo con le sue scoperte nel campo della ricerca medica per la cura delle malattie mentali e degenerative, è scomparsa oggi, a 103 anni.

Si distinse nelle più prestigiose università americane e fino alla fine condusse un centro di ricerche da lei stessa fondato. Un vita profusa per la scienza e per l’esempio ai giovani. Premio Nobel per la Medicina dal 1986, Senatrice a vita dal 2001, insignita di numerose lauree nel mondo.
Alla memoria della scienziata scomparsa, sempre in difesa delle donne, dei giovani, delle minoranze e di tutti i perseguitati, come ella stessa lo fu in giovane età, va l’omaggio dell’Associazione IRFI “Italia-Romania Futuro Insieme”.

Il Presidente

Simona Cecilia Farcas

Dalla Natività all’Ascensione: l’epopea alchemica del Cristo


natal

 Il mistero di Natale. Di  Anna Schakina

La notte di Natale ha un senso cosmico, simbolico ed alchemico.

Duemila anni fa, questa nascita nella grotta realizzava lo scopo del destino dell’uomo. Nel momento in cui Gesù nasce, sorge sulla Terra, in Israele, la possibilità di ricevere la Pietra filosofale. Affinché sia manifestata sulla Terra degli uomini l’epopea alchemica, affinché il Sangue-luce inzuppi la Terra e realizzi il ponte di Luce, occorreva che fosse dalla grotta, cioè nelle profondità, nel compost, al cuore della notte che spuntasse il Salvatore. E questo momento segnava già l’uscita dal Sepolcro, che la Risurrezione e l’Ascensione dovevano manifestare.

Nella notte consacrata di Natale, Maria è la Vergine nera, ed intorno il bue e l’asino rappresentano l’essere animale che la grazia dello spirito non ha toccato ancora.

Ma bisogna comprendere chi era Gesù, è l’avatar, perché non appartiene alla Terra. Esistono delle dimore, dei piani, dove gli Esseri sono delle Fiamme, i Signori del Fuoco. Non hanno né corpo terrestre, né corpo glorioso, né anima unica. Sono al di là della vostra comprensione. Sono la forza del Cristo, il Verbo in azione.

Ed è questa forza, un Essere di fiamma che, la notte di Natale, è venuto sulla Terra, per amore, per salvare gli uomini e, nella sua purezza immacolata e solare, aprire la porta del Cielo. Gesù ha dunque rivestito un corpo ed un’anima della Terra per ricevere il Cristo dinamizzato per il Verbo .

Ed ecco che al di sopra la grotta si accende la stella che mostra che in seno stesso della torba è appena spuntata la Pietra filosofale. Per accentuare meglio il simbolismo di questa notte, i tre re-magi, i tre piani del Opera alchemica – nero, bianco e purpureo – portano la loro sottomissione e proclamano che il bambino nato nella grotta ha sottomesso i tre piani, e che è sorta la Pietra filosofale che porta la promessa della trasformazione dela torba in oro. I Cieli si aprono, la Terra si unisce al Sole.

Poi, è il velo. La Pietra filosofale si ricopre di un corpo di carne per compiere il processo alchemico che, solo, permette all’uomo di raggiungere la sua eternità.

La vita di Gesù il Cristo è simbolica, ed ogni fase della sua salita è alchemica. Ma la Promessa è venuta dal bambino dalla grotta. Gesù, per l’ascensione, sfugge al piano terrestre pur mostrando suo divenire e la sua realtà all’uomo, ma il bambino della grotta ha potuto essere adorato dai pastori, cioè dagli eletti che hanno consapevolezza che il gregge deve essere riportato al Padre.

Tutta l’Opera di Gesù ha senso solo se si capisce che questa fiamma, questa Pitra filosofale venuta sulla Terra prende il corpo di Adamo, il corpo della caduta ed un’anima terrestre, che vela l’oro abbagliante di cui è costituito e mostra all’umanità, con il simbolo, l’epopea del corpo adamico, separato del Creatore, per ritrovare il suo corpo di eternità che è il corpo unico e celeste di tutto il Creato. Il corpo di Cristo porta e bagna tutti gli universi.

Con la creazione della molteplicità, il Creato conosce la dualità, la separazione del contenente e del contenuto. Tutta l’alchimia del periplo della Creazione consiste nel rifare la strada verso l’unità, ritrovare la vita celestiale che è la Vita nella sua essenza, nel corpo unico di Cristo.

La Croce, è il sacrificio del corpo adamico, cioè del corpo égoïsta della separazione, della molteplicità, dell’individualità. L’ego deve morire, cioè cancellarsi, affinché spunti il corpo di Risurrezione, il corpo che supera la morte, perché è unito all’eternità dell’Unità. La Risurrezione mostra il momento preciso, nell’alchemia della trasformazione, in cui, col sacrificio del corpo individuale, può nascere il Corpo di Gloria. Duemila anni fa, il Corpo di Risurrezione partecipa un breve istante al piano dell’umanità; si offre agli occhi stupiti di Maria Maddalena. Prova che la morte è vinta. L’ego, l’individualità, la separazione, la molteplicità delle forme è solamente apparenza!

Ma risuona questa frase subito: “Non mi toccare”, perché non sono tornato ancora a mio Padre.” Nell’era dei Pesci, la Pietra filosofale non poteva trasformare ancora l’umanità, ma solamente mostrargli l’esempio. Gesù segnava così questa possibilità, ancorata nel compost terrestre da quel momento. Ha vinto, con la Risurrezione, quest’appannaggio della Materia che vive solamente per l’individualità.

Gesù il Cristo unisce la Terra ed il Cielo. Il bambino nella grotta era una Pietra filosofale venuta dalla Grazia divina. Ma dopo il periplo alchemico, ridiventa Pietra filosofale della dimensione dello spazio e del tempo. L’uomo che aveva accettato di essere diventa l’uomo-Cristo, Figlio unico del Padre. Il divenire di tutto ciò che è, è giungere a questa realtà suprema.

Ogni avvenimento della vita di Gesù, in quanto simbolo, ha un senso tanto più vasto quanto si riesce a capire quanto egli abbia mostrato all’umanità la strada ineluttabile del ritorno alla Sorgente suprema ed le tappe alchemiche che nessuno può evitare. Il corpo égoïco dove si iscrive tutta l’eredità fisica e psichica dell’uomo della caduta deve morire e, con lui, l’idea-forza della Separazione. Bisogna ritrovare la coscienza della Vita unica, l’unione del macrocosmo e del microcosmo. Bisogna ristabilire il Ponte di Luce che promette la trasformazione dell’umanità. nessuno può sfuggire a questa legge assoluta.

L’ascensione di Gesù ha segnato, nel compost terrestre, la possibilità della Risurrezione, la possibilità per l’uomo di sfuggire alla coscienza che regge la legge della materia, la morte e la vita, la procreazione dei bambini fatti all’immagine dell’uomo prometeo, il sangue trasmesso da generazioni in generazioni, carico dalle memorie della Caduta. Gesù il Crucifisso rende il Graal all’umanità. Il sangue umano diventa Luce. Il sacrificio del corpo adamico, il suo olocausto, cancella la legge iscritta nel sangue umano della morte e della reincarnazione. Il Salvatore è venuto, la possibilità di fermare l’eterna ronda nella materia è data, la trasformazione impossibile all’era dei Pesci è promessa per una Era nuova.

Duemila anni sono passati. La promessa è rimasta. La visione del Graal può aprire gli occhi degli uomini. Malgrado le sue lotte, le sue inquietudini, i suoi scacchi, l’umanità camina ugualmente verso la gloria promessa. Ma per ciò, occorre che non sia più il bambino venuto dalla grazia che nasca nella grotta, ma l’Uomo a chi ha mostrato e permesso la strada, l’uomo che deve realizzare il processo alchemico, sull’esempio di Gesù il Cristo che lo conduce verso la crocifissione del corpo di Adamo, dell’ego e delle sue memorie, per finire alla Risurrezione.

Per ciò, occorre che venga al suo soccorso, manifestato dalla purezza del neonato nella grotta, il Cristo murato, la briciola di spirito che abita tutto ciò che è e tutto ciò che vive. È questa briciola di spirito che, unendosi che alla Fiamma, venuta del Sole, ha realizzato nel mistero di Maria portando poi mettendo al mondo il bambino, il Miracolo, la Grazia che rappresentava la sua venuta. In Gesù il Cristo, al momento preciso della Natività, sono dunque uniti il Cristo chiuso nella pietra e la Fiamma venuta dal Sole, Gesù. Ha permesso questo Ponte, realizzato più tardi dalla Passione, iscrivendosi nel psichismo dell’umanità.
Ecco la direttiva che ha dato a tutti quelli che, al suo seguito, volevano conquistare il Graal dove brilla il Sangue-luce: prima di ricevere la Fiamma del Sole, prima di ricevere la Trascendenza, andate a cercare lo spirito che è nella Terra, Ciò che è in tutti gli uomini. Unite questo Spirito alla magnificenza solare, e voi creerete il Ponte di Luce.

Ecco la promessa di questa Stella che brilla al di sopra della grotta. Tanto amore, tanti appelli salgono dalle profondità della Terra! Lo spirito della Terra, l’anima della Terra vogliono la liberazione e la liberazione è questo Ponte di Luce che costruite.

Ciascuno di voi deve sentire internamente ciò che può meglio compiere per realizzare quest’Unità che è il Ponte di Luce. È la possibilità di vivere la discesa della Luce e della gioia in voi, o la salita della Luce e della gioia in voi poiché, se avete compreso questo messaggio, devono congiungersi in voi lo spirito rinchiuso nella Terra e nell’anima dell’uomo, e lo spirito solare trascendente che scende in lui.

Questo processo realizza la vera alchemia. È la salita verso il Piano bianco della Purezza, poi verso il Piano purpureo della Regalità.

Fonte: La Masseria del Santo Graal

Gli auguri della Presidente di Futuro Insieme per il Natale e il Nuovo Anno. Urările Președintei Asociației IRFI onlus de Crăciun și Anul Nou


Madonna del Parto, Piero della Francesca, Monterchi

Madonna del Parto (Piero della Francesca, 1455)

Roma, 16 dicembre 2012

In occasione delle prossime festività del Santo Natale e del Nuovo Anno, invio – anche a nome dei membri dell’Associazione IRFI onlus – gli auguri più cordiali a tutti gli amici italiani e romeni ed alle loro famiglie, auspicando che la luce della Natività possa illuminare il cammino e riscaldare il cuore di ognuno di noi nell’anno che viene.

 

Il Presidente
Dott.ssa Simona Cecilia Farcaș
Associazione “Italia-Romania: Futuro Insieme”

 

 San Giuseppe col bambino (Guido Reni, 1635)

San Giuseppe col bambino (Guido Reni, 1635)

Roma, 16 decembrie 2012

Cu ocazia Sfintelor Sărbători de Crăciun și Anul Nou, transmit – și în numele Asociației IRFI onlus – cele mai calde urări de sănătate și multe bucurii tuturor prietenilor români, italieni și nu numai, de asemenea, familiilor lor, dorind ca lumina Nașterii Pruncului Isus să aprindă inimile de dragoste și să stralucească în viața fiecăruia dintre noi în anul care vine.

Președinte
Dr. Simona Cecilia Farcaș
Asociația “Italia-Romania: Viitorul Impreună”

LA NOSTRA EUROPA E’ QUELLA FONDATA SULLE SUE RADICI CRISTIANE


PREMIO NOBEL PER LA PACE ALL’UNIONE EUROPEAunione-europea-premio-nobel-pace-2012

(di Fernando Crociani Baglioni) – Invitato dalla Rappresentanza in Italia delle Istituzioni Europee (Commissione Europea e Parlamento Europeo), a motivo del mio impegno nell’area estero coordinamento iniziative internazionali di una grande confederazione economica italiana, al ricevimento per la Cerimonia in diretta di conferimento del Premio Nobel per la Pace all’Unione Europea, svoltasi ad Oslo il 10 dicembre 2012, ho avuto l’onore di parteciparvi nella sede romana della Rappresentanza, presente l’intera dirigenza e numerosi esponenti del Corpo diplomatico accreditato a Roma (Quirinale, Santa Sede, FAO-ONU e S.M.O. di Malta), del mondo politico, parlamentare, di governo e di colleghi della stampa.

Conte Fernando Crociani Baglioni

Conte Fernando Crociani Baglioni

Mezzo miliardo di cittadini europei, così come tutto il mondo in mondovisione, ha potuto assistere ad uno degli eventi più straordinari di questa prima parte del XXI secolo e del Terzo Millennio. La Fondazione Nobel, presenti le LL.MM. i Reali di Svezia e i Sovrani, Capi di stato o di governo dei 28 stati componenti l’Unione, ha conferito all’Unione stessa la sua alta onorificenza di prestigio mondiale, per quel che è stato definito il merito più straordinario in 60 anni di attività: contribuire ad assicurare con la riconciliazione dei popoli europei occidentali, usciti lacerati dalla seconda guerra mondiale, e sotto le perduranti minacce della guerra fredda sul versante europeo orientale, e delle molteplici crisi nel mondo, la pace, la stabilità, la collaborazione e solidarietà, la sicurezza, la diffusione della democrazia, la risoluzione di gravi crisi e molteplici controversie internazionali, sempre nell’ottica del bene supremo, irrinunciabile della pace. Molti i sentimenti che dinanzi a tale eccezionale evento di portata storica, si sono affastellati anche nel mio animo.

Ciò alla luce di un percorso di vita vissuta ed esperienze culturali e politiche accumulate, coevo al periodo storico considerato per l’esistenza ed evoluzione dell’Unione stessa e per la vita dello stesso nostro continente.

San Benedetto da Norcia, Patrono d'Europa

San Benedetto da Norcia, Patrono d’Europa

Di fronte alle obiezioni degli euroscettici, che ancòra paradossalmente allignano massime nei paesi nord-occidentali fondatori, ‘primari’ e più opulenti dell’Unione, piuttosto che nei paesi orientali più depressi e di più recente ingresso, ho sempre ribadito i miei convincimenti.

OTTO VON HABSBURG, EVOLUZIONE NELLA TRADIZIONE

Mai confondere gli ideali con le contingenze e le situazioni transeunti (euroburocrazia e relative critiche). L’Europa resta l’ideale di mezzo miliardo di Europei; un ideale di civiltà, umanità, di collaborazione e solidarietà. Il Premio Nobel è stato conferito per la Pace, cioè il valore supremo cui ambiscono i posteri di un secolo che fu il più tragico della storia umana, senza precedenti per proporzioni ed entità sterminata di vittime; con due guerre mondiali, l’una conseguenza dell’altra; il XX° che dilaniò il Continente, per gli odi e le sfrenate ambizioni, megalomanie bellicistiche e revanchismi, voglie di rivalsa e vendetta che si trascinavano dal XIX°.

Sessant’ anni di pace sono un merito altissimo per quell’unione che nacque come comunità del carbone e dell’acciaio. Cioè per mettere insieme in collaborazione quelle materie prime che in passato erano servite principalmente per alimentare con le industrie pesanti, il bellicismo degli stati i più guerrafondai dell’uno e dell’altro schieramento…

Noi siamo figli di quel passato, posteri di quelle generazioni che soffrirono e si sacrificarono, compiendo pur eroicamente e con onore per le rispettive patrie, i loro doveri di cittadini e di soldati. Sperando poi in un mondo migliore, in un’Europa pacificata, riconciliata, impegnata a ritrovare la sua missione di Civiltà nel mondo. Per questo la vogliamo fondata sulle sue radici cristiane, fedele alla sua storia, alle sue culture e peculiarità nazionali.

Sarà vieppiù l’Europa dei popoli, l’Europa Nazione com’è nella nostra ispirazione fin dal dopoguerra, come fu vagheggiata nell’atto fondativo a Roma nel 1957, o non sarà ! … l’Europa delle Patrie, anche delle piccole patrie, delle culture locali, nel quadro dei grandi ideali di libertà, democrazia, tolleranza, e pacifica convivenza, conciliazione di ogni possibile crisi e controversia che possa ancòra minacciare la pace, la stabilità, la laboriosità delle genti.

Per questo la desideriamo senza interferenze e ingerenze, senza egemonie: né politiche, né economiche, né finanziarie, né militari, né culturali, né bancarie, né lobbistiche. Senza omologazioni, senza appiattimenti sugli stili di vita degli individui o dei gruppi. Senza mondialismi e soffocanti globalizzazioni.

Che sia l’Europa delle anime, del retaggio, della nostra tradizione di alta e nobile Civiltà Cristiana.

 Santi Cirillo e Metodio. © Foto: Milutin Stanislav Viktorovich

Santi Cirillo e Metodio, Copatroni d’Europa. © Foto: Milutin Stanislav Viktorovich

Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni

Roma, 12/12/2012

 

ROMA, L’ARTE DEL COMUNICARE: CONCLUSO IL CORSO DI FORMAZIONE DEL VICARIATO DI ROMA E CEI 2012


Si è concluso ieri, 4 dicembre,  il seminario di formazione organizzato dall’Ufficio comunicazioni sociali del Vicariato, iniziato lo scorso 23 ottobre. Al centro, le strategie per utilizzare al meglio vecchi e nuovi media. Tra i partecipanti,  Simona Cecilia Farcas della comunità cattolica romena di rito latino di San Vitale.

Simona Cecilia Farcas

Attestato di partecipazione a Simona Cecilia Farcas

Come organizzare un concerto in parrocchia? Come muoversi tra blog e social network? Per rispondere a queste e ad altre domande, la diocesi per il quarto anno consecutivo ha realizzato un corso di formazione per coloro che nelle parrocchie si interessano degli aspetti relativi alla comunicazione. Dal 23 ottobre al 4 dicembre, ogni martedì alle ore 19, si sono tenuti gli incontri settimanali per aiutare gli animatori della comunicazione e della cultura a dare in modo professionale il proprio contributo in parrocchia.

Don Domenico Pompili

Mons. Domenico Pompili e Don Walter Insero

Il corso, dal titolo “L’arte del comunicare”, organizzato dall’Ufficio comunicazioni sociali del Vicariato, si è svolto nel Palazzo apostolico lateranense di piazza san Giovanni in Laterano. Tra i relatori: monsignor Domenico Pompili, direttore dell’Ufficio nazionale Cei per le comunicazioni sociali; don Walter Insero, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali del Vicariato; Andrea Tornielli, vaticanista de “La Stampa”; Vittorio Sozzi, direttore del Servizio nazionale Cei per il Progetto culturale. Per ciò che concerne la stampa e le nuove tecnologie, due appuntamenti hanno approfondito il tema dei blog, dei social network e degli strumenti editoriali. Un ampio spazio è stato riservato all’arte e alla cultura. Si è passato dalle «istruzioni per l’uso» per realizzare convegni, concerti, mostre in parrocchia, ai consigli per realizzare un cineforum o una rassegna teatrale. L’ultimo incontro è stato dedicato al modo di comunicare attraverso le immagini.

Basilica San Giovanni in Laterano

Basilica San Giovanni in Laterano

In cattedra si sono avvicendati nomi legati al mondo dell’arte, della comunicazione e della cultura: da Micol Forti, curatrice della Collezione d’arte contemporanea dei Musei Vaticani, a monsignor Franco Perazzolo, del Pontificio Consiglio per la cultura;  da don Ivan Maffeis, vicedirettore Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, al fotografo Cristian Gennari .

Mons. Domenico Pompili

Mons. Domenico Pompili

Corso di formazione per animatori della comunicazione e della cultura – 23 ottobre/4 dicembre 2012  

data tema relatore/i
23 ott 2012 Identità e missione dell’animatore Mons. Domenico Pompili, direttore Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali Cei – Don Walter Insero, direttore Ufficio Comunicazioni Sociali del Vicariato di Roma
30 ott 2012 Comunità digitale: blog, siti e social network Andrea Tornielli, vaticanista de La Stampa – Don Francesco Indelicato, Ufficio Comunicazioni Sociali del Vicariato di Roma
06 nov 2012 Strumenti editoriali ed elementi di grafica Don Ivan Maffeis, vicedirettore Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali Cei – Valeria Valsecchi, direttore Hochfeiler
13 nov 2012 Promuovere la cultura: convegni ed eventi Vittorio Sozzi, direttore Servizio nazionale per il Progetto culturale Cei – Massimiliano Padula, direttore Ufficio comunicazione e stampa Pontificia Università Lateranense
20 nov 2012 L’arte in parrocchia: concerti e mostre Francesco d’Alfonso, Ufficio Comunicazioni Sociali, Vicariato di Roma – Micol Forti, curatrice della Collezione d’Arte Contemporanea dei Musei Vaticani
27 nov 2012 Dal palcoscenico al grande schermo Monsignor Franco Perazzolo, Pontificio Consiglio della Cultura – Don Andrea Verdecchia, docente di Teologia Pastorale
04 dic 2012 Comunicare con le immagini: foto e video Don Antonio Ammirati, Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali Cei – Cristian Gennari, fotografo

ALEGERI PARLAMENTARE ROMANIA, 9 DECEMBRIE 2012: SECŢIILE DE VOTARE DIN ITALIA


  În data de 9 decembrie 2012 vor avea loc alegerile pentru Camera Deputaţilor şi Senatul României.  Ministerul Afacerilor Externe şi Autoritatea Electorală Permanentă (AEP) au lansat  Ghidul alegătorului român din străinătate

alegeri

In continuare, lista corectă a secţiilor de votare din Italia transmisă de Ambasada României la Roma.

 http://www.roma.mae.ro 

Secţiile de votare din Regiunea Lazio se află la:

Roma 1 – Via Nicolò Tartaglia n. 36, 00197 Roma (Sede dell’Ambascita di Romania);

Roma 2 – Via del Serafico n. 69, 00142 Roma (Sezione Consolare);

Roma 3 – Piazza Jose de San Martin n. 1, 00197 Roma (Accademia di Romania);

Roma 4 – Piazza Jose de San Martin n. 1, 00197 Roma (Accademia di Romania);

Roma 5 – Circonvalazione Nomentana n. 530, 00162 Roma (Centro Commerciale “La Strada” – Stazione Tiburtina);

Acilia – Piazza Capelvenere n. 13, 00126 Roma (Sede municipale di Acilia);

Albano – Via XXIV Maggio n. 1-4, angolo Via Veneto, 00041 Albano Laziale (RM);

Guidonia – Via Baden Powell snc, 00012 Guidonia (Sala Consiliare);

Ladispoli – Piazza G. Falcone n. 1, 00055 Ladispoli;

Marcellina – Via Europa n. 34, 00010 Marcellina (Biblioteca Comunale);

Monterotondo – Via Monte Pelmo snc, 00015 Monterotondo;

Ostia – Via Claudio n. 5, 00122 Roma (Sede municipale di Ostia) – intrarea din Via della Stazione Vecchia;

Tivoli – Piazza dell’Erbe snc, 00019 Tivoli (Piazza Palatina n. 1);

Viterbo – Piazza dei Caduti n. 19, 01100 Viterbo (Centro Sociale Polivalente).

Secţiile de votare din Regiunea Umbria se află la:

Perugia – Strada S. Lucia n. 2, 06125 Perugia (Stamperia Comunale – Area Cantiere comunale);

Terni – Via Fratelli Rosselli n. 11, 05100 Terni (Prima Circoscrizione EST).

Secţia de votare din Regiunea Abruzzo se află la: Pescara – Viale Bovio n. 446, 65124 Pescara (Circoscrizione “Castellamare”).

Secţiile de votare din Regiunea Calabria se află la:

Reggio Calabria – Via S. Anna II, Reggio Calabria (Sala Polifunzionale presso il Palazzo Ce. Dir.);

Cosenza – Via Roberto Caruso n. 1 (ex. Via Bengasi), Cosenza (Ufficio Elettorale Municipale).

Secţia de votare din Regiunea Sardegna se află la:

Cagliari – Via Montevecchio, 09121 Cagliari (Sala Circoscrizione),

Olbia – Via Macerata, 07026 Olbia (loc. Poltu Quadu, Palazzo Comunale).

Secţia de votare din Regiunea Campania se află la: Napoli– Via De Giaxa n. 5, 80144 Napoli (Comando Generale dei Vigili Urbani).

Secţia de votare din Regiunea Puglia se află la: Bari – Via Paolo Aquilino n. 3, 70126 Bari.

Secţia de votare din Regiunea Sicilia se află la:

Catania – Via Misterbianco n. 1, 95131 Catania (Sede del Consolato di Catania);

Canicatti – Via Petrella n. 15 (Scuola dell’Infanzia);

Caltanissetta – Via Alcide de Gasperi n. 4, Caltanisetta (Sede della Polizia Municipale);

Palermo – Viale Lazio, n.115, Palermo (Biroul de Stare Civila al Primariei din Palermo).

Secţiile de votare din Regiunea Marche se află la: Ancona – Via Manfredo Fanti, n. 9 – Palazzo Camerata, 60121 Ancona.

Secţiile de votare din Regiunea Lombardia se află la:

Milano 1 – Via Gignese n. 2, 20148 Milano (Sede del Consolato Generale di Milano);

Milano 2 – Via Gignese n. 2, 20148 Milano (Sede del Consolato Generale di Milano);

Bergamo – Largo Roentgen n. 2, Bergamo;

Brescia – Via G. Cimabue n. 16, Brescia;

Como – Via Grandi n. 21, Como;

Lecco –  Via Seminario n. 39, Lecco (Sala Comunale);

Lodi –     Via Vistarini n. 13, 26900 Lodi;

Monza – Via D’Annunzio n. 35, Monza;

Varese – Piazza della Motta n. 4, Varese (Liceo Musicale).

Secţiile de votare din Regiunea Emilia-Romagna se află la:

Bologna – Via Guelfa n. 9 (Consulatul General al României la Bologna),

Parma – Borgo Pietro Giordani, 7, Parma.

Secţiile de votare din Regiunea Piemonte se află la:

Torino 1 – Via Ancona n. 7, 10152 Torino (Sede del Consolato Generale di Torino);

Torino 2 – Via Ancona n. 7, 10152 Torino (Sede del Consolato Generale di Torino);

Alessandria – Via Wagner n. 38/D, Alessandria;

Cuneo – Via Carlo Emanuele III, Cuneo (Scuola Elementare);

Ivrea – Via Varmondo Arborio n. 22, 10015 Ivrea.

Secţia de votare din Regiunea Liguria se află la: Genova – Piazza De Ferrari n. 4, 16121 Genova.

Secţiile de votare din Regiunea Veneto se află la:

Padova – Via Diego Valeri n. 17/19, Padova (Sala Polivalente);

Treviso – Via Terraglio n. 140, Treviso (Centro Conferenze – Hotel Maggior Consiglio);

Venezia – Cannaregio 2215 – 2216, Venezia (Istituto Culturale Romeno);

Verona  – Via San Giovanni in Valle n. 13/b, Verona.

 

Secţiile de votare din Regiunea Toscana se află la:

Arezzo – Via Ubaldo Pasqui n. 22, Arezzo;

Firenze – Piazza della Libertà n. 12, 50129 Firenze;

Grosseto – Via Unione Sovietica n. 46, Grosseto.

Secţia de votare din Regiunea Trentino-Alto Adige se află la: Trento – Via Zambra n. 11, piano IV, Trento.

Secţiile de votare din Regiunea Friuli-Venezia Giulia se află la:

Trieste – Via Udine n. 21, Trieste (Sede del Consolato Generale di Trieste);

Udine – Via Pradamano n. 11, Udine;

Pordenone – Piazza della Motta n. 4C, Pordenone (Biblioteca Comunale).

Secţia de votare din Malta se află la: Valletta – 60 South str., Valletta, 11 Malta (Sede del Consolato Onorario).

Secţia de votare din San Marino se află în Via Valle di Marco 4, San Marino (Sede del Consolato Onorario).

Citeşte şi:

  „Ghidul alegătorului român din străinătate”
 Comunicat de presă MAE,  03.12.2012

Ministerul Afacerilor Externe şi Autoritatea Electorală Permanentă (AEP) au lansat „Ghidul alegătorului român din străinătate” (anexat), pentru a asigura informarea corectă a cetăţenilor români stabiliţi peste hotare, în legătură cu condiţiile în care îşi vor putea exercita dreptul de vot la alegerile parlamentare din 9 decembrie 2012.

Materialul prezintă sintetic, într-un limbaj accesibil, cele mai importante elemente privind desfăşurarea alegerilor pentru Camera Deputaţilor şi Senat din 9 decembrie 2012 în străinătate.

Ghidul face parte din planul de comunicare pregătit de Ministerul Afacerilor Externe pentru informarea cetăţenilor români din afara graniţelor ţării asupra procedurii de vot aferente acestui scrutin şi reprezintă principalul material de informare în acest sens. La nivelul Centralei MAE şi al misiunilor diplomatice au fost luate măsurile necesare pentru a asigura difuzarea cât mai largă a acestor informaţii:

  • Pentru a accesa ghidul, care este publicat pe site-ul MAE în cadrul secţiunii „Alegeri parlamentare 9 decembrie 2012”, click AICI.
  • Misiunile diplomatice multiplică materialul şi îl distribuie gratuit cetăţenilor români. Ghidul va fi postat pe paginile de internet ale misiunilor diplomatice.
  • Misiunile diplomatice transmit acest ghid asociaţiilor de români, cu rugămintea de a primi sprijinul lor pentru difuzarea informaţiei către comunităţile în care activează aceste organizaţii.

Pentru mai multe informaţii accesaţi secţiunea dedicată alegerilor parlamentare de  pe site-ul MAE: http://www.mae.ro/alegeri-parlamentare-2012. Recomandăm consultarea permanentă a acestei secţiuni, care este completată continuu, pe măsură ce apar informaţii noi.

1 Decembrie, Ziua Naţională a României


Matteo

De 22  de ani, românii îşi serbează  Ziua Naţională  pe 1 Decembrie, data fiind aleasă după Revoluţia din 1989 ca “Ziua Naţională României”, sărbătorită  în cinstea Marii Uniri a Principatelor Române (1918). Românii din lumea  întreagă se bucură “împreună” de Ziua Naţională în chipuri diferite, de la manifestări cu cântece şi dansuri populare până la mese întinse cu mititei pe grătar, mâncare de fasole cu ciolan afumat şi vin fiert…

Hai să dăm mână cu mână
Cei cu inima română,
Să-nvârtim hora frăţiei
Pe pământul României!

Iarba rea din holde piară!
Piară duşmănia-n ţară!
Între noi să nu mai fie
Decât flori şi armonie!

Măi muntene, măi vecine
Vină să te prinzi cu mine
Şi la viaţă cu unire
Şi la moarte cu-nfrăţire!

Unde-i unul nu-i putere
La nevoi şi la durere
Unde-s doi puterea creşte
Şi duşmanul nu sporeşte!

Amândoi suntem de-o mamă
De-o făptură şi de-o samă,
Ca doi brazi într-o tulpină
Ca doi ochi într-o lumină.

Amândoi avem un nume,
Amândoi o soartă-n lume.
Eu ţi-s frate, tu mi-eşti frate,
În noi doi un suflet bate!

Vin la Milcov cu grăbire
Să-l secăm dintr-o sorbire,
Ca să treacă drumul mare
Peste-a noastre vechi hotare,

Şi să vadă Sfântul Soare
Într-o zi de sărbătoare
Hora noastră cea frăţească
Pe câmpia românească!

(Hora Unirii, de Vasile Alecsandri, publicată pentru prima dată în 1856)

1decem

                                        

Publicăm in continuare  mesajul ministrului afacerilor externe, dl Titus Corlăţean, adresat tuturor românilor cu ocazia Zilei Naţionale a României.

 Mesajul de Ziua Naţională a României   1 Decembrie

Cu ocazia acestui 1 Decembrie – ziua naţională a românilor din ţară şi de peste hotare – urez naţiunii noastre să aibă puterea şi viziunea de a crede într-un proiect naţional. Îndemn toţi românii să nu uite, oriunde s-ar afla că ţara lor, România, contează!

Contribuţia şi expertiza românească sunt apreciate peste tot în lume. Implicarea noastră în proiectele euro-atlantice fac din ţara noastră un partener de încredere la nivel internaţional, iar rolul pe care ni-l asumăm în cadrul UE şi al NATO,  este unul tot mai vizibil şi mai semnificativ. 2012 a fost un an intens, atât pe plan internaţional, cât şi pe plan intern. Sunt convins că avem, ca naţiune, înţelepciunea de a fi uniţi în jurul unui proiect naţional, care să ne inspire zi de zi şi care să ne facă să ne uităm cu mândrie la semenii noştri.

Să folosim acest prilej nu numai pentru a sărbători, ci şi pentru a reflecta la semnificaţia Marii Uniri – forţa unui crez comun care a schimbat destinul unui popor.  Doresc ca fiecare dintre noi să poarte în suflet mândria de a fi român. Cred în forţa solidarităţii şi unităţii naţionale, care poate genera energii creatoare remarcabile, de natură să ducă la îndeplinirea dezideratelor naţionale.

O Românie puternică, prosperă, nu se poate realiza decât prin unitatea românilor de pretutindeni!

Titus Corlăţean

LUMSA, GIORNATE DI STUDIO E PELLEGRINAGGIO IN ABRUZZO


Il sistema costituzionale italiano dalla caduta del fascismo al governo Monti. Momenti e problemi. 

 LUMSA_Capistrello_2012Dal 15 al 18 novembre 2012  si sono svolte a Capistrello (AQ) le Giornate di studio “Tincani”; un tradizionale appuntamento riservato agli studenti LUMSA organizzate per riflettere insieme ai docenti sulle realtà contemporanee e per confrontarsi insieme sul pensiero e sulla spiritualità di Luigia Tincani, fondatrice dell’Ateneo.

Il tema di riflessione di questa edizione è stato “Il sistema costituzionale italiano dalla caduta del fascismo al governo Monti.” Hanno partecipato 35 studenti provenienti da varie Facoltà (Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, Giurisprudenza, Economia etc.) della LUMSA Università di Roma; ad accompagnarli la dott.ssa Giannina di Marco, direttore amministrativo della LUMSA, insieme alla dott.ssa Togato e la dott.ssa De Luca  dell’Orientamento.

prof. Giuseppe Ignesti e sen. prof. Gennaro Acquaviva

prof. Giuseppe Ignesti e sen. prof. Gennaro Acquaviva

 Qual’è il significato delle Giornate di studio “Tincani” ?

“La nostra ambizione di questi incontri di Capistrello è quella di dare un piccolo contributo a che tutti quanti noi,  studenti e docenti, nel nostro piccolo, poniamo le basi per riflessioni di carattere culturale che servono a comprendere meglio la nostra storia, la nostra società, il nostro presente”, ha detto il prof. Giuseppe Ignesti, moderatore delle quattro Giornate di Studio “Tincani”, nel suo discorso introduttivo.

prof. Giuseppe Ignesti,  sen. prof. Gennaro Acquaviva e Prof. Antonino Lusi, Sindaco di Capistrello

prof. Giuseppe Ignesti, sen. prof. Gennaro Acquaviva e prof. Antonino Lusi, Sindaco di Capistrello

Giovedì 15 novembre 2012

Il  pro-rettore della LUMSA, prof. Giuseppe Ignesti, alla presenza del Sindaco del Comune di Capistrello profAntonino Lusi, dopo aver illustrato il tema delle Giornate di Capistrello ha dato il via ai lavori con una sua  lezione sulla Nascita della RepubblicaIl sistema di governo nell’esperienza dei ministeri presieduti da Alcide De Gasperi; seguita dall’intervento del sen. prof. Gennaro Acquaviva su Il disegno di una “grande riforma” costituzionale in Bettino Craxi.

A concludere, il saluto del Sindaco di Capistrello profLusi già docente di Storia moderna e contemporanea all’Università di Salerno, il quale ha ripreso e approfondito alcuni temi trattati dai due precedenti relatori.LUMSA

 I lavori della prima giornata terminavano con un dibattito tra studenti e docenti. A seguire  la S. Messa,  celebrata da Padre Roberto Giorgis, Priore del Convento di San Domenico di Chieri (TO).

Fra Roberto Giorgis

Fra Roberto Giorgis

Venerdì 16 novembre 2012

La seconda giornata ha avuto per protagonisti prof. Paolo Cavana, docente di Diritto ecclesiastico e comparato alla LUMSA, con una lezione sulla Riforma dello Stato e coscienza cristiana nell’esperienza politica di Giuseppe Dossetti;

prof. Giuseppe Ignesti e prof. Paolo Cavana

prof. Giuseppe Ignesti e prof. Paolo Cavana

e il prof. Angelo Rinella, ordinario di Diritto costituzionale comparato alla LUMSA, il quale teneva un’ampia lezione sui Modelli costituzionali e Costituzione italianaintersezioni; in particolare illustrava i modelli francese, tedesco e inglese comparati col sistema costituzionale italiano.

prof. Angelo Rinella

prof. Angelo Rinella

Si apriva poi il dibattito con gli studenti ampiamente coinvolti dai temi trattati dai docenti.

Giuseppe_Ignesti_Angelo_Rinella_Giovanni_Giacobbe

prof. Giuseppe Ignesti, prof. Angelo Rinella e prof. Giovanni Giacobbe

  Seguiva nel pomeriggio la lezione del profGiovanni Guzzetta, ordinario di Istituzioni di Diritto pubblico all’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”  su Democrazia e rappresentanza nell’esperienza della Repubblica;

Lezione del prof. Giovanni Guzzetta

Lezione del prof. Giovanni Guzzetta

E profGiovanni Giacobbe, avvocato, già magistrato ordinario presso la Pretura civile di Roma, con una relazione dal titolo a suo dire provocatorio La giurisprudenza come fonte del diritto?.  

prof. Giovanni Giacobbe

prof. Giovanni Giacobbe

La giornata veniva arricchita dal serrato dibatito tra studenti e docenti.

Intervento del dott. Massimo Saba durante un dibattito tra studenti e docenti.

Intervento del dott. Massimo Saba durante un dibattito tra studenti e docenti.

Sabato, 17 novembre 2012

La terza giornata iniziava con la lezione del prof. Francesco Bonini, ordinario di Storia delle istituzioni politiche, sul passaggio Dalla quarta alla quinta repubblica francese: riflessi sul dibattito politico costituzionale in Italia;

prof. Francesco Bonini

prof. Francesco Bonini

Interveniva poi mons. Guido Mazzotta con una conversazione su La città prestata, che rimanda all’ispirazione di S. Caterina da Siena. Ne scaturiva un dibattito sulla visione tradizionale della potestà, tipicamente medievale. Sviluppato il principio di legittimità della sovranità; concepita esclusivamente come conferita dall’Alto; in buona sostanza il cosiddetto diritto divino: nisi potestas sine a Deo.

 mons. Guido Mazzotta

mons. Guido Mazzotta

Nel pomeriggio, seguivano le lezioni del prof. Rocco Pezzimenti, ordinario di Filosofia politica alla LUMSA, su I cattolici italiani e la Costituzione repubblicana 

in primo piano: prof. Rocco Pezzimenti il Magnifico Rettore della LUMSA prof. Giuseppe Dalla Torre

in primo piano: prof. Rocco Pezzimenti il Magnifico Rettore della LUMSA prof. Giuseppe Dalla Torre

e del Magnifico Rettore della LUMSA, prof. Giuseppe Dalla Torre,  a concludere, con un approfondimento sui Mutamenti dell’esperienza costituzionale sui fenomeni religiosi.

da sinistra: prof. Rocco Pezzimenti, il Magnifico Rettore della LUMSA prod. Giuseppe Dalla Torre e prof. Giuseppe Ignesti

da sinistra: prof. Rocco Pezzimenti, il Magnifico Rettore della LUMSA prof. Giuseppe Dalla Torre e prof. Giuseppe Ignesti

  prof. Giuseppe Dalla Torre ,  Magnifico Rettore della LUMSA

prof. Giuseppe Dalla Torre , Magnifico Rettore della LUMSA

Le giornate di studio  si sono concluse con un pellegrinaggio al Santuario del Miracolo Eucaristico di Lanciano.

il Miracolo Eucaristico di Lanciano: l'Ostia trasformata in carne

il Miracolo Eucaristico di Lanciano: l’Ostia trasformata in carne

Studio, fede e devozione hanno dunque accompagnato l’approfondimento culturale sull’impegno dei cattolici nella vita pubblica dal dopoguerra e nelle fasi successive di evoluzione verso il sistema politico-costituzionale attuale, nella prospettiva di riforme avvenire.

Testo e foto a cura di Simona Cecilia Farcas

Roma, 1° dicembre 2012

Giornate di studio Tincani (Capistrello 15-18 novembre 2012)