“Le catacombe della Romania. Testimonianze dalle carceri comuniste” 1945-1964. In uscita a maggio


Milano, aprile 2014

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Il primo libro con il quale Rediviva Edizioni apre la collana Memorie: Le catacombe della Romania. Testimonianze dalle carceri comuniste (1945-1964), 220 pagine, vuole rendere  omaggio alla memoria di tutti i romeni i quali hanno sofferto in nome della libertà, della dignità e della fede durante il regime comunista.

Nell’ambito del Salone Internazionale del Libro di Torino (8-12 maggio 2014) presso lo Stand della Romania organizzato dall’Istituto Culturale Romeno di Bucarest tramite il Centro Nazionale del Libro e l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, domenica 11 maggio 2014 dalle 18.30verrà presentato il volume “Catacombe della Romania, Testimonianze dalle carceri comuniste (1945 – 1964)”.

Interverranno: Marco Baratto, Claudia Bolboceanu, Mirela Tingire, Lorena Curiman, Violeta Popescu.

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1°MAGGIO, STELLA AL MERITO DEL LAVORO A FERNANDO CROCIANI BAGLIONI


Una decorazione per l’impegno di una vita di lavoro profuso al servizio della società italiana, all’insegna dei valori etici e civili di sempre. http://wp.me/p1yHdq-8R

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Fernando Crociani Baglioni Fernando Crociani Baglioni

Roma. Quando il 2 gennaio 1969 il Conte Fernando Crociani, Guardia Palatina d’Onore di Sua Santità, assumeva servizio in Vaticano alla Segreteria di Monsignor Amleto Tondini storico Segretario  dei  Brevi ai Principi di quattro Pontefici, Cappellano della Guardia Palatina d’Onore e direttore della Rivista vaticana e internazionale “Latinitas”, certamente non poteva sognare, neppure immaginare tanto. Dopo quarantacinque anni di ininterrotto servizio, avrebbe, all’apice della carriera in una confederazione economica italiana, impegnato in relazioni internazionali, già Gran Croce di numerosi Ordini pontifici, nazionali ed esteri, conseguire la Stella al Merito del Lavoro con il titolo di Maestro del Lavoro della Repubblica Italiana. SML

 Un percorso di vita complesso ed irto di tornanti talora ardui – come egli stesso declama nel suo libro storico – ma che il Conte Crociani Baglioni superò con tenacia inenarrabile, sempre fedele e coerente ai suoi ideali di vita, cattolici e civili, che si…

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ALFEDENA: INAUGURATA LAPIDE A DON MATTEO BRUNETTI, PRELATO EROE


Il 12 aprile scorso, si è svolta ad Alfedena la cerimonia commemorativa di benedizione ed inaugurazione della lapide, che ricorda il Reverendo Arciprete Don Matteo Brunetti, parroco di Castel del Giudice già di Civitella Alfedena, tenente cappellano militare nella Guerra 1915-18.

Alfedena. Foto Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas © 18La celebrazione eucaristica è stata presieduta da S.E. Mons. Angelo Spina  Vescovo di Sulmona; con Don Marco Wielgosz  parroco di Alfedena, Don Nicola Perrella parroco di Castel del Giudice e di Ateleta,  e Don Elio Venditti parroco di Capracotta.

Se la parte liturgica fu doviziosamente curata dal  Rev. Don Marco Wielgosz , la parte organizzativa, di rappresentanza e protocollo delle autorità civili e militari a livelli interregionali e nazionali, fu curata dal Conte Cav.Gr.Cr. Prof. Fernando Crociani Baglioni, pronipote del Prelato alfedenese qui celebrato.

Presente in fascia tricolore e Gonfalone comunale il Sindaco di Alfedena Ing. Massimo Scura con l’Assessore alla Cultura Arch. Gabriella Melone, che a nome di Popolo e Comune deponevano sotto la lapide una corona floreale e d’alloro. In fasce tricolori e Gonfaloni comunali, presenti altresì oltre quindici Sindaci della Valle del Sangro, abruzzesi e molisani.

Ad onorare la memoria dell’Ufficiale e Sacerdote eroico, le rappresentanze del Comando Militare Esercito Abruzzo, per gli onori militari dovuti all’antico tenente cappellano militare volontario nella Grande Guerra. Le Forze dell’Ordine rappresentando gli Ecc.mi Prefetti dell’Aquila e Campobasso; l’Ecc.mo Amministratore Apostolico di Montecassino Dom Augusto Ricci; l’Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Santo Marcianò. Il Governatore del Molise On. Paolo di Laura Frattura, di famiglia alfedenese consanguinea dell’Arciprete Brunetti (fu Rachele di Laura Frattura).

 Il Rev. Don Nicola Perrella  rappresentava S.E.Mons. Angelo Scotti Vescovo di Trivento, da successore dell’Arciprete celebrato in quanto Parroco di Castel del Giudice.

DonMatteoBrunetti (22)Il Sovrano Militare Ordine di Malta con una cospicua rappresentanza della Delegazione Granpriorale di Abruzzi e Molise, condotta dal Cav. Avv. Lorenzo Bianchi (Napoli); l’Ordine Costantiniano di San Giorgio con rappresentanza guidata dal Cav. Dott. Sandro Ambroselli (Venafro); il CISOM – Corpo Italiano Soccorsi Ordine di Malta in nutrita rappresentanza, con il capo raggruppamento abruzzese-molisano Dott. Marco Papponetti ed il capogruppo CISOM di Spoleto Dante Rossi; altresì presenti gruppi CISOM veneti e romagnoli. I gruppi Alpini di Alfedena, Scontrone e Ateleta con il Prof. Peppino Petrarca.

DonMatteoBrunetti (18)Notati tra le personalità presenti il Nobile Cav.Gr.Cr. Avvocato Arturo Manti De Amicis in rappresentanza della famiglia storica maggiorente di Alfedena, la quale diede i natali a fulgide personalità della politica, della scienza, della cultura e del progresso civile dell’Abruzzo e del Meridione d’Italia nei secoli scorsi; il Notaio Prof. Umberto Zio, esponente del mondo accademico molisano e del notariato internazionale latino, Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana; il Prof. Luigi Michetti storico locale; l’imprenditore Peppino Di Girolamo; l’Arch. Carlo Becchia benemerito ricostruttore dell’Alfedena terremotata trenta anni or sono;  professionisti, medici, ingegneri, imprenditori e quanto di meglio possa ancora esprimere il “Paese dei Dottori”. Dott.ssa Simonetta Monacelli (Roma), Dott. Andrea Raneri (Roma), Comm. Remo Celenza e Comm. Filippo Tiberia (Frosinone).

In omaggio alla sua storia, alla cultura locale, all’esempio, al retaggio, alle più nobili testimonianze da tramandare alle giovani generazioni ed a quelle avvenire.

 Testo, foto e video:   Dott.ssa  Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas

Alfedena, 28 aprile 2014

 

I BRUNETTI DI ALFEDENA

I discendenti dell’Arciprete Don Matteo Brunetti (*Alfedena, 3 maggio 1883 – †Castel del Giudice, 25 febbraio 1938), cappellano militare e parroco di Castel del Giudice nel Molise, curano una pagina fb dedicata alla veneranda memoria del Prelato caduto nel compimento del suo Sacro Ministero.

Don Matteo Brunetti: la memoria del Prelato corre sul web


Don Matteo Brunetti nasce ad Alfedena (L’Aquila) nella casa avìta di Borgo Veroli 6, dal m° Annibale, artista scalpellino in servizio per l’ornato alla Fabbrica di San Pietro in Vaticano (1850-1894) e da Rachele di Laura Frattura, genitori di dieci figli, il 3 maggio 1883.

Tenuto al fonte battesimale col nome del nonno, Matteo (benestante, proprietario dell’intero fabbricato e di cospicue aree terriere in Alfedena), maestro di scuola, esattore fondiario del Comune di Alfedena. Fu avviato dopo le elementari, dagli zii ecclesiastici (fratelli del padre Annibale), il Reverendo Don Gaetano Brunetti, Religioso  della Congregazione di San Gaspare del Bufalo missionario in Campagna e Marittima, ed Arciprete Don Filippo Brunetti Parroco di Alfedena (decorato al Valor Civile per l’opera prestata durante l’epidemia colerica che colpì Alfedena e gli Abruzzi nel 1884), alla vita ecclesiastica.

Diocesi di Sulmona-Valva: Commemorato ad Alfedena don Matteo Brunetti


Nel 1894 fu ammesso al Seminario Diocesano di Trivento, segnando così la tradizione familiare che diede nei secoli ed anche nelle precedenti generazioni, dal ‘700 e ‘800, numerosi sacerdoti di casato Brunetti. Ricevuta l’ordinazione sacerdotale nel 1907, restò in servizio al Seminario di Trivento. Nel 1915, fu chiamato alle armi come Cappellano Militare con il grado di Tenente. Seguì tutte le vicissitudini dei fronti di guerra fino alla vittoria di Vittorio Veneto del 4 novembre 1918.
Tornato in sede ad Alfedena, con dignità di canonico, fu nominato Curato Parroco di Civitella Alfedena. Officiò altresì in Villetta Barrea, in Diocesi di Montecassino. Promosso alla dignità ecclesiastica di Arciprete della Collegiata di Alfedena,  fu incardinato nella Diocesi di Trivento per reggere la Parrocchia di Castel del Giudice nel Molise. Ivi regge il suo sacro ufficio, contrastando la penetrazione protestantica e fondando la scuola, attuale Casa di Riposo.
Comandato ad officiare al Convento delle Suore in Capracotta l’11 febbraio 1938 festa della B.V. Maria di Lourdes, si recava a cavallo percorrendo lo scosceso sentiero di montagna che congiunge Castel del Giudice alla sovrastante Capracotta, per circa mille metri di dislivello.

Morì in una tormenta di neve, Alfedena ricorda Don Matteo Brunetti


Fu investito da violenta tormenta di neve, che lo sommerse con la stessa cavalcatura. Soccorso nella notte da carabinieri e volontari, venne riportato in canonica a Castel del Giudice assiderato, preda di nefrite acuta, cui seguì il fatale blocco renale. Ivi morì il 25 febbraio 1938.
Sepolto nel cimitero di Alfedena, ricordato con lapide all’interno della Cappella funeraria di Famiglia Brunetti, di cui il Vescovo di Sulmona autorizzò, nel 1989, l’officiatura privata della Santa Messa.

(fonte:   Fernando Crociani Baglioni, Labaro e Medagliere,   Editrice Laurum, Pitigliano (Gr),   2008 ) .

ALFEDENA (AQ), “PAESE DI DOTTORI” E BUONA AMMINISTRAZIONE (I)

Dăruieşte o carte !


de Stelian Ţurlea .

campanie-daruieste-o-carte-1Cu câţiva ani în urmă, chiar în acest spaţiu, îmi îndemnam prietenii şi pe toţi iubitorii de lectură să dăruiască o carte de Ziua Cărţii. Potrivit unei străvechi tradiţii catalane, în ziua de Sfântul Gheorghe îndrăgostiţii se întâlnesc pentru a-şi oferi daruri: bărbaţii le oferă doamnelor câte o floare, iar acestea le dăruiesc, în schimb, o carte. Ştiu oameni care fac asta de ani mulţi. Nu mă simţeam descurajat de indolenţa autorităţilor, parcă mai mare pe meleagurile noastre decât prin alte părţi. Nici în acest an nu mă simt descurajat.

Peste câteva zile, de Sfântul Gheorghe, 23 aprilie, va fi din nou şi Ziua Internaţională a Cărţii. Pentru a promova lectura, tipăriturile şi drepturile de autor, UNESCO a stabilit ca această zi să fie sărbătorită de toată lumea – şi se întâmplă din 1995. N-a fost o zi aleasă întâmplător. Atunci au murit doi coloşi ai literaturii universale – William Shakespeare şi Miguel de Cervantes. (Trec între paranteze că ziua e legată şi de alţi scriitori foarte importanţi – peruanul Inca Garcilaso de la Vega, englezii William Wordsworth şi Rupert Brooke, francezii Jules Barbey d’Aurevilly şi Maurice Druon, islandezul Halldor Laxness, rusul Vladimir Nabokov). Din 2005, prin Hotărâre de Guvern, ziua a fost declarată şi „Ziua Bibliotecarului din România”, astfel că în România, începând cu acel an, se sărbătoreşte şi Ziua Bibliotecarului, concomitent cu Ziua Internaţională a cărţii şi a drepturilor de autor.

Aţi aflat vreodată, în toţi anii de atunci, de vreo acţiune amplă coordonată de autorităţi, care să îndemne consistent la promovarea cărţii şi a lecturii, în afara câtorva evenimente sporadice şi realizate cu deosebire de particulari sau de societatea civilă?

Raţiunea de a fi a oricărei biblioteci este de a sprijini sănătatea culturală şi educaţională a unui popor. Despre raţiunea cărţii şi a lecturii e inutil să mai vorbim. E adevărat că se citeşte puţin. Dar se întâmplă la fel pretutindeni, iar fenomenul nu este chiar dramatic, pentru că se citeşte încă. Există locuri în lume unde statul îndeamnă la „obiceiuri de lectură” şi a elaborat, după la fel de insistente presiuni, politici de stimulare a lecturii. La noi, încă se aşteaptă decizii. Priorităţile oricum sunt altele, ni se spune sau ni se sugerează. Poate motivul principal al indolenţei stă în precaritatea economică, altele fiind cu adevărat priorităţile. Înţeleg, dar nu mă pot împiedica să gândesc că lectura ajută la schimbarea mentalităţilor, iar aceasta duce, în timp, la schimbarea lucrurilor în bine.

Indiferenţa pentru carte copleşeşte, nu ştiu să fi fost în vreo epocă mai gravă. Deşi continuă să fie tipărite cărţi, scriitorii continuă să scrie şi să spere, iar editorii continuă să facă slalomuri de supravieţuire. Ei sunt cei care vor sărbători şi în 2014 Ziua Cărţii. lett

Nu mă simt descurajat, spuneam, pentru că, deşi puţine, se vor întâmpla şi în acest an câteva evenimente. Spicuiesc la întâmplare dintre cele care chiar sunt noi, nu tradiţionalele colocvii pe tema cărţii, anunţate de organizaţii culturale. Nu pot să nu promovez şi în acest spaţiu o iniţiativă particulară pe care am susţinut-o şi la care am îndemnat lumea de ani buni: dăruirea de cărţi. O libărie particulară va dărui cărţi oamenilor, la Bucureşti, Oradea, Cluj-Napoca şi Braşov. Una dintre acţiuni se va desfăşura în Centrul Vechi al Bucureştilor, plin de obicei de petrecăreţi. Se va întâmpla la fel în Parcul Cişmigiu – o floare şi o carte oferite de Centrul Audaces Art, specializat în cursuri de limbi străine şi traduceri. Pe esplanada Muzeului Naţional al Literaturii Române din Bucureşti, artistul Mircia Dumitrescu va expune o carte-obiect inspirată din cele 33 de poeme pe care i le-a dăruit Nichita Stănescu. Pe traseul Muzeul Naţional al Literaturii Române – Uniunea Scriitorilor din România – Oficiul Român pentru Drepturile de Autor (ORDA) – Biblioteca Centrală Universitară „Carol I”, echipa proiectului condusă de scriitorul Dan Mircea Cipariu va dărui trecătorilor o floare şi o carte în format clasic sau electronic. Se vor adăuga recitaluri de poezie.

Marile transformări încep cu o adiere.

Sursa: zf

Mic glosar româno-catolic pentru ziariști și entuziaști


Civitas Politics

popebenedictxvi

Intro. Acest articol începe destul de arid, didactic și lingvistic. Nu vă speriați, partea suculentă vine la urmă.

Unu. În terminologia anglo-saxonă (pe care o folosesc Wikipedia, CNN și BBC) schisma din 1054 a împărți Biserica creștină în:

  • Roman Catholic Church

  • Greek Orthodox Church

Observați vă rog lipsa cratimei. Contează. O traducere decentă a acestor termeni ar suna așa:

  • Biserica Catolică Romană

  • Biserica Ortodoxă (Bizantină)

Observați cum am tradus greek prin bizantin. Asta pentru că termenul greek făcea referință la grecii din Bizanț și limba lor greacă. Bizanț, adică Constantinopole, astăzi Istambul în Rep. Turcă, era și este scaunul Patriarhului Constantinopolului, cea mai înaltă poziție (onorifică) din Ortodoxie.

Pentru anglo-saxoni (care sunt protestanți) această terminologie lungă are sensul ei pentru că evită confuzii. Românii nu au de ce să se complice, așa că spun simplu:

  • Biserica Ortodoxă

  • Biserica Catolică

Doi. Biserica Catolică nu este o cacofonie rușinoasă, ci o excepție…

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BUCAREST, LA MERKEL RIFIUTA LAUREA HONORIS CAUSA ROMENA


BUCAREST, LA MERKEL RIFIUTA LAUREA HONORIS CAUSA ROMENA.

“Angela Merkel ha rifiutato il titolo di Dottore Honoris Causa conferitole dall’Università Politecnica di Bucarest”. La notizia, confermata dal Bundeskanzleramt la Cancelleria federale della Germania, è stata resa nota oggi dal quotidiano romeno Romania Libera.  Quantunque Frau Merkel sia un fisico e chimico ancor prima di essere un politico; quantunque abbia accettato già altri sei lauree Honoris Causa, dopo essere stata eletta Cancelliere della Germania: dall’Università Babeş-Bolyai di Cluj (2010); dalla Hebrew University di Gerusalemme (2007), dall’Università di Leipzig, dove studiò e dall’Università di Tecnologia di Breslavia “Politechnika Wrocławska” in Polonia (2010); dall’Università Radboud di Nijmegen, Olanda e dall’Università di Szeged, Ungheria (2013).

 Un gesto inqualificabile di protervia e disprezzo che i romeni non potranno né perdonare né dimenticare, ma soprattutto non potranno comprendere. Ci è noto lo stereotipo dell’insolenza tedesca caratteriale, diremmo in senso negativo culturale. Ma che la Primo Ministro, o Cancelliere che si dica nel mondo germanico, senza che esista uno stato di guerra o una rottura diplomatica di tutta gravità, opponga tanto contundente rifiuto ad una prestigiosissima Università di Stato della Capitale di una Nazione componente l’Unione Europea, costituisce un atto senza precedenti, un insulto non solo alla classe accademica, ai ceti intellettuali, agli studiosi e scienziati, ma una volgare ingiuria alla Nazione per noi sorella del mondo latino.
L’Università Politecnica di Bucarest non soffrirà dell’assenza di Angela Merkel dai suoi ruoli onorari. Ma certamente la stessa Cancelliere avrà scavato un solco difficilmente colmabile con la Nazione leader dell’area Carpatico-Danubiana; laddove da millenni il grande fiume germanico dalle fonti scende a segnare, a cingere i millenni di amicizia e contiguità persino etnica, culturale e civile con i finno-ungari di Pannonia e Transilvania ed i daco-romani di Moldavia e Valacchia, sino alle sponde del Mar Nero.
E’ appena il caso di rammentare agli immemori, che lo stesso destino della Nazione sorella la moderna Romania, e cioè il suo processo unitario e Risorgimento, che la Provvidenza volle coevo al nostro italiano, si compisse consegnando il suo scettro ad un principe germanico cattolico, ma consanguineo del Re di Prussia Imperatore di Germania. A significare già dal 1862 l’inscindibile legame e destino della Romania latina e cristiana, nel senso che oggi diremmo ecumenica, con l’Europa intera.

Fernando Crociani BaglioniFernando Crociani Baglioni