Roma, 7 febbraio 2014, Pontificale per la Causa di canonizzazione del Beato Pio IX


 

Il solenne Pontificale nella romana basilica di S. Lorenzo Extra Moenia, per la Canonizzazione del Beato Pio IX, del 7 febbraio 2014, è stato presieduto da S. Em.Rev.ma il sig. Cardinale ELIO SGRECCIA Presidente Emerito della Pontificia Accademia per la Vita, già Segretario del Pontificio Consiglio per la Famiglia. Presente Sua Em.Rev.ma il Sig. Cardinale ANTONIO MARIA VEGLIO’, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti. Presente e promotore del Pontificale, S.E. Rev.ma Mons. CARLO LIBERATI Arcivescovo-Prelato Emerito di Pompei, Postulatore della Causa di Canonizzazione del Beato Papa Pio IX. Presente S.E.Rev.ma Mons. GIUSEPPE ORLANDONI Vescovo di Senigallia, con un folto gruppo di fedeli in rappresentanza della città e Diocesi di Senigallia, patria di Pio IX. Presente S.E.Rev.ma Mons. GUIDO POZZO, Segretario della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, Arcivescovo titolare di Bagnoregio. E presente S.E.Rev.ma Mons. ENNIO APPIGLIANESI, Arcivescovo Em. di Potenza.Presente la rappresentanza con Gonfalone del Pio Sodalizio dei Piceni in Roma. Presente la rappresentanza con vessillo storico del Papa Santo, dell’Istituto di Studi Storici Beato Pio IX, con il Presidente Conte Cav.Gr.Cr. Prof. FERNANDO CROCIANI BAGLIONI, con il Consiglio di Presidenza, e numerosi fedeli ed accademici, i quali prestavano il servizio di protocollo agli Em.mi Cardinali e d’onore all’altare ed agli Ecc.mi Presuli.

Presenti numerosi Monsignori ed Officiali della Curia Romana, del Vicariato e del Clero Romano, la Comunità Francescana dei Cappuccini, al completo con coro ed organo e servizio liturgico. Esponenti dell’Aristocrazia romana, tra i quali la Principessa Donna PATRIZIA TORLONIA (discendente della famiglia dei Conti Mastai Ferretti); dei primari sodalizi del laicato militante romano, quali il Circolo San Pietro, l’Associazione SS. Pietro e Paolo nonché dignitari dei primari Ordini Cavallereschi della Chiesa: Sovrano Militare Ordine di Malta, Ordine Equestre di Santo Sepolcro di Gerusalemme, Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio; ringraziati tutti dalle LL. EE. Rev.me i Signori Cardinali.

A cura di Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas

Roma, 7 febbraio 2014

 

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Il Presidente Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni,  inviato una convocatoria ai sodali e accademici dell’Istituto di Studi Storici Beato Pio IX:

“Vi informo tempestivamente dell’invito alla solenne concelebrazione eucaristica che il 7 febbraio prossimo sarà presieduta da S.Em. Rev.ma il Card. Elio Sgreccia nella Basilica di S Lorenzo Extra Moenia, appena ricevuto dalle LL.EE.RR. Mons. Giuseppe Orlandoni Vescovo di Senigallia e Mons. Carlo Liberati Arcivescovo-Prelato Emerito di Pompei, Postulatore della Causa di canonizzazione del Beato Pio IX Papa. I sodali e accademici romani del sodalizio “Istituto di Studi Storici Beato Pio IX”, che ho l’onore di presiedere, vi saranno presenti, con il nostro vessillo storico. Formulo con la mia famiglia voti ed assicuro preghiere per la canonizzazione del Beato Pio IX Papa; e pertanto presto il mio assoluto sostegno alla Postulazione.

Vogliate considerare con la mia totale adesione il rilievo pubblico che va assumendo vieppiù l’azione della Postulazione sul territorio nazionale italiano, e specificatamente qui a Roma tra chierici e laici devoti al Santo Pontefice, anche attraverso l’azione dell’Istituto di Studi Storici Beato Pio IX.

Vengano tutti alla Basilica di San Lorenzo Fuori le Mura in Roma (Verano), Venerdì, 7 febbraio 2014, ore 16:30.

Conte Cav.Gr.Cr. Prof. Fernando Crociani BaglioniPresidenteRoma, 25 gennaio 2014

Pagina fb dell’Istituto di Studi Storici Beato Pio IX https://www.facebook.com/BeatoPioIX

viaISTITUTO DI STUDI STORICI BEATO PIO IX.

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Roma, Cardinalul A. M. Vegliò, distins cu Ordinul Naţional “Steaua României”


pentru contribuţia la cultura ospitalităţii





RV 29 ian 2013. “Migraţie şi solidaritate în credinţă”: se desfăşoară pe această temă, marţi, la Comunitatea Sf. Egidiu din Roma, o reuniune de studiu organizată de Ambasada României pe lângă Sfântul Scaun.

La lucrările manifestării, începând cu ora 18.00, iau cuvântul, în ordinea programului,prof. Marco Impagliazzo, preşedintele Comunităţii Sf. Egidiu, card. Antonio Maria Vegliò, preşedintele Consiliului Pontifical pentru Pastoraţia Migranţilor şi Itineranţilor, episcopul Siluan, al Episcopiei Ortodoxe Române din Italia, mons. Giancarlo Perego, directorul general al fundaţiei “Migrantes” a episcopatului italian, mons. Anton Lucaci, coordonatorul naţional pentru pastoraţia catolicilor români de rit latin din Italia şi, bineînţeles, ambasadorul României pe lângă Sf. Scaun, Bogdan Tătaru Cazaban.

Cu această ocazie, card. Antonio Maria Vegliò primeşte din partea diplomatului român Ordinul Naţional “Steaua României” în grad de Comandor.

De ce această iniţiativă şi de ce această distincţie a României acordată unui înalt reprezentant al Bisericii Catolice? Ne răspunde cu obişnuita amabilitate ambasadorul român la Vatican, Bogdan Tătaru-Cazaban.

Aici, serviciul audio şi interviul cu ambasadorul României pe lângă Sf. ScaunRealAudioMP3

(rv – AD)

Sursa: http://ro.radiovaticana.va/

Stella di Romania, collezione privata (Foto: Simona C. Farcas)

Stella di Romania, collezione privata (Foto: Simona C. Farcas)

 

Vaticano-Romania: Cardinale Antonio Maria Vegliò Commendatore dell’Ordine Nazionale “Stella della Romania”


Al card. Vegliò l’onorificenza “Stella della Romania” al Seminario su “Migrazioni e solidarietà nella fede”



“Sincero apprezzamento per un gesto che, nella mia persona, il governo di Romania rivolge alla Santa Sede e, in particolare, come attestazione di ossequio al Santo Padre”. Lo ha espresso il cardinale Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, ricevendo l’onorificenza dell’Ordine Nazionale “Stella della Romania” nell’ambito di un Simposio sul tema: “Migrazioni e solidarietà nella fede”. A promuoverlo, ieri sera a Roma, l’Ambasciata della Romania presso la Santa Sede in collaborazione con il dicastero vaticano, la Comunità di Sant’Egidio e la Diocesi Ortodossa Romena d’Italia. Oggi, ha detto nel suo intervento il cardinale Vegliò, citando Benedetto XVI, le migrazioni sono una realtà diffusa che, non di rado, “invece di un pellegrinaggio animato dalla fiducia, dalla fede e dalla speranza diventa un «calvario» per la sopravvivenza”. Anche la Romania, ha continuato, “ha dovuto confrontarsi negli ultimi decenni con non pochi problemi migratori. Si stima che oggi circa tre milioni di rumeni lavorino all’estero, in particolare in Spagna, in Italia, in Irlanda e in Germania”. Perché l’immigrazione possa garantire la dignità di ogni persona e rappresentare un itinerario di civiltà, ha affermato il porporato, “chi ha responsabilità di governo è chiamato ad agire sul piano della progettazione, per individuare e realizzare modelli di integrazione e di coesione, aggregando tutte quelle forze sociali, culturali, educative, istituzionali ed ecclesiali che ne hanno competenza”. Ma qual è stato l’andamento dei flussi migratori dei romeni in Italia? Adriana Masotti lo ha chiesto ad Alberto Quattrucci della Comunità di Sant’Egidio: RealAudioMP3

R. – Questo è un fenomeno emigratorio – immigratorio in Italia – dei romeni, che effettivamente si colloca dall’89 in poi, dopo la fine della dittatura di Ceausescu. Quella data ha segnato comunque l’inizio di una nuova Romania, quindi di un’apertura all’estero, all’Europa ed in particolare all’Italia. Devo dire che tra i due Paesi c’è una certa affinità di tipo storico: nel secondo dopoguerra, una delle più grandi immigrazioni in Romania – quindi, al contrario, quella dei popoli stranieri entrati in Romania – è stata proprio quella italiana, soprattutto nella zona della Transilvania. Dagli anni’90 fino al 2000, effettivamente, c’è stata un’emigrazione dalla Romania che è andata crescendo numericamente. Teniamo sempre presente quando parliamo di emigrazione di romeni in Italia, di un fenomeno interessante anche per un altro verso: l’emigrazione dei romeni è un’emigrazione di cristiani e soprattutto di cristiani ortodossi. Si riteneva che in Italia fosse l’islam la seconda appartenenza religiosa dopo quella cristiana cattolica, in realtà è diventata quella del cristianesimo ortodosso, grazie proprio alla presenza molto vasta dei romeni in Italia, tanto da essersi stabilita qui una diocesi ortodossa romena, con mons. Siluan, fatto vescovo nel 2004. Ora, questa storia di immigrazione evidentemente ha presentato dei problemi: soprattutto negli anni ’90 e all’inizio del 2000, per un certo pregiudizio e per una certa idea sui romeni, si legava molto il discorso tra zingari e romeni, rom e romeni, confusione che si fa nella stessa Romania. Poi c’è stato un passaggio, secondo me, abbastanza interessante – quello del gennaio 2007 – quando la Romania è entrata nell’Unione Europea. Questo salto ha permesso un certo sviluppo della Romania, tant’è che abbiamo assistito nel 2007 e nel 2008 ad un ritorno in patria di diversi immigrati romeni, perché ad un certo punto c’era quasi più possibilità di lavoro – soprattutto nella manovalanza e nell’edilizia – in Romania, che in Italia. A questo però ha fatto seguito – per problemi di grossa fragilità politica interna, a fine 2008 inizio 2009 in poi – di nuovo un crollo, una crisi, un indebitamento, per cui la situazione economica del Paese è tornata ad essere profondamente problematica. Solo in questi ultimi tempi c’è un nuovo governo che, in qualche modo, presenta una certa stabilità, ma forse è ancora troppo presto per dirlo. Da un punto di vista di immigrazione dei romeni in Italia, oggi c’è, tutto sommato, una certa stabilità da un punto di vista numerico.

D. – Alla luce di tutto questo, ci sono delle cose che non sono andate bene nella gestione di questi flussi immigratori? E oggi, cosa si può fare di più, anche da parte delle comunità ecclesiali per un rapporto più integrato tra italiani e romeni?

R. – Per la prima domanda, se qualcosa non è stata fatta bene, questo vale per i romeni ma vale anche per tante altre forme di immigrazione. Non dobbiamo mai dimenticare, che comunque qualsiasi tipo di immigrazione è anche una grande chance, una grande risorsa di energie e di lavoro per il Paese che ospita. Questo non va mai dimenticato, perché in fondo si tratta dell’altra faccia della medaglia: l’immigrazione romena in Italia ha garantito e garantisce tutta una serie di lavori, di forza lavoro, di sostegno al Paese Italia, che gli italiani non fanno, dall’edilizia, alle badanti per gli anziani. Quindi, c’è un aspetto positivo e questo è stato gestito poco e male, tante volte con politiche molto provvisorie, non stabili e che invece dovrebbe essere fatto in maniera più costruttiva e stabile. Da un punto di vista ecclesiale, evidentemente questo discorso è importante, proprio per quello che citavo prima: la nascita di questa diocesi ortodossa di Italia, dal 2004 – ma poco più di un anno fa è stata riconosciuta a livello nazionale la personalità giuridica di questa realtà – e si prevede anche una visita del Patriarca di Romania, probabilmente entro quest’anno in Italia, un fatto importante che può spingere ad una forma di solidarietà, di collaborazione a livello ecclesiale estremamente preziosa, che evidentemente ha i suoi risvolti anche da altri punti di vista.

Fonte: Radio Vaticana

Stella di Romania, collezione privata (Foto: Simona C. Farcas)

Stella di Romania, collezione privata (Foto: Simona C. Farcas)