UNAR, NO ALL’IDEOLOGIA GENDER NELLE SCUOLE: Petizione per dimissioni Direttore De Giorgi


In primo piano, Dott. Marco De Giorgi, Direttore dell' UNAR

In primo piano, Dott. Marco De Giorgi, Direttore dell’ UNAR. Foto: Simona C. Farcas (UNAR, 6 febbraio 2008)

FIRMA SUBITO QUESTA PETIZIONE!   http://www.citizengo.org/it/5190-dimissioni-direttore-unar-giorgi

L’UNAR AGISCE IN MATERIA NON DI SUA COMPETENZA E VIOLA L’OBBLIGO DI IMPARZIALITÀ, essendosi avvalso della consulenza di un gruppo di lavoro costituito ESCLUSIVAMENTE DA 29 ASSOCIAZIONI LGBT, oltre che dall’Istituto Beck, i cui notori pregiudizi antireligiosi “sono stati inseriti nei tre opuscoli con l’ennesima inaccettabile critica  al ruolo educativo della famiglia e della morale cristiana”.

Il viceministro Guerra sconfessa con una lettera di demerito i tre volumi dell’Unar: «Non sono stata informata» Vedi corriere.it .
Il Direttore dell’ UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali costituito presso la Presidenza del Consiglio, Dipartimento Pari Opportunità), Marco De Giorgi, ha commissionato e autorizzato la diffusione di tre opuscoli intitolati “Educare alla diversità a scuola”(qui quello destinato alla scuola primaria). Questi libretti, destinati agli insegnanti, hanno il preciso scopo di INCULCARE NEGLI ALUNNI , DALLE ELEMENTARI ALLE SUPERIORI, L’IDEOLOGIA GENDER, con pesanti avvertimenti ai docenti della PERICOLOSITÀ E DEL RUOLO DISEDUCATIVO DI PARTICOLARI INDIRIZZI  DATI AI RAGAZZI NIENTE MENO CHE DALLA FAMIGLIA, nonché dalla religione e dalla Chiesa.
Le inaccettabili ingerenze dell’UNAR nei confronti dell’inalienabile diritto della famiglia all’educazione, sancito dall’Art.30 della Costituzione, oltre che le gravi offese alla libertà religiosa,  sancita dall’Art.19 della Costituzione, hanno spinto alcuni senatori a rivolgere un’interpellanza al Presidente del Consiglio, evidenziando che L’UNAR AGISCE IN MATERIA NON DI SUA COMPETENZA E VIOLA L’OBBLIGO DI IMPARZIALITÀ, essendosi avvalso della consulenza di un gruppo di lavoro costituito ESCLUSIVAMENTE DA 29 ASSOCIAZIONI LGBT, oltre che dall’Istituto Beck, i cui notori pregiudizi antireligiosi “sono stati inseriti nei tre opuscoli con l’ennesima inaccettabile critica  al ruolo educativo della famiglia e della morale cristiana”. unar
Ad aggravare la posizione del Direttore De Giorgi è stata oltretutto la dichiarazione del viceministro Maria Cecilia Guerra, delegata alle Pari Opportunità. Quest’ultima ha infatti evidenziato un atto di estrema gravità e cioè che il Dipartimento non è mai stato informato dell’iniziativa nonostante che i libri siano stati realizzati l’egida  “Presidenza  del Consiglio dei Ministri – Dipartimento delle Pari Opportunità”. Per di più anche il Ministero della Pubblica Istruzione, come da espressa dichiarazione del  suo Sottosegretario, Gabriele Toccafondi, è stato tenuto all’oscuro della distribuzione di questo materiale didattico fra gli insegnanti sull’intero territorio nazionale.  Il vice ministro ha precisato a seguito di queste dichiarazioni di avere inflitto al direttore dell’Unar, Marco De Giorgi “una nota formale di demerito”.
Questo fatto gravissimo conferma che  non solo l’Unar è andato oltre le sue competenze, ma lo ha fatto tenendo all’oscuro dell’iniziativa proprio l’organo in nome del quale pretendeva d’agire.
Ulteriore e non meno importante aggravante riguarda l’utilizzo improprio e non autorizzato di denaro pubblico, speso appunto per il contratto con l’Istituto Beck, per il compenso dovuto ai consulenti e per i costi di stampa e distribuzione.
Dai dati raccolti si evince che ci sono tutti gli estremi legali per parlare di peculato, reato punito dalla legge italiana con la pena della reclusione da tre a dieci anni ed è perseguibile d’ufficio. L’Associazione Giuristi per la Vita ha già inoltrarto un esposto alla Procura Regionale della Corte dei Conti del Lazio in merito a tale vicenda, ma la gravità della situazione richiede comunque che il Direttore dell’UNAR nella persona del Sig. De Giorgi si assuma le responsabilità delle proprie azioni e si dimetta urgentemente.
Ogni volta che un utente firmerà questa petizione CitizenGO, verrà inviata una e-mail al Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, con la richiesta di dimissioni del Dott. De Giorgi, Direttore dell’UNAR.
beck-unar

Destinatario: Presidente del Consiglio – Matteo Renzi

Egregio Presidente,

vista la condotta inadeguata e faziosa tenuta dal Direttore dell’UNAR, richiediamo un Suo cortese ed immediato intervento: le dimissioni del Dott. Marco De Giorgi.

Cordialmente
AVVENIRE , Il kit pro-gender in classe? Sconfessato il grande bluff
Incontro UNAR Italia -Romania. Roma, 6 febbraio 2008.

Incontro UNAR Italia -Romania. Roma, 6 febbraio 2008.

Le “pari opportunità” secondo gli autori dei tre volumetti intitolati “Educare alla diversità a scuola” consisterebbero nell’insegnare a tutti gli alunni, dalle elementari alle superiori, che la famiglia padre-madre-figli è solo uno «stereotipo da pubblicità», che i due generi maschio e femmina sono un’astrazione, che leggere romanzi in cui i protagonisti sono eterosessuali è una violenza, che la religiosità un disvalore…Ma a sconfessare l’operazione (vedi Avvenire di ieri) è proprio il Dipartimento per le Pari Opportunità, per bocca di Maria Cecilia Guerra, il viceministro che ne ha la delega: «Di questa ricerca ignoravo addirittura l’esistenza».
Gravissimo, visto che i tre volumi erano spacciati proprio sotto l’egida altisonante della “Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità”. Di seguito, i nomi degli autori: Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) e Istituto Beck.Ora dal Dipartimento delle Pari opportunità arriva «una nota formale di demerito al direttore dell’Unar, Marco De Giorgi», per la diffusione nelle scuole di materiale mai approvato, e addirittura mai conosciuto da chi di dovere. Se non bastasse, sconosciuto anche al Miur, il ministero dell’Istruzione: «L’Istituto Beck – ricostruisce Guerra – sulla base di un contratto con l’Unar che risale al 2012, ben prima che io esercitassi la delega alle Pari opportunità nel luglio 2013, ha prodotto il kit per insegnanti.

L’Unar ha poi autorizzato la diffusione di questo materiale con il logo della Presidenza del Consiglio – Pari Opportunità senza che il direttore me ne desse alcuna informazione…». Non è una questione formale, vista la gravità degli argomenti: «Una materia così sensibile – spiega il viceministro – richiede particolare attenzione ai contenuti e al linguaggio. Questa attenzione, quando si parla a nome delle istituzioni, ricade nella responsabilità delle autorità politiche, che devono però essere messe nella condizione di esercitarla!».

Incredibile anche l’esclusione del Miur, soprattutto in considerazione del violento impatto su bambini e adolescenti: «Non è accettabile – conclude Guerra – che materiale didattico su questi argomenti sia diffuso tra gli insegnanti da un ufficio del Dipartimento Pari opportunità senza alcun confronto con il Miur».

Proprio come notavamo ieri su queste pagine, non è che l’argomento bullismo non sia urgente e attuale, anzi, ma l’imposizione di punti di vista quanto meno discutibili e il capovolgimento di valori e tradizioni millenarie non sono certo la chiave: «Sono convinta che l’educazione alle diversità sia cruciale», ma «la finalità non deve mai essere quella di imporre una visione unilaterale del mondo, quanto di sollecitare nei giovani senso critico, rispetto di ogni specificità e identità, a partire da quelle che coinvolgono l’ambito affettivo e valoriale».

“Il fatto che gli opuscoli sulla diversità siano stati redatti dall’Unar e diffusi nelle scuole senza l’approvazione del Dipartimento Pari Opportunità da cui dipende, e senza che il Ministero dell’Istruzione ne sapesse niente, è una cosa grave, chi dirige Unar ne tragga le conseguenze”. Lo dichiara in una nota Gabriele Toccafondi, Sottosegretario al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, in merito all’introduzione nelle scuole dei manuali di educazione alla diversità, curati dall’Ufficio Nazionale antidiscriminazioni razziali. “L’Unar – prosegue Toccafondi – sembra voler imporre un’impronta culturale a senso unico destando preoccupazione e confusione su tutto il sistema educativo. Una materia così delicata richiede particolare attenzione ai contenuti e al linguaggio utilizzati, a maggior ragione visto che si rivolge a ragazzi di tutte le fasce di età”.  Vedi Avvenire, 15 febbraio 2014

Libretti Unar. Ricostruzione di un pasticcio (e di una strategia)

 Gender in classe. Ecco i libri che insegneranno agli scolari italiani ad essere più moderni dei loro «genitori omofobi»

Teoria gender a scuola: la strategia nazionale rischia di andare in tribunale : ” La vicenda degli opuscoli scolastici intitolati “Educare alla diversità a scuola”, redatti su commissione dell’Unar, inoltre potrebbe finire in tribunale, dopo un esposto alla Procura Regionale della Corte dei Conti del Lazio da parte dei Giuristi per la Vita.”

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