ALFEDENA E VEROLI RATIFICANO I PATTI TRADIZIONALI DI AMICIZIA E FRATELLANZA


La tradizione è come un torrente d’acqua sotterraneo, che di tanto in tanto,  nel fenomeno carsico riaffiora in superficie, e come un fiume in piena, che impetuosamente scende dai monti, riprende la forza e la spinta ineluttabile,  e proseguendo il suo corso tutto  irresistibilmente travolge.

WP_20140522_04_58_05_ProAlla tradizione religiosa, civile e nel segno della solidarietà è connessa la ripresa dell’antica “Alleanza e Confederazione”,  o come oggi si dice “Amicizia e Fratellanza”, tra Alfedena e Veroli, come fu a partire dal Giubileo del 1350.  E come fu nei secoli successivi, in occasione di terremoti, calamità naturali  ed invasioni. La solidarietà, l’amicizia e fratellanza che sorse e si alimentò  tra le due cittadine dei versanti  abruzzese e ciociaro dell’Appenino, si affermò e consolidò come la forza della tradizione imperitura, come il fiume sotterraneo che la rappresenta. Tant’è che, riportati alla luce dalla Biblioteca Giovardiana di Veroli, i documenti di metà XIX secolo, attestanti il rinnovarsi dell’amicizia tra le due città nei secoli precedenti, nel 1989 e puntualmente, rispettando la cadenza venticinquennale,  solennemente  il 13  luglio 2014 scorso in Alfedena, per la festa della comune patrona Santa Maria Sàlome, il rinnovo  venticinquennale dei Patti di “Alleanza e Confederazione”  fu celebrato, sottoscritto in una pergamena, così come oggi ratificato nello storico palazzo municipale di Veroli,  nella sontuosa  sala consiliare,  ma soprattutto riaffermato nei cuori  commossi degli alfedenesi e dei verolani.

 Con il  Rev.mo Mons. Giovanni Di Stefano Vicario Generale della Diocesi, in rappresentanza di S.E. Rev.ma Mons. Ambrogio Spreafico Vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino, S.E. Rev.ma l’Abate Ordinario di Casamari  Dom Silvestro Buttarazzi, il Presidente della Provincia di Frosinone avv. Antonio Pompeo, la rappresentanza di Alfedena con il  Sindaco ing. Massimo Scura, concludeva, con il Sindaco  di Veroli avv. Simone Cretaro  , e gli antichi  Sindaci marchese comm. Danilo Campanari  e comm.  prof. Mario Tarquini,  il quale teneva un’ampia, dotta  relazione storica, il rinnovo ed impegno pel futuro di quegli antichi Patti di solidarietà fraterna tra le due popolazioni.

La data tradizionale di festa della comune patrona a Veroli è il 24 maggio. Quest’anno, la ricorrenza è caduta di domenica, segnando il centenario d’ingresso dell’Italia nella Grande Guerra e commemorando i suoi Caduti. L’omaggio religioso e civile degli alfedenesi alla città  consorella ed alleata è cominciato dunque dal Monumento ai Caduti, deponendo una corona d’alloro. Per continuare nella Sala Consiliare del Municipio. Dove le duplici pergamene di rinnovo dei patti sono state ratificate e sottoscritte e dai pubblici amministratori e  dai rappresentanti della società civile di entrambe le città. Seguiva uno scambio di doni.WP_20140522_08_53_30_Pro

A seguire la Celebrazione nella Basilica concattedrale di S. Maria Sàlome, che custodisce le spoglie della Santa del Calvario e le sue vestigia, così come è proprio del culto che il Basso Lazio e la Diocesi di Frosinone oltre alla città di Veroli, attribuiscono alla santa stessa, madre di San Giovanni e San Giacomo Apostoli,  dal Medioevo, e specificatamente dal ritrovamento dell’urna nel 1209. Si esibivano i cori di musica sacra di Veroli ed Alfedena. Seguiva la processione tradizionale con la statua e le reliquie. In processione i sindaci in fascia tricolore di Alfedena  Ing. Massimo Scura e di Veroli Avv. Simone Cretaro,  con il Presidente della Provincia di Frosinone avv. Antonio Pompeo, con i  Sindaci e gonfaloni scortati di una ventina di Comuni del Frusinate, di Atina e della stessa Alfedena;  gli Abati dei monasteri del territorio,  i parroci  Rev. Canonico e Rettore della Basilica concattedrale Don Angelo Maria Oddi, e Rev. Don  Marco Wielgosz di Alfedena, il clero diocesano e regolare, le associazioni del laicato cattolico e giovanili. In corteo, la rappresentanza con vessillo scortato  del Sovrano Militare Ordine di Malta, guidata dal conte cav.gr.cr. prof. Fernando Crociani Baglioni cav. di grazia e devozione,  con  il comm. prof. Mario Tarquini, in rappresentanza del Delegato granpriorale  marchese cav.gr.cr. Alessandro Bisleti, con cavalieri, dame e volontari del Basso Lazio.  Così la Nobile Confraternita di Santa Maria Sàlome, con la sua sezione spagnola di Bonares in terra di Andalusia, nei costumi tradizionali, con i vessilli,  manti e le insegne confraternali. Le rappresentanze della società civile ciociara e alfedenese al completo,  nei rispettivi costumi tradizionali e con la rappresentanza degli Alpini  di Alfedena con le penne nere.  La banda allietava con il suo repertorio lirico e di musica sacra la solenne processione che percorreva le strade  e piazze della  città di Veroli, addobbata ogni finestra,   destando il plauso dell’intera popolazione.

La giornata di festa religiosa e civile si concludeva con un’ agape fraterna alla galleria La Catena.

Dott.ssa Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas

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ROMA, MUSICA CORALE ROMENA. ARPEGGIO&ROUA IN CONCERTO


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Inedito “Racconto di maggio – Poveste de mai”: canti lirici, corali e tradizionali romeni.

A Roma, presso la prestigiosa Accademia di Romania a Valle Giulia, il prossimo Sabato 23 maggio,  alle ore 18, avrà luogo l’inaugurazione ufficiale di “Arpeggio & Roua“, il coro romeno formato in Italia da due gruppi vocali distinti, nel 2014. In comune, la stessa immensa passione per la musica corale romena di matrice folklorica.

Sabato 23 maggio,  alle ore 18, appena un anno dal debutto della loro carriera artistica come singoli gruppi, “Arpeggio & Roua” si esibiranno insieme in uno spettacolo unico: “Racconto di maggio – Poveste de mai“. Un concerto straordinario, organizzato dall’Ambasciata di Romania a Roma. Il gruppo musicale interpreterà canti corali antichi e tradizionali romeni di grande spessore culturale.

Il gruppo “Arpeggio“, promosso dall’Associazione “Italia Romania Futuro Insieme”, con Simona, Beatris, Cristina, Bianca, Lăcrămioara e Suzana,  ed il gruppo “Roua”, con Gelu, Nicu, Adrian e  Vali, hanno cantato insieme in più di un’occasione, facendo così conoscere al pubblico italiano e romeno, il ricco repertorio della musica tradizionale corale e folklorica romena. , “Arpeggio & Roua” si sono esibiti a Roma accanto ad artisti di fama internazionale provenienti dalla Repubblica di Moldova, in occasione della Festa di Primavera, “Mărţişor 2015”; altresì, a Sezze (LT), per la “Festa della donna”; a Latina, al Festival  “Piccole stelle cantano”, ed in occasione del Natale di Roma 2015.

Arpeggio&Roua

Arpeggio&Roua

ARPEGGIO & ROUA

Concerto inaugurale

“Racconto di maggio – Poveste de mai”

Sabato 23 maggio,  ore 18

Accademia di Romania  (Valle Giulia) – Piazza José de San Martin, 00197 Roma

Tel. +39.06.3208024;  Fax: 39.06.3216964

Email: accadromania@accadromania.it Web: http://www.accadromania.it/

In programma:

“C’era una volta…”, brani popolari che trattano l’amore giocoso e il ballo antico, interpretati separatamente da “Arpeggio” e “Roua”; 
Coro di voci bianche “Cantus Mundi”
“Nel mondo dei bambini” (prima parte );
“Tornando al presente”,
brani della canzone popolare romena che trattano l’amore malinconico, interpretati dal Coro “Arpeggio & Roua”
“Nel mondo dei bambini” (seconda parte);
“E vissero felici…”, intreccio di doine (canti lirici romeni, Patrimonio dell’UNESCO) e canti da ballo.

 

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A cura di Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas

ROMANIA. LA FAMIGLIA, SFIDA COMUNE


Cattolici e Ortodossi uniti per la famiglia. A Bucarest si è svolto un incontro tra vescovi europei.
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I matrimoni misti tra cattolici e ortodossi, l’economia globalizzata che non ha cura né attenzione per i poveri né per i giovani, spesso obbligati a cercare lavoro in altre regioni del mondo, la preparazione al matrimonio seguita in una logica pastorale di accoglienza, e la pastorale della famiglia, fatta di vicinanza e di contatti personali. Di queste, e di altre sfide pastorali, hanno parlato i presidenti delle Conferenze episcopali del Sud-Est Europa nel corso del dialogo-confronto sul tema della famiglia che si è tenuto a Bucarest dal 17 al 21 aprile. L’incontro, realizzato nell’ambito delle attività del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (CCEE),haripresounatradizionedurataperoltrediecianni,fino al 2012.

“La somiglianza delle sfide pastorali e della situazione della chiesa cattolica in questi paesi – scrivono i vescovi nella nota conclusiva – è la ragione di questi incontri. Due sono gli scopi: rafforzare i rapporti di comunione ecclesiale condividendo le sfide pastorali comuni e approfondire alcune questioni riguardo al tema della famiglia in vista del prossimo Sinodo ordinario dei vescovi (ottobre 2015) e alla luce del Sinodo straordinario del 2014”.
A proposito dei matrimoni misti, i vescovi parlano di “sfide e problemi a causa delle diversità nel modo di concepire il matrimonio e la sua sacra mentalità” evidenziando il bisogno di “accompagnare le coppie in un cammino di fede, perché le differenze non conducano a un relativismo e un’indifferenza religiosa”. Quanto alle migrazioni, “grande sfida per la famiglia”, esigono una “speciale attenzione da parte della Chiesa: si spera una più stretta collaborazione pastorale tra i paesi di origine e quelli di arrivo” e “le comunità cattoliche dei paesi che accolgono gli emigrati – auspicano i vescovi – dovrebbero garantire una preparazione e poi un accompagnamento delle coppie giovani che vengono a sposarsi nei loro paesi di origine”.
La preparazione al matrimonio deve tenere conto delle “sfide poste da una cultura digitale che, permettendo l’accesso a una vasta informazione, non sempre è integrata in una personalità matura capace di prendere decisioni definitive e assumere la responsabilità di una famiglia”. “Motivo di speranza” è invece “la presenza di gruppi di famiglie e di quei movimenti che hanno un carisma speciale dedicato alla famiglia e che costituiscono una risorsa fondamentale della pastorale della famiglia”, scrivono i vescovi ricordando le parole di Papa Francesco nel Messaggio della III Assemblea generale straordinaria del sinodo dei vescovi: “La famiglia cristiana si fonda, cresce e si sviluppa con l’Eucaristia domenicale, quando con tutta la Chiesa, la famiglia si siede alla mensa del Signore. Egli si dona a tutti noi, pellegrini nella storia verso la meta dell’incontro ultimo quando ‘Cristo sarà tutto in tutti’ (Col 3,11)”.
Fonte: Pontificium Consilium Pro Familia, Newsletter Numero 25 – maggio 2015.

Roma, XXIV Festa dei Popoli a San Giovanni in Laterano, domenica prossima


La Festa dei Popoli, tradizionale appuntamento che quest’anno ha per titolo “Chiesa senza frontiere”, è organizzato dai Missionari Scalabriniani, dall’Ufficio per la Pastorale delle Migrazioni del Vicariato di Roma e dalla Caritas diocesana in collaborazione con le comunità etniche di Roma e provincia, le Acli provinciali, Roma Capitale e la Regione Lazio. Dalle 9 l’apertura degli stand in piazza San Giovanni in Laterano, alle 12 la Messa nella basilica lateranense presieduta dal cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo d’Agrigento e presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes. Il pomeriggio si aprirà alle 15 con lo spettacolo folkloristico multietnico

 FestadeipopoliDomenica 17 maggio, a San Giovanni in Laterano, si svolgerà la XXIV edizione della Festa dei Popoli intitolata “Chiesa senza frontiere”. L’evento celebra l’importanza ecclesiale e sociale della presenza delle comunità migranti nella diocesi e nella città di Roma ed è organizzato dai Missionari Scalabriniani, dall’Ufficio per la Pastorale delle Migrazioni del Vicariato di Roma e dalla Caritas diocesana in collaborazione con le comunità etniche di Roma e provincia, le Acli provinciali, Roma Capitale e la Regione Lazio. Prenderà il via alle 9 nel piazzale antistante la basilica di San Giovanni in Laterano con l’accoglienza, la visita agli stand e la possibilità per i più piccoli di partecipare ai giochi e all’animazione che faranno da cornice all’intera giornata. Alle 12 è prevista la celebrazione eucaristica nella basilica lateranense presieduta dal cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo d’Agrigento e presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes. Al termine della Messa la degustazione dei prodotti gastronomici tipici delle comunità etniche partecipanti. Il pomeriggio si aprirà alle 15 con lo spettacolo folkloristico multietnico che porterà sul palco il mondo intero.

 «“Il mondo nuovo” dovrà essere un mondo che sa accogliere. Un mondo che respinge e che tiene le distanze e che guarda gli altri con perplessità non è il mondo che dobbiamo costruire. E questo richiede l’attenzione da parte di tutti». Con queste parole il cardinale Montenegro si è espresso alla 28ª sessione del Congresso dei poteri locali e regionali, presso il Consiglio d’Europa a Strasburgo lo scorso mese di marzo. Se l’Europa, negli ultimi anni, si è soffermata su una lettura problematica del fenomeno della migrazione, è sempre il porporato che invita a intravedere in esso un segno dei tempi, una sfida per scrivere «una pagina nuova di storia» che trovi il giusto spazio nei crocevia ecclesiali e sociali. «Se vogliamo costruire un mondo diverso – ha sottolineato il cardinaleMontenegro – dobbiamo anche “saper rischiare” l’accoglienza. Se davvero ci metteremo insieme tra noi e noi con gli atri, senz’altro ci sarà un’alba diversa».

 I fotografi e gli operatori video, per partecipare alla Messa nella basilica lateranense, dovranno essere autorizzati dalla Sala Stampa della Santa Sede compilando il modulo di richiesta di accreditamento, disponibile sul sito internet www.vatican.va. La richiesta, corredata dei documenti d’identità degli operatori, dovrà essere inviata dalla direzione della testata rappresentata all’indirizzo e-mail accreditamenti@pressva.va entro 48 ore dall’evento. Per ulteriori informazioni contattare la Sala Stampa della Santa Sede: tel. ( 39) 06698921, fax ( 39) 066868810

Editura REDIVIVA la Salonul International de Carte de la Torino 14-18 mai 2015


Editura REDIVIVA din Milano la a treia participare la Salonul International de Carte de la Torino

14-18 mai 2015

Deja o tradiție pentru iubitorii de carte din Italia și nu numai, Salonul International de carte de la Torino, ajuns la cea de-a XXVIII-ediție își va deschide porțile pe 14 mai 2015. Așa cum anunță organizatorii, în perioada Salonului vor prinde viață peste 500 de evenimente, o sărbătoare a cuvintelor, marcată de un calendar foarte bogat: întâlniri cu autori, spectacole de teatru, dialoguri, seminarii, dezbateri, lecturi, laboratoare pentru copii etc.

Tema ediţiei din acest an este Le meraviglie d’Italia/Minunile Italiei, iar țara invitată de onoare este Germania. Pentru al șaptelea an consecutiv, Institutul Cultural Român, prin Centrul Național al Cărții și Institutul Român de Cultură şi Cercetare Umanistică de la Veneţia organizează participarea ţării noastre la cea mai importantă manifestare de profil din Italia cu un stand naţional cu titlul Le meraviglie della Romania/Minunile României.

Situat în Pavilionul 3 R10-S05, Standul României va cuprinde: un spațiu dedicat vânzării de carte: un spațiu destinat evenimentelor literare care vor avea loc în cadrul Standului României; o cabină radio care va găzdui echipa Radio Torino International, unul dintre partenerii media ai participării României la Salonul de Carte, și un punct de informare turistică organizat în parteneriat cu Biroul Național de Turism al României în Italia

Pentru a treia oară, Editura REDIVIVA – un proiect al Centrului Cultural Italo Român din Milano, fondată în anul 2012 are bucuria și onorea să participe la actuala editie a Salonului si sa aducă în fața cititorilor români și italieni, câteva apariții editoriale, apărute în mai multe colecții ale editurii:

  1. “ ” pentru totdeauna ediție bilingvă: română și italiană (titlu în italiană: „Badante per sempre”), de Ingrid Beatrice Coman, apărută în Colecţia Ti racconto il mondo.
  2. „Frontierele inimii” de Lilian von Kertay; Colecția Memorie
  3. I confini del cuore de Lilian von Kertay; Colecția Memorie
  4. “Adam și Eva” de Liviu Rebreanu (Adamo ed Eva traducere în italiană de Davide Arrigoni), colecția Quaderni romeni
  5. Sfera Friglui. Din infern cu dragoste de Aura Christi (Sfera del freddo. Dall’inferno con amore traducere în italiană de Maria Floarea Pop), Colectia Phoenix

Volumul „Sfera frigului. Din infern cu dragoste (titlu în italiană: Sfera del freddo. Dall’inferno con amore) de Aura Christi – proiect editorial susţinute de Institutul Cultural Român prin programul TPS.

 Prezentari REDIVIVA.

Vineri, 15 mai, ora 15.30

Spazio della Poesia, Pavilionul 2

In cadrul tematicii Poezia: exil sau patrie? Poezia română la feminin va fi prezentat volumul Aura ChristiLa sfera del freddo. Dall’inferno, con amore, traducere de Floarea Maria Pop, aparut la Colectia Phoenix a editurii. Intervin: Denisa Comănescu, Aura Christi, Mauro Barindi, Floarea Maria Pop

Moderează: Bruno Mazzoni

Duminică, 17 mai, ora 15.30

Standul României, Pavilionul 3, R10-S05

Noi apariţii editoriale – Centrul cultural italo-român de la Milano (Rediviva)

Prezentarea volumelor: Liviu RebreanuAdamo ed Eva, traducere de Davide Arrigoni (Rediviva); Lilyan KertayI confini del cuore (Rediviva), Ingrid Beatrice ComanBadante per sempre (Rediviva)

Intervin: Violeta Popescu, Ingrid Beatrice Coman, Roberto Merlo, Davide Arrigoni. Moderează: Irina Ţurcanu

Milano, 8 mai 2015

www.redivivaedizioni.com

Camilian Demetrescu, “Abbraccio cosmico”. L’amor che move il sole e l’altre stelle


Il dipinto s’intitola “Abbraccio cosmico” [è dedicato alla strage dell’11 settembre] ed è opera del defunto Camilian Demetrescu, esule rumeno poi italianizzato. Il dipinto ritrae l’abbraccio di due persone asessuate, poste al centro del cosmo rappresentato dallo zodiaco: […].

Abbraccio cosmico L'amor che move il sole e l'altre stelle, risposta alla tragedia dell'11 settembre, arazzo, Vaticano, Sala Paolo VI, 2001/02 cm 400/245.

Camilian Demetrescu, “Abbraccio cosmico” L’amor che move il sole e l’altre stelle, risposta alla tragedia dell’11 settembre, arazzo, Vaticano, Sala Paolo VI, 2001/02 cm 400/245.

L’autore ha dipinto molte delle opere che ornano la Sala Vaticana Paolo VI […].

Demetrescu  frequentò e animò i meeting di Rimini dal lontano ’83, collaborò per anni con l’agnostico Mircea Eliade, fu grande ammiratore del massone, poi convertitosi all’Islam, René Guenon, famelico lettore del filosofo nichilista Oswald Spengler, discepolo del modernista Jacques Maritain ed estimatore dell’ultra modernista Hans Urs von Balthasar.

Camilian Demetrescu (1924-2012)

Camilian Demetrescu (1924-2012)

Demetrescu fu anche fraterno amico e collaboratore di Vintila Horia, scrittore rumeno, il quale fu a sua volta amico del camaleontico Papini, teosofo prima e modernista poi, Davide Albertario docet. Demetrescu dedicò gli ultimi venti anni della sua vita allo studio del simbolismo, cristiano e non, e fu – abbastanza ovviamente – convintissimo ecumenista.

di Davide Consonni – http://www.radiospada.org/

S-a stins artistul român Camilian Demetrescu

Romania: due secoli di satira


Romania: due secoli di satira

Dal diciannovesimo secolo ai giorni nostri, una rassegna dei principali illustratori satirici della Romania, le loro caricature e i rapporti col potere

(Pubblicato originariamente da Les Nouvelles de Roumanie nel marzo 2015, tit. orig. “La caricature roumaine sous perfusion”)

L’arte della caricatura in Romania si è sviluppata di pari passo con l’affermarsi della stampa, a partire dalla fine del XIX secolo. Più la tecnica tipografica migliorava più cominciavano ad apparire riviste satiriche. Purtroppo, inquadrata nel periodo comunista e messa in ginocchio dopo la “Rivoluzione” dalle carenze economiche, questo genere che ben incarna lo spirito romeno è in via di sparizione.

Molti nomi dominano il campo dell’illustrazione nel periodo in cui la Romania è divenuta un regno: Constantin Jiquidi, Francisc Sirato, Nicolae Tonitza, Ion Anestin, Iosif Ross Petrescu Gaina. Tra questi Constantin Jiquidi è stato un vero precursore, estremamente prolifico nonostante sia morto giovane (a 34 anni, 1865-1899). Le su caricature sono state esposte in varie mostre ed ha pubblicato anche un libro, titolato semplicemente “Caricature”. Attorno al 1895, il giovane artista si recò a Parigi per fare pratica. Lavorerà in varie redazioni e sotto l’influenza di una pubblicazione dell’epoca che presentava la storia di Cristoforo Colombo a fumetti, pubblicherà nel 1896, al suo ritorno a Bucarest, i primi fumetti in Romania.

Ma sarebbe un’ingiuria non nominare l’influenza decisiva che ha avuto in questo campo uno dei più grandi scrittori romeni, Ion Luca Caragiale (1852-1912), autore in particolare di pezzi teatrali satirici sui suoi contemporanei e sulla classe politica dell’epoca. D’altronde la principale, e di fatto l’unica rivista romena contemporanea che ha fatto della caricatura la propria specificità, sia per le sue illustrazioni che per i suoi articoli – e spesso paragonata al Canard Enchaîné – Academia Catavencu, ha preso ispirazione per il suo nome da una delle opere principali di Ion Luca Caragiale: “Una lettera perduta”.

Re, banconote e francobolli

L’ambiente della caricatura dei primi decenni del ‘900 è stato caratterizzato dalla figura di Ary Murnu. D’origine arumena, è nato nel nord della Grecia nel 1881. Dopo studi in campo artistico in Germania e Romania, si stabilì a Bucarest e si sposò con una romena. Incredibilmente talentuoso e prolifico, pubblica illustrazioni su libri (in particolare manuali scolastici), fumetti (nelle riviste Lumea Copiilore Lumina Copiilor) e soprattutto vignette in varie riviste come Belgia Orientului, Reforma, Duminica.

Nel giornale satirico Furnica (1918-1930) si mostra particolarmente feroce nei confronti della monarchia. Ma quando la rivista chiude, nel 1930, Murnu cambia totalmente registro, abbandona la satira e comincia a lavorare per lo stato romeno, disegnando banconote e francobolli…. alcuni dei quali raffigurano vari monarchi romeni, presi di mira qualche mese prima.

Nel corso della sua carriera l’illustratore ha ricevuto numerosi riconoscimenti. Con l’instaurarsi del comunismo, nel 1944, Ary Murnu si ritirerà in pensione, vivendo sino all’età di 90 anni.

Uno all’indice, l’altro a Parigi

A partire dagli anni 30 e sino alla presa del potere dei comunisti, la satira romena sarà incarnata da due illustratori concorrenti, ma ciononostante amici: Neagu Radulescu e George Voinescu.

Neagu Radulescu ha pubblicato romanzi e fumetti ma è conosciuto in particolare per le sue vignette sulla vita politica e artistica della Romania. Purtroppo, tra le sue creazioni vi è il fumetto del soldato Neata che combatte i bolscevichi e questo gli varrà la messa all’indice dopo la fine della Seconda guerra mondiale e il divieto a pubblicare che durerà per 15 anni. Verso la fine della sua vita verrà “recuperato” dal regime e potrà tornare a pubblicare, sia vignette che romanzi.

Il più giovane George Voinescu è emulo dello stesso Radulescu e finirà col fargli ombra con le sue mostre e le sue illustrazioni. Dopo l’arrivo dei comunisti al potere lavorerà come scenografo in un teatro e approfitterà del breve momento di liberalizzazione della società romena, nel 1968, per trasferirsi a Parigi, dove si guadagnerà da vivere illustrando numerose copertine di libri.

Una caricatura in salsa sovietica

Quando il comunismo si è definitivamente instaurato in Romania, alla fine del 1947, la satira ha seguito l’esempio sovietico: è diventata un nuovo strumento del regime.

Per almeno 15 anni vittima designata dei nuovi caricaturisti romeni sarà il capitalismo e il militarismo americano, inglese e tedesco, elevati a nemici del popolo romeno assieme ai borghesi, agli industriali e ai politici del regime appena abbattuto in Romania.

Forse a causa della sua lunga amicizia con la Romania, o forse perché non pesa poi più molto sullo scacchiere internazionale dopo l’occupazione del 1940, la Francia sarà risparmiata. E’ una rivista mensile, Urzica, a raccogliere la maggior parte dei lavori dei caricaturisti romeni tra il 1948-1989. Dopo l’arrivo al potere di Nicolae Ceaușescu, che auspica un ravvicinamento con i paesi occidentali, le vignette critiche nei loro confronti spariscono dalle pagine di Urzica. Gli illustratori romeni iniziano a ridicolizzare il romeno medio, evitando in ogni caso di toccare i membri del Partito comunista romeno.

Fuoco di paglia

Con la “Rivoluzione” la satira romena, dopo aver conosciuto un primo periodo di straordinaria effervescenza, entra in un lungo periodo di agonia. Nacquero numerose riviste satiriche ma, – abbattute dall’inflazione, dalla situazione economica precaria, dall’impoverimento dei lettori, dalla loro perdita d’interesse per la situazione politica generale – spariscono altrettanto velocemente.

Gli illustratori non sono più in grado di vivere del loro mestiere che abbandonano, per guadagnarsi da vivere in altri modi.

Attualmente esistono solo tre riviste satiriche: Academia Caţavencu, Caţavencii, Kamikaze, tutte e tre nate dalla chiusura della rivista Academia Caţavencu, che ha caratterizzato il decennio 1990-2000. Sono pochi gli illustratori che riescono a pubblicare quotidianamente o ogni settimana i loro lavori: sono Terente su Evenimentul Zilei, Vali Ivan su Adevărul; Mateo su Curierul. Bogdan Petry disegna regolarmente copertine umoristiche per Evenimentul Zilei e Caţavencii. Costel Patrascan firma regolarmente caricature per Academia Catavencu.

Al di fuori della capitale Bucarest è ancora peggio. Lucian Amarii – Jup, di Iasi, è l’unico che vale la pena menzionare. Ha iniziato la sua carriera nel 1990, sotto l’influenza dei disegni di Wolinski. Non bisogna però dimenticare Gabriel Bratu, di Craiova. A 80 anni resta il solo vignettista romeno fedele al suo giornale Înainte/Cuvântul Libertăţii, dove pubblica le sue illustrazioni umoristiche fin dal 1948!