ITALIA-ROMANIA. RAI1: UNA VOCE PER PADRE PIO


Conduce Alessandro Greco con la partecipazione di Gigi D’Alessio. RomaniaPadre Victor Tudor, in origine di fede ortodossa, che dopo il miracolo di guarigione subìto da sua madre, si è convertito al cattolicesimo.una voce padre pio

23/07/2016 – 20:35 – Sabato 23 luglio andrà in onda l’edizione numero 17 di “Una voce per Padre Pio” su Rai1 alle 20.35, dalla Piazza SS. Annunziata di Pietrelcina, in provincia di Benevento, Terra Natale di Padre Pio e culla della Spiritualità. Condotto da Alessandro Greco con la partecipazione straordinaria di Gigi D’Alessio, “Una Voce per Padre Pio”, nato nel 2000 da un’idea di Enzo Palumbo, racconta storie di vita e di fede, esperienze di devozione ma anche solidarietà, fratellanza e, su tutto, la vita e le opere del grande Santo di Pietrelcina. “Una Voce Per Padre Pio” riunisce, per l’occasione, i grandi nomi della musica e dello spettacolo: Anna Tatangelo, Fausto Leali, Stadio, Attilio Fontana, Clizia Fornasier, Dear Jack, Dolcenera, Sal Da Vinci, Giulia Luzi, Francesco Gabbani, Chiara Grispo, Piero Mazzocchetti, Cesare Bocci, Michele Placido, Lina Sastri. Oltre alla musica, ci sarà spazio per momenti di approfondimento sulla figura di Padre Pio: da Monsignor Orazio Piazza, vescovo di Sessa Aurunca che parlerà delle similitudini tra Padre Pio e Papa Francesco a Padre Enzo, sui luoghi “sacri” di Pietrelcina, culla di spiritualità. Da Padre Marciano Morra, amico di Padre Pio e confratello del Convento dei Cappuccini di San Giovanni Rotondo, a Padre Victor Tudor, in origine di fede ortodossa, che dopo il miracolo di guarigione subìto da sua madre, si è convertito al cattolicesimo. Ad arricchire il programma non mancheranno le testimonianze di Orazio Pennelli, pronipote di Padre Pio e di alcuni miracolati, ma ci saranno anche tanti contributi da parte di artisti del calibro di Lino Banfi. Enzo Palumbo racconterà i progetti realizzati in Costa D’Avorio nell’arco dei questi anni, a partire dagli ultimi: una casa famiglia, due villaggi per bambini diversamente abili, un orfanotrofio. Anche l’edizione 2016 sarà legata ad una Campagna di Raccolta Fondi a sostegno dei progetti che l’Associazione “Una Voce Per Padre Pio Onlus”, da anni, porta avanti con grande determinazione. Quest’anno gli impegni sono su tre fronti: a favore della costruzione di un Ospedale dei Poveri; per il mantenimento di un orfanotrofio e di un villaggio per bambini diversamente abili “Les Anges de Padre Pio”, appena inaugurato, e per l’edificazione di una casa famiglia per l’assistenza ai bimbi HIV positivi, “Maison le paradis de Padre Pio” – nell’ambito del progetto “Padre Pio pour l’Afrique”.

Sul palco, la grande Orchestra “I Suoni del Sud” diretta dal Maestro Alterisio Paoletti. Le coreografie sono Angelo Parisi. Autori del programma sono Gianluca Guida, Ivano Balduini e Cristina Serra. La regia della trasmissione sarà curata da Fabrizio Guttuso Alaimo.

Fonte: http://www.ufficiostampa.rai.it/

ANCORA UN MIRACOLO DI S. PIO

Padre Victor: “Il tumore è sparito senza operazione”

La commovente storia di un’intera parrocchia ortodossa convertitasi al cattolicesimo dopo la prodigiosa guarigione della madre del prete locale

padre_victor_il_tumore_e_sparito_senza_operazione_Guarita dal tumore senza alcun intervento medico. L’incredibile storia di Lucrezia Tudor inizia nel 2002 a Pesceana, Contea di Vâlcea, nella Romania centro-meridionale. La settantunenne signora rumena, madre di due figli, uno sacerdote ortodosso, l’altro affermato pittore, da tempo avvertiva continui dolori al petto, aveva la febbre alta e violenti colpi di tosse con fiotti di sangue. I molti dottori che aveva l’avevano visitata non erano stati in grado di formulare una diagnosi precisa, sino a che, dopo aver girato un numero imprecisato di ospedali, una TAC svelò l’arcano. La diagnosi fu spaventosa: tumore al polmone sinistro. A quel punto la famiglia al completo si riunì per cercare di capire cosa si potesse fare; decisero di interpellare i migliori specialisti della Romania, ma questi non poterono che confermare la diagnosi. “Anzi, scoprirono che oramai l’80% del polmone era compromesso; ci dissero che qualsiasi intervento chirurgico sarebbe stato inutile”, raccontano i familiari.

Il figlio prete, Victor, disperato, decise allora di interpellare il fratello Mariano, che vive in Italia e che vanta amicizie altolocate, compreso un notissimo oncologo medico personale di Bill Gates. “Faccia arrivare sua madre a Roma e tenterò di tutto per salvarla”, rispose il professore. Ma anche il luminare non poté che con fermare la diagnosi dei colleghi rumeni; non solo, nel frattempo le condizioni dell’anziana signora erano peggiorate: la febbre aveva raggiunto i 40 gradi e la donna non riusciva a reggersi in piedi. In aereo fu costretta a viaggiare su una barella. “Quando il medico la visitò, si spaventò delle sue condizioni critiche”, ricordano i figli; “e, dopo gli opportuni esami, il dottore affermò che qualsiasi operazione era fuori discussione. Qualsiasi intervento sarebbe stato inutile, le metastasi erano troppo numerose”. A quel punto il medico si limitò a prescrivere degli antidolorifici, per sedare i dolori che sarebbero stati lancinanti soprattutto in punto di morte. “Nostra madre però era serena”, ha raccontato padre Victor; “sapeva tutto ed accettò il suo triste destino. Con Mariano decidemmo che sarebbe rimasta a Roma, per essere più vicina all’ospedale”. E fu in quel momento che accadde l’incredibile.

Spiega padre Victor: “Mio fratello si occupa di arte sacra e stava lavorando per una chiesa vicino l’aeroporto di Guidonia; un giorno noi lo accompagnammo e mentre mia madre girava per l’edificio sacro, rimase affascinata davanti ad una statua di Padre Pio; da quel giorno fece amicizia con lui.Conversava per ore con la statua del Santo, come se fosse una persona viva, confidandogli tutto della sua vita, della sua famiglia e della sua malattia”. Quale non fu la meraviglia dei figli e dei medici quindici giorni dopo quando, dopo una nuova TAC, scoprirono che la massa tumorale era miracolosamente scomparsa! La donna, che era di religione ortodossa, aveva chiesto a Padre Pio un aiuto ed il santo l’aveva ascoltata.

“La guarigione prodigiosa di mia madre, compiuta da Padre Pio a favore di una donna ortodossa, mi colpì molto”, racconta padre Victor; “cominciai a leggere la vita del santo italiano. Raccontai ai miei parrocchiani quanto era accaduto. Tutti conoscevano mia madre e tutti sapevano che era andata in Italia per tentare un intervento chirurgico ma che era poi tornata a casa guarita senza che nessun medico l’avesse operata. Fu così che, nella mia parrocchia, si cominciò a conoscere e ad amare Padre Pio. Leggevamo tutto quello che potevamo trovare su di lui. La sua santità ci conquistava. Intanto, anche altri ammalati della mia parrocchia ricevettero grazie straordinarie da padre Pio. Tra la mia gente si diffuse un grande entusiasmo e, a poco a poco, decidemmo di diventare cattolici per essere più vicini al Padre”.

Il passaggio dalla Chiesa ortodossa a quella cattolica ha richiesto una lunga trafila giuridica. Ma padre Victor e i suoi parrocchiani non si sono scoraggiati. Anzi, hanno persino raccolto i soldi per la costruzione di una chiesa dedicata a S. Pio; alla posa della prima pietra erano presenti l’arcivescovo Metropolita di Fagaras, Lucian Muresan, e Alba Julia dei Romeni, cioè la massima autorità della Chiesa greco-cattolica in Romena. “Al termine della cerimonia”, racconta padre Victor, “il metropolita ha voluto conoscere mia madre, miracolata da S.Pio, e ha posato per una foto con lei”.

Fonte: qui.

Il miracolo di Padre Pio su una donna rumena

La protagonista è la madre di don Victor, un sacerdote rumeno, il quale ha raccontato la straordinaria esperienza.

La signora Lucrezia Tudor aveva un tumore maligno, con svariate metastasi su tutto il corpo. I dottori erano ovviamente poco fiduciosi e le avevano dato poche settimane di vita. La forza della preghiera l’ha salvata. Il giornalista Francesco Dora, della nota rivista settimanale Grand Hotel, ci porta a conoscenza di un evento straordinario verificatosi in Romania. Don Victor Tudor è un sacerdote, in origine di fede ortodossa, che dopo il miracolo di guarigione subìto da sua madre, si è convertito al cattolicesimo. Addirittura, il prete in questione ha fatto costruire nella cittadina di Pesceana (contea di Valcea) la primissima chiesa rumena dedicata al Santo Padre Pio da Pietrelcina. Questa storia ha del surreale e dell’incredibile, sembra davvero uscita da un romanzo fantasy.

Una storia straordinaria, con un bellissimo lieto fine

A raccontarcela pazientemente è lo stesso don Victor il quale ha esordito: “Tutto iniziò 13 anni fa, mia madre all’epoca aveva 71 anni e stava molto male. I medici non riuscivano a formulare una diagnosi precisa e quindi dovette passare diversi ospedali prima di comprendere la sua reale malattia. Poco dopo, mia madre iniziò a tossire sangue ed a provare forti dolori, con tanto di febbre alta. Tornammo in ospedale, le fecero un’ulteriore tac ed il risultato fu sconcertante, un tumore al polmone sinistro”. A questo punto la famiglia di don Victor si riunì tutta, per decidere sul da farsi, furono interpellati i migliori specialisti rumeni, i quali non poterono fare altro che confermare la diagnosi. I medici inoltre affermarono che la situazione era più grave di quanto si fosse previsto: l’80 percento del polmone già compromesso e l’esclusione di qualsiasi intervento chirurgico per l’anziana signora. Il povero Victor, disperato, decise di affidarsi all’aiuto di suo fratello Mariano. Mariano è un artista e vive e lavora a Roma, è solito frequentare amicizie famose, tra queste un importante oncologo, medico peraltro di Bill Gates.

Lui accettò di visitare la donna e fu fissato un appuntamento. Purtroppo le condizioni erano intanto peggiorate, la madre di Victor e di Mariano aveva la febbre a 40 gradi e non riusciva a reggersi in piedi. In aereo fu costretta a viaggiare su una barella. Quando il medico in questione iniziò a visitarla, si spaventò delle condizioni critiche di Lucrezia. Dopo gli opportuni esami, il dottore affermò che qualsiasi operazione era fuori discussione. “Qualsiasi intervento sarebbe stato inutile-ha raccontato Victor-le metastasi erano troppo numerose”. L’unica soluzione era un palliativo, degli antidolorifici, giusto per alleviare i dolori prima della morte. Nonostante tutto, la signora Lucrezia era serena, sapeva tutto ed accettò stoicamente il suo triste destino. Alla fine Victor e Mariano decisero, che la loro amata mamma sarebbe rimasta a Roma, per essere più vicina all’ospedale per le terapie. Fu proprio in Italia che Lucrezia conobbe il Frate di Pietrelcina. A spiegarcelo è sempre lo stesso don Victor: “Mio fratello si occupa di arte sacra e stava lavorando per una chiesa vicino l’aeroporto di Guidonia, un giorno noi lo accompagnammo e mentre mia madre girava per l’edificio sacro, rimase affascinata davanti ad una statua di Padre Pio, da quel giorno fece amicizia con lui”. La signora Lucrezia conversava per ore con la stua del Santo, confidandogli tutto, della sua vita, della sua famiglia e della sua malattia. Dopo la nuova tac, l’evento miracoloso: la massa tumorale era scomparsa!
Fonte: qui.
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