Moldavia e Moldova: Che ne pensa l’Accademia della Crusca?


Quesito:

Giancarlo T. da Bologna, Mauro B. da Lisbona, Claudio O. e Luigi F. da Roma, Carlo D. B. da Milano chiedono chiarimenti sul recente affermarsi, in italiano, di Moldova per indicare la Repubblica Moldava, la regione della Romania conosciuta come Moldavia e il fiume solitamente indicato con Moldava: qual è la storia di questi nomi? Perché si registra un tale cambiamento? Quale denominazione è più “corretta”?

Moldavia e Moldova

 

La Repubblica Moldava è uno degli Stati più occidentali, insieme all’Ucraina e ai Paesi baltici, tra quelli divenuti indipendenti dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica.

Storicamente con Moldavia s’intende la regione storica la cui porzione occidentale è compresa nell’attuale Romania, mentre la parte orientale più estesa (Bessarabia e Transnistria) costituisce uno Stato indipendente stretto tra la Romania (di cui era parte integrante nel periodo tra le due guerre mondiali) e l’Ucraina. Vi si parla romeno, ma lingua ufficiale durante il periodo di appartenenza all’Unione Sovietica fu il russo, poi lo fu il romeno e oggi sono ufficiali entrambe le lingue dopo le proteste della popolazione della Transnistria, in maggioranza russofona. Il romeno di Moldavia viene considerato un dialetto del dominio dacoromanzo, ma è fortemente influenzato, specie sul piano lessicale, dalla lingua russa.

La premessa linguistica è necessaria per comprendere l’attuale competizione tra i coronimi Moldavia e Moldova. Moldavia è il nome classico latino, idronimo prima che nome di un popolo e della terra da esso abitata, comune alle lingue romanze e ad alcune non romanze (francese Moldavie, spagnolo, inglese e polacco Moldavia, catalano Moldàvia, tedesco Moldavien, ungherese Moldávia, ecc.) ed è – come si è detto – il nome usato in russo e dunque per la Repubblica Socialista Sovietica. Moldova è invece la forma tipica del romeno. Riacquistata l’indipendenza ufficialmente il 27 agosto 1991, il governo moldavo ha attribuito allo Stato la dizione Moldova (ufficialmente: Republica Moldova) con spirito evidentemente nazionalistico e antisovietico, chiedendo ai governi degli altri Paesi di usare in ogni contesto questa denominazione della nuova repubblica. Da notare che, nelle lingue ufficiali delle Nazioni Unite, Moldova è utilizzato come sostantivo (inglese Republic of M., francese République de M., spagnolo República de M., ecc.).

In Italia per secoli si è usata la sola forma classica. È stato in occasione dell’incontro di calcio a Chişinău, capitale moldava, tra la nazionale locale e quella italiana, il 5 ottobre 1996, che la questione toponomastica è balzata agli onori delle cronache: giornalisti e radiotelecronisti hanno infatti usato chi Moldavia e chi Moldova, parlando anche di calciatori ora moldavi ora moldovi. In data 6 ottobre 1996, per esempio, “la Repubblica” annunciava in un sottotitolo “Battuta la modesta Moldova […]”; la voce è ripetuta 18 volte alle pp. 47-48 (e una volta nell’occhiello di p. 1), e quattro volte figura l’etnico moldovo/-a, in due occasioni riferito al sostantivo Repubblica. Al contrario, lo stesso giorno il “Corriere della Sera” informava in un sottotitolo: “[…] in Moldavia decide tutto la testa dell’attaccante” e ricorreva 12 volte (p. 43) più tre in prima pagina l’aggettivo/etnico moldavo.

Da allora gli allotropi sono stati usati indifferentemente; nessuno impedisce di trasformare la Moldavia in Moldova anche in Italia, fermo restando che tale scelta equivale a chiamare France la Francia, Deutschland la Germania, Sverige la Svezia, Suomi la Finlandia, e così via.

Per quel che riguarda il relativo etnico, moldavo prevale nettamente su moldovo, nella comune esperienza e nel ricorso ai motori di ricerca in rete: moldovo è infatti un neologismo basato sulla forma romena del coronimo, ma in romeno l’aggettivo relativo suona moldovean, plurale moldoveni (cfr. Institutul de Lingvistica “Iorgu Iordan”, DEX, Dictionar explicativ al Limbii Române, Bucureşti, Univers Enciclopedic 1996, s.vv.) così come da Bucureşti si ha bucureşteni, da Timişoara timoşoreni, da Braşov braşoveni, da Ardeal (ossia la Transilvania) ardeleni o da Basarabia basarabeni (trattasi di una suffissazione slava antica, ormai parte integrante della lingua romena). La medesima suffissazione si riscontra nei derivati moldovenesc/-ească, moldovenism, moldovenizare, ecc. La prevalenza della forma con -a- è comune alla maggioranza delle altre lingue: spagnolo e portoghese moldavo, francese e inglese moldave, tedesco moldawisch, croato moldavac, ceco moldavan, polacco mołdawski, svedese moldavisk, ecc.

Potrà aggiungersi che con la medesima coppia allotropica Moldavia/Moldova è chiamato il fiume che nasce dai Carpazi orientali e si getta (indirettamente) nel Mar Nero, mentre il quasi identico e più noto idronimo Moldava è relativo al fiume che attraversa Praga (Vltava in ceco, Moldau in tedesco, in italiano anche Mòldava proparossitono).

In sintesi, la recente concorrenza che Moldova esercita in italiano a Moldavia è favorita, da un lato, dalla facilità con cui anche Moldova si adatta alla fonomorfologia e alla pronuncia italiana, dall’altro lato, dall’insistenza con cui le istituzioni moldave o moldove hanno chiesto che il nome della nuova repubblica fosse quello espresso in romeno. Questa scelta potrebbe tuttavia avere il vantaggio di distinguere il nome dello Stato attuale da quello della regione storica o dalla parte di questa che è compresa nella Romania.

 

Enzo Caffarelli

9 maggio 2017

28 giugno 1940: L’aggressione sovietica alla Romania con occupazione della Bessarabia


Venerdì, 3 luglio, alle ore 17, a Roma, presso il Centro Studi italo-francesi in piazza Campitelli, si terrà la Commemorazione del 75° anniversario dell’occupazione sovietica della Bessarabia e Bucovina del Nord, regioni storiche romene.

Basarabia_rapita

Intervengono  Prof. Francesco Guida dell’Università Roma Tre, Prof.ssa Eugenia Bojoga dell’Università Babes-Bolyai di Cluj-Napoca, Prof. Mihai Barbulescu, Direttore dell’Accademia di Romania in Roma, la scrittrice Eugenia Bulat, la Dott.ssa Tatiana Ciobanu, dell’Associazione Dacia e numerosi altri cultori e studiosi italiani e della diaspora romena, oltre a giovani studenti romeni e moldavi a Roma.
Saranno esposti, libri, un percorso fotografico sul periodo storico, e una presentazione video.

“L’annessione della Bessarabia alla Romania, riconosciuta dagli Alleati con il trattato di Parigi del 28 ottobre 1920, non lo fu mai invece formalmente dalla Russia. Il protocollo aggiuntivo segreto del patto di non aggressione russotedesco del 23 agosto 1939 conteneva un richiamo dell’URSS ai “suoi interessi” in Bessarabia, per i quali la Germania dichiarò un “completo disinteresse politico”, in cambio del riconoscimento russo dei suoi interessi economici nella Romania ad occidente del Prut. La controversia venne quindi posta esplicitamente per la prima volta da Molotov, nel discorso pronunciato il 29 marzo 1940.

Il 23 giugno, Molotov improvvisamente dichiarò all’ambasciatore di Germania a Mosca che la questione non poteva essere ulteriormente differita. Il 25 la Germania inviò istruzioni all’ambasciatore a Mosca per una riconferma del disinteresse tedesco per la Bessarabia. Berlino insistette soltanto sulla soluzione pacifica della questione con la Romania, impegnandosi di consigliare Bucarest perché le richieste russe venissero accolte. Mosca unì alla richiesta della Bessarabia anche quella della Bucovina, cui Berlino consentì ugualmente, ottenendo soltanto la limitazione delle aspirazioni sovietiche alla parte settentrionale di quella regione. Ottenuto in tal modo il disinteresse tedesco ai sensi degli accordi dell’agosto 1939, il 26 giugno Molotov rimise un ultimatum con termine di 24 ore al ministro di Romania a Mosca. La risposta romena, che chiedeva di negoziare la cessione, fu ritenuta insufficiente da Mosca, che replicò domandando lo sgombero delle due regioni entro 4 giorni. Alle ore 11 del 28 fu rimessa a Mosca l’accettazione romena, mentre nella stessa mattinata le truppe sovietiche varcavano il Dniestr. L’occupazione dei territorî ceduti (circa 50.000 kmq. con 3.650.000 ab.) terminò il 3 luglio. Successivi accordi russo-tedeschi definirono il trasferimento in Germania dei 100.000 Tedeschi di Bessarabia e della Bucovina settentrionale.

L’intervento romeno nella guerra contro la Russia (27 giugno 1941), portò alla rapida rioccupazione delle provincie perdute. Ma la loro reintegrazione fu di breve durata. La resa della Romania e il conseguente armistizio del 23 agosto 1944 ristabilirono i confini del 28 giugno 1940 (art. 4 dell’armistizio). L’art. 1 del trattato di pace tra le Nazioni Unite e la Romania, firmato a Parigi il 10 febbraio 1947, sanzionò l’appartenenza alla Russia della Bessarabia e della Bucovina settentrionale. La Bessarabia fu in gran parte annessa alla repubblica federata di Moldavia. La Bucovina settentrionale e i tre distretti della Bessarabia meridionale di Hotin, Akkerman e Ismail furono invece annessi alla repubblica sovietica di Ucraina.”

Bibl.: G.B. Festari, La Bessarabia, Milano 1940; Nazi Soviet Relations 1939-41, trad. in Relazioni Internazionali, 1948, fasc. 8; G. Gafencu, preliminari della guerra all’Est, Milano 1947. Fonte: Treccani.it

volantino_28_giu_1940

Roma, 12 – 14 aprile: “Il sorriso del cinema rumeno “


 Dal 12 al 14 Aprile con l’evento dedicato alla Romania si svolge il terzo appuntamento di Karawan, il festival che parla di immigrazione, integrazione e incontro tra culture in modo ironico, divertente, festoso. E per farlo non a caso ha scelto Torpignattara: uno dei quartieri più multietnici della città, ricco di contraddizioni e sfumature ma anche di ricchezze e grandi risorse che rendono unico questo pezzo di Roma.

Combination of Image:Flag of Romania.svg and I...

 

Venerdi’ 12 aprile, ore 19,30 Proiezione del film “Nuntă în Basarabia” – “Il mio matrimonio in Bessarabia” (regia Nap Toader, 2009)

Sabato 13 aprile, ore 18,30 Presentazione della mostra di pittura “Il corpo ritrovato – Corpul regãsit” . Mostra collettiva dei borsisti dell’Accademia di Romania: Marius Ovidiu BURHAN, Claudia MANDI, Iulia Natalia MORCOV, Leontina ROTARU, Matei Luca STOIAN.

Sabato 13 aprile, ore 19,30 Proiezione del film “Amintiri din epoca de aur – Raccontidell’età dell’oro” (di. H. Hoefer, C. Mungiu, C. Popescu, I. Uricaru, R. Marculescu, 2009)

Domenica 14 aprile, ore 19,30 Proiezione del film “Despre oameni şi melci” -” Le lumachee gli uomini” (regia Tudor Giugiu, 2012)

TUTTI I FILM HANNO I SOTTOTITOLI IN LINGUA ITALIANA

Casa della Cultura  a Villa DE SANCTIS

Torpignattara, Roma (via Casilina 665)

 Ingresso libero. 

Tutte le informazioni: http://www.karawanfest.it/

sorriso_cinema_rumeno

27 marzo 1918. Anniversario dall’unione della Bessarabia, l’odierna Moldova, al Regno della Romania


The regions of the historical principality of ...

Image via Wikipedia

L’unione della Bessarabia con la Romania nel 1918 fu riconosciuta da GermaniaItaliaFrancia, ma non dall’Unione Sovietica che si rifiutava di accettare il distacco di un territorio già appartenuto all’Impero Russo, pur se avvenuto sulla base della volontà della maggioranza dei suoi abitanti.

***
Repubblica Moldova ha una popolazione stimata di circa 4.320.490 abitanti. Già parte del Principato di Moldova, nel 1812 entrò a far parte dell’Impero Russo; in seguito alla dissoluzione di questo, nel 1918 si unì alla Romania. Venne nuovamente annessa dall’Unione Sovietica nel 1940 subendo diverse traversie durante la seconda guerra mondiale. Dal 1944 al 1991 fu una Repubblica Socialista Sovietica. Il 27 agosto 1991 dichiarò l’indipendenza dall’Unione Sovietica. Capitale dello stato è la città di Chişinău (con una popolazione stimata di 610.946 nel 2007).

BIBLIOGRAFIE in italiano

Alberto Basciani “La difficile unione. La Bessarabia e la Grande Romania (1918-1940)”, 2007
476 p., ill., brossura, 2 ed. EditoreAracne

La Bessarabia, regione etnicamente a prevalenza romena compresa tra i fiumi Prut e Dniestr, dal 1812 al 1918 fece parte della Russia che vi promosse una progressiva politica di snazionalizzazione. Dopo la fine del primo conflitto mondiale costituì motivo di forti contrasti e tensioni tra la Romania, alla quale era stata annessa, e l’Unione Sovietica. In questa seconda edizione ampliata e riveduta, l’autore ripercorre la complessa e controversa vicenda dell’integrazione della regione nell’ambito del nuovo Stato romeno e le ragioni che nel giugnoluglio 1940 non ne permisero una valida difesa quando, in virtù del protocollo segreto contenuto nel Patto Molotov-Ribbentrop, l’URSS dopo un perentorio ultimatum, la occupò militarmente avviando il processo di sfaldamento della Grande Romania.

 

CONCERTO ANNIVERSARIO A BUCAREST

A 20 anni dalla sua prima presenza a Bucarest, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Compagnia pubblica Teleradio della confinante Moldova sosterrà un concerto insieme all’Orchestra Nazionale di Radio Romania.

Il 27 marzo, nella Sala concerti “Mihail Jora” di Radio Romania, le due orchestre offriranno un concerto starordinario che si rivolge ai romeni di tutto il mondo e che sarà trasmesso in diretta dalle emittenti di Radio Romania, ripreso dal canale Culturale della tv pubblica romena e da Teleradio Moldova e sarà inserito nel circuito musicale dell’Unione Europea di Radio e Televisione, potendo quindi essere mandato in onda da tutte le emittenti pubbliche europee.

L’Orchestra Sinfonica Nazionale di Teleradio Moldova, diretta da Gheorghe Mustea, eseguirà brani di Tudor Chiriac, George Enescu e Ludwig van Beethoven. In prima assoluta, le orchestre di Radio Romania e Teleradio Moldova eseguiranno insieme la Rapsodia romena nr.1 in la maggiore del grande musicista George Enescu, dalla cui nascita, nel 2011, ricorrono 130 anni.

Fonte:  Culturarumena.it