LA MINACCIA E LA DIFESA ALL’EUROPA. COME LA PENSAVAMO NEL 1983


Expresia sovietică «aktivnyje meroprijatija» de ieri este înlocuită astăzi cu „operațiunea militară specială a Rusiei”.

EUROITALIA news

Ahi, amica Francia, quanto è costato il tuo orgoglio all’Europa!

Riproponiamo lo studio di Roberto Cestelli, pubblicato su Buletin européen 1983/8-9.

Euromissili
o
Pax Sovietica?

LA TERZA VIA: LA DIFESA DALLO SPAZIO

Le nazioni dell’Europa Occidentale possiedono, nel loro insieme, le installazioni industriali più vaste e più avanzate deI mondo, la loro popolazione complessiva è superiore a quella degli USA e dell’URSS, il loro prodotto nazionale lordo globale è più alto di quello degli Stati Uniti ed almeno il doppio di quello sovietico.
Il controllo dell’Europa Occidentale darebbe a chi lo conquistasse risorse industriali, tecniche ed umane che la controparte non potrebbe in nessun modo controbilanciare.
L’Europa occidentale è la chiave di volta deI sistema di equilibrio della pace mondiale.
Lo ha ben chiaro l’Unione Sovietica che della conquista dell’Europa, di cui vorrebbe impadronirsi distruggendola il meno possibile, ha fatto l’obiettivo prioritario deI suo più vasto disegno di dominare il…

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1 Maggio: Da ”volontari” e invisibili (testimonianze di lavoratori sfruttati e/o scartati)


di Simona Cecilia Farcas*

Abstract: Da “volontari” e invisibili… i lavoratori migranti diventano visibili per via della pandemia da Covid-19. I raccoglitori stagionali agricoli non sono i soli a sperimentare l’umiliazione del lavoro sommerso, ma anche coloro i quali, per anni, e soprattutto nei mesi della pandemia, lavorano in Italia in prima linea, non nei campi agricoli, bensì nei servizi di pubblico soccorso. Privi di assicurazione sanitaria e contratto di lavoro. Ma semplici volontari. Cosa si stanno perdendo i romeni in Italia? Attraverso i racconti delle loro esperienze lavorative, sia positive che negative, emerge quanto essi, quali cittadini europei in un paese ospitante, siano consapevoli dei loro diritti sociali e si impegnino per garantirsi la dignità umana di lavoratori migranti.

Key words: lavoratori invisibili, testimonianze, braccianti, romeni, COVID-19, dignità umana, diritti umani, Unione europea.

  1. Lavoro: lo sfruttamento della persona e la manodopera a basso costo

A distanza di quasi 15 anni dall’ingresso della Romania nell’Unione Europea (1 gennaio 2007), decidere di andare a lavorare come braccianti all’estero, risulta una scelta obbligata per numerosi padri e madri di famiglia: una decisione sofferta, ma necessaria per intere famiglie.[1] Si dà il caso che dei 1.800 lavoratori stagionali, impegnati nei 17.000 ettari di campi di una cooperativa nell’Emilia Romagna, gli stranieri sono il 60-70%  e la maggior parte sono romeni.[2]

In pieno lockdown, nella primavera del 2020, a stagione iniziata e dopo la firma di eccezionali accordi tra i governi dei Paesi membri dell’UE, importatori (Occidente) ed esportatori (principalmente i paesi dell’Est, ma anche il Nord Africa[3]) di manodopera a basso costo. Con speciali voli charter ad hoc masse di braccianti furono trasportati in modo organizzato, avvalendosi degli intermediari, i cosiddetti ‘caporali’, in Germania e Gran Bretagna[4], come in Spagna[5], Italia[6] e Austria[7], i lavoratori stagionali, gli Erntehelfer, ossia, gli operai del raccolto.[8]

Gli operai dell’Est partono in gruppi controllati e sono soggetti a visite mediche all’arrivo, devono vivere e lavorare separatamente dagli altri lavoratori per due settimane ed indossare indumenti protettivi. Al momento dell’arrivo, lo stato rilascia un permesso di soggiorno ai braccianti, che vengono quindi assunti dalle aziende agricole con un normale contratto di lavoro a termine gestito dai sindacati agricoli. Il tutto è stato documentato dal programma tv Rai Est Ovest in un servizio andato in onda domenica 19 aprile, che mostra centinaia di stagionali al momento dell’imbarco a Cluj (Romania) su un aereo diretto a Düsseldorf. Anche il giornale britannico Daily Mail, la scorsa settimana, ha riportato della partenza da Bucarest di alcuni voli charter per “importare” braccianti romeni.[9]

Da invisibili, i problemi dei lavoratori stranieri sono diventati visibili nel 2020, scoppiata  la pandemia.[10] Dopo la partenza di 16.000 romeni per lavoro nei campi dei paesi occidentali, con i voli charter, ad aprile 2020, è salito in primo-piano ‘un problema completamente ignorato finora dall’Unione Europea’, ossia, ‘lo sfruttamento dei lavoratori stagionali dalla Romania e altri stati dell’Est-Europa’.[11]    

A maggio 2020, il Bundesministerium für Arbeit und Soziales, [Ministero federale del lavoro e degli affari sociali], finanziò la pubblicazione di una Broschüre di 32 pagine, nelle varie lingue (croato, polacco, bulgaro, ungherese e russo), un opuscolo che informava sui ‘diritti’ dei lavoratori stagionali in Germania, quando i braccianti dell’Est stavano già lì.[12] Un riassunto della stessa Broschüre con le ‘misure e regolamenti importanti per i lavoratori stagionali in agricoltura, silvicoltura e orticoltura’[13], aggiornato al 21 maggio 2021, è tradotto anche in lingua romena.[14] Specie dopo il contagio da coronavirus nei mattatoi tedeschi, a luglio del 2020, quando mille operai romeni risultarono infetti da Covid-19.[15]

Arrivati nel «campo di lavoro» con i voli charter, ai braccianti veniva sottratto il passaporto.[16] Senza il documento di identità, essi si vedono anche minacciati, aggrediti con la violenza fisica e verbale, da parte di caporali con metodi mafiosi.[17] Numerose le testimonianze di lavoratori migranti, ridotti in schiavitù, sulle pagine della stampa romena e, in molti casi, anche della stampa internazionale: vulnerabilità, sfruttamento, violenza a danno dei lavoratori, e non solo stagionali, soprattutto donne, hanno dunque riempito le pagine dei giornali, in Romania come in Germania, Spagna[18] e Italia, anche prima della pandemia da Covid-19.[19]

La figura del ‘caporale’[20], ossia, il reclutatore di manodopera dall’estero a basso costo, per conto dell’imprenditore occidentale, è capillare nel ‘sistema’ del lavoro stagionale. Caporale e imprenditore, mettono in moto un meccanismo che la Dottrina Sociale della Chiesa definisce e condanna quali «strutture di peccato»[21], che «impediscono il pieno sviluppo degli uomini e dei popoli»[22]. Da persona, in queste «strutture», il lavoratore straniero è esclusivamente una «forza lavoro», privato dei suoi diritti umani per la durata della stagione. [23]  Altresì, trattato da ‘scarto’ alla fine del raccolto nei campi, poi buttato via come un qualcosa che non ti serve più. È la testimonianza di una madre che, insieme ai suoi due figli, si trovavano a lavorare nei campi di Knoblauchsland, in Germania, nel 2020: «Vediamo esattamente quanto sia pericoloso il sistema: quando l’imprenditore pensa di non aver più bisogno delle persone o si è stancato di loro, li scaccia senza esitazione alcuna. Ecco la “busta paga”: solo un pezzo di carta come ricevuta, 300 euro a settimana: 300 euro per 50 ore di lavoro».[24] Qualche caso di sfruttamento nei campi tedeschi arrivò anche al Parlamento europeo.[25]

In Italia, un «osservatorio sulle notizie riguardanti lo sfruttamento lavorativo»[26] raccoglie periodicamente le principali notizie dei quotidiani locali e nazionali, in tema di sfruttamento lavorativo, per ogni Comune. Queste notizie vanno a comporre, ogni anno, a partire dal 2018, un archivio[27] con le ‘mappe dello sfruttamento lavorativo’. I casi di sfruttamento dei lavoratori nei vari settori: agricolo, tessile e altri settori, quali edilizia, commercio, logistica, ecc., sono indicati con appositi «segnaposto» di colore diverso, a seconda del settore di segnalazione di abusi.[28] È rilevante, come evidenziato dalla mappa per l’anno 2020, che lo «sfruttamento lavorativo nel settore agricolo» sia prevalente nel Sud Italia, mentre il Centro-Nord, rileva un numero maggiore di casi di sfruttamento nel settore tessile, edilizia, commercio e logistica, oltre al settore agricolo[29].

In conclusione, mentre in Romania il salario minimo è di Euro 460, in Belgio è di Euro 1625; in Germania, il salario minimo, è di Euro 1584, come in UK (Euro 1583).[30] Se non ci fosse un divario così ampio in termini di ‘salario minimo in Europa’, è auspicabile che tanti fenomeni di sfruttamento delle persone e di violazione dei diritti umani, se non del tutto eliminati, potrebbero ridursi considerevolmente.

2. Il caporalato, un fenomeno da combattere

Il fenomeno del caporalato è spesso associato alla criminalità organizzata o alle mafie, ma è molto di più. È un sistema di intermediazione di manodopera nel quale il mediatore detrae in modo illegale una quota del salario del lavoratore regolarmente assunto da terzi. Dopo che nell’estate e autunno del 2015, alcune persone persero la vita nei campi agricoli del Sud Italia, anche la stampa ufficiale si occupò delle «drammatiche condizioni di vita e di lavoro dei braccianti stranieri, ma anche italiani, e stimolato un dibattito pubblico sulla questione del caporalato», che è diventato subito «priorità assoluta» del governo italiano dell’epoca, il quale annunciò «una serie di azioni finalizzate alla lotta contro il caporalato».[31] Secondo Perrotta (2015), misure di tipo repressivo e azioni simili volte a dissuadere «gli agricoltori dall’assumere i braccianti ricorrendo al caporalato» sarebbero destinate a «non cogliere il bersaglio»[32], ovvero, a non migliorare le condizioni di lavoro dei braccianti né tanto meno a colpire concretamente il fenomeno del caporalato:

In molte zone del Sud Italia, i caporali forniscono – naturalmente a pagamento – servizi indispensabili per le aziende agricole e per gli stessi braccianti: il trasporto nei campi e in altri luoghi (negozi, ospedali ecc.), la supervisione del lavoro, il reperimento e la gestione dell’alloggio, la fornitura di cibo e acqua, talvolta anche il viaggio dal Paese d’origine. Si pensi alla raccolta del pomodoro da industria, per la quale, laddove non è meccanizzata, è necessario organizzare e trasportare in tempi brevissimi decine di squadre composte ciascuna da 20-30 operai. I caporali sono gli unici a fornire squadre efficienti, economiche e disciplinate. A voler confiscare il prodotto del reato, bisognerebbe sequestrare forse la metà dei due milioni di tonnellate di pomodori da industria raccolti nel Sud.[33]

            I lavoratori migranti vivono in una condizione di debolezza. L’orario di lavoro impedisce loro di dedicarsi alla cura di sé stessi, dei propri cari: «quando, dopo un turno di dodici ore torno a casa, vado subito a dormire e spesso mi rialzo quando è l’ora di tornare al lavoro»[34], testimonia la ‘volontaria’ da noi intervistata. Emerge quindi la necessità di un nuovo approccio nel mondo del lavoro.

Per quanto riguarda i sezonieri [braccianti, lavoratori stagionali][35] che partono dalla Romania, si dà per scontato che essi siano informati a monte in materia di diritti e doveri. Il Ministero del Lavoro romeno lo fa puntualmente.[36] In Italia, tuttavia, essi dimostrano di conoscere sommariamente le norme relative al rispetto dei diritti sul lavoro[37]. A marzo 2021, al termine di un’importante inchiesta giornalistica[38] sulle condizioni dei romeni ‘lavoratori stagionali nei pressi di Nürnberg, nel tenimento di Knoblauchsland  in Germania[39]’, è risultato che ancora ‘non esiste un piano di protezione per i lavoratori stagionali a cominciare dalla Romania [corsivo originale in romeno]’[40].  

Le rappresentanze diplomatiche della Romania[41] nei vari paesi dell’UE, aggiornano continuamente i propri siti internet con le novità normative in materia di tutela dei lavoratori, supportate dalla stampa in lingua romena, che informa periodicamente sulle ‘condizioni di lavoro, salario, diritti, assicurazione sanitaria’[42]. L’Ambasciata di Romania in Italia, oltre a firmare ‘un accordo per l’arrivo in Italia di 15.000 lavoratori stagionali romeni’[43] con l’allora ministro Bellanova, come riportato dalla stampa, pubblicò anche una sorta di ‘guida’ in lingua romena[44], per i lavoratori, a seguito del Decreto «Cura Italia» del marzo 2020. È evidente, pertanto, come, alla luce dei grandi cambiamenti globali in atto, non sia più possibile pensare di poter continuare ad accettare che i lavoratori migranti siano trattati non da persone, ma solo in termini di semplice «manodopera a basso costo da impiegare nei lavori manuali a bassa produttività che caratterizzano l’agricoltura, l’edilizia e il terziario privato dei servizi alla persona»[45]. Se fino a qualche anno fa «il ricorso a una manodopera più ricattabile», quali i lavoratori stagionali, potete far «aumentare la quota di profitto imprenditoriale, attraverso un aumento dei livelli di sfruttamento espresso da una compressione dei diritti e del Salario», ma soprattutto «un allungamento della giornata lavorativa e un aumento del carico di lavoro»[46], durante il periodo della pandemia da Covid-19, come emerge dalle interviste realizzate per questo studio, vi è una certa consapevolezza da parte degli stessi migranti in merito ai loro diritti e doveri di migranti lavoratori. Ciò, tuttavia, non è sufficiente a tutelarli:

 In agricoltura è estremamente difficile ottenere contratti di lavoro stabili che mettano al riparo dal rischio di perdere il permesso di soggiorno. Inoltre, i braccianti stagionali sono vulnerabili perché spesso vivono in “ghetti” immersi nelle campagne, il che rende i caporali indispensabili per qualsiasi spostamento. Occorrerebbero allora politiche per la casa e per l’accoglienza dei braccianti nei centri abitati e, contemporaneamente, un potenziamento dei trasporti pubblici, anche verso i luoghi di lavoro.[47]

In conclusione, l’informazione sulle condizioni di lavoro, salario, diritti, assicurazione sanitaria, etc., come la conoscenza e la consapevolezza stessa dei propri diritti e doveri nell’Unione Europea, non è sufficiente se il lavoratore, stagionale e non, incappa nel ‘caporalato’, fenomeno deprecabile, con ‘connotati mafiosi e schiavistici’, da contrastare e combattere. …(continua a leggere il contributo di Simona Cecilia FARCAS, Da “volontari e invisibili (testimonianze), in Invisible migrant workers and visible human rights, SZANISZLÓ I. V.(curatore), Angelicum University Press, Roma, 2021, pp. 269-286.


[1] ELENA STANCU, O istorie despre muncitori sezonieri, exploatare și vulnerabilitate. Trei muncitori sezonieri români au fost dați afară de fermierul german pentru care lucrau în Nürnberg. Povestea lor nu este doar despre exploatare, ci despre sărăcia și lipsa de educație care i-au făcut vulnerabili, «Teleleu», Febbraio 15, 2021, https://teleleu.eu/o-istorie-despre-muncitori-sezonieri-exploatare-si-vulnerabilitate/

[2] MICAELA CAPPELLINI, Lavoratori stagionali, allarme per il Coronavirus. Troppe incertezze sulla riapertura delle campagne a primavera. «IlSole24Ore», Febbraio 5, 2021, https://www.ilsole24ore.com/art/lavoratori-stagionali-allarme-il-coronavirus-ACFXD0MB

[3] ANSA, Covid: 142 lavoratori stagionali arrivati a Pescara dal Marocco. Grazie a Coldiretti lavoreranno per salvare raccolti italiani, Aprile 25, 2021, https://www.ansa.it/abruzzo/notizie/2021/04/19/covid-142-lavoratori-stagionali-arrivati-a-pescara-dal-marocco_84ca8e89-ec15-44a7-879a-5b012e6eb674.html

[4] OANA ȚENTER, Exploatarea din farfurie. Cum muncesc românii la fermele din Marea Britanie, «Scena9», Maggio 15, 2021, https://www.scena9.ro/article/muncitori-sezonieri-pandemie-exploatare-migratie

[5] MIRELA IONELA ACHIM, „Bun venit în iad!”. Lucrătorii sezonieri, mulți români, sunt trataţi ca nişte sclavi în fermele beneficiare de fonduri europene: „Sunt mai protejate animalele” (VIDEO), Aprile 12, 2021, https://www.b1.ro/stiri/externe/bun-venit-in-iad-lucratorii-sezonieri-multi-romani-sunt-tratati-ca-niste-sclavi-in-fermele-beneficiare-de-fonduri-europene-sunt-mai-protejate-animalele-video-337701.html.

[6] CĂTĂLIN DUMITRESCU, După Germania, și Italia cheamă românii la lucru. Zilierii noștrii nu vor mai fi sclavi pe plantații, Marzo 12, 2021, https://www.capital.ro/dupa-germania-si-italia-cheama-romanii-la-lucru-zilierii-nostrii-nu-vor-mai-fi-sclavi-pe-plantatii.html

[7] ZIARUL ROMÂNESC AUSTRIA, Fermierii austrieci plătesc zboruri charter pentru a aduce muncitori români: 122 de sezonieri băgați în carantină, Febbraio 5, 2021, https://ziarulromanesc.at/fermierii-austrieci-platesc-zboruri-charter-pentru-a-aduce-muncitori-romani-122-de-sezonieri-bagati-in-carantina/

[8] ITALIAFRUIT NEWS, Voli charter per «importare» braccianti, Maggio 1, 2021, http://www.italiafruit.net/dettaglionews/54358/lapprofondimento/voli-charter-per-importare-braccianti

[9] Ivi.

[10] ELENA STANCU, “Mulți fermieri germani n-au nicio problemă să se comporte ca niște boieri cu muncitorii sezonieri.”, «Teleleu», Febbraio 5, 2021, https://teleleu.eu/multi-fermieri-germani-n-au-nicio-problema-sa-se-comporte-ca-niste-boieri-cu-muncitorii-sezonieri/.

[11] HARVESTING SOLIDARITY, Work during the pandemics, Maggio 15, 2021, https://harvestingsolidarity.com/work-during-the-pandemics/ .  

[12] DGB-PROJEKT „FAIRE MOBILITÄT“, Ihre Rechte als Erntehelfer in Deutschland, Berlin, Deutscher Gewerkschaftsbund, 2020, Febbraio 6, 2021, http://www.fair-arbeiten.eu.

[13] Cfr. BUNDESMINISTERIUM FÜR ERNÄHRUNG UND LANDWIRTSCHAFT, SARS-CoV-2-Arbeitsschutzstandard, Marzo 3, 2021, https://www.bmas.de/SharedDocs/Downloads/DE/Arbeitsschutz/sars-cov-2-arbeitsschutzstandard.pdf?__blob=publicationFile&v=1.

[14] BUNDESMINISTERIUM FÜR ERNÄHRUNG UND LANDWIRTSCHAFT, Condiţii-cadru pentru lucrătorii sezonieri din agricultură în timpul pandemiei COVID-19 (actualizat: 21.05.2021), Maggio 30, 2021, https://www.bmel.de/SharedDocs/Downloads/DE/_Landwirtschaft/rahmenbedingungen-saisonarbeitskraefte-rum%C3%A4nisch.pdf?__blob=publicationFile&v=3.

[15] MIRELA IONELA ACHIM, art. cit.

[16] ELENA STANCU, O istorie despre muncitori sezonieri, exploatare și vulnerabilitate, «Teleleu», Febbraio 15, 2021, https://teleleu.eu/o-istorie-despre-muncitori-sezonieri-exploatare-si-vulnerabilitate/

[17] Ivi.

[18] ELENA STANCU, Istoria din câmpurile de căpșuni din Spania este istoria noastră, a românilor, Febbraio 5, 2021, https://teleleu.eu/istoria-din-campurile-de-capsuni-din-spania-este-istoria-noastra-a-romanilor/

[19] ANDRADA TEODORESCU, Muncitori români, sclavi în viile din Italia: „Dacă vrei să câștigi bani, trebuie să lucrezi până piși sânge”, «Newsromania», Aprile 30, 2021, https://newsromania.net/italia/muncitori-romani-sclavi-in-viile-din-italia-daca-vrei-sa-castigi-bani-trebuie-sa-lucrezi-pana-pisi-sange/

[20] DOMENICO PERROTTA, Lavoro. Lo sfruttamento va oltre il caporalato, Maggio 1, 2021, il Mulino “Rivista di Cultura e di politica”, 2015, https://www.rivistailmulino.it/news/newsitem/index/Item/News:NEWS_ITEM:2984.

[21] GIOVANNI PAOLO II, Lett. enc. Sollicitudo rei socialis, Maggio 15, 2021, https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/encyclicals/documents/hf_jp-ii_enc_30121987_sollicitudo-rei-socialis.html.

[22] GIOVANNI PAOLO II, op. cit.

[23] ELENA STANCU, O istorie despre muncitori sezonieri, exploatare și vulnerabilitate, «Teleleu», Febbraio 15, 2021, https://teleleu.eu/o-istorie-despre-muncitori-sezonieri-exploatare-si-vulnerabilitate/.

[24] Ivi.

[25] EUROPEAN PARLIAMENT, Exploitation of Romanian farmworkers in Germany, «Parliamentary questions», 6 July 2020, Febbraio, 11, 2021, https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/E-9-2020-003997_EN.html.  Cfr. la risposta data l’8 settembre 2020, per conto della Commissione Europea, da parte di Mr. Schmit, Febbraio, 11, 2021, https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/E-9-2020-003997-ASW_EN.html.

[26] OSSERVATORIO INTERVENTI TRATTA, Osservatorio sfruttamento lavorativo 2020, Maggio 5, 2021, https://www.osservatoriointerventitratta.it/osservatorio-sfruttamento-lavorativo-2020/.

[27] Cfr. OSSERVATORIO INTERVENTI TRATTA, Osservatorio sfruttamento lavorativo 2018, Maggio 5, 2021,  https://www.osservatoriointerventitratta.it/osservatorio-sfruttamento-lavorativo-2018/. E Osservatorio sfruttamento lavorativo 2019, Maggio 5, 2021,  https://www.osservatoriointerventitratta.it/osservatorio-sfruttamento-lavorativo-2019/.

[28] OSSERVATORIO INTERVENTI TRATTA, Osservatorio sfruttamento lavorativo 2020, Maggio 5, 2021, https://www.osservatoriointerventitratta.it/osservatorio-sfruttamento-lavorativo-2020/.

[29] Ivi.

[30] HARVESTING SOLIDARITY, op.cit.

 [31] DOMENICO PERROTTA, art. cit.

[32] Ivi.

[33] DOMENICO PERROTTA, art. cit.

[34] Intervista nostra, cit.

[35] Traduzione nostra.

[36] MINISTERUL MUNCII ȘI PROTECȚIEI SOCIALE, Maggio 15, 2021, mmuncii.ro.

[37] Intervista nostra, cit.

[38] TELELEU, Românii suportă abuzurile din străinătate pentru că nimeni nu i-a învățat în țară că au drepturi, Maggio 10, 2021, https://teleleu.eu/romanii-suporta-abuzurile-din-strainatate-pentru-ca-nimeni-nu-i-a-invatat-in-tara-ca-au-drepturi/.

[39] Ivi.

[40] Ibidem.

[41] AMBASADA ROMÂNIEI ÎN ITALIA, Maggio 15, 2021, roma.mae.ro; AMBASADA ROMÂNIEI ÎN REPUBLICA AUSTRIA, Condiţii de muncă în Austria, Maggio 15, 2021, viena.mae.ro;  AMBASADA ROMÂNIEI ÎN REPUBLICA FEDERALĂ GERMANIA, Informații utile pentru lucrătorii sezonieri în domeniul agricol din Germania, Maggio 15, 2021, berlin.mae.ro

[42] EVZ, Condiții de muncă pentru sezonieri în Austria: salariu, drepturi, protecție medicală, Aprile 23, 2021, https://evz.ro/conditii-de-munca-pentru-sezonieri-in-austria-salariu-drepturi-protectie-medicala.html; ZIARUL ROMÂNESC AUSTRIA, Sezonierii din agricultură în Austria: salariul, programul și alte drepturi, Febbraio 11, 2021, https://ziarulromanesc.at/sezonierii-din-agricultura-in-austria-salariul-programul-si-alte-drepturi/

[43] G4MEDIA, Agricultorii italieni: România trimite 15.000 de muncitori sezonieri pe câmpurile din regiunea Veneto/ Ordonanța militară numărul 7 permite zboruri charter pentru transportul muncitorilor sezonieri, Aprile 10, 2020, https://www.g4media.ro/agricultorii-italieni-romania-trimite-15-000-de-muncitori-sezonieri-pe-campurile-din-regiunea-veneto-ordonanta-militara-numarul-7-permite-zboruri-charter-pentru-transportul-muncitorilor-sezoni.html

[44] AMBASADA ROMÂNIEI ÎN ITALIA, Informații utile pentru muncitorii români din Italia, în contextul epidemiei de Covid-19 Material realizat de Ambasada României în Italia, pe baza prevederilor Decretului Lege ”Cura Italia” nr. 18/17.03.2020 Martie 2020, Febbraio 1, 2021,

[45] DOMENICA FARINELLA, SEBASTIANO MANNIA, Migranti e pastoralismo. Il caso dei servi pastori rumeni nelle campagne sarde. «Meridiana», 88, Roma, Viella, 2017, pp. 175-196, Febbraio 11, 2021, https://www.jstor.org/stable/90011292

[46] DOMENICA FARINELLA, SEBASTIANO MANNIA, art. cit.

[47] DOMENICO PERROTTA, art. cit.

*L’autrice è nata in Romania, vive a Roma dal 1993, dove ha studiato Ragioneria, Lingue e Letterature Straniere, Lettere, Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Licenziata (Laurea Magistrale) in Scienze Sociale (Economia e Management), attualmente dottoranda. Si occupa di politica, economia, sociologia, filosofia, educazione ed ecologia integrale con “approccio volontaristico”. E’ ideatrice fondatrice di IRFI – Italia Romania Futuro Insieme, Associazione di volontariato per una patria europea comune (2006).

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