Centenario di Iosif Constantin Dragan. Mecenate e benefattore: aiutò le vittime di guerre e povertà


Il 20 giugno 1917 nasceva a Lugoj in Romania Iosif Constantin Dragan (moriva a Palma di Maiorca, il 21 agosto 2008, all’età di 91 anni).

Dopo essersi laureato in Diritto a Bucarest si trasferì in Italia nel 1940 grazie ad una borsa di studio concessagli dall’Istituto Italiano di Cultura di Bucarest.

Conseguita la seconda laurea a Roma, in Scienze Politiche, egli intuì le grandi potenzialità del Gas di Petrolio Liquefatto (GPL), prodotto poco conosciuto nel dopoguerra. Si distinse da subito nelle attività imprenditoriali, fondata in Italia la ButanGas Spa, negli anni successivi estese la propria attività in vari paesi dell’Europa.

Quale esponente della diaspora rumena in Occidente, considerati gli eventi che investirono la Romania nel dopoguerra (invasione sovietica, instaurazione del regime comunista, totalitarismo, fuga di molti intellettuali nell’Europa Occidentale e nelle Americhe), cui seguì una condizione di soggezione all’egemonia sovietica e di sottosviluppo, si prodigò anzitutto per l’aiuto materiale e morale che offrì ai suoi connazionali in Italia; nonché per tutte le attività culturali che segnarono il rinsaldare l’amicizia storica tra la Romania, l’Italia e le altre nazioni latine.

Fu antesignano dell’erezione dell’Unione Europea.  Nel 1967 , diede vita alla Fondazione Europea Dragan, un’organizzazione culturale e accademica su scala continentale. Attraverso la quale passarono come docenti di corsi e master, conferenzieri ed animatori di grandi eventi di cultura e d’arte, illustri nomi della politica, statisti, capi di stato e di governo, diplomatici, ministri, scienziati, militari, storici ed operatori dell’informazione. Dando così un forte impulso alla formazione del movimento europeista e di una coscienza europea, sopratutto tra i giovani.

Già prima, nel 1950, il Prof. Dragan avviò le prime iniziative europeistiche, con la pubblicazione del Bulletin européen (il primo numero è del 15 marzo 1950, in lingua francese).  Ha dato inoltre origine a molteplici attività internazionali: università private come l’Università Europea Dragan in Romania, la Golden Age University a Milano;  corsi di specializzazione post-universitari, attività editoriali, un centro di Cibernetica e l’Associazione Europea per gli studi di Bio-Economia, la creazione di riviste specializzate, la collaborazione con l’Associazione Geo-archeologica, la realizzazione del Centro di Ricerche Storiche di Venezia, il Centro Europeo di Studi Traci, il CERMA (Centro Europeo di Ricerche Mediche Applicate), l’organizzazione di cicli di conferenze e simposi internazionali su aree tematiche culturali e scientifiche diverse: storia, scienze politiche, beni culturali, medicina, archeologia, diritto umanitario, cooperazione giuridica internazionale, scienze umane, dialogo tra le religioni, bioeconomia e altre.

Conseguì le massime onorificenze italiane e di numerose nazioni europee. Tra cui la  Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana  e la Medaglia d’oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell’arte . Nonché numerose lauree honoris causa e cittadinanze onorarie da università e città romene.

A testimonianza di tanta generosità e meriti umanitari, sia quale mecenate che come benefattore. Dal 1969, come narra  il  Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni, allora giovanissimo, militando nella Guardia Palatina d’Onore di Sua Santità, a capo di un gruppo romano di apostolato missionario, insieme al Colonnello Dott. Gabriele Marrone. I quali si prodigavano nel raccogliere e selezionare per patologie,  da medici e farmacisti, come dai primari ospedali romani,  farmaci e materiali sanitari da destinare alle missioni in Africa e nel Medio Oriente.

Il gruppo di giovani volontari cattolici si avvalsero delle vaste relazioni, pubbliche, private e professionali, nonché delle personali donazioni del Prof.  Iosif Constantin Dragan, per poter trasferire tali e tanti materiali di aiuto sanitario, sopratutto salvavita, a titolo gratuito a destinazione. Furono donati e distribuiti a tonnellate, per anni, a missioni, ospedali, scuole, dispensari, parrocchie. Anche in Palestina, da poco uscita dalla guerra del 1967, tramite i Francescani della Custodia di Terra Santa.

La biblioteca della nostra Associazione Italia Romania Futuro Insieme, ha ricevuto recentemente la donazione di un cospicuo quantitativo di libri e opere scientifiche di grande pregio, dalla Golden Age Dragan University di Milano; emanazione della Fondazione Europea Dragan istituita dallo stesso Prof. Giuseppe Costantino Dragan. Cui va nel centenario della nascita, la gratitudine nostra e di tutti i romeni d’Italia.

Associazione IRFI “Italia Romania Futuro Insieme”

Roma, 20 giugno 2017

 

Il romeno d’Italia, un messaggio di grande attualità per vivere meglio

 

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Romania, vent’anni di presenza salesiana


(ANS – Costanza, Romania) – Spirito di vero oratorio salesiano, riconoscenza dalla Chiesa locale, dalla società e dalla popolazione, insieme a piccoli segni di un carisma che si va radicando: sono stati questi i tratti salienti della presenza salesiana in Romania e Moldavia, che il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, ha potuto conoscere nella sua visita a Costanza, a motivo dei 20 anni dell’opera.romania

di Gian Francesco Romano

Don Á.F. Artime è giunto a Costanza nella serata di venerdì 30 settembre, in contemporanea con l’inizio del fine-settimana di celebrazioni organizzato dai ragazzi del locale Movimento Giovanile Salesiano; appena giunto ha ricevuto un caloroso saluto dai giovani rumeni, alcuni dei quali vestiti in abiti tradizionali, e anche da una piccola delegazione di ragazzi ungheresi, accompagnati da una Figlia di Maria Ausiliatrice, giunti appositamente per incontrare il X Successore di Don Bosco. Dopo il primo benvenuto, la serata è terminata con il pensiero della “buona notte”, offerto da don Silvio Zanchetta, Delegato di Pastorale Giovanile dell’Ispettoria Italia-Nord Est – da cui dipendono le presenze in Romania e Moldavia.

Al mattino di sabato, accompagnato dal suo Segretario, don Horacio López, il Rettor Maggiore ha potuto conoscere la realtà della presenza salesiana a Costanza: un’opera autenticamente salesiana, senza parrocchia, senza una scuola, ma con un oratorio-centro-giovanile in cui Salesiani e ragazzi giocano insieme, un centro diurno che offre sostegno scolastico ai ragazzi, una casa famiglia che si occupa dei minori più bisognosi, dei laboratori professionali e informatici che danno agli allievi opportunità per il futuro.

Successivamente ha avuto luogo un momento celebrativo per l’anniversario, intitolato “Don Bosco ieri e oggi in Romania”: attraverso video e testimonianze è stato ripercorso il cammino compiuto nei 20 anni; i ragazzi del centro di Bacau si sono esibiti in spettacoli artistici ispirati al Vangelo e trasposti nella realtà odierna; e il Nunzio Apostolico in Romania e Moldavia, mons. Miguel Maury Buendía, e vari funzionari dell’amministrazione locale impegnati nei contesti giovanili, hanno ringraziato pubblicamente i Salesiani per il loro operato.

Nel pomeriggio, dopo aver incontrato i Salesiani delle 3 presenze in Romania e Moldavia, ha avuto luogo l’eucaristia presieduta dal neo-sacerdote salesiano rumeno Bogdan Baies. Don Á.F. Artime ha predicato l’omelia e, sull’esempio di santa Teresa del Bambino Gesù, di cui ricorreva la festa, ha invitato tutti i fedeli ad essere sempre radicati in Cristo.

Nella mattinata di domenica 2 ottobre, dapprima il Rettor Maggiore ha incontrato il personale e i collaboratori delle tre presenze salesiane, incoraggiandoli e ringraziandoli; quindi ha concelebrato l’Eucaristia presieduta da mons. Ioan Robu, arcivescovo di Bucarest – colui che richiese 20 anni fa la presenza dei Salesiani a Costanza. Il presule nell’occasione ha sottolineato con forza la sua riconoscenza verso i Figli di Don Bosco, per aver donato tutto, senza chiedere nulla.

Fonte: ANS

ROMANIA. LA FAMIGLIA, SFIDA COMUNE


Cattolici e Ortodossi uniti per la famiglia. A Bucarest si è svolto un incontro tra vescovi europei.
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I matrimoni misti tra cattolici e ortodossi, l’economia globalizzata che non ha cura né attenzione per i poveri né per i giovani, spesso obbligati a cercare lavoro in altre regioni del mondo, la preparazione al matrimonio seguita in una logica pastorale di accoglienza, e la pastorale della famiglia, fatta di vicinanza e di contatti personali. Di queste, e di altre sfide pastorali, hanno parlato i presidenti delle Conferenze episcopali del Sud-Est Europa nel corso del dialogo-confronto sul tema della famiglia che si è tenuto a Bucarest dal 17 al 21 aprile. L’incontro, realizzato nell’ambito delle attività del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (CCEE),haripresounatradizionedurataperoltrediecianni,fino al 2012.

“La somiglianza delle sfide pastorali e della situazione della chiesa cattolica in questi paesi – scrivono i vescovi nella nota conclusiva – è la ragione di questi incontri. Due sono gli scopi: rafforzare i rapporti di comunione ecclesiale condividendo le sfide pastorali comuni e approfondire alcune questioni riguardo al tema della famiglia in vista del prossimo Sinodo ordinario dei vescovi (ottobre 2015) e alla luce del Sinodo straordinario del 2014”.
A proposito dei matrimoni misti, i vescovi parlano di “sfide e problemi a causa delle diversità nel modo di concepire il matrimonio e la sua sacra mentalità” evidenziando il bisogno di “accompagnare le coppie in un cammino di fede, perché le differenze non conducano a un relativismo e un’indifferenza religiosa”. Quanto alle migrazioni, “grande sfida per la famiglia”, esigono una “speciale attenzione da parte della Chiesa: si spera una più stretta collaborazione pastorale tra i paesi di origine e quelli di arrivo” e “le comunità cattoliche dei paesi che accolgono gli emigrati – auspicano i vescovi – dovrebbero garantire una preparazione e poi un accompagnamento delle coppie giovani che vengono a sposarsi nei loro paesi di origine”.
La preparazione al matrimonio deve tenere conto delle “sfide poste da una cultura digitale che, permettendo l’accesso a una vasta informazione, non sempre è integrata in una personalità matura capace di prendere decisioni definitive e assumere la responsabilità di una famiglia”. “Motivo di speranza” è invece “la presenza di gruppi di famiglie e di quei movimenti che hanno un carisma speciale dedicato alla famiglia e che costituiscono una risorsa fondamentale della pastorale della famiglia”, scrivono i vescovi ricordando le parole di Papa Francesco nel Messaggio della III Assemblea generale straordinaria del sinodo dei vescovi: “La famiglia cristiana si fonda, cresce e si sviluppa con l’Eucaristia domenicale, quando con tutta la Chiesa, la famiglia si siede alla mensa del Signore. Egli si dona a tutti noi, pellegrini nella storia verso la meta dell’incontro ultimo quando ‘Cristo sarà tutto in tutti’ (Col 3,11)”.
Fonte: Pontificium Consilium Pro Familia, Newsletter Numero 25 – maggio 2015.

ROMANIA, LETTERA APERTA AL SINDACO DI BUCAREST, DR. SORIN OPRESCU


Dr. Sorin Oprescu

Sindaco di Bucarest

Romania

Ecc.mo Signor Sindaco,

ZILELE BUCURESTIULUI - SORIN OPRESCUCome cittadini della diaspora, come intellettuali della giovane Romania, ci rallegra aver visitato in queste festività pasquali i cimiteri della Capitale, curati, puliti, vigilati da solerti guardie. Così come i monumenti agli eroi della patria di tutte le guerre etc.
Ma quanta desolazione quando si scende nelle metropolitane, come quella di Piaţa Unirii. Pare un bazar medio-orientale. Dove presunte bottegucce smerciano stracci e paccottiglia. Emergendo alle piazze del centro storico della Capitale, notiamo con piacere la pulizia e le belle caffetterie e ristoranti, che segnano il contrasto con il degrado di una realtà sotterranea arretrata di un secolo.


Che bello sarebbe vedere in superficie uno stuolo di carrozze a cavalli, per offrire ai turisti e visitatori stranieri il fascino della Capitale rumena, che rimandi alla nostra storia e alle nostre tradizioni.
Gli autobus sono inverosimilmente affollati da gente che lavora, ma anche da gente perditempo che ne minaccia la sicurezza.
Noi vorremmo chiederVi di offrirci l’immagine di una Capitale elegante e sicura, sobria ed orgogliosa della sua, nostra storia. Gli ambulanti abusivi e molesti non la migliorano.
Noi vorremmo una Capitale che desse al visitatore straniero la certezza di trovarsi nella più importante Capitale dell’ area carpatico – danubiana. E non il Paese appena uscito dalla nostra ancora incompiuta Rivoluzione ?

Abbiamo visitato com’è nostro dovere il Cimitero dei Martiri della Rivoluzione del 1989. I ragazzi, gli studenti, i soldati, gli operai… caduti in una Vigilia Natalizia che avrebbe dovuto essere una Vigilia di candore, di gioia e di speranza cristiana, e che invece si tradusse in un’orgia di ferocia e di sangue per i fratelli caduti, per i martiri assassinati, per le famiglie gettate nel lutto e nella disperazione.


Non Vi appaia retorico né men che meno demagogico che Vi si chieda di cambiare con piccole attenzioni l’immagine della Capitale di cui rivestite la magistratura, anche nel nome di quegli eroi che caddero chiedendo Libertà e Democrazia, ed una Romania degna della sua Storia, della sua Cultura, della sua Civiltà Cristiana, della sua Identità europea sui contrafforti della nostra Europa.

Testo e foto: Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas ©

Bucarest, 7 aprile 2015

SCRISOARE DESCHISĂ: Primarul Oprescu apără Cathedral Plaza

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Cimitero Eroi Martiri della Rivoluzione del 1989 a Bucarest.

Cimitero Eroi Martiri della Rivoluzione del 1989 a Bucarest.

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Luogo di sepoltura del Mons. Beato VLADIMIR GHYKA (1873-1954)

Luogo di sepoltura del Mons. Beato VLADIMIR GHYKA (1873-1954)

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Capela din Cimiterul Bellu Catolic

Cappela  Cimitero Bellu Cattolico di Bucarest

 

 

Bucureşti, Piaţa Unirii. Bucarest, Piazza dell'Unita'

Bucureşti, Piaţa Unirii. Bucarest, Piazza dell’Unita’

 

Metropolitana di Bucarest - Piaţa Unirii (piazza dell'Unita')

Metropolitana di Bucarest – Piaţa Unirii (piazza dell’Unita’)

Metropolitana di Bucarest - Piaţa Unirii (Piazza dell'Unita')

Metropolitana di Bucarest – Piaţa Unirii (Piazza dell’Unita’)

Romania. Bucovina, Moldova, Bessarabia: Riunificazione ineluttabile


Congresso della diaspora unionista – Bucarest, Palazzo del Parlamento, 3 – 5 aprile 2015.

Bucarest 033Trascorse tre generazioni dalla unificazione della Patria rumena, deve intendersi certamente ineluttabile per i nostri destini di Nazione, quanto altresì inderogabile, essendo cessate ove mai esistite le cause imposte dai nemici che vollero dividerci con l’ uragano della Seconda Guerra Mondiale. Crediamo che questa ragione di principio possa essere condivisa da tutti i nostri connazionali al di qua e al di là dalla illegittima frontiera.
Siamo un’unica Nazione. Unica è la lingua, unica la fede e la cultura. Unica la bandiera e la nostra storia unitaria. Comuni i costumi, comuni le tradizioni, le feste, le sagre, i nostri poeti e letterati. I nostri santi e i nostri eroi. Le nostre basiliche, i nostri monumenti e santuari. Le nostre leggende e le nostre canzoni , che sciogliamo al vento che spira dai nostri Carpazi al Danubio e dalla Moldova alla Vallacchia, dalla Transilvania alla Bucovina, Bessarabia, Maramures, Banato, Crisana, Transnistria sino alla Dobrugia sul Mar Nero.


Bucarest 042Chiediamo al Capo dello Stato e al Governo di intraprendere quelle politiche idonee a conseguire la riunificazione nei modi pacifici ma decisi, pacifici ma corroborati da dignità e fermezza, forti dell’ onore nazionale e del patriottismo di tutti i rumeni degni di questo nome, degni questo titolo. Blu- giallo- rosso sia innalzata la nostra nobile bandiera, blu- giallo- rosso sia il nostro orizzonte. A Nord e ad Oriente e a Sud della nostra unica ” Romania Mare “. Bucarest 058
Non ci soffermiamo ulteriormente sulle ragioni economiche che suffragano i nostri diritti al benessere che un’ economia unificata ed il giusto, legittimo uso comune delle risorse della nostra generosa , del nostro rigoglioso ambiente naturale. In quanto tutti i nostri connazionali sanno che la riunificazione ci donerebbe la ricchezza anche economico-finanziaria di una patria solidale, di uno stato libero, democratico, sociale. Dove collaborazione e sussidiarietà tra ogni classe sociale ed ogni ceto culturale e morale segnerebbero con la giustizia uguale per tutti, la libertà e la dignità di tutti.

Bucarest 059
Proponiamo , nel territorio della attuale Repubblica Moldova , un referendum per la riunificazione nazionale sotto il controllo delle Nazioni Unite ed una Commissione internazionale di cui la Romania e l’ UE siano parti integranti. Ove la Russia chiedesse di far parte di detta commissione chiediamo anche che gli USA ne facciano parte.
Il referendum dovrà dunque per la sua validità sul piano del diritto internazionale garantire la sua regolarità e imparzialità.
L’ autodeterminazione dei popoli sia il principio determinante della riunificazione della nostra Nazione.
Prut
Non abbiamo bisogno di invocare altri esempi o precedenti nella storia europea. Valgano per tutti il diritto delle genti, il diritto internazionale, i principi di libertà e giustizia.
di Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas

 

Cărtureşti, Bucureşti. Nuova bellissima biblioteca in Romania


Il Carosello Cărtureşti, chiamato anche “Il Carosello di Luce”, è un monumentale edificio del XIX secolo che è stato trasformato in uno splendido gioiello architettonico. Si trova nel cuore di Bucarest, su una lunga e fervida strada, in una zona con bar e pub.

Circondato da negozi di abbigliamento bohemien, tradizionali e di lusso, questa libreria riesce a fondersi con il suo stile innovativo ed elegante.

La biblioteca dispone di 6 piani, dove si possono trovare più di 10.000 libri, 5.000 album e DVD. C’è un bistrot al piano superiore, uno spazio multimediale nel seminterrato e una galleria dedicata all’arte moderna al primo piano. Questo spazio ospiterà anche numerosi eventi culturali e concerti.

Indirizzo: Strada Lipscani, 55 – 030033 Bucarest, Romania
Tel. +40 728 828 922
Orari: Lunedì – Mercoledì 10–22
Giovedì – Domenica 10–00
Web: http://carturesticarusel.ro/

Fb: Carturesti Carusel 

Cărturești Carusel

O clădire-monument din centrul istoric al Bucureștiului își redeschide ușile după un sfert de secol pentru a găzdui Cărturești Carusel.
Situată pe strada Lipscani, la numărul 55, librăria se desfășoară pe șase niveluri însumând 1000mp. Cărturești Carusel este un experiment de locuire culturală a centrului vechi, oferind un spațiu pentru lectură, socializare și explorare artistică a inimii orașului. Cu un bistro la ultimul etaj, un spaţiu multimedia la subsol și o galerie dedicată artei contemporane la primul etaj, librăria se pregătește să spună o nouă poveste pe o stradă cu o vibrantă tradiție comercială.

Elegantul edificiu de secol XIX a intrat în posesia celebrei familii de bancheri Chrissoveloni în 1903, iar în perioada comunistă a fost confiscat și transformat în magazinul Familia. După 1990, imobilul a fost recuperat și reabilitat de proprietarul actual, dl. Jean Chrissoveloni, iar acum prinde viață printr-o amenajare inovatoare, dar atentă la substanța istorică, semnată de biroul de arhitectură Square One.

 

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Spello, Programma Del Festival del Cinema (28 Febbraio / 8 Marzo 2015)


“Le Professioni del Cinema” – Spello ed i Borghi Umbri, si svolgerà dal 28 febbraio all’8 marzo 2015 nella splendida Colonia Julia grazie all’organizzazione dell‘Associazione Culturale Aurora.

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Con la presentazione ufficiale del 28 febbraio, avvenuta presso la Sala della Stampa Estera di via dell’Umiltà a Roma, è stato tolto il velo alla quarta edizione del Festival del Cinema Città di Spello, Rassegna-Concorso “Le Professioni del Cinema” – Spello ed i Borghi Umbri, che si svolgerà dal 28 febbraio all’8 marzo 2015. Una manifestazione che, stando anche alle numerose presenze registrate e all’interesse generato dalla diffusione odierna, raccoglie convinti consensi anche nella Capitale e nel mondo del cinema in generale.

Nel corso della presentazione, Donatella Cocchini, Presidente del Festival del Cinema di Spello, ha dichiarato: “Quest’anno tante sono le novità rispetto alle edizioni precedenti, In primis la durata del Festival, quest’anno di ben nove giorni, ed a seguire il fatto che la manifestazione l’abbiamo aperta all’Europa, inserendo il concorso riservato appunto ai film europei per stimolare anche l’interesse del pubblico giovanile. Nel corso dell’anno abbiamo inoltre suggellato due gemellaggi con il Festival Dokument Art di Bucarest e l’International Film Festival di Spalato, ottenendo peraltro anche la partnership con l’Associazione Italian Newyorkers di NYC e con la rivista L’Idea Magazine, letta in tutti gli Stati Uniti. Inoltre continua il forte coinvolgimento dei giovani e da quest’anno ci sarà anche quello delle scuole materne attraverso laboratori/seminari studiati appositamente per loro.
Spello è e resta la sede del Festival con il Palazzo Comunale che diventa per il periodo della manifestazione il Palazzo del Cinema e all’interno del quale ospiteremo le mostre. Le altre città coinvolte sono i comuni di Montecastello di Vibio, Perugia, Torgiano, Cascia, Bevagna, Foligno, San Venanzo ed Assisi.”

Moreno Landrini, Sindaco di Spello, ha aggiunto: “Il Festival del Cinema, giunto alla sua quarta edizione, rappresenta una importante occasione per promuovere la città di Spello  e tutto  il territorio umbro.  L’amministrazione comunale ha sempre sostenuto  e creduto nella validità di questo progetto  che è cresciuto sempre di più nel corso degli anni grazie a una formula che riesce sapientemente a coniugare cultura, arte e turismo, assicurando visibilità alla nostra terra e attirando l’interesse di visitatori e dei media a livello nazionale internazionale.
Il Festival del Cinema è per noi anche una straordinaria occasione  per valorizzare i nostri centri di produzione culturale  come il Teatro Subasio e Palazzo Comunale che in questa edizione si trasformerà nel Palazzo del Cinema”.

Candidature Film:

 anime_nere– ANIME NERE di Francesco MUNZI
Storia di una famiglia criminale vista dall’interno, negli aspetti più emotivi e contraddittori, che si spingono fino agli archetipi della tragedia greca. In una dimensione sospesa tra l’arcaico e il moderno, si svolge il racconto di tre fratelli che, dal Sudamerica e dalla Milano della finanza, sono costretti a tornare nel paese natale sulle vette selvagge della Calabria per affrontare i nodi irrisolti del passato.

 

inostriragazzi– I NOSTRI RAGAZZI di Ivano DE MATTEO
Due fratelli, opposti nel carattere come nelle scelte di vita, uno avvocato di grido, l’altro pediatra impegnato e le loro rispettive mogli perennemente ostili l’una all’altra l’incontrano da anni, una volta al mese, in un ristorante di lusso, per rispettare una tradizione. Parlano di nulla: alici alla colatura con ricotta e caponatina di verdure, l’ultimo film francese uscito in sala, l’aroma fruttato di un vino bianco, il politico corrotto di turno. Fino a quando una sera delle videocamere di sicurezza riprendono una bravata dei rispettivi figli e l’equilibrio delle due famiglie va in frantumi. Come affronteranno due uomini, due famiglie tanto diverse, un evento tragico che li coinvolge così da vicino?

 

– IL GIOVANE FAVOLOSO di Mario MARTONE
Leopardi è un bambino prodigio che cresce sotto lo sguardo implacabile del padre, in una casa che è una biblioteca. La mente di Giacomo spazia, ma la casa è una prigione: legge di tutto, ma l’universo è fuori. In Europa il mondo cambia, scoppiano le rivoluzioni e Giacomo cerca disperatamente contatti con l’esterno. A 24 anni lascia finalmente Recanati. L’alta società Italiana gli apre le porte ma il nostro ribelle non si adatta.allacciate-

– ALLACCIATE LE CINTURE di Ferzan OZPETEK
Finis Terrae. Leuca, il confine. Una famiglia che sta per perdere tutto. Quattro donne diverse tra loro ma legate in modo indissolubile alla natura e ai luoghi che amano più di qualsiasi altra cosa. La loro casa, la terra alla quale appartengono. La crisi economica sembra distruggere tutto, compresi i legami. Ma loro non ci stanno. C’è un modo per contrastare tutto ciò. C’è da guardare davvero a ciò che si possiede. I beni dei quali, a volte, il mondo si dimentica. Per sentirsi “in grazia di Dio”.

 

LastSummer– LAST SUMMER – L’ULTIMA ESTATE di Leonardo GUERRA SERÀGNOLI
Il film racconta di una giovane donna giapponese che ha quattro giorni per dire addio al figlio di sei anni, di cui ha perso la custodia, a bordo dello yacht della facoltosa famiglia occidentale dell’ex-marito. Sola con l’equipaggio, che ha il mandato di sorvegliarla a vista, la donna affronta la sfida di ritrovare un legame col bambino prima di doversene separare per molti anni.

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– LE MERAVIGLIE di Alice ROHRWACHER
L’estate di quattro sorelle capeggiate da Gelsomina, la primogenita, l’erede del piccolo e strano regno che suo padre ha costruito per proteggere la sua famiglia dal mondo “che sta per finire”. E’ un’estate straordinaria, in cui le regole che tengono insieme la famiglia si allentano: da una parte l’arrivo nella loro casa di Martin, un ragazzo tedesco in rieducazione, dall’altro l’incursione nel territorio di un concorso televisivo a premi, “il paese delle Meraviglie”, condotto dalla fata bianca Milly Catena.

 

senza-pieta– SENZA NESSUNA PIETÀ di Michele ALHAIQUE
Mimmo vorrebbe fare solo il muratore, perché gli piace più costruire palazzi che rompere ossa. Invece recuperare crediti, con le cattive, è parte integrante del suo mestiere, almeno secondo il signor Santili, suo zio nonché datore di lavoro. Mimmo vive in un mondo feroce dove si rispettano regole e ruoli, se si vuol tirare a campare senza problemi: giusto o sbagliato che sia, è l’unico mondo che conosce. Tutto cambia quando nella sua vita irrompe Tania, una ragazza bellissima che il Roscio, il suo migliore amico, ha “rimediato” come intrattenimento per Manuel, il figlio di Santili. Costretti da un imprevisto a passare la notte insieme, Mimmo e Tania si scopriranno uniti dal bisogno di sentirsi amati e dalla voglia di sfuggire a un destino già segnato. Ma non si può sperare in una nuova vita senza fare i conti con la vecchia.smetto-quando-voglio-locandina

– SMETTO QUANDO VOGLIO di Sydney Sibilla
Pietro Zinni ha trentasette anni, fa il ricercatore ed è un genio. Ma questo non è sufficiente. Arrivano i tagli all’università e viene licenziato. Cosa può fare per sopravvivere un nerd che nella vita ha sempre e solo studiato?
L’idea è drammaticamente semplice: mettere insieme una banda criminale come non se ne sono mai viste. Recluta i migliori tra i suoi ex colleghi, che nonostante le competenze vivono ormai tutti ai margini della società, facendo chi il benzinaio, chi il lavapiatti, chi il giocatore di poker. Macroeconomia, Neurobiologia, Antropologia, Lettere Classiche e Archeologia si riveleranno perfette per scalare la piramide malavitosa. Il successo è immediato e deflagrante, arrivano finalmente i soldi, il potere, le donne e il successo. Il problema sarà gestirli…

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– IL CAPITALE UMANO di Paolo VIRZI’
I progetti faciloni di ascesa sociale di un immobiliarista, il sogno di una vita diversa di una donna ricca e infelice, il desiderio di un amore vero di una ragazza oppressa dalle ambizioni del padre. E poi un misterioso incidente, in una notte gelida alla vigilia delle feste di Natale, a complicare le cose e a infittire la trama corale di un film dall’umorismo nero che si compone come un mosaico. Paolo Virzì stavolta racconta splendore e miseria di una provincia del Nord Italia, per offrirci un affresco acuto e beffardo di questo nostro tempo.

 

 

Film Europei 2015

gloria– GLORIA
REGIA: Sebastián Lelio ATTORI: Paulina García, Sergio Hernández, Diego Fontecilla, Fabiola Zamora, Coca Guazzini,Hugo Moraga

Gloria è una cinquantottenne che si sente ancora giovane. Cercando di fare della sua solitudine una festa, trascorre le notti in cerca d’amore in sale da ballo per adulti single. La sua fragile felicità viene però a galla il giorno in cui incontra Rodolfo. L’intensa passione che nasce tra loro spinge Gloria a donare tutta se stessa, come se sentisse che questa è la sua ultima occasione, facendola volteggiare tra speranza e disperazione. Gloria dovrà ritrovare il controllo di sé e attingere ad una nuova forza per scoprire che ancora una volta riuscirà a brillare più che mai.

moliereMoliere in bicicletta
REGIA: Philippe Le Guay ATTORI: Fabrice Luchini, Lambert Wilson, Maya Sansa, Camille Japy, Ged Marlon, Stéphan Wojtowicz, Annie Mercier, Christine Murillo, Édith Le Merdy, Patrick Bonnel

Serge ha abbandonato la carriera d’attore per ritirarsi in una casetta sull’Île de Ré, dove vive come un eremita. A interrompere il suo burbero isolamento arriva Gauthier, amico e collega sulla cresta dell’onda, che gli propone di recitare insieme a teatro Il misantropo di Molière. Serge è scettico, ma chiede a Gauthier di restare qualche giorno per provare entrambi la parte del protagonista, Alceste. L’amicizia ritrovata, la poesia di Molière e l’incontro inaspettato con una donna italiana, Francesca, sembrano restituire a Serge la gioia di vivere, ma i rapporti tra i tre si riveleranno meno facili del previsto…Una-canzone-per-Marion

Una Canzone per Marion
REGIA: Paul Andrew Williams ATTORI: Vanessa Redgrave, Terence Stamp, Gemma Arterton, Christopher Eccleston,Anne Reid, Calita Rainford, Ram John Holder, Bill Thomas

Arthur e Marion sono una coppia di pensionati londinesi profondamente uniti nonostante i loro caratteri diversi. Marion è positiva e socievole, Arthur è cupo e arrabbiato con il mondo intero. Arthur non comprende l’entusiasmo della moglie nel cantare nel coro locale diretto dalla frizzante Elizabeth. Ma a poco a poco, attraverso la scoperta della musica, verrà toccato dallo stato d’animo del gruppo e dalla gentilezza di Elizabeth.

casokerenesIL CASO KERENES
REGIA: Calin Peter Netzer ATTORI: Luminita Gheorghiu, Bogdan Dumitrache, Natasa Raab, Florin Zamfirescu, Vlad Ivanov, Ilinca Goia

Cornelia è una donna benestante dell’alta società a cui non manca nulla, se non l’affetto del figlio Barbu, al quale dedica tutte le sue attenzioni in maniera ossessiva. Quando Barbu è coinvolto in un tragico incidente, Cornelia si dimostrerà pronta a tutto pur di evitare che finisca in prigione, senza capire che la vera libertà a cui il figlio aspira può concederla solo lei stessa…

IN ORDINE DI SPARIZIONE
REGIA: Hans Petter Moland ATTORI: Stellan Skarsgård, Bruno Ganz, Pål Sverre Valheim Hagen, Jakob Oftebro,Birgitte Hjort Sørensen, Kristofer Hivju, Anders Baasmo Christiansen

In una regione isolata della Norvegia, Nils tiene libere le strade guidando un enorme spazzaneve. Cittadino modello, la sua vita è sconvolta dall’omicidio del figlio, finito per errore nel mirino della malavita. Deciso a vendicarsi, l’uomo si rivela un combattente nato, scagliandosi da solo contro un’organizzazione criminale guidata dal “Conte”, gangster ferocissimo ma amante dell’arte e vegano convinto. La situazione si complica quando si mette di traverso anche la ruspante mafia serba, in un susseguirsi di omicidi e vendette incrociate sempre più rocambolesco. Grazie alla fortuna dei principianti e a un coraggio fuori dal comune, Nils riuscirà a tenere tutti sotto scacco, fino all’eclatante resa dei conti.

castelloinItalia

UN CASTELLO IN ITALIA
REGIA: Valeria Bruni Tedeschi ATTORI: Valeria Bruni Tedeschi, Louis Garrel, Filippo Timi, Marisa Borini, Xavier Beauvois, Céline Sallette, André Wilms

Louise incontra Nathan, riaffiorano i sogni. È anche la storia di suo fratello malato e di loro madre, di un destino: quello di una grande famiglia della borghesia industriale italiana. La storia di una famiglia che va in frantumi, di un mondo finisce e di un amore che inizia.

GOLIA HIDDEN PEARL
REGIA Mladen Velimirovic

Film documentario ecologico sulle vaste e preservate bellissime montagne Golia nel sud ovest della Serbia. Il film descrive anche la vita dei nativi , delle questioni ecologiche e il futuro sviluppo di questa speciale e preservata area montana , ricca di vegetazione , con specie rare.

 

montaldo

MAESTRO GIULIANO MONTALDOPREMIO ALL’ECCELLENZA 2015

Sabato 7 marzo durante la cerimonia di premiazione sarà consegnato il premio all’Eccellenza 2015 al Maestro Giuliano Montaldo, Regista, sceneggiatore e attore.

Giuria Concorso Film Italiani

Olivia Musini – Produttrice Cinema Undici
Raffaella Fioretta – Ufficio Stampa
Rosita Celentano – Attrice, Conduttrice Televisiva
Tilde Corsi – Produttrice R&C Produzioni
Elizabeth Missland – Stampa Estera
Fabrizio Mosca – Produttore
Selvaggia Castelli – Direzione Relazioni Esterne Sponsorizzazioni e Festival
Viviana Ronzitti – Ufficio Stampa
Maurizio Zaccaro – Regista
Cecilia Zanuso – Montatore
Giuria Concorso Film Stranieri
Alessia Lepore – Sceneggiatrice
Paola Freddi – Montatore
Fulvia Manzotti – Produttrice Faso Film

 

Giuria Concorso BACKSTAGE

Fabrizio Giometti – Ufficio Stampa
Marina Pennafina – Attrice
Fabrizio Cattani – Regista

Giuria Concorso Documentari

Fabrizio Cattani – Regista
Maestro Federico Savina – Docente di Suono della Scuola di Cinematografia di Roma
Donatella Cocchini – Presidente Associazione Culturale Aurora

DOCUMENTARI IN CONCORSO TEMA: “LA GRANDE GUERRA”
in occasione delle Celebrazioni per il Centenario dell’entrata in guerra nel 1915 da parte dell’Italia

– Cesare Battisti. L’ultima fotografia di Clemente Volpini con la regia di Graziano Conversano
E’ la tragedia della Grande Guerra ad inghiottire l’esistenza di Cesare Battisti. Un uomo ed un simbolo : il martire per l’Italia, il traditore per l’Austria.
Un uomo che sognava l’Europa dei popoli ed è stato travolto dall’immane catastrofe. Un uomo che sognava la fratellanza come forma di convivenza , ma quando nel 1914 gli stati scelgono di risolvere con le armi i conflitti nazionali, trascinato dagli eventi, anche lui va in guerra.

Il silenzio 27 luglio 1914-2014
Una stessa musica, nello stesso giorno, in tutto il mondo, in memoria delle vittime della grande Guerra. Su proposta dell’Italia, il 27 luglio 2014, ultimo giorno di pace in Europa prima dello scoppio della grande Guerra 100 anni prima, trombettisti di numerose nazioni coinvolte nel conflitto hanno intonato “Il Silenzio” per ricordare tutti i caduti: un atto dovuto, di memoria e omaggio espresso nell’unica lingua universalmente condivisa e riconosciuta: la musica.

Per la serie ’14-’18 Grande Guerra 100 anni dopo

La belle epoque finisce a Sarajevo di Cristoforo Gorno, regia Marco Orlanducci
Il secolo che si era aperto con l’esibizione di ottimismo del grande Expò di Parigi, con lo sfarzo spensierato della Belle Époque, vede crescere i semi del nazionalismo e diventare più profonde le ingiustizie sociali che porteranno l’Europa al più grande conflitto di sempre.

24 maggio 2015 L’Italia va in guerra di Giovanni Grasso, regia Giovanna Massimetti
Sono passati dieci mesi da quell’agosto del 1914 che ha segnato l’inizio del conflitto. Il ”maggio radioso”, come viene spesso chiamato il periodo che prelude all’entrata in guerra dell’Italia, è un mese di fermento diplomatico e di forte tensione politica. Il fervore interventista si concretizza in manifestazioni di tutte le piazze della penisola e D’Annunzio arringa la folla e la incita contro Giolitti, fautore della linea della neutralità. L’Italia è ormai prossima a rompere l’antico patto con Austria e Germania e a entrare in guerra a fianco dell’Intesa, secondo i piani segreti firmati a Londra il 26 aprile del 1915. I primi fanti marceranno contro l’Austria il 24 maggio 1915, come ricorda una nota canzone di guerra.
Non ancora L’Italia dalla neutralità all’intervento di Giovanni Grasso, regia Marco Orlanducci
Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale l’Italia rimane neutrale, anche se l’opinione pubblica si divide fin da subito tra coloro che ritengono la scelta del governo corretta e coloro che, invece, vorrebbero un intervento immediato nel conflitto, magari a fronte di una restituzione, da parte dell’Austria, di Trento e Trieste. Dopo la battaglia della Marna, la situazione precipita e lo spirito nazionalista si rafforza chiedendo a gran voce il passaggio dalla neutralità all’intervento. Radicali, repubblicani, una parte del movimento operaio e i nazionalisti fanno fronte comune, appoggiati da quasi tutti gli intellettuali, chiedendo l’intervento immediato nel conflitto. Il 26 aprile 1915 a Londra viene firmato un patto segreto secondo cui il governo italiano si impegna a mobilitare gli eserciti entro un mese: l’Italia entra in guerra a fianco dell’Intesa.

1916 morire a Verdun di Gianluca Miligi
L’episodio più importante della Prima Guerra Mondiale si svolge nel terzo anno del conflitto: sul fronte occidentale, nella cittadina di Verdun, lo scontro tra l’esercito francese e quello tedesco sarà decisivo per le sorti finali della guerra. Il 1916 è l’anno delle grandi illusioni, illusioni di una vittoria decisiva e della fine del conflitto. La conseguenza è una folle escalation di massacri e battaglie violentissime. La ”guerra totale” è diventata realtà e il campo di battaglia di Verdun per dieci mesi sarà un buco nero che divorerà soldati, armi, trincee e animali, un vero e proprio inferno a cielo aperto. Proprio a Verdun, più che altrove, va in scena l’apocalisse della guerra nuova: 4 milioni di soldati coinvolti, oltre 700.000 morti.

Fabio_Accardi

CONCERTO FABIO ACCARDI BANDE ORIGINALE “JAZZ CINEMATIQUE ”

 VENERDI 06 MARZO 2015 AUDITORIUM SAN DOMENICO – FOLIGNO ore 21.30
Parte dell’incasso sarà devoluto al Comitato per la vita ” Daniele Chianelli” di Perugia.

 

LE MOSTRE DEL FESTIVAL

Saranno tre le mostre in occasione della IV edizione del Festival del Cinema di Spello e tutte saranno ospitate nel Palazzo Comunale, per l’occasione rinominati Palazzo del Cinema.siamo-donne

SIAMO DONNE
Tra le iniziative di qualità dell’ormai prossimo Festival la mostra “Siamo Donne” dove gli abiti dei grandi stilisti raccontano le donne del cinema, nata da un’idea dello storico del costume Luciano Lapadula e del suo collega e stilista Vito Antonio che Spello ospiterà a Palazzo Comunale ribattezzato per l’occasione ‘Palazzo del Cinema’.

Una mostra che vuole mettere in luce le mille sfaccettature del delicato universo femminile, delineando i processi attraverso i quali l’abito della Star possa divenire iconograficamente rilevante al punto da trasmutarsi in un fenomeno di moda. E’ anche tuttavia più sottile il fine dell’esposizione, oltre a poter ammirare le creazioni di grandi stilisti, vuole essere ricordato tutto ciò che l’abito della Diva ha ostentato o mimetizzato: animo, gioie, dolori, vite di donne comuni prima che di stelle del cinema.

Il titolo scelto per la mostra, “Siamo Donne”, è non a caso omonimo del celebre “film collettivo” del 1952, all’interno del quale si raccontano quattro episodi della vita di altrettante attrici da un punto di vista intimo e insubordinato al ruolo di diva del cinema.

Donne come tante dunque, amanti, madri, lavoratrici imprigionate spesso nel ruolo iconografico che si sono costruite attraverso una moda in celluloide. L’abito in oggetto diviene quindi un “habitus” che è simulacro di identità celate e bisognose di apparire più dello scintillante involucro stesso.

Gli abiti e gli accessori esposti appartengono alla collezione museale Lapadula Lerari.

– BIO Lapadula Luciano – Vito Antonio Lerario: Il Dott. Luciano Lapadula e Vito Antonio Lerario sono due giovani creativi, esperti di immagine e storici del costume impegnati nello studio, nella ricerca, nell’attività museale di rari abiti d’epoca raccolti all’interno del loro museo – archivio della moda sito nel centro di Bari.

La collezione di capi vestimentari attraversa oltre 200 anni giungendo sino al contemporaneo.

Di particole interesse sono gli abiti relativi all’alta sartoria italiana dal Fascismo agli anni ’60.

Luciano Lapadula offre la sua attività di formazione ad Accademie specializzate in cui attualmente insegna Storia del Costume e Socio antropologia. E’ costantemente impegnato in attività di studio e ricerca oltre che nella scrittura di libri dedicati alla storia del costume.

L’archivio vestimentario offre spazio a mostre, corsi professionali ed eventi espletati anche all’interno di grandi realtà in ambito internazionale.

Tra le collaborazioni più significative quelle con l’Unesco, con l’Università degli Studi, con il Fai, con Palazzo Morando (Milano), l’Università Sorbonne di Parigi.

In ambito speculare poi, alcuni tra i circa 6000 abiti in archivio sono stati utilizzati per la realizzazione di spettacoli teatrali, film, pubblicità o video musicali di rilevanza nazionale, insieme alla consulenza stilistica dei due soci. Vito Antonio Lerario infine è stilista e modellista ed è impegnato nello studio e nella produzione di una propria linea di abbigliamento.

Scene di vita dei primi del ‘900

Le scene di vita dei primi del ‘900 sono possibile grazie al Comune di Nocera che durante la sua manifestazione del Palio dei Quartieri ( dal primo lunedì di agosto alla domenica successiva) che si ricollega strettamente alla storia locale, cogliendo gli aspetti più significativi della vita culturale, sociale, politica ed economica di questa città che subisce e partecipa ai vari momenti del più vasto processo della storia nazionale .
La manifestazione divide il territorio in due Quartieri con due epoche a confronto : il Borgo San Martino ( 1350 -1450) e il Quartiere Porta Santa Croce ( 1820 – 1920)
Il Quartiere Porta Santa Croce , il cui nome deriva da una delle più importanti Porte del centro storico cittadino, rappresenta in questa mostra episodi relativi alla ” Grande Guerra”, attingendo a fonti storiche locali relative alla vita nocerina durante il perido del primo conflitto mondiale.
Il Quartiere possiede una ricca documentazione di Atti pubblici, frutto di accurate ricerche nell’Archivio comunale, e una raccolta di lettere private inviate dai soldati al fronte a madri e a mogli nocerine impegnate ad accudire anziani, bambini , animali e terreni.
L’insieme dei documenti è sufficiente per fare una fotografia reale sulle condizioni di vita dei nostri ragazzi nelle Alpi orientali, leggendole par di sentire il rumore delle armi, l’urlo degli assalti e i lamenti dei feriti; dalle stesse si evince la sofferenza delle donne, la loro faticosa quotidianità, la miseria, la fame, il duro lavoro nei campi; durante la mostra sarà allestito uno spaccato di quanto descritto con la consueta passione che i nocerini mettono nel realizzare con grande maestria ciò che eravamo.

 MOSTRA OPERE IN CONCORSO  ISTITUTI SUPERIORI UMBRI

Diverse sono le Scuole coinvolte nel Festival del Cinema, ragazzi degli Istituti della Scuola Secondaria di secondo grado che partecipano al concorso indetto dall’organizzazione del Festival. Tutte le loro opere sono ospitate a loro volta all’interno del Palazzo del Cinema.

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Presentazione del Libro “Un Marziano a Genova”
di Giuliano Montaldo e Caterina Taricano

Palazzo del cinema – Palazzo Comunale Spello – Sala Petrucci
sabato 07 marzo ore 16.00

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I SEMINARI DEL FESTIVAL

Come di consueto l’organizzazione del Festival del Cinema di Spello predispone anche diversi seminari che vengono ospitati principalmente nelle scuole che aderiscono all’iniziativa coinvolgendo quindi numerosi studenti.

I vari seminari sono realizzati da personaggi assolutamente illustri del settore, professionisti di fama nazionale ed internazionale.

Quest’anno, per la prima volta, verrà effettuato un seminario sugli effetti speciali all’interno di una scuola materna.

Seminario del SUONO: Federico Savin

Seminario degli EFFETTI SPECIALI: Giorgio Giorgione

“Veneti in Romania”, a cura di Roberto Scagno


Storia dell’emigrazione veneta in Romania, che mise a contatto i cattolici e gli stalinisti: chi voleva rimanere doveva diventare romeno. Parla Roberto Scagno

vrdi Fabrizio Noli (globalist.it) – La vicenda degli italiani, per lo più provenienti dal Nord Est del paese, di Romania è una vicenda a suo modo esemplare del modo, sostanzialmente brutale, con il quale, nei paesi comunisti, si è tentato di negare il problema delle minoranze. Oggi, occorre tener presente che, secondo le stime più recenti, in Romania vivono circa 220 mila italiani: quasi tutti però, sono arrivati nei vent’anni successivi alla caduta del regime comunista. Accanto agli italiani di recente immigrazione, vi è però anche una piccola minoranza italiana storica, risalente alla fine dell’Ottocento e ai primi decenni del Novecento. Su questo tema è stato del resto pubblicato un libro recente, “Veneti in Romania” (Longo Editore, Ravenna, 2008), a cura di Roberto Scagno, docente di Letteratura Romana all’ateneo di Padova. A lui abbiamo chiesto di raccontarci la loro storia.

Prof. Roberto Scagno

Prof. Roberto Scagno

“Si trattò inizialmente di un fenomeno che coinvolgeva piccoli gruppi, provenienti per lo più dalla Carnia e dal Bellunese, che si recavano in Romania secondo uno schema stagionale, tra l’inizio della primavera e la fine dell’autunno. Gruppi che lavoravano per la modernizzazione del paese, unificato nel 1866 ed estremamente arretrato. Tenga presente che l’80% della popolazione rumena all’epoca era impegnato nell’agricoltura, un’agricoltura molto arretrata. In parole povere, la Romania della seconda metà del XIX secolo era un paese dove si doveva costruire tutto, dalle ferrovie, agli edifici pubblici, alla stessa pavimentazione stradale”

In quali attività erano impegnati questi gruppi di immigrati?

“Come detto, molti tornavano poi a casa, non tutti si stabilivano in Romania, terminato il lavoro stagionale. In parte erano tagliaboschi, in parte, fedeli alla tradizione friulana, tagliapietre e scalpellini. Diversi finirono per aprire cave di granito nella Moldavia meridionale, per la pavimentazione delle città rumene. Poi, dal 1890 in poi, quest’immigrazione da stagionale si fece sempre più stanziale, o attraverso matrimoni misti, o perchè il governo di Bucarest, che era il committente, forniva buone condizioni per l’avvio di piccole attività imprenditoriali, specie in campo edilizio. Si pensa comunque che il numero massimo di residenti italiani in Romania non abbia mai superato le 12mila unità”

E comunque erano cattolici. Una presenza doppiamente minoritaria, etnica e religiosa, in un paese in gran parte ortodosso…

“L’assistenza cattolica, là dove erano presenti i gruppi più numerosi, a Iasi e nella Moldavia meridionale, fu organizzata direttamente dalle missioni cattoliche di Parigi. Furono costruite anche varie parrocchie. Poi, dal 1948, con l’instaurazione del regime comunista di tipo staliniano, tutto cambia. Non solo fu del tutto bloccata l’immigrazione, ma anche l’identità di chi rimase nel paese fu praticamente annientata!”

Cosa accadde?

“Il regime tendeva a negare qualsiasi identità nazionale specifica. Quindi tutti i gruppi etnici, compresi gli italiani, se volevano mantenere la loro cittadinanza erano costretti ad espatriare. Chi restava, doveva rimanere cittadino romeno. Punto. Questo, con la guerra fredda, significava anche la fine della possibilità di mantenere contatti con l’Italia, senza contare la perdita di tutte le attività economiche autonome, avviate da decenni, nella maggior parte dei casi. Intendiamoci, non si trattava di grandi imprese, ma di piccole, medie aziende, specie in campo edilizio. Insomma, fu messo in pratica un tentativo, brutale, di attuare un’assimiliazione secca. Molti italiani lasciarono il paese, solo poche migliaia restarono in Romania”

Poi torneremo a parlarne, ma facciamo un passo indietro. Come erano organizzate queste comunità? Avevano scuole?

“Avevano scuole di lingua italiana, per lo più costruite tra il 1918 e il 1940, nel periodo tra i due conflitti mondiali, questo lo posso dire con sicurezza, sulla base dei documenti del Ministero degli Esteri che ho consultato. Teniamo però presente che i parroci cattolici spesso fungevano anche da insegnanti”

E durante il fascismo?

“Qui dobbiamo tener presente l’atteggiamento ambivalente, contraddittorio, del fascismo rispetto al problema dell’emigrazione. Da un lato la scoraggiava, a meno che non fosse indirizzata verso le colonie africane, dall’altro il regime doveva tener conto della presenza di comunità di italiani all’estero ormai radicate, ora grandi, nel caso degli Stati Uniti o dell’America Latina, ora di dimensioni più limitate, come nel caso della Romania. L’atteggiamento dei fascisti fu quello di relazionarsi a questa comunità attraverso un’opera di politicizzazione, istituendo sezioni dei fasci nei villaggi a maggiore presenza italiana. Tutto questo però, nel ricordo di alcuni italiani di Romania (poi tornati in Italia, che ho conosciuto in questi anni) si traduce anche in un bel ricordo. Il regime infatti, fino allo scoppio della guerra, invitava i giovani, i ragazzi, come ospiti, nelle colonie estive, di mare o di montagna e perciò permetteva loro di conoscere la madrepatria”

Torniamo al presente. Cosa resta oggi di questa comunità?

“Ben poco. Sul piano numerico si può parlare al massimo di tremila persone, ad essre generosi… Un pò la lingua si è preservata, anche se mescolata ai dialetti veneti o della Carnia. Il regime, d’altra parte, ha fatto di tutto per assimilarli, e molti hanno preferito cambiare cognome, rumenizzandolo. Un fenomeno abbastanza tipico, in questi casi. Poi, nel 1990, caduto il regime di Ceausescu, uno dei primi atti del nuovo governo fu l’approvazione di una legge che stabiliva di assegnare 1 deputato in parlamento per ogni minoranza. Teniamo conto che in Romania le minoranza sono numerosissime, per cui il numero minimo di voti per poter avere una rappresentanza fu fissato a quota 10mila. In realtà, come detto, chi poteva dimostrare, tramite documenti specifici, di appartenere alla nazionalità italiana erano non più di due-tremila persone. In pratica, è finita che alcuni personaggi si sono inventati fantomatiche origini italiane pur di avere una propria rappresentanza a Bucarest…”

Fatto sta che esiste un partito degli italiani di Romania, che ha per simbolo una lupa romana.

“E’ vero, ed esprime anche un deputato, che però non è certo di origine italiana!”

Fonte: globalist.it

Presentazione del libro “Veneti in Romania”

ROMA, LEZIONE SU GEORGE ENESCU AL CONSERVATORIO SANTA CECILIA


George Enescu

George Enescu

Lezione aperta su George Enescu per gli studenti del Conservatorio Santa Cecilia di Roma

(EUROITALIA – ROMA, 22 NOVEMBRE 2011, di Mihai Stan) – Martedì, 29 novembre 2011, dalle ore 15:00, presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma (Via dei Greci 18) si terrà una lezione aperta per gli studenti che frequentano la prestigiosa istituzione romana.

 La lezione aperta sarà sostenuta dalla Dott.ssa Laura Manolache, direttrice del Museo Nazionale “George Enescu” di Bucarest, dal Dott. Mihai Constantinescu, direttore del Festival Internazionale George Enescu di Bucarest e dalla Dott.ssa Alexandra Șolea, rappresentante del Festival Internazionale George Enescu in Italia.

L’evento fa parte della tournée “George Enescu in Italia”, organizzata dall’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia con il sostegno dell’Istituto Culturale Romeno di Bucarest.

 L’organizzazione della lezione aperta ha lo scopo di presentare e promuovere la vita e l’opera del più grande musicista romeno tra gli studenti italiani del campo musicale che seguono i conservatori delle quattro città dove si è svolta la tournée (Venezia, Verona, Torino e Roma). In tale occasione, sarà presentata l’edizione 2013 del Festival e Concorso Internazionale George Enescu di Bucarest, affinché gli studenti del Conservatorio Santa Cecilia di Roma possano inscriversi al Concorso Internazionale “George Enescu” di Bucarest.


“Correspondances Citoyennes en Europe- les migrations au coeur de la construction européenne” / le Livret


THE LETTER

Image by Okinawa Soba via Flickr

«La responsabilité politique éminente est de permettre les relations d’interactions entre les personnes dans l’espace public comme relations d’émancipation, […] dans le respect de «l’attachement» de chacun à sa culture et, en même temps, des «arrachements» nécessaires à la construction de sujets autonomes en société de liberté. C’est bien cette universalité des interactions culturelles que la politique culturelle devrait mettre au centre de la démocratie.» (Extrait de l’article de Jean-Michel Lucas et Doc Kasimir Bisou, publié dans La Lettre d’Echanges nos56/57, novembre 2010.)


L’association L’âge de la tortue, le collectif TOPIK et l’Association Rennaise des Centres Sociaux (France); l’association Ariadna et la fondation Casal L’Amic (Espagne) ainsi que les fondations Alt’Art et Patrir (Roumanie) sont heureux de vous présenter la version électronique du livret “Correspondances Citoyennes en Europe – Les migrations au coeur de la construction européenne”.

Ce livret, une première étape avant l’édition d’un ouvrage, présente des extraits des travaux de Nani Blasco (viéaste, Tarragona), Romain Louvel (plasticien, Pornic), Xavier Trobat (peintre-architecte, Barcelone), Andrei Farcasanu (photographe, Bucarest), Paloma Fernández Sobrino (comédienne, Rennes) et Pascal Nicolas-Le Strat (politiste et sociologue, Montpellier) réalisés entre septembre 2010 et février 2011.

La globalité des travaux réalisés par l’équipe artistique ainsi que par les chercheurs associés au projet sont consultables sur le site internet www.correspondancescitoyennes.eu.

Éditions papier disponibles sur demande.
En vous souhaitant une bonne lecture,
Fanny Minetti, relations presse pour L’âge de la tortue

INTRODUCTION

Ce livret a été réalisé dans le cadre du projet de coopération « Correspondances Citoyennes en Europe – Les migrations au coeur de la construction européenne » mené par l’association L’âge de la tortue, l’Association Rennaise des Centres Sociaux et le collectif de recherche Topik (France), les fondations AltArt et Peace Action Training and Research Institue of Romania (Roumanie) ainsi qu’avec Ariadna et la Fundació Casal L’Amic (Espagne). Il regroupe des extraits du travail de Paloma Fernández Sobrino (comédienne, Rennes), Andrei Fărcășanu (photographe, Bucarest), Nani Blasco (artiste vidéo, Tarragona), Romain Louvel (artiste plasticien, Pornic), Xavier Trobat Escanellas (architecte et peintre, Tarragona) et Pascal Nicolas-Le Strat (sociologue et politiste, Montpellier), réalisés entre septembre 2010 et février 2011 à Rennes, Tarragona et Cluj. Un texte de présentation des intentions du projet vient compléter ce livret. Afin de restituer de manière plus complète le fruit de cette expérience de coopération, l’édition d’un ouvrage et la réalisation d’un film sont prévues pour juillet 2011. Enfin, les archives de ce travail sont consultables sur http://www.correspondancescitoyennes.eu .

Bonne lecture !

Livret_CCEu.pdf -> Correspondances Citoyennes en Europe- les migrations au coeur de la construction européenne