ROMANIA, LA VOCAZIONE MIRACOLATA. PADRE AUGUSTIN BARBUT NARRA DELLA TRAGEDIA NASCOSTA DAI COMUNISTI


21 agosto 1988. Una delle più gravi catastrofi della Romania comunista, che il regime si sforzò di tenere nascosta all’opinione pubblica; in quanto la tragedia stessa, avrebbe denunciato le condizioni di vita disumane, schiavistiche imposte dalla diffusa povertà. Padre Augustin Barbut, parroco di Santa Maria del Carmine a Santa Marinella, ricorda, nel 25° anniversario, la catastrofe sconosciuta di Valea Uzului, in Transilvania.

27 persone, molti dei quali bambini e adolescenti tra i 13 e i 18 anni, morirono nel 1988, a Valea Uzului, al confine tra Bacau e Harghita, cuore della Romania. In seguito alla tragedia, a Fărăoani (Bacau), in Moldova – villaggio d’origine della maggior parte delle vittime –  si innescò tra la popolazione la scintilla di una rivolta; ma la Securitate occupò il Comune, vietando di rendere noto il disastro. Già otto anni prima, altri 48 pendolari annegarono in una palude a Botosani. E anche quel grave incidente fu tenuto sotto silenzio dal regime e dal suo apparato poliziesco.  Dopo 25 anni, furono pubblicate le immagini esclusive di quella immane tragedia, che colpiva gente inerme, adolescenti e bambini, costretti dalle misere condizioni di vita ad una migrazione interna, su fatiscenti mezzi di trasporto, percorrendo piste dissestate, sfuggendo alle vessazioni della milizia, per procurarsi un minimo sostentamento.

Valea-Uzului-4La sera del 21 agosto 1988, oggi 27 anni fa, un camion con rimorchio lasciava la città di Fărăoani, giudecca di Bacău, con 63 contadini. Molti dei quali avevano un età tra i 12 e i 18 anni. Si recavano di là dei Carpazi per raccogliere patate, in Harghita, presso dei coltivatori benestanti. Per evitare i controlli della Milizia di regime, e per accorciare il tragitto, il conducente del mezzo scelse una pista sterrata attraverso le montagne. Arrivati al confine dei distretti di Bacau e Harghita, avvenne un grave incidente, considerato  per numero delle vittime  tra le peggiori catastrofi mai accaduti in Romania.

Il rimorchio gli ha fatti precipitare  nel burrone

Nottetempo, il camion all’altezza di un ponte sul torrente Uz, incrociò un’altra vettura. Superato il ponte, il camion incappò nel cedimento del terreno sul bordo del burrone.   Il rimorchio cadde nel precipizio, trascinando e ribaltando l’autocarro coi viaggiatori, fino al sottostante fiume. Il più delle vittime morì per schiacciamento e annegamento.

Un adolescente, Augustin Barbut, di 16 anni, si salvò.  Oggi, quel giovane è un religioso carmelitano in Italia, parroco a Santa Marinella – Parrocchia Santa Maria del Carmine. Ed altresì molto impegnato nell’apostolato in favore della comunità romena, come dei migranti che affluiscono numerosi di questi tempi anche sul litorale romano.

Padre Augustin Barbut

Padre Augustin Barbut

Ricordi da incubo

Il giorno dell’incidente, il 16enne Augustin Barbut, era in vacanza e andò ad aiutare i genitori a lavorare in campagna, in Harghita. “Lungo la strada, tutti scherzavano e si raccontavano,  fin quando arrivammo presso Valea Uzului. Superato il campeggio Valea Uzului, entrammo nel bosco e dalla direzione opposta, arrivarono due automobili. Superato il ponte, il camion sbandava sul ciglio del burrone e rovinò nel precipizio ribaltato fino al sottostante fiume. Erano circa le 19:15. Si sentivano solo urla e grida da sotto l’autocarro precipitato. Durante il ribaltamento, alcuni di noi furono sbalzati all’esterno, altri rimasero sotto l’automezzo precipitato e perirono per schiacciamento o annegamento. Io rimasi sotto il camion, e mi tirarono fuori appena aprirono i portelloni, bagnato di gasolio che fuoriusciva dal serbatoio. I viaggiatori della seconda vettura furono i primi soccorritori, ma ancora oggi non ne conosciamo l’identità”, racconta padre Augustin.

Un nuovo inizio per padre Agostino nella Parrocchia di Santa Maria del Carmelo a Santa Marinella

S.E. Mons. Petru Gherghel Vescovo di Iasi e la Dott.ssa Simona Cecilia Farcas

S.E. Mons. Petru Gherghel Vescovo di Iasi e la Dott.ssa Simona C. Farcas

L’attuale Vescovo di Iasi S.E. Mons. Petru Gherghel, ricorda come nessuno abbia scritto mai finora in merito a tanta sciagura. Il prelato officiò allora i funerali delle povere vittime, sotto il controllo della Securitate di regime, che comunque impose il silenzio sulla tragedia.

Migliaia di contadini uscirono in processione nel villaggio, suffragando le vittime di una strage annunciata dalla disperazione. Erano i germi di una rivolta sociale e morale, che l’anno successivo confluì nella Rivoluzione redentrice.

Oggi, una croce con i nomi delle 27 vittime, ricorda tanta tragedia di quel 21 agosto 1988 : Andrei Angelica – 15 anni, Antal Mihai – 14 anni, Antal Burlacu Mihai – 16 anni, Antal M. Margareta – 44 anni, Maria Bortos – 15 anni, Andrei Margareta – 16 anni, Ciprian Ciceu – 14 anni, Maria P. Cancel – 46 anni, Marin Cancel – 17 anni (madre e figlio), Antonina Farcas – 14 anni, Carol P. Farcas – 18 anni, Varvara I. Farcas – 56 anni, Ioan I. Frincu – 14 anni, Ieronim Istoc – 15 anni, Cristian Patrascu – 12 anni, Adrian Patrascu – 14 anni, Cornelia A. Roca – 15 anni, Varvara P. Roca – 61 anni, Cristian Gh. Sabau – 15 anni, Verona M. Ghiurca – 54 anni (Valea Mare), Daniel Duma – 16 anni (Valea Mare), Luca Patrascu – 63 de anni (Valea Mare), Magda Huluban Farcas – 49 anni (Valea Mare).

L’anno successivo, 1989, fu quello della rivolta decisiva della Nazione rumena contro l’oppressione, che condusse alla nostra Rivoluzione liberatrice.

Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas

La 25 de ani: Accidentul de pe Valea Uzului

O tragedie ascunsa de regimul comunist: 27 de morti in aceeasi zi

Sursa: 7est.ro

Fonte: 7est.ro

 

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Un commento su “ROMANIA, LA VOCAZIONE MIRACOLATA. PADRE AUGUSTIN BARBUT NARRA DELLA TRAGEDIA NASCOSTA DAI COMUNISTI

  1. L’ha ribloggato su EUROITALIA newse ha commentato:

    Una delle più gravi catastrofi della Romania comunista, che il regime si sforzò di tenere nascosta all’opinione pubblica; in quanto la tragedia stessa, avrebbe denunciato le condizioni di vita disumane, schiavistiche imposte dalla diffusa povertà. Padre Augustin Barbut, parroco di Santa Maria del Carmine a Santa Marinella, ricorda, nel 25° anniversario, la catastrofe sconosciuta di Valea Uzului.

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