COMUNITAS 2018 – Bene Comune o Società dello Scarto: 29-30 Novembre 2018, Convegno all’Angelicum


La Pontificia Università San Tommaso d’Aquino “Angelicum” di Roma  organizza il 29-30 Novembre 2018, il Convegno Interfacoltà dal titolo COM-UNI-TAS 2018 (COMmon good – UNIversity – Throw Away Societas) –Bene Comune o Società dello Scarto: Fondamenti e Applicazioni“. Ingresso gratuito, previa registrazione online

Il convegno ha lo scopo di affrontare attraverso un dialogo interfacoltà un tema di fondamentale importanza per la chiesa e la società di oggi. Si rifà all’idea del bene comune, un concetto chiave nel pensiero di San Tommaso d’Aquino che riguarda la società e la politica in particolare, in contrapposizione con la “cultura dello scarto”, una delle idee più evocative dell’insegnamento di Papa Francesco. L’università si confronta con queste due possibilità, nei corsi e nei dialoghi con altri interlocutori, nella ricerca e nelle esperienze dei suoi studenti. Tutte queste ricchezze avranno spazio nel convegno, il primo di un percorso annuale che l’Angelicum intraprende dal 2018 e che continuerà nei prossimi anni, in modo da spingere il nostro pensiero oltre le divisioni interdisciplinari e far incontrare i problemi di oggi con le radici del pensiero tomista, sia filosofiche che teologiche.

PROGRAMMA CONVEGNO

29 novembre 2018

Prima sessione

Tra Bene Comune e Società dello Scarto: considerazioni pratiche e status quaestionis

Moderatore: Prof. Girolamo Rossi

09.00 – Saluti di benvenuto ai partecipanti e messaggio del Romano Pontefice – Rev.mo Fr. Michał Paluch OP – Rettore Magnifico della Pontificia Università San Tommaso D’Aquino in Urbe, Roma

09.15 – Tra Bene Comune e Società dello Scarto – Studenti delle Facoltà dell’Angelicum e dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose Mater Ecclesiae (issr me)

10.00 – Laudato Sì e il cambiamento radicale della prospettiva nella Dottrina Sociale della Chiesa – Prof. Alberto Lo Presti, Istituto Superiore di Scienze Religiose Mater Ecclesiae (issr me)

10.20 – Respondents – Facoltà di Filosofia (fil) e Facoltà di Scienze Sociali (fass)

10.30 – Discussione

11.15 – Coffee break

11.45 – Lo stato attuale del pensiero sul bene comune e le sfide attuali della società dello scarto – Prof. Stefano Zamagni

13.00 – Pranzo

Seconda sessione

Riflessioni filosofiche e teologiche sul Bene Comune e la Società dello Scarto

Moderatore: Prof.ssa Catherine Joseph Droste, OP

14.30 – Indicazioni filosofiche per il Bene Comune e le sue suddivisioni – Prof. Stephane Bauzon, Facoltà di Filosofia (fil)

15.00 – Respondents – Facoltà di Diritto Canonico (dir) e Facoltà di Scienze Sociali (fass)

15.15 – Discussione

16.00 – Coffee break

16.30 –  Il bene di tutti e di ciascuno: il carattere morale del Bene Comune in S. Tommaso d’Aquino – Prof. Ryszard Rybka OP, Facoltà di Teologia (teo)

17.15 – Respondents – Facoltà di Filosofia (fil) e Istituto Superiore di Scienze Religiose (issr me)

17.30 – Discussione

18.00 – Conclusioni

 

30 novembre 2018

Terza sessione

Prospettive in ambito socio-giuridico e conclusioni

Moderatore: Prof. Girolamo Rossi

09.00 – Fake news e diritto alla buona famaProf. Vincenzo Fasano, Facoltà di Diritto Canonico (dir)

09.30 – Respondents – Facoltà di Teologia (teo) e Istituto Superiore di Scienze Religiose (issr me)

09.45 – Discussione

10.15 – Coffee break

10.45 – Bene Comune o Società dello Scarto: questa economia uccide! – Prof.ssa Helen Alford OP, Facoltà di Scienze Sociali (fass) – Vice-Rettore della Pontificia Università San Tommaso D’Aquino in Urbe, Roma

11.15 – Respondents – Facoltà di Diritto Canonico (dir) e Facoltà di Teologia (teo)

11.25 – Discussione

12.00 – Relazione conclusiva – Mons. Silvano M. Tomasi

12.30 – Conclusioni – Rev.mo Fr. Michał Paluch OP – Rettore Magnifico della Pontificia Università San Tommaso D’Aquino in Urbe, Roma

13.00 – Rinfresco

Scarica il programma_Convegno_ITA

 

Maggiori informazioni sul sito COMUNITAS

https://sites.google.com/pust.it/comunitas/eventi-events?authuser=0

 

Bene Comune o Società dello Scarto: Fondamenti e Applicazioni

Instrumentum Laboris per il Convegno Interfacoltà della

Pontificia Università S. Tommaso d’Aquino “Angelicum” di Roma

29-30 Novembre 2018

Sono convinto che a partire da un’apertura alla trascendenza
 potrebbe formarsi una nuova mentalità politica ed economica 
che aiuterebbe a superare la dicotomia assoluta 
fra l’economia e il bene comune sociale
 (Papa Francesco, Evangelii gaudium, 205)

Quanta attualità riscuote oggi l’idea di bene comune? Essa sembra uscita dall’orizzonte delle riflessioni sulla convivenza pubblica, e ha uno scarso riscontro anche nelle principali correnti speculative. I processi storici in corso non facilitano la cosa. L’insorgere dei populismi, l’insicurezza globale, la crisi democratica, l’incertezza economica, sono spesso la causa di una rivendicazione dei diritti identitari e nazionalistici, che di fatto chiudono all’idea di bene comune per sostituirla con l’interesse pubblico di una nazione, di una comunità, di un gruppo, in opposizione a quello di altri. Tali dinamiche negative alimentano quella cultura dello scarto più volte denunciata da papa Francesco. Essa rappresenta la più grave forma di negazione del bene comune, perché espelle le persone dalla comunità, in una cultura che tende a valorizzare solo ciò che è produttivo e remunerativo. Il cristianesimo, invece, è rimasto l’ultimo baluardo a difendere la necessità e la validità del principio del bene comune nella comprensione dei rapporti sociali e nell’organizzazione della comunità politica. La solitudine con cui svolge tale compito non lo imbarazza, giacché la sua visione è fondata su una salda consapevolezza dottrinale, che ha nel pensiero di san Tommaso d’Aquino un pilastro decisivo e, per molti versi, ancora attuale. Il bene comune nel pensiero di san Tommaso è un bene che fa riferimento ad ogni uomo ed a tutto uomo, cioè alla sua dimensione corporale e spirituale nello stesso tempo. In questo bene comune l’uomo dotato di intelligenza e di libertà, cioè la persona, trova tutto il necessario per raggiungere la sua piena perfezione. Il pensiero classico considera il bene comune come il fine della società e il bene del tutto sociale al quale comunicano le persone ed in quanto si ridistribuisce su di esse, favorendole lo svolgimento integrale. Il bene comune consiste nella buona vita dei cittadini uniti sotto le giuste leggi, collega l’etica e la politica, articolando e ordinando il bene della comunità politica e del bene privato. Può essere capito solo in connessione con la virtù e la gioia. Esso, poi, è un fine in sé e non un mezzo e come tale è per noi più amabile del bene privato. Come bene intrinseco della società politica appartiene alla categoria del bonum honestum e può essere definito come communicatio in bene vivendo. Inoltre esso è partecipabile e comunicabile e composto da tre componenti: materiale, intellettuale e morale. La parte primaria del bene comune consiste nelle virtù dei cittadini, invece le istituzioni lo costituiscono al secondo posto. Si sostiene la priorità del bene comune su quello individuale quando il confronto avviene fra beni dello stesso genere. Sul piano materiale, ad esempio, il principio della proprietà privata è subordinato al principio della destinazione universale dei beni. Se, invece, mischiamo materiale e spirituale, otteniamo le contraddizioni che hanno afflitto la storia di gruppi e popoli: per esempio, mai si potrebbe sostenere che il bene materiale della società prevale sul bene spirituale della persona. In tale ambito si collocano gli sforzi intellettuali compiuti da figure importanti, fra le quali ricordiamo Jacques Maritain, Emmanuel Mounier e Romano Guardini, per fondare il discorso su una corretta concezione antropologica, che non sacrifichi all’individualismo la natura sociale dell’essere umano e, dunque, che riformuli attraverso il concetto di persona una visione politica attenta sia alle istanze individuali che a quelle sociali. In modo evidente, la concezione sociale cristiana si articola lungo una trama di rapporti etici senza la quale non potrebbe realizzarsi. Eppure, il mondo moderno ha spesso distinto e contrapposto etica e politica, giustificando le ragioni della reciproca esclusione. Il risultato è l’affermazione di un dissidio potenziale fra le scelte e gli orientamenti etici del cittadino e le iniziative politiche a cui è chiamato a partecipare. È in questo spazio che la creatività del cittadino può essere al servizio di una moderna concezione di laicità nella quale, nello spazio democratico, inteso come luogo di costruzione plurale del bene comune, i principi e i valori cristiani sono chiamati a diffondersi attraverso la partecipazione competente e ferma. Per questo, oggi più ancora che rispetto al passato, l’autentica sfida per la cultura cristiana è di natura formativa e intellettuale. In tal senso la Chiesa è chiamata non solo a promuovere il bene comune come principio e valore della comunità politica, ma a rappresentarne la necessità nell’economia della salvezza, anche attraverso la sua struttura giuridica e normativa. Il diritto ecclesiale, in tal senso, è proprio ordinato al superamento di ogni tentazione individualistica, perché la vocazione dei fedeli deve essere concepita come personale e comunitaria al medesimo tempo. Ecco perché la Chiesa tutela sia la comunione ecclesiale sia i diritti delle singole persone. Essi sono coessenziali, in un orizzonte in cui i diritti e i doveri sono sostenuti da istituzioni ecclesiali concepite come strumenti di grazia, finalizzate al bene di tutti, per la salvezza eterna. Il contenuto del bene comune non è definibile una volta per sempre, ma va concretamente determinato secondo la misura del massimo bene umano storicamente perseguibile nelle condizioni date e dipende da tanti fattori come il dibattito pubblico, gli abiti virtuosi, il consenso, l’azione delle persone che contribuiscono a determinarlo in un dinamismo mai concluso. In altre parole, il concetto di bene comune è intrinsecamente proporzionale e aperto, non limitato interamente. Tale concetto di bene comune è una realtà dinamica, sempre crescente e aperto all’idea dei diritti dell’uomo così importante per la cultura odierna. L’evoluzione del concetto di bene comune nella dottrina sociale della Chiesa va in questa direzione. Negli ultimi pontefici, la nozione del bene comune, quasi si identifica con quella dei diritti dell’uomo. Come non cogliere, oggi, la singolare opportunità offerta dalla globalizzazione dei rapporti sociali per avanzare la concezione cristiana del bene comune? Il suo principio, così come è formulato nella cultura cristiana, sembra trovare nuove e originali conferme dall’affermazione dell’interdipendenza planetaria, secondo il quale tutto ciò che accade in una parte del pianeta può avere ripercussioni su qualsiasi altra. Le conseguenze etiche di tale risultato sono evidenti: interessarsi della felicità altrui è decisivo per coltivare la propria; il bene di ciascuno e il bene di tutti, in particolare dei meno avvantaggiati, sono in stretta correlazione. Ciò implica la più ampia partecipazione di persone, gruppi e popoli, alla costruzione di un umanesimo cristiano nel quale l’umanità si presenta come un soggetto con esigenze di natura etica, politica e giuridica, trascendenti il dato storico ed esistenziale (si parla sempre più spesso dei diritti delle future generazioni, dei tribunali penali internazionali, dei diritti delle comunità tradizionali, ecc.). Lungo tale direzione, il principio cristiano del bene comune si propone come un antidoto naturale alla cultura dello scarto che imperversa nelle società industriali. Tale principio, infatti, si propone come un processo dinamico inclusivo, proteso a immettere nel circuito del bene comune l’ultimo, il meno tutelato, il più povero, il più indifeso, fra i membri della famiglia umana. Nel convegno interfacoltà alla PUST, aspettiamo di approfondire questi e altri temi importanti nelle varie sessioni che saranno a cura delle varie realtà dell’università. In ogni sessione, il dibattito interfacoltà sarà promosso da due respondents che proverranno da una facoltà/istituto diverso da quello che ha fornito il relatore principale. La partecipazione degli studenti è anche prevista in un modo strutturale nello svolgimento del convegno.

Vice-Rettore Helen Alford OP 

Program-of-the event_ENG

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Roma, Minoranze Nazionali e Inclusione in Europa: Conferenza all’Angelicum


22 OTTOBRE 2018
14:30 – 17:30 aula 11

Conferenza

Minoranze Nazionali e Inclusione in Europa

in collaborazione con

Santa Sede, Consiglio Pontificio per il Dialogo Interreligioso, Segretariato della Commissione per le Relazioni Religiose con i Musulmani Osce, Alto Commissario per le Minoranze Nazionali, Fondazione Bruno Buozzi, Roma

Pontificia Università San Tommaso d’Aquino in Urbe, Largo Angelicum 1 – Roma

FACOLTÀ DI SCIENZE SOCIALI

22 OTTOBRE 2018, h. 14,30 – 17,30 aula 11

Conferenza

Minoranze Nazionali e Inclusione in Europa

in collaborazione con

Santa Sede, Consiglio Pontificio per il Dialogo Interreligioso, Segretariato della Commissione per le Relazioni Religiose con i Musulmani Osce, Alto Commissario per le Minoranze Nazionali Fondazione Bruno Buozzi, Roma

P  R O  G  R  A M M A

14.30   Introduzione, Alejandro Crosthwaite, decano facoltà Scienze Sociali, Pontificia Università san Tommaso d’Aquino, Pust

15,00   Lectio Magistralis, Lamberto Zannier, High Commissioner on National Minorities, OSCE Le minoranze nazionali in Europa: l’inclusione lontana

15,45   Tavola rotonda

Coordinatore: Luigi Troiani, professore Invitato di Relazioni Internazionali, Pust

 Partecipanti:    Oleksandr Horodetskyy, presidente Associazione Cristiana Ucraini in Italia

Yousef Salman, presidente della Comunità Palestinese in Italia

Roberto Spagnoli, vice capo redattore Radio Radicale

Tehseen Nisar, Senior Research Fellow, Centre of European Studies, Karachi

Giorgio Benvenuto, presidente fondazione Bruno Buozzi, Roma

17,15   Intervento Conclusivo:

  Khaled Akasheh, Capo Ufficio per l’Islam presso il Consiglio Pontificio per il Dialogo Interreligioso

17,45   Socializzazione e Rinfresco, Sala delle Colonne

Despre patriotism. Ce inseamna astăzi să fii un bun patriot român?


În lumea de astăzi, cu mici excepţii, când faci lucrurile corect şi sincer, respectul celorlalţi vine în mod natural. Nu trebuie să-l ceri şi/sau să-l impui prin acte care să reflecte un patriotism fundamentalist.

Blogul Prof. Univ. Dr. Daniel DAVID: Pentru o Românie Raţională!

Tema acestui articol este legată de discuţiile din spaţiul public cu privire la patriotism şi la ce înseamnă să fii patriot. Cum văd eu patriotismul? 

În Dicţionarul explicativ al limbii române patriotismul este definit ca “…sentiment de dragoste și devotament față de patrie și de popor, statornicit în decursul istoriei…”. Mai simplu şi scurt spus, patriotism înseamnă dragostea faţă de ţară/popor.

Pentru unii patriotismul este totul. Pentru alţii este ceva desuet. Eu cred că patriotismul trebuie să facă parte din cultura fiecărui om; el trebuie însă înţeles şi exprimat corect, pentru a nu aluneca nici în fundamentalism şi obsesie, nici în desuetudine.

La o analiză atentă se poate observa că patriotismul este legat de o stare emoţională, şi anume dragostea. O stare emoţională are mai multe componente: (1) trăirea subiectivă; (2) cogniţiile (gândurile/credinţele) asociate; (3) comportamentele efectuate şi (4) posibilele reacţii psihofiziologice (ex. o stare de activare…

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STUDENTI ROMENI FASS. 8 OTTOBRE: INIZIANO I CORSI UNIVERSITARI ALL’ANGELICUM


Ricordiamo a tutti gli studenti interessati agli obiettivi del progetto “Studio Realtà”, promosso da Adjuvantes con la FASS,  e alle Lauree triennale in Scienze Sociali (BAC) e magistrali (Licenza), che sono in SCADENZA LE ISCRIZIONI per A.A. 2018-2019 alla FASS (Facoltà di Scienze Sociali), Pontificia Università San Tommaso d’Aquino in Urbe. I corsi di laurea proposti sono:

  • Laurea triennale (Baccellierato) in Scienze Sociali
    (classe delle lauree triennali italiane L-36: Scienze politiche e delle relazioni internazionali)
  • Laurea magistrale (Licenza) in Scienze Sociali, indirizzo Scienza Politica
    (classe delle lauree magistrali italiane LM-62: Scienze della politica)
  • Laurea magistrale (Licenza) in Scienze Sociali, indirizzo Economia e Management
    (classe delle lauree magistrali italiane LM-81: Scienze per la cooperazione allo sviluppo)
  • Laurea magistrale (Licenza) in Scienze Sociali, indirizzo Economia e Management, curriculum in Management dello Sport (classe delle lauree magistrali italiane LM-47: Organizzazione e gestione dei servizi per lo sport)
  • Diploma in Management delle Organizzazioni del Terzo Settore e delle Imprese Sociali (XXI Edizione 2018-2019 – tavola rotonda il 17 ottobre: Open Day e consegna degli attestati; i corsi iniziano il 4 novembre).

Le lezioni iniziano l’8 ottobre 2018 alle ore 8:30.

Vedi anche:

Allegati:
Scarica questo file (Flyer 2018.pdf)Diploma CSR, innovazione sociale e sostenibilità 2018 [Volantino descrittivo dell’edizione 2018 del diploma CSR] 613 kB
Scarica questo file (ORDO FASS 2018-19.pdf)ORDO FASS 2018-19.pdf [Nuovo Ordine degli Studi della FASS 2018-19] 841 kB
Scarica questo file (Piano degli studi 2018-2019.pdf)Piano degli studi 2018-2019.pdf

 

 

 

Ordine degli studi anno accademico 2018-2019 Pontificia Università S. Tommaso d’Aquino, Largo Angelicum, 1 – 00184 Roma.