FARI REVOCA LA CONVENZIONE CON 50& PIÙ CAAF PER I LAVORATORI ROMENI IN ITALIA


La FARI – Federazione delle Associazioni dei Romeni in Italia, ha denunciato e revocato la Convenzione in atto dal 2011 con il CAAF 50&Più e Sistema di Patronato e Servizi – Confcommercio. In quanto la stessa, pur essendo stipulata da 4 anni a titolo gratuito e/o conveniente per gli utenti, cioè per i cittadini romeni lavoratori immigrati in Italia.  Da quest’anno 2015, ci veniva riproposta , ma stravolta a titolo oneroso per gli utenti. In misura inaccettabile. E cioè, con tariffe inconsulte nei nostri confronti, quanto per la loro esosità improponibili agli utenti.  Intendiamo dire, che le tariffe introdotte non ci venivano minimamente né previamente proposte, ma venivamo messi di fronte a fatto compiuto. Da parte degli utenti e nostra venivano considerate esagerate e perciò inaccettabili.

            Il nostro lavoro era rivolto a conseguire per i lavoratori romeni in Italia una opportunità favorevole e gratuita rivolta a fomentare e diffondere legalità, integrazione, cittadinanza, “regolarizzazione” di rapporti di lavoro, sociali, culturali e di “normalizzazione” della nostra seconda forza lavoro in Italia.

            L’esosità delle tariffe assunte da strutture finanziate dallo Stato, aventi per scopi istituzionali il servizio ai cittadini contribuenti e lavoratori, non è giustificabile neppure dalla lamentata crisi. In quanto i CAAF servono a stabilire il corretto rapporto tra cittadino e comunque lavoratore contribuente ed i suoi doveri fiscali verso lo stato italiano, verso la collettività, la società italiana della quale e nella quale i romeni intendono e desiderano essere parte integrante, non certo un’appendice di passaggio. Ci dispiace molto, “ne pare rău”,  “nous sommes désolés”, che sia saltato tale accordo, che avevamo realizzato con giusto entusiasmo.  Che dimostrammo da parte nostra celebrando nella sede centrale del 50& PIÙ ENASCO , il 9 settembre 2014, il convegno nazionale delle realtà romene e moldave in Italia, finalizzato al congresso della nostra diaspora nel mondo. Certi di trovare in tanto importante struttura la necessaria considerazione e stima. Ma come quando le cose vanno così bene, in chi pretende di tenere il coltello dalla parte del manico, sorgono fatalmente gli appetiti di condurre il gioco, appetiti economici.  Obbiettiamo che sarebbe come se per ragioni di crisi la Repubblica Italiana andasse ad infliggere tagli alla sua Guardia di Finanza, o ai suoi uffici finanziari, fiscali e tributari, o disincentivasse le sue agenzie di riscossione coattiva. Cosa ne ricaverebbe da simili tagli ?  Se non l’abbassamento del livello di controllo dei suoi gettiti fiscali. E dunque un concreto danno erariale allo Stato stesso. E’ nostro desiderio collaborare con lo Stato, essendone parte integrante, nella legalità, non contro lo Stato.

            Detto ciò, d’ora in poi i lavoratori romeni e moldavi sapranno certamente come meglio orientarsi nella libera concorrenza dei CAAF e corrispondenti Patronati,  scegliendo le migliori opportunità. Sarà nostro compito, pur a campagna fiscale aperta, proporre soluzioni, le più adeguate e migliori.

Venendo meno la convenienza del servizio, non potevamo che interrompere la Convenzione con 50&Più CAAF . Pertanto i nostri associati e famiglie ci seguiranno in quanto contiamo di concludere al più presto altra convenzione con CAAF e Patronati che offrano servizi migliori e più propensi ad accogliere il desiderio di integrazione delle comunità immigrate, romeni e moldavi, che a noi facciano capo.

 

dott.ssa Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcaş

  Presidente del Consiglio Federale FARI, Federazione delle Associazioni dei Romeni in Italia – Roma

 

Roma, 20 aprile 2015

Caaf 50

 

FARI – 50&PIU’ ENASCO, LA CONVENZIONE PER L’ASSISTENZA GRATUITA AI ROMENI IN ITALIA

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Români din Italia: Ce trebuie să ştim despre impozitul pe venit – IRPEF ?

 

LA COMMISSARIA MOGHERINI SI ASSUMA LE SUE RESPONSABILITÀ


Come cittadini europei, non ci riconosciamo in quest’Europa insensibile ai fondamentali valori umani, di fronte a stragi quotidiane di uomini disperati che tentano di raggiungere le nostre coste mediterranee.

MOGHERINI
Se l’Europa non prende urgenti provvedimenti in merito al traffico di schiavi che continua attraverso il Mediterraneo, disseminando il Canale di Sicilia di migliaia di cadaveri, dei disperati che affluiscono in Libia da tutta l’Africa, la Commissaria Mogherini farebbe bene a dimettersi per protesta, evitando di ripetere ad ogni strage, come quella di ieri, che puntualmente si ripete rovesciandosi ogni barcone, le solite vane parole di circostanza.
Gli appelli di Sua Santità Papa Francesco, continuano a cadere nel vuoto.
L’Europa è scandalosamente indifferente e assente.
L’Italia ammette di non farcela a fronteggiare una situazione di ecatombe epocale senza fine. Dai ministri degli Esteri, dell’Interno e della Difesa continua la litania in fotocopia, senza iniziative decisive.
L’Italia non può fungere da taxi per gli scafisti-schiavisti !
Barconi e pescherecci vanno distrutti nei porti, ma questo richiede un intervento italiano ed europeo, su mandato internazionale, nella Libia ridotta ad una landa desolata, preda dell’anarchia, del terrorismo e del crimine.


Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcaş