Come bere un bicchiere d’acqua…


In una remota notte del 1256, dal pozzo di una stalla di proprietà di un famoso cardinale romano emerse un ritratto di Maria. L’immagine divenne subito oggetto di venerazione e incominciò una ininterrotta storia di grazie e favori speciali concessi per intercessione della Madonna.

[…]

Saziata da Colui che era assetato 

Adina viene dalla Romania, da Timisoara, e ha superato la quarantina. Ogni mattina, dopo aver assistito alla messa, trascorre qualche minuto in preghiera nella cappella del Pozzo. Poi beve un paio di bicchierini d’acqua, esce fuori e si siede in un angolo, sugli scalini d’accesso alla chiesa, proprio sotto la facciata alla cui realizzazione contribuirono Giacomo Della Porta alla fine del Cinquecento e, quasi un secolo dopo, Carlo Rainaldi. Così Adina, rannicchiata nel chiasso del trafficato incrocio di largo Chigi, inizia la sua giornata di mendicanza silenziosa. Conosce bene tutti i parrocchiani e i frequentatori abituali della chiesa, li saluta con un cenno del capo quando entrano e quando escono, e, chissà, forse non si sente straniera in quel posto che di poveri e stranieri ne ha visti passare parecchi. Non soltanto per il fatto che proprio da quelle parti, per un lungo periodo a partire dal VI secolo, fu attivo uno xenodochio, letteralmente “luogo per accogliere gli stranieri”, gli ospiti, i pellegrini. Ma soprattutto perché Roma i poveri e gli stranieri li ha avuti, e li ha, sempre con sé. 

Anche la Samaritana che incontrò Gesù presso il Pozzo di Giacobbe era una “straniera”, e un giorno, Gesù, stanco per il viaggio, le chiese da bere dell’acqua. Poi i ruoli si invertirono, per quella «sete natural che mai non sazia / se non con l’acqua onde la femminetta / samaritana domandò la grazia» (Purg. XXI, 1-3): «Signore, gli disse, dammi di quest’acqua, perché non abbia più sete» (Gv 4, 15). «Quella samaritana presso il pozzo», osserva sant’Agostino, «sentì che il Signore aveva sete, e fu saziata da Colui che era assetato» (naturalmente è più bello l’originale, con una di quelle allitterazioni che Agostino amava utilizzare: «Samaritana illa ad puteum sitientem Dominum sensit, et a sitiente satiata est»): assetato «della fede di quella donna» (Enarr. in ps. 61, 9 e In Io. ev. XV, 11). Fu proprio una scheggia del Pozzo di Giacobbe che il cardinal Capocci fece cadere in quello di Santa Maria in Via: era contento della devozione che incominciò a diffondersi da subito e delle grazie che ben presto fiorirono dalla fontana vivace della sua stalla, e quella reliquia gli sembrò la più appropriata. 

continua

Tratto da  La chiesa di Santa Maria in Via a Roma: La piccola Lourdes nel cuore di Roma

Link: http://www.30giorni.it/articoli_id_20410_l1.htm

Vedi anche Un pozzo di acqua viva nella Chiesa di Santa Maria in Via

Astăzi începe „Maraton de poveste” (video)


Vă invităm să ne urmăriți pe canalul youtube și pe pagina facekook, în fiecare Marți.

Asociația IRFI – Italia Romania Futuro Insieme (un Viitor Împreună), prin intermediul proiectului Bibliotecă românească în Italia / Biblioteca romena in Italia, a dat start astăzi ediției „Maraton de poveste 2021 – 2022”. Cu ocazia împlinirii a 15 ani de activitate (2006-2021), vom intra în dialog cu voluntarii, simpatizanții și prietenii noștri pe platforma zoom, în fiecare zi de marți a săptămânii, pentru a ne cunoaște mai bine în perspectiva construirii unui viitor împreună, români și italieni, în Uniunea europeană. Vă așteptăm alături de noi! Pentru a participa la „Maraton de poveste”, trimite un mesaj pe e-mail: irfionlus@yahoo.it

IRFI – ITALIA ROMANIA FUTURO INSIEME ALLA MARCIA PER LA VITA 2021


«Un’Italia senza figli è un’Italia che non crede e non progetta. È un’Italia destinata lentamente a invecchiare e scomparire», aveva dichiarato il Presidente del Consiglio Mario Draghi durante il meeting nazionale degli Stati generali della natalità #SdN, tenutosi il 14 maggio scorso.

C’è qualcosa che non va in Italia. Anche gli immigrati, i romeni in primis, che vivono e lavorano regolarmente nel bel Paese, non solo le coppie italiane, generano non più di due figli. In rari casi, tre figli. Sono state disattese le parole di San Giovanni Paolo II: “Non fatevi rubare la speranza!”. Sembra che i giovani oggi abbiano smesso di credere in sé stessi, non hanno speranze per il futuro e di conseguenza non fanno più progetti a lungo termine.

Per nove anni, i membri e volontari della nostra associazione IRFI hanno aderito e partecipato alla Marcia romana per la Vita, guidata da Virginia Coda Nunziante. Partecipazione volta a testimoniare il sostegno alla manifestazione internazionale. Nel X anniversario, la Marcia per la Vita 2021 si è svolta in forma statica, ai Fori Imperiali, vicino alla Colonna di Traiano, considerata il documento di identità della nazione daco-romana nella capitale dell’Impero, poiché vi sono scolpite nel marmo travertino le radici del popolo romeno a Roma.


A cura di Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcaș, Roma, 22 Maggio 2021

Marcia per la Vita 2021 – Ph. Associazione IRFI – Italia Romania Futuro Insieme. Fernando e Simona Cecilia Crociani Baglioni insieme a Virginia Coda Nunziante e una famiglia con tre bambini piccoli.
Marcia per la Vita 2021, insieme ai sacerdoti, seminaristi, religiosi e religiose.
Marcia per la Vita 2021 ai Fori Imperiale. Nella foto: Prof. Roberto De Mattei, Presidente della Fondazione Lepanto e Prof. Fernando Crociani Baglioni, Presidente dell’Istituto di Studi Storici Beato Pio IX
Marcia per la Vita 2021 insieme a Marcela Ciobanu, Angela Martinca, Fernando e Simona Cecilia Crociani Baglioni.
https://marciaperlavita.it/

IRFI – ITALIA ROMANIA FUTURO INSIEME ALLA MARCIA PER LA VITA:

Marcia per la Vita 2012. 13 maggio:”Diciamo Sì alla Vita!” Asociația “Italia-Romania Futuro Insieme” participă și susține “Marcia Nazionale per la Vita“, ediția a II-a. Noi “Spunem DA Vieţii!”

MARCIA PER LA VITA 2012: La Marcia romana per la Vita del 13 maggio 2012 non è stata neppure nazionale, bensì internazionale, mondiale. Innumerevoli le rappresentanze di movimenti per la Vita americani, brasiliani, tibetani, nigeriani, ed in Europa di ogni nazione dalla Spagna alla Romania, alla Polonia, alla Francia, alla Germania, Belgio, Ungheria, Italia da ogni regione, per gridare forte e fermo il nostro “Sì” alla Vita, il nostro consenso totale al principio fondamentale non solo della nostra fede cristiana, ma della nostra civiltà.

VIOREL BOLDIS, POETA ROMENO, DEDICA “IL TEMPO / TIMPUL” ALLA MARCIA PER LA VITA

Roma, Românii din Italia invitaţi la a 3-a Ediţie a Marșului pentru Viață 2013

Marcia per la Vita 2013 – Federazione delle Associazioni dei Romeni in Italia (FARI) e “Italia Romania Futuro Insieme” hanno aderito e partecipato alla 3′ Marcia Nazionale per la Vita.


Duminică, 12 mai 2013. ITALIA & ROMANIA , IMPREUNĂ LA MARŞUL PENTRU VIAŢĂ. La Roma s-a organizat anul trecut 2012 pe 13 mai a II-a ediție a „Marşului pentru Viaţă”. Reprezentatul Asociației IRFI – Italia Romania Futuro Insieme, doamna Dr. Simona Cecilia Farcaş, luând cuvântul, alături de ceilalţi reprezentanţi ai delegaţiilor străine, a spus: “Toți cei care participăm la „Marşul pentru Viaţă” dorim să afirmăm că viaţa este un dar de la Dumnezeu, indisponibil, adică, care nu poate fi folosit după voie, şi că nu rămânem indiferenţi in faţa ”genocidului avortului, care durează de 55 de ani şi a înregistrat OFICIAL mai mult de 22.000.000 de victime in România“.

Roma, 4 maggio 2014 – Italia-Romania insieme alla Marcia per la Vita 2014

Roma, 40 mila in Marcia per la Vita 2015. L’Associazione “Italia Romania Futuro Insieme” e “Federazione delle Associazioni dei Romeni in Italia“: “La “Marcia per la Vita” conferma il principio per il quale la vita, come diritto primario, precede ogni altro diritto, e la soppressione dei nascituri costituisce in ogni caso omicidio e non diritto.“

Marcia per la Vita 2016 / invito

20 maggio 2017. IRFI – “Italia Romania Futuro Insieme” alla VII Marcia nazionale per la Vita .

Marcia per la Vita 2018 – Roma: Anche quest’anno l’Associazione IRFI “Italia Romania Futuro Insieme” aderisce ed invita tutti alla Marcia per la Vita, il 19 maggio alle ore 15:00.

Marcia per la vita 2019 – Come ogni anno, i membri della nostra IRFI Associazione “Italia Romania Futuro Insieme” hanno partecipato alla IX edizione della Marcia per la Vita, per affermare con forza i principi della Dottrina Sociale della Chiesa. Abbiamo incontrato numerose altre associazioni italiane e romene di Roma, studenti universitari, sacerdoti, consacrati e laici, con cui abbiamo percorso insieme la Marcia per la Vita, nel tragitto da Piazza Esedra a Piazza Venezia.

ROMA, 22 MAGGIO 2021, IN MARCIA PER LA VITA – L’Associazione IRFI – Italia Romania Futuro Insieme, come ogni anno, aderisce e partecipa alla MARCIA PER LA VITA.

ROMA, 22 MAGGIO 2021, IN MARCIA PER LA VITA


L’Associazione IRFI – Italia Romania Futuro Insieme, come ogni anno, aderisce e partecipa alla MARCIA PER LA VITA 2021.

L’edizione del 2021 della Marcia per la Vita si terrà il 22 maggio con una manifestazione a Via dei Fori Imperiali dalle ore 11:00.

“Il Tempo è di Dio e Dio vive in noi!” (Simona C. Farcas)

SIAMO AUTORIZZATI A PARTECIPARE A MANIFESTAZIONI NAZIONALI

Il Viminale, in una circolare del 6 marzo 2021 assicura che, muniti di autocertificazione, i cittadini possono tranquillamente spostarsi tra regioni, anche in zona arancione o rossa, quando la ragione è per la partecipazione ad una manifestazione nazionale. La Marcia per la Vita lo è a tutti gli effetti!

Leggi la circolare del Ministero dell’Interno

https://marciaperlavita.it/
L’Associazione IRFI – Italia Romania Futuro Insieme, partecipa alla Marcia per la Vita!

PROGRAMMA DELLA MARCIA PER LA VITA 2021

Venerdì 21 MAGGIO 2021
Ore 19:00-20:30 | Adorazione Eucaristica
Parrocchia di San Giovanni dei Fiorentini (Roma)

Sabato 22 MAGGIO 2021
Ore 11:00 | Manifestazione a Via dei Fori Imperiali (Roma)

I cartelli con gli slogan saranno esclusivamente distribuiti da personale della Marcia. Sarà consentito portare solo striscioni associativi.

Nel 2020, l’annuale marcia per la vita di Roma si spostò sulla Rete per via delle misure anti Covid-19. Al centro del dibattito pubblico è da sempre il dramma dell’aborto e la tutela dei bambini ancora non nati e delle loro madri. All’origine della fondazione della nostra Associazione IRFI onlus, tra le altre, vi è proprio un’iniziativa concreta di accoglienza e tutela di una ragazza minorenne la quale, rimasta incinta, fu cacciata di casa dai familiari che la ospitavano di fronte al suo NO all’aborto del bambino.

IRFI – ITALIA ROMANIA FUTURO INSIEME ALLA MARCIA PER LA VITA:

Marcia per la Vita 2012. 13 maggio:”Diciamo Sì alla Vita!” Asociația “Italia-Romania Futuro Insieme” participă și susține “Marcia Nazionale per la Vita“, ediția a II-a. Noi “Spunem DA Vieţii!”

MARCIA PER LA VITA 2012: La Marcia romana per la Vita del 13 maggio 2012 non è stata neppure nazionale, bensì internazionale, mondiale. Innumerevoli le rappresentanze di movimenti per la Vita americani, brasiliani, tibetani, nigeriani, ed in Europa di ogni nazione dalla Spagna alla Romania, alla Polonia, alla Francia, alla Germania, Belgio, Ungheria, Italia da ogni regione, per gridare forte e fermo il nostro “Sì” alla Vita, il nostro consenso totale al principio fondamentale non solo della nostra fede cristiana, ma della nostra civiltà.

VIOREL BOLDIS, POETA ROMENO, DEDICA “IL TEMPO / TIMPUL” ALLA MARCIA PER LA VITA

Roma, Românii din Italia invitaţi la a 3-a Ediţie a Marșului pentru Viață 2013

Marcia per la Vita 2013 – Federazione delle Associazioni dei Romeni in Italia (FARI) e “Italia Romania Futuro Insieme” hanno aderito e partecipato alla 3′ Marcia Nazionale per la Vita.


Duminică, 12 mai 2013. ITALIA & ROMANIA , IMPREUNĂ LA MARŞUL PENTRU VIAŢĂ. La Roma s-a organizat anul trecut 2012 pe 13 mai a II-a ediție a „Marşului pentru Viaţă”. Reprezentatul Asociației IRFI – Italia Romania Futuro Insieme, doamna Dr. Simona Cecilia Farcaş, luând cuvântul, alături de ceilalţi reprezentanţi ai delegaţiilor străine, a spus: “Toți cei care participăm la „Marşul pentru Viaţă” dorim să afirmăm că viaţa este un dar de la Dumnezeu, indisponibil, adică, care nu poate fi folosit după voie, şi că nu rămânem indiferenţi in faţa ”genocidului avortului, care durează de 55 de ani şi a înregistrat OFICIAL mai mult de 22.000.000 de victime in România“.

Roma, 4 maggio 2014 – Italia-Romania insieme alla Marcia per la Vita 2014

Roma, 40 mila in Marcia per la Vita 2015. L’Associazione “Italia Romania Futuro Insieme” e “Federazione delle Associazioni dei Romeni in Italia“: “La “Marcia per la Vita” conferma il principio per il quale la vita, come diritto primario, precede ogni altro diritto, e la soppressione dei nascituri costituisce in ogni caso omicidio e non diritto.“

Marcia per la Vita 2016 / invito

20 maggio 2017. IRFI – “Italia Romania Futuro Insieme” alla VII Marcia nazionale per la Vita .

Marcia per la Vita 2018 – Roma: Anche quest’anno l’Associazione IRFI “Italia Romania Futuro Insieme” aderisce ed invita tutti alla Marcia per la Vita, il 19 maggio alle ore 15:00.

Marcia per la vita 2019 – Come ogni anno, i membri della nostra IRFI Associazione “Italia Romania Futuro Insieme” hanno partecipato alla IX edizione della Marcia per la Vita, per affermare con forza i principi della Dottrina Sociale della Chiesa. Abbiamo incontrato numerose altre associazioni italiane e romene di Roma, studenti universitari, sacerdoti, consacrati e laici, con cui abbiamo percorso insieme la Marcia per la Vita, nel tragitto da Piazza Esedra a Piazza Venezia.

COMMUNITAS 2021: LA PREDICAZIONE E LE ARTI (7-8 MAGGIO)


VIII centenario del dies natalis di San Domenico di Guzmán, avvenuta nel 1221 a Bologna, fondatore dell’Ordine dei Predicatori.

Communitas 2021 è la conferenza interfacoltà online della Pontificia Università S. Tommaso d’Aquino in Urbe, preceduta da quattro webinars pre-conferenza. REGISTRATI PER POTER PARTECIPARE. Clicca sull’immagine qui di seguito, per accedere al sito di #Communitas 2021.

Communitas 2021 riunisce docenti e studenti delle varie facoltà della PUST per studiare, discutere e approfondire un tema di importanza cruciale con l’aiuto di strutture digitali online. Diversi esperti tratteranno argomenti come:

Arti nella predicazione;

Predicazione con le arti;

Il ruolo delle arti contemporanee nella vita della Chiesa oggi;

La predicazione domenicana e le arti;

La predicazione del Beatus Angelicus nelle sue annunciazioni e crocifissioni;

Predicazione nelle piazze, predicazione nelle chiese;

Leggi canoniche riguardanti gli spazi sacri e le arti;

La predicazione e le arti nel tempo della riproducibilità del digitale ecc.

Scopri tutte le informazioni su: https://sites.google.com/pust.it/communitas/home?authuser=0

VIDEO. Romania, Fernando Crociani Baglioni commemora la “piccola unione”


Il Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni è intervenuto al webinar “L’Unione dei Principati del 1859, un omaggio alla cultura romena”, in presenza di S.E. Liviu-Petru Zăpârțan Ambasciatore di Romania presso la Santa Sede (Roma, 22 gennaio 2021).

 

Il Principato e il regno di Romania.

Nel marzo 1821 il greco Alexandru Ipsilanti tentò di sollevare i Principati entrando in Moldavia e giungendo fino a Bucarest, mentre una più vasta ribellione, con centro la Valacchia, trovò un capo in Tudor Vladimirescu. Dopo un inizio di intesa i due movimenti entrarono in contrasto e Vladimirescu fu fatto arrestare e decapitare da Ipsilanti, le cui forze furono poi battute dai Turchi. La Porta, tuttavia, temeva che le aspirazioni nazionali greche si saldassero con quelle dei Principati e dopo il 1821 i principi di Moldavia e Valacchia non furono più di nazionalità greca ma autoctoni. A seguito della guerra russo-turca i Principati furono occupati dalla Russia (1828-34) e affidati al governo del generale P.D. Kiselëv.

Nel 1848-49, la rivoluzione nei Principati e in Transilvania, punto più avanzato verso oriente della ‘primavera dei popoli’ del 1848, fu soffocata dalle forze collegate di Austria e Turchia; Valacchia e Moldavia furono occupate dalla Russia dall’autunno del 1853 alla primavera del 1854 e, quindi, dall’Austria. Il movimento di indipendenza si concretò con l’elezione (1859) di Alexandru Ioan Cuza a principe di Moldavia e Valacchia, unificate nel Principato di Romania, soggetto però alla nominale sovranità ottomana. Furono realizzate allora fondamentali riforme: l’incameramento dei beni ecclesiastici; la creazione di una seconda camera, nel quadro di una vera e propria Costituzione che rafforzò l’autorità e le prerogative del capo dello Stato; la creazione di un Consiglio di Stato; la riforma agraria; l’unificazione della legislazione civile, penale e commerciale. Questo complesso di riforme ardite e moderne aveva però toccato troppo a fondo gli interessi dei boiari e della borghesia radicale: a Cuza, rovesciato dal trono e costretto all’esilio (1866), succedette Carlo di Hohenzollern-Sigmaringen, che introdusse una Costituzione che accresceva i poteri del sovrano in senso dispotico, mentre una legge elettorale rigidamente censitaria assicurava il monopolio del potere politico agli esponenti della grande proprietà terriera. (Enciclopedia Treccani).

Con l’elezione di Alexandru Ioan Cuza a principe di Moldavia e di Valacchia, “si aggirò il divieto delle Grandi Potenze alla formazione di un unico stato romeno. La soluzione fu sostenuta dalla Francia di Napoleone III e dal piccolo Regno di Sardegna che con Cavour vedeva nella soluzione della questione nazionale romena un precedente per la soluzione alla questione nazionale italiana. Due anni più tardi le Grandi Potenze riconoscevano la fusione dei due principati nell’unico Principato di Romania (dicembre 1861): esso seguiva di pochi mesi la proclamazione del Regno d’Italia (marzo 1861).”. (A. Pitassio, Corso introduttivo allo studio della storia dell’Europa orientale…, 2000, ed. Morlacchi, p. 151).

Video.

ROMANIA DAI PRINCIPATI UNITI ALL’UNITA’EUROPEA


(di Marco Baratto – politicamentecorretto.com) Il 24 Gennaio di ogni anno, la Romania , commemora l’anniversario della cosiddetta “piccola unione” ovvero la creazione dei Principati uniti Moldavia e Valacchia che nel 1881 si sarebbe trasformato in Regno di Romania.
Alla metà del XIX secolo l’intera Europa, guardava all’impero ottomano come al “malato d’Europa” e tutte le potenze continentali erano pronte a spartirsi i vari territori che ancora erano sottomessi alla Sublime Porta in particolare l’attenzione e le mire dei principali Stati europei erano puntati sui Balcani e sulla regione danubiana dove, tra l’altro si erano registrati anche tentativi insurrezionali. La Russia, in particolar modo, vedeva la possibilità di aumentare la propria influenza nel mondo balcanico.
Nel 1853 l’entrata in scena della Russia nei Principati di Moldavia e Valacchia (che anche se formalmente autonomi erano ancora parte della Porta) provoca la razione immediata dell’impero ottomano.
Contemporaneamente i governi di inglese, francese, austriaco, prussiano e svedese iniziarono trattative per la creazione di una coalizione antirussa che mirasse a limitare l’espansione degli czar verso i Balcani. In questa guerra, che avrebbe coinvolto, ben presto una buona parte dell’Europa, anche il Regno di Sardegna. Cavour era, infatti, cosciente che solo facendo rientrare lo stato sardo sulla scena europea si potevano attirare non solo le simpatie delle varie cancellerie europee ma, anche porre la “questione italiana” al centro delle discussioni tra le potenze europee.
La pace che segui pose nuovamente al centro la questione balcanico danubiana e n egli incontri che Cavour ebbe prima dell’apertura del Congresso di Parigi, con i rappresentanti del governo inglese e di quello francese, infatti, emerse l’ipotesi formulata da Napoleone III durante un colloquio riservato che i territori dei Principati di Moldavia e Valacchia sarebbero stati assegnati al Duca di Modena e alla Duchessa di Parma con la contestuale annessione di questi due stati italiani al Piemonte di Vittorio Emanuele II . Pur tenendo fermo l’interesse della causa nazionale italiana all’interno del congresso di Parigi, Cavour, fu tra i più accessi sostenitori della causa nazionale romena convinto che l’unità nazionale dell’Italia non poteva , in virtù del principio di nazionalità, essere disgiunto dalla causa nazionale rumena.
La Romania, unita, libera ed indipendente, sarebbe stata, nella visione europea di Cavour, non solo un atto dovuto nei confronti dei tanti patrioti che speravano nell’indipendenza di una Patria , ma sarebbe stata un argine sia all’espansionismo austriaco e russo sia un sorta di cuscinetto nei confronti della Turchia, infatti, “Se non li riuniamo (i Principati n.d.r.), se non costituiamo un potere forte e compatto, essi resteranno immersi nella corruzione e nel disordine come in passato…Sarebbe una vera vergogna per l’Europa lasciare questi paesi in preda all’anarchia ed agli intrighi”.
Questa premessa storica ci premette di ricordare che la data del 24 Gennaio e la commemorazione della “piccola unione” sono parte della storia del continente europeo. La Romania nei decenni a seguire avrebbe svolto un ruolo chiave nei rapporti tra est e ovest. Oggi la Romania è parte integrante della Nato e dell’Unione Europea e continua a svolgere le sue doti di paese “ponte” tra l’Europa occidentale e quella orientale tra Europa e la Turchia.
La Romania è lo snodo attraverso il quale far passare la necessità di riedificare la casa comune europea attraverso le regole della convivenza, della tolleranza e dell’inclusione .

Marco Baratto

Principe Alexandru Ioan Cuza

Aprilia. Nonna Aurica compie 100 anni! / Bunica Aurica împlinește 100 de ani!


Ad multos Annos! Auguri a nonna Aurica che oggi compie 100 anni.

Aprilia (LT), 10/10/2020 – La signora Aurica Manzini, nata in Romania, a Cataloi (Tulcea), il 10 ottobre del 1920, è stata una delle prime abitanti di Aprilia, in provincia di Latina, quando la cittadina contava poche abitazioni.

Sarta molto abile, negli anni ’50 apre il primo negozio di abbigliamento del comune che è passato da anni in gestione alla figlia ed è tuttora attivo. Nonna Aurica appartiene inoltre ad una delle numerose famiglie di Aprilia che formavano una consistente comunità Italo-Rumena nella zona di Costanza (in romeno Constanța), in Romania e che sono rientrate in Italia prima della Seconda Guerra Mondiale e hanno costituito il primo nucleo della città pontina.

Nonna Aurica, oggi 100 anni, riceve il Crest del Comune di Aprilia (LT), nella foto con Francesca Barbaliscia, in fascia tricolore, in rappresentanza del Sindaco di Aprilia.

RO. La mulți ani, bunica Aurica! Astăzi împlinește 100 de ani!

Bunica Aurica Manzini, născută la Cataloi, în județul Tulcea, la 10 octombrie 1920, este una dintre primii locuitori ai orașului Aprilia (LT), chiar de la început, când orașul avea foarte puține case.

O croitoreasă foarte pricepută, în 1950 a deschis primul magazin de îmbrăcăminte din oraș, care de ani de zile a fost preluat de fiica sa, Roberta, fiind activ și astăzi, în Via degli Oleandri, 21 – 04011 Aprilia (LT).

Bunica Aurica, aparține uneia dintre numeroasele familii care, în România, au dat naștere unei importante comunități italo-române, în județul Constanța și care s-au întors, apoi, în Italia, înainte de cel de-al doilea război mondial, formând astfel primul nucleu al orașului Aprilia, fondat în anul 1936.

Ne unim familiei prietenei noastre, bunica Aurica, cu fiica Roberta și nepoata Sara (în fotografie), în această zi frumoasă, cu urări de sănătate, fericire și bătrânețe ușoară, înconjurată de iubirea celor dragi!

Asociația IRFI „Italia Romania Futuro Insieme” („Italia România un Viitor Împreună”) propune autorităților Primăriei Frecăţei, în a căriei administrație se află localitatea Cataloi, acordarea „cetățeniei de onoare” doamnei Aurica Manzini, născută la 10 octombrie 1920, în Cataloi, cu ocazia împlinirii vârstei de 100 de ani. Bunica Aurica a fost din totdeauna și este în continuare, o foarte bună prietenă a României și a românilor care muncesc în Italia.

Toți cei care doresc să-i transmită ”La mulți ani” bunicii Aurica, o pot contacta la adresa: Via degli Oleandri, 21 – 04011 Aprilia (LT).

Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcaș

Associazione IRFI „Italia Romania Futuro Insieme”

Roma, 10/10/2020

Bunica Aurica, astăzi la vârsta de 100 anni, premiată de Primaria Apriliei (LT).
Nonna Aurica ha compiuto oggi 100 anni. Nella foto, con il Crest del Comune di Aprilia (LT).
Nonna Aurica Manzini ha compiuto oggi 100 anni. Nella foto, con il Crest del Comune di Aprilia (LT).

Il Caffè Tv:

“Cento anni di vita nel segno del lavoro e della famiglia. Aurica Manzini, classe 1920, ha compiuto oggi il secolo di vita e l’ha voluto festeggiare nel suo negozio di abbigliamento in via degli Oleandri ad Aprilia, aperto negli anni sessanta e ancora attivo.

Madre di Claudio e Roberta, nonna di 4 nipoti e due volte bisnonna, Aurica ha ancora la lucidità di una ragazzina: sveglia prestissimo la mattina, pulizie di casa e poi via per seguire la messa delle 8.30 alla chiesa di San Michele. Al termine, un po’ di spesa, il rientro a casa e la preparazione del pranzo («Tira ancora la sfoglia a mano», rivela la figlia Roberta), non prima di essere passata nel suo negozio. «Mi tengo sempre impegnata, lavoro tanto perché se mi siedo mi annoio, mi sento malata», rivela Aurica, arrivata ad Aprilia nel 1940 dalla Romania, dove è nata e dove ha imparato a cucire all’età di 12 anni. La famiglia Manzini è una delle tante che da Rovigo nel 1878 partirono per la Romania per avviare una risiera e rientrarono nel 1940 richiamati in patria dal fascismo. Si trasferirono prima a Campo del Fico, poi in centro ad Aprilia, in via degli Oleandri dove vive ancora oggi. «Ho visto Benito Mussolini – racconta Aurica – era grassottello, ma non lo scriva altrimenti mi arrestano». «Aprilia non esisteva, c’era la piazza, la chiesa, qualche casa e basta. Quando oggi vedo quanto è diventata grande la mia città, mi meraviglio. Ricordo ancora di aver visto le battaglie successive allo sbarco di Anzio dal balcone di casa. Il cielo di notte si illuminava con le bombe. Gli americani potevano arrivare a Roma in pochi giorni, ma hanno aspettato pensando che ci fossero i tedeschi qui. Ma i tedeschi non c’erano».

Aurica conobbe il marito Ornello Riccetti durante la guerra. «Era un soldato telegrafista, venne a casa nostra per motivi di servizio, poi tornò altre volte. Gli dissi: a questo punto sposiamoci». Ornello è stato poi un dipendente Sip ed è venuto a mancare nel 1982.

Oggi la neo centenaria indossa con disinvoltura la mascherina: «Questo virus passerà», spiega, ricordando i giorni del lockdown, «quando non potevo andare a messa. Questo è stato il dispiacere più grande». Aurica non ha una ricetta per la longevità: «Bisogna sempre lavorare e tenersi impegnati, stare attenti a quello che si mangia, ma soprattutto, e lo dico ai giovani, fate una vita serena, tanto quello che deve succedere succede. Come dico sempre: finché c’è vita c’è speranza».

Stamattina a farle gli auguri al negozio sono passati tanti parenti, amici, clienti storici e l’assessore alle politiche sociali Francesca Barbaliscia, che le ha portato in dono due stampe della Aprilia appena fondata e lo stemma del Comune, poi le ha fatto indossare la fascia da sindaco, che Aurica ha indossato con straordinaria naturalezza.”

Fonte: https://www.ilcaffe.tv/ https://www.ilcaffe.tv/articolo/71203/vidi-lo-sbarco-di-anzio-dal-balcone-mussolini-dal-vivo-era-grassottello

Eugen Coșeriu: Identitatea limbii şi a poporului nostru


Acţiunea „moldovenistă” sovietică s-a prezentat totdeauna şi explicit ca având în primul rând un scop politic, în aparenţă generos şi nobil: acela de a afirma şi a promova identitatea naţională specifică a poporului moldovenesc dintre Prut şi Nistru (şi de dincolo de Nistru). E adevărat că scopul a fost în primul rând, ba chiar exclusiv, politic.

Dar de generozitate, nobleţe, naţionalitate etc. nu poate fi vorba dacă ţinem seama de premisele reale ale acestei acţiuni şi de sensul în care ea a înţeles identitatea (anume ca neidentitate).

Identitatea unui popor nu se afirmă negându-i-o şi suprimându-i-o. Nu se afirmă identitatea poporului „moldovenesc” din stânga Prutului separându-l de tradiţiile sale autentice – reprezentate în primul rând de limba pe care o vorbeşte –, desprinzându-l de unitatea etnică din care face parte, tăindu-i rădăcinile istorice şi altoindu-l pe alt trunchi ori în vid. Aceasta nu e afirmare, ci, dimpotrivă, anulare a identităţii naţionale, istorice şi culturale, a poporului „moldovenesc”: e ceea ce în Republica Moldova se numeşte, cu un neologism binevenit, „mancurtizare”. Şi „mancurtizarea” e genocid etnico-cultural.

Din punct de vedere politic, promovarea unei limbi „moldoveneşti” deosebite de limba română, cu toate urmările pe care le implică, este deci un delict de genocid etnico-cultural, delict nu mai puţin grav decât genocidul rasial, chiar dacă nu implică eliminarea fizică a vorbitorilor, ci numai anularea identităţii şi memoriei lor istorice.
Ni se spune însă că, cel puţin pentru o parte din „moldovenişti”, problema limbii nu s-ar mai pune în aceşti termeni, ci numai ca o chestiune de nume: se ştie şi se recunoaşte că limba română şi limba moldovenească sunt una şi aceeaşi limbă şi se propune numai să se numească cu două nume diferite („română” în România „moldovenească” în Republica Moldova).
Dar şi această versiune „discretă” e lipsită de fundament. Limba română n-a fost niciodată numită – şi nu se poate numi – „română” sau „moldovenească”, fiindcă român, românesc şi moldovean, moldovenesc nu sunt termeni de acelaşi rang semantic (moldovean, moldovenesc se află la nivelul termenilor muntean, oltean, bănăţean, ardelean, maramureşean, pe când român, românesc e termen general pentru toată limba română istorică şi pentru limba română comună şi literară); a fost numită cândva, mai ales de străini, „moldavă sau valahă”, ceea ce nu e acelaşi lucru. Şi, în lingvistică, moldovenesc, cu privire la limbă, se aplică numai unui grai (în cadrul dialectului dacoromân) a cărui arie nu coincide cu Moldova (deşi cuprinde o mare parte din ea); dar limba „moldovenească”, fiind identică cu limba română, nu poate fi identică cu acest grai şi nu trebuie confundată cu el. Pe de altă parte, „moldoveni” nu sunt numai locuitorii băştinaşi din Republica Moldova, ci şi locuitorii Moldovei „mici” din dreapta Prutului, şi românii bucovineni; şi aceştia nu numesc limba lor comună şi literară „moldovenească”, ci „română” sau „românească”. Singurul argument care se prezintă în favoarea denumirii duble e că aceeaşi limbă se vorbeşte în două state diferite. Dar nu e un argument valabil. Limba germană nu se numeşte „austriacă” în Austria şi cea engleză nu se numeşte „australiană” în Australia, „statouniteană” (?) în Statele Unite etc. Pe lângă aceasta, limba română nu se vorbeşte numai în România şi în Republica Moldova, ci şi în afara graniţelor acestor ţări, şi ne întrebăm, dacă se admite denumirea dublă, cum ar trebui să se numească limba vorbită de românii din Ucraina, din Ungaria, din Serbia, din Bulgaria.
Pe de altă parte, denumirea dublă duce la aceleaşi confuzii ca şi teoria celor două limbi diferite şi poate implica aceleaşi urmări cât priveşte identitatea etnică şi culturală a vorbitorilor…
A promova sub orice formă o limbă moldovenească deosebită de limba română este, din punct de vedere strict lingvistic, ori o greşeală naivă, ori o fraudă ştiinţifică; din punct de vedere istoric şi practic, e o absurditate şi o utopie; şi, din punct de vedere politic, e o anulare a identităţii etnice şi culturale a unui popor şi, deci, un act de genocid etnico-cultural.


Eugeniu Coșeriu

Sursa:  Revista Limba Română

 

 

 Vezi și Eugeniu Coșeriu, Despre așa-zisa „limba moldovenească”, în Diacronia

Selciatori: una volta provenivano da Alfedena. Oggi sono i romeni a lastricare le strade di Roma


Roma. Selciatori romeni originari dalla Transilvania, Moldavia e Dobrugia, immortalati al lavoro, impegnati nella pavimentazione del marciapiede in sampietrini, a Porta San Paolo (Roma). Ph. di Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas.
Il sampietrino, detto anche “selcio”, è il piccolo blocco di selce estratto dalle cave poste ai piedi dei Colli Albani (ma anche dalle zone vulcaniche del viterbese). Per estensione si usa la stessa definizione anche per blocchetti simili di altro materiale, per esempio porfido.
Col termine “sampietrini” si intende il lastricato tipico nel centro storico di Roma. Esso è costituito da piastrelle, cubetti tagliati in forma di piramide tronca, disposti gli uni a fianco agli altri, utilizzati in passato per la pavimentazione delle strade italiane, ma soprattutto romane.
I primi “selciati” appaiono nella tradizione romana in età abbastanza moderna: inventati nel Cinquecento per far scivolare meglio le carrozze, poiché in grado di essere levigato dall’attrito dei carri, hanno preso il nome di “sanpietrini” o “sampietrini” perché i primi furono messi appunto in piazza San Pietro.
Papa Sisto V nel il 1585 li usò per la prima volta, mentre Clemente XII Corsini nel 1736 ne fece largo uso sulle strade dei rioni (allora ancora 14) e su via del Corso, dove nei giorni delle corse venivano ricoperti con sabbia e trito di tufo. L’uso del sampietrino per lastricare le strade soprattutto di Roma si fa via via più frequente nei secoli XVII e XVIII.
Con l’Unità d’Italia il sampietrino diventa un materiale molto richiesto. A piazza Navona, dopo la Breccia di Porta Pia (1870), fu rinnovata la pavimentazione con la costruzione di un grande marciapiede centrale in sampietrini.
A Montecompatri fu fondata, il 14 dicembre del 1890, la “Cooperativa dei Selciaroli di Alfedena”, operai specializzati giunti a Roma al tempo in cui la Capitale d’Italia espresse un enorme fabbisogno di manodopera specializzata per la pavimentazione stradale dei nuovi quartieri in costruzione.

Roma, Porta San Paolo.

Selciatori romeni al lavoro impegnati nella pavimentazione del marciapiede in sampietrini, a Porta San Paolo (Roma). Ph. Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas

Selciatori romeni al lavoro impegnati nella pavimentazione del marciapiede in sampietrini, a Porta San Paolo (Roma). Ph. Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas

Selciatori romeni al lavoro impegnati nella pavimentazione del marciapiede in sampietrini, a Porta San Paolo (Roma). Ph. Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas

Il Prof. Fernando Crociani Baglioni narra del ruolo avuto nei secoli XIX e XX dagli artigiani alfedenesi nella realizzazione dei selci destinati alle strade e piazze romane. Cioè, quei cubetti troncopiramidali  alti 25 cm ridotti dai grossi massi frantumati dalle mine nelle cave di roccia basaltica dell’agro romano. Zona di produzione furono le direttrici delle vie Casilina, Appia e Laurentina. Ph. Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas

Porta San Paolo e la Piramide Cestia inserite in una delle aree tra le meglio conservate delle Mura Aureliane. Ph. Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas