Roma, causa di beatificazione del Servo di Dio Anton Durcovici Vescovo di Iasi e martire


Servo di Dio ANTON DURCOVICI

Altenburg (Austria), 17 maggio 1888 – Sighetul Marmatiei (Romania), 10 dicembre 1951

Servo di Dio Anton Durcovici

Servo di Dio Anton Durcovici

La causa di beatificazione del vescovo, venerato come martire della fede nella diocesi di Iasi dal 1999, è arrivata nella fase romana; tutti i documenti sono stati presentati l’8 febbraio 2010 alla Congregazione vaticana per le Cause dei Santi. Postulatore della causa di beatificazione del Servo di Dio mons. ANTON DURCOVICI, è don Isidor Iacovici.

https://futuroinsieme.wordpress.com/slujitorul-lui-dumnezeu-ep-anton-durcovici-servo-di-dio-anton-durcovici-vescovo-e-martire/

Roma, Requiem per Otto d’Austria presieduto da S.Em. Christoph Card. Schönborn


Solenne Requiem presieduto da S.Em. Christoph Card. Schönborn

per L.L.A.I.R. Arciduca Otto von Österreich e Arciduca Felix von Österreich

Martedì 24 gennaio 2012, alle ore 19.30 nella Chiesa di S. Maria dell’Anima – Roma

Roma, Sovrano Ordine di Malta: solenne udienza con il Corpo Diplomatico accreditato


 

 

Scambio di auguri con gli Ambasciatori di Cile, Ungheria, Italia, Mali, Repubblica Democratica del Congo, Slovenia, Romania, Salvador, Austria, Liberia, Thailandia, Colombia, Brasile, Seychelles, Croazia e Spagna, che hanno presentato lo scorso anno le loro Lettere Credenziali. 

11/01/2012 - Il Gran Maestro dell’Ordine di Malta incontra il Corpo Diplomatico accreditato

11/01/2012 - Il Gran Maestro dell’Ordine di Malta incontra il Corpo Diplomatico accreditato

Pubblichiamo alcuni frammenti del discorso pronunciato dal Gran Maestro Fra’ Matthew Festing, che ha ricevuto ieri mattina in udienza solenne il Corpo Diplomatico accreditato presso il Sovrano Ordine di Malta per i tradizionali auguri di inizio anno. L’incontro ha avuto luogo nella Villa Magistrale a Roma. 

“Nel corso del 2011, ho avuto l’opportunità di recarmi in Visita Ufficiale in Romania, presso le Nazioni Unite a Ginevra, nel Principato di Monaco, in Liechtenstein, a San Marino e in Cile; e ho avuto il piacere di accogliere qui a Roma importanti delegazioni ufficiali di governi stranieri e dell’Unione europea, sempre al fine di approfondire i nostri rapporti di amicizia e di sviluppare ulteriormente le basi di una reciproca cooperazione.

A tal proposito, l’anno scorso l’Ordine ha firmato diversi Accordi di cooperazione internazionali con la Liberia, il Marocco, la Repubblica Dominicana, il Kenya e l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nonché con il governo del Mali, al fine di intensificare la cooperazione nell’ambito di progetti nel settore ospedaliero e della sanità. Durante la mia Visita di Stato in Cile, lo scorso novembre, l’Ordine ha firmato un Protocollo d’Intesa con il governo per aderire al memorandum  del network internazionale umanitario in Cile, con lo scopo di costituire un coordinamento tempestivo ed efficiente degli interventi umanitari nel caso in cui il paese venisse nuovamente colpito da una situazione di emergenza come nel 2010.

L’Ordine ha condiviso due eventi gioiosi per la Chiesa lo scorso anno. Il primo è stato la Beatificazione a maggio del grandemente ammirato Papa Giovanni Paolo II, alla quale ha preso parte una delegazione di alto livello del Sovrano Ordine di Malta. Il secondo felice evento ha avuto luogo a giugno con il 60° anniversario di sacerdozio di Papa Benedetto XVI. Vorrei esprimere in questa occasione il nostro profondo apprezzamento per la sua guida spirituale e morale, soprattutto in questi tempi difficili.

Sempre a giugno, il paese che ci ospita ha celebrato il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e sono stato particolarmente lieto di accettare l’invito del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a partecipare alle celebrazioni del 2 giugno, festa della Repubblica. Siamo molto orgogliosi dello stretto legame di collaborazione che ci lega con la Repubblica italiana e profondamente toccati dalla calda accoglienza che abbiamo sempre goduto qui in Italia.

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E’ giunto al suo termine l’Anno europeo del volontariato, e vorrei dare particolare risalto al lavoro svolto dai volontari dell’Ordine di Malta in campo sociale.

In Italia abbiamo celebrato il ventesimo anniversario dell’accordo grazie al quale 3.000 volontari del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta – CISOM – collaborano con la protezione civile italiana. Il loro intervento più recente riguarda le intense alluvioni che hanno colpito la Liguria e la Toscana nello scorso ottobre.

In Irlanda il Corpo Ambulanze dell’Ordine di Malta, fondato nel 1938, è il maggior operatore di corsi di primo soccorso, trasporti in ambulanza e cure alla comunità nella maggior parte delle grandi città del paese. Il Corpo Ambulanze è interamente gestito da 3.000 volontari, sotto la direzione dell’Associazione Irlandese dell’Ordine.

In Austria le numerose attività dell’Ordine sono svolte da volontari, come il normale servizio di ambulanze e l’assistenza agli anziani e ai disabili. Nel 2011, questo servizio è stato gestito da 1.200 volontari.

In Germania più di 35.000 volontari dell’Ordine di Malta hanno lavorato al fianco di 30.000 dipendenti in 700 località in tutto il paese. Ogni anno essi forniscono assistenza medica, sociale e umanitaria a più di dodici milioni di persone in Germania così come in molti altri paesi, in particolare in Europa Centrale e Orientale.

In Francia oltre 13.000 volontari permanenti contribuiscono ad una vasta gamma di interventi sociali svolti nei centri socio-sanitari e negli ospedali specializzati in riabilitazione neurologica per bambini handicappati, persone colpite dall’Alzheimer e senzatetto.

In Romania, Albania Lituania i nostri corpi di volontariato hanno celebrato nel 2011 il loro 20° anniversario. Fondati nel periodo immediatamente successivo alla caduta della cortina di ferro, essi hanno fornito e continuano a fornire un’assistenza indispensabile alle popolazioni di questi paesi.

Il Corpo di Soccorso dell’Ordine di Malta in Ungheria è una delle organizzazioni di assistenza sociale più importanti del paese nonché partner di fiducia delle istituzioni ungheresi, con 5.000 volontari permanenti e 15.000 volontari nei progetti speciali. Il Corpo gestisce quasi 200 enti sociali e, con un proprio corpo, opera anche nel campo della protezione civile per assistere le vittime di catastrofi naturali sia in Ungheria che all’estero.

Questi esempi mettono in evidenza i corpi di volontariato più importanti dell’Ordine di Malta, numerosi altri sono quelli che forniscono un contributo importante, dedicando il proprio tempo alle persone sofferenti e a quelle socialmente svantaggiate. Continua… http://www.orderofmalta.int/notizie/57900/gran-maestro-ordine-di-malta-incontra-il-corpo-diplomatico-accreditato/ “.

Accademia di Romania in Roma: il vescovo Anton Durcovici (1888 – 1951) a 60 anni dal martirio


 Simposio di studi – mostra fotografica – proiezione documentario

Lunedì 12 dicembre, ore 19,00

Sala Conferenze, Accademia di Romania

Valle Giulia, Piazza José de San Martin, 1

 Interventi:

P. Fabian Dobos – Il Vescovo Anton Durcovici: Modello di fedeltà a Dio e alla Chiesa

P. Alois Moraru – Il Vescovo Anton Durcovici : Dalla culla alla tomba

P. Wilhelm Danca – Il Vescovo Anton Durcovici: teologo e pastore

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Il vescovo Anton Durcovici (breve biografia)

Dopo la rivoluzione del dicembre 1989 l’accesso ai dossier delle ex polizie segrete romene ha permesso la rivelazione di molte vicende della Chiesa Cattolica di Romania durante il regime comunista.

Vescovo di Iasi, il Mons. Anton Durcovici (1888 – 1951) è uno degli esempi più brillanti nell’oscurità di quel momento storico. Proprio come il Mons. Vladimir Ghika (1873- 1954) al quale l’Accademia di Romania ha dedicato un convegno nell’autunno del 2009.

Mons. Anton Durcovici, nato ad Altenburg (Austria) e poi trasferito con la madre e il fratello in Romania dopo la morte prematura del padre, nel 1906 venne inviato dall’arcivescovo di Bucarest a studiare a Roma. Nel 1910 Antonio Durcovici concluse i suoi studi teologici presso il Collegio De Propaganda e conseguì il dottorato in teologia.

Si laureò prima in filosofia al collegio di S. Tommaso, poi in teologia al Pontificio Ateneo di Propaganda Fide e a Roma. Fu ordinato sacerdote il 24 settembre 1910 e poi si dedicò allo studio del Diritto canonico presso la Facoltà del Seminario Romano concluso con una licenza in Diritto ecclesiastico.

Nell’agosto 1911 ritornò a Bucarest. Durante la Prima Guerra Mondiale, a causa della sua provenienza austriaca, fu internato per due anni (1916 – 1917) in un lager della Moldavia. Ritornato libero, continuò gli impegni dettati dal suo ministero sacerdotale. Nel gennaio 1924 venne incaricato con il prestigioso compito di Rettore del Seminario Maggiore di Bucarest e di professore di filosofia e latino, diritto canonico, teologia morale.

Dal 1935 è vicario generale dell’arcidiocesi di Bucarest e presidente del Tribunale ecclesiastico in qualità di Giudice. Il 30 ottobre 1947 a 59 anni, fu nominato da papa Pio XII vescovo di Iasi (Moldavia). Per l’opposizione del regime comunista poté ricevere la consacrazione episcopale solo nel mese di aprile dell’anno successivo nella cattedrale di San Giuseppe di Bucarest.

Continuamente sorvegliato dalla Securitate, quest’ultima trovò pretesti per imbastire contro di lui  l’accusa di “esortazione della popolazione di non partecipare alla vita politica della Romania comunista”. Sempre dai verbali della Securitate si apprende che il vescovo di Iasi aveva avuto il ruolo di capo della Chiesa Cattolica non solo in Moldavia, ma anche nell’arcidiocesi di Bucarest e che nel 1949 era considerato il più importante vescovo cattolico di Romania.
Il 26 giugno 1949, mentre era in viaggio verso Popesti Leordeni per amministrare il Sacramento della Cresima, fu arrestato insieme al suo collaboratore don Raffael Friedrich. Iniziò per lui il lungo calvario di detenzione – inizialmente fu portato nella sede del Ministero degli Interni a Bucarest, poi trasferito nel carcere di Jilava dove rimase probabilmente dal giugno 1950 al 10 settembre 1951.
Il 10 settembre 1951 il vescovo Durcovici fu trasferito da Jilava al carcere di Sighetul Marmatiei (nord della Romania, provincia Maramures), uno dei più duri del regime comunista romeno, dove è stata epurata grandissima parte delle eccellenze in ambito culturale, politico, religioso della Romania. Mons. Anton Durcovici morì qui il 10 dicembre 1951. Il corpo del vescovo Durcovici fu sepolto in un posto segreto. Tutti i documenti che lo riguardavano, compreso la carta d’identità furono distrutti, gli oggetti di valore scomparsi.

Il 28 gennaio 1997 la Congregazione delle Cause dei Santi ha concesso il nulla osta per iniziare la causa di beatificazione del vescovo Anton Durcovici in quanto martire della fede.

Testo tratto da http://www.santiebeati.it/dettaglio/92353

Sito Memorialul Victimelor Comunismului si al Rezistentei (nell’ex carcere di Sighetul Marmatiei)  www.memorialsighet.ro

1 DECEMBRIE, ZIUA MARII UNIRI: LA MULTI ANI ROMANI DE PRETUTINDENI!


Din suma idealurilor unioniste a generaţii de români şi jertfa armatelor române, a rezultat în urmă cu 93 de ani, Marea Unire.

(EUROITALIA – FIRENZE, 27 NOIEMBRIE 2011, de Radu Popa) – Era sfârşitul lui noiembrie 1918 şi, după doi ani de participare activă la luptele Primului Război Mondial,  Armata  Română  pierduse pe câmpurile de luptă 350.000 de ostaşi.  Războiul se sfârşise iar din cenuşa şi rănile deschise pe care acesta le lăsase pe teritoriul României, renăştea dorinţa unei Mari Uniri. Un vis păstrat viu timp de secole ȋn conştiinţa poporului vorbitor de aceeaşi limbă şi purtător al aceloraşi straie, despărţiţi doar de interesele meschine ale unor politici primitive şi expansioniste. Aşa se face că ȋn zorii zilei de 1 Decembrie 1918, pe câmpia de la Alba Iulia erau 100.000 de mii de oameni, veniţi din toate colţurile regiunilor pentru a sărbători  Marea Unire. Perioada interbelică, cu toate neajunsurile ei (criza economică, reconstrucţia după război), rămânând ca una din cele mai frumoase perioade din istoria modernă a României, tocmai pentru faptul că acest eveniment îi marca începutul.

 Izbucnirea celui de-al doilea Război Mondial, găsea proaspătul stat din estul Europei ȋntr-o postură mai mult decât delicată. Pe de-o parte, expansiunea bolşevică, de la graniţa de est iar pe de alta, legătura de sânge a dinastiei regale cu Austria (şi implicit, Germania). După lupte grele pe câmpurile de bătălie,  la data de 23 august 1944,  “pactul cu diavolul” este făcut, regele este obligat să abdice şi România intră sub dictatura comunistă. De atunci, timp de 46 de ani, importanţa zilei de 1 decembrie dispare din calendarele festive. Regimul comunist manifestat screlotic ȋn România de către liderii săi, a aruncat ȋntr-un con de umbră acest stat pentru jumătate de secol. Timp de o jumătate de secol, românii au trecut prin toate atrocităţile specific bolşevice. De la arestări politice până la interceptări ilegale, de la ȋnfometare până la munca forţată. Decenii de crime oribile şi lipsuri de tot felul care, totuşi, nu au putut oprima setea de libertate a românilor.

 Astfel, ȋn decembrie 1989, ȋn România avea loc prima Revoluţie de stat, transmisă ȋn direct la tv. Românii şi-au câştigat prin manifestări şi lupte ȋn stradă, Libertatea! – cu preţul sângelui vărsat al tinerilor revoluţionari asasinaţi mişeleşte. Între primele decizii pe care noul guvern democratic le adopta, se număra şi reinstaurarea zilei de 1 Decembrie ca Zi Naţională a României.

 Peste doar câteva zile, şi pentru al 23-lea an consecutiv de la căderea regimului comunist, batalioanele Armatei Române vor defila ȋn aplauze, salve de tun şi muzică militară pe sub Arcul de Triumf din Bucureşti. Un ceremonial festiv prin care se sărbătoreşte victoria şi reuşita ȋnfăptuirii unui vis de generaţii.

 Se poate spune că Ziua Naţională a României a pătimit alături de poporul care o cinsteşte. Sărbătorită cu fast şi emoţie ȋn vremurile de pace şi prosperitate, ori interzisă ȋn vremurile de oprimare, aceasta a dăinuit ȋn spiritul românilor renăscând asemeni unei Păsări Phoenix, vestitoare a libertăţii. Garanţia libertăţii stând tocmai ȋn faptul că această zi poate fi şi este ȋntâmpinată ȋn fiecare an, cu respectul şi fastul cuvenit. Noi, urmaşi ai strămoşilor care au plătit preţul de sânge pentru existenţa acestei zile ȋn istoria noastră, avem datoria de a le cinsti memoria, an de an, nu doar prin serbarea ei, ci şi prin propăvăduirea importanţei acesteia. Noi, români din românii de odinioară, care au pus mai presus decat orice alt orgoliu, interesul de ţara, avem datoria de a face la fel, nu doar prin acte şi fapte ci prin comportamente care să cinstească memoria strabunilor şi numele ţării ȋn care ne-am născut!

 S-au scris milioane de cuvinte ȋn cinstea acestei zile de 1 Decembrie şi totuşi, fără modestie, putem spune chiar şi după ataţia zeci de ani că, pentru fiecare ȋn parte, 1 Decembrie reprezintă mai mult decât Ziua Marii Uniri. Este ziua ȋn care, ȋn sufletele fraţilor români de pretutindeni s-a aprins flacăra Libertăţii, cea a ȋmpletirii unor destine, flacăra vie a dreptăţii mult aşteptată de secole pe meleagurile noii Românii.

 Fastul acestei zile constă, dincolo de marşul cadenţat al soldaţilor ce defilează pe străzile din fiecare oraş al României, dincolo de fiecare drapel arborat drept semn al Libertăţii, ȋn fiecare trăire intensă  a fiecărui român ȋn parte care va fi alături de fraţii săi, pe străzile din România, pe cele ale Italiei, sărbătorind cu bucurie şi recunoștință, jertfa strămoşilor căzuţi pentru apărarea unui ideal ȋnălţător: UNIREA!

 Acesta este unul dintre puţinele fioruri care, mai presus de etnie, religie, naţionalitate şi sex, ȋncălzeşte fiecare inimă, umezeşte fiecare privire şi ȋntr-un final, ȋnclină ȋn semn de respect, fiecare coloană vertebrală, oricât de dreaptă ar fi ea!

La mulţi ani România! 

Roma/Austria, 26 ottobre:Nationalfeiertag-Festa nazionale celebrata con concerto al Forum Austriaco di Cultura e mostra alla Scuola Germanica


The statue of Athena in front of the Austrian ...

Parlamento austriaco. via Wikipedia

(EUROITALIA – ROMA, 18 OTTOBRE 2011) – La Festa Nazionale in Austria venne celebrata per la prima volta il 12 novembre 1919. Dal 1934 al 1945 l’Unità Nazionale austriaca venne onorata il 1° maggio. Dopo la fine del conflitto le ultime truppe britanniche di occupazione se ne andarono il 25 ottobre 1955 lasciando di fatto il paese il giorno successivo così che tale data divenne Giorno della “Dichiarazione della Neutralità” austriaca.  Dal 1965 in poi il Parlamento austriaco decretò e confermò il 26 ottobre quale data festiva nazionale, in occasione della quale  il parlamento a Vienna, i ministeri dello stato, la “Hofburg”, il palazzo del presidente della repubblica e tutti i musei di proprietà dello stato aprono le loro porte e sono visitabili gratuitamente; mentre le autorità militari dispongono sulla Heldenplatz nella capitale Vienna reparti dell’esercito facendo giurare mille reclute presso Hofburg in modalità espositiva e sotto gli occhi dei cittadini che partecipano all’evento.


Il testo dell’inno dell’Austria:
(traduzione in italiano: Wolfgang Pruscha) 


Land der Berge, Land am Strome,
Land der Äcker, Land der Dome,
Land der Hämmer, zukunftsreich!
Heimat bist du großer Söhne,
Volk, begnadet für das Schöne,
Vielgerühmtes Österreich,
Vielgerühmtes Österreich.

Heiß umfehdet, wild umstritten,
Liegst dem Erdteil du inmitten
Einem starken Herzen gleich.
Hast seit frühen Ahnentagen
Hoher Sendung Last getragen,
Vielgeprüftes Österreich,
Vielgeprüftes Österreich.

Mutig in die neuen Zeiten,
Frei und gläubig sieh uns schreiten,
Arbeitsfroh und hoffnungsreich.
Einig lass in Brüderchören,
Vaterland, dir Treue schwören.
Vielgeliebtes Österreich,
Vielgeliebtes Österreich.

Terra di monti, Terra sul fiume
Terra di campi, Terra dei duomi,
Terra di martelli, ricca di futuro!
Sei patria di grandi figli,
Popolo, con il dono della bellezza,
Tanto celebrata Austria,
Tanto celebrata Austria.

Contestata aspramente, combattuta con ferocia,
Stai al centro del continente,
Simile a un cuore forte.
Hai sopportato, fin dai giorni degli antenati
il peso di un’alta missione,
Tanto provata Austria,
Tanto provata Austria.

Con coraggio camminiamo, sotto il tuo sguardo,
liberi e fiduciosi verso tempi muovi,
operosi e sperazosi.
Giuriamo con cori fraterni,
a te, Patria, la fedeltà.
Tanto amata Austria,
Tanto amata Austria.


Vedi il programma delle manifestazioni che avranno luogo  il 26 ottobre prossimo in occasione della Festa Nazionale Austriaca, a Vienna:  http://www.nationalfeiertag.at/

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 www.austriacult.roma.it

26 ottobre: Nationalfeiertag / Festa Nazionale dell’Austria

 CONCERTO in occasione della Festa Nazionale Austriaca

con Elena Denisova (violino solo)

Martedì, 25 ottobre 2011, ore 20.00

Viale Bruno Buozzi 113 – 00197 Roma

Ingresso libero – fino a esaurimento posti

 Elena Denisova è nata a Mosca e ha ricevuto la sua prima lezione di violino all’età di 4 anni. Ha studiato sotto la guida dei pupilli di Oistrach, Valery Klimov e Oleg Kagan e nel 1990 ha dato avvio a una straordinaria carriera che l’ha portata a esibirsi con note orchestre quali la Filarmonica di Mosca, la Royal Philharmonic Orchestra di Londra, i Münchener Symphoniker, l’Orchestra Sinfonica della Radio di Budapest, l’Orchestra del Mozarteum di Salisburgo e l’Orchestra Sinfonica di Trondheim.

Numerosi festival sono riusciti ad averla per concerti solisti, tra questi: il Carinthischer Sommer, il Flanders Music Festival, gli Hörgänge e il Klangbogen di Vienna, il Festival Ljubljana, il Russian Winter Festival di Mosca e i Concerti di Primavera di Parma. Dal 2002 Elena Denisova è inoltre direttrice del Wörthersee Classics Festival.

Programma

Johann Sebastian Bach (1685-1750)
Sonata in sol minore BWV 1001
Adagio, Fuga, Siziliano, Presto

Dieter Kaufmann (*1941)
“Paganihilismo” per violino e nastro magnetico

Niccolò Paganini (1782-1840)

Capricci op.1 n.14 e n.24

– Pausa –

Wolfram Wagner (*1962)
“Passacaglia e fuga” (dedicato a Elena Denisova)

Kurt Anton Hueber (1928-2008)
“Il trillo del diavolo” – omaggio a Giuseppe Tartini
dedicato a Elena Denisova

Maximilian Kreuz (*1953)
Opera per violino in 3 movimenti WV 60 A (2002)

Fritz Kreisler (1875-1962)
“Recitativo e Scherzo” per violino solo

Organizzazione: Forum Austriaco di Cultura Roma
Info: tel: 06 3608371

* Ingresso a partire dalle ore 19:30. Vi preghiamo di presentarvi in anticipo, dal momento che non possiamo accettare prenotazioni

Organizzazione: Forum Austriaco di Cultura Roma

Info:  tel: 06 3608371

 

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Festa Nazionale Austriaca

INAUGURAZIONE MOSTRA

“Wien einmal anders – Una Vienna diversa”

di Barbara Zeidler

Giovedì, 27 ottobre 2011, ore 12.15
Scuola Germanica Roma, Via Aurelia Antica, 397-403 – 00165 Roma
Ingresso libero

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In alto a sinistra: Museo del Terzo Uomo, in alto a destra: Museo Viennese del Crimine
In basso a sinistra: Museo del Giardinaggio, in basso a destra: Museo delle Sfere di Vetro con Neve

Chi sa, infatti, che a Vienna si trova la più grande collezione di cassette dei giochi di prestigio, il museo delle sfere di vetro con neve, la collezione imperialregia del cappello o il museo del circo e della clownerie? Quale viennese porta al museo delle pompe funebri o a quello dell’acquavite gli amici che vengono a trovarlo?

La mostra “Wien einmal anders – Una Vienna diversa“, nata da una collaborazione tra il Forum Austriaco di Cultura Roma e la Scuola Germanica, si propone di offrire una nuova prospettiva sulla capitale austriaca attraverso un viaggio tra tesori nascosti e sconosciuti della città.

Barbara Zeidler – fotografa, curatrice di mostre e progetti interculturali. Ha fondato con Abbé Libansky l’Istituto per i Beni Resistenti alla Cultura. A partire dal 2004 ha esposto le sue opere in diverse mostre sia in Austria che all’estero.

La mostra sarà visitabile nei locali della Scuola Germanica e del Forum Austriaco di Cultura Roma fino al 22 dicembre 2011.

Organizzazione: Forum Austriaco di Cultura Roma e Scuola Germanica Roma
Info: Forum Austriaco – tel. 06 3608371,
Scuola Germanica Roma – tel. 06 6638776


VATICANO, ORDINATI I NUOVI VESCOVI, OMAGGIO DEL MONDO A OTTO VON HABSBURG


S.E. il Signor Cardinale Walter Brandmüller

S.Em. Rev.ma il Signor Cardinale Walter Brandmüller

In successione, due solenni cerimonie vaticane di portata mondiale.

(Città del Vaticano, 8 ottobre 2011 – Simona C. Farcas) –  I rintocchi del campanone di San Pietro segnavano col vespro la celebrazione delle consacrazioni episcopali impartite da Sua Santità Benedetto XVI, con il Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone e  il Sacro Collegio dei Cardinali, ai nuovi Vescovi dell’Orbe cattolico, tra cui il  segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano monsignor Giuseppe Sciacca e il segretario del Pontificio Consiglio della Cultura monsignor Barthélemy Adoukonou.

Messa pontificale di Requiem per Otto von HabsburgDue ore dopo, a S. Maria in Camposanto Teutonico in Vaticano, aveva inizio il Pontificale altresì solenne presieduto dal Cardinale Walter Brandmüller, di Requiem nel terzo mese del pio transito dell’Arciduca Otto von Habsburg-Lothringen, presenti massime rappresentanze del mondo diplomatico, della Curia e della società romana.

Pontificale per Otto von Habsburg, 8 ottobre 2011: le autorità presenti

Pontificale per Otto von Habsburg, 8 ottobre 2011: le autorità presenti

Intenso fino a notte il viavai in limousine dall’arco delle campane e dal sant’Uffizio di centinaia di invitati alle due cerimonie in Vaticano e successivi ricevimenti. Mobilitato l’intero Corpo Diplomatico presso la Santa Sede, e molti ambasciatori e ministri al Quirinale, all’Ordine di Malta e alla FAO; rigorosamente in frac, uniformi diplomatiche e militari di gala.

Pontificale per Otto von Habsburg, 8 ottobre 2011: il labaro dei volontari di guerra italiani, il vessillo dell'Istituto storico Pio IX e la guardia ungherese rendono gli onori

Pontificale per Otto von Habsburg, 8 ottobre 2011: il labaro dei volontari di guerra italiani, il vessillo dell'Istituto storico Pio IX e la guardia ungherese rendono gli onori

Al Pontificale di Requiem per Otto d’Asburgo assistevano con le Rappresentanze delle Case Reali europee e del Medio Oriente, con il Bey Thomas Frachery per la Casa Reale Zog di Albania, giunto da Parigi, alti prelati della Curia Romana, l’aristocrazia a cominciare dal capo nato del Patriziato principe Domenico Napoleone Orsini, il Capo della Delegazione dell’Unione Europea presso la Santa Sede ambasciatore Yves Gazzo, il ministro di Spagna Manuel Viturro, i due ambasciatori d’Austria e della Mitteleuropa, dall’Irlanda, con il ministro Helena Keleher, al Kosovo, con l’ambasciatore in Italia S. E. Albert Prenkay, ambasciatori e ministri latino-americani, con l’ambasciatore del cattolicissimo Ecuador S.E. Marcela Velastegui, il ministro Gerardo Guzman di Colombia, Panama etc.; ambasciatori africani, con il ministro di Burkina Faso M. Jean Baptiste Kambire etc., generali di corpo d’armata per lo Stato Maggiore italiano, tra cui S.E. Rocco Panunzi, rappresentanze di Ordini cavallereschi e corporazioni nobiliari europee, con il principe Loris Kastriota Skanderbegh,  principessa di Canosa Irma Capece Minutolo,  principe Guglielmo Giovanelli Marconi, principessa Beatrice Feo Filangeri, contessa Elena Manzoni di Chiosca, e  S.E. don Gonzalo Orquín,  giunto da Siviglia; il Corpo Militare del  S.M. Ordine di Malta con il colonnello Gabriele Marronne, gentiluomini di Sua Santità, esponenti del mondo accademico e universitario, della cultura e dell’arte, impresa, finanza, giornalismo, volontariato sociale e umanitario; con il presidente del Real Circolo Francesco II di Borbone e Grand Ufficiale dell’ OESSG dott. Paolo Rivelli,  dott. Carlo Marconi, , avv. Germana Burgarella, avv. Pasquale Landolfi, avv. Carlo Cudemo, comm. Filippo Tiberia e numerosi altri; deputati al Parlamento europeo con l’onorevole Marco Scurria, l’onorevole Cristiana Muscardini, l’onorevole Alberto Michelini; parlamentari nazionali e pubblici amministratori guidati dall’onorevole Riccardo Mastrangeli; dirigenti dell’associazionismo cattolico e dei corpi morali e storico-religiosi romani, nazionali ed internazionali, affollavano il Pontificale. Seguiva il vin d’honneur con il Cardinale Walter Brandmüller, offerto nel Museo Archeologico del Collegio Teutonico vaticano dall’organizzatore dell’evento conte  Fernando Crociani Baglioni.

L’Istituto di Studi Storici Beato Pio IX con il Patrocinio di Roma Capitale e la partecipazione di  120 istituzioni ed organizzazioni italiane ed internazionali,  ha promosso l’evento, d’intesa con realtà culturali, politiche e storico-religiose di Austria, Ungheria, Germania e Croazia. Particolarmente ammirate le rappresentanze di corpi storico-paramilitari tirolesi e ungheresi, nei costumi tradizionali e vessilli, dell’Arciconfraternita teutonico-vaticana con il Camerlengo comm. Aldo Parmeggiani e il Rettore del Collegio rev. dr. Hans-Peter Fischer. La processione del Cardinale celebrante veniva aperta dal vessillo dell’Istituto storico Pio IX e dal labaro dei volontari di guerra italiani fregiato di innumerevoli medaglie d’oro, che hanno inteso associarsi all’omaggio reso da tanto spaccato della Roma tradizionale alla figura e all’opera dello statista, Arciduca Otto, fautore dell’Europa cristiana unita, prima che capo della dinastia imperiale dell’Ecumene  che segnò il secondo millennio della civiltà cristiana. La figura e l’opera di Otto von Habsburg, figlio ed erede dell’Imperatore Beato Carlo I d’Austria, veniva messa in risalto nell’omelia in lingua tedesca ed in sobrio stile dal Cardinale celebrante.

Pontificale per Otto von Habsburg, 8 ottobre 2011: rappresentanze diplomaticheIl solenne Pontificale di Requiem veniva accompagnato dall’Orchestra Barocca “Marco dall’Aquila”, internazionalmente nota per i concerti per l’Unione Europea alla Basilica di Collemaggio, nonché per i concerti di Natale e Pasqua all’Ara Cœli in Campidoglio, diretta dal maestro Jacopo Sipari, con saliente, classico  repertorio di musica sacra.

Il coro di Voci Bianche e Orchestra Barocca "Marco dall'Aquila"

Il coro di Voci Bianche e Orchestra Barocca "Marco dall'Aquila"

Giunti autorevolissimi messaggi di adesione dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Sovrano Militare Ordine di Malta, dall’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, dal S.M.O. Costantiniano di San Giorgio, dall’Ordine Mauriziano, dalla Fondazione Adenauer e dalla Fondazione Europea Dragan, di cui assistevano numerosi membri e dirigenti.

8 ottobre 2011: il Principe Domenico Orsini omaggia il Cardinale Walter Brandmüller

8 ottobre 2011: il Principe Domenico Orsini omaggia il Cardinale Walter Brandmüller

8 OTTOBRE: OTTO D’ASBURGO, RICORDATO E ONORATO IN VATICANO


Otto von Habsburg-Lothringen, during an interv...

Otto von Habsburg-Lothringen. Image via Wikipedia

Messa cardinalizia con la società romana, il Corpo Diplomatico e 120 organizzazioni italiane ed internazionali.

 (VATICANO – 03 ottobre 2011, Simona C. Farcas) – La Città Leonina, sabato 8 ottobre 2011, nella sua sovrannaturale e bimillenaria storia annovera ancora una giornata memorabile, che già entra nella storia del XXI secolo.

Un solenne Pontificale di Requiem suffraga nel rito antico “pro Romano Imperatore” l’anima eletta di un uomo eccezionale, semplice e buono, sereno quanto l’esempio di santità ricevuto nel sangue imperiale da suo padre, il Beato Carlo I d’Austria, deciso ed eroico quanto le tragedie del XX secolo imposero alla dignità del suo ruolo e del retaggio cesareo e di difesa della Cristianità; tenace e generoso, anteponendo sempre la salvezza, la libertà, pacificazione e riconciliazione dei popoli europei, al suo stesso personale interesse.

L’Arciduca Otto d’Asburgo, sepolto a luglio nella Cappella viennese dei Cappuccini, riposa accanto a dodici imperatori e diciotto imperatrici, e centodiciotto membri della Casa d’Asburgo. Non fu mai nostalgico del suo trono, ma dedicò tutta la sua esistenza all’ideale di una Europa cristiana unita, nel segno della sua civiltà, avversando tutte le ideologie e regimi totalitari che ne compromisero nel secolo scorso i suoi destini. Mirò sempre avanti, nei suoi contatti con le teste coronate e i potenti, sia nella sua azione culturale che nell’impegno politico nella veste di deputato al Parlamento europeo, eletto per quattro legislature e vent’anni in Baviera. Cadute le tristi misure che comminavano l’esilio per delitto di cognome, cadute le ideologie, il Muro di Berlino, ed infine rovinato il Comunismo nell’Europa Centro-orientale, fu accolto, rispettato e onorato, con la sua famiglia e dinastia, nella sua Austria, in Ungheria, in Croazia, le quali unitamente alla Germania, gli conferirono le rispettive cittadinanze; quasi a voler riparare ai torti ingiustamente inflitti dal novello giacobinismo, che nel XX secolo parve paradossalmente coincidere tra nazionalsocialisti, comunisti e sedicenti democratici, ad una dinastia che ebbe il torto di rappresentare per un millennio l’ecumene cristiano, non solo in Europa, ma nell’intero mondo conosciuto; da quando il suo avo, Carlo V, proclamò di “regnare su un Impero sul quale non tramonta mai il sole” .

Il Cardinale bavarese Walter Brandmüller, il quale gli fu amico in vita, non meno di quanto lo fu l’altro bavarese, Cardinale Joseph Ratzinger, Romano Pontefice felicemente regnante, ne celebra il Pontificale di Requiem, che unisce i romani all’Europa dei popoli, delle piccole e grandi Patrie, che nella loro storia millenaria conobbero le autonomie plurali, le libertà locali, le specificità, le confessioni, la convivenza di etnie, idiomi e culture che riconducono per il XXI secolo alla intramontabile civiltà cristiana.

Il sacro rito si celebra, nella novena di S. Maria del Rosario, detta “della Vittoria“, anche nel ricordo del 440° del trionfo di Lepanto. Quella vittoria degli europei uniti che segnò, nel 1571, la salvezza dell’Europa cristiana, al comando di un altro Asburgo d’Austria, nella memoria di Otto d’Asburgo, verrà ricordata al Vespro al Camposanto Teutonico in Vaticano, presente il Corpo Diplomatico accreditato alla Santa Sede e al Quirinale, e la società romana.

OTTO VON HABSBURG, EVOLUZIONE NELLA TRADIZIONE


Convegno di studi di Norman Accademy e lectio magistralis

del Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni, nel terzo mese dal pio transito dell’Arciduca d’Austria.

A Villa Due Pini, via delle Barozze, 15 – Rocca di Papa (RM), domenica, 25 settembre 2011, dalle ore 10:30.  Al Convegno segue una colazione sociale (a quota contributiva) organizzata da Norman Accademy.

Per informazioni e prenotazioni: cell. 339.8136464.

Foto: Zenit.org

EUROITALIA – ROMA, 11 settembre 2011, Simona C. Farcas – Per i cultori di storia, per i fedelissimi, i monarchici, i tradizionalisti, i pangermanisti, fu sempre, nel quasi centenario arco di vita, Sua Altezza Imperiale Reale Apostolica, quale erede dei troni d’Austria e d’Ungheria, di Boemia e di tutta la Mitteleuropa, quella che sotto lo scettro degli Asburgo riuniva le nazioni dal cuore della Germania alla Penisola Balcanica e all’area Carpatico-Danubiana. Per gli europeisti, i cristiani delle varie confessioni fu soprattutto il postulatore più autorevole dell’ideale di un’Europa unita e cristiana, fondata sulle sue radici spirituali, da cui il continente verso una sempre più vasta e profonda integrazione politica, non può prescindere.

Il Dr. Otto von Habsburg, come preferiva essere appellato, fu eletto deputato al Parlamento europeo in Baviera per i cristiano-sociali, e fu acclamato Presidente Onorario del Parlamento Europeo. Egli simboleggiò certamente non la nostalgia dell’ecumene imperiale, bensì la visione avvenire dell’Unione continentale, oltre i particolarismi nazionali e regionali, oltre gli egoismi di frontiera, di lingua e di etnia, talora duri a morire nell’Unione Europea e tra i suoi 27 Stati. Fu l’antesignano dell’integrazione politica, della tolleranza, del rispetto dei diritti umani e dell’ambiente, di un ritrovato ruolo dell’Europa per la stabilità mondiale, le immigrazioni sostenibili e la diffusione del benessere e della pace tra popoli e classi, all’insegna della Dottrina Sociale della Chiesa.

Fu uomo di fede: tutta la sua vita si imperniò nell’affermazione dei valori cristiani nella vita pubblica. Nessuna legislazione poté concepire se non ispirata ai principi di giustizia dettati dal Vangelo; così come, si oppose con fermezza ai totalitarismi del XX secolo, che più duramente pretesero di schiacciare l’identità religiosa europea, opprimendo i popoli e soffocando libertà e democrazia. Figlio di un Santo, l’Imperatore d’Austria e Re d’Ungheria, Carlo I, morto in povertà e solitudine nell’esilio delle Azzorre, Otto non volle minimamente partecipare al processo di Beatificazione di suo padre. Lasciò che la Chiesa Romana conducesse autonomamente il processo vaticano per l’ultimo Imperatore, sino all’elevazione alla gloria degli altari, il 4 ottobre 2004.

Rappresentò la Mitteleuropa dei campanili, degli altari, dei focolari e delle piccole patrie; degli Schützen tirolesi e dei montanari austriaci, boemi e bavaresi; delle valli alpine, delle foreste transilvane e di Dalmazia, delle pianure ungheresi e delle genti dei Carpazi e del Danubio, nelle loro più nobili tradizioni e gelose aspirazioni alla libertà.

La sua Europa non fu solo negli ideali professati, quella di Carlo Magno o di Francesco Giuseppe, ma quella del magistero cattolico romano brillantemente espressa nei suoi incontri più che amichevoli con Benedetto XVI.

 

(Simona C. Farcas)

Roma, 11 settembre 2011

Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni,  noto saggista e istoriografo, che nel campo delle scienze ausiliarie della storia a livello nazionale ed europeo rappresenta un autorevole nome. Il Prof. Fernando Crociani Baglioni è romano, e appartiene a famiglia di antiche tradizioni militari, civili, religiose e patriottiche. Dedito agli studi storici, giuridici, politici e sociali, giornalista, si occupa di attività internazionali con la Commissione Europea e il Parlamento Europeo per una confederazione economica italiana. Ha conseguito otto master in diritto internazionale, diritto comunitario, diritto costituzionale europeo, geopolitica dell’energia, intelligence e servizi segreti etc. Insignito di numerose Lauree Honoris Causa in Scienze Politiche Sociali e Storiche, il Prof. Crociani Baglioni è redattore (es. “Rivista Araldica“, da un trentennio) e collaboratore di testate politiche e storiche, innumerevoli saggi, monografie, ricerche ed atti di convegni storici e di scienze ausialiarie della storia. Autore di varie opere a soggetto storico, tra cui LABARO E MEDAGLIERE (Ed. Laurum, Pitigliano GR, 2008),  uno spaccato di storia sociale tra il Risorgimento in Umbria e Roma Capitale; TURRIZIANI ALIAS COLONNA. I ceti storici tra XVI e XX secolo (Ed. Zauli, Roma, 2005);  SMO COSTANTINIANO DI SAN GIORGIO (Ed. Zauli, Roma, 1995); LE ISTITUZIONI COMUNITARIE EUROPEE (Roma, 2010) etc.. E’ impegnato nel mondo del volontariato sociale ed umanitario per l’assistenza ai poveri, emarginati ed infermi. E’ Grand’Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Cavaliere di Grazia e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta ed insignito di massime onorificenze pontificie, nazionali ed estere. E’ membro di prestigiose istituzioni scientifiche ed accademiche nazionali ed estere. E’ Presidente dell’Istituto di Studi Storici Beato Pio IX. Membro effettivo del Collegio Araldico e dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano.

ROMA, 8 OTTOBRE 2011: LA CHIESA CATTOLICA ROMANA E L’ITALIA RENDONO OMAGGIO ALL’ARCIDUCA OTTO VON HABSBURG


L’evento centrale di inizio autunno romano sarà la Messa Pontificale per l’Arciduca Otto von Habsburg presieduta da S. Em. Rev.ma il Cardinale Walter Brandmüller.   Promosso dall’Istituto di Studi Storici Beato Pio IX del Conte  Fernando Crociani Baglioni, con l’adesione di 110 Istituzioni ed Organizzazioni italiane ed internazionali.

Cardinale Walter Brandmüller

Cardinale Walter Brandmüller

(EUROITALIA – ROMA, 13 agosto 2011. Simona C. Farcas) – Nel terzo mese del pio transito dell’Arciduca d’Austria, che segnò nel centenario arco di sua vita la riaffermazione dei valori dell’Europa cristiana. Tale fu il suo ideale, attraversando le vicissitudini delle due guerre mondiali e di un lungo dopoguerra che sembrò senza fine per la Mitteleuropa e l’Europa Orientale soggette al comunismo. E per l’affermazione dell’ideale europeistico che riunisse attorno alla speranza di un mondo di pace e riconciliazione con al centro il nostro continente, senza più conflitti e odio tra i popoli.

Il dr. Otto von Habsburg, come preferiva essere appellato rispetto alle dignità imperiali e reali che gli corrispondevano, essendo figlio ed erede dell’ultimo Imperatore d’Austria -Ungheria, Carlo I, il Beato, che molti cattolici e ortodossi appellano “il Santo”, non impostò la sua azione culturale, sociale, etica e politica alla nostalgia del glorioso trono che riunì sotto il loro scettro l’Europa lungo un millennio. Ma incoraggiò le generazioni uscite dal secolo più tragico della storia umana a guardare con fiducia ad un avvenire di riconciliazione, di pace, progresso, autodeterminazione dei popoli, socialità e concordia, gettando le basi della ricomposizione dell’Europa cristiana, nel modello confederale che riprendesse i valori antichi e le esigenze di libertà, democrazia e diritti umani recuperati dai tempi moderni. Si oppose ai totalitarismi – subendone con la sua famiglia persecuzioni, arresti, esili e sofferenze – e alle loro aberrazioni. Si oppose ad ogni ingiustizia e dittatura; sopportò con dignità il delitto di cognome, che lo escluse per lunghi anni dalla sua Patria, come tutti gli eccessi del Novecento che inflissero ai capi delle dinastie, le quali  subirono il “vae victis”, sempre difendendo la Patria dei suoi antenati, o forse le grandi e piccole patrie dell’Oecumene imperiale cristiano che la composero; legato al retaggio storico del suo nome. Oggi riposa nella Cappella dei Cappuccini nella sua Vienna accanto agli Imperatori ai Re e ai Beati della Casa d’Asburgo, nel 440° anno di salvezza dell’Europa, segnata a Lepanto da Giovanni d’Austria. La solenne Messa Pontificale del Cardinale bavarese cadrà in tale ricorrenza tanto significativa per la Cristianità, la storia europea e la storia umana.

(Simona C. Farcas)

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Per adesioni, contattare:

Segreteria organizzativa Pontificale Arciduca Otto von Habsburg
tel. 335.6605913
email: pontificale.ottovonhabsburg@gmail.com

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