Centenario di Iosif Constantin Dragan. Mecenate e benefattore: aiutò le vittime di guerre e povertà


Il 20 giugno 1917 nasceva a Lugoj in Romania Iosif Constantin Dragan (moriva a Palma di Maiorca, il 21 agosto 2008, all’età di 91 anni).

Dopo essersi laureato in Diritto a Bucarest si trasferì in Italia nel 1940 grazie ad una borsa di studio concessagli dall’Istituto Italiano di Cultura di Bucarest.

Conseguita la seconda laurea a Roma, in Scienze Politiche, egli intuì le grandi potenzialità del Gas di Petrolio Liquefatto (GPL), prodotto poco conosciuto nel dopoguerra. Si distinse da subito nelle attività imprenditoriali, fondata in Italia la ButanGas Spa, negli anni successivi estese la propria attività in vari paesi dell’Europa.

Quale esponente della diaspora rumena in Occidente, considerati gli eventi che investirono la Romania nel dopoguerra (invasione sovietica, instaurazione del regime comunista, totalitarismo, fuga di molti intellettuali nell’Europa Occidentale e nelle Americhe), cui seguì una condizione di soggezione all’egemonia sovietica e di sottosviluppo, si prodigò anzitutto per l’aiuto materiale e morale che offrì ai suoi connazionali in Italia; nonché per tutte le attività culturali che segnarono il rinsaldare l’amicizia storica tra la Romania, l’Italia e le altre nazioni latine.

Fu antesignano dell’erezione dell’Unione Europea.  Nel 1967 , diede vita alla Fondazione Europea Dragan, un’organizzazione culturale e accademica su scala continentale. Attraverso la quale passarono come docenti di corsi e master, conferenzieri ed animatori di grandi eventi di cultura e d’arte, illustri nomi della politica, statisti, capi di stato e di governo, diplomatici, ministri, scienziati, militari, storici ed operatori dell’informazione. Dando così un forte impulso alla formazione del movimento europeista e di una coscienza europea, sopratutto tra i giovani.

Già prima, nel 1950, il Prof. Dragan avviò le prime iniziative europeistiche, con la pubblicazione del Bulletin européen (il primo numero è del 15 marzo 1950, in lingua francese).  Ha dato inoltre origine a molteplici attività internazionali: università private come l’Università Europea Dragan in Romania, la Golden Age University a Milano;  corsi di specializzazione post-universitari, attività editoriali, un centro di Cibernetica e l’Associazione Europea per gli studi di Bio-Economia, la creazione di riviste specializzate, la collaborazione con l’Associazione Geo-archeologica, la realizzazione del Centro di Ricerche Storiche di Venezia, il Centro Europeo di Studi Traci, il CERMA (Centro Europeo di Ricerche Mediche Applicate), l’organizzazione di cicli di conferenze e simposi internazionali su aree tematiche culturali e scientifiche diverse: storia, scienze politiche, beni culturali, medicina, archeologia, diritto umanitario, cooperazione giuridica internazionale, scienze umane, dialogo tra le religioni, bioeconomia e altre.

Conseguì le massime onorificenze italiane e di numerose nazioni europee. Tra cui la  Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana  e la Medaglia d’oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell’arte . Nonché numerose lauree honoris causa e cittadinanze onorarie da università e città romene.

A testimonianza di tanta generosità e meriti umanitari, sia quale mecenate che come benefattore. Dal 1969, come narra  il  Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni, allora giovanissimo, militando nella Guardia Palatina d’Onore di Sua Santità, a capo di un gruppo romano di apostolato missionario, insieme al Colonnello Dott. Gabriele Marrone. I quali si prodigavano nel raccogliere e selezionare per patologie,  da medici e farmacisti, come dai primari ospedali romani,  farmaci e materiali sanitari da destinare alle missioni in Africa e nel Medio Oriente.

Il gruppo di giovani volontari cattolici si avvalsero delle vaste relazioni, pubbliche, private e professionali, nonché delle personali donazioni del Prof.  Iosif Constantin Dragan, per poter trasferire tali e tanti materiali di aiuto sanitario, sopratutto salvavita, a titolo gratuito a destinazione. Furono donati e distribuiti a tonnellate, per anni, a missioni, ospedali, scuole, dispensari, parrocchie. Anche in Palestina, da poco uscita dalla guerra del 1967, tramite i Francescani della Custodia di Terra Santa.

La biblioteca della nostra Associazione Italia Romania Futuro Insieme, ha ricevuto recentemente la donazione di un cospicuo quantitativo di libri e opere scientifiche di grande pregio, dalla Golden Age Dragan University di Milano; emanazione della Fondazione Europea Dragan istituita dallo stesso Prof. Giuseppe Costantino Dragan. Cui va nel centenario della nascita, la gratitudine nostra e di tutti i romeni d’Italia.

Associazione IRFI “Italia Romania Futuro Insieme”

Roma, 20 giugno 2017

 

Il romeno d’Italia, un messaggio di grande attualità per vivere meglio

 

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TEATRO INDIA PRESENTA ELISABETTA DI WIED. SOTTO FALSO NOME


Roma – Sabato 3 dicembre, ore 18.00 e domenica 4 dicembre, ore 21.00, al Teatro India, la prima nazionale dello spettacolo “Sotto falso nome”, tradotto in italiano da Tatiana Ciobanu. Elisabetta di Wied (Germania 1843 – Romania 1916),  fu principessa di Romania e scrittrice sotto lo pseudonimo di Carmen Sylva.edw

Note di regia

Perché nel 2016 occuparsi di una regina?

Il DNA partecipa alla costruzione del carattere e della personalità di ognuno/a tale che Lui/lei diviene sensibile a mutamenti legati all’ambiente anche sociale, e costruisce eredità dell’individuo unico e inimitabile quale fu Elisabetta de Wied. Intelligente, sensibile, ribelle, volitiva, tentò di muoversi nella rigida struttura aristocratica con tutta la libertà che le fu possibile, come se ognuno di noi potesse dire in ogni situazione “io sono questo, questa”. Non aggiungete altro.

Nel testo ho immaginato che attraversasse epoche e giungesse fino a noi moderna com’era, anzi vicina alla gioventù e, forse, più capace di giocare con ironia, sorridendo alla vita pur nel dolore. Attraverso due frasi che ho scritto su di lei, tento di indirizzare lo sguardo del lettore/spettatore da quel ieri (moti del quarantotto) all’oggi vertiginoso: “ …l’annuncio dell’era che cambiava mi poneva nuove domande sull’umanità, Elena, la Romania, la Germania e l’assetto geo-politico dell’Europa … “ “ … ero come la folata che arriva improvvisa e ti lascia, non più com’eri. lo ero la gioventù …“. Elisabetta scriveva romanzi anche a due mani, poesie, aforismi… sotto lo pseudonimo di Carmen Sylva, mentre manteneva il suo nome per le traduzioni. Poliglotta, attenta al prossimo e alle diversità, ho immaginato che il suo desiderio di essere amata dai romeni e il ruolo di cui era investita, la portarono a privilegiare il romeno anche come lingua madre e creativa. Ironicamente in polemica con le femministe del tempo, si concesse però una fuga da Carol non condividendone alcune scelte, e venne in Italia. Viaggio di cui non vi è fin qui traccia e che, come autrice, ho collocato tra il Nord e il Sud d’Italia, tra città come Venezia e paesini come Ronciglione o Vieste. Il poliglottismo della scrittrice regina viene utilizzato in scena qui e lì a dirci che le lingue con cui dobbiamo convivere e che ci influenzano sono tante e non più pure. In anticipo sui tempi lei capì che dalla crisi della monarchia sarebbe nato un nuovo assetto politico-sociale che avrebbe attinto ai nascenti valori socialisti (1867: pubblicazione de Il Capitale). Sulla vita di Wied (nel 2012), tedesca e sposata a Carol I Hohenzollern-Sigmaringen, trovai articoli di stampa internazionale e chiesi alla poeta moldava Tatiana Ciobanu di aiutarmi nel reperimento di testi della Sylva che Ciobanu mi tradusse simultaneamente. Nel prendere appunti mi sono formata l’idea che, del personaggio, offro nello spettacolo. La regia intreccia da sempre classico e contemporaneo, qui canto-vocalizzi (come sua voce interiore che copre circa due secoli) e movimenti tali da giungere ai giorni nostri (o raggiungerci) con provocazione.
Maria Inversi

 

Prima nazionale

Testo allestimento luci e regia
Maria Inversi

con Valeria Mafera
danzatrice attrice
Virginia Guidi
voce e chitarra
Maria Antonietta Trincucci
assistente alla regia

musiche
Bovio | Brahms| Holiday | Guck | Lauzi | Mozart | Rossini | Schubert | Schumann | Trenet

foto Carlo Christian Spano

ufficio stampa Renata Savo T. 3201915523 rensavo@gmail.com
info Tatiana Ciobanu T. 320213685 | Alfabeti Comuni T. 3389424143 info@alfabeticomuni.it | prenotazioni Teatro di Roma T. 06684000346 |

 

VALERIA MAFERA Diplomata alla “Silvio D’Amico”, successivamente ha frequentato vari seminari di interpretazione (Ivana Chubbuck e Nikolaj Karpo, Francesca De Sapio, Michele Monetta). Studia danza classica per poi specializzarsi nei linguaggi del contemporaneo a N ew York e in Italia con Giorgio Rossi (“Sosta Palmizi”), Sasha Ramos e altri. A teatro è diretta in ruoli primari e non (tra gli altri) da: Mauro Avogadro, Simone Carella, Armando Pugliese, Matteo Garrone, Marco Lucchesi, Renato Giordano, Vanessa Gasbarri e molti altri. Al Cinema e Tv: Togliani, Fineschi, Clemente, Ciccone, Canitano, Ponticelli, Elia e altri. E’ stata scelta per alcune campagne pubblicitarie, tra cui: Regione Lazio e Banca di Roma. Svolge volontariato per la Croce Rossa Italiana.

VIRGINIA GUIDI Diplomata in Canto Lirico, Musica Vocale da Camera presso il Conservatorio S. Cecilia e con lode in una tesi sperimentale in musica elettroacustica; ha maturato studie esperienza nella musica contemporanea e sperimentale. Ha collaborato con: ETI e Accademia Nazionale d’Arte Drammatica S.D’Amico. Si è esibita in Italia e all’estero: Washington, Pechino,New York e inoltre a Roma: Camera dei Deputati, Accademia Filarmonica Romana, Auditorium Parco della Musica, Tecnopolo, GNAM, Macro e MAXXI; Napoli – Arena Flegrea; Catania – Teatro Metropolitan. Ha partecipato a spettacoli musicali su reti televisive nazionali e private e anche in diretta radio. Presente in molti festival tra cui: EMUfest, ArteScienza, Biennale Arte di Venezia 2015. Dal 2013 è direttrice artistica del Festival di Musica Classica Note tra i Calanchi di Bagnoregio (VT).

Fonte: http://www.teatrodiroma.net/doc/4706/elisabetta-di-wied-sotto-falso-nome/

Teatro India

Lungotevere Vittorio Gassman (già lungotevere dei Papareschi)
00146 – Roma
Tel. 06 87752210

Visualizza la mappa

Ingresso di servizio per gli artisti e i disabili: via Luigi Pierantoni, 6

Poco distante dal Teatro è situata la fermata di autobus delle linee
170 (transita per la Stazione Metro B Marconi e fa capolinea alla piazza Venezia)
766 (transita per la Stazione Metro B Basilica San Paolo e fa capolinea alla Stazione di Trastevere)
780 (raggiunge piazza Venezia passando per Viale Trastevere)
781 (arriva dal quartiere Magliana e raggiunge piazza Venezia percorrendo la stessa tratta del 170 da viale Marconi).

Bun venit E.S. George Gabriel Bologan, Ambasador la Roma


La două zile după ceremonia de prezentare a scrisorilor de acreditare în Republica ItalianăAmbasadorul României la Roma,  E.S. George Gabriel Bologan, s-a întâlnit luni, 1 august 2016, orele 18.30, la sediul Accademiei di Romania din Roma cu reprezentanţii comunităţii româneşti din Italia, printre care și membri ai Asociației noastre.

În numele membrilor Asociației IRFI “Italia Romania Futuro Insieme” onlus, dar și al meu personal, îi urez E.S. George Bologan, bun venit și  mult succes în noua misiune diplomatică în Italia! Totodată, îl asigur de colaborarea  noastră deplină pentru atingerea obiectivelor  generale din perioada mandatului E.S. faţă de comunitatea românească.

Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcaș, Președintele Asociației IRFI “Italia Romania Futuro Insieme” onlus

Mai jos, redăm comunicatul Ambasadei cu ocazia întâlnirii Ambasadorului României în Italia cu reprezentanţii comunităţii româneşti.

În deschidere, la propunerea ambasadorului României, a fost ținut un moment de reculegere în memoria Reginei Ana a României şi a fost menţionată contribuţia Casei Regale la modernizarea României, precum şi asumarea unui spirit precum cel al Regilor Carol I şi Ferdinand I. În continuare, a fost accentuată importanţa dosarului politico-diplomatic bilateral şi a iniţiativelor prin care România şi Italia se implică activ în vederea menţinerii coeziunii Uniunii Europene.

În cadrul discuţiilor au fost abordate teme precum direcţiile de urmat  pentru menţinerea identităţii românilor din Italia, premisele pentru creşterea participării românilor din Peninsulă la viaţa politică, economică şi socială atât în ţara de origine cât şi cea de rezidenţă, necesitatea colaborării dintre asociaţiile românilor din Italia în vederea creşterii reprezentativităţii acestora în relaţia cu autorităţile italiene, modul în care asociaţiile pot contribui prin proiecte concrete la îmbunătăţirea imaginii comunităţii româneşti în presa italiană.

Referindu-se la relaţia cu presa de limbă română, ambasadorul României a subliniat rolul acesteia “pentru contribuţia la păstrarea limbii române, transmiterea informaţiilor de interes pentru comunitate şi neutralizarea elementelor care generează fragmentarea comunităţii”. Încrezător în colaborarea cu presa de limbă română G. Bologan a menţionat:“doresc ca folosirea cuvântului de către maeştrii condeiului gazetăresc să aibă drept consecinţă creşterea încrederii reciproce şi să prezinte constructiv aspectele care trebuiesc aduse în atenţia opiniei publice. Comunicarea poate să determine respectul de sine al comunităţii şi să educe la o cultură a solidarităţii. Îmi permit să felicit presa românească din Peninsulă pentru că nu a generat ostillitate într-un context al contestaţiei generalizate şi al infectării cu virusul nemulţumirii. Un spirit extrem de critic care doar judecă şi condamnă nu ajută. Presa românească are un rol determinant în a sprijini comunitatea să fie mai activă în viaţa politică a statului de reşedinţă şi, totodată, să continue să prezinte cetăţenilor români opţiunea de a vota prin corespondenţă.”

Referindu-se la relaţia cu mediul asociativ, şeful misiunii diplomatice a României la Roma a subliniat că “ataşamentul pentru o cauză este o sursă de cooperare pentru fiecare român. Cauza este respectabilitatea comunităţii româneşti”. Ambasadorul României a evidenţiat cele două obiective generale din perioada mandatului faţă de comunitatea românească: creşterea coeziunii comunităţii şi stimularea implicării prezenţei românilor în viaţa societăţii italiene. În acest sens, se doreşte încurajarea iniţiativelor, proiectelor şi programelor care implică mai multe asociaţii de români cu domenii de activitate similare, ca un model de colaborare pentru atingerea obiectivelor comune. Dialogul cu reprezentanţii asociaţiilor se va baza pe o comunicare onestă:“ Una din valorile pe care trebuie să le avem în vedere este memoria, adică dorinţa sinceră de a menţine tradiţiile, continuitatea şi identitatea neamului românesc într-un context al participării la dialogul cultural european” a fost una dintre ideile transmise, fiind reiterat şi principiul conform căruia gestionarea imaginii de ţară este o datorie a fiecărui român.

În încheiere, celor prezenţi şi nu numai le-a fost adresată rugămintea să fie parte din echipa Ambasadei deoarece “doar împreună vom reuşi să formăm o echipă performantă de care România are nevoie”.

Sursa: roma.mae.ro

Vezi și: George Bologan, un român ”din comunitate”, la început de mandat de ambasador 

George Bologan, la sfârşit de mandat: “Sunt mulţumit de experienţa de ataşat cultural”

ROMÂNIA, 25 DE ANI DE LIBERTATE. BIBLIOTECA BASAGLIA ROMA, 11 DECEMBRIE ORA 16,30

INSIEME A “LA NOTTE BIANCA DELLA SOLIDARIETÀ”

Alegeri parlamentare 2016, înscrierea în Registrul electoral și opțiunea votului prin corespondență


Vă informăm că, pentru alegerile parlamentare din acest an, cetățenii români cu domiciliul sau reședința în străinătate au la dispoziție posibilitatea de a se înscrie în Registrul electoral, votul-prin-corespondentainclusiv cu opțiunea votului prin corespondență, începând din 1 aprilie 2016 și până la data expirării a 48 de ore de la data începerii perioadei electorale.

Procedura de vot prin corespondență pentru cetățenii români cu domiciliul sau reședința legal stabilite în străinătate:

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Procedura de vot la secție pentru cetățenii români cu domiciliul sau reședința legal stabilite în străinătate:

Dacă doriţi să hotărâţi în ce direcţie va merge România şi veţi vota la alegerile parlamentare de anul acesta, acum vă puteţi exercita votul mai simplu.

Înscrieţi-vă în Registrul electoral până în luna septembrie şi veţi putea vota:

Prin corespondență

ITALIA-ROMÂNIA: MACFRUT, Târg Internaţional producători de fructe și legume


Firmele românești sunt invitate în Italia, în  perioada 14-16 septembrie 2016, să participe la MACFRUT – Târgul Internaţional dedicat producătorilor de fructe și legume, care va avea loc la Rimini Expo Center.

macfrutCamera de Comerţ Italiană pentru România în colaborare cu Cesena Fiera S.P.A au plăcerea de a vă invita să participaţi la târgul MACFRUT – Târg Internaţional dedicat producătorilor de fructe și legume, ce se va desfăşura la Rimini Expo Center, în Italia, perioada 14-16 septembrie 2016. MACFRUT este unul dintre cele mai importante târguri din Europa dedicat sectorului fructelor și legumelor, ce reuneşte anual peste 1000 de expozanţi şi peste 40000 de vizitatori din toate colţurile lumii.

Pentru ediţia din 2016 organizatorii au solicitat colaborarea instituţiei noastre în vederea identificării a 5 firme din sectorul producției, importului şi distribuţiei de fructe și legume, precum și firme care operează în sectorul logisticii și al ambalajului. Cele 5 firme vor fi acceptate în urma verificării de interes din partea firmelor expozante (este prevăzută participarea unui singur reprezentant) şi vor beneficia din partea organizatorilor de următoarele gratuităţi:

-3 nopţi de cazare în cameră single la hotel cu mic dejun inclus;

-pick-up aeroport – hotel şi hotel – aeroport (Rimini și Bologna);

-transfer zilnic hotel – târg – hotel;

-intrare şi catalog târg;

-participarea la programul de întâlniri B2B cu companiile italiene prezente la târg;

-participarea la evenimente informale de network.

Vă informăm, de asemenea, că firmele care vor fi selectate să viziteze târgul de la Rimini vor trebui să participe la întâlnirile cu expozanţii din cadrul târgului conform agendei pe care o vor stabili prin intermediul unei platforme online (minimum 5 întâlniri / zi).

Dacă sunteţi interesaţi de participarea în calitate de vizitator la târgul MACFRUT, vă rugăm să completaţi chestionarul şi să ni-l restituiţi semnat şi ştampilat. Chestionarele vor fi transmise ulterior organizatorilor în Italia care vor efectua procesul de matching între profilul şi caracteristicile firmei dumneavoastră şi cel al firmelor participante, urmând a fi selectate 5 firme care să beneficieze de pachetul de gratuităţi pus la dispoziţie. Firmele care nu vor trece de faza de matching, vor fi înregistrare pe o listă de aşteptare, existând posibilitatea de a fi cooptate în cazul suplimentării locurilor disponibile.

În speranţa că veţi fi interesaţi de participarea la târgul MACFRUT, rămânem la dispoziţia dumneavoastră pentru orice informaţie necesară şi vă transmitem cele mai alese gânduri.

PROGRAM

Telefon: 0213102315 / Fax: 0213102318 / E-mail:  info@ccipr.ro

http://www.macfrut.com/

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Premio Strega Europeo, Mircea Cărtărescu a Roma


Mircea Cărtărescu, distins cu premiul Gregor von Rezzori, este anul acesta şi finalist al râvnitului Premiu  Strega European 2016. “Orbitor. Corpul / Abbacinante. Il Corpo” de Mircea Cărtărescu, publicat în limba italiană la editura Voland, în 2015, a fost selectat pentru Premio Strega Europa.

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Martedì 5 luglio lo scrittore romeno Mircea  Cărtărescu sarà tra i protagonisti alla Basilica di Massenzio di un appuntamento interamente dedicato di LETTERATURE Festival Internazionale di Roma. Nel corso della serata Cărtărescu leggerà un testo inedito dal suo libro  Abbacinante. Il corpo, sul tema scelto per l’edizione 2016 del Festival: Memorie. Al termine delle letture sarà proclamato il vincitore del Premio Strega Europeo.
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Cartarescu_Roma_afisROMA. În seara de 5 iulie, începând cu ora 21:00, Mircea Cărtărescu va citi, în Basilica di Massenzio din Roma, fragmente din romanul său, ce ilustrează tema din 2016 a Festivalului: “Memoria”. Mircea Cărtărescu este unul din finaliştii nominalizaţi pentru prestigiosul premiu de literatură “Strega”, care se acordă anual în capitala Italiei.
Ceilalţi finalişti, care vor lectura din operele proprii, alături de scriitorul român, în cadrul evenimentului organizat la Basilica di Massenzio sunt: scriitoarea franceză Annie, scriitorul scoţian Kerry Hudson, spaniolul Ricardo Menéndez Salmón şi Ralf Rothmann din Germania. La finalul lecturii, va fi desemnat câştigătorul.

Premiul este în valoare de 3.000 de euro și pe lista finaliștilor se regăsesc autori străini ale căror romane au fost traduse în limba italiană.

Juriul este compus din scriitori câștigători sau finaliști ai Premiului Strega de-a lungul timpului: Alessandro Barbero, Laura Bosio, Giuseppe Catozzella, Antonella Cilento, Giuseppe Conte, Maria Rosa Cutrufelli, Antonio Debenedetti, Ernesto Ferrero, Mario Fortunato, Nicola Lagioia, Melania G. Mazzucco, Edoardo Nesi, Valeria Parrella, Lorenzo Pavolini, Roberto Pazzi, Romana Petri, Sandra Petrignani, Francesco Piccolo, Marco Santagata, Antonio Scurati și Domenico Starnone. Acestora li se adaugă Beatrice Covassi, reprezentantul Comisiei Europene in Italia, Lucio Battistotti, consilier din cadrul Comisiei Europene, Maria Ida Gaeta, directoare Festivalului de Literatură de la Roma și Stefano Petrocchi, directorul fundației Bellonci.

Abbacinante. Il Corpo
Mircea  Cărtărescu 
a cura di Bruno Mazzoni
 
Nel pieno incubo della Romania degli anni ’50-’60, la storia di Vasile – il bambino senza ombra nella pittoresca Bucarest del XIX secolo – si fonde e si congiunge, come in un nastro di Möbius, con quella dell’autore stesso, Mircea, e con il ritratto poderoso di un’infanzia densa di figure, sogni, suggestioni, angosce. Dagli uomini-statua che popolano le viscere di una Amsterdam grottesca e stupefacente, agli artisti di un circo che trovano nello strabiliante Uomo Serpente un’incarnazione dell’anima meravigliosa dell’antica India, questo secondo volume della trilogia cominciata con Abbacinante. L’ala sinistra (Voland 2008) è una instancabile invenzione di creature, incubi, allucinazioni, alchimie, tratte in parte da una sconfinata realtà caleidoscopica, in parte da una fantasia intellettuale ed eversiva che è stata accostata spesso ad autori quali Kafka e Borges.
Fonte: Voland.it
Il corpo di Mircea Cărtărescu

di Raffaele Donnarumma

Secondo volume di una trilogia, Abbacinante, aperta da L’ala sinistra (1996; Voland 2003) e conclusa nel 2007 con L’ala destra (che sarà disponibile da noi nel 2016), Il corpo (Voland 2015) è uscito in romeno nel 2002: già tradotto in altre lingue europee, arriva adesso in Italia grazie a Bruno Mazzoni, che ha diffuso nel nostro paese le prose e i versi di Cărtărescu in versioni esatte ed efficaci. Cuore del libro è la vasta seconda parte, in cui si ripercorre l’infanzia di Mircea, controfigura e omonimo del romanziere che nella prima parte parla in prima persona, mentre qui e nell’ultima è oggetto del discorso in terza persona. Il dispositivo dominante è lo straniamento: la scoperta del mondo, nella Bucarest a cavallo fra anni ’50 e ’60 dominata dal Partito, dalla Securitate e dal presidente Georghiu-Dej, è compiuta con gli occhi del bambino, che ne intuisce ora le meraviglie, ora l’involontaria comicità, ora lo spavento. È una tradizione ben diffusa nel Novecento, dal Tamburo di latta a Vedi alla voce: amore; ma qui lo straniamento è spinto sino all’onirismo: penso a episodi memorabili come quello della ragazza-farfalla; ai tappeti prodigiosi intessuti da Maria, la madre di Mircea, pieni di figure e di storie; al volo del protagonista in un secchio, lungo il palazzo che abita; o alla visione mistico-psichedelica scatenata in lui, al circo, da un ipnotizzatore venuto dall’India.

Un odore, insomma, di realismo magico sudamericano, se non fosse che qui fa sentire la sua voce non la grande storia, ma la cronaca, con la violenza umiliata del suo squallore. Anziché sostituire la realtà, il racconto la mette in questione, la sfida, la interpella costantemente come l’istanza che non può cancellare e con la quale deve sempre fare i conti; ed è rivelatore che mentre manipola vistosamente i materiali della propria autobiografia, in una specie di autofiction oltranzista, Cărtărescu rispetta però i dati della storia pubblica. Più ancora che la realtà, del resto, al narratore fa problema l’alterità, o perché si rifugia in rapporti simbiotici (anzitutto, quello con la madre), o perché cerca relazioni proiettive (Hermann, il guardiano notturno reietto di fronte al quale chiarisce la propria vocazione di scrittore), o perché la demonizza nella veste di antagonisti minacciosi (il bullo del quartiere, a tratti il padre). All’apice di questo rapporto turbato con l’alterità sta Victor, il gemello uguale e opposto scomparso a un anno, e che riconquista la scena nella parte finale del libro: in lui identità e differenza finiscono per coincidere, mettendo fuori gioco la logica diurna, e mostrando che l’altro può essere pensato solo come maschera dello stesso.

Se la seconda parte, nonostante gli squarci fantastici e una certa fluidità temporale, ripercorre la vicenda ordinaria di un’infanzia, con le sue tappe e le sue figure obbligate (i genitori, la scuola, gli amici, le prime esperienze fuori casa), la prima e la terza si muovono con libertà fra tempi e storie diverse: quella di Mircea giovane, impegnato nella stesura del suo manoscritto enorme e illeggibile, e quella di Vasile, capitano dei pompieri di fine Ottocento; poi quella appunto di Victor e dei bizzarri personaggi che lo circondano, in un’Amsterdam popolata da uomini-statua, prostitute e travestiti. Soprattutto negli estremi, simili ad ali di quelle farfalle che sono spesso evocate nel testo, il discorso procede per associazioni imprevedibili, stipato di immagini, con l’andamento spiazzante di un disegno di Escher o di un quadro di Monsù Desiderio, pittore una cui veduta miracolosa è custodita nel sordido appartamento bucarestino di Hermann. Così disposto, Il corpo sottopone a tensione le strutture romanzesche; e per quanto ampia e tollerante sia quella tradizione, di fatto essa va piuttosto stretta a Cărtărescu, che, al pari di altri scrittori di oggi (Volodine in Francia, ma soprattutto Moresco da noi), ci impone di ripensare la nostra stessa idea di narrativa. Le descrizioni dilagano, componendo avventure mentali irriducibili alla progressione rassicurante di un plot: se si vuole parlare, per un libro come questo, di trama, occorre farlo pensando a un’intersezione di linee orizzontali e verticali, o meglio ancora a quel prodigioso tappeto cubico di Maria, in cui la piattezza è abbandonata per suggerire un mondo multidimensionale, saturato di vicende che rampollano l’una dall’altra come fossero frattali, trasformato davvero (e il gioco di parole non spiacerebbe all’autore) in ‘volume’. Il mito che Cărtărescu segue è quello del libro come entità vivente, la cui logica è insieme la simmetria e il concrescere mutevole. Se infatti lo schema triadico è così evidente e insistito da apparire, alla fine, formalistico e misterioso (scandisce sia l’intera trilogia, sia questo singolo volume), la legge che costruisce il succedersi delle pagine è ancora più oscura. Un sistema di riprese tematiche e simboliche percorre infatti l’intero volume e si espande anche oltre i confini della trilogia, recuperando materia di altri romanzi, come Travesti (1994); eppure, intuire le tracce di un disegno non significa affatto comprenderne l’ordine. Con premeditazione, la scrittura resiste a una piena intellegibilità.

Anche in traduzione, Cărtărescu appare un prosatore straordinario: la sua duttilità sintattica e la sua ricchezza lessicale si prestano tanto al virtuosismo nomenclatorio, quanto al salto immaginifico, e sperimentano una varietà di toni che però esclude, per partito preso, il grado zero della trasparenza o della medietà. La sua scrittura, che è insieme immaginazione intraducibile in immagini concrete e senso fisico della percezione (il titolo Il corpo dichiara anche questo), indaga accanitamente il visibile, ma non crede che la realtà sia quella che si vede (e proprio per questo, per tornare al titolo, è abbacinante). Questo senso dell’unità fra pensiero e biologia, che sembra fare del libro un banchetto approntato apposta per gli adepti nelle neuroscienze, è il centro della sua ideazione: materiale e immateriale, cronachistico e visionario, esperienza delle cose viste e capacità del linguaggio di dire l’inesistente si intrecciano di continuo. È una sorta di mistica materialista che forza le tre dimensioni per aprirsi alla quarta, il tempo, che vede il mondo come metamorfosi perenne, e che cerca i segni delle possibilità irrealizzate in ciò che si è compiuto diventando atto.

Postmoderno, allora? Cărtărescu ha mostrato interesse per questa categoria, cui ha dedicato la tesi di dottorato pubblicata nel 1999; eppure, Abbacinante non si lascia piegare ad essa. Per quanto coltivi l’ironia o il grottesco, gli sono estranei la riscrittura parodica, il rifacimento-sfacimento dei generi o la vertigine dell’autoreferenzialità (basti vedere come l’Aleph di Borges ispira l’invenzione del tappeto cubico di Maria, senza però nessuna intenzione di citazionismo metaletterario; o come i ricordi dei libri profetici della Bibbia, della Commedia o della scena finale del Faust nutrano la visione oltremondana di Mircea). Nato nel 1956, Cărtărescu appartiene a quella generazione di autori che, al pari di Bolaño o Foster Wallace, attraversano il postmoderno per emancirparsene e uscirne. Cărtărescu è infatti uno scrittore estremamente colto, ma per l’uso intensivo cui sottopone le risorse della lingua, dello stile e dell’immaginazione più che per l’attitudine a saccheggiare il già detto; e il risultato è che, anziché mirare a una scrittura di secondo grado, tende al reincantamento, convinto che, nell’impossibilità di dare verginità alla parola e al racconto, non si debba però affatto rinunciare a farli suonare nuovi, persino inauditi. Il suo scopo non è vanificare il senso, ma riappropriarsene. Il libro che leggiamo «non dice nulla, non vuole nulla e non significa nulla» (p. 565); ma è anche un Libro religioso, indistinguibile dalla vita immaginativa di Mircea e in attesa del suo lettore, che scopra in esso la propria salvezza e la verità – qualcuno, insomma, che creda nelle ambizioni della Recherche o del Livre mallarmeano. Reagendo a tante diagnosi sulla fine della letteratura, Cărtărescu proclama la sua fede in essa: monumento non all’angustia del sé, ma alle potenzialità di una vita singola, dentro la quale pullulano e riecheggiano le esistenze di altri se stessi e dei molti, se non di tutti; accesso ai mondi che si intuiscono nel mondo, alle storie che la storia conosce solo in minima parte, alle vite che la vita attende di dischiudere, e che la scrittura sa far parlare.

Fonte: http://www.leparoleelecose.it/

Tre blogger romeni visitano la Marsica grazie a un’iniziativa del Gal Gran Sasso Velino


Patricia

Patricia Coscai

Avezzano. Due giornaliste di nazionalità romena e un collega fotografo incontrano la Marsica più verace e genuina. Da una meravigliosa idea del Gal Gran Sasso Velino, nasce una sinergia di fondo con l’Estero i condivisione dei tesori territoriali marsicani più belli. Grazie al Gal Terre Aquilane, per tre giorni, i tre blogger hanno viaggiato per la Marsica, raccontando nel loro blog lo spirito eterno del territorio. Le bellezze marsicane vengono narrate, in giro per il mondo, nel modo giusto? Un punto di domanda, questo, che sottintende un punto esclamativo di tutto rispetto, riscontrato sul luogo marsicano per eccellenza dell’incontro perfetto. Si chiamano Patricia Coscai e Orouer Proriter le due blogger che, assieme ad un fotografo della stessa nazionalità romena, per tre giorni e tre notti consecutive, da domenica 1 maggio a martedì 3 maggio, hanno assaggiato, pezzo dopo pezzo, la Marsica, come fosse una torta a più strati variegati e palpabili, da apprezzare e degustare lentamente ad ogni boccone affamato di notizie. Grazie alla lungimiranza dimostrata in più campi dal Gal Terre Aquilane e dal Gal Gran Sasso Velino, pionieri entrambi di progetti connessi al vettore turismo, i tre blogger di fama, sulle orme dei più grandi disegnatori paesaggisti dell’800, hanno valicato monti, raccontato montagne e sorseggiato spicchi di sole sulle lande marsicane, narrando il loro viaggio nel blog più quotato di Romania, quale quello di ‘Călătoria Perfectă’ (Il Viaggio Perfetto). Emozionato a seguito dell’esperienza vissuta, il vicepresidente del Gal Terre Aquilane Nino Garofali, il quale, a seguito dell’integrazione turistica, ha raccontato che «i tre sono stati ospiti nel suggestivo Hotel-Residence dei Pierleoni, ‘Il Feudo’, nel Comune di Celano, che ha offerto ai tre reporter romeni, per tre giorni e tre notti, un’ospitalità ed una cortesia preziose. Ringrazio – ha affermato il vicepresidente – il titolare Luca Pierleoni. Abbiamo scelto una location peculiare del genere, perché ripropone la composizione originaria di un vero feudo medioevale. I tre giornalisti sono rimasti estasiati anche da Alba Fucens: hanno affermato, durante la visita, che sembrava quasi di respirare l’aria di Pompei, ma senza pagarne il biglietto».

Sul blog romeno ‘Călătoria Perfectă’ è già possibile visionare tutto il lungo excursus di parole e di foto firmate, che ha messo in evidenza, oltreconfine, i tesori naturali della zona marsicana. La visita è stata organizzata grazie al contatto intessuto fra le due realtà, avvenuto tra il Gal Terre Aquilane e le menti romene presso l’ultima Fiera Internazionale del Turismo di Bucarest, nella quale, il Gal è stato ospite attivo attraverso le finalità e le propaggini concrete del progetto ‘Expass’, conclusosi il giorno 30 aprile scorso. I tre blogger sono stati accompagnati nei loro viaggi marsicani, da due guide turistiche di simpatica eccezione, quali i vicepresidenti del Gal, Nino Garofali e Rocco Di Micco. I tre reporter hanno visitato luoghi simbolo della terra marsa, come le Gole di Celano (fugace e immemorabile set cinematografico di film come ‘Conan il barbaro’), il Castello Piccolomini, i Cunicoli di Claudio (fil rouge sotterraneo di tutto l’entroterra marsicano), le preziosità di Alba Fucens e la famosa Galleria del Gusto battezzata dal Gal Gran Sasso Velino. Il turismo si mette in moto grazie ad idee condivise. «I tre – ha continuato Garofali – hanno apprezzato i due Castelli, curati ad hoc e rivolti, secondo il loro parere, ad un pubblico turistico eterogeneo. Affascinati dalla storia del lago Fucino e dai prodotti tipici del nostro panorama culinario sempiterno, come il tartufo e lo zafferano, i tre sono venuti a conoscenza di tutte le pieghe storiche che innervano anche ora la vita della Marsica del progresso, Terremoto del 1915 compreso».romeni-Marsica

Fautore di questo felice momento di simbiosi fra occhi romeni e cuore marsicano, è stato il Gal Gran Sasso Velino, ideatore primo dell’iniziativa turistica a scopo espositivo e conoscitivo. Vetrine originali di una terra che è difficile da paragonare ad altre per bellezza e solarità, sono state l’orto botanico, la Galleria del Gusto e lo Showroom dei prodotti tipici, impalcature turistiche, queste, realizzate grazie ai fondi Leader. Il presidente del Gal Gran Sasso Velino, Bruno Petrei, ha elogiato il nodo rafforzato con la Romania. «Un progetto che prospetta un risultato del genere, è foriero di una soddisfazione enorme per chi, quello stesso progetto, lo ha ideato e messo in atto. La Galleria del Gusto e l’orto botanico, nella loro fattispecie, sono frutto della programmazione Leader 2007-2013, che si è conclusa il giorno 31 dicembre del 2015. Ora sta per spalancare le porte la nuova programmazione 2014-2020. Creeremo prossimamente un anello di aggancio fra la vecchia programmazione e la nuova, cosicché le idee già messe in moto ed in marcia continuino la loro esistenza, ampliandosi, però, verso orizzonti nuovi e verso inesplorate prospettive». Fiore all’occhiello di una tradizione naturalistica che si tenta di non far scomparire nel mare magnum della modernità di oggi, è il colore primaverile dell’orto botanico del Gal. È possibile, al suo interno, ammirare già il culmine della pianta della genziana, etichetta territoriale della Marsica verace, le fragole di bosco, la salvia – pianta simbolo del Monte Salviano – ed, infine, la Santoreggia, pianta aromatica e madre del prelibato miele omonimo. Questo è solo un assaggio delle oltre cento e più varietà di piante che stanno or ora crescendo con attenzione all’interno del recinto locale, curato dal Gal Terre Aquilane, voce tecnica del progetto insediato dal Gal Gran Sasso Velino. Il prossimo anno, la natura in fiore della Marsica sarà meta prescelta di numerosissime visite scolastiche, all’ombra degli indimenticati Cunicoli di Claudio. Gli alunni parteciperanno con verve alla rinascenza floreale di una terra che vuole farsi conoscere all’Estero per ciò che è realmente: un territorio dalle grandi doti turistiche, archeologiche e paesaggistiche.

Fonte: http://www.marsicalive.it/

ROMA, PRESENTAZIONE “CHIESE DI LEGNO DELLA ROMANIA”


ROMA. Immagini inedite raccontano la storia delle Chiese di legno in Romania – monumenti della regione di Ardeal e Oltenia. 48’ in rumeno con sottotitoli in italiano, presso  Biblioteca Vaccheria Nardi – via Grotta di Gregna, 37 Roma Venerdì 8 aprile, ore 16.30.

 Presenti il regista del film Kiki Vasilescu, la produttrice Cristina Iordache ed il compositore Pasquale Mollo, uno degli autori della colona sonora.   L’evento  sarà moderato dalla scrittrice e giornalista Tatiana Covor. Seguirà dibattito.invito_chiese_PP

“Le chiese di legno della Romania” è un documentario realizzato da Kiki Vasilescu che, tra architettura e storia non tralascia alcun dettaglio delle famose chiese, tipiche della Romania, costruite totalmente ad incastro, senza l’utilizzo di neanche un chiodo.

Questi luoghi di culto sono la migliore testimonianza dell’arte della costruzione in legno, l’icona dell’anima cristiana ortodossa della Romania; mantengono l’essenza della storia non scritta del popolo romeno.

Otto chiese di legno sono entrate nella lista dei siti considerati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Il documentario “Le chiese di legno della Romania” è anche un’incursione unica nel territorio rumeno con uno spettacolare scenario naturale, in particolare con i suoi monumenti unici. Le riprese aeree delle chiese di legno, costruite nel XIX secolo, realizzate con i droni, sono particolarmente efficaci e senza precedenti girate da 500 m di altezza.

Il progetto del film è una produzione “East Movies”, co-finanziato dall’Amministrazione del Fondo Nazionale Culturale della Romania e sostenuto dal Museo del Contadino Romeno, dalla Fondazione Pro-Patrimonio e dall’Ordine degli Architetti in Romania. L’obiettivo dei produttori è di mettere sulla carta turistica del paese questi edifici di culto ortodosso unici, monumenti di grande valore dal punto di vista architettonico e storico ma totalmente sconosciuto al grande pubblico.

La presentazione cinematografica de “Le chiese di legno della Romania” mette in risalto il pregio architettonico a specificità nazionale.  Il film si concentra non sui rituali religiosi ma sulla storia dei luoghi di culto, sulle tecniche di costruzione in legno e sull’artigianato artistico, impiegati per la realizzazione delle decorazioni interne ed esterne.

East Movies Production e l’Associazione culturale rumeno italiana PROPATRIA

con il patrocinio di

Ambasciata della Romania in Italia

in collaborazione con

Biblioteche di Roma e l’Officina delle culture

 sono liete di invitare la SV   alla presentazione del film documentario

LE CHIESE DI LEGNO DELLA ROMANIA

Regista Kiki Vasilescu

48’ in rumeno con sottotitoli in italiano
Venerdì 8 aprile, ore 16.30

Biblioteca Vaccheria Nardi

via Grotta di Gregna, 37 Roma

INGRESSO LIBERO

Vai alla pagina fb dell’evento: https://www.facebook.com/events/621597404656388/

locandina Chiese di legno della Romania

ROMA, BISERICI DE LEMN DIN ROMÂNIA PREZENTATE PE 8 APRILIE LA BIBLIOTECA VACCHERIA NARDI


Filmul documentar realizat de regizorul  Kiki Vasilescu 48’ în limba română cu subtitrare în limba italiană, va fi prezentat pe 8 aprilie 2016 la Biblioteca Vaccheria Nardi – via Grotta di Gregna, 37  Roma.

invito_chiese_PP

Filmări aeriene fără precedent într-un documentar despre bisericile de lemn-monumente din Ardeal și Oltenia

Biserica lui Horea, Cloșca și Crișan, cu povestea și arhitectura ei aparte, printre obiectivele prezentate în acest documentar

“Biserici de lemn din România”, cel mai recent proiect al casei de producție East Movies, este gata de lansare la Roma, pe data de 8 aprilie 2016 la Biblioteca Vaccheria Nardi.  Premiera din Italia va avea loc  după o avanpremieră la Timișoara în luna decembrie a anului trecut și  la   Muzeul Țăranului Român din  București pe data de 9 martie 2016.

Documentarul „Biserici de lemn din Romania” a fost filmat în Oltenia, Banat și Transilvania și este o incursiune într-un teritoriu al tării noastre cu monumente tipice României, dar prea puțin mediatizate, dacă nu chiar uitate, în comparație cu cele din Maramureș: bisericile de lemn construite în secolul XIX.

Evenimentul, condus de către scriitoarea și jurnalista Tatiana Covor, se va bucura de prezența regizorului Kiki Vasilescu, a producătoarei  Cristina Iordache și a compozitorului Pasquale Mollo, unul dintre autorii coloanei sonore, care vor susține o sesiune de întrebări și răspunsuri.

Proiectul este o producție East Movies, este cofinanțat de Administrația Fondului Cultural Național și sprijinit de Muzeul Țăranului Român, Fundația Pro Patrimonio și Ordinul Arhitecților din România. Prezentarea la Roma a fost organizată de către  East Movies Production și  Asociația culturală româno- italiană PROPATRIA,  cu patronajul   Ambasadei României în Italia, în colaborare cu  Biblioteche di Roma și  Officina delle culture.

locandina Chiese di legno della RomaniaObiectivul producătorilor este să pună pe harta turistică a țării aceste construcții unice, monumente foarte valoroase din punct de vedere arhitectural și istoric, dar necunoscute publicului.

Documentarul, în regia lui Cristian  (Kiki) Vasilescu, cu un scenariu semnat de Cristina Iordache, prezintă monumentele, dar și cadrul natural și micile comunități în care continuă să funcționeze aceste biserici. Pentru cadrele aeriene s-a filmat cu drona de la o înălțime de peste 500m. Ritmul documentarului este dinamic, peisajele mirifice alternând cu testimonialele. Interviurile au fost realizate cu persoane care au legătură directă cu bisericile de lemn: Ion Blajan (șeful secției „Patrimoniu” al Muzeului Țăranului Român), preoți care slujesc încă în bisericile de lemn, arhitecți, dar și localnici, buni cunoscători ai istoriei satului lor.

„Documentarul Biserici de lemn din România este un film de prezentare a unor construcții cu valoare pentru specificul național arhitectural. Filmul se concentrează mai puțin asupra ritualurilor religioase și mai mult asupra istoriei clădirilor, a meșteșugurilor implicate în realizarea lor, a tehnicilor de construcție cu lemn, a decorațiunilor interioare și exterioare. Pentru a face legătură cu prezentul a acestor monumente căzute în uitare, filmul va insista și asupra prezentării cadrului natural și a micilor comunități în care continuă să funcționeze aceste biserici”, explică regizorul Kiki Vasilescu.

Printre bisericile prezentate în documentar se numără și cea din Curechiu (jud. Hunedoara). Este biserica din care a pornit răscoala lui Horea, Cloșca și Crișan, în 1784.  Biserica este construită în anul 1785 și este socotită că fiind cea mai mare biserică de lemn din zona Ardealului. Biserica poartă hramul „Sf. Nicolae”, are dimensiuni ample,  iar deasupra pronaosului se ridică o clopotnită impresionantă, cu dublu foișor.

Biserica de lemn Trei Ierarhi, din Troas, comuna Săvarsin (județul Arad), Biserica de lemn din Lunca Moților (comuna Baia de Criș , județul Hunedoara) Biserica de lemn din Deleni, Hunedoara, Biserica de lemn din Urși, jud Vâlcea, alături de Biserica din Leleasca, jud Olt, Biserica din Igoiu, Vâlcea, Biserica din Mlaceni, Vâlcea și Biserica din Copaceni, Vâlcea, prezentate în documentar, așteaptă să fie descoperite de către publicul larg.

„In România există peste 1440 de biserici de lemn, majoritatea ridicate până în anul 1800. Opt biserici de lemn fac parte din patrimoniul Unesco. Aceste lăcașe reprezintă o latură inedită a culturii tradiționale din România, care – deși s-a menținut de-a lungul timpului – e practic  invizibilă  pentru publicul larg”, semnalează producătoarea documentarului, Cristina Iordache, al cărei obiectiv este  să mediatizeze cu acest documentar manifestări cultural estetice tradiționale,  autentice, necunoscute publicului larg, în contextul unui vid mediatic pe această temă.

„Diferenta considerabilă de popularitate ce separă bisericile de lemn de marile ansambluri eclesiastice  zidite la Putna, la Suceava, la Curtea de Argeș, la Hurezi, la Biertan sau la Alba Iulia se datorează nu doar servituților impuse de materialul de construcție, ci și deosebirilor de destinație, de rang și de resurse ale comunitătilor sociale pe care le reprezintă. Cele din prima categorie sunt – fără excepție – biserici de sat. Celelalte sunt ctitorii domnești, sedii episcopale sau  lăcasuri reprezentative pentru capitalele medievale. Dar atât unele cât și celelalte sunt echivalente sub aspectul autenticitătii și al semnificației istorice”, explică Cristian Brăcăcescu – architect.

INTRAREA LIBERĂ

 

Biserici de lemn din România

Vineri 8 aprilie, orele 16.30                                                 

Biblioteca Vaccheria Nardi

via Grotta di Gregna, 37 Roma
https://www.facebook.com/propatriavox/

Români din Italia. Alegeri parlamentare 2016: Votul prin corespondență


Înregistrarea cetățenilor români cu drept de vot care doresc să voteze prin corespondenţă la alegerile pentru Parlamentul României din anul 2016, se desfășoară în conformitate cu prevederile Legii nr. 288/2015 privind votul prin corespondență (art. 4 și următoarele).

Cetățeanul român cu drept de vot cu domiciliul sau reşedinţa în regiunile ABRUZZO, CAMPANIA, LAZIO, MOLISE, SARDEGNA, UMBRIA, care doreşte să îşi exercite dreptul de vot prin corespondenţă la alegerile generale pentru Senat şi Camera Deputaţilor, trebuie să se înscrie în Registrul electoral cu opţiunea pentru votul prin corespondenţă. Pentru aceasta este necesar fie să depună personal, fie să transmită prin poștă la Ambasada României în Italia următoarele:

-cerere scrisă, datată şi semnată;

-copia paşaportului cu menţionarea statului de domiciliu, în cazul cetăţenilor români cu domiciliul în străinătate, respectiv o copie a actului de identitate şi o copie a documentului care dovedeşte dreptul de şedere, eliberat de autorităţile italiene – exemple: cartea de identitate italiană care menționează rezidența actuală reală, certificatul de rezidență emis cu dată recentă de serviciul demografic al primăriei localității de rezidență în Italia, în cazul cetăţenilor români cu reşedinţa în Italia.

Modelul cererii este stabilit prin hotărâre a Autorităţii Electorale Permanente și conţine următoarele elemente obligatorii:

a) numele şi prenumele, precum şi numele anterior căsătoriei;

b) codul numeric personal;

c) toate elementele de identificare a adresei de domiciliu sau reşedinţă, după caz;

d) codul poştal al adresei de domiciliu sau reşedinţă, după caz;

e) adresa de e-mail;

f) data;

g) semnătura olografă a solicitantului.

Perioada de înscriere în Registrul electoral al alegătorului cu opţiunea pentru votul prin corespondenţă la alegerile generale pentru Senat şi Camera Deputaţilor începe cu data de 1 aprilie 2016 şi până la data expirării a 48 de ore de la data începerii perioadei electorale. Înscrierea în Registrul electoral cu opţiunea pentru votul prin corespondenţă nu este condiţionată de înscrierea anterioară în Registrul electoral, prevăzută la art. 42 alin. (2) din Legea nr. 208/2015. După expirarea termenului prevăzut pentru verificări, alegătorul are dreptul să verifice on-line înscrierea sa în Registrul electoral cu opţiunea pentru votul prin corespondenţă. Prevederile privind Registrul electoral din Legea nr. 208/2015 se aplică în mod corespunzător. Înscrierea în Registrul electoral cu opţiunea pentru votul prin corespondenţă pentru alegerea Parlamentului României în 2016 este valabilă numai pentru acest scrutin pentru care se solicită înscrierea. În cazul în care datele menționate mai sus furnizate de alegător în cerere sau în documentația anexată acesteia sunt eronate sau incomplete, alegătorul nu este înscris în Registrul electoral cu opţiunea pentru votul prin corespondenţă.

Sursa: roma.mae.ro