Una nuova biografia di San Benedetto, Patrono d’Europa (e-book gratuito)


In vista della prossima festa di San Benedetto (11 luglio), proponiamo una nuova biografia del Patrono d’Europa. La prima, diffusa dal 2019, è quella celeberrima scritta da S. Gregoria Magno.
Due vite per lo stesso santo? Sì, perché l’importanza di questo santo per la civiltà occidentale è, forse, insuperata.
Questo è un aspetto ben messo in risalto dell’autrice di questa nuova biografia, la Madre Ildegarda Cabitza OSB, fondatrice del monastero di Santa Maria di Rosano (Pontassieve – FI).

Infatti, l’opera che da oggi diffondiamo, presenta la vita di S. Benedetto e ne studia la spiritualità, ma insieme descrive la fisionomia e le caratteristiche dei monasteri nati dall’intuizione e dalla paternità di Benedetto.
Tra le righe, è possibile intravedere la vita di quell’Abbazia che da più di dodici secoli ha avuta il suo inizio sulle rive dell’Arno, da quasi cinquant’anni ha ritrovato la sua giovinezza ad opera della Madre Cabitza e che, a differenza di altre comunità benedettine, è ricchissima di vocazioni.
Già. Perché la fedeltà al carisma del Fondatore paga. Lo zelo nell’osservanza della Regola benedettina è segno di serietà: e questo attira le vocazioni più serie. Infine, per un benedettino, la liturgia è metà della vita: e a Rosano la liturgia è presa seriamente, molto sul serio.
Da questi ed altri aspetti deriva la predilezione per Rosano da parte dei Prelati più devoti a Maria Santissima: il card. Ratzinger, ad esempio, è stato alcune volte a Rosano. Il compianto cardinal Stickler era spessissimo in ritiro costì. Totustuus ha avuto la Grazia di una vocazione monastica indirizzata a Rosano dal card. Biffi.

Madre Cabitza, divenuta abbadessa e guida spirituale, imparò da S. Benedetto i doveri verso le anime che Dio invia nel chiostro: «I monaci, ella dice, sono in realtà degli appassionati cercatori di Dio … anime che fanno faticosamente la via, in una virile ascesa, di liberazione e di purificazione per ricongiungersi al principio della loro vita più alta, a Dio, che aveva creato il primo uomo in una purezza perfetta, così da renderlo capace di intimità (come di amico ad amico … Alle anime che vengono a lui … Benedetto porrà questo quesito fondamentale: se veramente cerchino Dio …»

E fu sull’esempio e secondo lo stile di Benedetto, che la Madre Cabitza concepì la rinascita e la strutturazione stessa dell’Abbazia che fu chiamata a riformare, a guidare, a sostenere con la sua vivissima intelligenza e soprattutto con il suo cuore di madre.

Il nuovo e-book e’ scaricabile
gratuitamente dal sito dei libri:
http://totustuus.cloud/

totustuus.it

Madre Ildegarda Cabitza, OSB

San Benedetto, Fondatore del monachesimo occidentale, e anche Patrono del mio pontificato. Comincio con una parola di san Gregorio Magno, che scrive di san Benedetto: “L’uomo di Dio che brillò su questa terra con tanti miracoli non rifulse meno per l’eloquenza con cui seppe esporre la sua dottrina” (Dial. II, 36). Queste parole il grande Papa scrisse nell’anno 592; il santo monaco era morto appena 50 anni prima ed era ancora vivo nella memoria della gente e soprattutto nel fiorente Ordine religioso da lui fondato. San Benedetto da Norcia con la sua vita e la sua opera ha esercitato un influsso fondamentale sullo sviluppo della civiltà e della cultura europea. La fonte più importante sulla vita di lui è il secondo libro dei Dialoghi di san Gregorio Magno. Non è una biografia nel senso classico. Secondo le idee del suo tempo, egli vuole illustrare mediante l’esempio di un uomo concreto – appunto di san Benedetto – l’ascesa alle vette della contemplazione, che può essere realizzata da chi si abbandona a Dio. Quindi ci dà un modello della vita umana come ascesa verso il vertice della perfezione. San Gregorio Magno racconta anche, in questo libro dei Dialoghi, di molti miracoli compiuti dal Santo, ed anche qui non vuole semplicemente raccontare qualche cosa di strano, ma dimostrare come Dio, ammonendo, aiutando e anche punendo, intervenga nelle concrete situazioni della vita dell’uomo. Vuole mostrare che Dio non è un’ipotesi lontana posta all’origine del mondo, ma è presente nella vita dell’uomo, di ogni uomo.

Questa prospettiva del “biografo” si spiega anche alla luce del contesto generale del suo tempo: a cavallo tra il V e il VI secolo il mondo era sconvolto da una tremenda crisi di valori e di istituzioni, causata dal crollo dell’Impero Romano, dall’invasione dei nuovi popoli e dalla decadenza dei costumi. Con la presentazione di san Benedetto come “astro luminoso”, Gregorio voleva indicare in questa situazione tremenda, proprio qui in questa città di Roma, la via d’uscita dalla “notte oscura della storia” (cfr Giovanni Paolo II, Insegnamenti, II/1, 1979, p. 1158). Di fatto, l’opera del Santo e, in modo particolare, la sua Regola si rivelarono apportatrici di un autentico fermento spirituale, che mutò nel corso dei secoli, ben al di là dei confini della sua Patria e del suo tempo, il volto dell’Europa, suscitando dopo la caduta dell’unità politica creata dall’impero romano una nuova unità spirituale e culturale, quella della fede cristiana condivisa dai popoli del continente. E’ nata proprio così la realtà che noi chiamiamo “Europa”.

La nascita di san Benedetto viene datata intorno all’anno 480. Proveniva, così dice san Gregorio, “ex provincia Nursiae” – dalla regione della Nursia. I suoi genitori benestanti lo mandarono per la sua formazione negli studi a Roma. Egli però non si fermò a lungo nella Città eterna. Come spiegazione pienamente credibile, Gregorio accenna al fatto che il giovane Benedetto era disgustato dallo stile di vita di molti suoi compagni di studi, che vivevano in modo dissoluto, e non voleva cadere negli stessi loro sbagli. Voleva piacere a Dio solo; “soli Deo placere desiderans” (II Dial., Prol 1). Così, ancora prima della conclusione dei suoi studi, Benedetto lasciò Roma e si ritirò nella solitudine dei monti ad est di Roma. Dopo un primo soggiorno nel villaggio di Effide (oggi: Affile), dove per un certo periodo si associò ad una “comunità religiosa” di monaci, si fece eremita nella non lontana Subiaco. Lì visse per tre anni completamente solo in una grotta che, a partire dall’Alto Medioevo, costituisce il “cuore” di un monastero benedettino chiamato “Sacro Speco”. Il periodo in Subiaco, un periodo di solitudine con Dio, fu per Benedetto un tempo di maturazione. Qui doveva sopportare e superare le tre tentazioni fondamentali di ogni essere umano: la tentazione dell’autoaffermazione e del desiderio di porre se stesso al centro, la tentazione della sensualità e, infine, la tentazione dell’ira e della vendetta. Era infatti convinzione di Benedetto che, solo dopo aver vinto queste tentazioni, egli avrebbe potuto dire agli altri una parola utile per le loro situazioni di bisogno. E così, riappacificata la sua anima, era in grado di controllare pienamente le pulsioni dell’io, per essere così un creatore di pace intorno a sé. Solo allora decise di fondare i primi suoi monasteri nella valle dell’Anio, vicino a Subiaco.

Nell’anno 529 Benedetto lasciò Subiaco per stabilirsi a Montecassino. Alcuni hanno spiegato questo trasferimento come una fuga davanti agli intrighi di un invidioso ecclesiastico locale. Ma questo tentativo di spiegazione si è rivelato poco convincente, giacché la morte improvvisa di lui non indusse Benedetto a ritornare (II Dial. 8). In realtà, questa decisione gli si impose perché era entrato in una nuova fase della sua maturazione interiore e della sua esperienza monastica. Secondo Gregorio Magno, l’esodo dalla remota valle dell’Anio verso il Monte Cassio – un’altura che, dominando la vasta pianura circostante, è visibile da lontano – riveste un carattere simbolico: la vita monastica nel nascondimento ha una sua ragion d’essere, ma un monastero ha anche una sua finalità pubblica nella vita della Chiesa e della società, deve dare visibilità alla fede come forza di vita. Di fatto, quando, il 21 marzo 547, Benedetto concluse la sua vita terrena, lasciò con la sua Regola e con la famiglia benedettina da lui fondata un patrimonio che ha portato nei secoli trascorsi e porta tuttora frutto in tutto il mondo.

Nell’intero secondo libro dei Dialoghi Gregorio ci illustra come la vita di san Benedetto fosse immersa in un’atmosfera di preghiera, fondamento portante della sua esistenza. Senza preghiera non c’è esperienza di Dio. Ma la spiritualità di Benedetto non era un’interiorità fuori dalla realtà. Nell’inquietudine e nella confusione del suo tempo, egli viveva sotto lo sguardo di Dio e proprio così non perse mai di vista i doveri della vita quotidiana e l’uomo con i suoi bisogni concreti. Vedendo Dio capì la realtà dell’uomo e la sua missione. Nella sua Regola egli qualifica la vita monastica “una scuola del servizio del Signore” (Prol. 45) e chiede ai suoi monaci che “all’Opera di Dio [cioè all’Ufficio Divino o alla Liturgia delle Ore] non si anteponga nulla” (43,3). Sottolinea, però, che la preghiera è in primo luogo un atto di ascolto (Prol. 9-11), che deve poi tradursi nell’azione concreta. “Il Signore attende che noi rispondiamo ogni giorno coi fatti ai suoi santi insegnamenti”, egli afferma (Prol. 35). Così la vita del monaco diventa una simbiosi feconda tra azione e contemplazione “affinché in tutto venga glorificato Dio” (57,9). In contrasto con una autorealizzazione facile ed egocentrica, oggi spesso esaltata, l’impegno primo ed irrinunciabile del discepolo di san Benedetto è la sincera ricerca di Dio (58,7) sulla via tracciata dal Cristo umile ed obbediente (5,13), all’amore del quale egli non deve anteporre alcunché (4,21; 72,11) e proprio così, nel servizio dell’altro, diventa uomo del servizio e della pace. Nell’esercizio dell’obbedienza posta in atto con una fede animata dall’amore (5,2), il monaco conquista l’umiltà (5,1), alla quale la Regola dedica un intero capitolo (7). In questo modo l’uomo diventa sempre più conforme a Cristo e raggiunge la vera autorealizzazione come creatura ad immagine e somiglianza di Dio.

All’obbedienza del discepolo deve corrispondere la saggezza dell’Abate, che nel monastero tiene “le veci di Cristo” (2,2; 63,13). La sua figura, delineata soprattutto nel secondo capitolo della Regola, con un profilo di spirituale bellezza e di esigente impegno, può essere considerata come un autoritratto di Benedetto, poiché – come scrive Gregorio Magno – “il Santo non poté in alcun modo insegnare diversamente da come visse” (Dial. II, 36). L’Abate deve essere insieme un tenero padre e anche un severo maestro (2,24), un vero educatore. Inflessibile contro i vizi, è però chiamato soprattutto ad imitare la tenerezza del Buon Pastore (27,8), ad “aiutare piuttosto che a dominare” (64,8), ad “accentuare più con i fatti che con le parole tutto ciò che è buono e santo” e ad “illustrare i divini comandamenti col suo esempio” (2,12). Per essere in grado di decidere responsabilmente, anche l’Abate deve essere uno che ascolta “il consiglio dei fratelli” (3,2), perché “spesso Dio rivela al più giovane la soluzione migliore” (3,3). Questa disposizione rende sorprendentemente moderna una Regola scritta quasi quindici secoli fa! Un uomo di responsabilità pubblica, e anche in piccoli ambiti, deve sempre essere anche un uomo che sa ascoltare e sa imparare da quanto ascolta.

Benedetto qualifica la Regola come “minima, tracciata solo per l’inizio” (73,8); in realtà però essa offre indicazioni utili non solo ai monaci, ma anche a tutti coloro che cercano una guida nel loro cammino verso Dio. Per la sua misura, la sua umanità e il suo sobrio discernimento tra l’essenziale e il secondario nella vita spirituale, essa ha potuto mantenere la sua forza illuminante fino ad oggi. Paolo VI, proclamando nel 24 ottobre 1964 san Benedetto Patrono d’Europa, intese riconoscere l’opera meravigliosa svolta dal Santo mediante la Regola per la formazione della civiltà e della cultura europea. Oggi l’Europa – uscita appena da un secolo profondamente ferito da due guerre mondiali e dopo il crollo delle grandi ideologie rivelatesi come tragiche utopie – è alla ricerca della propria identità. Per creare un’unità nuova e duratura, sono certo importanti gli strumenti politici, economici e giuridici, ma occorre anche suscitare un rinnovamento etico e spirituale che attinga alle radici cristiane del Continente, altrimenti non si può ricostruire l’Europa. Senza questa linfa vitale, l’uomo resta esposto al pericolo di soccombere all’antica tentazione di volersi redimere da sé – utopia che, in modi diversi, nell’Europa del Novecento ha causato, come ha rilevato il Papa Giovanni Paolo II, “un regresso senza precedenti nella tormentata storia dell’umanità” (Insegnamenti, XIII/1, 1990, p. 58). Cercando il vero progresso, ascoltiamo anche oggi la Regola di san Benedetto come una luce per il nostro cammino. Il grande monaco rimane un vero maestro alla cui scuola possiamo imparare l’arte di vivere l’umanesimo vero.

Papa Benedetto XVI (Udienza Generale 9.04.2008)

Romania. Figure illustri nella storia delle Diocesi di Chişinău e di Iaşi (di P. Ciobanu e D. Doboș)


Pubblichiamo la Prefazione di S.E. Mons. Anton Coşa Vescovo di Chișinău, al libro Figure illustri nella storia della Diocesi di Chişinău e della Diocesi di Iaşi [Figuri ilustre din istoria Diecezei de Chişinău şi a Diecezei de Iaşi], pubblicato da “Sapientia”, la casa editrice dell’Istituto Teologico Romano-Cattolico di Iași (Romania). Il volume, pubblicato in lingua romena, è a cura di Don Petru Ciobanu e Dott. Dănuţ Doboș. Esce nella collezione “Storia della Chiesa”, in formato 17×24. Ha 372 pagine e può essere ordinato presso Sapientia Bookstore (www.librariasapientia.ro), al costo di 40 lei.

Facciamo ora l’elogio di uomini illustri, dei padri nostri nelle loro generazioni!” (Sir 44, 1) Inizia così il saggio Ben Sirah il suo elogio degli antenati, offrendo ai lettori e adoratori del vero Dio numerosi modelli di fedeltà all’Altissimo. Il suo esempio è seguito, anno dopo anno, dall’autore della Lettera agli Ebrei, che descrive la fede di Abramo, di Mosè e di altri eroi (cfr. Eb 11, 8-40), culminata in Gesù Cristo, che chiama «L’inizio e la perfezione della fede» (Eb 12,2). E non credo che questo versetto delle Sacre Scritture sia stato scelto invano per rappresentare lo spirito di questo libro.

Non c’è dubbio che abbiamo bisogno di esempi per rimanere fedeli a Cristo. Ma dove trovarli? Nelle pagine della Sacra Scrittura, sarebbe la prima delle risposte. Ma anche nella storia bimillenaria della Chiesa, che abbonda di eroi della fede che, secondo il salmista, «hanno gli occhi fissi sul Signore nostro Dio ” (cfr. Sal 123, 2). La coorte di apostoli, martiri, confessori, pastori, vergini, uomini santi e donne sante che hanno camminato avanti a noi, aprendo così la strada all’eternità, ci parla ancora oggi, fiduciosi che seguire il Signore sia la cosa più bella su questa terra, nonostante le molte insidie ed ostacoli.

Ma non è solo immergendoci nella notte dei tempi o attraversando mari e terre che troviamo tali modelli o – per usare il titolo di questo libro – figure illustri che dirigano a Dio lo sguardo nostro della fede. Le abbiamo così vicine a noi, sia come tempo che come spazio, proprio in Romania, questo “Giardino della Madre di Dio”. E sono contento che i due autori –  Don Petru Ciobanu e Dănuţ Doboş – vengano con questa nuova apparizione editoriale. Per farci conoscere più da vicino numerosi illustri personaggi delle Chiese locali di Chișinău e di Iași, il cui ruolo nel preservare e trasmettere la fede è indiscutibile. E se oggi noi romeni godiamo della libertà di farci il segno salvifico della croce, di pregare senza paura di essere perseguitati, di poter andare in chiesa senza temere di essere arrestati e portati verso una destinazione sconosciuta, ciò si deve molto a queste persone che hanno lavorato per la gloria di Dio e il bene della Chiesa, nonostante le molte avversità e persecuzioni che in molte occasioni hanno dovuto affrontare.

Prof. Edgar Papu

Il volume, che raccoglie il frutto di un lavoro già pubblicato per quasi due decenni sulle pagine della rivista Lumina creștinului, sotto il titolo eloquente: Personaggi illustri nella storia della Diocesi di Chisinau e della Diocesi di Iasi, è una proficua continuazione della collaborazione tra i due leader del passato delle due Chiese locali. Dopo l’uscita di La Chiesa e la scuola: dalla storia dell’educazione cattolica in Romania (Iaşi 2020), Il Beato Anton Durcovici: fiore scelto nel Giardino della Madre di Dio (Iaşi 2020), e i tre volumi della collana Chiesa e storia, pubblicati nel 2021 (vol. I: Resistenza per fede, vol. II: Persone che hanno fatto la storia, vol. III: Itinerari storici e culturali), abbiamo ora davanti a noi questo nuovo libro al quale si adattano bene le parole del Libro di Ben Sirah, citate nella Prefazione.

Ma, sarebbe troppo restrittivo dire che l’opera sia frutto della sola collaborazione tra i due autori. È molto più di questo, essendo il frutto del legame tra le Chiese delle due Moldavie sulle sponde del fiume Prut, unite dalla comunione di fede, storia, lingua; nonché dal costante sostegno offerto alla giovane Diocesi di Chișinău da parte della Diocesi di Iași. E le persone consacrate tra il Prut e i Carpazi che hanno servito e servono tuttora il popolo di Dio nella Repubblica di Moldova. Vale la pena ricordare a questo proposito il fatto che Don Petru Ciobanu, coautore del libro, ha ricevuto la formazione nel Seminario “San Giuseppe” di Iasi, anche se come storico si formò a Chișinău.

Ma tornando alle “Persone illustri”, sfogliando il libro, ho riconosciuto tante persone del lontano o più recente passato delle due Diocesi; alcune delle quali ho avuto modo di conoscerle personalmente e anche di collaborare con loro. Ciò mi ha reso molto felice e, come vescovo della Diocesi di Chișinău, sono grato altresì agli autori che anche personalità bessarabiche, ivi nate o che abbiano svolto qui la loro missione, siano state inserite nella lunga lista di volti che ho avuto il piacere di incontrare sfogliando le pagine di questo libro. Ed esprimo ancora la mia gratitudine per le tante figure illustri della Diocesi di Iasi, mia diocesi natale, in cui sono nato, cresciuto e mosso i primi passi sulla via della fede, formandomi come sacerdote. Alla Diocesi di Iasi sono rimasto attaccato nonostante siano trascorsi oltre trent’anni di missione pastorale nella Repubblica di Moldova.

Sì, ci sono “Persone che furono” – per usare il titolo di un libro del grande storico Nicolae Iorga – persone del passato, ma che hanno molto da dire alle persone che vivono oggi, ai cristiani di oggi; a chi è stato affidato il vessillo della fede da tramandare alle generazioni future. E non solo abbiamo molto da imparare da questi degni precursori della nostra fede, ma anche molto da imparare da queste illustri figure! Pertanto, considero questa pagina della nostra storia non solo come un elogio ai nostri antenati, ma anche come un libro di testo dal quale possiamo imparare ad essere fedeli al nostro Salvatore.

† Anton Coşa Vescovo di Chișinău

S.E. Anton Coşa Vescovo di Chișinău e la Prefazione al libro

Fonte: https://librariasapientia.ro/figuri-ilustre-din-istoria-diecezei-de-chisinau-si-a-diecezei-de-iasi.html

Traduzione in italiano a cura di Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcaș


Petru Ciobanu, Dănuţ Doboş
TitluFiguri ilustre din istoria Diecezei de Chişinău şi a Diecezei de Iaşi
EdituraSapientia
ColecțiaIstoria Bisericii
An apariție7 apr. 2022
Număr pagini372
ISBN978-606-578-480-2

Copii și reziliența: povestirea emoțiilor prin basme


Ce înseamnă reziliență? Alegem următoarea definiție oferită de DEX: ”Capacitatea cuiva de a reveni la normalitate după suferirea unui șoc (emoțional, economic ș.a.m.d.). [Pr.: -li-en-] – Din fr. résilience, engl. resilience.”

Copii și reziliență: povestirea emoțiilor prin basme
A oferi ospitalitate și protecție minorilor care fug din țările lor de origine, ajutându-i să proceseze experiențele traumatice prin ateliere creativ-expresive. Poveștile și basmele se află în centrul diferitelor proiecte ale Unității de Cercetare Reziliență, inclusiv inițiativa „O mare de povești” de la Lampedusa (Italia). Povestirea este un instrument valoros pentru integrarea emoțiilor negative, valorificând resursele interne și externe pe care copiii le posedă. Un studiu aprofundat al elementului Reziliență, de Cristina Castelli, a fost publicat în Dicționarul de doctrină socială a Bisericii și poate fi citit acum online, în limba italiană.

Vă prezentăm aici un scurt paragraf:

”[…] Reziliența și învierea: un punct de vedere creștin

Un fir roșu foarte vizibil al speranței, al posibilității de a o lua de la capăt, de a reveni la viață care cu siguranță atinge apogeul în cazul învierii lui Isus Cristos, îl găsim în patrimoniul biblic iudeo-creștin. Doctrina socială a Bisericii privește către acesta și la scrierile ulterioare când pune în practică învațătura sa, cu o preocupare constantă pentru problemele grave ale lumii contemporane, că în inima fiecărei ființe umane există o scânteie care o îndeamnă să acționeze într-un mod care corespunde demnităţii sale şi că nu poate fi stins complet de forţe opuse.

Ceasul încercării este întotdeauna cel mai de preț, dacă este trăit în credință și iubire, pentru că ne permite să nu cădem în haos existențial, să ne punem ordine în prioritățile și alegerile ulterioare și să inserăm pagina istoriei noastre în una și minunat proiect al lui Dumnezeu” (Card. Gualtiero Bassetti, Introducere în sesiunea de toamnă a Consiliului Episcopal Permanent, 2020).

Isus Cristos ne-a revelat că, orice s-ar întâmpla, viața este mai puternică decât moartea, că până și rănile se pot vindeca și se pot regenera într-o viață nouă, că speranța face cu adevărat parte din viață. Acest lucru nu justifică sau preamărește suferința, dar poate ajuta la atenuarea disperării asupra rănilor care altfel ar fi pură distrugere. Imaginea lui Toma care-l întâlnește pe Isus după înviere este demonstrația puternică a acestui lucru: toate rănile lui Cristos rămân, dar au devenit o nouă cale neprevăzută de urmat (In 20,27).”

Continuă…

https://www.facebook.com/maratondepoveste

https://www.facebook.com/bibliotecaitalia

România are o Zi națională a lecturii!


Asociația IRFI – Italia Romania futuro insieme (un viitor împreună), salută cu bucurie inițiativa Ministrului Educației de a lansa Ziua națională a lecturii. Invităm Asociațiile, Școlile și Bibliotecile românești din Italia, de asemenea, să organizeze evenimente și activități de încurajare a lecturii în rândul comunităților românești din Italia, în școli și asociații.

Asociația IRFI va deschide oficial în Italia, Ziua Lecturii în Limba Română , marți, 15 februarie, ora 19:00.

Maraton de Poveste

Bibliotecă românească în Italia / Biblioteca romena in Italia

IRFI – Italia Romania Futuro Insieme

Elevi voluntari ai Școlii Gimnaziale ”George Bacovia ” din Bacău.

Începând din acest an, România are o Zi națională a lecturii! Într-o țară în care sub 10% dintre cetățeni cumpără o carte pe an, rolul școlii devine esențial în a cultiva o activitate aparent desuetă, lectura, ca preocupare menită să ne salveze dintr-un univers superficial, un univers în care dăm click fără a decide. Lectura construiește legături profunde și statornice în mințile tuturor, fie copii sau adulți.

Am decis, în calitate de ministru al Educației, ca marți, 15 februarie 2022, în toate școlile, programul să se modifice astfel încât, indiferent de disciplina prevăzută în orar, la ora 11:00 și la ora 14:00, învățătorul sau profesorul să organizeze, la clasa unde este prezent, activități de lectură la care să participe toți preșcolarii și elevii. În prealabil, personalul didactic va recomanda tuturor să aducă o carte preferată sau să împrumute de la biblioteca școlară o carte și, timp de 15 minute, să citească fie individual, fie în grupuri mici de lucru. Obiectivul activității este de a promova lectura ca obicei cotidian, fără a presupune discutarea fragmentelor citite sau realizarea unei analize pe text.

Unitățile de învățământ pot organiza activități de încurajare a lecturii pentru comunitatea socială din care fac parte, cu respectarea normelor sanitare anti-COVID-19.

Așadar:

a) invităm bibliotecile locale, județene și/sau metropolitane să deruleze activități de prezentare a propriilor servicii, de obținere a unui permis de bibliotecă, de colectare și donație de carte, inclusiv prin amenajarea de standuri în incinta unităților de învățământ;

b) recomandăm asociațiilor, fundațiilor nonprofit, societăților de gestiune a drepturilor de autor, cu experiență în derularea de activități educaționale, să susțină cluburi de lectură, ateliere de scriere creativă și/sau ilustrare de carte, discuții și dezbateri pe teme literare sau alte programe similare;

c) încurajăm școlile să ofere editurilor și librăriilor, la cerere și în măsura disponibilității, spații cu titlu gratuit pentru a prezenta, eventual a vinde, carte cu teme educative și/sau recreative, adecvate vârstei elevilor.

Totodată, unitățile de învățământ sunt invitate să popularizeze evenimentele asociate Zilei lecturii în presa locală și națională, dar și în mediul online.

Seria manifestărilor dedicate Zilei Naționale a Lecturii se va deschide oficial în Aula Bibliotecii Centrale Universitare „Carol I”, marți, 15 februarie, ora 10:00, cu mesajele reprezentanților Administrației Prezidențiale, ale miniștrilor Educației și Culturii, ale Academiei Române, ale Primăriei Municipiului București, precum și ale altor instituții preocupate de promovarea lecturii.

În întreaga țară se vor organiza manifestări nu doar în școli, ci și la bibliotecile locale.

Motto-ul acestui an este Citim împreună!

Sorin Mihai CÎMPEANU,

Ministrul Educației

https://www.edu.ro/comunicat_presa_14_2022_ziua_nationala_a_lecturii

Astăzi începe „Maraton de poveste” (video)


Vă invităm să ne urmăriți pe canalul youtube și pe pagina facekook, în fiecare Marți.

Asociația IRFI – Italia Romania Futuro Insieme (un Viitor Împreună), prin intermediul proiectului Bibliotecă românească în Italia / Biblioteca romena in Italia, a dat start astăzi ediției „Maraton de poveste 2021 – 2022”. Cu ocazia împlinirii a 15 ani de activitate (2006-2021), vom intra în dialog cu voluntarii, simpatizanții și prietenii noștri pe platforma zoom, în fiecare zi de marți a săptămânii, pentru a ne cunoaște mai bine în perspectiva construirii unui viitor împreună, români și italieni, în Uniunea europeană. Vă așteptăm alături de noi! Pentru a participa la „Maraton de poveste”, trimite un mesaj pe e-mail: irfionlus@yahoo.it

Appartenenza culturale e identità dei romeni


“I romeni hanno iniziato la loro storia come “enclave latina alle porte dell’Oriente” oppure come “isola di latinità in un mare slavo” e sono sempre rimasti in un’ampia regione di interferenze e di vari influssi. Questa regione è stata spesso minacciata nella propria stabilità ed esistenza, da occidente e da oriente, da nord e da sud. Le minacce hanno talvolta assunto forme distruttive o dissolventi, pericolose per l’identità dei romeni. I gravi pericoli dal sud e dal nord, così come quelli dall’ovest sono stati più anticamente annichiliti, allontanati, neutralizzati, quando è stato possibile, tramite il contributo dei romeni e dei loro vicini, ma soprattutto grazie all’evoluzione dei rapporti internazionali. Molto più persistenti, più incalzanti, più dolorosi e più gravi sono stati i pericoli provenienti dall’oriente, a partire dalle migrazioni per finire con i carri armati sovietici portatori del comunismo. Da più di un millennio, i romeni hanno vissuto con l’ossessione della minaccia dell’Oriente. Perciò, dalla loro polivalente eredità identitaria, hanno coltivato piuttosto la propria componente occidentale.” (Ioan-Aurel Pop, I romeni e il ricordo di Roma).

In Romania, “la gente per decenni ha vissuto con fatica, che non consiste solo nello sforzo fisico: è anche sofferenza interiore, se si tratta di una fatica imposta, di un disagio inferto. Milioni di persone hanno vissuto facendo la fila in negozi e tirando la cinghia, ma senza rassegnazione, con la coscienza, giorno dopo giorno, che non trovare carne o detersivo non fosse fatalità, ma fosse, piuttosto, come ricevere uno schiaffo, un altro aspetto di quella violenza che impediva di esprimere le proprie idee e la propria fede.

 Si sarebbero potuti rassegnare tutti. Molti l’hanno fatto. Ma molti altri hanno resistito, continuando a obbedire solo alla propria coscienza, rifiutando i compromessi, quelli che avrebbero garantito una vita più facile, un livello sociale più elevato, la sicurezza per la propria famiglia. Sono stati in piedi dentro la fatica, come le betulle dei boschi russi, che si piegano senza spezzarsi

 È questa la gente che, in Polonia come in Cecoslovacchia o in Romania e in Unione Sovietica, ha abbattuto i regimi, cominciando subito ad aggirarsi laboriosa tra le macerie dei muri mettendo insieme le pietre per costruire edifici più degni. Questa gente, con la sua fede, ha mantenuto viva la dimensione umana che  l’ideologia tende a sopprimere,  la dimensione più umile e allo stesso tempo più fiera, che si esprime nel fare la spesa, nel preparare da mangiare, nel vincere il sonno, la sera, per parlare con i bambini e trasmettere loro le proprie idee e non quelle del partito.

Ma come è potuto accadere che il marxismo, che sta all’origine di questi regimi basati sulla paura, abbia potuto affascinare a lungo, in Occidente, generazioni di giovani ?” (Antonio Maria Baggio, Etica ed economia. Verso un paradigma di fraternità. Città Nuova, 2005, p. 63).

“Per capire la potenza, la fascinazione del marxismo dobbiamo tenere presente che il marxismo è la prosecuzione del progetto giacobino, che durante la rivoluzione francese cercò di portare alle estreme conseguenze l’idea di eguaglianza, sacrificando la libertà. […] Il marxismo fu la più forte tra le dottrine illiberali, quella che ha affascinato di più gli spiriti perché si è presentato come il socialismo scientifico;” (Luciano Pellicani, Economia e civiltà, I, p. 6). 

In questa felice sintesi Georges Castellan traccia la storia complessa e travagliata del popolo romeno, che lo storico G.I. Bratianu non esitava a definire “un enigma e un miracolo storico”. A partire dalle origini romane si snodano così le vicende di questo grande popolo che, anche quando è stato costretto a subire quattro secoli di “protettorato” ottomano, oppure, in anni recenti, quando la Romania era un satellite dell’impero sovietico, non ha inteso rinunciare alla propria identità, e persino durante la paranoica dittatura di Ceausescu ha voluto e saputo rimanere ostinatamente europeo. Oggi, i romeni, unico popolo neolatino dell’area balcanica, sono finalmente in Europa. Grazie al lucido saggio di Castellan il tormentato percorso di questi ‘fratelli separati’ ci diviene più familiare.

Bibliotecă românească în Italia / Biblioteca in lingua romena

La nuova legge per la promozione e il sostegno della lettura


Bimestrale della Biblioteca ‘Giovanni Spadolini’
A cura del Settore orientamento e informazioni bibliografiche
n. 56 (Nuova Serie), aprile 2020

Abstract

È entrata in vigore lo scorso marzo la Legge 13 febbraio 2020, n. 15, recante “Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura”, che modifica in parte la precedente Legge 27 luglio 2011, n. 128, “Nuova disciplina del prezzo dei libri”. Riprendiamo dunque la rubrica “Osservatorio parlamentare” per proporre, insieme a una sintesi del nuovo testo normativo, una via rapida di accesso alla ricca documentazione parlamentare che ne ha accompagnato l’iter.

1. Sostegno alla lettura e ruolo delle biblioteche

2. Sintesi degli articoli della legge

3. Il dibattito nel settore: editoria, librerie, biblioteche

4. Prospetto dei lavori parlamentari

*******************

1. Sostegno alla lettura e ruolo delle biblioteche

A distanza di quasi 9 anni dalla cosiddetta Legge Levi sulla disciplina del prezzo dei libri (L. 27 luglio 2011, n. 128, G.U. n. 181 del 5 agosto 2011, cui MinervaWeb aveva dedicato un articolo nel numero 5 n. s. di ottobre 2011), il 25 marzo scorso è entrata in vigore una nuova legge recante “Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura” (L. 13 febbraio 2020, n. 15, GU n. 63 del 10 marzo 2020).

Per una lettura di dettaglio del provvedimento si rinvia ai dossier e alle note prodotte dai servizi di documentazione parlamentare del Senato e della Camera, riportati nel prospetto al termine di questa pagina.

Qui proponiamo una prima sintesi del testo di legge, dando in particolare rilievo ai vari riferimenti alle biblioteche e alla loro attività per la promozione della lettura.

Le biblioteche sono infatti valorizzate sin dalla relazione d’accompagnamento al disegno di legge C.478, presentato in prima lettura alla Camera il 6 aprile 2019 (primo firmatario on. Flavia Piccoli Nardelli, relatore on. Alessandra Carbonaro), in questi termini: «Dove c’è cultura, c’è più sviluppo dei territori e delle comunità che li rappresentano. La conoscenza, l’apprendimento e la promozione di virtuose sinergie tra reti di scuole, biblioteche e luoghi della cultura possono essere un volàno per la crescita del nostro Paese, non solo economica, ma anche sociale e civile» (p. 2).

Sempre la relazione evidenzia pure che la nuova legge punta, con particolare riferimento all’attuazione di patti locali per la lettura, «sulle biblioteche di pubblica lettura, che sono garanti delle pari opportunità di accesso alla conoscenza, all’istruzione, alla libertà di ricerca scientifica, e sulle biblioteche scolastiche», citando anche il Manifesto IFLA-UNESCO sulla biblioteca scolastica che ne pone in risalto la funzione di fornire «informazioni e idee fondamentali alla piena realizzazione di ciascun individuo nell’attuale società dell’informazione e conoscenza», nonché «la possibilità di acquisire le abilità necessarie per l’apprendimento lungo l’arco della vita, di sviluppare l’immaginazione», di «diventare cittadini responsabili».

**************

2. Sintesi degli articoli della legge

Il provvedimento, che consta di 13 articoli, sin dal primo pone in rilievo il richiamo costituzionale alla rimozione degli ostacoli al pieno sviluppo della persona umana e alla promozione della cultura e della ricerca (artt. 2, 3, 9 Cost.), individuando nella lettura un «mezzo per lo sviluppo della conoscenza, la diffusione della cultura, la promozione del progresso civile, sociale ed economico della Nazione, la formazione e il benessere dei cittadini» (c. 1) e sostenendo incentivi per la «produzione, la conservazione, la circolazione e la fruizione dei libri come strumenti preferenziali per l’accesso ai contenuti e per la loro diffusione, nonché per il miglioramento degli indicatori del benessere equo e sostenibile (BES)» (c. 2).

L’articolo 2 prevede un “Piano nazionale d’azione per la promozione della lettura”, adottato su base triennale dal Ministro per i beni e le attività culturali di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e finanziato da apposito Fondo gestito dal Centro per il libro e la lettura, che prende in considerazione un ampio ventaglio di possibili azioni che coinvolgono soggetti pubblici e privati in tutta la filiera del libro: dall’industria editoriale alle librerie, alle biblioteche, alle associazioni professionali del settore. Le biblioteche in particolare – citate anche in riferimento all’esigenza di incentivarne la frequentazione (c. 3.c) – sono considerate possibili veicoli di valorizzazione della lingua e letteratura italiana anche all’estero (c. 3.d) e luoghi in cui promuovere «la dimensione interculturale e plurilingue della lettura» (c. 3.g) nonché partner a livello territoriale di iniziative per stabilire «un circuito culturale integrato per la promozione della lettura» (c. 5.f).

L’articolo 3 promuove l’adesione degli enti locali al Piano tramite «la stipulazione di Patti locali per la lettura intesi a coinvolgere le biblioteche e altri soggetti pubblici, in particolare le scuole, nonché soggetti privati operanti sul territorio» (c. 1) per aumentare il numero dei lettori abituali.

L’articolo 4 disciplina le modalità di conferimento, da parte del Consiglio dei Ministri, del titolo annuale di “Capitale italiana del libro” ad una città valutata particolarmente attiva nella promozione della lettura.

L’articolo 5, dedicato alla promozione della lettura a scuola «come momento qualificante del percorso didattico ed educativo degli studenti e quale strumento di base per l’esercizio del diritto all’istruzione e alla cultura nell’ambito della società della conoscenza», fa riferimento anche alle biblioteche, sia di pubblica lettura impegnate in collaborazioni sul territorio, sia scolastiche, per il cui personale si prevede una specifica formazione.

L’articolo 6, “Misure per il contrasto della povertà educativa e culturale”, istituisce una «Carta della cultura», di importo pari a 100 euro, con cui lo Stato contribuisce all’acquisto di libri, anche digitali, da parte di chi appartiene a nuclei familiari economicamente svantaggiati.

L’articolo 7 agevola la cessione gratuita di libri non commercializzati ad enti pubblici o ad enti privati che perseguano senza scopo di lucro finalità civiche e solidaristiche.

L’articolo 8 dichiara l’intento di «contribuire allo sviluppo del settore librario, al sostegno della creatività letteraria, alla promozione del libro e della lettura, alla diffusione della cultura e, anche attraverso il contrasto di pratiche limitative della concorrenza, alla tutela del pluralismo dell’informazione e dell’offerta editoriale» (c. 1); con queste premesse modifica la c.d. Legge Levi citata in apertura, intervenendo sul tetto di sconto previsto rispetto al prezzo di copertina dei prodotti editoriali, che la legge del 2011 aveva fissato al 15%. Il tetto è ora elevato al 5% per tutti i canali di vendita (anche per corrispondenza e online), con l’eccezione del 15% per i libri di testo scolastici e le vendite fatte alle biblioteche «purché i libri siano destinati all’uso dell’istituzione» (c. 2). Un’altra eccezione è prevista «per un solo mese all’anno, per ciascun marchio editoriale», con tetto massimo di sconto al 20%, per titoli meno recenti di 6 mesi e nel rispetto di indicazioni da emanarsi con successivo decreto del MIBACT, sempre salva «la facoltà dei venditori al dettaglio […] di non aderire a tali campagne promozionali» (c. 3). Si dispone infine che la relazione alle Camere sugli effetti dell’applicazione della legge sia trasmessa in Parlamento non più dalla Presidenza del Consiglio, come prevedeva la L. 128/2011, ma direttamente dal Ministro dei beni culturali, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e con l’autorità di Governo competente in materia di informazione e di editoria.

L’articolo 9 istituisce presso il MIBACT un albo dei punti vendita che si configurino quali «librerie di qualità», in base a requisiti che saranno stabiliti da successivo decreto ministeriale, da adottarsi entro settembre 2020.

Sempre per potenziare l’attività dei librai, l’articolo 10, “Incentivi fiscali per le librerie”, incrementa il credito d’imposta di cui all’articolo 1, comma 319, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio 2018) per gli esercenti di attività commerciali nel settore della vendita al dettaglio di libri nuovi in esercizi specializzati, o di libri di seconda mano.

Gli articoli conclusivi contengono specifiche abrogazioni e previsioni di copertura finanziaria e fanno decorrere le disposizioni della legge dall’inizio dell’anno 2020.

**************

3. Il dibattito nel settore: editoria, librerie, biblioteche

La legge ha suscitato vivo interesse nelle comunità professionali che gravitano attorno all’industria e alla circolazione del libro.

La parte più dibattuta è stata quella che modifica la legge del 2011 richiamata in apertura, in particolare per quanto riguarda la riduzione degli sconti sui prezzi di vendita: tale misura è stata accolta con preoccupazione dall’AIE – Associazione italiana editori, presieduta dallo stesso Ricardo Franco Levi, che come deputato nella XVI legislatura era stato primo firmatario della proposta di legge poi divenuta la L. 128/2011 ora modificata. In un comunicato, Levi ha espresso il timore che questo provvedimento, pesando sui consumatori, possa ridurre ulteriormente il numero di lettori in un Paese già in coda alle classifiche europee sulla lettura, e ha proposto di rafforzare in compenso la carta-cultura per i diciottenni “18App” e di agevolare detrazioni fiscali per l’acquisto dei libri.

Su posizioni analoghe Federconsumatori, che in nell’articolo Cultura: luci e ombre della legge per la promozione e il sostegno della lettura, sul proprio sito web, ha chiesto di potenziare i fondi stanziati per la Carta della cultura e di rivedere la modifica degli sconti, ritenuta poco efficace e non equa, nonché di individuare altri metodi per sostenere il mondo delle librerie tradizionali, suggerendo anche una rimodulazione dell’IVA sull’editoria.

Per contro, hanno appoggiato le nuove disposizioni i presidenti Paolo Ambrosini dellALI – Associazione librai italiani – Confcommercio, Medardo Montaguti di Federcartolai e Marco Zapparoli di ADEI – Associazione degli Editori Indipendenti, i quali in una nota congiunta, già prima dell’approvazione definitiva, avevano posto l’accento sull’esigenza, recepita dalla nuova legge, di premiare la concorrenza, frenare la svalutazione del libro e sostenere politiche attive per la lettura.

Favorevole anche il Sindacato italiano Librai e cartolibrai, che pur apprezzando la Legge Levi la riteneva insufficiente a tutelare le librerie – soprattutto quelle indipendenti – che dal 15% di sconto ottenevano margini di ricavo molto bassi, e che in questa nuova legge ravvisa un’opportunità di allineamento ai migliori standard europei (qui il comunicato).

Un apprezzamento per l’affermazione di «importanti indirizzi a favore della promozione della lettura» era già stato espresso anche dallAIB – Associazione italiana bibliotechein un comunicato durante la fase di iter in Senato.

Molti dei rappresentanti nominati, insieme a docenti universitari, dirigenti di istituzioni bibliotecarie, esponenti di altre associazioni e sigle sindacali, sono stati ascoltati dalla VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera nell’ambito della sua attività conoscitiva, in un ciclo di 5 audizioni informali che si è svolto tra il 18 aprile e il 15 maggio 2019.

L’elenco completo delle audizioni, da cui si accede ai resoconti sommari, si trova sul sito della Camera: https://www.camera.it/leg18/126?tab=4&leg=18&idDocumento=478&sede=ac&tipo=.

Le registrazioni integrali sono invece disponibili sulla webtv della Camera:

18 aprile https://webtv.camera.it/evento/14271

29 aprile https://webtv.camera.it/evento/14281

7 maggio https://webtv.camera.it/evento/14300

13 maggio https://webtv.camera.it/evento/14376

14 maggio https://webtv.camera.it/evento/14384

Tra gli auditi, anche Paolo Fallai, presidente dell’Istituzione Biblioteche Centri Culturali di Roma, che ha parlato dei lavori preparatori alla legge, raccogliendo varie dichiarazioni al riguardo, in un articolo per il “Corriere della sera” (Libri: stop ai maxi sconti. In arrivo la nuova legge che tutela i «piccoli» librai, 27 giugno 2019).

Dopo il passaggio in Senato, l’iter parlamentare si è concluso con approvazione all’unanimità nella seduta pomeridiana n. 186 del 5 febbraio scorso, con relazione orale del sen. Francesco Verducci e intervento in Aula del Ministro Dario Franceschini: qui la registrazione della seduta integrale (inizio della discussione: 4h 47′ 18″).

In attesa di valutare sul medio-lungo termine gli effetti che la legge avrà sul settore del libro, forniamo qui di seguito i collegamenti alla relativa documentazione di fonte parlamentare pubblicata in internet, che oltre ai testi del disegno di legge e della relazione di accompagnamento, nonché del dibattito in Assemblea e Commissioni, include documenti ricevuti, relazioni tecniche, emendamenti, dossier di documentazione, dati sulle votazioni.

**************

4. Prospetto dei lavori parlamentari

a) Iter

Camera dei deputati

C.478 – XVIII Legislatura
Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura
Presentato dall’on. Flavia Piccoli Nardelli (PD) ed altri il 6 aprile 2018
Assegnato alla VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione) in sede referente il 9 gennaio 2019, con pareri delle Commissioni I (Aff. costituzionali), II (Giustizia), V (Bilancio), VI (Finanze), VIII (Ambiente), X (Attivi tà produttive), XI (Lavoro), XII (Affari sociali), XIV (Politiche dell’Unione europea) e Questioni regionali.
Esaminato dalla VII Commissione, in sede referente, il 12 e 21 febbraio 2019; il 6, 13, 19, e 28 marzo 2019; il 4, 25 e 26 giugno 2019.
Esaminato in aula l’8, 9 e 10 luglio 2019 e approvato il 16 luglio 2019.

Presso la Camera dei deputati, il DDL ha assorbito i seguenti progetti concorrenti:

C.1410 – XVIII Legislatura
On. Daniele Belotti (Lega) e altri
Modifiche alla legge 27 luglio 2011, n. 128, in materia di disciplina del prezzo dei libri
30 novembre 2018: Presentato alla Camera
16 luglio 2019: Assorbito

C.1516 – XVIII Legislatura
On. Federico Mollicone (FDI) e altri
Disposizioni per sostenere l’innovazione tecnologica delle imprese editoriali e l’editoria digitale scolastica nonché per la promozione della lettura
17 gennaio 2019: Presentato alla Camera
16 luglio 2019: Assorbito

C.1614 – XVIII Legislatura
On. Paola Frassinetti (FDI) e altri
Disposizioni per la promozione della lettura di opere letterarie italiane da parte degli studenti
20 febbraio 2019: Presentato alla Camera
16 luglio 2019: Assorbito

C.1686 – XVIII Legislatura
On. Luigi Casciello (FI) e altri
Disposizioni per la promozione della lettura mediante lo sviluppo delle biblioteche scolastiche e la concessione di agevolazioni fiscali per il commercio e l’acquisto di libri, nonché modifica dell’articolo 2 della legge 27 luglio 2011, n. 128, in materia di disciplina del prezzo dei libri
18 marzo 2019: Presentato alla Camera
16 luglio 2019: Assorbito

Senato della Repubblica

S.1421 – XVIII Legislatura
Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura
18 luglio 2019: Trasmesso dalla Camera
Assegnato alla VII Commissione (Istruzione pubblica, beni culturali) in sede redigente il 23 luglio 2019, con pareri delle Commissioni I (Affari costituzionali), II (Giustizia), V (Bilancio), VI (Finanze), X (Industria), XII (Sanità), XIII (Ambiente), XIV (Unione europea), e Questioni regionali.
Esaminato dalla VII Commissione in sede redigente il 23 e 29 ottobre 2019; il 5 novembre 2019 e il 29 gennaio 2020.
Esaminato in aula ed approvato il 5 febbraio 2020.
Approvato definitivamente. Legge

b) Dossier di documentazione

Camera dei deputati

  • Dipartimento Cultura CU0048a (27 giugno 2019)Promozione e sostegno della lettura. Elementi per l’esame in Assemblea
  • Osservatorio legislativo e parlamentare QR0044 (25 giugno 2019)Disposizioni per la promozione e il sostegno della letturaElementi per la valutazione del riparto di competenze tra Stato e Regioni
  • Dipartimento Cultura Cost053 (25 giugno 2019). Promozione e sostegno della lettura. Elementi per la valutazione degli aspetti di legittimità costituzionale
  • Servizio Bilancio dello Stato AF0478 (24 giugno 2019). Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura
  • Dipartimento Cultura CU0048 (11 febbraio 2019). Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura. Schede di lettura

Senato della Repubblica

  • Dossier – n. 172 (PDF) Dossier del Servizio Studi sull’A.S. n. 1421, Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura
  • Nota Breve – n. 153 (PDF) Promozione e sostegno della lettura, A.S. n. 1421. Documentazione per l’attività consultiva della Commissione parlamentare per le questioni regionali
  • Nota Breve – n. 170 (PDF) Disegno di legge A.S. 1421, Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura.

Fonte: Senato.it

Bibliotecă românească în Italia

Biblioteca in lingua romena

Facebook

Studenti romeni in Italia. Ana Maria Gabriela Corozanu: “Mi manchi, mamma”


 

“Mi manchi, mamma”, di Ana Maria Gabriela Corozanu (Liceo Scientifico Statale «Vito Volterra», Ciampino (RM)

Pochi giorni dopo averti abbracciata per l’ultima volta

Ho la sensazione di fluttuare sospesa tra una distesa di sabbia e un sole cocente, di galleggiare in un brodo caldo, denso, paradossalmente impalpabile, ma avvolgente. Mi scopro piacevolmente abbandonata, alla deriva in un mare, in cui non mi sono mai bagnata, ma la cui immagine mi culla. È un flusso caldo, simile a due braccia materne, quelle il cui calore emanato ti scioglie rendendoti molle di fiducia, ti rivitalizza e ti gonfia il petto di un liquido caldo e potente. Non percepisco più il disordine delle cose, gli spostamenti intorno a me invadono la bolla dentro cui viaggio, la deformano fino a sfiorarmi, ma non sono sufficienti a farla scoppiare. Tutto mi risuona distante, appannato, come se non appartenessi più al mio corpo e il mio spirito aleggiasse nella bolla stessa, in attesa di essere riassorbito. E sento di non appartenere né al mio corpo, né al mio spirito e, mentre il tempo si dilata, perde consistenza, e fingo di accettare, di rendermi conto che non posso assistere alla mia vita dall’alto, lasciarmela scivolare addosso, come se mi appartenesse ma il suo evolversi non dipendesse dalle mie scelte, mi rifugio nel pensiero che ci sia tu a vegliare su di me, che le braccia siano le tue, che la sicurezza, il senso di protezione che mi infondi quando mi accompagni, quando semplicemente ti ho a fianco e riconosco il tuo odore di madre, la scia che ti segue in ogni tuo spostamento faccia effetto anche a chilometri di distanza.

Mi manchi, mamma. Mi mancano le tue ali che sono e saranno sempre la mia unica e vera casa.

Qualche settimana dopo aver annusato la tua pelle perl’ultima volta
Vorrei che ci fossi tu a sorreggermi, vorrei abbandonarmi sul tuo petto e riacquistare la percezione della realtà; ma tu non ci sei, non ho più le narici sazie del tuo profumo esotico, profumo di casa e di famiglia, e non ricordo più il tuo respiro tiepido, che si condensa sulle mie guance, sulla mia fronte prima di sussurrarmi la buonanotte, mi sembra di averlo sognato o solo immaginato. È come se mi fossi resettata o avessi archiviato tutta la mia esistenza prima di intraprendere questo viaggio. Mi corrode dall’interno la nostalgia, brucio per la mancanza, l’abbandono del mio vissuto, ma si tratta di un dolore nascosto nei meandri più profondi della mia mente, nei ventricoli del mio cuore, un lamento continuo che non riesco a far esplodere, che mi tormenta perché sento che non appartengo più alla memoria che hai di me, che io non appartengo più a lei ed è difficile prenderne atto. È difficile scollarsi dalla tua persona, rinascere dalle sue ceneri come una fenice. Non distinguo più il giorno dalla notte, il tempo si dilata, si restringe e non sono più in grado di dire quanto tempo è realmente passato da quando ci siamo sussurrate addio con lo sguardo. Questa partenza rappresenta per me, per te, la rottura dell’equilibrio nelle fiabe, parto per trovare il tesoro: un nuovo inizio, una nuova opportunità, il lieto fine della mia, della tua, della nostra fiaba.

Mi manchi, mamma, mi manca l’odore della tua pelle, la consistenza della tua carne, il calore che emanava.

Qualche mese dopo aver incrociato il tuo sguardo per l’ultima volta                                 Mi raggomitolo su me stessa con la testa fra le ginocchia, mentre cerco di nascondermi, di fare pena, di apparire debole, solo un mucchietto di carne ed ossa abbandonato e dimenticato in un angolo di quest’arca, che non è altro che un gommone stracolmo di persone e disperazione, ma che per noi rappresenta l’ultima speranza, l’ultima via di uscita. Sto morendo di freddo, non perché la temperatura sia incredibilmente bassa qua, in mezzo al mare, a poca distanza da quelle terre bollenti e colorate, ma perché ormai credono tutti che io sia solo un corpo esanime… e sto cominciando a crederlo anche io. Se solo sapessero che la mia mente non smette di vomitare pensieri e parole. Mi sto allontanando dal mio albero, dalla mia fonte di ossigeno e annaspo da sola in questo mare sconosciuto.
Mi manchi, mamma. Solo il tuo sguardo severo e al contempo colmo di dolcezza saprebbe destarmi.

Non so quanto tempo è passato
Ho perso il senso di questo viaggio, ogni sforzo mi sembra vano, la meta sembra sempre più lontana e ormai resisto solo perché non posso più tornare indietro. La vita, la speranza, la gioia di un nuovo inizio stanno abbandonando il mio corpo. Il senso di debolezza è contagioso e si espande fra noi compagni di viaggio come una malattia fatale. Mi ripeto che devo farcela, per te, mamma, ma non mi basta: ho bisogno di rianimarmi, rinnovarmi. Avrei bisogno di trattenere il respiro fino a sentir bruciare i polmoni, la faccia congestionata, bollente e pulsante come le vene del collo e, solo a quel punto, avrei sete di vita, sentirei esplodere in me un tentativo disperato di rinascita, uno schizzo tagliente di speranza, di istinto alla sopravvivenza.
Ardente di vita e con il cuore pulsante, avido d’aria, risalirei in superficie per placare quel fuoco, respirerei a pieni polmoni fino ad avere la nausea per la pienezza e assorbirei voracemente la freschezza dell’etere che abbandonerebbe il mio corpo, la mia essenza, con una nuova consistenza, densa delle mie scorie, delle mie impurità e potrei finalmente sentirmi pulita, rinata, depurata.

Mi manchi, mamma. Ormai manca poco, adesso avrei bisogno che tu mi ricordassi che ce la posso fare, che non devo mollare.
È stata la tua mano ad afferrarmi, a salvarmi. La riconoscerei fra mille.

ANA MARIA GABRIELA COROZANU
Liceo Scientifico Statale «Vito Volterra», Ciampino (RM)

 

Pubblicato in La scrittura non va in esilio. Racconti. 2019. A cura di Centro Astalli. Roma, pp. 70-73.

Mi manchi, mamma” è un racconto tragico, in cui l’autrice riesce attraverso un attento e sapiente utilizzo del tema della mancanza della figura materna, a far percepire il dolore, l’abbandono, il tentativo di rinascita, che non è sconfitta ma consapevolezza. È un testo pieno, mai scontato, le emozioni scorrono fluide, senza cadute di tono e senza retorica. Ana Maria Gabriela Corozanu è una giovane “abitata” dai temi trattati, cosicché le sue parole, nel riviverli, esprimono oltre sé stessa l’atemporalità. Già dal titolo – che implica nella sua planimetria distacco e assenza – l’autrice ci invita a salire nell’imbarcazione del suo cuore per vedere l’intimità del suo mondo dall’infanzia al disincanto, fino al tempo della lontananza che è riscoperta di sé e della madre. È uno scrivere materico e stringente, tramato sul tema del moto ondoso del mare e delle cure materne; se fosse un dipinto sarebbe a tinte forti e contrastanti. Infatti i tre quadri narrati, per descrivere i sentimenti di una giovane che abbandona la madre per cercare salvezza, sono dotati di grande mobilità emotiva ma anche di incisività a tratti dura, con un ritmo interno e un incalzare che rendono il racconto degno di nota.

Flavia Cristiano, Direttrice del Centro per il Libro e la Lettura Ministero per i Beni e le Attività Culturali

L’ULTIMA LEZIONE – di Marco Guzzi (2006) / ULTIMA LECȚIE – de Marco Guzzi (2006)


Non rifiutare l’afa di questo pomeriggio calabrese.
Non rifiutare la tua paura.
Non rifiutare la tua meschinità e il tuo orgoglio,

Il senso pungente della tua inferiorità e la percezione di una superiorità
Che giudica e pone sotto o sopra le persone
In base a scale di giudizio inflessibili e crudeli.
Tu non giudicare il tuo giudizio, non condannarti.

Non rifiutare quell’ombra che odi dentro di te,
Né quell’altra che la odia, non separarti da niente.
Non rifiutare l’amarezza della prima mattina
Né il tuo peccato più frequente.

Lascia che io ti dilati: tu
Contieni, accogli, accetta, risana.
Guarda con dolcezza la tua avidità di bambino defraudato.
Guarda con amore la tua arroganza, la tua chiusura.
Guarda alle tue piccolezze come guarda una madre
Al figlio che agita i pugnetti per respingerla piangendo.

Così amerai il tuo assassino e pregherai per lui.
Guarderai con dolcezza il persecutore, chi ti esclude crudelmente,
Chi ti umiliò e ti sconfisse, senza nemmeno riconoscerti.

Non rifiutare niente. Non giudicare. Non condannarti.
Resta uno, unanime, un’anima indivisa. Resta coerente.
Non resistere al male. Non raddoppiarlo. Fattene madre.
Fattene intermediario, medico.
Fatene carico.
E cura.

Allora la misericordia lo scioglierà nel tuo cuore,
Perché è sempre un rifiuto che alimenta il fuoco distruttivo.
Mentre l’accettazione scioglie il ghiaccio e unge le ferite.

E non rifiutare nemmeno il tuo rifiuto. Non ti accanire.
Giocaci piuttosto, cantagli una canzone, fanne una storia,
E lo vedrai sfumare quanto meno ti ci contrapponi.

Comprendi questa mia lezione? Ti suona? Vuoi questo mio cuore
Che non nega? Vuoi conoscere il mio divino amore?
Vuoi la perfezione?
E’ tutta qui, in queste braccia
Comunque aperte, anche se mi uccidi.

Fonte: marcoguzzi.it

Simone Cristicchi interpreta “L’ultima lezione”.

ULTIMA LECȚIE – de Marco Guzzi (2006)

Nu refuza zăduful acestei după-amieze calabreze.
Nu refuza frica ta.
Nu refuza meschinitatea ta și orgoliul tău,

Sensul înțepător al inferiorității tale și al percepției unei superiorități
Care judecă și cataloghează persoanele
Pe baza sistemelor de judecată inflexibile și nemiloase.
Tu nu judeca judecata ta, nu te condamna.

Nu refuza acea umbră pe care o urăști în lăuntrul tău,
Nici pe cealaltă care o urăște, nu te despărți de nimic.
Nu refuza amărăciunea răsăritului de zi
Nici păcatul tău cel mai frecvent.

Lasă-mă ca eu să te dilat: tu
Cuprinde, primește, acceptă, însănătoșește.
Privește cu bunătate aviditatea ta de copil frustrat.
Privește cu iubire aroganța ta, izolarea ta.
Privește la josniciile tale așa cum o mamă își privește
Fiul care i se zbate în brațe în timp ce o respinge plângând.

Așa îl vei iubi pe asasinul tău și te vei ruga pentru el.
Îl vei privi cu bunătate pe prigonitorul tău, care te exclude în mod nemilos,
Care te-a umilit și te-a înfrânt, fără ca măcar să te recunoască.

Nu refuza nimic. Nu judeca. Nu te condamna.
Rămâi unul, unanim, un suflet neîmpărțit. Rămâi coerent.
Nu rezista răului. Nu îl dubla. Devino mamă.
Devino intermediar, medic.
Fă să îți pese.
Și îngrijește.

Atunci milostivirea îl va topi în inima ta,
Pentru că întotdeauna un refuz alimentează focul distrugător.
În timp ce acceptarea topește gheața și alină rănile.

Și nu refuza nici măcar refuzul tău. Nu te înverșuna.
Joacă-te cu el mai degrabă, cântă-i un cântec, fă din el o poveste,
Și îl vei vedea că dispare cu cât i te opui mai puțin.

Înțelegi această lecție? Te-ai prins? Vrei această inimă a mea
Care nu neagă? Vrei să cunoști iubirea mea divină?
Vrei perfecțiunea?
Este toată aici, în aceste brațe
Oricum deschise, chiar dacă mă ucizi.

(Traducere de pr. Francisc Doboș)

Romani e Romeni a Roma: sguardi riflessi e punti di vista controversi. Ricerca etnografica sul pregiudizio

FASS (Facoltà di Scienze Sociali), Università Angelicum, lancia il nuovo “Programma STRONG” : Borse di studio per il rafforzamento delle capacità dei cittadini stranieri residenti in Italia e degli Italiani di seconda generazione, giovani ed adulti, perché possano divenire agenti di cambiamento sociale, capaci di promuovere l’inclusione sociale dei migranti nei territori locali.

Il museo di Oradea dona 700 libri in lingua romena alla Biblioteca di Trento


Biblioteca: il console di Romania dona 700 libri in rumeno
Cerimonia ufficiale per la donazione di 700 volumi, che vanno ad aggiungersi a quelli in lingua rumena già presenti alla biblioteca di via Roma

La Biblioteca di Trento parla, anzi legge, anche romeno. Nella mattinata di giovedì 6 febbbraio presso la sede centrale della Biblioteca comunale il Console onorario di Romania per il Trentino Alto Adige, Maurizio Passerotti e il professor Aurel Chiriac, accompagnati da una piccola delegazione ufficiale formata tra gli altri da padre Ioan Lupăşteanu, hanno consegnato ufficialmente al sindaco Alessandro Andreatta quasi settecento libri in lingua romena, frutto di una donazione del museo della città di Oradea, di cui il professor Chiriac è direttore generale.

“Nell’accettare con gratitudine la generosa donazione, che permette un notevole arricchimento della sezione romena della sede di via Roma, il sindaco ha impegnato il Comune a catalogare e rendere disponibili alla pubblica lettura e prestito i volumi, tra cui molti classici della storia e cultura romena” si legge in una nota del Comune.

Fonte: trentotoday.it

 

Biblioteca Comunale di Trento, Via Roma, 55 .

* * * * *

Apre a Trento la sezione di libri in lingua romena presso la Biblioteca Comunale

di Violeta Popescu

 

In occasione della Festa Nazionale della Romania,  è stata inaugurata, sabato 2 dicembre 2017, una sezione di libri in romeno, presso la Biblioteca comunale di Trento. L’iniziativa è stata avviata da parte del Consolato Onorario di Romania del Trentino Alto Adige, del console dott. Maurizio Passerotti, che ha voluto fortemente offrire al pubblico romeno, in particolare ai ragazzi romeni nati oppure cresciuti in Italia, libri in lingua materna e soprattutto di creare un punto di riferimento per la comunità romena, che conta un numero significativo di presenze sul territorio. Il primo momento dell’inaugurazione è avvenuto nella bellissima Sala degli Affreschi con i saluti da parte delle autorità romene, presente la dott.ssa Iulia Cupsa Kiseleff da parte del Consolato Generale della Romania a Milano che ha portato il saluto e l’apprezzamento per l’importante iniziativa nei confronti della comunità romena.

Dott. Maurizio Passerotti, promotore del progetto, ha ringraziato per il sostegno da parte della Biblioteca comunale di Trento, che ha accolto l’idea di ospitare e creare questa sezione che riguarda tutta la comunità romena, ma interessa  nello stesso tempo anche gli italiani curiosi di avvicinarci alla cultura romena.

Nell’evento è stato previsto un seminario dal titolo “Strategie attive per stimolare la lettura dei grandi classici” che ha visto la presentazione del corso di lingua, cultura e civiltà romena da parte della docente Mariana Draganoiu e Delia Dumitrica e i risultati dell’insegnamento di questo corso nelle scuole italiane, dove studiano i bambini romeni.

In mattinata sono intervenuti: Alessandro Andreatta, sindaco di Trento, che nella sua parola ha affermato: “mi sento molto legato alla comunità romena che vive nel nostro territorio e siamo orgogliosi di appoggiare e sostenere un progetto che da nascere al dialogo e alla conoscenza”.  Mi auguro – ha aggiunto Robol Andrea, assessore della cultura e biblioteche – che la Biblioteca che ospita questa sezione di libri, diventerà un luogo vissuto per la comunità romena, un punto di riferimento culturale”.

La costituzione della sezione  è frutto di una prima donazione da parte del Centro culturale italo-romeno e la casa editrice Rediviva di Milano. L’apertura di questa sezione di libri in lingua romena è il risultato innanzitutto di un’amicizia esistente tra la Romania e Italia, che ha fatto sempre nascere nel passato e nel presente, importanti atti di cultura e dialogo nel territorio italiano, ha sottolineato la Violeta Popescu. A Milano la casa editrice Rediviva, si fa promotrice della cultura romena in Italia e riproporre traduzioni dei grandi classici romeni in italiano, pubblica autori italiani che scrivono i libri sulla Romania, oppure da un’attenzione particolare alla pubblicazione di libri bilingui romeno-italiani per i bambini  e le famiglie miste italo-romene.

La seconda parte svolta nella sala libri con una bellissima recita messa in scena dai bambini romeni – ha fatto ricordare al pubblico presente, alcuni momenti della Grande Unione della Romania nel 1 dicembre 1918. Indossando i costumi tradizionali,  i bambini romeni guidati e accompagnati dalla docente del corso,  Mariana Draganoiu,  hanno fatto la prova delle conoscenze che tratta la storia della Romania. L’inaugurazione si è conclusa con il taglio del nastro da parte del sindaco Alessandro Andreatta e la console romena, Iulia Cupsa Kiseleff.

Le manifestazioni dedicate alla Festa Nazionale della Romania hanno continuato anche domenica 3 dicembre 2017, presso il Teatro comunale di Pergine Valsugana dove si è svolto l’evento dal titolo “Romania mia”.
Nel Foyer del Teatro e stata esposta la mostra fotografica “Il Tesoro dei Daci” dell’insegnante Matteo Taufer, docente di italiano e greco presso il Liceo Prati e Presidente della filiale del Trentino-Alto Adige dell’associazione di Cultura Classica. La sera il pubblico ha assistito ad un concerto di musica romena e balcanica di “Destrani Taràf” seguita  dalla l’esibizione del gruppo folkloristico romeno cattolico del Trentino-Alto Adige e di cantanti di origine romena.

Gli eventi sono stati organizzati dal Consolato Generale Onorario di Romania per il Trentino-Alto Adige in collaborazione con la Parrocchia di Trento della Chiesa Ortodossa Romena in Italia, l’Associazione Romeni del Trentino-Alto Adige (ARTA-A) e la Parrocchia di Bolzano della Chiesa Greco – cattolica.

V. Popescu

Fonte: CulturaRomena.it

Praf de stele

"Am citit undeva odată că praful putea să fie chiar particule de stele care au explodat şi care cad pe pământ."

Psiholog Crețu Ioan Alexandru

Fii tu însuți schimbarea pe care vrei să o vezi în lume.

Glocal.dot

Traduzione in lingua italiana dei più rilevanti articoli della stampa romena

CRISTI DANILEŢ - judecător

despre sistemul juridic şi magistrati

Inchirieri de idei

Pe scurt despre absolut tot

General Dávila

Nada hay como el soldado español y mi única aspiración siempre ha sido estar a su altura

positivenewsromania.com

Positive news from Romania!

Mercatino di Natale online

Tutto ciò che fa addobbo...

Prea târziu te-am iubit...

(Unul singur este învăţătorul nostru, Cristos, iar noi toţi suntem fraţi!)

Il Futuro del Libro

Per un discorso creativo, responsabile e aperto sul mondo dell'editoria

MicileVacante

Jurnale, fotografii, impresii si sfaturi din scurtele mele vacanţe în Europa

Futuro Insieme

... con una Patria europea comune

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: