Selciatori: una volta provenivano da Alfedena. Oggi sono i romeni a lastricare le strade di Roma


Roma. Selciatori romeni originari dalla Transilvania, Moldavia e Dobrugia, immortalati al lavoro, impegnati nella pavimentazione del marciapiede in sampietrini, a Porta San Paolo (Roma). Ph. di Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas.
Il sampietrino, detto anche “selcio”, è il piccolo blocco di selce estratto dalle cave poste ai piedi dei Colli Albani (ma anche dalle zone vulcaniche del viterbese). Per estensione si usa la stessa definizione anche per blocchetti simili di altro materiale, per esempio porfido.
Col termine “sampietrini” si intende il lastricato tipico nel centro storico di Roma. Esso è costituito da piastrelle, cubetti tagliati in forma di piramide tronca, disposti gli uni a fianco agli altri, utilizzati in passato per la pavimentazione delle strade italiane, ma soprattutto romane.
I primi “selciati” appaiono nella tradizione romana in età abbastanza moderna: inventati nel Cinquecento per far scivolare meglio le carrozze, poiché in grado di essere levigato dall’attrito dei carri, hanno preso il nome di “sanpietrini” o “sampietrini” perché i primi furono messi appunto in piazza San Pietro.
Papa Sisto V nel il 1585 li usò per la prima volta, mentre Clemente XII Corsini nel 1736 ne fece largo uso sulle strade dei rioni (allora ancora 14) e su via del Corso, dove nei giorni delle corse venivano ricoperti con sabbia e trito di tufo. L’uso del sampietrino per lastricare le strade soprattutto di Roma si fa via via più frequente nei secoli XVII e XVIII.
Con l’Unità d’Italia il sampietrino diventa un materiale molto richiesto. A piazza Navona, dopo la Breccia di Porta Pia (1870), fu rinnovata la pavimentazione con la costruzione di un grande marciapiede centrale in sampietrini.
A Montecompatri fu fondata, il 14 dicembre del 1890, la “Cooperativa dei Selciaroli di Alfedena”, operai specializzati giunti a Roma al tempo in cui la Capitale d’Italia espresse un enorme fabbisogno di manodopera specializzata per la pavimentazione stradale dei nuovi quartieri in costruzione.

Roma, Porta San Paolo.

Selciatori romeni al lavoro impegnati nella pavimentazione del marciapiede in sampietrini, a Porta San Paolo (Roma). Ph. Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas

Selciatori romeni al lavoro impegnati nella pavimentazione del marciapiede in sampietrini, a Porta San Paolo (Roma). Ph. Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas

Selciatori romeni al lavoro impegnati nella pavimentazione del marciapiede in sampietrini, a Porta San Paolo (Roma). Ph. Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas

Il Prof. Fernando Crociani Baglioni narra del ruolo avuto nei secoli XIX e XX dagli artigiani alfedenesi nella realizzazione dei selci destinati alle strade e piazze romane. Cioè, quei cubetti troncopiramidali  alti 25 cm ridotti dai grossi massi frantumati dalle mine nelle cave di roccia basaltica dell’agro romano. Zona di produzione furono le direttrici delle vie Casilina, Appia e Laurentina. Ph. Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas

Porta San Paolo e la Piramide Cestia inserite in una delle aree tra le meglio conservate delle Mura Aureliane. Ph. Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas

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