ROMANIA, 25 ANNI DALL’INSURREZIONE. LIBERTÀ DOPO LA RIVOLUZIONE.


Giovedì, 11 dicembre ’14,  l’Associazione IRFI “Italia Romania Futuro Insieme” ha organizzato presso la Biblioteca Franco Basaglia in Roma, alla presenza dell’Ambasciatore di Romania in Italia S.E. Dana Constantinescu, della vicepresidente dell’Istituzione Biblioteche di Roma Graziella Baratta, della responsabile del servizio Servizio Intercultura delle Biblioteche di Roma Capitale Gabriella Sanna  e del responsabile della Biblioteca Franco Basaglia Cataldo Coccia, un evento commemorativo dedicato alla Romania nel suo 25° dalla Rivoluzione.

Perché questo evento ? “Perché abbiamo un dovere di coscienza: dare testimonianza perché ciò è stato. Nell’ambito delle manifestazioni per la Festa Nazionale, mancava, tra i vari, un evento commemorativo della ricorrenza storica (1 dicembre 1918), che coincide con il giubileo della Rivoluzione del 1989, scoppiata il 16 dicembre, a Timişoara.

A differenza dei Paesi vicini, dove il comunismo implose ed il passaggio alla democrazia avvenne pacificamente. In Romania, esplose una autentica Rivoluzione popolare, dalle conseguenze cruente: il popolo insorse non potendo più sopportare la schiavitù con le privazioni, la fame e la riduzione in miseria, le angherie e violenze contro gli inermi. A fronte di sfacciate e odiose ruberie di una oligarchia tirannica espressa dalla famiglia dello stesso tiranno. L’arresto del pastore protestante László Tőkés fu la goccia che fece traboccare il vaso, dando il segnale all’insurrezione. Ancor prima, a Iaşi, la mia città, i tentativi di manifestazione contro il regime furono soffocati e i quattro artefici arrestati con l’accusa di “acţiuni anarhoprotestatare de propagandă împotriva orânduirii socialiste”.

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Biblioteca Europea – Roma, 15.01.2008 *

La repressione ordinata sciaguratamente con l’aprire il fuoco sulle masse a Timişoara, scatenò la reazione generale dei romeni in tutte le grandi città. La Nazione, nella sua anima profonda non attendeva che il segnale per insorgere; scese nelle strade assaltando edifici pubblici e del regime. Presto l’Armata e la Milizia, rifiutando gli ordini di repressione violenta, fecero causa comune col popolo. Le bandiere tricolori apparvero a migliaia col buco al centro in tutte le piazze. E per il regime comunista di Ceauşescu fu la fine. Come fenomeno storico ineluttabile, fu la fine del comunismo in Europa Orientale. Subimmo 1.104 caduti e  3.352 feriti.

A 25 dalla Rivoluzione, la Romania annovera una nuova generazione educata e cresciuta in libertà, che del comunismo non può serbare né rimpianto, né nostalgia. Libertà ha significato molte cose: libertà di pensiero, di proprietà, di educazione, di culto religioso, di stampa, di associazione politica, sindacale e culturale, libertà d’impresa, libertà di emigrazione e di spostamento. E tutto un nuovo costume e stili di vita e di giustizia sociale, che nel mondo civile corrispondono alla democrazia.

Sta ora a noi, insieme ai giovani, agli intellettuali, agli imprenditori, ai nuovi dirigenti, creare un clima di onestà e fiducia per un futuro migliore; rigettando corruzione e la disaffezione che spesso alligna anche nei paesi democratici verso le istituzioni, quando esse non fomentano la coesione sociale, spargendo il cattivo esempio nella vita pubblica proprio del malcostume corrotto e corruttore.

La libertà, la democrazia, ci ha dato la possibilità di scegliere, di cambiare, di andarcene se non siamo d’accordo. Di dire, scrivere o gridare la nostra critica. Di votare senza che qualcuno ci punti una pistola alla nuca, o di obbligarci ad ossequiare il potente di turno. Dunque, fu lotta per la dignità prima ancora che per una forma di governo e di stato democratico liberale, semi-presidenzialista e sociale, diverso da quello totalitario comunista, che gli esiti della Seconda Guerra Mondiale e il bolscevismo stalinista ci impose.”

Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas, Associazione Italia Romania Futuro Insieme

Biblioteca Franco Basaglia – Roma, 11 dicembre 2014

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ARPEGGIO

Il convegno iniziava con l’Inno Nazionale “Destati, Romeno”, intonato da tutti e accompagnato da “Arpeggio”, il coro madrigale dell’Associazione IRFI onlus, che poi offriva ai presenti un breve concerto di repertorio patriottico.

Ricordando i molti caduti, i perseguitati, i carcerati per 45 anni, nell’evento abbiamo in particolare commemorato  il vescovo di Iaşi Anton Durcovici proclamato beato da Papa Francesco, in quanto martire per la fede, per essa torturato e assassinato nel 1951 dagli sgherri comunisti.  Vibrante la commemorazione della biografia e del sacrificio tenuta dal Rev. Don Isidor Iacovici capo della Comunità romena di rito latino a Roma e postulatore della causa di beatificazione e canonizzazione dello stesso vescovo martire.

Prof. Violeta Popescu e la scrittrice Ingrid B. Coman dell’Editrice Rediviva hanno presentato i libri collana Memoria/2014: Le catacombe della Romania. Testimonianze dalle carceri comuniste (1945-1964), a cura di Violeta P. Popescu e “Tra oblio e memoria” di Micaela Ghițescu, tradotto da Ingrid B. Coman.

Sono intervenuti lo storico conte prof. Fernando Crociani Baglioni, il Rev. P. Gavril Popa Canceliere dell’Episcopia Ortodossa Romena d’Italia, il RevP. Gabriel Buboi Rettore del Pontificio Istituto Pio Romeno, la Prof.ssa Tatiana Ciobanu poetessa e figura di spicco della comunità moldava a Roma. La regista e attrice Violeta Bârlă ha dato voce ad alcuni brani di alcuni di coloro che hanno sofferto anni di  dura prigionia oppure hanno perso la vita durante la detenzione, come il poeta Valeriu Gafencu (1921–1952), Padre Gheorghe Calciu Dumitreasa (1925-2006), “il detenuto profeta” Ioan Ianolide (1919-1986); il poeta ed intellettuale Radu Gyr (1905–1975); il filosofo Petre Țuțea (1901–1991); lo scrittore Nicolae Steinhardt (1912–1989) ed altri.

Presenti Rev. Don Adrian Danca direttore del servizio Radio Vaticana in lingua romena; Elena Postelnicu giornalista di Radio Romania; Cristi Merchea Direttore di Emigrantul; numerosi esponenti delle sigle rumene presenti sul territorio e studenti del corso di lingua italiana, studenti universitari e seminaristi.

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* Nella foto, da sinistra: Simona Cecilia Farcaş dell’Associazione IRFI “Italia Romania Futuro Insieme”, prof. Luisa Valmarin Ordinario di romeno presso l’Università “La Sapienza” – Roma, l’Assessore alle politiche culturali Silvio Di Francia,  il Presidente delle Biblioteche di Roma Igino Poggiali e  in rappresentanza dell’Ambasciata di Romania a Roma George Bologan. Conferenza stampa di presentazione delle nuove sezioni di libri in lingua romena nelle Biblioteche di Roma. Martedì 15 gennaio 2008, alla Biblioteca Europea.