Concerto di beneficenza: «Notevolmente per il Sisma»


Roma, Sabato 3 Dicembre 2016 ore 20.30 presso la Parrocchia Gran Madre di Dio – Via Cassia 1 (Foro Italico), il Gran Priorato di Roma dell’Ordine di Malta presenta: il concerto di beneficenza per le vittime del terremoto «Notevolmente per il Sisma». Segue rinfresco.

Come raggiungerci:

  • Percorrendo il GRA: uscita Tor di Quinto – Saxa Rubra – Stadio Olimpico.
  • Percorrendo la Tangenziale Est: uscita Viale Tor di Quinto, svoltare a sinistra, sempre dritti verso Piazzale Ponte Milvio, infine svoltare a destra.
  • Dalla Stazione Termini: cfr. indicazioni MSN-Itinerari o simili
  • Dalla Basilica di S.Pietro: dirigersi verso Borgo S. Angelo – Viale delle Milizie – Viale Angelico – Lungotevere Maresciallo Diaz – Piazzale di Ponte Milvio – svoltare a destra su via Cassia.

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– Presenta:
Anthony Peth

– Direttore:
M. Marco Schunnach

– Coro:
Notevolmente

– Programma:
Josu Elberdin (1976): Exultate justi
Johann Sebastian Bach (1685-1750): Aria sulla IV corda
Marco Schunnach (1976): Ave Maria
Urmas Sisask (1960): Seisab Valurikas Ema
Jaakko Mäntyjärvi (1963): Lullaby
Ola Gjeilo (1978): Northern lights
Marco Schunnach (1976): Let there be Light
Tradiz. natalizio inglese: God rest ye merry, gentlemen
Peter Wilhousky (1902-1978): Carol of the bells
Franz Gruber (1787-1863): Silent night
Hugh Martin (1914-2011): Have yourself a merry little Christmas
Irving Berlin (1888-1989): White Christmas
Haven Gillespie (1888-1975)/J. Fred Coots (1897-1985): Santa Claus is coming to town
George Michael (1963): Last Christmas
John Lennon (1940-1980): Happy Xmas (War is over).

notevolmente

A seguire rinfresco.

Per l’ingresso è prevista una donazione minima di: 15 euro
10 euro (over 65 e under 18)
Al seguente IBAN:
IT48K0335901600100000118944

Intestazione del conto corrente:
Gran Priorato di Roma del S.M.O.M.
Banca Prossima

Causale: CONCERTO

– Info & Prenotazioni:
+39 346 357 82 62
notevolmenteperilsisma@gmail.com
www.facebook.com/events/202907626832125/

Scarica la locandina dell’evento

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Giubileo dell’Associazione IRFI onlus e chiusura della Porta Santa di San Pietro


Roma, Città del Vaticano – Il 20 novembre si chiude il Giubileo Straordinario della Misericordia: Papa Francesco chiuderà la Porta Santa nella Basilica di San Pietro. Decennale della fondazione di IRFI onlus.

porta-santa-chiusuraPer celebrare il X anniversario della sua fondazione, l’Associazione “Italia Romania Futuro Insieme”, invita: membri, benefattori,  assistiti e fruitori, amici e collaboratori della IRFI onlus, a prendere parte, con Sua Santità Papa Francesco, alla celebrazione di chiusura della Porta Santa a San Pietro e conclusione del Giubileo della Misericordia, che avrà luogo nella Basilica di San Pietro, domenica, 20 novembre 2016, alle ore 10:00, Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo, Re dell’Universo.

Il 20 novembre, il Giubileo Straordinario chiuderà solo relativamente all’evento storico dell’Anno Santo, perché la Misericordia va oltre ogni confine, come ci insegna Papa Francesco.

Per ritirare i pass di ingresso, si prega di contattare il cell. 3201161307.

L’appuntamento è fissato alle ore 8:30, ai limiti della piazza San Pietro. Il  nostro gruppo viene distinto da bandiere e bandierine di Romania e Italia. irfi4

2006 – 2016: Associazione “Italia Romania Futuro Insieme”, decennale della fondazione 

Nata a Roma il 3 novembre 2006, quale risultato di un continuo e costante impegno umanitario, sociale, culturale, religioso nel segno dell’ecumenismo, dialogo e solidarietà, della formazione, educazione e ricreazione, nell’ambito della comunità romano-cattolica romena a Roma; l’Associazione IRFI onlus annovera tra i suoi membri giovani, donne e uomini romeni e italiani, ma anche di altre nazionalità.

Numerose sono le attività di volontariato e le iniziative educative, socio-culturali, di orientamento, di assistenza e supporto in favore delle persone bisognose, famiglie, ragazze madri, giovani e bambini, realizzate dall’associazione, in collaborazione con enti, istituzioni, strutture pubbliche e private, associazioni italiane e romene.

Al fine di accantonare pregiudizi e stereotipi, l’impegno della IRFI è stato e continua ad essere quello di promuovere la dignità umana in ogni persona, un’immagine positiva del fenomeno migratorio, dell’idea di una comune Patria Europea e rinforzare la comunicazione fra le comunità locali ed i cittadini comunitari e immigrati. Rivolgere quindi l’attenzione verso chi quotidianamente o saltuariamente si confronta con la realtà delle comunità romene, per favorire uno stile o atteggiamento interculturale come la disponibilità al dialogo, al rispetto reciproco, al bene comune e al cambiamento delle proprie mappe valoriali in una logica di solidarietà, di co-crescita.

Simona Cecilia Crociani Baglioni 

https://futuroinsieme.wordpress.com/

Opere di misericordia corporali

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1) Dare da mangiare agli affamati e 2) dare da bere agli assetati

Queste due prime opere di misericordia corporale sono complementari e si riferiscono all’aiuto che dobbiamo dare in cibo e altri beni a chi più ne ha bisogno, a coloro che non hanno l’indispensabile per poter mangiare ogni giorno.

Gesù, come dice il vangelo di san Luca, raccomanda: «Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto» (Lc 3, 11).

3) Ospitare i pellegrini

Anticamente, dare ospitalità ai viaggiatori era una questione di vita o di morte, dati i disagi e i rischi dei viaggi. Oggi non è più così. Ma potrebbe comunque accaderci di ricevere qualcuno in casa nostra, non per semplice ospitalità verso un amico o un familiare, ma per un vero caso di necessità.

4) Vestire gli ignudi

Quest’opera di misericordia tende a venire incontro a una necessità fondamentale: il vestito. Spesso ci viene richiesta la raccolta di indumenti che si fa nelle parrocchie o in altri centri di assistenza. Nel momento di donare i nostri indumenti, è bene pensare che possiamo dare cose per noi superflue o che non ci servono più, ma anche qualcosa che ci è ancora utile.

Nella lettera di Giacomo veniamo incoraggiati a essere generosi: «Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: “Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi”, ma non date loro il necessario per il corpo, che giova?» (Gc 2, 15-16).

5) Visitare gli infermi

Si tratta di una vera assistenza ai malati e agli anziani, sia in ciò che riguarda l’aspetto fisico, sia facendo loro compagnia per un po’ di tempo.

L’esempio migliore della Sacra Scrittura è quello della parabola del buon samaritano, che si prese cura del ferito e, non potendo continuare a occuparsene direttamente, lo affidò alle cure di un altro, pagando di tasca propria (cfr. Lc 10, 30-37).

6) Visitare i carcerati

Consiste nel far visita ai carcerati, dando loro non soltanto un aiuto materiale ma un’assistenza spirituale, perché possano migliorare come persone e correggersi, magari imparando a svolgere un lavoro che possa essere loro di aiuto quando sarà terminato il periodo di detenzione…

Invita anche ad adoperarsi per liberare gli innocenti e chi è stato sequestrato. Anticamente i cristiani pagavano per liberare gli schiavi o si offrivano in cambio di prigionieri innocenti.

7) Seppellire i morti

Cristo non aveva un luogo dove posare il capo. Un amico, Giuseppe d’Arimatea, gli cedette la propria tomba. Non soltanto, ma ebbe il coraggio di presentarsi a Pilato e di chiedergli il corpo di Gesù. Partecipò anche Nicodemo, che aiutò a seppellirlo (Gv 19, 38-42).

Seppellire i morti sembra un ordine superfluo, perché, di fatto, tutti vengono seppelliti. Però, per esempio, in tempo di guerra può essere una necessità pressante. Perché è importante dare una degna sepoltura al corpo umano? Perché il corpo umano è stato dimora dello Spirito Santo. Siamo “tempio dello Spirito Santo” (1 Cor 6, 19).

Fonte: Cosa sono le opere di misericordia?

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ROMA, INSIEME PER LA SOLIDARIETÀ AL CONCERTO NELL’ANNO DELLA MISERICORDIA


L’Associazione IRFI onlus “Italia Romania Futuro Insieme aderisce all’iniziativa promossa dalla CARITAS DI ROMA, e invita associati ed amici dell’associazione a partecipare all’evento-spettacolo nell’Anno della Misericordia: canti, danze e musiche a sostegno della solidarietà. Il ricavato della serata è devoluto all’acquisto di un automezzo opportunamente attrezzato per il trasporto dei disabili che spesso devono essere sottoposti a cure mediche, controlli ed esami clinici esterni alla struttura in cui vivono. 4nuovo BANNER 700X280

Il giorno martedì 15 novembre 2016 alle ore 20.30, all’Auditorium Parco della Musica

Viale Pietro de Coubertin, 30

CONCERTO NELL’ANNO DELLA MISERICORDIA

Spettacolo di canti, danze e musiche per la solidarietà con la partecipazione di artisti che si alterneranno sul palco per una serata speciale.

Hanno finora dato la propria adesione: Ambrogio Sparagna, Gianni Aversano, Raffaello Simeoni, Anna Rita Colaianni e il Coro Popolare.

Altri ancora se ne aggiungeranno! Aspettiamo altre adesioni a giorni.

Per approfondimenti e aggiornamenti CLICCA QUI

Il ricavato della serata è devoluto all’acquisto di un automezzo opportunamente attrezzato per il trasporto dei nostri Ospiti disabili che spesso devono essere sottoposti a cure mediche, controlli ed esami clinici esterni alla struttura in cui vivono.

I partecipanti sono invitati a versare un’offerta possibilmente non inferiore a 15 euro.

Per informazioni e prenotazioni:

Tel. 06 888 15 120.

E-mail: donazioni@caritasroma. it

COME PUOI DONARE

In contanti

Presso l’Ufficio Fondi e Donazioni, Via Casilina Vecchia 19 (angolo Piazza Lodi).

Orari: dal lunedì al venerdì ore 9.00 – 16.30 orario continuato

Mediante Bonifico Bancario intestato a  Caritas Roma – ONLUS

IBAN: IT 50 F 07601 03200 0010219 45793–  Causale: Concerto nell’anno della Misericordia

Si prega di inviare minuta dell’avvenuto bonifico a donazioni@caritasroma.it 

Carta di credito  – CLICCA QUI

Indicare il nominativo, un recapito telefonico e il numero di biglietti acquistati.

SI RICORDA INOLTRE CHE PER LE DONAZIONI MEDIANTE BONIFICO E CARTA DI CREDITO E’ PREVISTA LA DETRAIBILITA’ FISCALE.

PĂMÂNTUL UITAT… DE DINCOLO DE PRUT, de Anton COŞA Episcop de Chişinău, Moldova


Rezistenţa catolicilor în timpul persecuţiei bolşevicilor în actuala Republică Moldova .

Romania_1Episcopul de Chişinău, PS Anton Coşa, vine să ne amintească de „Pământul uitat… de dincolo de Prut”, care, la fel ca şi alte regiuni din Europa de Est, a avut de suferit de pe urma comunismului. Autorul expune situaţia Bisericii Catolice din RASS Moldovenească în perioada interbelică şi din RSS Moldovenească între anii 1940-1941, când Basarabia a fost pentru prima dată ocupată de trupele sovietice, dar şi după anul 1944, când Basarabia a fost realipită Uniunii Sovietice. Pe lângă prezentarea generală a catolicismului din cele două regiuni ale actualei Republici Moldova (Transnistria şi Basarabia), episcopul Anton Coşa analizează situaţia unor parohii catolice din regiune, cum ar fi Chişinău, Tighina, Râbniţa, Bălţi etc. Şi întrucât istoria este făcută de către oameni, nu sunt trecute cu vederea figurile preoţilor care au activat în această perioadă în Basarabia, cum ar fi Ioan Hondru, Nicolae Şciurek, Bronislav Hodanenok, Vladislav Zavalniuc, „mărturia credinţei cărora nu se va pierde în Biserica Catolică din Republica Moldova”.  

Publicat in: Rezistenţa anticomunistă prin valori spirituale. Modele şi fapte (I), Dialog teologic , Revista Institutului Teologic Romano-Catolic din Iaşi, Anul XII, nr. 24 (2009)

Betleem, noiembrie  2013 - E.S. Mons. Anton Coșa Episcop de Chişinău, Republica Moldova, alături de Contesa Simona Cecilia și Contele Fernando Crociani Baglioni.

Pelerinaj în Țara Sfântă, Betleem, noiembrie 2013 – E.S. Mons. Anton Coșa Episcop de Chişinău, Moldova, alături de Contesa Simona Cecilia și Contele Fernando Crociani Baglioni.

“Cine ar fi avut curajul, în acei ani de tristă amintire, marcaţi de prigoana comunistă, să viseze că va veni o zi când va cădea „Cortina de Fier” ce a ţinut pentru atâţia ani departe unul de altul cele două maluri îndurerate ale Prutului! Ce ştia omul de rând în acea perioadă despre ceea ce se întâmplă dincolo de Prut, în afară de faptul că acolo se află URSS, aşa cum, de altfel, se învăţa şi la şcoală şi se putea vedea pe hartă? Mai ales, generaţiilor tinere le era total necunoscută Basarabia şi ceea ce reprezintă ea, iar când totuşi, prin voia întâmplării, cineva încerca să discute despre aceasta se vedea clar că lipsesc şi cele mai simple date. Un preot cucernic îmi povestea odată că dânsul coresponda cu un preot din Basarabia. Mi se părea că este imposibil aşa ceva. Şi totuşi, era adevărat. Cu această ocazie am înţeles, pentru prima dată, că şi dincolo de Prut există o viaţă catolică.

Când mai târziu a început perioada de „perestroikă” a lui Gorbaciov, care a permis populaţiei o anumită deschidere spre valorile religioase, când fraţii noştri au început să prindă curaj, atunci am început şi noi să ne aruncăm privirile mai des şi mai cu nesaţ spre dânşii, iar programele de televiziune nu numai că ne încântau privirile, dar ne şi umpleau inimile de speranţă. Basarabia începea să-şi descopere identitatea între rănile trecutului şi perspectivele independenţei sale. Dar nimeni nu ştia încă ce va urma. În această perioadă au început şi primele contacte între cele două părţi, care au culminat cu Podul de Flori şi care au adus după sine noi forme de apropiere între fraţi.

În această perioadă, Episcopia Romano-Catolică de Iaşi a înţeles provocarea istoriei şi s-a angajat imediat, în persoana păstorului ei, să susţină spiritual şi să ajute la refacerea vieţii spirituale a comunităţilor catolice. Crezul de nezdruncinat al Preasfinţitului Petru Gherghel în vocaţia Basarabiei şi curajul său în a promova această nouă Biserică ce se năştea zi de zi au condus la apariţia unei noi dieceze şi, prin aceasta, la normalizarea vieţii credincioşilor catolici din acest teritoriu.

Cercetând viaţa religioasă şi bisericească a catolicilor de pe actualul teritoriu al Republicii Moldova în perioada sovietică, trebuie menţionat din 57 capul locului că autorităţile ateiste au aplicat metodele cele mai violente pentru a lichida Bisericile, în general, şi Biserica Catolică, în special. Printre primii care au fost supuşi acestor metode, începând cu anul 1918, au fost credincioşii diecezei noastre, care locuiau pe malul stâng al Nistrului, în regiunea numită astăzi de noi Transnistria. În Basarabia, în cealaltă parte a diecezei, autorităţile sovietice au utilizat experienţa acumulată în lupta sângeroasă cu religia şi credincioşii pentru prima dată în 1940 şi a doua oară după terminarea celui de-al Doilea Război Mondial.” (din Preambol)

Roma, Le relazioni violate: violenza domestica e violenza assistita


Il 7 giugno il convegno promosso da Caritas e Rete dei servizi e delle strutture di mamme con bambini

“Le relazioni violate: violenza domestica e violenza assistita” è il tema del convegno organizzato dalla Caritas diocesana di Roma in collaborazione con la Rete dei servizi e delle strutture di mamme con bambini martedì 7 giugno 2016, alle ore 9, presso la “Cittadella della Carità  – Santa Giacinta” (via Casilina Vecchia, 19).

Dopo il saluto del direttore della Caritas, monsignor Enrico Feroci, il programma proseguirà con gli interventi di Ileana D’Ascoli, responsabile del Centro di accoglienza per donne del Telefono Rosa “Casa Internazionale dei Diritti Umani delle donne” con la relazione “Quando i fuochi divampano: L’arrivo del nucleo in emergenza”Marinella Mariotti, responsabile del centro anti-violenza “Maree”, con la relazione “Come accompagnare e sostenere le donne nelle prime fasi di intervento”Alessandra Gatto, consulente presso le strutture di accoglienza mamme e bambini, che parlerà di “Il crollo dell’Olimpo genitoriale: Il minore nella violenza assistita”. Nel corso dell’incontro verranno proiettati dei video con testimonianze di donne assistite nei centri di accoglienza e verrà lasciato ampio spazio al dibattito.

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L’ iscrizione al convegno è gratuita e può essere effettuata inviando una email a info@retemblazio.it entro il 31 maggio indicando il proprio nome e cognome.

Scarica la locandina.

IMMIGRAZIONE, “PONTI NON MURI”, IL PROGETTO DEL CIR IN 5 PROPOSTE


09/02/2016  Viene presentato oggi, 9 febbraio, a Roma: «È arrivato il momento di dire basta ai soldi ai trafficanti, basta morti in mare e viaggi pericolosi», dice . Ci sono alternative concrete, già sperimentate, per consentire a chi ne ha diritto di arrivare in modo protetto e legale in Europa», dice Christopher Hein, fondatore del Cir e consultore del Pontificio Consiglio per la Pastorale dei Migranti ed Itineranti.

L’anno scorso sono affogati 3.770 uomini, donne e bambini nel Mar Mediterraneo; nel solo gennaio 2016, in un mese in cui tradizionalmente gli sbarchi si fermano per il mare mosso, i morti sono già stati 244. Pericolosa è anche la rotta balcanica: a luglio, quando arrivarono in Grecia 50 mila profughi (perlopiù siriani), si parlò di “flusso straordinario”; a gennaio, nel pieno del freddo che negli passati bloccava i viaggi, gli arrivi sono stati 55 mila.

Quasi tutti hanno diritto alla protezione umanitaria per le leggi europee e internazionali. Del resto, si stima che il 95% di tutti i richiedenti asilo nell’UE sia entrato in maniera irregolare.

La prima famiglia siriana giunta legalmente in Italia, accolta dalla Comunità di Sant'Egidio.

La prima famiglia siriana giunta legalmente in Italia, accolta dalla Comunità di Sant’Egidio.

«È arrivato il momento di dire basta ai soldi ai trafficanti, basta morti in mare e viaggi pericolosi. Ci sono alternative concrete, già sperimentate, per consentire a chi ne ha diritto di arrivare in modo protetto e legale in Europa». A dirlo è il Consiglio italiano per i rifugiati (Cir), che il 9 febbraio a Roma (Sioi, ore 15.30) presenta “Ponti non muri. Garantire l’accesso alla protezione in Europa”, una pubblicazione finanziata dal Gruppo Unipol.

Cinque le proposte: le sponsorizzazioni umanitarie, i programmi di reinsediamento e quelli  di ammissione umanitaria, i visti umanitari e la possibilità di presentare domanda d’asilo presso le autorità consolari europee nei Paesi di origine e di transito. Ne parliamo con il curatore del testo Christopher Hein, fondatore del Cir e consultore del Pontificio Consiglio per la Pastorale dei Migranti ed Itineranti.

 – Il 4 febbraio è arrivata in Italia la prima famiglia siriana in modo legale. È un primo modello?

«Sì, è un’ottima iniziativa promossa dalla Comunità di Sant’Egidio, la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e la Tavola Valdese, insieme ai Ministeri degli Esteri e dell’Interno. Riguarderà 1.000 persone, quindi un numero ancora piccolo, ma è un passo nella giusta direzione. Rientra nelle cinque possibilità che indichiamo nella guida: si tratta della sponsorizzazione da parte di privati, siano associazioni come Sant’Egidio o familiari residenti nel Paese di arrivo, che si impegnano a coprire le spese del viaggio e, per un determinato periodo (in Canada è un anno), del mantenimento del profugo invitato, dell’insegnamento della lingua e del suo inserimento sociale. Grazie a questa misura, in Germania 20 mila siriani si sono ricongiunti con i loro familiari e amici. In Canada, invece, ci sono associazioni, sindacati, parrocchie, circoli culturali, o addirittura condomini, che si uniscono e sponsorizzano una o più famiglie, seguendone poi il percorso di accoglienza. Questa è una delle alternative ai barconi; a nostro avviso l’Europa e l’Italia dovrebbero prevedere tutte e cinque le opzioni».

Yasmine e Falak, madre e figlia della famiglia siriana giunta in Italia il 4 febbraio.

Yasmine e Falak, madre e figlia della famiglia siriana giunta in Italia il 4 febbraio.

 – Qual è la seconda misura che proponete?

«Il reinsediamento, in collaborazione con l’Unhcr delle Nazioni Unite. Consiste nel trasferimento (in modo regolare) dei profughi dal Paese di transito a un altro Stato che ha acconsentito ad accoglierli e offrire loro protezione.Concretamente vuol dire trasferire i siriani, a cui viene riconosciuto lo status di rifugiati,dal Libano, Giordania, Turchia, Egitto, Iraq (sono i Paesi dove si trova il 95% dei profughi), o gli eritrei dalle megatendopoli del Kenya e dell’Etiopia. Il reinsediamento è già stato praticato, seppur in numero esiguo: nel 2014 solo 7.268 rifugiati sono stati reinsediati nel Vecchio continente, mentre gli Stati Uniti hanno fatto lo stesso per 73.011 persone, l’Australia per 11.570 e il Canada per 12.277. I Paesi europei che vi hanno aderito sono stati solo dieci, ricevendo un contributo tra i 6 e i 10 mila euro per ogni rifugiato; l’Italia ha partecipato con 450 siriani e 50 eritrei».

 – La terza modalità sono i Programmi di Ammissione Umanitaria.

«Sì, è l’opzione proposta dalla Germania per i siriani quest’estate. La modalità è analoga al reinsediamento, ma con una differenza sostanziale: non viene concesso l’asilo politico, ma una protezione temporanea sulla base di motivazioni umanitarie; vengono privilegiate persone vulnerabili, a cui viene garantito un permesso di soggiorno di breve durata, il cui rinnovo è subordinato al perpetuarsi delle necessità di protezione. Oltre ai 20 mila giunti con le sponsorizzazioni private, con questo programma il Governo tedesco ha fatto arrivare ulteriori 20 mila siriani nel 2013-14. Anche qui il problema sono i numeri: con tutti i 28 Stati dell’UE più la Norvegia e la Svizzera, si arriva a 30 mila, compresi i 20 mila in Germana, 500 in Gran Bretagna, 1.500 in Austria. Riguarda solo siriani e in alcuni casi eritrei, ma ad esempio non somali o afghani, nazionalità molto presenti tra i profughi».

 – La quarta e quinta opzione hanno una differenza importante rispetto alle prime…

«Sì, per rientrare nei primi tre programmi si deve essere selezionati, mentre queste due sono alternative senza quote fisse. La prima è la possibilità di chiedere un visto umanitario presso le autorità consolari europee nei Paesi di origine e di transito. Teoricamente questa possibilità è già prevista, ma nella pratica non esiste, o comunque viene applicata nella totale discrezionalità del singolo consolato o Stato. Prendiamo il caso di una donna eritrea perseguitata dalla dittatura di Afewerki: con questa modalità, anziché dover prendere il barcone tramite i trafficanti e fare domanda di asilo una volta giunta in Europa, potrebbe chiedere un visto in un consolato ad Asmara, oppure in Kenya, in Etiopia, o al Cairo. Qualora abbia risposta positiva, potrebbe poi arrivare legalmente in Europa e completare i documenti.La quinta opzione sono le Procedure di Ingresso Protetto (Pep): la modalità è la stessa della precedente, ma, anziché il visto umanitario, si chiede l’asilo politico. In questo modo il richiedente giunge in Europa solamente se ha ottenuto la protezione internazionale. In passato, vari Stati (Svizzera, Spagna) prevedevano questa opportunità, ma poi l’hanno ritirata perché erano gli unici a offrirla e questo accentrava tutte le richieste su di loro. Recentemente la Svizzera ha detto di essere disposta a riaprire tale possibilità, qualora sia condivisa con altri consolati europei. Infine, si noti che modalità come queste garantiscono maggior sicurezza e un controllo reale su chi entra in Europa».

 – Come si pone l’Agenda Europea sull’immigrazione rispetto a queste cinque modalità?

«Prevedeva, per la fine 2015, un programma sperimentale di reinsediamento in Niger, che ad oggi non è stato realizzato. Invece, il reinsediamento deciso a ottobre attraverso gli hotspot riguarda solo i profughi già sbarcati in Grecia e in Italia, non incidendo quindi sulle morti nel Mediterraneo e sugli affari dei trafficanti. Tuttavia è un miglioramento della situazione, pur avendodue grossi limiti: non tiene conto dei legami con parenti o conoscenti per decidere in quale Paese reinsediare il profugo e considera solamente eritrei, siriani, iracheni e centrafricani. A parte i primi, non sono le nazionalità principali di chi arriva in Italia. In ogni caso, anche questo programma fatica a essere messo in pratica: riguarda 160 mila profughi in due anni, ma oggi sono stati reinsediate solo 350 persone tra Grecia e Italia».

Fonte: http://www.famigliacristiana.it/ di Stefano Pasta

Famiglia, chiave del dialogo Chiesa-mondo nel 50° di Gaudium et Spes” (Roma 19-20 novembre 2015): III Congresso di Teologia Morale


ROMA, 19-20.11.2015: III Congresso di Teologia Morale. La famiglia: Chiave del dialogo Chiesa-mondo nel 50° di Gaudium et spes. / III Congress of Moral Theology. The Family: a Key for the Church-World Dialogue, 50 Years after Gaudium et Spes.

PRESENTAZIONE DEL CONGRESSO

“Il bene della persona e della società umana e cristiana è strettamente connesso con una felice situazione della comunità coniugale e familiare” (GS 47).
Il Concilio Vaticano II parla di famiglia in riferimento alla società e alla Chiesa, considerandola il prima ambito di dialogo Chiesa-mondo.

Col passar del tempo si è confermato il carattere profetico di questa visione: testimone privilegiato della presenza della Chiesa nel mondo, la famiglia è sempre più al centro del dialogo sociale. A cinquant’anni dalla Gaudium et spes e nella prospettiva aperta dai due ultimi Sinodi, è urgente una riflessione teologica che, nella memoria dell’importante documento, colga le nuove inedite sfide aperte alla missione: l’annuncio del vangelo della famiglia in un contesto secolarizzato e plurale, la difficile trasmissione della fede alle nuove generazioni, l’emergenza antropologica e la rilevanza della famiglia quale soggetto per il bene comune della società.

I Sessione: Fede e Vita: il Vangelo della Famiglia (Interventi di S.E.Mons. Josef CLEMENS, S.Em.za Card. Georges COTTIER, Livio MELINA, Isabelle e René ECOCHARD)
II Sessione: Chiesa e Famiglia (Interventi di Pilar RIO, Gabriel RICHI ALBERTI, Juan José PEREZ-SOBA, Margaret HARPER McCARTHY)
III Sessione: Famiglia e Bene Comune (Interventi di Renzo GIRARDI, Juan Luis LORDA, Francesco D’AGOSTINO, Giovanna ROSSI)
IV Sessione: Dialogo e Trasmissione della Fede (Interventi di S.E.Mons. Barthélemy ADOUKONOU, Sergio BELARDINELLI, Philippe BORDEYNE, Carlos SCARPONI).

* Si assicura la traduzione simultanea verso l’inglese, l’italiano e il francese

Congresso AIRMTF-Adesivo 2015THE CONGRESS

“The well-being of the individual person and of human and Christian society is intimately linked with the healthy condition of that community produced by marriage and family” (GS 47).

The Second Vatican Council speaks of the family in relation to society and the Church, considering it to be the first setting for Church-world dialogue.

With the passage of time, the prophetic character of this vision has been confirmed: As the privileged witness of the Church’s presence in the world, the family is increasingly the focus of social dialogue. Now fifty years after Gaudium et Spes and within the perspective opened by the two latest Synods, a theological reflection is urgent that, in memory of the important document, comprehends new and unprecedented challenges open to the mission: the proclamation of the gospel of the family within a secularized and pluralistic context, the difficult transmission of faith to new generations, and the anthropological urgency and significance of the family as a subject for the common good of society.

I Session: Faith and Life: the Gospel of the Family (Speakers: S.E.Mons. Josef CLEMENS, S.Em.za Card. Georges COTTIER, Livio MELINA, Isabelle e René ECOCHARD)
II Session: Church and the Family (Speakers: Pilar RIO, Gabriel RICHI ALBERTI, Juan José PEREZ-SOBA, Margaret HARPER McCARTHY)
III Session: The Family and the Common Good (Speakers: Renzo GIRARDI, Juan Luis LORDA, Francesco D’AGOSTINO, Giovanna ROSSI)
IV Session: Dialogue and the Transmission of Faith (Speakers: S.E.Mons. Barthélemy ADOUKONOU, Sergio BELARDINELLI, Philippe BORDEYNE, Carlos SCARPONI)

* Simultaneous translation into Italian, French and English is provided

Scaricare il depliant / Flyer of the Colloquium

Iscrizione all’evento / On-line Registration

Per informazioni / For further information:
Dott. Juan Justo DE LA TORRE
e-mail: airtmf@istitutogp2.it
Tel: +39 06 698 95 545
Fax: +39 06 698 86 103

http://www.istitutogp2.it/

Romania, Ambasciatore d’Italia a Bucarest incontra delegazione MCL


L’Ambasciatore Diego Brasioli ha incontrato giovedì, 29 ottobre 2015, una delegazione del Movimento Cristiano Lavoratori (MCL), composta dal Vicepresidente Antonio di Matteo e dal membro della presidenza Nicolò Papa, in visita a Bucarest, insieme al referente locale Don Francisc Ungureanu.

Durante l’incontro, si è discusso il ventennale impegno del MCL in Romania, con iniziativa rivolte ai giovani sul terreno del dialogo sociale e dell’integrazione.

Nei prossimi mesi, sarà avviata a Bucarest la costruzione di una nuova casa del MCL  che verrà edificata su un terreno donato dall’Arcivescovo Metropolita di Bucarest S.E. Mons. Ioan Robu in una zona periferica della città. Il MCL  è regolarmente registrato in Romania per i servizi di patronato. 

Foto: Ambasciata d'Italia a Bucarest

Foto: Ambasciata d’Italia a Bucarest

Fonte: Ambasciata d’Italia a Bucarest

Italia e Romania: firmato accordo contro le doppie imposizioni e l’evasione fiscale


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Il 25 aprile 2015, Italia e Romania hanno aggiornato la Convenzione del 1977, firmando un Protocollo di modifica per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali.

Protocollo di modifica della Convenzione tra la Repubblica Italiana e la Romania, è stato firmato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze italiano Pier Carlo Padoan e il Ministro delle Finanze romeno Eugen Teodorovici, a margine di una riunione informale del Consiglio Ecofin, a Riga (Lettonia).

La Convenzione riguarda le imposte su redditi e patrimonio prodotti da cittadini residenti in uno degli Stati contraenti nell’altro Stato e mira ad evitare la doppia imposizione. Rientrano nel campo di applicazione della Convenzione tutte le imposte sul reddito complessivo o su elementi del reddito, comprese le imposte sugli utili derivanti dall’alienazione di beni mobili o immobili, le imposte sull’ammontare complessivo degli stipendi o dei salari corrisposti dalle imprese nonché le imposte sulle plusvalenze.

 Il Ministro dell'Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan e il Ministro delle Finanze romeno Eugen Teodorovici

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan e il Ministro delle Finanze romeno Eugen Teodorovici

Per quanto riguarda l’Italia, le imposte attuali su cui si applica la Convenzione sono: l’imposta sul reddito delle persone fisiche, l’imposta sul reddito delle società, l’imposta regionale sulle attività produttive ancorché riscosse mediante ritenuta alla fonte. Per quanto riguarda la Romania: l’imposta sul reddito e l’imposta sugli utili.
La Convenzione si applicherà anche alle imposte future di natura identica o sostanzialmente analoga che verranno istituite dopo la firma della Convenzione in aggiunta o in sostituzione delle imposte esistenti.

L’accordo firmato adatta le disposizioni sullo scambio di informazioni ai più recenti standard internazionali e prevede che le autorità competenti dei due Stati si scambieranno le informazioni presumibilmente rilevanti ai fini del prelievo delle imposte e per prevenire l’elusione e l’evasione fiscale.

Fonte: MEF

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România şi Italia au semnat o convenţie pentru evitarea dublei impuneri cu privire la impozitele pe venit şi pentru prevenirea evaziunii fiscale 

ministrul român al Finanţelor Publice, Eugen Teodorovici, şi de ministrul italian al Economiei şi Finanţelor, Pier Carlo Padoan.

Ministrul român al Finanţelor Publice, Eugen Teodorovici, şi ministrul italian al Economiei şi Finanţelor, Pier Carlo Padoan

Convenţia dintre România şi Italia a fost semnată, sâmbătă, 25 aprilie 2015, în marja reuniunii ECOFIN de la Riga (Letonia), de ministrul român al Finanţelor Publice, Eugen Teodorovici, şi de ministrul italian al Economiei şi Finanţelor, Pier Carlo Padoan.

“Prin convenţie sunt stabilite cote de impozit şi un tratament fiscal în avantajul contribuabililor din ambele state cu privire la impunerea, printre altele, a veniturilor din dobânzi, redevenţe, dividende, salarii, pensii, respectiv a veniturilor obţinute de studenţi, stagiari, profesori, cercetători, artişti de spectacol şi sportivi, dar şi a veniturilor obţinute din valorificarea capitalului.

Totodată, aceasta reglementează şi aspectele referitoare la schimbul de informaţii, metodele de eliminare a dublei impuneri, nediscriminarea, procedura amiabilă, intrarea în vigoare şi denunţarea convenţiei”, se arată în comunicat.

“Convenţia va intra în vigoare la data ultimei notificări prin care statele contractante se informează reciproc cu privire la îndeplinirea procedurilor legale interne necesare pentru intrarea în vigoare, iar prevederile sale vor produce efecte începând cu prima zi a lunii ianuarie a anului calendaristic imediat următor”, mai precizează Ministerul Finanţelor.

 

Acest document va înlocui Convenția aflată acum în vigoare, semnată în 1977.

LA COMMISSARIA MOGHERINI SI ASSUMA LE SUE RESPONSABILITÀ


Come cittadini europei, non ci riconosciamo in quest’Europa insensibile ai fondamentali valori umani, di fronte a stragi quotidiane di uomini disperati che tentano di raggiungere le nostre coste mediterranee.

MOGHERINI
Se l’Europa non prende urgenti provvedimenti in merito al traffico di schiavi che continua attraverso il Mediterraneo, disseminando il Canale di Sicilia di migliaia di cadaveri, dei disperati che affluiscono in Libia da tutta l’Africa, la Commissaria Mogherini farebbe bene a dimettersi per protesta, evitando di ripetere ad ogni strage, come quella di ieri, che puntualmente si ripete rovesciandosi ogni barcone, le solite vane parole di circostanza.
Gli appelli di Sua Santità Papa Francesco, continuano a cadere nel vuoto.
L’Europa è scandalosamente indifferente e assente.
L’Italia ammette di non farcela a fronteggiare una situazione di ecatombe epocale senza fine. Dai ministri degli Esteri, dell’Interno e della Difesa continua la litania in fotocopia, senza iniziative decisive.
L’Italia non può fungere da taxi per gli scafisti-schiavisti !
Barconi e pescherecci vanno distrutti nei porti, ma questo richiede un intervento italiano ed europeo, su mandato internazionale, nella Libia ridotta ad una landa desolata, preda dell’anarchia, del terrorismo e del crimine.


Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcaş