LEKA II, PRINCIPE E CONSIGLIERE DEL GOVERNO ALBANESE


TRADIZIONE E MODERNITÀ, NUOVO RUOLO DELLE FAMIGLIE REALI NELL’EUROPA ORIENTALE
 S.A.R. il Principe Leka II, Capo della Real Casa d’Albania,  racconta la vita della Famiglia Reale nell’Albania di oggi, in una recente intervista al settimanale francese “Point de Vue”, assieme alla sua futura sposa Elia Zaharia. Il futuro Sovrano spiega come si sia preparato al proprio ruolo col sostegno del Padre Re Leka I, recentemente scomparso, ma anche grazie al contributo della madre, la Regina Susan. A loro egli deve l’apertura verso il mondo, la cultura internazionale, la conoscenza approfondita dell’Albania e l’amore per il paese e per il suo popolo. Per quanto riguarda il suo attuale ruolo nel Paese, il Principe sottolinea che la Famiglia Reale si è integrata perfettamente e lavora  per rinforzare la stabilità del Paese e l’unificazione del popolo albanese in tutta la regione balcanica. Le priorità della Famiglia Reale  sono le attività sociali e culturali, cercando di contribuire anche al processo di integrazione europea dell’Albania. L’attuale  Capo della Casa Reale albanese ricorda gli ultimi momenti della vita di suo padre, il quale il 28 novembre scorso, giorno della festa nazionale, poche ore prima di morire,  volle che la bandiera nazionale venisse messa a sventolare alla finestra della sua camera d’ospedale. Quando vide il proprio desiderio realizzato, Leka I, prese le mani del figlio, esortandolo a proseguire per la propria strada e a consacrarsi al ruolo che gli spetta. Il Re esortò il figlio a non esitare mai ad affrontare sacrifici nell’interesse della Patria albanese. Per il giovane Principe Leka fu una scena impossibile da dimenticare. Dopo i difficili momenti della morte del padre, l’attuale Capo della Real Casa ricorda con emozione il grande sostegno e l’incredibile simpatia testimoniata dagli albanesi. Nell’arco di tre giorni la Famiglia Reale ricevette più di tremila visitatori tra cui le più alte cariche dello Stato, inclusi il Premier, il Presidente del Parlamento, tutti i ministri, il Corpo Diplomatico accreditato in Albania, e i più importanti dignitari delle tre confessioni religiose del paese concelebranti il funerale nei tre riti: musulmana e cristiana ortodossa e cattolica. Quella grande folla a Tirana, piena di commozione, donò tanto coraggio e speranza al giovane Principe.
Dal 2005 Leka II è anche consigliere ministeriale, parallelamente con le sue funzioni reali, permettendo in questo modo alla Famiglia Reale di portare il proprio contributo al cambiamento, intrattenendo peraltro relazioni con le Teste Coronate d’Europa e le massime istituzioni umanitarie internazionali. Per quattro anni il Principe ha lavorato presso il Gabinetto del Ministro degli Affari Esteri, proprio negli anni in cui l’Albania è diventata membro della Nato; ed ora in attesa dell’ingresso nell’Unione Europea. Ora egli lavora presso il Gabinetto del Minsitro degli Interni ed ha contemporaneamente la missione di Capo della Real Casa, avendo così delle giornate lavorative particolarmente lunghe. Il Principe ha annunciato che presto diffonderà un comunicato ufficiale in merito le sue nozze con Elia Zaharia.

il Principe Leka II e il Presidente Sali Berisha

il Principe Leka II e il Presidente Sali Berisha

La futura Principessa Elia ammette che la sua vita è profondamente cambiata da quando è diventata la fidanzata ufficiale del Principe Leka. Ha lasciato la Francia per vivere nel suo paese d’origine. La giovane futura Principessa ha potuto sempre contare sull’aiuto del suo fidanzato. Elia è stata accanto al futuro sposo anche nei tristi giorni che seguirono la scomparsa di Re Leka, da lei ricordato come un uomo meraviglioso con un amore straordinario per il suo popolo, avendo consacrato tutta la sua vita alla causa nazionale della libertà albanese. Ha imparato a conoscere il futuro suocero e a rispettarlo. Per il momento la giovane Elia sta accanto al Principe Leka, aiutandolo nelle funzioni pubbliche. La futura Principessa afferma che la Famiglia Reale trova in maniera naturale la propria collocazione nella realtà politica, culturale e sociale del paese. Nello stesso tempo Elia crede che la politica in Albania sia ancora instabile, e che il popolo necessiti di concordia e di essere ascoltato. Ella spera che tutta l’energia impiegata dalla coppia reale per la causa donerà all’Albania maggiore equilibrio e sviluppo. Alla futura Principessa piacerebbe che il proprio matrimonio si ispirasse a quello di Re Zogu con la Regina Geraldina, evento che per gli albanesi fu uno dei più felici. La futura Regina d’Albania desidera soprattutto che il suo matrimonio sia una grande e felice festa per tutti gli albanesi, nel segno della speranza di migliori condizioni di vita, benessere e progresso.
(Fonte: U.M.I.)

La XI edizione della BTSA ha eletto Viterbo “Capitale” Italiana del Turismo Sociale


Coat of arms of Viterbo

Image via Wikipedia

Si è  svolta a Viterbo ad inizio marzo, con un affollato workshop cui hanno preso parte 100 buyer e 300 seller in rappresentanza di oltre 400 aziende, la XI edizione della Borsa del Turismo Sociale e Associato, svoltasi a Viterbo.

 

Ad aprire la manifestazione è stato  il Convegno nazionale “Le opportunità del Turismo Sociale in Italia”  nel corso del quale è stato presentato anche il 3° Rapporto sul Turismo Sociale in Italia, curato dall’Isnart in collaborazione con l’Osservatorio permanente costituito in ambito BTSA, dal quale è emerso che questo particolare segmento del turismo nazionale ha generato nel corso del 2010 un fatturato globale di 1,2  miliardi  di euro.

Il turismo sociale ha contribuito anche a supplire al calo dei turisti stranieri che si è verificato negli anni scorsi ed ha posto seri problemi.

La manifestazione, organizzata dal CAT/Confesercenti di Viterbo e da Cralnetwork by InRETE in collaborazione con l’Assessorato al Turismo della Regione Lazio, la Provincia, il Comune e la Camera di Commercio di Viterbo, godendo del patrocinio del Ministero del Turismo, dell’Enit/Agenzia Nazionale per il Turismo  e delle Associazioni di categoria, ha conseguito un successo che gli stessi operatori hanno definito straordinario.

 

Tra i  Buyer (Cral aziendali, Associazioni sportive, culturali, religiose ecc.),  erano presenti anche 16 tour operator provenienti dall’estero, in particolare da Albania, Danimarca, Germania (4), Inghilterra (3), Irlanda, Olanda, Polonia (2), Russia e Spagna., a dimostrazione di una sempre più accentuata internazionalizzazione della manifestazione.  Per Irina Fedeiouchkina, russa, della Carinka Tour, “Il workshop è stato molto efficace. “Mi ha dato la possibilità – ha dichiarato – di conoscere la Tuscia con la quale vogliamo lavorare dopo averne conosciuto le grandi potenzialità. I contatti sono stati tantissimi, forse un centinaio e di questi, almeno una ventina mi sono sembrati meritevoli di sviluppi.

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Lavoratori stagionali, al via alle domande


Viterbo – Disponibili sul sito della Prefettura
Lavoratori stagionali, al via alle domande
Viterbo – 24 marzo 2011 – ore 11,00

Riceviamo e pubblichiamo – Si rende noto che, dalle 8 del giorno 22 marzo sino alle 24 del 31 dicembre, i datori di lavoro possono presentare le domande di nulla osta per lavoro stagionale previste dal decreto flussi 2011, utilizzando l’apposito programma disponibile per il download all’indirizzo: http://nullaostalavoro.interno.it/Ministero/download.
Le quote destinate alla provincia di Viterbo sono numero 160.

Si ricorda che sarà possibile, da parte dei datori di lavoro, rivolgersi alle  associazioni firmatarie dei Protocolli d’Intesa con il ministero dell’Interno e con il ministero della Solidarietà Sociale per essere assistiti nel disbrigo delle pratiche.

Infatti, con decreto del presidente del Consiglio dei Ministri riguardante la programmazione transitoria dei flussi d’ingresso dei lavoratori extracomunitari  stagionali nel Territorio dello Stato per l’anno 2011, è prevista l’entrata in Italia di lavoratori extracomunitari stagionali entro la quota massima di 60mila unità, da ripartire tra le regioni e le province autonome con provvedimento del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

La quota riguarda:
a)I lavoratori subordinati stagionali non comunitari di Serbia, Montenegro, Bosnia- Herzegovina, Repubblica ex Yugoslava di Macedonia, Repubblica delle Filipppine, Kosovo, Croazia, India, Ghana, Pakistan, Bangladesh, Sri Lanka, Ucraina, Gambia, Niger e Nigeria.

b)I lavoratori subordinati stagionali non comunitari dei seguenti Paesi che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere accordi di cooperazione in materia migratoria: Tunisia, Albania, Marocco, Moldavia ed Egitto.

Il decreto in argomento dispone (articolo 2) che, sempre nell’ambito della quota prevista di numero 60mila ingressi, siano ricompresi anche i lavoratori non comunitari, cittadini dei paesi indicati nelle lettere a) e b) che abbiano fatto ingresso in Italia per prestare lavoro subordinato stagionale per almeno due anni consecutivi e per i quali il datore di lavoro presenti richiesta di nulla osta pluriennale per lavoro stagionale.

Prefettura di Viterbo