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ROMA. STUDENTI ROMENI E MOLDAVI RIUNITI IN PREGHIERA A SAN VITALE


Celebrazione a fine anno accademico, presieduta dal cappellano della Comunità Romena di Rito Latino in Roma.

San-Vitale_20160616 (3)Nella cornice paleocristiana di „Santi Vitale e Compagni martiri in Fovea” al Quirinale,  restaurata dal Pontefice Sisto IV, nell’Anno Santo 1475, e poi abbellita dal fior fiore del Barocco romano durante tutta la Rinascenza.

Il culmine di questo Giubileo della Misericordia del 2016, è stato celebrato dalle confessioni cristiane di lingua romena. Romeni e moldavi, romano-cattolici, ortodossi, greco-cattolici, nelle loro componenti giovanili e studentesche. Si sono riuniti in preghiera comunitaria di ringraziamento, a conclusione dell’anno accademico nelle università pontificie e pubbliche della Roma universale: Pontificia Università di San Tommaso d’Aquino “Angelicum”, Sapienza Università degli Studi di Roma e Roma Tre.

La Messa cantata, giovedì 16 giugno 2016, è stata presieduta dal Rev. Dott. Don Isidor Iacovici, destando speciale raccoglimento e partecipazione, con coro ed organo a cura di Eduard Pal e Cristina Calarasu.

Organizzata dai borsisti del Progetto “Studio Realtà” della Facoltà di Scienze Sociali dell'”Angelicum”.

Il celebrante è stato complimentato dai presenti per il recente Dottorato di ricerca in Teologia, conseguito al “Teresianum” Pontificia Facoltà Teologica, con una monumentale tesi su “Il vescovo Anton Durcovici (1888-1951) testimone di Cristo. La testimonianza fino al martirio durante il comunismo in Romania”.San-Vitale_20160616 (7)

A seguire, i complimenti ai neo laureati ed agli studenti, specialmente impegnati nel campo del dialogo tra le confessioni cristiane e l’Ecumenismo nell’Europa Orientale, come specificatamente nella diaspora romena e moldava.  San-Vitale_20160616 (17)

Conferiti loro alcuni attestati di benemerenza dal Presidente dell’Istituto di Studi Storici Beato Pio IX Prof. Fernando Crociani Baglioni.

La serata si concludeva con una àgape fraterna, che rammentava a tutti gli intervenuti e alle loro famiglie, lo spirito di fratellanza, di amicizia, solidarietà e collaborazione. Che unisce ed anima romeni e moldavi nella diaspora, nel comune destino di ricreare in Roma,  centro e cuore del Cristianesimo, faro di riferimento di tutte le nazioni latine, i presupposti della rinascita di migliori condizioni di vita, di studio e di lavoro, per l’avvenire della Patria comune, a ripartire dalle giovani generazioni.San-Vitale_20160616 (18)

Piacevole e benedicente la presenza del Rev. Mons. Pierpaolo Felicolo del Vicariato di Roma, Direttore Ufficio per la Pastorale delle Migrazioni.

Propatria Festival, vincono i giovani ambasciatori della cultura romena


Tra gli innumerevoli eventi artistici e culturali dell’ottobrata romana, un Festival Internazionale con tema specifico e che si svolga presentando al grande pubblico, all’opinione pubblica romana, nazionale ed internazionale, come è stato quello dei giovani talenti della sorella nazione romena, è un unicum nella Roma Capitale d’Italia, Capitale del mondo latino e Caput Mundi.

Foto: Marius Lupu

Arpeggio&Roua. Foto: Marius Lupu

Il Festival Propatria si è svolto nella sua V edizione a Cetona (Siena), dal 7 al 13 settembre, a Palazzo Chigi di Formello (Roma), il 26 settembre, nella Sala Baldini di S. Maria in Campitelli a Roma, il 7 e l’8 ottobre, facendo convergere in finale, sabato 17 ottobre, al Teatro Cassia, il Gala conclusivo dei Giovani Talenti.

Foto: Marius Lupu

L’Ambasciatore premia Emanuela Ionica, attrice e doppiatrice. (Foto: Marius Lupu)

L’internazionalità del Festival Propatria, risiede nel fatto che gli artisti  sono convenuti dalla madrepatria, dalla Moldova, ma sopratutto dalla diaspora rumena d’Europa e di ogni parte d’Italia, da Torino a Trieste a Palermo. Adolescenti e bambini si sono cimentati dinanzi ad una attenta ed altamente qualificata giuria, nelle discipline le più esclusive: musica corale, canto, poesia e recitazione, doppiaggio, pianoforte, violino, fisarmonica, balletto artistico, ginnastica ritmica, pittura e scacchi.   I pianisti della Prof.ssa Catalina Diaconu del Conservatorio Romano di S. Cecilia, ci hanno lasciato nel cuore toccanti capolavori: Scarlatti, Bach, Mozart, Haydn, Beethoven, Schumann, Chopin, Liszt, Debussy, Šostakovič, dopo essersi già esibiti nello spesso Conservatorio nell’Accademia di Romania.

L'Ambasciatore di Romania premia Ghenadie Rotari, fisarmonicista moldavo. (Foto: M. Lupu)

L’Ambasciatore di Romania premia Ghenadie Rotari, fisarmonicista moldavo. (Foto: M. Lupu)

I figli dei rumeni emigrati hanno dato prova dei loro talenti; certamente connaturati all’anima romena, profondamente romantica ed ispirata dal culto altamente spirituale per ogni arte; ma altresì dallo zelo e dalla passione che anima quelli che giustamente vengono qualificati giovani talenti.

Il momento della Premiazione. Foto: Marius Lupu

La Giuria premia gli artisti giovani talenti. (Foto: Marius Lupu)

Sua Eccellenza Dana Manuela Constantinescu Ambasciatore di Romania in Italia presiedeva la giuria, rappresentando le massime istituzioni rumene, rendendo così onore agli artisti che meritano ogni incoraggiamento. Genitori, famiglie e amici, accompagnavano gli artisti, in quello che è stato definito non una gara, non avendo nulla di competitivo, né agonistico, ma un Gala di adolescenti entusiasti, appassionati delle rispettive arti, che coltivano nella loro condizione quasi mai privilegiata di figli di rumeni immigrati in Italia; che rendono tanto onore alla loro nazione, tanto da essere appellati dal capo della missione diplomatica romena “piccoli, ma splendidi ambasciatori della cultura ed arte rumena in Italia e nel mondo”. Alcuni di essi si sono infatti cimentati anche in altre nazioni e continenti, dinanzi a sovrani e capi di stato, dal Brasile alla Siberia, dalla Costa d’Avorio alla Spagna e Slovenia, dalla Turchia al Giappone,  serbando e testimoniando il loro forte patriottismo, con la “Romania nel cuore”. Tanto Festival Internazionale non poteva trovare sede più naturale della Roma eterna.

Elena Constantin (Foto: Marius Lupu)

La maestra Elena Constantin con le allieve della scuola di ginnastica artistica. (Foto: M. Lupu)

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I VINCITORI 

Sono stati accordati 3 Diplomi di Eccellenza e 3 Trofei PROPATRIA 2015 a :
1. EMANUELA IONICA, doppiatrice, cantautrice, premio la miglior vocce femminile Romix 2015, la voce ufficiale di violetta in Italia.
2. GHENADIE ROTARI, fisarmonica, Trieste.
3. ELENA CONSTANTIN, ginnastica ritmica, ElanaGym, Cerenova. trofeo-Propatria

Diplomi di Eccellenza
1. CRISTIAN CIMPUREANU, violino, Spagna.
2. DANIELA MOVILEANU, Campionessa italiana assoluta di scacchi.
3. IGOR SAVA, pittore.
4. ROXANA ENE, cantante. 

Arpeggio&Roua con Ele&Edy Ricami Creativi (Foto: Marius Lupu)

Arpeggio&Roua con Ele&Edy Ricami Creativi (Foto: Marius Lupu)

 

Diplomi di Merito
1. ANDREIA NITU, pianoforte.
2. COSMINA DUMITRESCU, pianoforte.
3. ARPEGGIO & ROUA, corale.
4. DELIA AMIRI, pianoforte.
5. LSRS (Lega degli Studenti Romeni all’Estero) filiale Italia.
6. THOMAS OTTO ZINZI, regista, attore, drammaturgo, fondatore del Progetto Miniera.
7. VALERIU MIRON, volontario “Ragazzi in gamba”.
8. LOREDANA VAGNI, presidente dell’Associazione “Cuore di Cristiano” impegnata nell’oncologia pediatrica, in collaborazione con il dottor Massimo Liberatori, nella realizzazione del progetto “Ragazzi in gamba”.
9. Prof. ALESSIO COLLARIZI, per l’apporto nella divulgazione della cultura romena in Italia.
10. FEDERICO CORABETTA, giornalista, per la corretta informazione sulla comunità romena e la promozione della cultura romena in Italia.
11. “PICCOLE STELLE CANTANO” progetto promosso da Loris Ghidoni, Michele Trotta e Susanna Principe.
12. OVIDIU BURDUSA, imprenditore, sostenitore del Festival.

Foto: Comunitatea din Roma

La campionessa italiana assoluta di scacchi Daniela Movileanu. (Foto: Comunitatea din Roma)

Un Premio Speciale “ROMANIA NEL CUORE”, conferito a COSMINA DUMITRESCU, pinoforte. Il premio attribuito dal Direttore Artistico del Festival, M° Catalina Diaconu, consiste in una borsa di perfezionamento pianistico del valore di Euro 500 della durata di 10 mesi, presso la Libera Accademia di Roma.

La Giuria (Foto: Marius Lupu)

La Giuria (Foto: Marius Lupu)

 

LA GIURIA

Presidente della Giuria, l’Ambasciatore di Romania in Italia S.E. Dana Manuela Constantinescu, e i giurati: Daniela Movileanu,  campionessa assoluta di scacchi; Şoimiţa Lupu, artista dello spettacolo; Tatiana Covor, scrittrice; Elena Postelnicu, giornalista-reporter Radio România, Bogdan Alexe, produttore cinematografico “Tabăra de Film”, Catalina Diaconu, musicista; Conte Fernando Crociani Baglioni, giornalista-saggista; Michela Becchis, critico d’arte.

Fernando-Crociani-Baglioni-giuriaAl termine della cerimonia di premiazione, il Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni, quale Presidente dell’Istituto di Studi Storici Beato Pio IX, ravvisando il valore spirituale del Festival e delle persone che si sono prodigate nella sua organizzazione e celebrazione già per cinque edizioni, sopratutto sul piano della coesione interetnica e del dialogo interreligioso, proprio del messaggio artistico, in questa vigilia di apertura del Giubileo della Misericordia, ha conferito il Premio Internazionale per l’Ecumenismo a Mioara Moraru, ideatrice ed organizzatrice del Festival, e ad Elena Postelnicu giornalista-reporter di Radio Romania. E la nomina di Accademico BenemeritoS.E. Dana Constantinescu Ambasciatore di Romania a Roma.

L’Associazione IRFI onlus “Italia-Romania Futuro Insieme” formula agli artisti giovani talenti, ai docenti ed organizzatori, fervide felicitazioni ! La mulţi Ani !

Dr.ssa Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas

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Propatria Festival, dove vincono “giovani ambasciatori romeni”

Musica, recitazione, canto e danza. Nella serata finale del Festival Internazionale Propatria “Giovani Talenti Romeni” gli under 30 più talentuosi della diaspora romena nel mondo si sono “affrontati” con un obiettivo: dare della Romania un’immagine fresca e autentica.

Per questo l’Ambasciatore di Romania in Italia, Dana Constantinescu, li ha voluti definire “giovani ambasciatori di Romania”:”Il Propatria è ormai una tradizione. La sua importanza sta nel fatto che fa conoscere la comunità romena da un’altra prospettiva, dal punto di vista dei giovani romeni talentuosi. Ci rappresentano così bene e io li chiamo i giovani ambasciatori della Romania”.

Quest’anno sono stati assegnati tre diplomi di eccellenza. Il primo alla 18enne Emanuela Ionica, giovane cantautrice, voce ufficiale di Violetta in Italia e doppiatrice di film famosi come “Storia di una ladra di libri”: “Sono onorata di essere considerata un talento e di rappresentare la Romania perché faccio quello che amo. E quest’anno ho avuto la possibilità di farlo anche in romeno: ad agosto 2015 ho recitato in un film in Romania, un’esperienza meravigliosa, la prima sul set. Recitare in romeno è stato un sogno, mi ha permesso di fare quello che voglio e di scoprire la Romania dove non tornavo da quando avevo 3 anni”.

Altro diploma di merito è andato a Ghenadie Rotari, musicista moldavo, virtuoso della fisarmonica che vive a Trieste. E infine alla ginnasta romena plurimedagliata Elena Constantin.

Il premio speciale “Romania nel cuore” è stato assegnato alla giovane pianista 11enne Cosmina Dumitrescu: “E’ molto bello rappresentare la Romania in un contesto di arte e di musica. E’ bello andare in Paesi stranieri e poter dire con piacere a chi me lo domanda che vengo dalla Romania, il mio Paese, lo amo tanto”. (Fonte: askanews.it )

Altre foto: 

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Ghenadie Rotari. Foto: Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas

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Elena Constantin con le allieve della scuola di ginnastica artistica. (Foto: C. Sorici)

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CRISTIAN CIMPUREANU, violino, Spagna. Foto: Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas

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S. E. Dana Manuela Constantinescu Ambasciatore di Romania in Italia

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CRISTIAN CIMPUREANU, violino, Spagna.

CRISTIAN CIMPUREANU, violino, Spagna.

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ALFEDENA, IL PAESE DEI DOTTORI COMMEMORA IL TRENTENNALE DEL TERREMOTO


Domenica 10 agosto 2014, nel Museo Sannitico di Alfedena,  autorità, cittadini ed oriundi del borgo abruzzese hanno commemorato il 30° del disastroso  sisma che colpì la Val di Comino e l’Alto Sangro nel maggio 1984.  La manifestazione  si è svolta nel nuovo complesso  archeologico, con un filmato del 1965, prestato dalla RAI, con cui si presentava il borgo abruzzese con la maggior percentuale su scala nazionale di laureati rispetto alla popolazione.

Fonte foto: www.prolocoalfedena.org

Alfedena, Villa comunale Donna Laura De Amicis. Monumento al selciatore. Fonte foto: http://www.prolocoalfedena.org

 Gli alfedenesi erano all’epoca dediti all’agricoltura, all’allevamento e, se non emigrati all’estero,  all’antico mestiere dei selciatori nell’Agro Romano.  Il fenomeno di “paese dei Dottori” si sviluppò fin dall’8OO e vieppiù nel corso del  ‘900, a motivo della crescente aspirazione di abitanti, molti dei quali emigrati nelle Americhe, volta a ‘far studiare’ i figli, consentendo loro di raggiungere titoli di studio medio-superiori ed universitari,  e relative professioni e carriere, gravitando perlopiù su Roma.  Tanto si dovette allo spirito di emulazione che animò i migliori e più capaci studenti, quanto allo spirito di sacrificio di intere generazioni di lavoratori e padri di famiglia operosi, sagaci ed onesti.

Proiezione video "Alfedena, paese dei Dottori"

Proiezione video “Alfedena, paese dei Dottori”

Come riferito dallo storico e sociologo Prof. Fernando Crociani Baglioni:  “Quando nel 1965 il ceto medio-alto di professionisti, imprenditori ed esponenti del ceto impiegatizio, oriundi di Alfedena ma residenti a Roma,  concentrati nei contigui rioni Aventino-San Saba-Porta San Paolo-Testaccio, che da un trentennio, e poi per mezzo secolo,  si riuniva bisettimanalmente, in una sorta di circolo presso la trattoria “La Villetta” del rione romano Aventino,  confrontando i successi universitari e professionali dei rispettivi figli e nipoti, sorse il quesito di quanti essi fossero. La conta ne censì 83 laureati e 153 diplomati, considerati i 1500 abitanti esclusi gli emigrati tra i quali comunque figuravano giovani in possesso di titoli di studio. Da cui “Alfedena, il paese dei Dottori” , titolo che fu assunto dal servizio televisivo RAI su scala nazionale. Tra gli animatori ricordo il Comm. Peppino Persia Presidente della centenaria Cooperativa selciatori di Alfedena nell’Agro Romano,  mio nonno il Comm. Alfredo Brunetti Sindaco-Revisore dei conti della Cooperativa stessa ed amministratore di numerose imprese del settore,  il Capo-divisione ministeriale Dott. Alberto D’Amico,  il Viceprefetto Dott. Vincenzino Persia, i medici chirurghi Dott. Emilio Brunetti e Dott. Bruno Persia, il dirigente ISTAT Dott. Vincenzo Gigante, i bancari Dott. Pietro Persia, Rag. Teodoro Passarelli e Rag. Ennio Di Filippo,  l’imprenditore Cav. Francesco Nenni, e  la mascotte  Rag. Romeo  Amorosi,  il più giovane del “club”  dei signori alfedenesi  quasi tutti dell’800,  unico tutt’ora   felicemente vivente così come il prelato Mons. Fernando Belli.

I BRUNETTI DI ALFEDENA

Gruppo familiare di Alfedena: Comm. Alfredo Brunetti con il figlio e il nipote, medici chirurghi, Dr.Med. Emilio Brunetti e Dr.Med. Louis Carbone (residente in Erie, USA); e i generi Cav. Ottavio Floris, e P.I. Vittorio Amadei. Foto: Archivio Crociani Baglioni, 1966.

Gruppo familiare di Alfedena: Comm. Alfredo Brunetti con il figlio e il nipote, medici chirurghi, Dr.Med. Emilio Brunetti e Dr.Med. Louis Carbone (residente in Erie, USA); e i generi Cav. Ottavio Floris, e Ing. Vittorio Amadei. Foto: Archivio Crociani Baglioni, 1966.

Il Sindaco dell’epoca Dott. Enrico Marinelli,  dirigente della Cassa del Mezzogiorno,  diede grande impulso a tale immagine del paese, da far apporre cartelli all’entrata e all’uscita del borgo  del Parco nazionale d’Abruzzo, “benvenuti  e arrivederci nel Paese dei Dottori“.   Un paese che subì gli orrori della guerra nel 1943-44,  insistendo sulla Linea Gustav nell’Alto Sangro, con bombardamento, sfollamento. Numerose le vittime civili, di cui si attende in Alfedena  una lapide o cippo commemorativo.

Arch. Corrado Sterpetti

Arch. Corrado Sterpetti

A ruota sorse l’idea di realizzare per Alfedena il Monumento al Selciatore. L’opera in bronzo di un famoso scultore, rappresentando il selciatore che modella il classico ‘sanpietrino’ in pietra basaltica di forma troncopiramidale,  fu sempre iniziativa del ‘circolo della Villetta’.  Ivi raccolte le oblazioni, fu poi inaugurata e benedetta nella Villa comunale Donna Laura De Amicis il 15 agosto 1966.  Vi si  radunarono gli Alpini abruzzesi,  che per il solenne evento,  l’antico Ten. Col. Peppino Persia, affiancato dal Ten. Prof. Pino Amorosi, ebbe cura di convocare, con tutte le autorità religiose, civili e militari di Abruzzo e Molise.”

Alfedena, nel 1984 ebbe a subire la calamità del violento sisma ondulatorio e sussultorio che ne distrusse o lesionò il 90% dell’abitato.  Il secondo filmato della manifestazione del 10 agosto scorso, presentava le fasi più acute della distruzione, dei soccorsi, dei gravi disagi della popolazione terremotata, e poi della graduale ricostruzione delle case negli anni successivi.

ALFEDENA (AQ), “PAESE DI DOTTORI” E BUONA AMMINISTRAZIONE (I)

Il Sindaco di Alfedena Ing. Massimo Scura.

Il Sindaco di Alfedena Ing. Massimo Scura.

Numerose le testimonianze. Presenti il Sindaco di Alfedena Ing. Massimo Scura, l’antico Segretario Comunale Dott. Vincenzo Patitucci, l’antico Sindaco Arch. Corrado Sterpetti, il Prof. Luigi Michetti, l’Arch. Carlo Becchia,  l’Avv. Arturo Manti De Amicis con la Sig.ra Elena De Amicis, Dott. Piero Di Domenico, l’archeologa Dott.ssa Erika Iacobucci, Rag. Angela Spada, etc., riempiendosi l’aula magna del Museo”De Nino”.

©Testo, foto e video a cura di Dott.ssa Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas

Nobile Avv. Arturo Manti De Amicis con l'amico Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni

Nobile Avv. Arturo Manti De Amicis con l’amico Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni, esponenti del ceto storico alfedenese.

ALFEDENA E VEROLI RINNOVANO I PATTI SECOLARI D’ALLEANZA. IL CONTE CROCIANI BAGLIONI DA’ LETTURA DELLA PERGAMENA (video)


Alfedena, Domenica, 13 luglio 2014, Festa di Santa Maria Sálome, comune Patrona delle due città “alleate e confederate”. Solennità religiosa e storico-civile con rinnovo dei Patti a cadenza venticinquennale. Presenti le autorità religiose con il Rettore della Basilica concattedrale  di S. Maria Salome in Veroli Rev. Canonico Don Angelo Maria Oddi , ed il Parroco di Alfedena  Rev. Don Marco Wielgosz ; il Sindaco di Veroli Avv. Simone Cretaro , il Sindaco di Alfedena Ing. Massimo Scura, l’antico Sindaco di Veroli ed Amministratore provinciale di Frosinone Marchese Comm. Danilo Campanari, il quale dopo un secolo e mezzo, a seguito degli studi e ricerche del Comm. Mario Tarquini, altresì antico Sindaco della città ernica, del Visconte Notaio Giuliano Floridi e dello storico Conte Fernando Crociani Baglioni, nella Biblioteca Giovardiana di Veroli, rinnovò ad Alfedena i Patti nel 1989.

 

 La giornata, iniziata con il ricevimento delle Delegazioni in Municipio e proseguita con la solenne Messa cantata e la Processione per le vie di Alfedena, veniva coronata dall’Omelia toccante del Canonico Oddi, all’insegna dei valori cristiani da riaffermare nelle famiglie e da rivendicare nella vita sociale, con la fede, la speranza, la carità, la solidarietà e l’ideale di pace, com’è nel nome di Sálome, Shalom.

Al termine della cerimonia, la popolazione di Alfedena e la rappresentanza di Veroli con tutte le autorità, intonavano con l’Orchestra, l’Inno di Mameli, nella generale emozione.

Foto & video: Copyright © Dott.ssa Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcaş

 

ALFEDENA: INAUGURATA LAPIDE A DON MATTEO BRUNETTI, PRELATO EROE


Il 12 aprile scorso, si è svolta ad Alfedena la cerimonia commemorativa di benedizione ed inaugurazione della lapide, che ricorda il Reverendo Arciprete Don Matteo Brunetti, parroco di Castel del Giudice già di Civitella Alfedena, tenente cappellano militare nella Guerra 1915-18.

Alfedena. Foto Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas © 18La celebrazione eucaristica è stata presieduta da S.E. Mons. Angelo Spina  Vescovo di Sulmona; con Don Marco Wielgosz  parroco di Alfedena, Don Nicola Perrella parroco di Castel del Giudice e di Ateleta,  e Don Elio Venditti parroco di Capracotta.

Se la parte liturgica fu doviziosamente curata dal  Rev. Don Marco Wielgosz , la parte organizzativa, di rappresentanza e protocollo delle autorità civili e militari a livelli interregionali e nazionali, fu curata dal Conte Cav.Gr.Cr. Prof. Fernando Crociani Baglioni, pronipote del Prelato alfedenese qui celebrato.

Presente in fascia tricolore e Gonfalone comunale il Sindaco di Alfedena Ing. Massimo Scura con l’Assessore alla Cultura Arch. Gabriella Melone, che a nome di Popolo e Comune deponevano sotto la lapide una corona floreale e d’alloro. In fasce tricolori e Gonfaloni comunali, presenti altresì oltre quindici Sindaci della Valle del Sangro, abruzzesi e molisani.

Ad onorare la memoria dell’Ufficiale e Sacerdote eroico, le rappresentanze del Comando Militare Esercito Abruzzo, per gli onori militari dovuti all’antico tenente cappellano militare volontario nella Grande Guerra. Le Forze dell’Ordine rappresentando gli Ecc.mi Prefetti dell’Aquila e Campobasso; l’Ecc.mo Amministratore Apostolico di Montecassino Dom Augusto Ricci; l’Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Santo Marcianò. Il Governatore del Molise On. Paolo di Laura Frattura, di famiglia alfedenese consanguinea dell’Arciprete Brunetti (fu Rachele di Laura Frattura).

 Il Rev. Don Nicola Perrella  rappresentava S.E.Mons. Angelo Scotti Vescovo di Trivento, da successore dell’Arciprete celebrato in quanto Parroco di Castel del Giudice.

DonMatteoBrunetti (22)Il Sovrano Militare Ordine di Malta con una cospicua rappresentanza della Delegazione Granpriorale di Abruzzi e Molise, condotta dal Cav. Avv. Lorenzo Bianchi (Napoli); l’Ordine Costantiniano di San Giorgio con rappresentanza guidata dal Cav. Dott. Sandro Ambroselli (Venafro); il CISOM – Corpo Italiano Soccorsi Ordine di Malta in nutrita rappresentanza, con il capo raggruppamento abruzzese-molisano Dott. Marco Papponetti ed il capogruppo CISOM di Spoleto Dante Rossi; altresì presenti gruppi CISOM veneti e romagnoli. I gruppi Alpini di Alfedena, Scontrone e Ateleta con il Prof. Peppino Petrarca.

DonMatteoBrunetti (18)Notati tra le personalità presenti il Nobile Cav.Gr.Cr. Avvocato Arturo Manti De Amicis in rappresentanza della famiglia storica maggiorente di Alfedena, la quale diede i natali a fulgide personalità della politica, della scienza, della cultura e del progresso civile dell’Abruzzo e del Meridione d’Italia nei secoli scorsi; il Notaio Prof. Umberto Zio, esponente del mondo accademico molisano e del notariato internazionale latino, Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana; il Prof. Luigi Michetti storico locale; l’imprenditore Peppino Di Girolamo; l’Arch. Carlo Becchia benemerito ricostruttore dell’Alfedena terremotata trenta anni or sono;  professionisti, medici, ingegneri, imprenditori e quanto di meglio possa ancora esprimere il “Paese dei Dottori”. Dott.ssa Simonetta Monacelli (Roma), Dott. Andrea Raneri (Roma), Comm. Remo Celenza e Comm. Filippo Tiberia (Frosinone).

In omaggio alla sua storia, alla cultura locale, all’esempio, al retaggio, alle più nobili testimonianze da tramandare alle giovani generazioni ed a quelle avvenire.

 Testo, foto e video:   Dott.ssa  Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas

Alfedena, 28 aprile 2014

 

I BRUNETTI DI ALFEDENA

I discendenti dell’Arciprete Don Matteo Brunetti (*Alfedena, 3 maggio 1883 – †Castel del Giudice, 25 febbraio 1938), cappellano militare e parroco di Castel del Giudice nel Molise, curano una pagina fb dedicata alla veneranda memoria del Prelato caduto nel compimento del suo Sacro Ministero.

Don Matteo Brunetti: la memoria del Prelato corre sul web


Don Matteo Brunetti nasce ad Alfedena (L’Aquila) nella casa avìta di Borgo Veroli 6, dal m° Annibale, artista scalpellino in servizio per l’ornato alla Fabbrica di San Pietro in Vaticano (1850-1894) e da Rachele di Laura Frattura, genitori di dieci figli, il 3 maggio 1883.

Tenuto al fonte battesimale col nome del nonno, Matteo (benestante, proprietario dell’intero fabbricato e di cospicue aree terriere in Alfedena), maestro di scuola, esattore fondiario del Comune di Alfedena. Fu avviato dopo le elementari, dagli zii ecclesiastici (fratelli del padre Annibale), il Reverendo Don Gaetano Brunetti, Religioso  della Congregazione di San Gaspare del Bufalo missionario in Campagna e Marittima, ed Arciprete Don Filippo Brunetti Parroco di Alfedena (decorato al Valor Civile per l’opera prestata durante l’epidemia colerica che colpì Alfedena e gli Abruzzi nel 1884), alla vita ecclesiastica.

Diocesi di Sulmona-Valva: Commemorato ad Alfedena don Matteo Brunetti


Nel 1894 fu ammesso al Seminario Diocesano di Trivento, segnando così la tradizione familiare che diede nei secoli ed anche nelle precedenti generazioni, dal ‘700 e ‘800, numerosi sacerdoti di casato Brunetti. Ricevuta l’ordinazione sacerdotale nel 1907, restò in servizio al Seminario di Trivento. Nel 1915, fu chiamato alle armi come Cappellano Militare con il grado di Tenente. Seguì tutte le vicissitudini dei fronti di guerra fino alla vittoria di Vittorio Veneto del 4 novembre 1918.
Tornato in sede ad Alfedena, con dignità di canonico, fu nominato Curato Parroco di Civitella Alfedena. Officiò altresì in Villetta Barrea, in Diocesi di Montecassino. Promosso alla dignità ecclesiastica di Arciprete della Collegiata di Alfedena,  fu incardinato nella Diocesi di Trivento per reggere la Parrocchia di Castel del Giudice nel Molise. Ivi regge il suo sacro ufficio, contrastando la penetrazione protestantica e fondando la scuola, attuale Casa di Riposo.
Comandato ad officiare al Convento delle Suore in Capracotta l’11 febbraio 1938 festa della B.V. Maria di Lourdes, si recava a cavallo percorrendo lo scosceso sentiero di montagna che congiunge Castel del Giudice alla sovrastante Capracotta, per circa mille metri di dislivello.

Morì in una tormenta di neve, Alfedena ricorda Don Matteo Brunetti


Fu investito da violenta tormenta di neve, che lo sommerse con la stessa cavalcatura. Soccorso nella notte da carabinieri e volontari, venne riportato in canonica a Castel del Giudice assiderato, preda di nefrite acuta, cui seguì il fatale blocco renale. Ivi morì il 25 febbraio 1938.
Sepolto nel cimitero di Alfedena, ricordato con lapide all’interno della Cappella funeraria di Famiglia Brunetti, di cui il Vescovo di Sulmona autorizzò, nel 1989, l’officiatura privata della Santa Messa.

(fonte:   Fernando Crociani Baglioni, Labaro e Medagliere,   Editrice Laurum, Pitigliano (Gr),   2008 ) .

ALFEDENA (AQ), “PAESE DI DOTTORI” E BUONA AMMINISTRAZIONE (I)

I Conti Crociani Baglioni alla serata di beneficenza per borse di studio LUMSA


I Conti Crociani Baglioni alla serata di beneficenza per borse di studio LUMSA.

Giovedì 5 dicembre 2013,  il conte e la contessa Crociani Baglioni  hanno partecipato alla tradizionale serata dedicata a reperire fondi per le borse di studio in favore degli studenti LUMSA, che si è svolta presso la sede dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme in Borgo Santo Spirito 73 a Roma, su iniziativa dell’Associazione Luigia Tincani per la promozione della cultura.

Guarda le foto della serata : http://crocianibaglioni.wordpress.com/

 

DANA MANUELA CONSTANTINESCU, NUOVO AMBASCIATORE DELLA ROMANIA A ROMA. INCONTRO CON LA COMUNITÀ ROMENA.


  Dana Manuela Constantinescu è il nuovo ambasciatore designato della Romania in Italia, Malta e San Marino.

L'incontro dell'Ambasciatore con i rappresentanti della comunità e della stampa romena in Italia

L’incontro dell’Ambasciatore con i rappresentanti della comunità e della stampa romena in Italia

Mercoledì, 12 giugno 2013, Sua Eccellenza l’Ambasciatore designato Dana Manuela Constantinescu ha incontrato presso la sede dell’ Accademia di Romania a Roma i rappresentanti delle associazioni e della stampa rumena in Italia.

All’incontro erano presenti il Console Generale a Roma  Dott.ssa Mirela Rusu, il responsabile dei Rapporti con la comunità romena Dott.ssa  Oana Liscan,  l’addetto per gli Affari Sociali e Lavoro Dott.ssa   Mirela Videa e il direttore dell’Ufficio Stampa Dott.  Ovidiu Pufu.

L'incontro dell'Ambasciatore con i rappresentanti della comunità e della stampa romena in Italia

Intervento all’incontro dell’Ambasciatore con i membri della comunità  romena in Italia

Durante l’incontro, i partecipanti hanno affrontato temi di interesse generale per i cittadini rumeni che vivono e lavorano in Italia, cercando di identificare nuove formule di collaborazione tramite l’Ambasciata e i rappresentanti della comunità romena.

S.E. l'Ambasciatore di Romania in Italia Signora Dana Manuela Constantinescu in dialogo con i membri della comunità  a Roma

S.E. l’Ambasciatore di Romania in Italia Signora Dana Manuela Constantinescu in dialogo con i membri della comunità a Roma

Sono stati toccati argomenti quali l’integrazione, la legalità, la collaborazione con le associazioni, la partecipazione alla vita amministrativa, culturale e politica, l’informazione, i servizi consolari e sociali… La Dott.ssa Oana Liscan responsabile Rapporti con la comunità romena, ha presentato alle associazioni “La guida del lavoratore rumeno in Italia”.

Incontro

L’ambasciatore Dana Manuela Constantinescu incontra i membri dell’Associazione Italia-Romania: Futuro Insieme. Nella foto, da destra:  Magda Elena Chirnoaga, S.E. l’Ambasciatore, Rodica Osadet (di spalle), Tudor Doru Mitroiu, e Simona Cecilia Farcas

All’incontro erano presenti con le associazioni rumene maggiormente rappresentative, il Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni, il  Gr. Uff. Avv. Pasquale Landolfi cassazionista, il Cav. Avv. Carlo Cudemo ed esponenti della società romana, del mondo della cultura e dell’arte e del mondo forense; da sempre vicini alla comunità romena in Italia e al mondo diplomatico; i quali difesero nei momenti difficili della campagna emotiva  preudo-xenofobica che percorreva l’Italia fomentata, alimentata  artificiosamente dalla stampa, la causa ragionevole dell’accoglienza e dell’integrazione, per il dialogo e la fratellanza tra italiani e rumeni. 

Dott.ssa Oana Liscan responsabile Rapporti con la comunità romena dell'Ambasciata, Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni e Avvocato cassazionista Pasquale Landolfi

Dott.ssa Oana Liscan responsabile Rapporti con la comunità romena presso l’Ambasciata, Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni e Avvocato cassazionista Pasquale Landolfi

Chi è il nuovo ambasciatore designato della Romania a Roma?

Dana Manuela Constantinescu

Classe 1962, Dana Manuela Constantinescu è nata a Slobozia, nella regione storica della Muntenia (sud-est della Romania). Laureata in ingegneria meccanica a Bucarest, nel 1986, presso la Facoltà di Attrezzature Tecnologiche dell’Istituto di Costruzioni; ha esercitato la professione nel settore fino al 1992, quando fu chiamata a coprire la carica di direttore generale per i rapporti internazionali del Ministero dei Trasporti, essendo Ministro del dicastero Traian Băsescu. Nel 2006, la Signora  Constantinescu è nominata ambasciatore della Romania in Slovenia sino al 2011. Nello stesso periodo, S.E. il Presidente Băsescu avvicendava dalla carica S.E. l’ambasciatore Răzvan Rusu, per poi nominare S.E. la Signora Dana Manuela Constantinescu, accreditandola in Italia, Malta e San Marino.

Da alcuni giorni, dopo due anni di vacatio sedis, S.E. la Signora Dana Manuela Constantinescu, ottenuti i rispettivi gradimenti, è designata a Roma, La Valletta e San Marino.

Alla nuova Ambasciatrice, i più fervidi auguri di Futuro Insieme e dei connazionali che si riconoscono nella nostra associazione.

  Foto e testo a cura di Simona Cecilia Farcas

Roma, 13 giugno 2013

Muro Lucano (PZ), Oggi inaugurazione mostra “Personaggi e costumi nelle dimore storiche lucane”


Organizzata dall’Associazione Dimore Storiche Italiane, sarà ospitata dal 20 aprile al 19 maggio nel Museo Archeologico Nazionale di Muro LucanoSantArcangelo

 

All’inaugurazione, che si terrà oggi, 20 aprile alle ore 11, prenderanno parte il sindaco Gerardo Mariani, il Presidente dell’Adsi (Associazione Dimore Storiche Italiane) avv. Francesco Scardaccione ed il Direttore del Museo dott. Salvatore Pagliuca.

 Intervistato da Simona C. Farcas,  l’avv. Francesco Scardaccione presidente dell’Associazione Dimore Storiche Italiane anticipa per Futuro Insieme alcuni nomi di personaggi raffigurati nella mostra “i quali abitarono le dimore storiche lucane, le restaurarono, e furono protagonisti della storia pubblica o privata delle rispettive famiglie di appartenenza.”

 Francesco Scardaccione, curatore della pagina fb Sant’Arcangelo Com’eraè uno studioso di scienze storiche ed ausiliarie della storia. Autore insieme a Carlo Cudemo del volume Famiglie nobili e notabili di Basilicata tra il XVI e il XIX secolo, testo autorevole per tutti gli studiosi di scienze storiche in area meridionale. Oggi altresì molto impegnato e ad alti livelli nella tutela delle dimore storiche nel Sud d’Italia, così come in una primaria attività di promozione agricola, turistica, di allevamento d’eccellenza  e  nel campo degli sport equestri, sempre a tutela dei valori naturalistici e della salvaguardia dell’ambiente nella sua originaria  Basilicata.

Dopo il libro, la mostra: chi sono e cosa riservano al visitatore i personaggi storici lucani?

“La mostra consente di vedere sguardi, vestiti, righe e pance che sono il ritratto di un’epoca. Personaggi tra il XVIII ed il XX secolo per la prima volta raccolti in un unica mostra. Francesco Arcieri, Annibale Berlingieri, Giovanni Di Giura, Cesare Donnaperna, Prospero Fortunato, Luigi Martuscelli, Domenico Piccininni, Raniero Pipponzi, Francesco Scardaccione, Vincenzo Schiavone Panni, Michele Spaziante…  

Famiglie Nobili, Gentilizie e Notabili che comunque hanno dato un contributo di rilievo alla Basilicata. Ecco alcuni cognomi dei 38 pannelli di personaggi appertenuti a varie famiglie tra cui: i nob. Amodio, i nob. Martuscelli, i Pipponzi, i Nob. Latronico, i Nob. Panni, i B.ni Arcieri, i M.si Berlingieri, i B.ni Di Giura, p.ssa Caracciolo, i Lordi, i M.si Donnaperna, i B.ni Fittipaldi, i Nob. Fortunato, i B.ni Piccininni, i B.ni Scardaccione, i Schiavone Panni, i Spaziante, i M.si Venusio ecc..”.

Scardaccione F. e Cudemo C., Raccolta delle famiglie nobili e notabili di Basilicata, tra il XVI e il XIX secolo, Erreci edizioni.
Il volume, che è stato ufficialmente presentato a Roma dal Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni, nell’aula magna dei Piceni in piazza San Salvatore in Lauro lo scorso 13 luglio 2005, è il frutto delle ricerche compiute dagli avvocati Francesco Scardaccione e Carlo Cudemo, e vanta la prefazione del Senatore Prof. Giampaolo D’Andrea, docente di storia moderna all’Università di Basilicata.

scardaccione

L’opera si apre con alcune interessanti riflessioni di tipo storico e sociologico sul concetto di nobiltà nel periodo preso in esame e -in particolare- con riferimento al ceto nobile in Basilicata, regione che finora era sfuggita ad indagini sistematiche sull’argomento. Dalle stesse emergono chiaramente i criteri seguiti dagli Autori nel selezionare le famiglie da includere nel loro studio, che vengono distinte in nobili, gentilizie e notabili, fornendo per identificare queste ultime categorie dei precisi indici, ciò che è senz’altro lodevole, in quanto se da un lato il concetto di famiglia nobile appare sufficientemente preciso, il concetto di notabilità appare per converso decisamente più sfumato, e passibile di fraintendimenti. Al riguardo, tuttavia, si ritiene che sarebbe stato auspicabile un maggiore approfondimento circa la legislazione borbonica, in particolare per quanto riguarda la nobiltà derivante dall’ammissione alle piazze nobili, con una chiara elencazione delle città lucane nelle quali vi era la separazione dei ceti, rimandando per ciascuna di esse agli atti sovrani con cui tale separazione è stata concessa o riconosciuta.
L’elencazione delle singole famiglie e dei loro più insigni esponenti occupa più di trecento pagine, offrendo al lettore e -soprattutto- al ricercatore un ricco repertorio di quelli che, per usare le parole del Cudemo, possono sembrare “illustri notabili sconosciuti”, che però hanno fatto spesso la storia della loro regione e dello stato di cui sono stati sudditi. Seguono infine in appendice alcuni schemi genealogici.
Gli Autori offrono la loro ricerca in forma sintetica e con la seria apertura scientifica di chi vuole integrare ed emendare eventuali errori od omissioni. È proprio accogliendo questo invito che segnaliamo come l’opera sarebbe enormemente arricchita da un approfondimento bibliografico che illustrasse le fonti, quanto meno le principali, dalle quali sono state attinte le notizie riportate nelle schede di ciascuna famiglia, in modo da offrire a chi voglia imbattersi in nuove e più specifiche ricerche un saldo appiglio. Similmente l’opera troverebbe il suo coronamento nella blasonatura degli stemmi delle famiglie trattate, dove noti, con l’indicazione della relativa fonte (pubblici monumenti, documenti, concessioni ecc.). Al riguardo e comunque, si ritiene che da una seconda auspicata edizione dovrebbe essere stralciato il capitolo relativo alla normativa araldica e ciò per due ragioni: la prima è che essa si riferisce ad un’epoca diversa da quella presa in esame nel corpo principale dell’opera; la seconda, è che essa merita in ogni caso una trattazione più sistematica ed approfondita, per la quale sembra sufficiente fare rinvio alla più autorevole dottrina, anche per lasciare spazio alla parte veramente originale dell’opera.

 

SANTI ANNA E GIOACCHINO: LA FESTA RELIGIOSA DELLE FAMIGLIE CRISTIANE


Roma, 27 luglio 2012 (Simona C. Farcas) – Solenne celebrazione ieri sera, 26 luglio, dell’Arciconfraternita di S. Anna de’ Parafrenieri e degli Addetti ai Sacri Palazzi Apostolici, presieduta da S.E. Rev.ma Mons.  PAOLO DE NICOLO’, Reggente la Prefettura della Casa Pontificia, nella Chiesa romana di S. Caterina della Rota.

Presente il Corpo Diplomatico, membri della Segreteria di Stato e Famiglia Pontificia ecclesiastica e laica, gentiluomini di Sua Santità, l’Anticamera Pontificia con il Decano a capo dei sediari in divisa, rappresentanza del Sovrano Militare Ordine di Malta, cavalieri dell’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme, esponenti dell’aristocrazia romana facenti capo al Principe Orsini d’Aragona, e membri di altre Confraternite storiche romane; congregazioni religiose femminili diffuse in tutto il mondo e il clero della Fraternità di San Pietro della vicina chiesa parrocchiale della SS.ma Trinità de’ Pellegrini, dove si officia nel rito romano antico per il Centro di Roma.

Roma, Celebrazione nella chiesa di S. Caterina della Roma

Roma, Celebrazione della Festa di Sant’Anna nella chiesa di S. Caterina della Rota

 Altresì presenti con tanto spaccato della Santa Sede e del Vaticano nel suo complesso e del laicato romano, rappresentanti di comunità di immigrati dall’Europa Orientale all’America Latina, con l’Associazione “Italia-Romania: Futuro Insieme” ed altri sodalizi, particolarmente devote a Sant’Anna. 

 Al termine della Messa cantata, l’Ecc.mo Presule capo della Prefettura del Papa, ha rivolto la preghiera dinanzi all’altare di Sant’Anna fregiato delle reliquie.

Alla presenza di future mamme con le rispettive famiglie, si è recitata la preghiera dei fedeli alla mamma della Madonna.

E’ stata questa una manifestazione di fede e di esaltazione dei valori umani e cristiani della famiglia così come insegna il Vangelo. Una riaffermazione dell’ideale di famiglia cristiana, scevro dall’edonismo, dal nichilismo della società secolarizzata, laicistica dei tempi correnti, dove imperversa il relativismo morale e sincretismo religioso costantemente denunciati dal Santo Padre Benedetto XVI.

Numerosi i giovani presenti e gli adolescenti accompagnati dalle rispettive famiglie cristiane, espressione del laicato cattolico romano nelle sue molteplici realtà organizzate di apostolato religioso e sociale.

Da sin.: il Consigliere di Ambasciata di Polonia presso la Santa Sede Anna Kurdziel; il Segretario dell'Istituto di Studi Storici Beato Pio IX Dott. Stefano Zauli; il Cerimoniere Arch. Stoppa; il Decano generale Gr.Uff. Massimo Sansolini; il Decano dell’Anticamera Pontificia Comm. Prof. Augusto Pellegrini; sediari pontifici; il Conte Cav.Gr.Cr. Prof. Fernando Crociani Baglioni, in rappresentanza del Sovrano Militare Ordine di Malta e personalmente del cappellano capo emerito Rev.mo Mons. Azelio Manzetti

Da sinistra: il Consigliere di Ambasciata di Polonia presso la Santa Sede Anna Kurdziel; il Segretario dell’Istituto di Studi Storici Beato Pio IX Dott. Stefano Zauli; il Cerimoniere Arch. Stoppa; il Decano generale Gr.Uff. Massimo Sansolini; il Decano dell’Anticamera Pontificia Comm. Prof. Augusto Pellegrini; S.E. il Principe Don Raimondo Orsini d’Aragona, Sua Altezza Reale la Principessa Kethevan Bagrationi di Georgia, Ambasciatore della Georgia presso la Santa Sede; sediari pontifici; il Conte Cav.Gr.Cr. Prof. Fernando Crociani Baglioni, in rappresentanza del Sovrano Militare Ordine di Malta e personalmente del cappellano capo emerito Rev.mo Mons. Azelio Manzetti; il ministro consigliere S.M.O. di Malta in Armenia Dott. Corrado Ruggieri, il Consigliere ecclesiastico dell’Ambasciata d’Ungheria presso la Santa Sede Mons. László Németh .

Come risulta anche dal web e praticato attraverso le nuove tecnologie, si riscontra l’invocazione delle giovani famiglie cristiane rivolte a tale santa chiamata all’interruzione del peccato originale; ad essere soggetto prediletto nel disegno della salvezza e strumento dell’Immacolata Concezione. Com’è nella verità di fede sancita dal Dogma proclamato dal Beato Pio IX.

Arciconfraternita di S. Anna de Parafrenieri

Arciconfraternita di S. Anna de Parafrenieri

‎”La ricorrenza dei santi Gioacchino e Anna fa pensare al tema dell’educazione, che ha un posto tanto importante nella pastorale della Chiesa. In particolare, ci invita a pregare per i nonni, che nella famiglia sono i depositari e spesso i testimoni dei valori fondamentali della vita. Il compito educativo dei nonni è sempre molto importante, e ancora di più lo diventa quando, per diverse ragioni, i genitori non sono in grado di assicurare un’adeguata presenza accanto ai figli, nell’età della crescita. Affido alla protezione di Sant’Anna e San Gioacchino tutti i nonni del mondo, indirizzando ad essi una speciale benedizione.” (Papa Benedetto XVI)

L’ORDINE DI MALTA IN EMILIA, SOCCORSO AI TERREMOTATI


 Il Campo del Sovrano Ordine nel Modenese: banco di prova della carità melitense nell’epicentro del terremoto emiliano

Bomporto, 15 luglio 2012 – Cinquanta volontari tra CISOM Corpo Italiano Soccorsi Ordine di Malta e soldati del Corpo Militare SMOM, Sovrano Militare Ordine di Malta, comandati dal Capitano Migliavacca del Primo Reparto di Milano, si avvicendano da tutta Italia, alla gestione di un Campo per i terremotati della provincia Modenese, a Bomporto.

Dalla Lombardia alla Sicilia, da Roma, Napoli, Bari, si avvicendano reparti di giovani e anziani, medici, infermieri, farmacisti, psicologi, ma altresì professionisti di ogni genere, per alleviare le sofferenze dei terremotati, perlopiù stranieri extra-comunitari (di Marocco, Tunisia, Algeria, Ghana, Senegal, Albania), e per alleviarne il disagio sociale, il panico, la crisi di lavoro e ambientamento cagionata dall’emergenza propria del sisma. L’alzabandiera del Campo ogni mattina viene assicurata dal personale militare e volontario al canto dell’Inno di Mameli e alla presenza di un plotone di paracadutisti della Folgore, accampati nei paraggi, in servizio di sicurezza.

L’Arcivescovo di Modena, S.E.Rev.ma Mons. Antonio Lanfranchi, ha recato in questi giorni il conforto della Chiesa ai quattrocento sfollati nel Campo di Bomporto, celebrandovi una Santa Messa, ove la popolazione delle varie etnie e confessioni ha mostrato la sua gratitudine, rispetto e attaccamento alle autorità della Protezione Civile, a quelle del Sovrano Militare Ordine di Malta, ai volontari militari e civili e all’Amministrazione comunale che coordina gli interventi. Presente con altre autorità del Sovrano Ordine dell’Emilia Occidentale il Conte Giulio Forni, Cavaliere d’Onore e Devozione in Obbedienza , e tre sindaci in fascia tricolore dello stesso Bomporto e di comuni viciniori.

 Il Capocampo perugino Dott. Alessandro Pieroni, e il Vicecapocampo  padovano Attilio Dello Vicario,  hanno risposto in varie occasioni ad interviste giornalistiche e televisive, mettendo in evidenza l’impiego degli uomini secondo il carisma del Sovrano Ordine: “tuitio fidei obsequium pauperum” (“difesa della fede e servizio ai poveri”).

Oggi il Conte Prof. Fernando Giulio Crociani Baglioni, Cavaliere di Grazia e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta, addetto al Cerimoniale del Gran Priorato di Roma, ha passato le consegne al Conte Avv. Clemente Riva di Sanseverino, Cavaliere d’Onore e Devozione in Obbedienza del Sovrano Militare Ordine di Malta, Delegato Granpriorale di Bologna, il quale guida per il prossimo turno un cospicuo gruppo di volontari emiliano-romagnoli.

L’assistenza spirituale è stata assicurata altresì dal Reverendo Cappellano Militare della Legione Carabinieri Emilia-Romagna, Magg. Don Giuseppe Grigolon, il quale ha celebrato la Messa al Campo con il coordinamento del M.llo CC Alan Petrucci, del gruppo CISOM di Velletri (RM). Questi, cambusiere del campo, e molto attivo a rallegrare le serate alla chitarra, coi repertori tradizionali d’ogni regione d’Italia.

 

Entusiasti i bambini, gli adolescenti, e con loro felici i genitori di ricevere con l’assistenza materiale e morale, medica, infermieristica, psicologica e ludico-didattica da un’equipe di psicologi, anch’essi volontari CISOM, nonché da alcuni Ufficiali medici dei Carabinieri, con il Dott. Alessandro Staffelli, e Dott. Cav. Luca Rota,  giunto da Milano, veterano dei terremoti, come lo fu a L’Aquila da Ufficiale medico dei Carabinieri, il Capo Gruppo di Velletri Ciro Lombardo, Antonio Tozzi del CISOM di Roma, e diversi militari, soprattutto dei CC, PS e GdF, tra i quali si distinguono il Prof. Fabio Di Fede dell’Università Federico II di Napoli, Dott. Cav.  Casati, medico chirurgo, Capo raggruppamento CISOM della Liguria, con la fida infermiera italo-cilena  Esmeralda,  Cristian Greco della Polizia Tributaria di Genova, Giovanni Sopio del Nucleo Operativo CC in Calabria,  e tanti amici tra i quali così meritevole Toni, il cuoco di Campo volontario sardo, in servizio nella Guardia di Finanza a Como, e le sue aiuto-cuoche veronesi, Francesca e Isabella e barese Maria Rosaria . Meritevoli anche per aver assicurato nella cucina il massimo rispetto alle regole e consuetudini alimentari di cristiani e musulmani. Questi ricambiavano con molta cortesia. al pomeriggio,  con il loro thè marocchino, speziato e ricco di aromi e così gradito dagli altri del Campo.

 

Tutto ciò in attesa, cessata l’emergenza, di un tranquillo ritorno degli sfollati in autunno alle loro case, riparate, restaurate, riportate in sicurezza e in taluni casi ricostruite.  Speriamo tempestivamente e sopratutto con la riapertura delle scuole, prevista per il 15 di ottobre, così come con la piena ripresa economica della Regione a così forte intensità di attività industriale.