IL CARDINAL VICARIO DI ROMA AGOSTINO VALLINI COMMENDATORE DELLA STELLA DI ROMANIA


L’alta onorificenza testimonia  i meriti per l’Ecumenismo e l’integrazione culturale e civile delle nazioni sorelle

Sua Eminenza  Cardinale Agostino Vallini, Vicario di Roma nella Basilica di San Vitale

Sua Eminenza Cardinale Agostino Vallini, Vicario di Roma nella Basilica di San Vitale

La Festa Nazionale dell’Unità e Indipendenza della Romania (1° Dicembre) ha assunto quest’anno per i romeni residenti in Roma e comunque in Italia, uno speciale significato, in quanto la massima istanza della Nazione ha voluto conferire ad un Principe di S.R.C. (Santa Romana Chiesa), Vicario di Roma, il Cardinale Agostino Vallini, la Commenda dell’Ordine della Stella di Romania. L’alta onorificenza rumena è stata rimessa al porporato da Sua Eccellenza l’Ambasciatore di Romania presso la Santa Sede ed il Sovrano Militare Ordine di Malta.  Solenne cornice della cerimonia civile e diplomatica è stata, dopo un pontificale presieduto dallo stesso Cardinale, la Basilica Paleocristiana dei Santi Vitale e Compagni martiri in Fovea a via Nazionale, celebre a Roma e nel mondo per gli affreschi rinascimentali del Pomarancio.

L’Ordine della Stella di Romania, istituito dal Re Carol I di Romania nel 1877, nell’alto grado di Commendatore, va a ricompensare i meriti del Cardinal Vicario di Sua Santità per la Diocesi di Roma, il quale accolse di buon grado  la richiesta dei membri romano-cattolici della Comunità romena in Roma, di godere di una Basilica per le celebrazioni di precetto in lingua, e per poter vivere una vita comunitaria in ambito religioso-culturale, sociale e civile. Queste attività da oltre un quindicennio hanno sempre trovato l’incoraggiamento e il sostegno dal Vicariato di Roma di Sua Santità, per specifico  volere dei Pontefici  Beato Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Infatti, San Vitale a Via Nazionale, già parrocchia nel cuore della capitale d’Italia, accoglie i romeni immigrati e loro famiglie per la Santa Messa di precetto.

S.E. Amb. Bogdan Tataru-Cazaban  rimette la Commenda della Stella di Romania al Card. Agostino Vallini

Roma, Basilica di San Vitale, 25 novembre 2012. S.E. Amb. Bogdan Tataru-Cazaban rimette la Commenda dell’Ordine della Stella di Romania a Sua Eminenza il Signor Cardinale Vicario di Roma Agostino Vallini

La vita spirituale della Comunità vi si svolge anche per ogni attività pastorale e necessità dei fedeli:  battesimi, prime comunioni, cresime, matrimoni e relativi corsi di preparazione vi hanno luogo insieme alle attività socio-culturali e artistiche per i giovani e le famiglie: centri d’ascolto, pellegrinaggi, sostegni all’indigenza.  Alle attività e celebrazioni liturgiche si alternano concerti  e conferenze, pellegrinaggi e visite guidate, corsi di formazione. Il Vicariato di Roma, concedendo la Basilica ha perseguito  negli anni il rafforzamento  dei rapporti tra i fedeli della Diocesi romana, le Autorità civili italiane e i romeni romano-cattolici, contribuendo così in modo molto significativo e concreto all’integrazione della comunità romena, all’assistenza, beneficienza e solidarietà.

Foto di gruppo

Il Cardinal Vicario, come i suoi Predecessori, e sempre d’intesa con la Santa Sede e la Chiesa italiana, testimoniò altresì la sua sollecitudine verso i romeni immigrati di confessione ortodossa e di rito greco-cattolico bizantino. Ciò al punto da concedere o confermare  loro chiese e strutture religiose  nell’ambito della Diocesi romana e delle Chiese suburbicarie, per il regolare svolgimento della pratica religiosa. Ciò nello spirito più alto dell’Ecumenismo e della comunione tra le chiese di Occidente e d’Oriente. Com’è altresì praticato in molte realtà ecclesiali italiane in favore delle comunità romene delle varie confessioni e riti.

Don Isidor Iacovici

Don Isidor Iacovici rivolge al Cardinal Vicario di Roma il saluto dei romeni,  nello spirito di fratellanza con i fedeli romani, che raggiungerà il Santo Padre Benedetto XVI

Gli onori di casa e l’assistenza al Pontificale veniva offerta all’Eminentissimo Cardinale, alle loro Eccellenze gli Ambasciatori di Romania presso la Santa Sede e la Repubblica italiana, ed ai rappresentanti dell’Ortodossia e della Chiesa Greco-Cattolica romena presenti e  organizzate a Roma e in Italia, dal Rev. Don Isidor Iacovici, responsabile della Missione con Cura d’Anime dei romeni di rito latino a Roma, dal Rev.mo  Mons. Daniele Micheletti, parroco della Basilica San Vitale, e dal Rev.mo Mons. Pierpaolo Felicolo, Direttore dell’Ufficio per la Pastorale delle Migrazioni del Vicariato di Roma.

La Basilica di San Vitale gremita dei romeni residenti in Roma

Roma, 25 novembre 2012,  Basilica di San Vitale gremita dei romeni residenti in Roma

I cori delle confessioni cristiane romene accompagnavano con l’organo il Pontificale,  al cui termine aveva luogo la cerimonia di imposizione della decorazione di Commendatore  dell’Ordine della Stella di Romania al  Porporato. Gli applausi della Basilica stracolma di rumeni di ogni confessione nei costumi nazionali, testimoniavano il giubilo per l’onorificenza conferita dalla Nazione romena all’alto rappresentante della cattolicità, nel segno della collaborazione all’insegna dei valori cristiani nella fratellanza ecumenica .

Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni
Cavaliere di Grazia e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta

N.B.: Tutti i diritti di riutilizzo delle foto sono riservati all’Episcopia Romano-Cattolica di Iasi.

Altre immagini del Pontificale e della cerimonia diplomatica, qui.

PIO XII DIFENSORE DEGLI EBREI, SMASCHERATI CALUNNIATORI


Nel suo articolo “Lo storico ebreo Krupp: : la leggenda nera contro Pio XII è alla fine”, Mattia Ferrari  scrive: “Verrà il momento in cui le leggende nere su Pio XII finiranno?

Secondo Gary Krupp, ebreo, storico e fondatore dell’organizzazione Pave The Way Foundation, i tempi sono ormai vicini. Il sito dell’associazione (www.ptwf.org) ha raccolto ormai circa 76000 pagine di materiali originali, oltre alle testimonianze oculari e ai contribuiti di studiosi internazionali di rilievo, che smontano una ad una tutte le leggende nere sul conto di Pacelli.

«Non c’è alcun fondamento documentato nelle loro accuse», ha affermato il ricercatore ebreo. Al contrario, sono parecchie le prove che giocano a favore di Pio XII: dal suo aiuto all’espatrio agli ebrei in fuga dalla Germania, al loro nascondiglio durante la razzia del 16 ottobre del ’43 a Roma, dalle sue trame contro Hitler fino al rischio di essere lui stesso deportato.

 Continua….”

In calce all’articolo di Ferrari, il Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni così commenta e porge ricordi storici familiari e personali:  “Rendo omaggio allo storico GARY KRUPP Presidente di Pave the Way Foundation, Commendatore dell’Ordine Pontificio di S. Gregorio Magno, per la sua straordinaria fatica, raccogliendo 76 mila pagine di documenti, a comprova dei grandi meriti di PIO XII, e smentita delle vergognose calunnie mosse contro Sua Santità, ordite dal KGB in odio all’azione antibolscevica della Chiesa Cattolica Romana.

Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni

Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni

Gary Krupp, storico ebreo, in uniforme di Comm. con placca di S. Gregorio Magno

Gary Krupp, storico ebreo, in uniforme di Comm. con placca di S. Gregorio Magno

Ne invieremo copia in dono all’On. Gianfranco Fini, il quale si abbandonò ad un inaudito attacco alla memoria del Servo di Dio Pio XII; accodandosi così ad una canèa di comunisti, massoni, sionisti estremisti, i quali alimentarono per mezzo secolo le calunnie propagate contro Sua Santità, regnante e da morto, dal KGB.

Ciò nonostante i ringraziamenti solenni, la grata testimonianza e l’omaggio reso dallo Stato d’Israele, fin dalla sua costituzione, al Romano Pontefice Eugenio Pacelli, per la Sua strenua difesa degli israeliti dalla persecuzione nazista. Ricordiamo in particolare il rifugio, l’asilo che la Chiesa Romana, per ordine del Papa, (nelle basiliche, parrocchie e canoniche, monasteri, ospedali e case religiose, zone extraterritoriali) offrì agli israeliti romani dopo la razzìa del 16 ottobre 1943. Ricordiamo l’incursione delle SS del ten.col. Kappler, in spregio del diritto internazionale, nella Basilica e monastero di S. Paolo, dove i Benedettini nascondevano centinaia di ebrei. Pio XII espose così la Sua persona e la Santa Sede al rischio di gravissime ritorsioni, continuando impavido la Sua opera di soccorso e difesa dei perseguitati, coloro che il Beato Giovanni Paolo II chiamò poi “fratelli maggiori”. Onore alla memoria di Pio XII, lo ieratico, Pastor Angelicus, Defensor Civitatis, atteso alla gloria degli Altari.”

Conte Fernando Crociani Baglioni

Conte Fernando Crociani Baglioni

Inoltre, continua Crociani Baglioni, “ricordo quando a Roma, alla Messa di Funerale del nostro Parroco emerito di San Benedetto, Rev. Don GIOVANNI GREGORINI, il paterno direttore spirituale della mia infanzia, adolescenza e giovinezza, un anziano negoziante israelita di via Ostiense, presente con la sua famiglia, volle prender la parola alla fine del rito. ANGELO PAVONCELLO, amico dei miei genitori, rese testimonianza ed eterna gratitudine al Canonico Don GIOVANNI GREGORINI, per esser stato salvato con la sua famiglia, dal caro Parroco, durante l’occupazione tedesca di Roma e l’infuriare delle razzìe delle SS, nascosto nella Canonica di San Benedetto a via del Gazometro. Questo asilo, come in innumerevoli altri casi, nelle basiliche, parrocchie, conventi, case religiose, ma anche nelle private abitazioni di molti laici romani (tra i quali mio nonno di cui ho l’onore di portare il nome, v. mio libro “Labaro e Medagliere”, Ed. Laurum, 2008), fu offerto per volontà di Papa Pio XII, da tutte le strutture del Clero romano. Ciò con grave rischio, sfidando le minacce naziste.”