Diritto al lavoro e dignità del lavoro. Dalla globalizzazione dell’economia al caso italiano


Gli economisti di destra e di sinistra, categorie politiche apparentemente superate dopo la crisi del comunismo reale nel 1989, ma in realtà ancora ben presenti nelle loro articolazioni accademiche e nelle consulenze agli uomini di governo, poco o nulla obiettano ai nuovi miti dell’economia industriale contemporanea: globalizzazione, flessibilità del lavoro (o meglio sarebbe dire flessibilità del “diritto” al lavoro) lavoro part-time (lavoro a tempo parziale) che è una riproposizione del vecchio “caporalato”, o lavoro alla giornata, dove i più strani tipi di “imprenditori” andavano a scegliere sulle piazze dell’Italia Meridionale i lavoratori da sfruttare un giorno, due giorni, per poi dimenticarli come pezzi di una macchina da lavoro non più utile ai loro bisogni.

Questa realtà è sottaciuta, addirittura tollerata anche in paesi come l’Italia dove esiste la legge 300 del 20 Maggio 1970 conosciuta come statuto dei lavoratori. Legge che voleva garantire una dignità del lavoratore e del lavoro oggi fortemente ridimensionata da una nuova economia che, appare nuova, ma che in realtà è vecchia quanto lo sfruttamento dell’uomo più forte su quello più debole.

Arthur Fridolin Utz scrive: “La valutazione del lavoro secondo la sua utilità non è in sé segno della degenerazione morale della società industriale. Tuttavia essa diventa una degenerazione quando trascura il lato spirituale dell’azione, che si trova sullo sfondo” (Utz, Etica Economica, Ed. S. Paolo 1999, p. 115).

Poi aggiunge Utz “Nel caso del capitale questo sfondo non esiste: il capitale esaurisce la sua essenza tutta nell’essere qualcosa di utile, qualunque possa essere il movente dell’investitore.

Il lavoratore al contrario riflette nella sua opera e si percepisce contento della sua capacità: quando elabora qualcosa nella società basata sulla divisione del lavoro, egli si attende anche da parte della società un riconoscimento che non si esaurisce nella paga soltanto”. (Utz op. cit. p. 115).

Questo è il principio cardine di una dignità dell’uomo e del lavoratore che la globalizzazione, la flessibilità e il lavoro part-time negano per il modo in cui sono congegnate: la globalizzazione é la polverizzazione dei sistemi di produzione. Le imprese vengono collocate da capitalisti privi d’ogni scrupolo in Paesi dove il costo del lavoro, i diritti dei lavoratori e il rispetto della persona umana sono sostanzialmente inesistenti (Asia, Nord Africa, Est Europeo).

La flessibilità e il lavoro part-time, caratteristica specifica del cosiddetto mercato del lavoro nelle società informatizzate e post-industriali, negano invece quello che sostiene Utz: il Lavoratore “quando elabora qualcosa nella società basata sulla divisione del lavoro (si attende) anche da parte della società un riconoscimento che non si esaurisce nella paga soltanto”. (Utz op. cit.).

Chi si ribella viene licenziato o non trova lavoro.

Aris Accornero scrive: ” La disoccupazione demoralizza ed è causa di depressione. Quando si prolunga, può far perdere le speranze, fino a minacciare la salute mentale” (Aris Accornero, Il Mondo della produzione, ed. Il Mulino, 1994, p. 192).

Questo è il dramma del cittadino che è senza una stabile occupazione.

L’Italia è una Repubblica – dice la Costituzione all’art. 1 – fondata sul lavoro. La stessa Costituzione Repubblicana sancisce per ogni cittadino due diritti fondamentali: quello alla salute e quello al lavoro. La globalizzazione e la cosiddetta nuova economia stanno mettendo in crisi questi principi costituzionali.

Il pensiero di Arthur F. Utz è un antidoto contro questa “cultura” economica che calpesta il diritto della persona di lavorare per vivere e non viceversa. Sempre Utz scrive: “Il diritto al lavoro, benché non significhi la stessa cosa del diritto al sostentamento, è tuttavia con questo connesso, essendo diritto al sostentamento a opera del proprio lavoro. In primo luogo il diritto al lavoro è diritto all’autoaffermazione nella cooperazione sociale, fondato sull’esigenza dell’integrazione di tutti nella totalità sociale (….). Da questo punto di vista esso è fondato sulla finalità del mondo materiale di servire a tutti gli uomini” (op. cit. p. 114).

In un Paese, come l’Italia, dove, aumentano i profitti degli imprenditori e diminuiscono i posti di lavoro questi concetti sono rivoluzionari.

Arthur F. Utz impone a chi tra gli uomini vuole costruire un mondo più giusto una scelta: parlare e lottare democraticamente perché il nuovo sfruttamento dell’uomo sull’uomo sia smascherato e ricondotto a quello che è; il tradimento di due principi fondamentali del cristianesimo: ama il prossimo tuo come te stesso e non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te. Ci vuole una forza politica, che con chiarezza, faccia proprio questo programma. Questo è il vero problema.

Fonte: Oikonomia – Rivista di etica e scienze sociali

FARI – 50&PIU’ ENASCO, LA CONVENZIONE PER L’ASSISTENZA GRATUITA AI ROMENI IN ITALIA


Una svolta storica per i Romeni in Italia: accordo con il Patronato e il CAAF di Confcommercio

(EUROITALIA – ROMA, 27 aprile 2011 – Simona C. Farcas.)  I cittadini romeni immigrati in Italia non saranno più divisi, disorientati, privi di  tutela in campo sociale, pensionistico, previdenziale e fiscale, : è stato sottoscritto a livello centrale ed è in atto una convenzione nazionale di collaborazione con un grande istituto di patronato e assistenza sociale promosso dalla Confcommercio, 50&Più ENASCO e il suo CAAF 50&Più, presente con sedi provinciali e zonali su tutto il territorio italiano.

Semplici le modalità per rivolgersi al Patronato e al Caaf: per chiedere ed ottenere assistenza gratuita in ogni campo della previdenza, delle assicurazioni sociali, e per l’ottenimento delle prestazioni INPS (disoccupazione, pensioni di anzianità, vecchiaia, invalidità, reversibilità e superstiti, contribuzione previdenziale per operai, collaboratrici familiari e badanti, assegni familiari, etc.), INAIL ( indennità e rendite per gli operai colpiti da infortuni e malattie professionali), ENASARCO (per rappresentanti di commercio),  prestazioni ASL in campo sanitario, etc. e  con il CAAF presso gli Uffici Finanziari (dichiarazione dei redditi 730, detrazioni fiscali, Ici, Ise,  successioni, etc.).

I cittadini romeni emigrati e lavoratori in Italia, sia lavoratori dipendenti che lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, o coltivatori diretti), e le lavoratrici nel campo delle collaborazioni familiari e le badanti, potranno semplicemente rivolgersi a 50&Più ENASCO, qualificarsi come “Romeni aderenti alla FARI – Federazione delle Associazioni dei Romeni in Italia”, ed  esporre a personale molto qualificato e specializzato, oltre che cortese,  le loro necessità, le richieste, o i semplici chiarimenti sui rispettivi diritti e  opportunità; ottenendo di essere orientati ed assistiti  GRATUITAMENTE.

50&Più ENASCO è presente con Uffici Provinciali in tutti i capoluoghi di provincia, e con numerosi Uffici zonali nelle città minori. L’attività di patronato è assolutamente gratuita, in quanto i patronati sono istituti finanziati dallo Stato per prestare ogni servizio di assistenza sociale ai cittadini e lavoratori, a tutti indiscriminatamente.

Lo stesso vale per il CAAF 50&Più – Centro Autorizzato di Assistenza Fiscale,  per le denunce dei redditi “730”.

E’ questa una rilevante opportunità ed un servizio gratuito per la comunità romena in Italia; in quanto i nostri connazionali emigrati dalla Romania in Italia si trovano talvolta in serio imbarazzo e  difficoltà a districarsi nel complesso sistema previdenziale, di sicurezza sociale, di assistenza sanitaria, e fiscale italiano. Essere assistiti, tutelati ed orientati è una necessità per ogni lavoratore giovane o anziano, per ogni famiglia, per ogni donna lavoratrice, per l’ottenimento delle prestazioni e la tutela dei diritti riconosciuti ai cittadini europei ovunque essi risiedano e lavorino.

E’ questo un successo per la FARI, Federazione delle Associazioni dei Romeni in Italia, e per tutte le sigle ad essa aderenti. Ciò  in quanto riteniamo che per tutelarci ed integrarci al meglio nella società italiana, sentirci rassicurati, assistiti  e ben orientati e consigliati, dobbiamo innanzitutto conservarci uniti e solidali, con dignità e decoro, orgogliosi della nostra identità nazionale e culturale, certi che in Italia possiamo trovare migliori condizioni di vita, benessere, lavoro e sicurezza.

Link uffici Italia: Uffici Provinciali nei capoluoghi di provincia e Uffici zonali nelle città minori

Per ulteriori informazioni, contattare:

Dott.sa Simona Cecilia Farcas, Presidente del Consiglio Federale della F.A.R.I.

@: simona.farcas@ymail.com ; Cell.: +39/3201161307

http://www.fari.ro.it/

Email: info@fari.ro.it

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