COMUNITAS 2018 – Bene Comune o Società dello Scarto: 29-30 Novembre 2018, Convegno all’Angelicum


La Pontificia Università San Tommaso d’Aquino “Angelicum” di Roma  organizza il 29-30 Novembre 2018, il Convegno Interfacoltà dal titolo COM-UNI-TAS 2018 (COMmon good – UNIversity – Throw Away Societas) –Bene Comune o Società dello Scarto: Fondamenti e Applicazioni“. Ingresso gratuito, previa registrazione online

Il convegno ha lo scopo di affrontare attraverso un dialogo interfacoltà un tema di fondamentale importanza per la chiesa e la società di oggi. Si rifà all’idea del bene comune, un concetto chiave nel pensiero di San Tommaso d’Aquino che riguarda la società e la politica in particolare, in contrapposizione con la “cultura dello scarto”, una delle idee più evocative dell’insegnamento di Papa Francesco. L’università si confronta con queste due possibilità, nei corsi e nei dialoghi con altri interlocutori, nella ricerca e nelle esperienze dei suoi studenti. Tutte queste ricchezze avranno spazio nel convegno, il primo di un percorso annuale che l’Angelicum intraprende dal 2018 e che continuerà nei prossimi anni, in modo da spingere il nostro pensiero oltre le divisioni interdisciplinari e far incontrare i problemi di oggi con le radici del pensiero tomista, sia filosofiche che teologiche.

PROGRAMMA CONVEGNO

29 novembre 2018

Prima sessione

Tra Bene Comune e Società dello Scarto: considerazioni pratiche e status quaestionis

Moderatore: Prof. Girolamo Rossi

09.00 – Saluti di benvenuto ai partecipanti e messaggio del Romano Pontefice – Rev.mo Fr. Michał Paluch OP – Rettore Magnifico della Pontificia Università San Tommaso D’Aquino in Urbe, Roma

09.15 – Tra Bene Comune e Società dello Scarto – Studenti delle Facoltà dell’Angelicum e dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose Mater Ecclesiae (issr me)

10.00 – Laudato Sì e il cambiamento radicale della prospettiva nella Dottrina Sociale della Chiesa – Prof. Alberto Lo Presti, Istituto Superiore di Scienze Religiose Mater Ecclesiae (issr me)

10.20 – Respondents – Facoltà di Filosofia (fil) e Facoltà di Scienze Sociali (fass)

10.30 – Discussione

11.15 – Coffee break

11.45 – Lo stato attuale del pensiero sul bene comune e le sfide attuali della società dello scarto – Prof. Stefano Zamagni

13.00 – Pranzo

Seconda sessione

Riflessioni filosofiche e teologiche sul Bene Comune e la Società dello Scarto

Moderatore: Prof.ssa Catherine Joseph Droste, OP

14.30 – Indicazioni filosofiche per il Bene Comune e le sue suddivisioni – Prof. Stephane Bauzon, Facoltà di Filosofia (fil)

15.00 – Respondents – Facoltà di Diritto Canonico (dir) e Facoltà di Scienze Sociali (fass)

15.15 – Discussione

16.00 – Coffee break

16.30 –  Il bene di tutti e di ciascuno: il carattere morale del Bene Comune in S. Tommaso d’Aquino – Prof. Ryszard Rybka OP, Facoltà di Teologia (teo)

17.15 – Respondents – Facoltà di Filosofia (fil) e Istituto Superiore di Scienze Religiose (issr me)

17.30 – Discussione

18.00 – Conclusioni

 

30 novembre 2018

Terza sessione

Prospettive in ambito socio-giuridico e conclusioni

Moderatore: Prof. Girolamo Rossi

09.00 – Fake news e diritto alla buona famaProf. Vincenzo Fasano, Facoltà di Diritto Canonico (dir)

09.30 – Respondents – Facoltà di Teologia (teo) e Istituto Superiore di Scienze Religiose (issr me)

09.45 – Discussione

10.15 – Coffee break

10.45 – Bene Comune o Società dello Scarto: questa economia uccide! – Prof.ssa Helen Alford OP, Facoltà di Scienze Sociali (fass) – Vice-Rettore della Pontificia Università San Tommaso D’Aquino in Urbe, Roma

11.15 – Respondents – Facoltà di Diritto Canonico (dir) e Facoltà di Teologia (teo)

11.25 – Discussione

12.00 – Relazione conclusiva – Mons. Silvano M. Tomasi

12.30 – Conclusioni – Rev.mo Fr. Michał Paluch OP – Rettore Magnifico della Pontificia Università San Tommaso D’Aquino in Urbe, Roma

13.00 – Rinfresco

Scarica il programma_Convegno_ITA

 

Maggiori informazioni sul sito COMUNITAS

https://sites.google.com/pust.it/comunitas/eventi-events?authuser=0

 

Bene Comune o Società dello Scarto: Fondamenti e Applicazioni

Instrumentum Laboris per il Convegno Interfacoltà della

Pontificia Università S. Tommaso d’Aquino “Angelicum” di Roma

29-30 Novembre 2018

Sono convinto che a partire da un’apertura alla trascendenza
 potrebbe formarsi una nuova mentalità politica ed economica 
che aiuterebbe a superare la dicotomia assoluta 
fra l’economia e il bene comune sociale
 (Papa Francesco, Evangelii gaudium, 205)

Quanta attualità riscuote oggi l’idea di bene comune? Essa sembra uscita dall’orizzonte delle riflessioni sulla convivenza pubblica, e ha uno scarso riscontro anche nelle principali correnti speculative. I processi storici in corso non facilitano la cosa. L’insorgere dei populismi, l’insicurezza globale, la crisi democratica, l’incertezza economica, sono spesso la causa di una rivendicazione dei diritti identitari e nazionalistici, che di fatto chiudono all’idea di bene comune per sostituirla con l’interesse pubblico di una nazione, di una comunità, di un gruppo, in opposizione a quello di altri. Tali dinamiche negative alimentano quella cultura dello scarto più volte denunciata da papa Francesco. Essa rappresenta la più grave forma di negazione del bene comune, perché espelle le persone dalla comunità, in una cultura che tende a valorizzare solo ciò che è produttivo e remunerativo. Il cristianesimo, invece, è rimasto l’ultimo baluardo a difendere la necessità e la validità del principio del bene comune nella comprensione dei rapporti sociali e nell’organizzazione della comunità politica. La solitudine con cui svolge tale compito non lo imbarazza, giacché la sua visione è fondata su una salda consapevolezza dottrinale, che ha nel pensiero di san Tommaso d’Aquino un pilastro decisivo e, per molti versi, ancora attuale. Il bene comune nel pensiero di san Tommaso è un bene che fa riferimento ad ogni uomo ed a tutto uomo, cioè alla sua dimensione corporale e spirituale nello stesso tempo. In questo bene comune l’uomo dotato di intelligenza e di libertà, cioè la persona, trova tutto il necessario per raggiungere la sua piena perfezione. Il pensiero classico considera il bene comune come il fine della società e il bene del tutto sociale al quale comunicano le persone ed in quanto si ridistribuisce su di esse, favorendole lo svolgimento integrale. Il bene comune consiste nella buona vita dei cittadini uniti sotto le giuste leggi, collega l’etica e la politica, articolando e ordinando il bene della comunità politica e del bene privato. Può essere capito solo in connessione con la virtù e la gioia. Esso, poi, è un fine in sé e non un mezzo e come tale è per noi più amabile del bene privato. Come bene intrinseco della società politica appartiene alla categoria del bonum honestum e può essere definito come communicatio in bene vivendo. Inoltre esso è partecipabile e comunicabile e composto da tre componenti: materiale, intellettuale e morale. La parte primaria del bene comune consiste nelle virtù dei cittadini, invece le istituzioni lo costituiscono al secondo posto. Si sostiene la priorità del bene comune su quello individuale quando il confronto avviene fra beni dello stesso genere. Sul piano materiale, ad esempio, il principio della proprietà privata è subordinato al principio della destinazione universale dei beni. Se, invece, mischiamo materiale e spirituale, otteniamo le contraddizioni che hanno afflitto la storia di gruppi e popoli: per esempio, mai si potrebbe sostenere che il bene materiale della società prevale sul bene spirituale della persona. In tale ambito si collocano gli sforzi intellettuali compiuti da figure importanti, fra le quali ricordiamo Jacques Maritain, Emmanuel Mounier e Romano Guardini, per fondare il discorso su una corretta concezione antropologica, che non sacrifichi all’individualismo la natura sociale dell’essere umano e, dunque, che riformuli attraverso il concetto di persona una visione politica attenta sia alle istanze individuali che a quelle sociali. In modo evidente, la concezione sociale cristiana si articola lungo una trama di rapporti etici senza la quale non potrebbe realizzarsi. Eppure, il mondo moderno ha spesso distinto e contrapposto etica e politica, giustificando le ragioni della reciproca esclusione. Il risultato è l’affermazione di un dissidio potenziale fra le scelte e gli orientamenti etici del cittadino e le iniziative politiche a cui è chiamato a partecipare. È in questo spazio che la creatività del cittadino può essere al servizio di una moderna concezione di laicità nella quale, nello spazio democratico, inteso come luogo di costruzione plurale del bene comune, i principi e i valori cristiani sono chiamati a diffondersi attraverso la partecipazione competente e ferma. Per questo, oggi più ancora che rispetto al passato, l’autentica sfida per la cultura cristiana è di natura formativa e intellettuale. In tal senso la Chiesa è chiamata non solo a promuovere il bene comune come principio e valore della comunità politica, ma a rappresentarne la necessità nell’economia della salvezza, anche attraverso la sua struttura giuridica e normativa. Il diritto ecclesiale, in tal senso, è proprio ordinato al superamento di ogni tentazione individualistica, perché la vocazione dei fedeli deve essere concepita come personale e comunitaria al medesimo tempo. Ecco perché la Chiesa tutela sia la comunione ecclesiale sia i diritti delle singole persone. Essi sono coessenziali, in un orizzonte in cui i diritti e i doveri sono sostenuti da istituzioni ecclesiali concepite come strumenti di grazia, finalizzate al bene di tutti, per la salvezza eterna. Il contenuto del bene comune non è definibile una volta per sempre, ma va concretamente determinato secondo la misura del massimo bene umano storicamente perseguibile nelle condizioni date e dipende da tanti fattori come il dibattito pubblico, gli abiti virtuosi, il consenso, l’azione delle persone che contribuiscono a determinarlo in un dinamismo mai concluso. In altre parole, il concetto di bene comune è intrinsecamente proporzionale e aperto, non limitato interamente. Tale concetto di bene comune è una realtà dinamica, sempre crescente e aperto all’idea dei diritti dell’uomo così importante per la cultura odierna. L’evoluzione del concetto di bene comune nella dottrina sociale della Chiesa va in questa direzione. Negli ultimi pontefici, la nozione del bene comune, quasi si identifica con quella dei diritti dell’uomo. Come non cogliere, oggi, la singolare opportunità offerta dalla globalizzazione dei rapporti sociali per avanzare la concezione cristiana del bene comune? Il suo principio, così come è formulato nella cultura cristiana, sembra trovare nuove e originali conferme dall’affermazione dell’interdipendenza planetaria, secondo il quale tutto ciò che accade in una parte del pianeta può avere ripercussioni su qualsiasi altra. Le conseguenze etiche di tale risultato sono evidenti: interessarsi della felicità altrui è decisivo per coltivare la propria; il bene di ciascuno e il bene di tutti, in particolare dei meno avvantaggiati, sono in stretta correlazione. Ciò implica la più ampia partecipazione di persone, gruppi e popoli, alla costruzione di un umanesimo cristiano nel quale l’umanità si presenta come un soggetto con esigenze di natura etica, politica e giuridica, trascendenti il dato storico ed esistenziale (si parla sempre più spesso dei diritti delle future generazioni, dei tribunali penali internazionali, dei diritti delle comunità tradizionali, ecc.). Lungo tale direzione, il principio cristiano del bene comune si propone come un antidoto naturale alla cultura dello scarto che imperversa nelle società industriali. Tale principio, infatti, si propone come un processo dinamico inclusivo, proteso a immettere nel circuito del bene comune l’ultimo, il meno tutelato, il più povero, il più indifeso, fra i membri della famiglia umana. Nel convegno interfacoltà alla PUST, aspettiamo di approfondire questi e altri temi importanti nelle varie sessioni che saranno a cura delle varie realtà dell’università. In ogni sessione, il dibattito interfacoltà sarà promosso da due respondents che proverranno da una facoltà/istituto diverso da quello che ha fornito il relatore principale. La partecipazione degli studenti è anche prevista in un modo strutturale nello svolgimento del convegno.

Vice-Rettore Helen Alford OP 

Program-of-the event_ENG

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Roma, Minoranze Nazionali e Inclusione in Europa: Conferenza all’Angelicum


22 OTTOBRE 2018
14:30 – 17:30 aula 11

Conferenza

Minoranze Nazionali e Inclusione in Europa

in collaborazione con

Santa Sede, Consiglio Pontificio per il Dialogo Interreligioso, Segretariato della Commissione per le Relazioni Religiose con i Musulmani Osce, Alto Commissario per le Minoranze Nazionali, Fondazione Bruno Buozzi, Roma

Pontificia Università San Tommaso d’Aquino in Urbe, Largo Angelicum 1 – Roma

FACOLTÀ DI SCIENZE SOCIALI

22 OTTOBRE 2018, h. 14,30 – 17,30 aula 11

Conferenza

Minoranze Nazionali e Inclusione in Europa

in collaborazione con

Santa Sede, Consiglio Pontificio per il Dialogo Interreligioso, Segretariato della Commissione per le Relazioni Religiose con i Musulmani Osce, Alto Commissario per le Minoranze Nazionali Fondazione Bruno Buozzi, Roma

P  R O  G  R  A M M A

14.30   Introduzione, Alejandro Crosthwaite, decano facoltà Scienze Sociali, Pontificia Università san Tommaso d’Aquino, Pust

15,00   Lectio Magistralis, Lamberto Zannier, High Commissioner on National Minorities, OSCE Le minoranze nazionali in Europa: l’inclusione lontana

15,45   Tavola rotonda

Coordinatore: Luigi Troiani, professore Invitato di Relazioni Internazionali, Pust

 Partecipanti:    Oleksandr Horodetskyy, presidente Associazione Cristiana Ucraini in Italia

Yousef Salman, presidente della Comunità Palestinese in Italia

Roberto Spagnoli, vice capo redattore Radio Radicale

Tehseen Nisar, Senior Research Fellow, Centre of European Studies, Karachi

Giorgio Benvenuto, presidente fondazione Bruno Buozzi, Roma

17,15   Intervento Conclusivo:

  Khaled Akasheh, Capo Ufficio per l’Islam presso il Consiglio Pontificio per il Dialogo Interreligioso

17,45   Socializzazione e Rinfresco, Sala delle Colonne

San Vitale, Românii din Roma invitați la Liturghia de mulțumire a studenților absolvenți


ROMA. Joi, 27 septembrie 2018, la ora 16, va avea loc un „Te Deum” de mulțumire a studenților absolvenți 2018, la Bazilica Sf. Vitale (via Nazionale, 194).  Sunt invitați membrii comunității românești din Roma și provincie, interesați, de asemenea, să cunoască oportunitățile de formare profesonală integrală, cu bursă de studii pentru Facultatea de Științe Sociale la Universitatea Pontificală Sf. Toma de Aquino „Angelicum” în Roma.

Sfânta Liturghie, organizată de Asociația IRFI onlus și studenții români absolvenți ai Facultății de Științe Sociale de la  Universitatea Pontificală Sf. Toma de Aquino in Urbe, va fi celebrată de către Pr. Isidor Iacovici, parohul comunităţii romano-catolice române de la San Vitale în Roma.

Amănunte, la tel. 320 1161307 (WhatsApp), sau e-mail: irfionlus@yahoo.it.

Descarcă afișul pdf.: Te deum de mulțumire absolvenți – 27 sept 2018 – ora 16 – Bazilica San Vitale-Roma

 

Vatican, Pr. Isidor Iacovici numit în Consiliul prezbiteral al Diecezei de Roma

 

 

Romeni a Roma. CSR, Innovazione Sociale e Sostenibilità: Corso di Perfezionamento


Integrare professionalità e competenze per la sostenibilità. Termine per le iscrizioni: martedì 25 settembre 2018. 

Le lezioni iniziano venerdì 28 settembre e terminano sabato 15 dicembre 2018.  I corsi si tengono il venerdì pomeriggio dalle 15 alle 19 e il sabato dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 16, per un totale di 88 ore di formazione in aula.

Sede: Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, largo Angelicum 1, Roma (Rione Monti, angolo via IV Novembre e via Panisperna). Info e-mail: master@pust.it oppure tel. 06 6702.402 / 416.

Professionisti e manager, intenti ad acquisire competenze nel campo della sostenibilità (sociale, economica, istituzionale ed ambientale), dell’innovazione sociale e della CSR (Corporate Social Responsibility / Responsabilità Sociale d’Impresa); e giovani laureati  interessati ad approfondire la loro formazione in questi campi: sono i principali  destinatari del Corso di Perfezionamento in CSR, Innovazione Sociale e Sostenibilità.

Formare manager ed esperti in grado di creare innovazione e valore, orientando e guidando le scelte e le azioni di Istituzioni pubbliche e private, e di trasformarne i processi secondo principi di sostenibilità e di responsabilità, per lo sviluppo del bene comune, è l’obiettivo del Corso di Perfezionamento, istituito dalla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino – Angelicum di Roma, insieme alla onlus Adjuvantes.

Il progetto formativo propone strumenti metodologici e operativi pratici al fine di facilitare l’adozione e la diffusione di pratiche di sostenibilità, lungo l’intero ciclo del valore della vita di imprese e istituzioni (es. gestire le relazioni con gli stakeholder aziendali, predisporre codici etici, redigere e revisionare bilanci di sostenibilità e report integrati, comunicare le politiche di sostenibilità, formulare strategie di asset management nell’ottica dell’investitore etico…).
Il professionista formato sarà in grado di integrare metodologie, strategie e strumenti di CSR, operando
nel territorio di riferimento, in sinergia con gli altri attori istituzionali e privati, secondo principi di innovazione sociale e di sostenibilità, in diverse aree strategiche di organizzazioni complesse, quali ad esempio: imprese che integrano la sostenibilità nelle strategie e politiche aziendali, società di consulenza aziendale, società di advisory etico, società di gestione di fondi etici, studi professionali che offrono servizi alle imprese, enti pubblici, associazioni di categoria, agenzie di comunicazione e uffici stampa, fondazioni private, ONG ed Enti del Terzo Settore.
Il numero di partecipanti è limitato fino ad un massimo di 20. Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione a tutti coloro che avranno frequentato almeno 66 ore di corso (75%).

Quota di iscrizione1.100,00 euro. E’ prevista la possibilità di effettuare il pagamento in due soluzioni: la prima all’atto dell’iscrizione e la seconda entro il 10 novembre 2018.

Termine per le iscrizioni: martedì 25 settembre 2018. 

Convenzioni e sconti qui.

Il corso si caratterizza per multidisciplinarietà è apertura, con un piano didattico suddiviso in otto moduli.
MULTIDISCIPLINARIETÀ
La complessità che abbiamo di fronte e l’urgenza di individuare e perseguire percorsi di sostenibilità (sociale, economica, ambientale, istituzionale) richiede una formazione multidisciplinare, integrata e flessibile, che permetta a ciascuno di fare tesoro della propria formazione, professionalità ed esperienza per operare in modo innovativo ed integrato in vista del bene comune.
APERTURA
Una cultura della sostenibilità, dell’innovazione sociale e della CSR necessita dell’integrazione di competenze diverse (il corso è accessibile a laureati di ogni provenienza e a coloro che già lavorano – anche non laureati – motivati ad approfondire questi temi); deve trovare la massima diffusione ed essere comprensibile a tutti i livelli istituzionali, professionali e civili del Paese, affinché gli obiettivi di sviluppo sostenibile possano essere compresi e perseguiti (il corso è in lingua italiana ed è aperto al dialogo con i territori e al confronto delle istanze dei diversi stakeholder coinvolti nei processi); deve essere economicamente sostenibile (per non ricadere nell’ottica elitista di molte offerte formative di management).

Storia

Il Corso nasce dall’esperienza pluriennale del Master in Management e Responsabilità Sociale d’Impresa, avviato nel 2003 dopo un intenso confronto tra studiosi di diverse nazionalità sui temi dell’etica aziendale, dello sviluppo economico sostenibile e delle responsabilità sociali del management.
L’iniziativa era stata promossa da un gruppo di lavoro costituito da docenti universitari, professionisti e dirigenti aziendali che avevano puntato il riflettore dell’analisi sul rapporto tra morale e impresa.
Dopo dodici edizioni, di cui le ultime due già ampiamente rinnovate, nel 2017 abbiamo deciso di rivedere completamente i contenuti, allargare la rete dei partner e chiamare nel Comitato Scientifico nuovi membri e nuove competenze. 
Affrontare gli obiettivi dell’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile richiede infatti l’attivazione e l’integrazione di competenze e culture differenti, di approcci innovativi e il coinvolgimento delle diverse realtà del Paese: istituzioni pubbliche, società civile e imprese, singolarmente o all’interno di reti, sono tutti chiamati a collaborare e a trovare sinergie, in vista di una società più equa e solidale, per il rafforzamento del bene comune e la costruzione di nuovo benessere sociale.
13 edizioni, dal 2003 al 2017. 205 partecipanti, 60% provenienti da lauree in Economia, Politica e Comunicazione. Metà provenienti dal mondo del lavoro (liberi professionisti ed impiegati). Forte presenza femminile, in crescita negli ultimi anni (dal 49% al 70%). 18% di studenti di origine straniera.
Per tutte le informazioni, accedi al sito: https://sites.google.com/a/pust.it/csrmaster/
E-mail: master@pust.it oppure tel. 06 6702.402 / 416 – Largo Angelicum 1, Roma 00184.

ROMA, ANGELICUM. LAUREA IN SCIENZE SOCIALI: 5 BORSE DI STUDIO PER ROMENI, MOLDAVI, UCRAINI E ALBANESI


In aumento la domanda di figure professionali capaci di operare nel sociale, a contatto con le comunità immigrate, sempre più numerose. Borse di studio per stranieri intenzionati a conseguire il grado di baccellierato (primo ciclo) o di licenza (secondo ciclo) in scienze sociali presso la Facoltà di Scienze Sociali (FASS) all’Angelicum. Info e-mail: fass@pust.it oppure tel. 06 6702.402 – Largo Angelicum 1, Roma 00184.

PROPOSTA FORMATIVA PER L’A.A. 2018-2019: ECCO I CORSI DELLA FASS

Una bellissima notizia ci è giunta da Prof. Helen Alford O.P. Vice Rettore della Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, dirigente del programma “Studio Realtà” presso la Facoltà di Scienze Sociali (FASS) all’Angelicum, grazie a cui numerosi esponenti delle comunità straniere a Roma: ucraina, romena, moldava, albanese ed altri, hanno potuto conseguire gradi accademici e Master all’Angelicum. Molti sono attivi nelle rispettive comunità, operando per il dialogo e “la pacifica convivenza e il mutuo arricchimento fra le varie comunità immigrate a Roma e la loro inte(g)razione con la comunità ospitante”:

Prof. Helen Alford O.P. Vice Rettore della Pontificia Università San Tommaso d’Aquino

Dall’anno accademico 2018-2019, Adjuvantes (Fondo di Solidarietà Educativa) può erogare fino a 5 borse di €1000 ognuna all’anno fino a 3 anni (2 anni per colori i quali si iscrivono direttamente alla licenza) a persone delle varie comunità immigrate – e in particolare, dalle comunità moldava, ucraina, romena e albanese – le quali:

  1. intendano conseguire il grado di baccellierato (primo ciclo) o di licenza (secondo ciclo) in scienze sociali presso la Facoltà di Scienze Sociali (FASS) all’Angelicum;
  2. condividano gli obbiettivi del progetto “Studio Realtà”, promosso da Adjuvantes con la FASS, cioè, favorire la pacifica convivenza e il mutuo arricchimento fra le varie comunità immigrate a Roma e la loro inte(g)razione con la comunità ospitante;
  3. presentino un diploma di maturità, o documento simile, un curriculum vitae (format Europass), una lettera di presentazione da un membro autorevole della comunità di riferimento a Roma (NON necessariamente da un sacerdote), una lettera di motivazione personale che spieghi perché la persona intende iniziare un percorso di studio del tipo che offriamo nella FASS;
  4. possano sostenere le altre spese del percorso (una parte ridotta della tassa accademica annuale, la tassa dell’esame di grado, eventuali iscrizioni come fuori corso, le spese didattiche normali – libri, appunti), in modo di poter conseguire il grado. L’ordine degli studi dell’Angelicum del 2018-2019 (versione provvisoria) è disponibile online, il quale indica le tasse accademiche della FASS e le tasse dell’esame di grado per l’anno 2018-2019; queste tasse possono subìre leggeri aumenti negli anni successivi.
  1. possano frequentare i corsi della FASS, o nella modalità normale (lezioni frontali da lunedì a venerdì durante i due semestri dell’anno accademico) o nella modalità “Tutor” (8 incontri mensili, un sabato al mese, e una settimana intensiva a giugno). 

Per il rinnovo della borsa tra un anno e il successivo, è importante completare il programma di esami entro l’anno accademico in corso (entro la sessione autunnale) e di avere una media di 8. 

Le iscrizioni al percorso normale scadono il 22 settembre. Coloro i quali sceglieranno il programma Tutor (attenzione: le tasse per Tutor sono più alte rispetto alla modalità di presenza in aula), potranno iscriversi entro l’inizio del programma, previsto per il 27 ottobre 2018.

L’Associazione IRFI “Italia Romania Futuro Insieme” promuove  per l’anno accademico 2018-2019, l’offerta formativa della FASS (Facoltà di Scienze Sociali) dell’Angelicum (Pontificia Università San Tommaso d’Aquino in Urbe), ed insieme alla comunità romena in Roma si impegna a sostenere le persone meritevoli desiderose di intraprendere un percorso di studi universitario di qualità, per una formazione personale integrale, al servizio del bene comune.

L’obiettivo è quello di formare persone che possano operare nel sociale, e nella promozione culturale e socio-economica.

Invitiamo, pertanto, i nostri amici romeni, moldavi albanesi e ucraini residenti a Roma e nel Lazio, anche lavoratori, desiderosi di maggiori informazioni sull’offerta formativa ed in merito alle opportunità di borse di studio offerte dalla Facoltà di Scienze Sociali (FASS) all’Angelicum, di prendere contatti con Segreteria Facoltà di Scienze Sociali: e-mail: fass@pust.it oppure tel. 06 6702.402 – Largo Angelicum 1, Roma 00184.

Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcaș

 

ANGELICUM, PROPOSTA FORMATIVA A.A. 2018-2019: ECCO I CORSI DELLA FASS

Universitatea Angelicum oferă Bursă de studii în Ştiinţe Sociale românilor din Roma

Roma, Angelicum. Proiectul “Studio Realtà”: Concurs pentru reprezentanţii comunăţilor româneşti

Romeni a Roma: XXI Master in Management delle Organizzazioni del Terzo Settore e delle Imprese Sociali 


Diploma in Management delle Organizzazioni del Terzo Settore e delle Imprese Sociali (XXI Edizione 2018-2019 ).

Invitiamo i nostri amici e connazionali, italiani e romeni, all’incontro Inaugurale di apertura del Corso Professionale 17 ottobre 2018 ore 16:00, presso l’aula XI alla Pontificia Università S.Tommaso d’Aquino “Angelicum”, Largo Angelicum 1, 00184 Roma. I corsi iniziano il 4 novembre.

Tutte le informazioni di dettaglio sono disponibili sul Sito dedicato del Master.

E’ possibile scaricare da qui il Programma del Master, il Calendario delle lezioni e la Domanda di ammissione.


 

Incontro Inaugurale apertura Corso Professionale 17 ottobre 2018 ore 16:00 aula XIPontificia Università S.Tommaso d’Aquino“Angelicum”Largo Angelicum 1, 00184 Roma

Maggiori informazioni: Master terzo settore

Diritto al lavoro e dignità del lavoro. Dalla globalizzazione dell’economia al caso italiano


Gli economisti di destra e di sinistra, categorie politiche apparentemente superate dopo la crisi del comunismo reale nel 1989, ma in realtà ancora ben presenti nelle loro articolazioni accademiche e nelle consulenze agli uomini di governo, poco o nulla obiettano ai nuovi miti dell’economia industriale contemporanea: globalizzazione, flessibilità del lavoro (o meglio sarebbe dire flessibilità del “diritto” al lavoro) lavoro part-time (lavoro a tempo parziale) che è una riproposizione del vecchio “caporalato”, o lavoro alla giornata, dove i più strani tipi di “imprenditori” andavano a scegliere sulle piazze dell’Italia Meridionale i lavoratori da sfruttare un giorno, due giorni, per poi dimenticarli come pezzi di una macchina da lavoro non più utile ai loro bisogni.

Questa realtà è sottaciuta, addirittura tollerata anche in paesi come l’Italia dove esiste la legge 300 del 20 Maggio 1970 conosciuta come statuto dei lavoratori. Legge che voleva garantire una dignità del lavoratore e del lavoro oggi fortemente ridimensionata da una nuova economia che, appare nuova, ma che in realtà è vecchia quanto lo sfruttamento dell’uomo più forte su quello più debole.

Arthur Fridolin Utz scrive: “La valutazione del lavoro secondo la sua utilità non è in sé segno della degenerazione morale della società industriale. Tuttavia essa diventa una degenerazione quando trascura il lato spirituale dell’azione, che si trova sullo sfondo” (Utz, Etica Economica, Ed. S. Paolo 1999, p. 115).

Poi aggiunge Utz “Nel caso del capitale questo sfondo non esiste: il capitale esaurisce la sua essenza tutta nell’essere qualcosa di utile, qualunque possa essere il movente dell’investitore.

Il lavoratore al contrario riflette nella sua opera e si percepisce contento della sua capacità: quando elabora qualcosa nella società basata sulla divisione del lavoro, egli si attende anche da parte della società un riconoscimento che non si esaurisce nella paga soltanto”. (Utz op. cit. p. 115).

Questo è il principio cardine di una dignità dell’uomo e del lavoratore che la globalizzazione, la flessibilità e il lavoro part-time negano per il modo in cui sono congegnate: la globalizzazione é la polverizzazione dei sistemi di produzione. Le imprese vengono collocate da capitalisti privi d’ogni scrupolo in Paesi dove il costo del lavoro, i diritti dei lavoratori e il rispetto della persona umana sono sostanzialmente inesistenti (Asia, Nord Africa, Est Europeo).

La flessibilità e il lavoro part-time, caratteristica specifica del cosiddetto mercato del lavoro nelle società informatizzate e post-industriali, negano invece quello che sostiene Utz: il Lavoratore “quando elabora qualcosa nella società basata sulla divisione del lavoro (si attende) anche da parte della società un riconoscimento che non si esaurisce nella paga soltanto”. (Utz op. cit.).

Chi si ribella viene licenziato o non trova lavoro.

Aris Accornero scrive: ” La disoccupazione demoralizza ed è causa di depressione. Quando si prolunga, può far perdere le speranze, fino a minacciare la salute mentale” (Aris Accornero, Il Mondo della produzione, ed. Il Mulino, 1994, p. 192).

Questo è il dramma del cittadino che è senza una stabile occupazione.

L’Italia è una Repubblica – dice la Costituzione all’art. 1 – fondata sul lavoro. La stessa Costituzione Repubblicana sancisce per ogni cittadino due diritti fondamentali: quello alla salute e quello al lavoro. La globalizzazione e la cosiddetta nuova economia stanno mettendo in crisi questi principi costituzionali.

Il pensiero di Arthur F. Utz è un antidoto contro questa “cultura” economica che calpesta il diritto della persona di lavorare per vivere e non viceversa. Sempre Utz scrive: “Il diritto al lavoro, benché non significhi la stessa cosa del diritto al sostentamento, è tuttavia con questo connesso, essendo diritto al sostentamento a opera del proprio lavoro. In primo luogo il diritto al lavoro è diritto all’autoaffermazione nella cooperazione sociale, fondato sull’esigenza dell’integrazione di tutti nella totalità sociale (….). Da questo punto di vista esso è fondato sulla finalità del mondo materiale di servire a tutti gli uomini” (op. cit. p. 114).

In un Paese, come l’Italia, dove, aumentano i profitti degli imprenditori e diminuiscono i posti di lavoro questi concetti sono rivoluzionari.

Arthur F. Utz impone a chi tra gli uomini vuole costruire un mondo più giusto una scelta: parlare e lottare democraticamente perché il nuovo sfruttamento dell’uomo sull’uomo sia smascherato e ricondotto a quello che è; il tradimento di due principi fondamentali del cristianesimo: ama il prossimo tuo come te stesso e non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te. Ci vuole una forza politica, che con chiarezza, faccia proprio questo programma. Questo è il vero problema.

Fonte: Oikonomia – Rivista di etica e scienze sociali

Centenario dell’unità romena, convegno di studi all’Angelicum


Roma. InfoFass 2018, n. 23, numero unico annuale di informazione sulle attività della Facoltà di Scienze Sociali dell’Angelicum, Pontificia Università di San Tommaso d’Aquino (PUST), ha voluto comprendere una nota sull’evento a carattere storico che ha celebrato il Centenario dell’unità romena: retrospettive e prospettive, ospitato dalla stessa Università lo scorso 23 marzo 2018.

Perdurante la Grande Guerra, Romania e Moldavia conobbero la loro unificazione, il 27 marzo 1918; mentre la Russia era scossa dalla Rivoluzione bolscevica. La guerra contro gli imperi centrali mossa dalla Romania nel 1916 durava ancora e cessò soltanto con l’armistizio del 1° dicembre 1918, segnando la vittoria della stessa Romania, alleata delle potenze dell’Intesa.

Questo Centenario è stato “celebrato” con un convegno di notevole spessore, ospitato dall’Università San Tommaso d’Aquino in Roma, il 23 marzo 2018; promosso dall’IRFI – Associazione “Italia Romania Futuro Insieme” Onlus, con il Patrocinio dell’Ambasciata di Romania presso la Santa Sede, in collaborazione con la FASS – Facoltà di Scienze Sociali dell’Angelicum.

S.E. Liviu – Petru Zăpîrţan. Ambasciatore di Romania presso la Santa Sede e il Sovrano Ordine di Malta.

Alte le rappresentanze invitate e presenti: Prof. Sr. Helen Alford, O.P. Vice Rettore dell’Angelicum, S.E. il Prof. Liviu–Petru Zăpîrţan Ambasciatore di Romania presso la Santa Sede, Dott.ssa Veronica Ocneriu Console dell’Ambasciata di Romania in Italia, Don Isidor Iacovici capo della comunità romena in Roma di Rito latino, Prof. Eugenia Bojoga docente di lingua romena al Pontificio Istituto Orientale e UBB Cluj-Napoca; Prof. Inocent-Maria Vladimir Szaniszló, O.P. Prof. Fernando Crociani Baglioni giornalista e storico, quale moderatore del simposio. La Dott.ssa Tatiana Ciobanu guidava una rappresentanza del movimento unionista romeno-moldavo.

Il convegno, titolato “1918-2018: Centenario dell’unità romena: retrospettive e prospettive”, ha affrontato le tematiche storiche, culturali e socio-politiche relative all’unificazione nazionale, incentrate sulla rievocazione di due personaggi, Mons. Anton Durcovici (1888-1951), Vescovo di Iasi e martire, ed Eugenio Coseriu” (1921-2002), fondatore della linguistica testuale, protagonisti di quegli avvenimenti o delle loro dirette conseguenze.

Il Prof. Crociani Baglioni ha illustrato la successione e dinamica degli eventi bellici e dei loro risvolti politici e diplomatici, dalla “attesa” dell’intervento romeno nel 1916 a fianco dell’Intesa, alla conclusione della guerra e al Trattato di Pace con l’Austria-Ungheria e la Germania. La pace comportò l’annessione alla Romania di Transilvania e Bucovina. Si realizzò così la “România Mare” ossia la “grande Romania”, nella completezza con Bessarabia e Dobrugia dei suoi confini naturali, di nazione unita nell’idioma neo-latino storico dei romeni. Tale identità fu esaltata negli studi di Eugenio Coseriu, che nato a Mihăileni in Bessarabia nel 1921, seppe rappresentare la vocazione dei popoli romeni alla unità politica nel concerto delle loro regioni storiche. Come la Prof.ssa Eugenia Bojoga, nella sua lezione su “Il periodo italiano nella biografia intellettuale di Eugenio Coseriu” ha ricordato lo studioso.

Prof.ssa Eugenia Bojoga

Dopo il saluto d’ingresso di Sr. Helen Alford, l’Ambasciatore Zăpîrţan, chiar.mo storico e filosofo, ha ringraziato la Vice Rettore per l’ospitalità concessa. Nella sua conferenza dal titolo “L’unicità della creazione di uno Stato”, S.E. Zăpîrţan, citando Hegel, ha ricordato che “un popolo deve assumersi il proprio ruolo verso la storia universale avendo la consapevolezza della propria identità”. Così è il popolo romeno, con “la sua lingua, la sua spiritualità avendo radici nella cultura latina, greca ed ebraico-cristiana, un tesoro per l’intera cultura europea. […] La storia è anche un processo di scambio tra le nazioni; di opere filosofiche, artistiche, religiose, dello Spirito alto, ma anche dello spirito pratico – continua S.E. Zăpîrţan –. I popoli che sono riusciti a creare una grande storia sono i popoli che hanno strutturato correttamente la loro identità riuscendo ad esprimere il loro contributo alla storia universale, perseguendo e creando bene comune. Il “miracolo” di cui parla G. Brătianu non è la nascita del popolo romeno ma la sua presenza costante sullo spazio carpatico-danubiano-pontico – dice S.E. l’Ambasciatore –, la particolare resistenza ai fattori minaccianti la sua stessa esistenza”. Nonostante la dominazione degli imperi stranieri, “il popolo nelle dieci provincie romene ha vissuto il proprio sistema di valori, sintetizzati dal Prof. Mărgineanu con il concetto di “omenia” – ossia, quel complesso assiologico e attitudinale di amore per l’altro. Un amore radicato nella famiglia, che ha fondato la grande famiglia etnica, trasferita in simboli di unità nazionale. Un’unità intrinseca alla spiritualità, chiamata da L. Blaga “matrice stilistica propria”. Ed è proprio questa spiritualità – conclude S.E. Zăpîrţan – che portò le élite e il popolo romeno ad affermarsi e costituirsi in Stato unitario nel 1918”.

La situazione catastrofica prodottasi con gli esiti della seconda guerra mondiale fu innescata dallo sciagurato Patto Molotov-Ribbentrop del 1939, con cui si smembrava la Romania rispetto all’assetto unitario conseguito nel 1918. Subiamo ancora le conseguenze di quell’accordo.

Rev. Don Isidor Iacovici e Dott.ssa Veronica Ocneriu

La figura e l’opera del Mons. Durcovici (1888-1951), beatificato, il quale fu alunno dell’Angelicum (1906-1908), è stata illustrata dal Rev. Isidor Iacovici Postulatore della Causa di Canonizzazione del martire. Notevole fu l’apostolato religioso e sociale del prelato per la Romania tra le due guerre mondiali e nel secondo dopoguerra, sotto la tirannia comunista di cui rimase vittima innocente.  Egli si spese nella formazione dei laici, degli intellettuali e dei futuri sacerdoti, da pioniere del pensiero tomista nella Romania cristiana unificata. Insegnando S. Tommaso, Durcovici dichiarò: “Chiunque apra la sua opera animato dall’amore sincero per la verità, la sua sete sarà pienamente appagata”.

È dunque l’impegno per la diffusione e conoscenza della verità che accomuna i due personaggi rievocati nel convegno; pur diversi per formazione ed appartenenti a generazioni successive.

Uno dei principi chiave che guidarono l’attività scientifica di E. Coseriu fu quello dell’obiettività: “dire le cose come sono” (τά ΄όντα ώς έ̀στιν λέγειν, dal Sophista di Platone). La sua instancabile ricerca della verità è oggi esempio non solo per i romeni. Le sue teorie sul linguaggio sono oggetto di studio nelle migliori università del mondo, dal vecchio al nuovo continente. Coseriu partì giovanissimo per l’Italia, che sarebbe diventata per lui come una  seconda Patria, conseguendovi due lauree. La condizione di emigrato fu determinante; universalmente riconosciuto come un “maestro di pensiero”, a conferma – di quanto dice il sociologo De Masi – che “il lato bello dell’emigrazione consiste nella possibilità di concretizzare piani irrealizzabili nella terra di origine, venendo a contatto con persone e luoghi inconsueti, capaci di alimentare la creatività con punti di vista differenti”.

Il convegno veniva moderato dal Prof. Fernando Crociani Baglioni, il quale assegnava, a conclusione dei lavori, gli interventi dell’uditorio composto dai ricercatori e studenti del Progetto „Studio Realtà” della FASS, diretto dalla Prof. Sr. Helen Alford, tra cui Alina Vărzaru, Mioara Moraru, Eduard-Vasile Dascălu, Măndica Neagu, Adriana Jugaru, Oana Iorga, Teodora Băiaș,  Irakli Javakhishvili. E da esponenti delle comunità romena e moldava in Roma.

Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcaș

InfoFass

 

 

 

La Rivista InfoFass della Facoltà di Scienze Sociali ha pubblicato la cronaca del Convegno.

 

 

ANGELICUM, PROPOSTA FORMATIVA A.A. 2018-2019: ECCO I CORSI DELLA FASS


Per il nuovo A.A. 2018-2019, la Facoltà di Scienze Sociali (FASS) dell’Angelicum, Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, propone i seguenti corsi:

  • Laurea triennale (Baccellierato) in Scienze Sociali
    (classe delle lauree triennali italiane L-36: Scienze politiche e delle relazioni internazionali)
  • Laurea magistrale (Licenza) in Scienze Sociali, indirizzo Scienza Politica
    (classe delle lauree magistrali italiane LM-62: Scienze della politica)
  • Laurea magistrale (Licenza) in Scienze Sociali, indirizzo Economia e Management
    (classe delle lauree magistrali italiane LM-81: Scienze per la cooperazione allo sviluppo)
  • Laurea magistrale (Licenza) in Scienze Sociali, indirizzo Economia e Management, curriculum in Management dello Sport (classe delle lauree magistrali italiane LM-47: Organizzazione e gestione dei servizi per lo sport)
  • Diploma in CSR, Innovazione Sociale e Sostenibilità (Ed.2018: dal 14 settembre al 15 dicembre 2018).
  • Diploma in Management delle Organizzazioni del Terzo Settore e delle Imprese Sociali (XX Edizione che si conclude a luglio 2018; la XXI Edizione partirà ad ottobre).
Allegati:
Scarica questo file (Piano degli studi A3.pdf)Piano degli studi A3.pdf [Piano degli studi Lauree FASS] 585 kB

L’Associazione IRFI “Italia Romania Futuro Insieme” promuove l’offerta formativa della FASS ed invita la comunità romena a Roma a sostenere tutte le persone meritevoli, incoraggiarle ad intraprendere percorsi di studi per una preparazione integrale della persona, a servizio del bene comune. Invitiamo, pertanto, a prendere nota dei corsi della FASS,  i romeni e i moldavi residenti a Roma e nel Lazio, i quali siano impegnati a vario titolo nelle proprie comunità, oppure, nelle attività sociali e del terzo settore in generale. A prescindere dall’età, è solo grazie ad una solida formazione che i membri delle nostre comunità in Italia possono essere leader autorevoli ed agenti di cambiamento sociale.

Simona Cecilia Farcaș

 

 

Angelicum, “Da immigrati a cittadini”: progetto Studio Realtà e laboratorio di co-progettazione


Da immigrati a cittadini
Sviluppo personale e supporto alla leadership comunitaria attraverso la formazione superiore

ROMA 6 GIUGNO 2018
17.00-19.30
Pontificia Università San Tommaso d’Aquino

largo Angelicum 1

Presentazione del progetto Studio Realtà e laboratorio di co-progettazione
La Facoltà di Scienze Sociali (FASS) della Pontificia Università San Tommaso d’Aquino “Angelicum” di Roma realizza dal 2008 il programma “Studio Realtà” che ha come obiettivo la formazione e l’empowerment di stranieri, giovani e adulti, residenti in Italia, che possono essere agenti di cambiamento nelle comunità e associazioni di provenienza e nella realtà sociale.
A 10 anni dal suo inizio è stato chiesto ad IREF di svolgere una ricerca valutativa del programma. Con il coordinamento di éCo è stata quindi avviata una nuova fase di progettazione sulla base dei risultati raggiunti e degli scenari attuali. Il nuovo programma che si sta delineando affiancherà alle borse di studio per accedere alla offerta formativa della Facoltà attività di ricerca sul tema della migrazione e servizi di orientamento allo studio e al lavoro, grazie agli scambi di esperienze con associazioni, imprese e istituzioni del territorio, incentivando la partecipazione dell’associazione studentesca dell’Angelicum.
L’incontro del 6 giugno ha l’obiettivo di presentare a studenti, professori e possibili partner del territorio il lavoro finora svolto e discutere con tutti gli elementi essenziali del nuovo progetto.

Roma, Angelicum. Proiectul “Studio Realtà”: Concurs pentru reprezentanţii comunăţilor româneşti 

Universitatea Angelicum oferă Bursă de studii în Ştiinţe Sociale românilor din Roma

Angelicum Roma, FASS: Aperte le iscrizioni per l’A.A. 2017-2018