COMUNITAS 2018 – Bene Comune o Società dello Scarto: 29-30 Novembre 2018, Convegno all’Angelicum


La Pontificia Università San Tommaso d’Aquino “Angelicum” di Roma  organizza il 29-30 Novembre 2018, il Convegno Interfacoltà dal titolo COM-UNI-TAS 2018 (COMmon good – UNIversity – Throw Away Societas) –Bene Comune o Società dello Scarto: Fondamenti e Applicazioni“. Ingresso gratuito, previa registrazione online

Il convegno ha lo scopo di affrontare attraverso un dialogo interfacoltà un tema di fondamentale importanza per la chiesa e la società di oggi. Si rifà all’idea del bene comune, un concetto chiave nel pensiero di San Tommaso d’Aquino che riguarda la società e la politica in particolare, in contrapposizione con la “cultura dello scarto”, una delle idee più evocative dell’insegnamento di Papa Francesco. L’università si confronta con queste due possibilità, nei corsi e nei dialoghi con altri interlocutori, nella ricerca e nelle esperienze dei suoi studenti. Tutte queste ricchezze avranno spazio nel convegno, il primo di un percorso annuale che l’Angelicum intraprende dal 2018 e che continuerà nei prossimi anni, in modo da spingere il nostro pensiero oltre le divisioni interdisciplinari e far incontrare i problemi di oggi con le radici del pensiero tomista, sia filosofiche che teologiche.

PROGRAMMA CONVEGNO

29 novembre 2018

Prima sessione

Tra Bene Comune e Società dello Scarto: considerazioni pratiche e status quaestionis

Moderatore: Prof. Girolamo Rossi

09.00 – Saluti di benvenuto ai partecipanti e messaggio del Romano Pontefice – Rev.mo Fr. Michał Paluch OP – Rettore Magnifico della Pontificia Università San Tommaso D’Aquino in Urbe, Roma

09.15 – Tra Bene Comune e Società dello Scarto – Studenti delle Facoltà dell’Angelicum e dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose Mater Ecclesiae (issr me)

10.00 – Laudato Sì e il cambiamento radicale della prospettiva nella Dottrina Sociale della Chiesa – Prof. Alberto Lo Presti, Istituto Superiore di Scienze Religiose Mater Ecclesiae (issr me)

10.20 – Respondents – Facoltà di Filosofia (fil) e Facoltà di Scienze Sociali (fass)

10.30 – Discussione

11.15 – Coffee break

11.45 – Lo stato attuale del pensiero sul bene comune e le sfide attuali della società dello scarto – Prof. Stefano Zamagni

13.00 – Pranzo

Seconda sessione

Riflessioni filosofiche e teologiche sul Bene Comune e la Società dello Scarto

Moderatore: Prof.ssa Catherine Joseph Droste, OP

14.30 – Indicazioni filosofiche per il Bene Comune e le sue suddivisioni – Prof. Stephane Bauzon, Facoltà di Filosofia (fil)

15.00 – Respondents – Facoltà di Diritto Canonico (dir) e Facoltà di Scienze Sociali (fass)

15.15 – Discussione

16.00 – Coffee break

16.30 –  Il bene di tutti e di ciascuno: il carattere morale del Bene Comune in S. Tommaso d’Aquino – Prof. Ryszard Rybka OP, Facoltà di Teologia (teo)

17.15 – Respondents – Facoltà di Filosofia (fil) e Istituto Superiore di Scienze Religiose (issr me)

17.30 – Discussione

18.00 – Conclusioni

 

30 novembre 2018

Terza sessione

Prospettive in ambito socio-giuridico e conclusioni

Moderatore: Prof. Girolamo Rossi

09.00 – Fake news e diritto alla buona famaProf. Vincenzo Fasano, Facoltà di Diritto Canonico (dir)

09.30 – Respondents – Facoltà di Teologia (teo) e Istituto Superiore di Scienze Religiose (issr me)

09.45 – Discussione

10.15 – Coffee break

10.45 – Bene Comune o Società dello Scarto: questa economia uccide! – Prof.ssa Helen Alford OP, Facoltà di Scienze Sociali (fass) – Vice-Rettore della Pontificia Università San Tommaso D’Aquino in Urbe, Roma

11.15 – Respondents – Facoltà di Diritto Canonico (dir) e Facoltà di Teologia (teo)

11.25 – Discussione

12.00 – Relazione conclusiva – Mons. Silvano M. Tomasi

12.30 – Conclusioni – Rev.mo Fr. Michał Paluch OP – Rettore Magnifico della Pontificia Università San Tommaso D’Aquino in Urbe, Roma

13.00 – Rinfresco

Scarica il programma_Convegno_ITA

 

Maggiori informazioni sul sito COMUNITAS

https://sites.google.com/pust.it/comunitas/eventi-events?authuser=0

 

Bene Comune o Società dello Scarto: Fondamenti e Applicazioni

Instrumentum Laboris per il Convegno Interfacoltà della

Pontificia Università S. Tommaso d’Aquino “Angelicum” di Roma

29-30 Novembre 2018

Sono convinto che a partire da un’apertura alla trascendenza
 potrebbe formarsi una nuova mentalità politica ed economica 
che aiuterebbe a superare la dicotomia assoluta 
fra l’economia e il bene comune sociale
 (Papa Francesco, Evangelii gaudium, 205)

Quanta attualità riscuote oggi l’idea di bene comune? Essa sembra uscita dall’orizzonte delle riflessioni sulla convivenza pubblica, e ha uno scarso riscontro anche nelle principali correnti speculative. I processi storici in corso non facilitano la cosa. L’insorgere dei populismi, l’insicurezza globale, la crisi democratica, l’incertezza economica, sono spesso la causa di una rivendicazione dei diritti identitari e nazionalistici, che di fatto chiudono all’idea di bene comune per sostituirla con l’interesse pubblico di una nazione, di una comunità, di un gruppo, in opposizione a quello di altri. Tali dinamiche negative alimentano quella cultura dello scarto più volte denunciata da papa Francesco. Essa rappresenta la più grave forma di negazione del bene comune, perché espelle le persone dalla comunità, in una cultura che tende a valorizzare solo ciò che è produttivo e remunerativo. Il cristianesimo, invece, è rimasto l’ultimo baluardo a difendere la necessità e la validità del principio del bene comune nella comprensione dei rapporti sociali e nell’organizzazione della comunità politica. La solitudine con cui svolge tale compito non lo imbarazza, giacché la sua visione è fondata su una salda consapevolezza dottrinale, che ha nel pensiero di san Tommaso d’Aquino un pilastro decisivo e, per molti versi, ancora attuale. Il bene comune nel pensiero di san Tommaso è un bene che fa riferimento ad ogni uomo ed a tutto uomo, cioè alla sua dimensione corporale e spirituale nello stesso tempo. In questo bene comune l’uomo dotato di intelligenza e di libertà, cioè la persona, trova tutto il necessario per raggiungere la sua piena perfezione. Il pensiero classico considera il bene comune come il fine della società e il bene del tutto sociale al quale comunicano le persone ed in quanto si ridistribuisce su di esse, favorendole lo svolgimento integrale. Il bene comune consiste nella buona vita dei cittadini uniti sotto le giuste leggi, collega l’etica e la politica, articolando e ordinando il bene della comunità politica e del bene privato. Può essere capito solo in connessione con la virtù e la gioia. Esso, poi, è un fine in sé e non un mezzo e come tale è per noi più amabile del bene privato. Come bene intrinseco della società politica appartiene alla categoria del bonum honestum e può essere definito come communicatio in bene vivendo. Inoltre esso è partecipabile e comunicabile e composto da tre componenti: materiale, intellettuale e morale. La parte primaria del bene comune consiste nelle virtù dei cittadini, invece le istituzioni lo costituiscono al secondo posto. Si sostiene la priorità del bene comune su quello individuale quando il confronto avviene fra beni dello stesso genere. Sul piano materiale, ad esempio, il principio della proprietà privata è subordinato al principio della destinazione universale dei beni. Se, invece, mischiamo materiale e spirituale, otteniamo le contraddizioni che hanno afflitto la storia di gruppi e popoli: per esempio, mai si potrebbe sostenere che il bene materiale della società prevale sul bene spirituale della persona. In tale ambito si collocano gli sforzi intellettuali compiuti da figure importanti, fra le quali ricordiamo Jacques Maritain, Emmanuel Mounier e Romano Guardini, per fondare il discorso su una corretta concezione antropologica, che non sacrifichi all’individualismo la natura sociale dell’essere umano e, dunque, che riformuli attraverso il concetto di persona una visione politica attenta sia alle istanze individuali che a quelle sociali. In modo evidente, la concezione sociale cristiana si articola lungo una trama di rapporti etici senza la quale non potrebbe realizzarsi. Eppure, il mondo moderno ha spesso distinto e contrapposto etica e politica, giustificando le ragioni della reciproca esclusione. Il risultato è l’affermazione di un dissidio potenziale fra le scelte e gli orientamenti etici del cittadino e le iniziative politiche a cui è chiamato a partecipare. È in questo spazio che la creatività del cittadino può essere al servizio di una moderna concezione di laicità nella quale, nello spazio democratico, inteso come luogo di costruzione plurale del bene comune, i principi e i valori cristiani sono chiamati a diffondersi attraverso la partecipazione competente e ferma. Per questo, oggi più ancora che rispetto al passato, l’autentica sfida per la cultura cristiana è di natura formativa e intellettuale. In tal senso la Chiesa è chiamata non solo a promuovere il bene comune come principio e valore della comunità politica, ma a rappresentarne la necessità nell’economia della salvezza, anche attraverso la sua struttura giuridica e normativa. Il diritto ecclesiale, in tal senso, è proprio ordinato al superamento di ogni tentazione individualistica, perché la vocazione dei fedeli deve essere concepita come personale e comunitaria al medesimo tempo. Ecco perché la Chiesa tutela sia la comunione ecclesiale sia i diritti delle singole persone. Essi sono coessenziali, in un orizzonte in cui i diritti e i doveri sono sostenuti da istituzioni ecclesiali concepite come strumenti di grazia, finalizzate al bene di tutti, per la salvezza eterna. Il contenuto del bene comune non è definibile una volta per sempre, ma va concretamente determinato secondo la misura del massimo bene umano storicamente perseguibile nelle condizioni date e dipende da tanti fattori come il dibattito pubblico, gli abiti virtuosi, il consenso, l’azione delle persone che contribuiscono a determinarlo in un dinamismo mai concluso. In altre parole, il concetto di bene comune è intrinsecamente proporzionale e aperto, non limitato interamente. Tale concetto di bene comune è una realtà dinamica, sempre crescente e aperto all’idea dei diritti dell’uomo così importante per la cultura odierna. L’evoluzione del concetto di bene comune nella dottrina sociale della Chiesa va in questa direzione. Negli ultimi pontefici, la nozione del bene comune, quasi si identifica con quella dei diritti dell’uomo. Come non cogliere, oggi, la singolare opportunità offerta dalla globalizzazione dei rapporti sociali per avanzare la concezione cristiana del bene comune? Il suo principio, così come è formulato nella cultura cristiana, sembra trovare nuove e originali conferme dall’affermazione dell’interdipendenza planetaria, secondo il quale tutto ciò che accade in una parte del pianeta può avere ripercussioni su qualsiasi altra. Le conseguenze etiche di tale risultato sono evidenti: interessarsi della felicità altrui è decisivo per coltivare la propria; il bene di ciascuno e il bene di tutti, in particolare dei meno avvantaggiati, sono in stretta correlazione. Ciò implica la più ampia partecipazione di persone, gruppi e popoli, alla costruzione di un umanesimo cristiano nel quale l’umanità si presenta come un soggetto con esigenze di natura etica, politica e giuridica, trascendenti il dato storico ed esistenziale (si parla sempre più spesso dei diritti delle future generazioni, dei tribunali penali internazionali, dei diritti delle comunità tradizionali, ecc.). Lungo tale direzione, il principio cristiano del bene comune si propone come un antidoto naturale alla cultura dello scarto che imperversa nelle società industriali. Tale principio, infatti, si propone come un processo dinamico inclusivo, proteso a immettere nel circuito del bene comune l’ultimo, il meno tutelato, il più povero, il più indifeso, fra i membri della famiglia umana. Nel convegno interfacoltà alla PUST, aspettiamo di approfondire questi e altri temi importanti nelle varie sessioni che saranno a cura delle varie realtà dell’università. In ogni sessione, il dibattito interfacoltà sarà promosso da due respondents che proverranno da una facoltà/istituto diverso da quello che ha fornito il relatore principale. La partecipazione degli studenti è anche prevista in un modo strutturale nello svolgimento del convegno.

Vice-Rettore Helen Alford OP 

Program-of-the event_ENG

Annunci

STUDENTI ROMENI FASS. 8 OTTOBRE: INIZIANO I CORSI UNIVERSITARI ALL’ANGELICUM


Ricordiamo a tutti gli studenti interessati agli obiettivi del progetto “Studio Realtà”, promosso da Adjuvantes con la FASS,  e alle Lauree triennale in Scienze Sociali (BAC) e magistrali (Licenza), che sono in SCADENZA LE ISCRIZIONI per A.A. 2018-2019 alla FASS (Facoltà di Scienze Sociali), Pontificia Università San Tommaso d’Aquino in Urbe. I corsi di laurea proposti sono:

  • Laurea triennale (Baccellierato) in Scienze Sociali
    (classe delle lauree triennali italiane L-36: Scienze politiche e delle relazioni internazionali)
  • Laurea magistrale (Licenza) in Scienze Sociali, indirizzo Scienza Politica
    (classe delle lauree magistrali italiane LM-62: Scienze della politica)
  • Laurea magistrale (Licenza) in Scienze Sociali, indirizzo Economia e Management
    (classe delle lauree magistrali italiane LM-81: Scienze per la cooperazione allo sviluppo)
  • Laurea magistrale (Licenza) in Scienze Sociali, indirizzo Economia e Management, curriculum in Management dello Sport (classe delle lauree magistrali italiane LM-47: Organizzazione e gestione dei servizi per lo sport)
  • Diploma in Management delle Organizzazioni del Terzo Settore e delle Imprese Sociali (XXI Edizione 2018-2019 – tavola rotonda il 17 ottobre: Open Day e consegna degli attestati; i corsi iniziano il 4 novembre).

Le lezioni iniziano l’8 ottobre 2018 alle ore 8:30.

Vedi anche:

Allegati:
Scarica questo file (Flyer 2018.pdf)Diploma CSR, innovazione sociale e sostenibilità 2018 [Volantino descrittivo dell’edizione 2018 del diploma CSR] 613 kB
Scarica questo file (ORDO FASS 2018-19.pdf)ORDO FASS 2018-19.pdf [Nuovo Ordine degli Studi della FASS 2018-19] 841 kB
Scarica questo file (Piano degli studi 2018-2019.pdf)Piano degli studi 2018-2019.pdf

 

 

 

Ordine degli studi anno accademico 2018-2019 Pontificia Università S. Tommaso d’Aquino, Largo Angelicum, 1 – 00184 Roma.

San Vitale, Românii din Roma invitați la Liturghia de mulțumire a studenților absolvenți


ROMA. Joi, 27 septembrie 2018, la ora 16, va avea loc un „Te Deum” de mulțumire a studenților absolvenți 2018, la Bazilica Sf. Vitale (via Nazionale, 194).  Sunt invitați membrii comunității românești din Roma și provincie, interesați, de asemenea, să cunoască oportunitățile de formare profesonală integrală, cu bursă de studii pentru Facultatea de Științe Sociale la Universitatea Pontificală Sf. Toma de Aquino „Angelicum” în Roma.

Sfânta Liturghie, organizată de Asociația IRFI onlus și studenții români absolvenți ai Facultății de Științe Sociale de la  Universitatea Pontificală Sf. Toma de Aquino in Urbe, va fi celebrată de către Pr. Isidor Iacovici, parohul comunităţii romano-catolice române de la San Vitale în Roma.

Amănunte, la tel. 320 1161307 (WhatsApp), sau e-mail: irfionlus@yahoo.it.

Descarcă afișul pdf.: Te deum de mulțumire absolvenți – 27 sept 2018 – ora 16 – Bazilica San Vitale-Roma

 

Vatican, Pr. Isidor Iacovici numit în Consiliul prezbiteral al Diecezei de Roma

 

 

ROMA, ANGELICUM. LAUREA IN SCIENZE SOCIALI: 5 BORSE DI STUDIO PER ROMENI, MOLDAVI, UCRAINI E ALBANESI


In aumento la domanda di figure professionali capaci di operare nel sociale, a contatto con le comunità immigrate, sempre più numerose. Borse di studio per stranieri intenzionati a conseguire il grado di baccellierato (primo ciclo) o di licenza (secondo ciclo) in scienze sociali presso la Facoltà di Scienze Sociali (FASS) all’Angelicum. Info e-mail: fass@pust.it oppure tel. 06 6702.402 – Largo Angelicum 1, Roma 00184.

PROPOSTA FORMATIVA PER L’A.A. 2018-2019: ECCO I CORSI DELLA FASS

Una bellissima notizia ci è giunta da Prof. Helen Alford O.P. Vice Rettore della Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, dirigente del programma “Studio Realtà” presso la Facoltà di Scienze Sociali (FASS) all’Angelicum, grazie a cui numerosi esponenti delle comunità straniere a Roma: ucraina, romena, moldava, albanese ed altri, hanno potuto conseguire gradi accademici e Master all’Angelicum. Molti sono attivi nelle rispettive comunità, operando per il dialogo e “la pacifica convivenza e il mutuo arricchimento fra le varie comunità immigrate a Roma e la loro inte(g)razione con la comunità ospitante”:

Prof. Helen Alford O.P. Vice Rettore della Pontificia Università San Tommaso d’Aquino

Dall’anno accademico 2018-2019, Adjuvantes (Fondo di Solidarietà Educativa) può erogare fino a 5 borse di €1000 ognuna all’anno fino a 3 anni (2 anni per colori i quali si iscrivono direttamente alla licenza) a persone delle varie comunità immigrate – e in particolare, dalle comunità moldava, ucraina, romena e albanese – le quali:

  1. intendano conseguire il grado di baccellierato (primo ciclo) o di licenza (secondo ciclo) in scienze sociali presso la Facoltà di Scienze Sociali (FASS) all’Angelicum;
  2. condividano gli obbiettivi del progetto “Studio Realtà”, promosso da Adjuvantes con la FASS, cioè, favorire la pacifica convivenza e il mutuo arricchimento fra le varie comunità immigrate a Roma e la loro inte(g)razione con la comunità ospitante;
  3. presentino un diploma di maturità, o documento simile, un curriculum vitae (format Europass), una lettera di presentazione da un membro autorevole della comunità di riferimento a Roma (NON necessariamente da un sacerdote), una lettera di motivazione personale che spieghi perché la persona intende iniziare un percorso di studio del tipo che offriamo nella FASS;
  4. possano sostenere le altre spese del percorso (una parte ridotta della tassa accademica annuale, la tassa dell’esame di grado, eventuali iscrizioni come fuori corso, le spese didattiche normali – libri, appunti), in modo di poter conseguire il grado. L’ordine degli studi dell’Angelicum del 2018-2019 (versione provvisoria) è disponibile online, il quale indica le tasse accademiche della FASS e le tasse dell’esame di grado per l’anno 2018-2019; queste tasse possono subìre leggeri aumenti negli anni successivi.
  1. possano frequentare i corsi della FASS, o nella modalità normale (lezioni frontali da lunedì a venerdì durante i due semestri dell’anno accademico) o nella modalità “Tutor” (8 incontri mensili, un sabato al mese, e una settimana intensiva a giugno). 

Per il rinnovo della borsa tra un anno e il successivo, è importante completare il programma di esami entro l’anno accademico in corso (entro la sessione autunnale) e di avere una media di 8. 

Le iscrizioni al percorso normale scadono il 22 settembre. Coloro i quali sceglieranno il programma Tutor (attenzione: le tasse per Tutor sono più alte rispetto alla modalità di presenza in aula), potranno iscriversi entro l’inizio del programma, previsto per il 27 ottobre 2018.

L’Associazione IRFI “Italia Romania Futuro Insieme” promuove  per l’anno accademico 2018-2019, l’offerta formativa della FASS (Facoltà di Scienze Sociali) dell’Angelicum (Pontificia Università San Tommaso d’Aquino in Urbe), ed insieme alla comunità romena in Roma si impegna a sostenere le persone meritevoli desiderose di intraprendere un percorso di studi universitario di qualità, per una formazione personale integrale, al servizio del bene comune.

L’obiettivo è quello di formare persone che possano operare nel sociale, e nella promozione culturale e socio-economica.

Invitiamo, pertanto, i nostri amici romeni, moldavi albanesi e ucraini residenti a Roma e nel Lazio, anche lavoratori, desiderosi di maggiori informazioni sull’offerta formativa ed in merito alle opportunità di borse di studio offerte dalla Facoltà di Scienze Sociali (FASS) all’Angelicum, di prendere contatti con Segreteria Facoltà di Scienze Sociali: e-mail: fass@pust.it oppure tel. 06 6702.402 – Largo Angelicum 1, Roma 00184.

Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcaș

 

ANGELICUM, PROPOSTA FORMATIVA A.A. 2018-2019: ECCO I CORSI DELLA FASS

Universitatea Angelicum oferă Bursă de studii în Ştiinţe Sociale românilor din Roma

Roma, Angelicum. Proiectul “Studio Realtà”: Concurs pentru reprezentanţii comunăţilor româneşti

Centenario dell’unità romena, convegno di studi all’Angelicum


Roma. InfoFass 2018, n. 23, numero unico annuale di informazione sulle attività della Facoltà di Scienze Sociali dell’Angelicum, Pontificia Università di San Tommaso d’Aquino (PUST), ha voluto comprendere una nota sull’evento a carattere storico che ha celebrato il Centenario dell’unità romena: retrospettive e prospettive, ospitato dalla stessa Università lo scorso 23 marzo 2018.

Perdurante la Grande Guerra, Romania e Moldavia conobbero la loro unificazione, il 27 marzo 1918; mentre la Russia era scossa dalla Rivoluzione bolscevica. La guerra contro gli imperi centrali mossa dalla Romania nel 1916 durava ancora e cessò soltanto con l’armistizio del 1° dicembre 1918, segnando la vittoria della stessa Romania, alleata delle potenze dell’Intesa.

Questo Centenario è stato “celebrato” con un convegno di notevole spessore, ospitato dall’Università San Tommaso d’Aquino in Roma, il 23 marzo 2018; promosso dall’IRFI – Associazione “Italia Romania Futuro Insieme” Onlus, con il Patrocinio dell’Ambasciata di Romania presso la Santa Sede, in collaborazione con la FASS – Facoltà di Scienze Sociali dell’Angelicum.

S.E. Liviu – Petru Zăpîrţan. Ambasciatore di Romania presso la Santa Sede e il Sovrano Ordine di Malta.

Alte le rappresentanze invitate e presenti: Prof. Sr. Helen Alford, O.P. Vice Rettore dell’Angelicum, S.E. il Prof. Liviu–Petru Zăpîrţan Ambasciatore di Romania presso la Santa Sede, Dott.ssa Veronica Ocneriu Console dell’Ambasciata di Romania in Italia, Don Isidor Iacovici capo della comunità romena in Roma di Rito latino, Prof. Eugenia Bojoga docente di lingua romena al Pontificio Istituto Orientale e UBB Cluj-Napoca; Prof. Inocent-Maria Vladimir Szaniszló, O.P. Prof. Fernando Crociani Baglioni giornalista e storico, quale moderatore del simposio. La Dott.ssa Tatiana Ciobanu guidava una rappresentanza del movimento unionista romeno-moldavo.

Il convegno, titolato “1918-2018: Centenario dell’unità romena: retrospettive e prospettive”, ha affrontato le tematiche storiche, culturali e socio-politiche relative all’unificazione nazionale, incentrate sulla rievocazione di due personaggi, Mons. Anton Durcovici (1888-1951), Vescovo di Iasi e martire, ed Eugenio Coseriu” (1921-2002), fondatore della linguistica testuale, protagonisti di quegli avvenimenti o delle loro dirette conseguenze.

Il Prof. Crociani Baglioni ha illustrato la successione e dinamica degli eventi bellici e dei loro risvolti politici e diplomatici, dalla “attesa” dell’intervento romeno nel 1916 a fianco dell’Intesa, alla conclusione della guerra e al Trattato di Pace con l’Austria-Ungheria e la Germania. La pace comportò l’annessione alla Romania di Transilvania e Bucovina. Si realizzò così la “România Mare” ossia la “grande Romania”, nella completezza con Bessarabia e Dobrugia dei suoi confini naturali, di nazione unita nell’idioma neo-latino storico dei romeni. Tale identità fu esaltata negli studi di Eugenio Coseriu, che nato a Mihăileni in Bessarabia nel 1921, seppe rappresentare la vocazione dei popoli romeni alla unità politica nel concerto delle loro regioni storiche. Come la Prof.ssa Eugenia Bojoga, nella sua lezione su “Il periodo italiano nella biografia intellettuale di Eugenio Coseriu” ha ricordato lo studioso.

Prof.ssa Eugenia Bojoga

Dopo il saluto d’ingresso di Sr. Helen Alford, l’Ambasciatore Zăpîrţan, chiar.mo storico e filosofo, ha ringraziato la Vice Rettore per l’ospitalità concessa. Nella sua conferenza dal titolo “L’unicità della creazione di uno Stato”, S.E. Zăpîrţan, citando Hegel, ha ricordato che “un popolo deve assumersi il proprio ruolo verso la storia universale avendo la consapevolezza della propria identità”. Così è il popolo romeno, con “la sua lingua, la sua spiritualità avendo radici nella cultura latina, greca ed ebraico-cristiana, un tesoro per l’intera cultura europea. […] La storia è anche un processo di scambio tra le nazioni; di opere filosofiche, artistiche, religiose, dello Spirito alto, ma anche dello spirito pratico – continua S.E. Zăpîrţan –. I popoli che sono riusciti a creare una grande storia sono i popoli che hanno strutturato correttamente la loro identità riuscendo ad esprimere il loro contributo alla storia universale, perseguendo e creando bene comune. Il “miracolo” di cui parla G. Brătianu non è la nascita del popolo romeno ma la sua presenza costante sullo spazio carpatico-danubiano-pontico – dice S.E. l’Ambasciatore –, la particolare resistenza ai fattori minaccianti la sua stessa esistenza”. Nonostante la dominazione degli imperi stranieri, “il popolo nelle dieci provincie romene ha vissuto il proprio sistema di valori, sintetizzati dal Prof. Mărgineanu con il concetto di “omenia” – ossia, quel complesso assiologico e attitudinale di amore per l’altro. Un amore radicato nella famiglia, che ha fondato la grande famiglia etnica, trasferita in simboli di unità nazionale. Un’unità intrinseca alla spiritualità, chiamata da L. Blaga “matrice stilistica propria”. Ed è proprio questa spiritualità – conclude S.E. Zăpîrţan – che portò le élite e il popolo romeno ad affermarsi e costituirsi in Stato unitario nel 1918”.

La situazione catastrofica prodottasi con gli esiti della seconda guerra mondiale fu innescata dallo sciagurato Patto Molotov-Ribbentrop del 1939, con cui si smembrava la Romania rispetto all’assetto unitario conseguito nel 1918. Subiamo ancora le conseguenze di quell’accordo.

Rev. Don Isidor Iacovici e Dott.ssa Veronica Ocneriu

La figura e l’opera del Mons. Durcovici (1888-1951), beatificato, il quale fu alunno dell’Angelicum (1906-1908), è stata illustrata dal Rev. Isidor Iacovici Postulatore della Causa di Canonizzazione del martire. Notevole fu l’apostolato religioso e sociale del prelato per la Romania tra le due guerre mondiali e nel secondo dopoguerra, sotto la tirannia comunista di cui rimase vittima innocente.  Egli si spese nella formazione dei laici, degli intellettuali e dei futuri sacerdoti, da pioniere del pensiero tomista nella Romania cristiana unificata. Insegnando S. Tommaso, Durcovici dichiarò: “Chiunque apra la sua opera animato dall’amore sincero per la verità, la sua sete sarà pienamente appagata”.

È dunque l’impegno per la diffusione e conoscenza della verità che accomuna i due personaggi rievocati nel convegno; pur diversi per formazione ed appartenenti a generazioni successive.

Uno dei principi chiave che guidarono l’attività scientifica di E. Coseriu fu quello dell’obiettività: “dire le cose come sono” (τά ΄όντα ώς έ̀στιν λέγειν, dal Sophista di Platone). La sua instancabile ricerca della verità è oggi esempio non solo per i romeni. Le sue teorie sul linguaggio sono oggetto di studio nelle migliori università del mondo, dal vecchio al nuovo continente. Coseriu partì giovanissimo per l’Italia, che sarebbe diventata per lui come una  seconda Patria, conseguendovi due lauree. La condizione di emigrato fu determinante; universalmente riconosciuto come un “maestro di pensiero”, a conferma – di quanto dice il sociologo De Masi – che “il lato bello dell’emigrazione consiste nella possibilità di concretizzare piani irrealizzabili nella terra di origine, venendo a contatto con persone e luoghi inconsueti, capaci di alimentare la creatività con punti di vista differenti”.

Il convegno veniva moderato dal Prof. Fernando Crociani Baglioni, il quale assegnava, a conclusione dei lavori, gli interventi dell’uditorio composto dai ricercatori e studenti del Progetto „Studio Realtà” della FASS, diretto dalla Prof. Sr. Helen Alford, tra cui Alina Vărzaru, Mioara Moraru, Eduard-Vasile Dascălu, Măndica Neagu, Adriana Jugaru, Oana Iorga, Teodora Băiaș,  Irakli Javakhishvili. E da esponenti delle comunità romena e moldava in Roma.

Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcaș

InfoFass

 

 

 

La Rivista InfoFass della Facoltà di Scienze Sociali ha pubblicato la cronaca del Convegno.

 

 

ANGELICUM, PROPOSTA FORMATIVA A.A. 2018-2019: ECCO I CORSI DELLA FASS


Per il nuovo A.A. 2018-2019, la Facoltà di Scienze Sociali (FASS) dell’Angelicum, Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, propone i seguenti corsi:

  • Laurea triennale (Baccellierato) in Scienze Sociali
    (classe delle lauree triennali italiane L-36: Scienze politiche e delle relazioni internazionali)
  • Laurea magistrale (Licenza) in Scienze Sociali, indirizzo Scienza Politica
    (classe delle lauree magistrali italiane LM-62: Scienze della politica)
  • Laurea magistrale (Licenza) in Scienze Sociali, indirizzo Economia e Management
    (classe delle lauree magistrali italiane LM-81: Scienze per la cooperazione allo sviluppo)
  • Laurea magistrale (Licenza) in Scienze Sociali, indirizzo Economia e Management, curriculum in Management dello Sport (classe delle lauree magistrali italiane LM-47: Organizzazione e gestione dei servizi per lo sport)
  • Diploma in CSR, Innovazione Sociale e Sostenibilità (Ed.2018: dal 14 settembre al 15 dicembre 2018).
  • Diploma in Management delle Organizzazioni del Terzo Settore e delle Imprese Sociali (XX Edizione che si conclude a luglio 2018; la XXI Edizione partirà ad ottobre).
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L’Associazione IRFI “Italia Romania Futuro Insieme” promuove l’offerta formativa della FASS ed invita la comunità romena a Roma a sostenere tutte le persone meritevoli, incoraggiarle ad intraprendere percorsi di studi per una preparazione integrale della persona, a servizio del bene comune. Invitiamo, pertanto, a prendere nota dei corsi della FASS,  i romeni e i moldavi residenti a Roma e nel Lazio, i quali siano impegnati a vario titolo nelle proprie comunità, oppure, nelle attività sociali e del terzo settore in generale. A prescindere dall’età, è solo grazie ad una solida formazione che i membri delle nostre comunità in Italia possono essere leader autorevoli ed agenti di cambiamento sociale.

Simona Cecilia Farcaș

 

 

Angelicum, “Da immigrati a cittadini”: progetto Studio Realtà e laboratorio di co-progettazione


Da immigrati a cittadini
Sviluppo personale e supporto alla leadership comunitaria attraverso la formazione superiore

ROMA 6 GIUGNO 2018
17.00-19.30
Pontificia Università San Tommaso d’Aquino

largo Angelicum 1

Presentazione del progetto Studio Realtà e laboratorio di co-progettazione
La Facoltà di Scienze Sociali (FASS) della Pontificia Università San Tommaso d’Aquino “Angelicum” di Roma realizza dal 2008 il programma “Studio Realtà” che ha come obiettivo la formazione e l’empowerment di stranieri, giovani e adulti, residenti in Italia, che possono essere agenti di cambiamento nelle comunità e associazioni di provenienza e nella realtà sociale.
A 10 anni dal suo inizio è stato chiesto ad IREF di svolgere una ricerca valutativa del programma. Con il coordinamento di éCo è stata quindi avviata una nuova fase di progettazione sulla base dei risultati raggiunti e degli scenari attuali. Il nuovo programma che si sta delineando affiancherà alle borse di studio per accedere alla offerta formativa della Facoltà attività di ricerca sul tema della migrazione e servizi di orientamento allo studio e al lavoro, grazie agli scambi di esperienze con associazioni, imprese e istituzioni del territorio, incentivando la partecipazione dell’associazione studentesca dell’Angelicum.
L’incontro del 6 giugno ha l’obiettivo di presentare a studenti, professori e possibili partner del territorio il lavoro finora svolto e discutere con tutti gli elementi essenziali del nuovo progetto.

Roma, Angelicum. Proiectul “Studio Realtà”: Concurs pentru reprezentanţii comunăţilor româneşti 

Universitatea Angelicum oferă Bursă de studii în Ştiinţe Sociale românilor din Roma

Angelicum Roma, FASS: Aperte le iscrizioni per l’A.A. 2017-2018

Roma, Angelicum: Inizia il 16 marzo il Corso di “Etica economica e responsabilità sociale di impresa”


Scade domani, 1° marzo, il termine ultimo per le iscrizioni al corso “Etica economica e responsabilità sociale d’impresa” della Prof.ssa Helen Alford. Le lezioni cominciano il 16 marzo e si tengono ogni venerdì pomeriggio dalle 14:30 alle 17:15, all’Angelicum, Pontificia Università San Tommaso d’Aquino di Roma.

 

La Facoltà di Scienze Sociali della Pontificia Università San Tommaso d’Aquino di Roma “Angelicum”, promuove un corso di “Etica economica e responsabilità sociale d’impresa”, che si terrà in modalità semi-intensiva il venerdì pomeriggio dalle 14.30 alle 17.15 a partire dal 16 marzo, fino al 25 maggio, presso la sede di Roma, largo Angelicum 1. Sono 24 ore di corso, la docente è la prof.ssa Helen Alford.

La proposta formativa parte da una riflessione sul linguaggio e sui suoi valori sottostanti, in un percorso che a partire dall’etica economica e degli affari, si interroga sui beni comuni, i diritti umani e il ruolo delle imprese. I contributi del Confucianesimo e dell’Islam, così come del pensiero sociale cristiano, vengono illustrati e valorizzati, al fine di costruire e facilitare processi e azioni concrete per il raggiungimento degli obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) promossi dalle Nazioni Unite con l’Agenda 2030.

La scadenza delle iscrizioni è il 1 marzo 2018. Il costo è di 350,00 Euro.

Prof.ssa Helen Alford

Informazioni e iscrizioni: dott.ssa Marina Russo, email: fass@pus.it , tel. 06.6702416

 

La Prof. ssa Helen Alford O.P. è  autrice di numerosi studi e pubblicazioni; è vice Rettore dell’Angelicum; vice Decano della Facoltà di Scienze Sociali e direttore del Master Universitario in Management e Responsabilità Sociale d’Impresa organizzato dalla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino – Angelicum (www.angelicum.org) Roma.

 

(Re)Thinking Europe. Chiesa e UE in dialogo. Partecipano studenti dell’Angelicum


(Ri)pensare l’Europa,  ripartendo dalle sue fondamenta cristiane: “persona”, “famiglia” e “comunità”. (Papa Francesco) 

Papa Francesco e il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. Vaticano, 28 ottobre 2017.

Il Dialogo tra Chiesa e Unione Europea «(Re)thinking Europe» – (Ri)pensare l’Europa. Un contributo cristiano al futuro del progetto europeo, fortemente voluto da Papa Francesco, si è svolto in Vaticano dal 27 al 29 ottobre 2017.  Promosso dalla Commissione degli Episcopati della Comunità Europea (COMECE), in collaborazione con la Segreteria di Stato, l’incontro sul futuro dell’Europa, ha visto la partecipazione attiva di rappresentanti delle Chiese e leader politici europei, studiosi ed esperti di varie discipline,  rappresentanti di movimenti, religiosi e laici,  aperti al dialogo con vescovi e cardinali della Chiesa Cattolica.

I primi sei Stati fondatori: Belgio, Francia, Germania Ovest, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi, firmarono il 25 marzo 1957,  i Trattati di Roma, sancendo di fatto l’avvio della realizzazione concreta del progetto europeo. A 60 anni dalla firma dei Trattati, l’Europa dei 27 Stati ha sentito il bisogno ascoltare, riflettere e individuare il contributo dei cristiani per ripensare il futuro dell’Europa.

(A destra, nella foto.) S.Em Card. Reinhard Marx, presidente Comece e padre Olivier Poquillon O.P., segretario generale Comece.

Dopo la crisi culturale, di valori condivisi, oltre che economica, degli ultimi decenni, che continua ancora oggi, come “ri-pensare l’Europa” se non ripartendo dalle persone?  Per recuperare gli ideali più alti, l’Europa deve tornare ai valori cristiani, e riconsiderare il ruolo dei cittadini  in quanto esseri umani costruttori di un futuro di pace. Dice infatti il Pontefice Francesco:   “Il primo, e forse più grande, contributo che i cristiani possono portare all’Europa di oggi è ricordarle che essa non è una raccolta di numeri o di istituzioni, ma è fatta di persone. Purtroppo, si nota come spesso qualunque dibattito si riduca facilmente ad una discussione di cifre. Non ci sono i cittadini, ci sono i voti. Non ci sono i migranti, ci sono le quote. Non ci sono lavoratori, ci sono gli indicatori economici. Non ci sono i poveri, ci sono le soglie di povertà. Il concreto della persona umana è così ridotto ad un principio astratto, più comodo e tranquillizzante. Se ne comprende la ragione: le persone hanno volti, ci obbligano ad una responsabilità reale, fattiva, “personale”; le cifre ci occupano con ragionamenti, anche utili ed importanti, ma rimarranno sempre senz’anima. Ci offrono l’alibi di un disimpegno, perché non ci toccano mai nella carne.”, nel suo discorso conclusivo, ai partecipanti del Dialogo «(Re)thinking Europe».

Nella foto, un gruppo di partecipanti dell’Angelicum. Da destra: Prof. Alejandro Crostwhaite O.P. e Prof. Luigi Troiani.

Studenti dell’Angelicum per il dialogo Chiesa-UE

Invitati a dare un contributo durante i dibattiti dei gruppi linguistici,  presieduti dalle LL.EE. i Signori Ambasciatori dei Paesi dell’UE presso la Santa Sede, studenti e ricercatori della Facoltà di Scienze Sociali dell’Angelicum.  A coordinarli, il Prof. Luigi Troiani Docente di Relazioni Internazionali e Storia e Politiche UE, con la supervisione del Padre Decano Prof. Alejandro Crostwhaite O.P., di Padre Olivier Poquillon O.P. segretario generale della COMECE, e del suo assistente Dr. Michael Kuhn. Con gli ambasciatori e gli esperti provenienti da tutti i Paesi dell’UE, gli studenti della Università internazionale San Tommaso d’Aquino, hanno avuto il compito specifico di individuare gli argomenti emersi e dibattuti ai tavoli di lavoro organizzati per gruppi linguistici, in italiano, francese, inglese e tedesco; infine, preparare e presentare le tematiche inerenti la discussione conclusiva del Dialogo.

Gli studenti della Facoltà di Scienze Sociali (FASS)  – “Angelicum”, provengono da diversi continenti,  i quali a Roma completano la loro formazione nelle scienze sociali alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa (DSC) e del Pensiero Sociale Cristiano (PSC); ma anche in filosofia e teologia.

Studenti dell’Angelicum insieme a Dr. Michael Kuhn (7° da sinistra nella foto), assistente Segretario Generale COMECE. Foto: Dominik Macak.

Foto: Dominik Macák

I partecipanti dell’Università Angelicum alle tavole di lavoro del 28 ottobre scorso, sono originari da paesi UE,  dell’Europa orientale ed extra-UE : Romania (Daniel Ienciu, Eduard V. Dascălu, Simona C. Farcaș, Teodora L. Baiaș); Slovacchia (D. Dominik Macák).  dell’Europa orientale extra-UE: Ucraina (Marianna Soronevych, Olga Kostyuk, Tetyana Bratishko, Tetyana Tarasenko); Bielorussia (Alena Rulevic); Georgia (Magda Lekiashvili); San Pietroburgo, Russia (Varvara Slivkina). Dall’Africa: Angola (Leonardo Quaranta); Congo (Jacques Mbida); Etiopia (Mulumebet Assafa); Rwanda (sr. Gaudiose Sagitwe). Dall’America Latina:  Venezuela (Maria A. Ciclista). Insieme, hanno lavorato per individuare e far conoscere ai vertici dell’UE il contributo dei cristiani al futuro dell’intero Vecchio Continente; senza dimenticarci dell’Africa e delle popolazioni in fuga da conflitti e persecuzioni di ogni genere.

Il contributo cristiano alla politica, ed oggi in particolare al futuro del progetto europeo, è sempre ispirato ai valori e principi della Dottrina Sociale della Chiesa e del Pensiero Sociale Cattolico: (Ri)pensare l’Europa,  ripartendo dalle sue fondamenta cristiane: “persona”, “famiglia” e “comunità”. 

«(Re)thinking Europe»: il dialogo prosegue

“La continuazione del dialogo sull’Europa” è affidato alle 27 delegazioni nazionali, composte da vescovi, laici  e rappresentanti del mondo della politica i quali hanno partecipato ai giorni romani.  La COMECE “si rende disponibile per eventuali partenariati” e mette a disposizione sul proprio sito le risorse e i materiali del Congresso (www.comece.eu), ha concluso il presidente S.Em. Card. Reinhard Marx.

 Romania: “Europa încotro?” (Dove va l’Europa?)

“In Romania, per esempio, se la fiducia era del 67% al momento dell’entrata del nostro Paese nell’Ue, dieci anni fa, adesso è del 48%. E credo che sia, prima di tutto, un problema di identità. Nessuno nega i vantaggi che l’appartenenza all’Ue ha portato ai cittadini romeni e allo sviluppo del nostro Paese, però tanti fanno fatica ad identificarsi con l’attuale progetto europeo, che tende verso un appiattimento culturale e a imporre un certo identikit di cittadinanza europea. L’Europa non è una somma di norme da osservare o da imporre, né un manuale di procedure da eseguire”, ha detto l’arcivescovo di Bucarest S.E. Mons. Ioan Robu presidente della Conferenza episcopale romena, in una intervista all’Agensir.

Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas

 

Per ulteriori approfondimenti in merito al dialogo (Re)thinking Europe, accedere al sito:

 

 

 

Leggi anche:

Intervento dell’Em.mo Card. Pietro Parolin, Segretario di Stato, al Dialogo promosso dalla COMECE: (Re)Thinking Europe. Un contributo cristiano al futuro del progetto europeo (Vaticano, 27 ottobre 2017), 28.10.2017.

 

Da destra: Maria A. Ciclista, Eduard V. Dascalu, Alena Rulevic, e Simona C. Farcas. Foto: Dominik Macák

ANGELICUM, CROWDFUNDING: TAVOLA ROTONDA MASTER TERZO SETTORE 2017


Cos’è il crowdfunding e da dove cominciare per fare una campagna? 

Tavola Rotonda del Master Terzo Settore prevista per il 28 giugno 2017 alle ore 17:30 presso la Pontificia Università S.Tommaso d’Aquino di Roma “Angelicum”.

Coordina i lavori la Prof.ssa Francesca ZAGNI, Consulente Strategico Management e Fundraising, Presidente di EUConsult Italia.

Sono invitati gli studenti, i docenti, i responsabili del Master ed in particolare il gruppo di ricercatori romeni di “Studio Realtà”.