ROMA, PIO IX RICORDATO A SAN LORENZO AL VERANO


Ogni anno il 7 febbraio sempre più partecipato dai devoti del Beato Pontefice Pio IX, come da numerosi enti culturali ed organizzazioni di apostolato religioso caritativo e sociale.

fb10021aUna solenne Concelebrazione Eucaristica cantata, che ha avuto luogo ieri 7 febbraio 2017, nella basilica di S. Lorenzo al Verano (ove il beato Pontefice per decisione testamentaria ha voluto essere sepolto accanto al primo martire romano), è stata presieduta da S.E. Mons. Renato Boccardo, Arcivescovo di Spoleto Norcia, con il Postulatore della causa di canonizzazione del Beato Pontefice, S.E. Mons. Carlo Liberati Arcivescovo emerito Prelato del Santuario della Madonna del Rosario di Pompei e S.E. Mons. Giuseppe Orlandoni Vescovo Emerito di Senigallia.

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Sua Santità Papa Francesco e S.E. Rev.ma Symeon Katsinas Archimandrita Vicario del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli in Italia e Malta.

Presente l’Arcivescovo-Prelato di Loreto S.E. Mons. Giovanni Tonucci, la comunità francescana cappuccina di San Lorenzo fuori le mura, sodali e accademici dell’Istituto di Studi Storici Beato Pio IX con il Cappellano Capo Rev. Arciprete Don Ettore Capra e fra’ Marco Galdini, o.f.m.capp. Numerosi i fedeli provenienti da Roma, Spoleto, Norcia, Senigallia, Imola, Gaeta, Pompei, Napoli; dalle Diocesi Suburbicarie di Roma, Viterbo, Rieti, Terni, Orte; dalle province terremotate dell’Italia Centrale e dell’Abruzzo; la Rev.da Sr. Giuseppina Testa segretaria della Postulazione della Causa; S.E. Fra’ Giacomo Dalla Torre Del Tempio di Sanguinetto Gran Priore di Roma del S.M.O. di Malta; Cav.Gr.Cr. Avv. Prof. Roberto Saccarello Delegato di Tuscia e Sabina del S.M.O. di Malta e del S.M.O. Costantiniano di San Giorgio, il quale ha accompagnato una trentina di cavalieri; Don Antonio Calvo Priore di Spagna della Real Cofradía de Sao Teotonio, da Santander; S.E. Rev.ma Symeon Katsinas Archimandrita Vicario del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli in Italia e Malta; Dott.ssa Caterina Comino direttrice dell’Archivio storico di Norcia; Comm. Dott. Rodolfo Romolo Ricottini, primario ospedaliero, Gr.Uff. Avv. Prof. Ernesto Liccardi Medici, Nob. Dr. Antonino Lazzarino De Lorenzo; l’alfiere dell’Istituto Pio IX Cav. Dott. Andrea Raneri,  la Prof.ssa Tatiana Ciobanu e numerosi esponenti delle comunità cristiano ortodosse in Roma: Rumena, Moldava, Russa, Greca, Bulgara, Serba, Ukraina e Georgiana. Il musicologo Cav. M° Massimiliano Pulvano Guelfi magister delle musiche sacre e del Coro salesiano “S. Maria Ausiliatrice” della Parrocchia S. Giovanni Bosco di Roma, diretto da Don Luigi Ullucci, che ha animato il Pontificale per la prima volta.pontificale-pio-ix-2017-cripta-fra-marco

Il cerimoniale diretto dal Presidente dell’Istituto di Studi Storici Beato Pio IX Conte Cav.Gr.Cr.Prof. Fernando Crociani Baglioni, con il vessillo storico di Papa Mastai Ferretti; il servizio d’onore all’altare e sull’abside veniva espletato dai Cavalieri dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio di Tuscia e Sabina, dai sodali e accademici dell’Istituto Pio IX e dai volontari del Soccorso cinofili della Protezione Civile di Spoleto, guidati dal Sig. Dante Rossi, fortemente impegnati e benemeriti nelle recenti operazioni di intervento nelle zone terremotate e colpite dal maltempo dell’Italia Centrale.pontificale-pio-ix-2017

Beato Pio IX 

Nato a Senigallia, nelle Marche, nel maggio del 1792 in una famiglia della nobiltà locale, Giovanni Maria Mastai Ferretti divenne sacerdote nel 1819, compiendo poi diverse esperienze pastorali a stretto contatto con i giovani in grandi istituti dell’allora Roma pontificia.
Vissuta una esperienza di Missione per alcuni anni in Cile, fu nel 1827 nominato Arcivescovo di Spoleto per poi passare al servizio della Diocesi di Imola nel 1833, ricevendo qui la berretta cardinalizia.

La elezione a Papa avvenne nel 1846, per quello che sarebbe divenuto il più lungo pontificato della storia, in anni di grandi cambiamenti politici e sociali.

Attento alle attività Missionarie, uomo dell’Eucaristia proclamò nel 1854 il dogma dell’Immacolata Concezione di Maria. A presiedere la liturgia sulla sua tomba – che il Beato Pio IX volle al Verano – S.E. Mons. Carlo Liberati, Arcivescovo Prelato Emerito di Pompei, postulatore della causa, insieme al Vescovo Emerito di Senigallia Mons. Giuseppe Orlandoni e a tanti pellegrini provenienti da Senigallia e da altre parti d’Italia per un Pontefice che, significativamente, volle beatificare San Govanni Paolo II nel grande Giubileo del 2000.

pontificale-pio-ix-2017-basilica-san-lorenzo-fuori-le-muraIl Postulatore della Causa, Sua Ecc. Mons. Carlo Liberati, ricorda alcuni tratti della spiritualità del Papa dell’Immacolata:

 “La radice della sua spiritualità mariana sta anzitutto nella sua stessa famiglia, specialmente nella formazione avuta dalla sua piissima madre Caterina Solazzi in Mastai Ferretti. Il proposito di farsi sacerdote, e la sua consacrazione davanti alla immagine della Madonna della Speranza nella cattedrale di Senigallia, confermano questa sua speciale devozione.

Compiuti gli studi classici, dal 1803 al 1808, nel collegio dei Nobili di Volterra, diretto dai padri Scolopi, e completati a Roma con quelli accademico-ecclesiastici, il giovane Mastai venne ordinato Sacerdote il 10 aprile 1819.

Nel 1827 a soli 35 anni di età, fu nominato arcivescovo di Spoleto e nel 1832 fu trasferito a Imola.

Eletto Papa nel conclave del 1846, dopo la morte di papa Gregorio XVI, Pio IX dall’agosto 1846 al 14 marzo 1848 attuò grandi riforme dello Stato Pontificio, ispirate dalla sua carità verso tutti, ma quando  gli giunsero forti pressioni perché inviasse proprie truppe al fronte, il 29 aprile 1848, con la famosa Allocuzione Non semel  mise in evidenza la particolare posizione del Papa che, come capo della Chiesa universale, non poteva mettersi in guerra contro nessuno e tanto meno contro uno Stato cattolico.

A causa dei moti insurrezionali a Roma, il 24 novembre 1848 il pontefice partì nottetempo, vestito da semplice sacerdote, con destinazione Gaeta. Qui Pio IX, sempre convinto della verità dell’Immacolata Concezione, fece studiare la “questione” e interpellò i Vescovi di tutta la Chiesa, indicendo pubbliche preghiere per avere da Dio la luce che gli occorreva. Nell’enciclica Ubi primum nullis esprimeva la sua gioia per i voti positivi dell’episcopato cattolico in favore di tale dogma.

L’8 dicembre 1854 proclamò il dogma dell’Immacolata Concezione con la bolla Ineffabilis Deus, tradotta in 400 lingue e dialetti. Quattro anni dopo nel 1858, fatto unico nella storia della Chiesa Cattolica, la Vergine Santissima, a Lourdes, a Bernadette che Le chiedeva: «Chi siete? Come vi chiamate, Signora?», rispose sorridente: «QUE SOY ERA IMMACULADA COUNCEPCIOU».

La giovane veggente partì correndo e ripeté continuamente, durante il cammino, queste parole che lei non comprendeva. Parole che invece impressionarono e commossero il parroco di Lourdes, l’Abbé Peyramale, il quale diventerà il protettore e difensore di Bernadette e assertore del dogma dell’Immacolata. Questa verità da Pio IX solennemente proclamata racchiude in germe tutto il disegno del Pontefice. Lo “spirito del secolo” diffuso dall’illuminismo, dalla massoneria e dai negatori di Dio, afferma che l’uomo è legge assoluta per l’uomo.

Benedizione di Pio IX in piazza San Pietro, ca. 1865 (Lazio. Immagini dalle Collezioni Alinari, Alinari, 2004, n. 16)

Benedizione di Pio IX in piazza San Pietro, ca. 1865. (Lazio. Immagini dalle Collezioni Alinari, Alinari, 2004, n. 16)

Pio IX, con il dogma dell’Immacolata, afferma invece che l’uomo è ferito dal peccato fin dalla sua origine e che Gesù Cristo, il Figlio di Dio incarnato, morto e risorto, è l’unico Salvatore dell’uomo e del mondo”, conclude Mons. Liberati.

Al termine della solenne Concelebrazione Eucaristica, la Postulazione della Causa ha ringraziato tutti i presenti: la comunità francescana cappuccina di San Lorenzo fuori le mura; i soccorritori e i volontari; il coro, gli ordini cavallereschi; gli enti e sodalizi cattolici impegnati per la riuscita del Pontificale ogni anno sempre più partecipato dai devoti, ortodossi e cattolici, del Beato Pontefice Pio IX, come da numerosi enti culturali ed organizzazioni di apostolato religioso caritativo e sociale.

Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas

Segretario generale dell’Istituto Pio IX

Roma, 8 febbraio 2017

P.s.

Vivissimi ringraziamenti per le foto a: Federico Carabetta, Manfredi Ferrari Liccardi Medici, Antonio Calvo, Roberta M.M., Federica Pasandoro.

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De la Iaşi la Roma, cu “La Fanciulla dagli occhi verdi”


Iaşi, 14.10.2016, de Nicolae Creţu – Ei bine, această Fanciulla… nu e alta decât Fata cu ochii verzi, singurul film artistic gândit şi realizat la Iaşi, în regia şi pe scenariul lui Mihai Mihăescu, profesor de film la UAGE, ecranizare după Gaudeamus, partea a doua din Romanul adolescentului miop, scriere juvenilă a lui Mircea Eliade.

prof. Nicolae Cretu

prof. Nicolae Cretu

La invitaţia regizorului, am făcut parte din micul, dar inimosul şi eficientul desant ieşean implicat în pregătirea, organizarea şi desfăşurarea celor două proiecţii urmate de dialogul cu publicul din Cetatea Eternă: prima la Villa Borghese – Casa del Cinema (24 sept.), a doua, în ziua următoare, la Teatro Lo Spazio, din proximitatea Catedralei San Giovanni in Laterano, ambele – iniţiative ale diasporei româneşti din Capitala Italiei, prin structurile acesteia de reprezentare şi animaţie culturală, conduse de personalităţi competente şi dinamice, realmente capabile să difuzeze valorile noastre, româneşti, peste hotare, la un nivel foarte înalt de calitate şi ţinută a manifestărilor.Foto: Marius Lupu

Italia, o ţară – regină a artelor în general, pe care nu te saturi să o cunoşti în profunzimea dimensiunii ei de matcă fertilă a atâtor creatori de bunuri simbolice, între ei şi mari, uriaşi cineaşti ca Felini, Antonioni, Visconti, găzduia la Casa del Cinema, ceea ce e în sine o mare onoare, alături de o expoziţie închinată regizorului Dino Risi şi actorului Vittorio Gassman, sub genericul Le tracce della cinematografia romena in diaspora, un amplu Festival Internazionale Propatria – giovani talenti rumeni, cu o densă şi variată paletă de filme artistice şi documentare, deschis de filmul ieşean. O sală splendidă, de o sobră eleganţă, dar deloc glacială, aşadar fără nici un fel de impact inhibitor, cum s-a şi văzut în dialogul de după proiecţia prefaţată, din partea gazdelor organizatoare, de cântăreaţa şi actriţa Olga Balan, cu fireştile fraze introductive privind iniţiativa, ideea dominantă şi programul Festivalului. Dacă mai erau câteva locuri rămase neocupate: semn al unui interes deosebit al publicului, nu numai românesc, ci incluzând şi numeroşi italieni, legaţi sau nu, familial, de diaspora noastră, dar toţi dornici să cunoască, receptându-le creativitatea artistică şi, totodată, prezenţa colocvială, tinere talente româneşti, cineaşti şi muzicieni.Foto: Marius Lupu

Întrebările stârnite de film, de relaţia acestuia cu romanul lui Mircea Eliade, cu personalitatea, biografia şi opera acestuia, ca şi de interpretarea actoricească şi viziunea regizorală, de exterioarele ieşene şi din Roma ale filmărilor, de recurenţe semnificante în limbajul de imagini al artei filmului, toate acestea arătau, înainte de toate, o calitate intelectuală foarte ridicată a spectatorilor, familiarizarea profundă şi nuanţată a celor cu care noi, invitaţi ai Festivalului, intram astfel în comunicare. Nicio clipă genul de întrebări banale, mult prea previzibile şi sterile. Dimpotrivă, ilustrări ale dorinţei unor italieni şi români de a înţelege mai bine acea imagine pe care o dau romanul şi filmul despre mentalitatea, preocupările şi proiectele de viaţă ale tineretului din România interbelică. Gama dezbaterii, care a continuat şi după secvenţele ei în plen, alături, asociată cu Cotnari şi Bohotin, privea şi legăturile lui Eliade cu Italia, în special cu Papini şi Tucci, aşa cum imaginile filmate la Roma (Colosseo, Altare della Patria ş.a.), ca şi, mai încărcate de nostalgie, cele din Iaşi (Copou, Golia şi Cetăţuia, Casa Pogor, Grădina Botanică…). O satisfacţie specială ne-a dat nouă, celor veniţi din ţară, buna cunoaştere de către mulţi interlocutori (nu doar conaţionalii din diaspora) a succeselor filmului românesc contemporan. Reversul: regretul că Iaşul (comparativ cu Clujul) nu are o Facultate de Film şi, corelat, un Festival de profil, ambele pe măsura potenţialului Moldovei noastre în materie de actori şi în special regizori de film (Piţa, Visarion, Mungiu, Puiu, Porumboiu), capitol pe care moldovenii de origine îl domină detaşat. Dar poate că aventura/ nebunia frumoasă a lui Mihai Mihăescu şi a studenţilor săi şi interesul real şi viu stârnit acum şi abroad, la Roma, de La Fanciullavor trezi şi uni forţele care să pledeze eficient pentru producţie de filme artistice la Iaşi: instituţii, în frunte cu UAGE şi UAIC, Filiala Iaşi a Academiei Române, oameni de cultură şi lideri politici, solidar, fără tensiuni şi clivaje, nici de orgolii, nici de afiliere partinică. Aşa, de dragul Iaşului şi al Moldovei şi al talentelor pe care le produc, cu energie, inteligent şi eficient bătăios pe un drum al deprovincializării mentalităţilor, din mers, în Cetatea noastră.

ml15Vi se pare o utopie? Dar înainte de înfăptuire, totul este gând, proiect, vis. De ce nu s-ar apela la regizorii de origine moldovenească (în special, dar nu numai la ei) și, prin aceștia, și la colaborări internaționale, pentru cursuri și master classes de regie și actorie de film, de asemenea de scenaristică (poate în colaborare UAGE – Litere, de la UAIC, sau apelând la scriitori scenariști ieșeni, ca de pildă, Florin Lăzărescu)? Mi-ar plăcea să-i văd pe Tatiana Grigore, tânăra actriță primită cu atâta prețuire și căldură la Roma, ca și pe Andrei Sava, George Marici ș.a., din casting-ul Fanciullei, de ce nu, alături și de alții, seniori sau foarte tineri actori, distribuiți în creații cinematografice gândite, puse la cale și realizate la Iași. Ce-ar fi oare chiar atât de „irealizabil”?! Ce anume ne lipsește? Voința, ambiția și orgoliul, bătăioșenia necesară? Sau crede cineva că pasivitatea și resemnarea vor fi compensate, vezi Doamne, de vreun… miracol?dc5

Experiența romană ne-a arătat că se poate, că sunt aprecieri, recunoașteri și așteptări pe măsura prestigiului cultural al Iașului. Dar șansa intrării filmului lui Mihai Mihăescu, pe această cale, a unui Festival organizat de personalități și structuri de propagare culturală ale diasporei românești n-a fost deloc ceva abstract și impersonal. Am întâlnit mulți oameni deschiși la suflet și la minte, români, italieni și de alte neamuri, prezenți la cele două proiecții, de la oameni simpli și inimoși, de pildă fraţii restauratori Claudiu şi Dănuţ Costache de la “L’Antico Moro” din Trastevere, deloc rupți de România, și până la personalități absolut remarcabile și influente în lumea în care trăiesc, începând chiar cu doamnele Cătălina Diaconu, directorul Festivalului, şi Mioara Moraru, preşedinta Asociaţiei Propatria, sau Valeriu Barbu, animatorul unui Cenaclu romănesc, şi Cristian Biru, la lansarea cărţii căruia, “Curs minor de metaforă”, unii dintre noi au asistat. Dialogurile noastre, ale regizorului filmului, alături de Tatiana Grigore și de mine, cu amfitrionii organizatori au continuat încă din prima seară, în prezența Simonei Cecilia Crociani Baglioni și a soțului ei, profesor și istoric, contele Fernando Crociani Baglioni și a gazdelor acelei seri, Vica Farcaș, Magda Elena Aramă și Bianca, fiica sa. Același climat de prietenie și elevație și în casa Elenei și a lui Eduard Dascălu. În ultima mea seară la Roma (ceilalți mai rămâneau două zile acolo) surpriza a fost invitația, căreia i-am răspuns alături de Mihai Mihăescu, de face o vizită familiei italo-române a contelui Valentino Orsolini Cencelli, căsătorit cu actrița româncă Andra, mama a doi copii frumoși și foarte cuminți, Eugenia și Alberto: o vastă locuință nobiliară, plină de tablouri din colecția de artă a cuplului și o cină – dialog alături de încă alți câțiva români, Iulia Bolea și cealaltă fiică a sa, Oana, traducătoarea Tatiana Ciobanu și soțul ei, Vitalie. O seară în cursul căreia s-a vorbit mult despre România și Italia, despre schimburile culturale între cele două țări, încheiată cu o proiecție privată a filmului și conversații despre relația acestuia cu romanul lui Eliade. Și cum aș putea să închei fără să-i amintesc aici și pe ceilalți ieșeni din grupul nostru la Roma, Tudorși Irina Ostafie, Crina și Cristina Iacomi și, last but not least, Cătălin Muscalu, „cameramanul” nostru la toate momentele sejurului activ în Cetatea Eternă? Dar câte alte nume n-ar fi încă de amintit, lăsate acum deoparte din simple limite de spaţiu.

25cEste vreo „Morală” de tras, de dedus, din „aventura” narată mai sus? Da, una simplă ca formulare: Iașul și ieșenii trebuie să îndrăznească!

Nicolae Creţu este profesor doctor în cadrul Facultăţii de Litere, Universitatea “Alexandru Ioan Cuza” din Iaşi, critic şi istoric literar

Sursa: Ziarul de Iaşi

Vezi şi:

Foto: Marius Lupu

ROMA. Succes de public la filmul “Fata cu ochii verzi/ La fanciulla dagli occhi verdi”


(IAŞI, Mihai Mihăescu) – Pe 29 septembrie 2016, ne-am întors din Italia, de la Festivalul Internaţional Propatria – Tinere Talente Româneşti, unde am participat cu filmul Fata cu ochii verzi/La Fanciulla dagli occhi Verdi.  Am avut ocazia să cunoaştem români şi italieni deopotrivă, care ne-au primit excepţional, acordându-ne toată atenţia lor.

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Tatiana Grigore

Vreau să le mulţumesc din suflet pentru tot ce au facut pentru noi, doamnei contesa  Simona Cecilia Crociani Baglioni, preşedinta Asociaţiei Italia Romania Futuro Insieme, contelui prof. Fernando Crociani Baglioni, soţul ei, pentru promovarea celor două proiecţii ale filmului; doamnei Mioara Moraru, preşedinta Asociaţiei Propatria, care a inclus filmul Fata cu ochii verzi/ La Fanciulla dagli occhi verdi în programul festivalului; actriţei şi cântăreţei Olga Balan pentru moderarea întâlnirii de la Casa del Cinema (Villa Borghese); doamnei Tatiana Ciobanu de la Asociaţia Dacia din Roma, pentru moderarea întâlnirii de la Teatro Lo Spazio, dar şi soţului ei, domnul Vitalie Ciobanu, care ne-a fost alături mereu; doamnei Magda Elena Aramă, fiicei ei, Bianca, şi doamnei Vica Farcaş, mama Simonei, pentru cina extraordinară oferită într-o seară minunată pe terasa casei unde locuieşte Magda, dar şi pentru căldura cu care ne-au primit; domnului Dănuţ Costache şi fratelui său Claudiu, pentru prânzul oferit şi amabilitatea cu care ne-a tratat la Ristorante l’Antico Moro din Trastevere; contelui Valentino Orsolini Cencelli şi soţiei acestuia, contesa Andra Orsolini Cencelli, românca din Bârlad, actriţă, cât şi sorei Oana şi mamei lor, Iulia, pentru cina oferită, dar mai ales pentru istoricul palatului in care locuiesc, povestit cu lux de amanunte de către conte. De asemenea mulţumim Elenei Dascălu şi soţului ei Eduard, suflete blânde, un cuplu excepţional, care ne-a ajutat să montam materialele promoţionale legate de eveniment şi totodată să ne deplasăm rapid, ducându-ne cu maşina în diverse puncte ale Romei.

Nu în ultimul rând le mulţumesc personal colaboratorilor mei, actriţei Tatiana Grigore, interpreta rolului principal în filmul Fata cu ochii verzi; profesorului, criticului şi istoricului literar Nicolae Creţu, doamnei Irina Ostafie, care a coordonat diverse acţiuni legate de organizarea evenimentului; lui Cătălin Muscalu, care a filmat şi fotografiat diverse momente pe parcusrsul aflării noastre la Roma. Le mulţumesc de asemenea celor de la Casa del Cinema, dar şi organizatorilor evenimentului de la Teatro Lo Spazio, în special domnului Valeriu Barbu, animatorul Cenaclului de la Roma, unde, după proiecţia filmului Fata cu ochii verzi, a avut loc lansarea de carte “Curs minor de metaforă”, de Cristian Biru. De asemenea, Prof. Giovanni Casadio, prof. Alejandro Crosthwaite, dr. Evandro Rossetti, avv. Francesco Scardaccione şi soţia lui, Stefania, prof. Simona Vasile, Cristina Călăraşu, Alina Vărzaru, Mihaela Ipate, Federico Carabetta, Mariana Pricop, Renato Nunzi, Serafina Adam, Gabriela Ilie, Ioan Zamfir, Tatiana GherguţElena Racariu, Daniela Stoica, Viorel Lungu, Cazimir şi Oana-Alina Poleacec, cât şi tuturor persoanelor cu care am intrat în contact şi ne-au sprijinit într-un fel sau altul, publicului prezent la proiecţii – români şi italieni deopotrivă.

Mihai Mihăescu, regizor

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Fotografiile au fost preluate de pe internet. Mulţumim în special Mihaelei Ipate, Elenei Postelnicu, lui Viorel Lungu, Marius Lupu,  C.d.R…

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ROMÂNIA, AGRODIASPORA: ROMÂNII DIN ITALIA AJUTAŢI SĂ INVESTEASCĂ ÎN AGRICULTURĂ

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SATUL TĂU TE AŞTEAPTĂ! PREZENTAT ÎN ITALIA PROGRAMUL DE DEZVOLTARE RURALĂ 2014-2020 AL ROMÂNIEI. ROMA. După sesiunea de la Torino, 8 iunie, Milano, 9 iunie, s-a desfăşurat Vineri, 10 iunie, la sediul Ambasadei în Roma prezentarea proiectului AGRODIASPORA, realizată de o … Continua a leggere

Roma, Teatro Cassia: Gran Gala chiude il Festival internazionale dei giovani talenti rumeni


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S.E. Dana Constantinescu con il gruppo corale Arpeggio&Roua

Al Teatro Cassia (via Santa Giovanna Elisabetta 69, Roma), premiati i migliori talenti rumeni del 2015 per il Festival organizzato dall’Associazione italo-romena “Propatria”. 

Presiederà l’evento e la Giuria  l’Ambasciatore di Romania in Italia S.E. Dana Manuela Constantinescu. Sono altresì membri della Giuria:  Daniela Movileanu,  campionessa assoluta di scacchi; Şoimiţa Lupu, artista dello spettacolo; Tatiana Covor, scrittrice; Elena Postelnicu, giornalista-reporter Radio România, Bogdan Alexe, produttore cinematografico, Catalina Diaconu, musicista; Conte Fernando Crociani Baglioni, giornalista-saggista; Prof. Giovanni Iorio Giannoli, docente all’Università di Roma Tor Vergata, Michela Becchis, critico d’arte. Presenterà la serata la voce femminile Romix 2015, nonché doppiatrice di “Violetta”, Emanuela Ionica.festival2

Il Festival Internazionale Propatria, realizzato dall’associazione culturale rumeno-italiana “Propatria”, in collaborazione con l’Ambasciata di Romania in Italia ed il sostegno del Ministero degli Esteri Romeno – Dipartimento per i Romeni all’Estero, si svolge sotto il patrocinio di: Ambasciata di Romania a Roma, Senato della Repubblica Italiana e Camera dei Deputati, Regione Lazio, Municipio Roma I e Federazione Scacchistica italiana. Giunto alla 5° edizione, il Festival termina sabato 17 ottobre con il Gran Gala al Teatro Cassia (via Santa Giovanna Elisabetta 69, Roma).

La scacchista italo-romena Daniela Movileanu

La scacchista italo-romena Daniela Movileanu

Un grande momento sarà riservato agli appassionati di scacchi, dalle 17.00 in poi. Infatti, Daniela Movileanu, campionessa assoluta di scacchi, sfiderà in una gara simultanea diversi avversari.

Alle 17.30, verrà presentato il film “ Revederea” (“Ritrovarsi”), prodotto di un progetto arrivato già alla 5 ° edizione del campo scuola “Tabăra de film” in Romania. “Tabăra de film” organizza ogni anno, durante le vacanze estive,   un campus dove i bambini ed i giovani di talento hanno la possibilità di mettere a frutto il proprio estro (danza, musica, teatro oppure sport, acrobazie spettacolari ed altri talenti dal grande impatto visivo). Una full immersion a 360° nel mondo del cinema che, al termine di una bellissima esperienza estiva, il campo scuola produce anno per anno un film realizzato per intero dai ragazzi. Nel 2015, il film dal titolo “Tabăra”(“Campo scuola”) – atteso nelle sale cinematografiche nel 2016 – è stato realizzato da Bogdan Alexe (membro della giuria del Gala dei giovani talenti) e Tiberiu Rotarescu.

Tabăra de Film

Tabăra de Film

Dalle 18.30, il Gran Gala dei Giovani Talenti Rumeni, chiuderà il festival e si svolgerà alla presenza dell’Ambasciatore di Romania S.E. Dana Manuela Constantinescu. La serata è stata affidata alla conduttrice Emanuela Ionica, attrice, cantante e doppiatrice, già miglior voce Romix 2015 e voce italiana della protagonista della fortunata serie televisiva Disney “Violetta”.

Emanuela Ionica

Emanuela Ionica

Sono attesi ospiti internazionali e giovani concorrenti provenienti da diversi paesi europei: Italia, Romania, Moldavia, Francia, Austria, Belgio, Germania, Spagna, Olanda…  Alcuni giovani rumeni saranno premiati per i loro successi in ambito artistico, scientifico e sportivo. Accanto ai giovani talenti in gara per aggiudicarsi il trofeo Propatria 2015, è prevista la presenza di personaggi di spicco, di origini rumene.  La serata sarà un susseguirsi di esibizioni di eccellenza.

Collaborano: Rappresentanza dell’Autorità Nazionale per il Turismo della Romania in Italia, Piccole Stelle cantano, Tabara de Film, Fondazione Cantiere d’Arte Montepulciano, Istituto di musica di Montepulciano, IRFI Onlus, ADGRI, Proloco Cetona, Ass. Dacia, Ass Spirito Romeno, FARI, Comitato per un centro interculturale a Roma, Conservatorio di Santa Cecilia, Frascati scacchi.

Media Partners: Agerpres, Radio Romania, TVRinternazional, Cealalta Românie, Piùculture.

INFO
www.propatriavox.it
tel. 0039-3289599204 – info@propatrivox.it
https://www.facebook.com/Festival-Internazionale-Propatr…/…/
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www.facebook.com/dprrpromania

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ROMENI IN ITALIA. Concerto finale del Master class Internazionale di pianoforte a Cetona

ROMENI IN ITALIA. A Cetona una settimana con la musica classica, grazie alla Master class di pianoforte

Români în Italia: Festivalul Propatria Tinere Talente Românești la a 5-a ediţie

ROMÂNII DIN ROMA INVITAŢI LA GALA PROPATRIA. TEATRO CASSIA, 17 OCTOMBRIE, ORA 17


A cincea ediţie a Festivalului Propatria, programată între 26 septembrie și 17 octombrie a cuprins un program bogat de evenimente, cu intrare gratuită, organizate la Roma în locații de prestigiu. Festivalul este organizat şi promovat de către Asociaţia culturală româno-italiană Propatria în colaborare cu Ambasada României în Italia, este susţinut de Ministerului de Externe al României, prin Departamentul Românilor de Pretutindeni si se bucură de numeroase patronaje acordate de către importante instituţii din Italia: Senatul Republicii, Camera Deputaților, Regiunea Lazio, Primăria Romei – Sectorul I, Federația italiană de Sah.

ppFestivalul, născut cu scopul de a încuraja și promova tinerii români talentați din diaspora, anul acesta, pentru prima oară deschide ușile și celorlalte comunități de pe teritoriul capitalei Italiei, dând viață unui spectacol intercultural, inaugurând în acest mod o nouă abordare a integrării și a enormelor energii legate de dialog și de o nouă concepție de cetățenie.

Gala PROPATRIA va fi, ca în fiecare an, punctul culminant al Festivalului și va avea loc sâmbătă 17 octombrie la Teatrul Cassia, via Santa Giovanna Elisabetta, 69 începând cu ora 17,00.

Protagonişti vor fi tinerii şi adolescenții români talentați, cu reședinţa în diaspora, care s-au afirmat obținând rezultate remarcabile la nivel local, regional sau național în muzică, arte vizuale, sport sau alte domenii.

Se anticipă aici doar cateva momente din după amiaza intensă care va preceda evenimentul.Igor-Sava

Incepând cu ora 17,00 partida de șah simultan cu Campioana Naţională a Italiei în anul 2015, Daniela Movileanu și proiecţia filmului „Revederea” realizat în cadrul proiectului „Tabăra de Film” (România) ajuns anul acesta la cea de a 5-a ediţie, realizat de Bogdan Alexe și Tiberiu Rotărescu.

Va urma un spectacol, ce va cuprinde momente muzicale și artistice susţinute de către tinerii participanţi; vor fi proiectate scurte înregistrari video și montaje fotografice cu momentele reprezentative din pregătirea lor alături de succesele obţinute.

De asemenea, în incinta teatrului, publicul va avea plăcerea să admire operele pictorului de succes de origine din Republica Moldova, Igor Sava.

Gala va fi prezentată de către Emanuela Ionică, actor dublator, câstigătoarea premiului „Cea mai bună voce feminină a anului 2014” pentru dublarea personajului principal în „Hoaţa de cărţi”, și de asemeni vocea oficială în Italia a „Violetei”, fenomenul cult Disney atât de îndrăgit de către adolescenţi.

Mioara Moraru Cristea, organizatoarea Festivalului.

Juriul va fi alcătuit din 9 membri, specialişti în diverse domenii ale artei precum şi reprezentanţi instituţionali.

Președinta juriului va fi E.S. Doamna Dana Manuela Constantinescu, Ambasadorul României în Italia, juriul fiind alcătuit de către: Şoimiţa Lupu (balerină), Tatiana Covor ( scriitor), Elena Postelnicu (Radio România), Bogdan Alexe ( producător Tabăra de Film), Catalina Diaconu (pianist, profesor la cursurile preuniversitare ale Conservatorului Santa Cecilia Roma), Conte Fernando Crociani Baglioni (jurnalist), Giovanni Iorio Giannoli (profesor la Universitatea Tor Vergata, Roma), Michela Becchis (critic de artă).

Premiile Festivalului Propatria

3 trofee Propatria pentru excelenţă:

(Câstigătorii trofeelor vor fi invitati speciali ai ediţiei a VI-a 2016.)

1 premiu special oferit de catre sponsorul oficial al evenimentului;

1 premiu special de specializare pianistică „Cu România în suflet” acordat de către Directorul Artistic al Festivalului, M° Catalina Diaconu.

Se vor acorda plachete onorifice și diplome tuturor participanților; totodată vor fi premiate societățile, școlile și cluburile de apartenență.

Emanuela Ionica

Emanuela Ionica

După o avanpremieră în Toscana, la Cetona, cu un Master class și un concert final desfășurat în perioada 7-13 septembrie, M° Cătălina Diaconu, profesor de pian la Conservatorul Santa Cecilia și Director Artistic al Festivalului, a deschis manifestația cu un concert de muzică clasică ținut de cei mai buni elevi ai săi pe data de 26 septembrie în superba curte a Palatului Chigi din Formello (Roma).

Programul Festivalului a continuat la Roma, pe 7 octombrie, cu concertul “Armonii românești” susținut de către Lavinia Bocu (mezzosoprano – România), Pietro Roffi (acordeon Bayan – Italia) și Gaetano Falzarano (clarinet – Italia), în superba atmosferă oferită de Sala Baldini, în piazza Campitelli.

Un proiect de recital vocal-instrumental, voce-clarinet-acordeon, unic prin specificul melodiilor incluse în repetoriu. Aranjamente şi prelucrari folclorice ale compozitorului român Tiberiu Brediceanu, care au fost transcrise special pentru vocea mezzosopranei şi cele două instrumente de către Mugurel Scutăreanu, violonist, dirijor şi compozitor român.

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M° Cătălina Diaconu a Cetona

Tiberiu Brediceanu (1877-1968) – autor al unor cântece intense, pasionale, ale căror versuri vorbesc despre iubiri bântuite, despre trădare şi reconciliere, despre relaţii dintre mame şi fii, despre armonia omului cu natura. Sunt prelucrări folclorice, cântece vesele, în cea mai pură tradiţie de petrecere ţărănească, inclusiv “doina”- forma cea mai autentică şi caracteristică a muzicii populare româneşti

Pe 8 octombrie, un alt concert, de data aceasta de pian, intitulat o „Călătorie muzicală prin secole” şi susținut de către artista sudcoreană Jieun LEE, câștigătoarea Primului Premiu Internațional Music Competition “Dinu Lipatti” 2015 (Roma) și a Premiului Special “Festival Internațional Propatria – Tinere Talente Românești”. Concertul s-a desfăşurat, de asemenea, la Sala Baldini, în piazza Campitelli, Roma.

Partenerii media ai proiectului: Agenţia Naţională de Presă AGERPRES, TVR- Internaţional, Radio România, Più Culture, Cealaltă Românie.

La realizarea Festivalului au colaborat asociaţii şi organizaţii di România, Italia, Spania, Republica Moldova: Biroul reprezentativ al Autorității Naționale de Turism România, “Tăbăra de Film”, “Piccole Stele Cantano”, Fundația “Cantiere d’Arte Montepulciano”, Institutul de muzică din Montepulciano, IRFI Onlus, ADGRI, Proloco Cetona, As. Dacia, As. Spirit Românesc, FARI, Comitato per un centro interculturale a Roma, Conservatorio di Santa Cecilia, Liga Studenților Români din Străinătate.

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tel. 0039-3289599204 – info@propatrivox.it

Ufficio Stampa:

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Roma, Teatro Cassia: Gran Gala chiude il Festival internazionale dei giovani talenti rumeni

Români în Italia: Festivalul Propatria Tinere Talente Românești la a 5-a ediţie

ROMENI IN ITALIA. Concerto finale del Master class Internazionale di pianoforte a Cetona

APPELLO ITALIA-ROMANIA: AIUTACI A PORTARE IN SCENA I GIOVANI TALENTI

Români în Italia: Festivalul Propatria Tinere Talente Românești la a 5-a ediţie


Comunicat de presă. Roma, 21/09/2015

 

ppPentru cea de a cincea oară, FESTIVALUL INTERNAŢIONAL PROPATRIA – Tinere Talente Româneşti își va redeschide porțile  în perioada 26 septembrie – 17 octombrie cu un program bogat de evenimente cu intrare gratuită care se vor desfășura la Roma în locații de prestigiu.

Festivalul este organizat şi promovat de către Asociaţia culturală româno-italiană Propatria cu colaborarea Ambasadei României în Italia şi sprijinul financiar al Ministerului de Externe al României, prin Departamentul Românilor de Pretutindeni bucurandu-se de numeroase patronaje acordate de către importante  instituţii din Italia: Senatul Republicii, Camera Deputaților, Regione Lazio, Primăria Romei – Sectorul I.

După o avanpremieră în Toscana, la Cetona,  cu un Master class și un concert final  desfășurat în perioada  7-13 septembrie, M° Cătălina Diaconu, profesor de pian la Conservatorul Santa Cecilia și Director Artistic al Festivalului, va deschide manifestația cu un concert de muzică clasică ținut de cei mai buni elevi ai săi pe data de 26 septembrie în superba curte a Palatului Chigi din Formello.

Festivalul, născut cu scopul de a încuraja și promova tinerii români talentați din diaspora, anul acesta, pentru prima oară deschide ușile și celorlalte comunități de pe teritoriul capitalei, dând viață unui spectacol intercultural, inaugurând în acest mod o  nouă abordare a integrării și a enormelor energii legate de dialog și de o nouă concepție de cetățenie.Cetona3

Spectacolul de sunet și lumină intitulat Caleidoscop Intercultural, va avea loc pe data de 4 octombrie 2015 în Piazza San Silvestro în inima Romei, cu sprijinul Primăriei Capitalei – Municipiul I, Centrul Istoric, în colaborare cu Comitetul pentru un Centru Intercultural la Roma și va prezenta pe scenă mai bine de 100 de artiști români din diaspora și artiști apartinad altor comunități.

 România va fi reprezentată de nume importante din panorama culturală italiană: Emanuela Ionica (actor dublator de succes, câștigătoarea premiului “Vocea Feminină a anului 2014” și vocea oficială a “Violettei” în Italia), Lavinia Bocu (mezzosoprano), Valentin Roșca ( balerin – Teatrul C. Tănase, București),  Alexandra Mogoș (actriță), Arpeggio & Roua (cor), Roxana Ene (cântăreața), Diego Raita (pianist), etc…

 Pe scenă vor urca, de asemenea, nume importante care vor reprezenta alte țări:  Gianluca Ricciardi (pian- Italia), Quintaumentata (cor multietnic-Italia), Edilson Araujo (actor Proiect Black Reality- Brazilia), Tam Tam Morola (percuții – Senegal), Sarah Zuhra Lucanic (poezie- Croația) și mulți alții.

Manifestaţia, de mare impact, va permite focalizarea atenţiei întregii Capitale pentru o zi asupra  Romaniei și a brandurilor ei de promovare și cu colaborarea Reprezentantei Autoritatii de Turism a Romaniei in Italia, România va fi prezentata turiștilor aflați în acea perioadă în vizită la Roma: România ca destinație turistică, o țara cu adevărat bogată cu zone încă neexplorate, un cadru natural intact şi un mediu cultural şi tradiţional autentic, aflat în inima Europei.

Programul Festivalului va continua pe data de 7 octombrie cu  concertul Armonii românești susținut de către Lavinia Bocu (mezzosoprano), Pietro Roffi (acordeon Bayan) și Gaetano Falzarano (clarinet) în superba atmosferă oferită de Sala Baldini în piazza Campitelli, 9.

Vom avea plăcerea să ascultăm melodii românești  de T. Brediceanu, prelucrări folclorice special elaborate pentru formula de concert: voce, clarinet,acordeon și intermezzo acordeon solist, alături de aranjamente clasice, muzică de film, aranjamente jazz.

Pe 8 octombrie un alt concert, de data aceasta de pian, Călătorie muzicală prin secole, ținut de către artista sudcoreana Jieun LEE, câștigătoarea Primului Premiu Internațional Music Competition “Dinu Lipatti” 2015 și a Premiului Special “Festival Internațional Propatria – Tinere Talente Românești”. Concertul va avea loc la Sala Baldini, piazza Campitelli, 9.

Gala PROPATRIA va fi, ca în fiecare an, punctul culminant al Festivalului și va  avea loc  sâmbătă 17 octombrie la teatro Cassia, via Santa Giovanna Elisabetta, 69.

Protagonişti vor fi tineri şi adolescenți români talentați, cu reședinţa în diaspora, care s-au afirmat obținând rezultate remarcabile la nivel local, regional sau național în muzică, arte vizuale, sport sau alte domenii. Spectacolul va cuprinde  momente muzicale și artistice susținute de către tinerii în concurs. Vor fi proiectate, de asemenea, scurte înregistrari video și montaje fotografice cu momente reprezentative din pregatirea lor și ilustrative ale succeselor obţinute.

Premiile Festivalului Propatria

  • 3  trofee Propatria pentru excelenţă;

 *Câstigătorii trofeelor vor fi invitati speciali ai ediţiei a VI-a 2016

  • 1 premiu special oferit de catre sponsorul oficial al evenimentului;
  • 1 premiu special „Cu Romania in suflet” acordat de catre Presedintele juriului, M° Catalina Diaconu
  • se vor acorda plachete onorifice și diplome tuturor participanților;

Totodată vor fi premiate societățile, școlile și cluburile de apartenență.

Partenerii media ai proiectului: Agenţia Naţională de Presă AGERPRES, TVR- Internaţional, Radio România, PiùCulture, Cealaltă Românie.

La realizarea Festivalului au colaborat asociaţii şi organizaţii di România, Italia, Spania, Republica Moldova: Biroul reprezentativ al Autorității Naționale de Turism România, Tabăra de Film, “Piccole Stelle Cantano”, Fundația “Cantiere d’Arte Montepulciano”, Institutul de muzică din Montepulciano, IRFI Onlus As. “Italia-Romania: Futuro Insieme”,  ADGRI, Proloco Cetona, As. Dacia, As. Spirit Românesc, FARI “Federația Asociațiilor Românilor din Italia”, Comitato per un centro interculturale a Roma, Conservatorio di Santa Cecilia.

Juriul va fi alcătuit din 9 membri, specialişti în diverse domenii ale artei precum şi reprezentanţi instituţionali: un reprezentant al Ambasadei României în Italia, Soimita Lupu (balerina), Tatiana Covor (scriitoare), Elena Postelnicu (jurnalist Radio România Actualităţi), Bogdan Alexe (producător Tabăra de Film),  Catalina Diaconu  (pianist, profesor la cursurile preuniversitare ale Conservatorului Santa Cecilia Roma), Conte Fernando Crociani  Baglioni (jurnalist, sociolog), Giovanni Iorio Giannoli (profesor Universitatea Tor Vergata, Roma), Michela Becchis (Critic de artă).

Media Partners: Agerpres, Radio Romania, TVRinternazional, Cealalta Romanie, PiùCulture.

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ROMÂNIA, 25 DE ANI DE LIBERTATE. BIBLIOTECA BASAGLIA ROMA, 11 DECEMBRIE ORA 16,30.


Mărturie pentru a nu uita. Invitaţie pentru Joi, 11 decembrie 2014, orele 16,30, la BIBLIOTECA “FRANCO BASAGLIA” din via Federico Borromeo nr. 67, Roma: Sărbătorim Ziua Naţională şi marcarea a 25 de ani de la Revoluţie. Amintim 100 de ani de la izbucnirea Primului Război Mondial; comemorăm eliberarea, eroii şi martirii dictaturii comuniste. Participarea este liberă.  ro_11_dec_2014-page-001

Cu ocazia aniversării Zilei Naţionale şi marcarea a 25 de ani de la Revoluţie, Asociaţia IRFI onlus “Italia Romania un Viitor împreună”, organizează, cu patronajul Instituţiei Biblioteche di Roma, a Municipio Roma XIV Monte Mario, a Ambasadei României în Italia şi Ambasadei României pe lângă Sfântul Scaun şi Ordinul Suveran Militar de Malta, simpozionul ROMÂNIA, 25 DE ANI DE LIBERTATE.

Evenimentul, la care au fost invitate autorităţile şi personalităţi ale istoriei secolului XX, va avea loc joi, 11 decembrie 2014, la orele 16.30, la BIBLIOTECA publică “FRANCO BASAGLIA” din Roma, în via Federico Borromeo nr. 67.

 În program:

– Prezentarea volumelor colecţiei Memoria – editura Rediviva Milano 2014: “Catacombele României. Mărturii din închisorile comuniste” (documentare Claudia Bolboceanu, Lorena Curiman, Mirela Tingire, ediţie îngrijită de Violeta P Popescu: Ed. Rediviva 2014 şi “Între memorie şi uitare” de Mihaela Ghiţescu (traducere Ingrid B. Coman), Rediviva 2014.

– Conferinţă despre episcopul martir Anton Durcovici (1888-1951), lăsat să moară de foame şi de sete, în închisoarea de exterminare de la Sighet pe 10 decembrie 1951.

– VIDEO: “Catacombele României. Mărturii din Închisorile comuniste”(7 min.), realizator Alina Nastasa.

– CONCERT organizat de “Arpeggio”, corul madrigal al Asociaţiei IRFI onlus “Italia Romania Futuro Insieme”.

Invitaţi:   Domnul Ignazio Marino, Primarul Capitalei Roma; PS Episcop Siluan, Episcopia Ortodoxă Română a Italiei; autorităţi şi numeroase personalităţi ale istoriei secolului XX.

Vor fi prezenţi: Doamna Dana Manuela Constantinescu Ambasador al României în Italia, domnul Bogdan Tătaru-Cazaban Ambasador al României pe lângă Sfântul Scaun şi Ordinul Suveran Militar de Malta.

Vor lua cuvântul: Pr. Gavril Popa (Episcopia Ortodoxă Română a Italiei), Prof. Violeta P. Popescu (Ed. Rediviva), Prof. Fernando Crociani Baglioni (istoric, sociolog), Dott. Tatiana Ciobanu (As. italiană-moldovenească “Dacia”), Pr. Isidor Iacovici (postulator al cauzei de beatificare şi canonizare a episcopului Anton Durcovici), Ingrid Beatrice Coman (scriitoare), Pr. Gabriel Buboi (Rector al Colegiului Pontifical Pio Romeno din Roma), Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcaş (As. IRFI onlus “Italia Romania Futuro Insieme”).

“După 25 de ani de la căderea totalitarismului avem datoria morală să reflectăm asupra semnificației pe care o au libertatea și valoarea sacrificiilor celor coerenți cu propriile idealuri. Este important să înțelegem contextul simbolic pentru a vedea transformările prin care a trecut țara noastră. Există o pierdere a memoriei care generează derapaje ideologice și o îndepărtare de la ceea ce ar trebui să fie măsura tuturor lucrurilor și anume OMUL.

Filosofia personajelor din cartea Le catacombe della Romania este filosofia caracterului, al bunului simț și a solidarității creștine. Modelul personalităților prezentate în carte ne oferă o alternativă la viața agitată și uneori lipsită de sens. In schimbul epistolar al unora dintre cei pomeniți în carte se simte un echilibru interior și o frumusețe a chipului care derivă din credință.

De multe ori ne întrebăm cine are grijă de noi, răspunsul vine din patrimoniul de viață al martirilor și mărturisitorilor secolului XX, ei ne învață să trăim asemeni vulturilor deasupra tumultului și să evităm înjosirea.

Și pentru că martirii și mărturisitorii secolului XX ne învață să fim recunoscători îi mulțumesc dnei Violeta Popescu pentru entuziasmul constant în a promova litera și spiritul românesc în dialogul cu cultura și spiritualitatea italiană”. (Din mesajul consulului general al României la Milano, George Bologan).

Tot joi, în data de 11, după simpozion, începând cu ora 19.30, se va servi o bogată “cină împreună”, cu mâncăruri tradiţionale româneşti şi italieneşti, la restaurantul “L’Antico Moro” în Trastevere (Via del Moro, 61/62 – Piaţa Trilussa).  Pentru informaţii şi rezervări: irfionlus@yahoo.it sau 320 1161307.

Cum se ajunge la BIBLIOTECA “FRANCO BASAGLIA” din via Federico Borromeo nr. 67, Roma: Cu metroul A, staţia Battistini + autobuz nr. 46, 907). Informaţii la tel. +39 /06 45460370 /71 şi email: irfionlus@yahoo.it .

 

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Arpeggio

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Veroli, Grande processione per la Festa di Santa Maria Sálome


VEROLI, 1° giugno 2014 – Santa Maria Sálome. A cura di Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas.

Celebrazione Eucaristica con S.E. Mons. Ambrogio Spreafico Vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino e il Rev. Canonico Angelo Maria Oddi, Rettore della Basilica Concattedrale di S. Maria Sàlome di Veroli .

Celebrazione Eucaristica con S.E. Mons. Ambrogio Spreafico Vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino e il Rev. Canonico Angelo Maria Oddi, Rettore della Basilica Concattedrale di S. Maria Sàlome di Veroli .

 Festa e processione di Santa Maria Sálome, con il Rev. Canonico Angelo Maria Oddi, Rettore della Basilica Concattedrale di S. Maria Sálome di Veroli e S.E. Mons. Ambrogio Spreafico Vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino. Rappresentanza del Sovrano Militare Ordine di Malta; S.E. il Prefetto di Frosinone; 8 Sindaci delle città alleate e confederate, tra cui l’Ing. Massimo Scura Sindaco di Alfedena; rappresentanza del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio; volontari e barellieri e sorelle dei pellegrinaggi dell’Ordine di Malta; le confraternite storiche verolane, tra cui la Nobile Congregazione di Santa Maria Sálome, espressione religiosa del ceto nobile verolano.

Il suo nome in ebraico shalom significa pace.

Maria Salomeprocessione VeroliSanta Maria Sálome nel Vangelo viene nominata (oltre che col proprio nome), come moglie di Zebedeo, madre degli apostoli Giacomo e Giovanni e anche come suocera di Pietro e Andrea.

Dopo l’Ascensione di nostro Signore, superato un periodo di smarrimento per essere “rimasti soli” gli apostoli seppero cogliere il significato del “nuovo messaggio” e partirono per portare il Vangelo agli altri popoli. Anche santa Sálome partì. Accompagnata da San Biagio e San Demetrio. Dopo un longo pellegrinaggio evangelizzante, giunse a Veroli. Sálome  venne ospitata presso l’abitazione di un pagano: un uomo che si convertì e venne battezzato e chiamato Mauro. I suoi compagni di viaggio però non ebbero molta fortuna perché vennero perseguitati ed uccisi.

Nella casa di Mauro Santa Sálome godette della tranquillità necessaria per evangelizzare Mauro e le persone del circondario, ma dopo pochi mesi morì. Recenti indagini fanno affiorare l’ipotesi che anche la santa subì una serie di percosse che la portarono alla morte.

Mauro ebbe la sensibilità di curare personalmente la sepoltura di Sálome; ne raccolse le spoglie e le racchiuse in un a urna di pietra, sulla quale incise le parole: Hae sunt reliquiae B. Mariae Matris apostolorum Jacobi et Joannis.  Timoroso e impaurito dall’eventualità di subire anch’egli il martirio, da parte dei suoi stessi concittadini, Mauro lasciò la propria abitazione e trovò rifugio nella Grotta di Paterno, ove morì dopo tre giorni.

La storia di Sálome, dopo la sua morte, si tinge di mistero. La sua urna, con le spoglie mortali, venne rinvenuta. Tutti gli intervenuti credettero di aver trovato un grande tesoro ma, ben presto delusi, abbandonarono i resti mortali rinvenuti e nessuno prestò attenzione particolare all’epigrafe.Salome salome

Un Greco, di religione cristiana, interpretò la scrittura, raccolse le ossa, le avvolse in un panno e le nascose, momentaneamente, in un anfratto delle mura della città. Era sua intenzione trasportarle nella sua patria. Su una pietra incise le parole: Maria Mater Joannis Apostoli et Jacobi ene ista.

Storia e mistero si infittiscono. Il greco non potè realizzare il suo progetto e i resti mortali furono ritrovati il 25 maggio del 1209, da un certo Tommaso. Tommaso aveva sognato San Pietro e Santa Sálome e aveva ottenuto la rivelazione del luogo della sepoltura. I resti della sepoltura vennero presentati al Vescovo di Penne, all’abate di Casamari e di S. Anastasia in Roma e ad altri monaci. I Vescovi presenti sollevarono le Reliquie per mostrarle alla folla numerosa: circa cinque mila persone e da un osso della tibia iniziò a sgorgare del sangue.

Il prodigio apparve subito inspiegabile: Vecchie ossa calcinate versavano sangue vivo. Nel vedere ciò, tutto il popolo si raccolse in preghiera e rese grazie a Dio”.

Maria di Sálome nella Sacra Srittura

 Maria Sálome viene menzionata due volte nel Vangelo di Marco con il nome di “Salome” (Mc 15,40 e 16,1), ma grazie ad un confronto parallelo col testo di Matteo (Mt 27,56) la si può identificare come “la madre dei figli di Zebedèo“: Giacomo il Maggiore venerato a Compostela e Giovanni l’Evangelista. La tradizione la chiamerà, in seguito, “Maria Sálome“. Insieme all’altra Maria, la madre di Giacomo detto il Minore, andava al seguito di Gesù come discepola fin da quando era ancora in Galilea (Mc 15, 40-41). È presente durante l’esecuzione di Gesù (Mc 15-40; Mt 27,56) insieme a Maria di Giacomo ed a Maria Maddalena: insieme verranno in seguito indicate dalla tradizione come “le Tre Marie“. Esse «stavano ad osservare dove veniva deposto» (Mc 15,47) e trascorso il sabato «comprarono oli aromatici per andare ad iL'urna contenente i resti mortali della santambalsamare Gesù» (Mc 16,1). Saranno le prime a ricevere l’annuncio della sua resurrezione e l’incarico di diffondere tale novella.  (Fonte: madonnadellaneve.frosinone.it)

È scritto tra le pieghe storiche di una pergamena se le ossa del cofanetto di santa Sálome siano di una donna del primo secolo dopo Cristo. Tra gli oggetti rinvenuti all’interno dello scrigno, c’è uno scritto con caratteri in greco antico che potrebbe contenere la soluzione al dilemma se effettivamente le ossa della donna dentro il giaciglio siano di un corpo davvero vissuto e martoriato nel periodo cristiano.

S.E. Mons. Ambrogio Spreafico Vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino e Rev. Canonico Angelo Maria Oddi, Rettore della Basilica Concattedrale di S. Maria Sàlome di Veroli

S.E. Mons. Ambrogio Spreafico Vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino e Rev. Canonico Angelo Maria Oddi, Rettore della Basilica Concattedrale di S. Maria Sàlome di Veroli

La pergamena ritrovata con gli altri reperti, secondo quanto spiegato dal parroco Canonico Don Angelo Oddi, «partirà alla volta dell’archivio Vaticano, dove esperti linguisti scioglieranno le riserve sulla datazione del contenuto». Ma ad aver suscitato interesse e attenzione da parte degli studiosi, sono gli altri oggetti ritrovati all’interno dello scrigno: un velo medievale di tre metri di lunghezza e sessanta centimetri di larghezza, altre ossa di due corpi maschili e una medaglia templare, coniata a Gerusalemme.

In particolare questo ultimo elemento potrebbe far ipotizzare che siano stati proprio i cavalieri di Cristo ad aver contribuito fortemente alla costruzione della basilica dedicata alla santa patrona di Veroli dopo il 1209, anno del ritrovamento delle reliquie. Peraltro incise sopra il cofanetto ci sono tre croci patenti templari che rimandano ancora una volta all’ordine guerriero. Tornando poi alle altre ossa rinvenute, potrebbero essere addirittura quelle dei santi Biagio e Demetrio, della morte dei quali si ha notizia di essere avvenuta a Veroli. E proprio le condizioni delle ossa più importanti, quelle del cranio della donna, farebbero pensare a Maria Sálome deceduta in seguito a percosse e ferite. Quei segni potrebbero essere quelli lasciati da una daga romana sul corpo della santa che avrebbe portato la mirra al sepolcro di Gesù. Le lesioni subite avrebbero causato la paralisi della martire per oltre tre mesi, aggravandone le condizioni e prolungandone l’agonia.

Queste importanti novità, insieme ai risultati delle indagini scientifiche avviate dai Ris di Roma ad agosto, saranno presentate in occasione nel 2009 delle celebrazioni dell’ottavo centenario del rinvenimento del cofanetto.

Basilica di S. Maria Sálome in Veroli.

Basilica di S. Maria Sálome in Veroli

Santa Sálome nella tradizione

Dopo l’ascensione del Signore gli apostoli si misero in viaggio per portare il Vangelo agli altri popoli. S.Salome, dopo un lungo peregrinaggio, in compagnia di S.Biagio e S.Demetrio giunse a Veroli. La santa, stanca del viaggio, chiese alloggio nella casa di un pagano (poi battezzato col nome Mauro), a poca distanza dalle mura della città, mentre i suoi compagni entrarono nella città e furono martorizzati. S.Salome rimase nella casa di Mauro, lo convertì al cristianesimo e dopo circa 6 mesi (3 luglio) morì.
“Con riverenza Mauro raccolse le spoglie per la sepoltura, le racchiuse in una urna di pietra, sulla quale incise le parole: Hae sunt reliquiae B. Mariae Matris apostolorum Jacobi et Joannis. Per la paura di subire anche lui il martirio da parte dei Pagani, Mauro si nascose nella Grotta di Paterno, e morì dopo tre giorni.

Trascorso molto tempo alcuni pagani trovarono l’urna, che conteneva le Reliquie della Santa e informarono il Preside, il quale, credendo vi fosse nascosto un tesoro, ordinò che gli fosse portata innanzi; fattala aprire, vi trovò i resti della Beata Maria, per cui, senza fare attenzione all’epigrafe, disse con rammarico: Queste sono ossa di qualche cristiano: gettatele sulla piazza.
Intanto un Greco, di religione cristiana in segreto, si era recato dal Preside e leggendo la iscrizione pensò di portarsi in patria il prezioso tesoro. Di notte furtivamente raccolse tutte le ossa, le avvolse in un panno e le portò fuori la Città presso le mura; quindi sulla pietra e su una carta scrisse le parole: Maria Mater Joannis Apostoli et Jacobi ene ista. Infine nascose tutto fuori la Città presso una rupe fino al suo ritorno da Roma, dove stava per andare, in attesa di portarsi l’urna nella sua patria.” (Giovanni Martello, 1553)

Costumi tipici verolani

Giovani indossando costumi tipici verolani.

Il greco non potè effettuare il suo progetto e il corpo fu ritrovato nel 1209, da un certo Tommaso a cui S.Pietro e successivamente S. Sálome apparvero nel sogno e rivelarono la storia e il luogo della sepoltura del corpo. Infatti il corpo fu ritrovato il 25 maggio come indicato da Tommaso. “Tre giorni dopo furono presenti sul luogo il Vescovo di Penne, l’abate di Casamari e l’abate di S. Anastasia in Roma con alcuni suoi monaci. Mentre i due Vescovi sollevavano in alto le Reliquie per mostrarle alla folla convenuta in numero di quasi cinque mila uomini, da un osso della tibia si vide sgorgare vivo sangue, come non avviene per le ossa aride separate dalle carni da tanti anni. Nel vedere ciò, tutto il Popolo rese grazie a Dio” (Giovanni Martello, 1553)

La testa e le braccia furono legate in teche di argento e conservate nella tesoreria della cattedrale, mentre le altre ossa furono messe in una piccola urna che venne custodita sotto l’altare del piccolo oratorio che fu costruito subito sul luogo del ritrovamento. Più tardi si costruì sopra l’oratorio l’attuale basilica.
Durante il terremoto del 1350 la chiesa subì gravi danni e le reliqiue furono traslocate nella Cattedrale, per tornare di nuovo alla basilica nel 1742. Fonte: Il segreto di Santa Salome a Veroli

S. Messa e processione di Santa Maria Sálome , con il Rev. Canonico Angelo Maria Oddi, Rettore della Basilica Concattedrale di S. Maria Sàlome di Veroli e S.E. Mons. Ambrogio Spreafico Vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino.

Veroli, 1 giugno 2014 – Santa Messa e processione di Santa Maria Sálome , con il Rev. Canonico Angelo Maria Oddi, Rettore della Basilica Concattedrale di S. Maria Sàlome di Veroli e S.E. Mons. Ambrogio Spreafico Vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino.

Santa Maria Sálome, di cui ricorre la memoria, è conosciuta nei vangeli sinottici come la madre dei figli di Zebedèo, ovvero, Giacomo il maggiore e Giovanni l’evangelista, i cosiddetti “figli del tuono”. Questa importante santa ci ricorda l’importanza e il ruolo centrale che ha sempre avuto la donna nella tradizione cristiana, oggi come allora, in un tempo in cui la figura femminile non aveva nessun ruolo nella società: donna, madre e discepola.

Discepola di Gesù sin dai tempi della Galilea, faceva parte di quel gruppo di donne che, per grazia ricevuta, decisero di seguire Cristo per servirlo nel corso della sua itineranza, vivendo santamente il resto della loro vita. Assieme a Maria Maddalena e a Maria madre di Giacomo il minore, era presente nel corso dell’esecuzione e della morte in croce di Gesù; nei vangeli viene identificata come una delle “tre marie”, che furono le prime testimoni della resurrezione di Cristo, coloro che per prime ricevettero l’annuncio della sua resurrezione, con l’incarico di diffondere a tutti la notizia.

È interessante notare che i Vangeli apocrifi identificano Salomè come una levatrice ebrea che ebbe la grazia di assistere la Vergine Maria nel corso del parto. Il protovangelo di Giacomo, in proposito, racconta che non credendo al parto verginale di Maria volle verificare personalmente la sua condizione imenàica e inserite le dita, la sua mano si staccò, cadendo a terra tra atroci dolori; pentendosi, dunque, della sua incredulità, dopo aver toccato il Bambino, la sua mano fu risanata.

Le sue spoglie sono custodite, da circa mille anni, nella basilica Concattedrale di Veroli, di cui è la santa patrona per eccellenza. Si racconta che dopo la decapitazione del figlio Giacomo, ad opera di Erode Agrippa I nel 44 d.C., assieme a San Biagio e a San Demetrio, raggiunse via mare il Lazio. Mentre i due compagni entrarono in città subendo il martirio, Maria Sálome, stanca del viaggio, trovò ospitalità presso un pagano, che convertì e battezzò, chiamandolo Mauro.

Il 3 luglio, dopo sei mesi, la pia donna morì. Recenti studi effettuati sulle ossa della santa, hanno rilevato, oltre la morte in età avanzata, alcune lesioni su una costola e al cranio, dove all’interno è presente una macchia scura che sembra essere causata da un’emorragia interna; si pensa dunque che la santa sia morta dopo una lunga agonia provocata da brutali maltrattamenti.

VEROLI, 1° giugno 2014. Festa e processione di Santa Maria Salome, con il Rev. Canonico Angelo Maria Oddi, Rettore della Basilica Concattedrale di S. Maria Sàlome di Veroli e S.E. Mons. Ambrogio Spreafico Vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino. Rappresentanza del Sovrano Militare Ordine di Malta; S.E. il Prefetto di Frosinone; 8 Sindaci delle città alleate e confederate, tra cui l’Ing. Massimo Scura Sindaco di Alfedena; rappresentanza del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio; volontari e barellieri e sorelle dei pellegrinaggi dell’Ordine di Malta; le confraternite storiche verolane, tra cui la Nobile Congregazione di Santa Maria Salome, espressione religiosa del ceto nobile verolano.

VEROLI, 1° giugno 2014. Festa e processione di Santa Maria Salome, con il Rev. Canonico Angelo Maria Oddi, Rettore della Basilica Concattedrale di S. Maria Sàlome di Veroli e S.E. Mons. Ambrogio Spreafico Vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino. Rappresentanza del Sovrano Militare Ordine di Malta; S.E. il Prefetto di Frosinone; 8 Sindaci delle città alleate e confederate, tra cui l’Ing. Massimo Scura Sindaco di Alfedena; rappresentanza del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio; volontari e barellieri e sorelle dei pellegrinaggi dell’Ordine di Malta; le confraternite storiche verolane, tra cui la Nobile Congregazione di Santa Maria Salome, espressione religiosa del ceto nobile verolano.

Si racconta che Mauro raccolse le sante spoglie in un’urna di pietra dove vi incise Hac sunt reliquiae B. Mariae Matris apostolorum Jacobi et Joannis e per paura di subire il martirio si nascose in una caverna, morendo tre giorni dopo. In seguito l’urna fu ritrovata da alcuni pagani che, dopo aver scoperto il contenuto, gettarono il tutto in mezzo alla piazza del paese. Un uomo, di origine greca, dopo aver letto l’iscrizione sull’urna, si recò di notte in piazza e raccolse tutte le ossa avvolgendole in una stoffa e ponendole in una nuova urna che nascose sotto una rupe con l’intento di riprenderle in seguito per portarle con sé nel paese natio. Purtroppo il greco morì e le reliquie rimasero nascoste.

Nel 1029 un certo Tommaso scoprì il corpo dell’uomo e la stessa notte sognò San Pietro sotto braccio a Maria Sálome, i quali gli confidarono dove trovare le sante reliquie. Fu così che il 25 maggio, alla presenza del Vescovo di Penne, dell’abate di Casamari e dell’abate di Sant’Anastasia a Roma, furono solennemente accolte le sacre reliquie ed esibite ad una folla di circa 5000 persone che assistettero imperterrite al miracolo che vide sgorgare sangue vivo da una tibia della santa.

Una tradizione parallela narra che Sálome assieme a Maria di Magdala e Maria di Cleofa, in seguito alle persecuzione dei cristiani, dopo la morte di Gesù, furono arrestate ed imbarcate su una nave senza remi e senza vele che, guidata dalla Provvidenza, raggiunse le coste della Provenza, in un paesino chiamato poi Saintes-Maries-de-la-Mer, dove oggi sorge una chiesa a loro dedicata, che conserva le presunte reliquie delle “tre marie”. Storicamente è attestato che la Francia fu la porta d’accesso alla diffusione del cristianesimo, parimenti è noto che, nei primi secoli, molte chiese tendevano a far risalire la loro fondazione da illustri uomini e donne vissute all’epoca di Gesù.

Maria Sálome , come le altre pie donne che seguirono Cristo, dice monsignor Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino, “ci rivela la concretezza e l’accessibilità a tutti della vita cristiana”, invitandoci a “rivestirci dell’umanità di Gesù”, e dunque, morire al peccato, calcando fiduciosi le sue orme, per raggiungere quella santità cui ogni cristiano è chiamato a conquistare nel corso della vita terrena ed essere, così, in questa vita, portatori del Regno dei Cieli.  Tratto da Zenit.org

 Festa e processione di Santa Maria Salome, con la rappresentanza del Sovrano Militare Ordine di Malta; S.E. il Prefetto di Frosinone; 8 Sindaci delle città alleate e confederate, tra cui l’Ing. Massimo Scura Sindaco di Alfedena; rappresentanza del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio; volontari e barellieri e sorelle dei pellegrinaggi dell’Ordine di Malta; le confraternite storiche verolane, tra cui la Nobile Congregazione di Santa Maria Salome, espressione religiosa del ceto nobile verolano.

Festa e processione di Santa Maria Salome, con la rappresentanza del Sovrano Militare Ordine di Malta; S.E. il Prefetto di Frosinone; 8 Sindaci delle città alleate e confederate, tra cui l’Ing. Massimo Scura Sindaco di Alfedena; rappresentanza del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio; volontari e barellieri e sorelle dei pellegrinaggi dell’Ordine di Malta; le confraternite storiche verolane, tra cui la Nobile Congregazione di Santa Maria Salome, espressione religiosa del ceto nobile verolano.

La Basilica di Santa Maria Sálome (o Salomè) è l’edificio religioso più importante della città di Veroli, innestato sull’antico oratorio degli “innocenti” subito dopo il rinvenimento del corpo della Santa, nel 1209. La basilica concattedrale, dedicata alla madre degli apostoli Giacomo il Maggiore e Giovanni Evangelista, testimone della morte in croce del Signore e della sua resurrezione, e venerata come patrona della città, fu parzialmente distrutta dal terremoto del 1350. Venne ricostruita da due vescovi toscani, i quali chiamarono a Veroli numerosi pittori per affrescare le pareti interne della chiesa. Sotto l’altare è visibile il sepolcro della Santa. La chiesa è famosa anche per ospitare la Scala Santa, fatta costruire dal vescovo Tartagni; per volere di papa Benedetto XIV essa offre gli stessi privilegi di quella più celebre situata nel Palazzo Lateranense, a Roma: il fedele che la percorre in ginocchio ottiene l’indulgenza plenaria. Alla sua sinistra, una scala semicircolare permette di scendere nella sottostante Cripta degli Innocenti, dove sotto un altare si cela uno stretto passaggio verso un locale sotterraneo ove si conserva una lastra testimone del ritrovamento del corpo della Santa.

VEROLI, 1° giugno 2014. Festa  di Santa Maria Salome: con il Rev. Canonico Angelo Maria Oddi, Rettore della Basilica Concattedrale di S. Maria Sàlome di Veroli e S.E. Mons. Ambrogio Spreafico Vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino. Rappresentanza del Sovrano Militare Ordine di Malta; S.E. il Prefetto di Frosinone; 8 Sindaci delle città alleate e confederate, tra cui l’Ing. Massimo Scura Sindaco di Alfedena;

VEROLI, 1° giugno 2014. Festa di Santa Maria Salome: con il Rev. Canonico Angelo Maria Oddi, Rettore della Basilica Concattedrale di S. Maria Sàlome di Veroli e S.E. Mons. Ambrogio Spreafico Vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino. Rappresentanza del Sovrano Militare Ordine di Malta; S.E. il Prefetto di Frosinone; 8 Sindaci delle città alleate e confederate, tra cui l’Ing. Massimo Scura Sindaco di Alfedena e il nuovo Sindaco di Veroli Avv. Simone Cretaro.

 Maria Sálome viene menzionata due volte nel Vangelo di Marco con il nome di “Sálome” (Mc 15,40 e 16,1), ma grazie ad un confronto parallelo col testo di Matteo (Mt 27,56) la si può identificare come “la madre dei figli di Zebedèo”, e quindi Giacomo il Maggiore (venerato a Compostela) e Giovanni, l’Evangelista. La tradizione la chiamerà, in seguito, “Maria Sálome ” (con l’accento). Insieme all’altra Maria, la madre di Giacomo detto il Minore, o il Piccolo, per distinguerlo dal precedente, seguiva Gesù come discepola fin da quando era ancora in Galilea (Mc 15, 40-41). Secondo Matteo, Maria Sálome, sulla strada per Gerusalemme, si avvicinò a Gesù per chiedergli qualcosa: “Fa che questi miei figli siedano uno alla tua destra ed uno alla tua sinistra nel tuo regno”, ma la risposta che ricevette da Gesù fu sconcertante (Mt 20, 20-24). È presente durante l’esecuzione di Gesù (Mc 15-40; Mt 27,56) insieme a Maria di Giacomo ed a Maria Maddalena: insieme verranno in seguito indicate dalla tradizione come “le Tre Marie”. Esse “stavano ad osservare dove veniva deposto” (Mc 15,47) e trascorso il sabato “comprarono oli aromatici per andare ad imbalsamare Gesù” (Mc 16,1). Saranno le prime a ricevere l’annuncio della sua resurrezione e l’incarico di diffondere tale novella. Basilica Veroli

Da questo punto in poi non è possibile ricavare altre notizie dai Vangeli. Esiste però un’altra tradizione, secondo cui a causa delle persecuzioni contro i Cristiani seguite alla morte di Gesù, le tre Marie furono arrestate ed imbarcate su una nave priva di remi e di vele che, guidata dalla Provvidenza, raggiunse le rive della Provenza, in Francia. Il luogo dello sbarco è ancora oggi ricordato nel paesino di Les-Saintes-Maries-de-la-Mer, dove sorge una chiesa a loro dedicata. È comunque attestato storicamente che il Cristianesimo prese a diffondersi in Europa proprio dalla Gallia, che divenne quindi la porta d’ingresso della nuova religione in Europa.

Il dipinto realizzato dal pittore Paolo Gaetani “la Famiglia di Salome” raffigurante Santa Maria Salome con i figli Giacomo e Giovanni. Il quadro è collocato nella cripta all’interno della Basilica dedicata alla Santa Patrona, a Veroli.

Il dipinto realizzato dal pittore Paolo Gaetani “la Famiglia di Salome” raffigurante Santa Maria Salome con i figli Giacomo e Giovanni. Il quadro è collocato nella cripta all’interno della Basilica dedicata alla Santa Patrona, a Veroli.

dipinto

Come è finita, dunque, Santa Maria di Sálome a Veroli? In realtà, si tratta di una tradizione parallela a quella francese, secondo una consuetudine tipica dei primi Cristiani. Durante i primi secoli di sviluppo della Cristianità, infatti, molte chiese o luoghi di pellegrinaggio hanno cercato di collegare la loro storia con quella di illustri fondatori risalenti all’epoca di Gesù. Quante diocesi, per fare un esempio, hanno sostenuto che il loro primo fondatore era stato mandato direttamente da San Pietro?

Secondo quest’altra tradizione, Santa Sálome giunse nel Lazio in un anno imprecisato dopo un lungo pellegrinaggio, insieme ai santi Demetrio e Biagio. Stanca del viaggio, trovò ospitalità presso un uomo pagano, che ella convertì e battezzò col nome di Mauro. Sei mesi dopo morì, il 3 luglio. Rispettosamente Mauro raccolse le spoglie per la sepoltura, racchiudendole in un’urna di pietra sulla quale incise le parole “Hae sunt reliquiae B. Mariae Matris apostolorum Jacobi et Joannis“. Timoroso, però, di subire anch’egli il martirio, andò a nascondersi con l’urna nella grotta di Paterno, dove morì dopo tre giorni. Qualche tempo dopo alcuni pagani trovarono l’urna di pietra e ne informarono l’autorità. Questi, credendo di trovarvi un tesoro, se la fece portare ed ordinò di aprirla. Deluso di avervi trovato soltanto vecchie ossa, ed ignorandone l’appartenenza, ordinò che fossero gettate con disprezzo sulla piazza in mezzo al paese.

Rev. Canonico Angelo Maria Oddi, Rettore della Basilica Concattedrale di S. Maria Sàlome di Veroli, il Conte e la Contessa Crociani Baglioni.

Rev. Canonico Angelo Maria Oddi, Rettore della Basilica Concattedrale di S. Maria Sàlome di Veroli, il Conte e la Contessa Crociani Baglioni.

Un uomo greco, che era riuscito a leggere l’iscrizione sulla cassa, comprendendone l’importanza decise di salvare il prezioso tesoro, e nottetempo si recò sulla piazza a recuperare le ossa, che avvolse in un panno e racchiuse in una nuova urna, che andò a nascondere fuori città, presso una rupe, in attesa di portarle con sè al ritorno in patria. L’uomo, però, morì prima di poter attuare il suo piano, e le ossa rimasero nuovamente abbandonate.

Giungiamo finalmente all’anno 1029, quando un uomo di nome Tommaso s’imbatté nel corpo del greco. Grazie all’apparizione in sogno di San Pietro, prima, e della stessa Maria Sálome, dopo, comprese la storia e scoprì il luogo dove erano nascoste le reliquie. Il ritrovamento avvenne il 25 Maggio, e l’avvenimento fu celebrato dal Vescovo di Penne, dall’abate di Casamari e da quello di Sant’Anastasia a Roma. Mentre i due vescovi sollevarono in aria le ossa per mostrarle alla folla, da una tibia si vide sgorgare del sangue vivo, e tutti gridarono al miracolo. La testa e le braccia vennero legate in teche d’argento e conservate nella tesoreria della Cattedrale, mentre le altre ossa furono racchiuse in una piccola urna e custodite sotto l’altare del piccolo oratorio che venne edificato sul luogo del ritrovamento. Più tardi al posto dell’oratorio sorse l’attuale basilica. Durante il terremoto del 1350 la chiesa subì gravi danni e le reliquie furono traslocate nella Cattedrale, per tornare di nuovo alla basilica nel 1742.

 

Santa Maria Sálome è tornata in Ciociaria …
Salome

Santa Maria Sálome è tornata in Ciociaria. Coi figli S. Giovanni Evangelista e S. Giacomo Maggiore.
Stiamo parlando di una scultura lignea laccata e dorata del 1520 alta 95 cm, di grande artista tedesco, splendidamente conservata, che illustra la Santa coi due figli in braccio, ora in mano a collezionista ciociaro, dopo un lungo viaggio.
Santa Maria Sálome assieme a Maria di Cleofe e alla Beata Vergine fa parte del gruppo delle tre Marie, delle Madri piangenti la morte del Salvatore. Essa è particolarmente cara ai Ciociari poiché è la Protettrice della città di Veroli, da parecchi secoli. Bello perciò sarebbe stato se questa opera d’arte così piena di significati e di implicazioni fosse potuta tornare nella sua sede naturale e cioè nella chiesa a lei dedicata a Veroli dove in realtà, a parte una tela di santa, nessuna opera d’arte ricorda ed illustra ai fedeli la Santa coi figli. (prof. Michele Santulli)

 

Palazzo Massimo, Pontificale del Cardinale Burke nel segno della tradizione cattolica romana


431° anniversario del Miracolo di San Filippo Neri, riportando in vita Paolo de’ Principi Massimo, il 16 marzo 1583.

Roma, Palazzo Massimo alle Colonne

Roma, Palazzo Massimo alle Colonne

Il più alto Magistrato della Chiesa Cattolica Romana, S.Em. Rev.ma il Signor Cardinale Raymond Leo Burke, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, Presidente della Corte di Cassazione dello Stato Città del Vaticano, Arcivescovo emerito di San Louis, rappresenta oggi a Roma e nel mondo la punta di diamante dell’ortodossia cattolica.

I principi  Massimo, Don Carlo e Donna Elisa. Foto dagospia.com

I principi Massimo, Don Carlo e Donna Elisa.  (Foto dagospia.com)

Nessuna tregua ai cedimenti dottrinali e nel Catechismo romano, nessuna ambiguità che crei alibi al relativismo morale e al sincretismo religioso denunciati molte volte da Benedetto XVI.

Miracolo di San Filippo Neri, resuscitando Paolo Massimo (16 marzo 1583).

Miracolo di San Filippo Neri, resuscitando Paolo Massimo (16 marzo 1583).

Palazzo_Massimo_16marzo (33)

S.Em. Rev.ma il Signor Cardinale Raymond Leo Burke con i Marchesi Coda Nunziante

Richiamo aperto e fiero al Catechismo di San Pio X. Difesa della Liturgia tridentina di San Pio V, ripristinata ed ampiamente autorizzata dal Motu Proprio del luglio 2007 di Sua Santità il Romano Pontefice Emerito Benedetto XVI. Campagna martellante, e come dichiara lo stesso Cardinale, contro l’aborto, contro l’eutanasia, per la difesa della vita, per l’integrità della famiglia, contro le unioni omosessuali.

San Filippo Neri

San Filippo Neri

In questo spirito ed a conferma di tanti valori, domenica 16 marzo, S.Em. il Card. Burke, a Palazzo Massimo alle Colonne, veniva accolto da Principe della Chiesa, ed attorniato dal Patriziato romano, nella ricorrenza del 431° anniversario del Miracolo di San Filippo Neri  (il quale riportò in vita Paolo de’ Principi Massimo, nel 1583), da S.E. Principe Don Carlo con la  Principessa Donna Elisa, la Principessa Isabella, il Principe Don Ferdinando, Principe Don Stefano e l’intera Ecc.ma famiglia Massimo; dal Principe Raimondo Orsini d’Aragona e consorte S.A.R. Principessa Kethevan Bagration Ambasciatore di Georgia presso la Santa Sede, dal Principe del S.R.I. Turn und Taxis,  da Don Corrado Valguarnera Principe di Niscemi, da uno stuolo di aristocratici romani, italiani ed europei, residenti in Roma; vescovi, monsignori e officiali della Curia Romana, prelati provenienti da Spagna, Gran Bretagna, Germania, Portogallo, Romania e da dignitari del Sovrano Militare Ordine di Malta e dei primari Ordini della Chiesa: Santo Sepolcro di Gerusalemme, Costantiniano di San Giorgio e Santo Stefano, provenienti anche dagli Stati Uniti ed altri Paesi dell’America Latina: Argentina, Brasile etc.  Diplomatici accreditati presso la Santa Sede ed il Quirinale. Congregazioni religiose, quali Gesuiti, Oratoriani, Domenicani, Pallottini, Cappuccini, San Pio X, San Pietro, Cristo Re Sommo Sacerdote, Francescani dell’Immacolata… Il dignitario dell’Episcopia Greco-Ortodossa d’Italia e Malta Archimandrita Symeon Katsinas. Laici dei primari sodalizi romani: Circolo San Pietro, Associazione SS. Pietro e Paolo, Alleanza Cattolica con il Marchese Comandante Luigi Coda Nunziante e il Barone Prof. Roberto De Mattei, il Dr. Don Julio Loredo; Tradizione Famiglia Proprietà, Luci dell’Est, IRFI “Italia Romania Futuro Insieme”, Postulazione della Causa di Canonizzazione del Beato Pio IX , Istituto di Studi Storici Beato Pio IX, le Arciconfraternite Storiche Romane. Tra i prelati, S.E. Mons. Giuseppe Sciacca, Mons. Karell  Kastell, Rev. Don José-Apeles Santolaria de Puey, Rev. Don Giancarlo Tumbarello, Rev. Don Santino Spartà, Rev. Don Antonio Mario Grande rettore della Chiesa nazionale argentina di S. Maria Addolorata in Piazza Buenos Aires.

Numerosi i dignitari e cavalieri di Malta: S.E. Fra’ Duncan Gallie membro del Sovrano Consiglio e S.E. Henry Sire; Conte Prof. Fernando Giulio Crociani Baglioni, Barone Antonino Lazzarino de Lorenzo, Prof. Avv. Ernesto Liccardi Medici, Prof. Rodolfo Ricottini e rispettive consorti;  Conte Alessandro Mariotti Solimani, Nob. Dott. Stefano Zilia Bonamini Pepoli; Avv. Fabio Adernò, Cav. Gianluca Semmola, Comm. Stefano Zauli;  artisti e personaggi dello spettacolo di varie generazioni, tra cui Gina Lollobrigida, la studiosa storico dell’arte Sabrina Sforza Galitzia.

S.Em.Rev.ma Card. Raymond Burke, Rev. Don José-Apeles Santolaria e Conte Fernando Crociani Baglioni

S.Em.Rev.ma Card. Raymond Burke, Rev. Don José-Apeles Santolaria e Conte Fernando Crociani Baglioni

Mosignor Kastell descriveva ai presenti la sua consuetudine a tanto solenne ricorrenza  lungo 55 anni, così anche Don José-Apeles per 25 anni, da Celebranti la Divina Liturgia, in successione, così com’è tradizione fin dalle prime ore del 16 marzo di ogni anno nella Cappella di Palazzo dei Principi Massimo.

Roma, 16 marzo 2014

Foto e testo a cura di Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas