23-24 Maggio: Forum della Comunità Romena in Italia


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La Federazione delle Associazioni dei Romeni in Italia presenta a Milano, nei giorni 23 e 24 Maggio 2009, presso il nuovo Centro Congressi “World Join Center” – WJC, il Forum della Comunità Romena in Italia – II° Edizione.

Il Forum si propone quest’anno di consolidare la rete di comunicazione e informazione tra le varie associazioni dei rumeni in Italia, partendo dalle conclusioni dei lavori del precedente Forum 2008, che è stato un importante momento di confronto e di discussione per risolvere varie problematiche inerenti la comunità rumena in relazione a quella ospitante italiana.

Pur mantenendo certe caratteristiche che lo rendono particolare, il mondo rappresentato dalle associazioni dei rumeni sta cominciando a capire che non può legare la propria attività alle autorità dello Stato Rumeno presenti in Italia, ma deve diventare autonomo, acquisire un visione europea e, accanto all’azione di sostegno all’integrazione, deve imparare a proporre proprie iniziative, che gli permetterà di produrre una ricchezza consociativa assumendo, in questo modo, il ruolo di impresa civile.

Il Forum della Comunità Romena in Italia, Edizione 2009, ospiterà un importante numero di rappresentanti della comunità romena in Italia, personalità pubbliche dalla Romania e personalità pubbliche italiane, tra cui:

Sen. Emma Bonino
Vicepresidente del Senato italiano

On. Rocco Buttiglione
Vicepresidente della Camera dei Deputati

On. Mario Walter Mauro
Vicepresidente del Parlamento Europeo

On. Cristiana Muscardini
Vicepresidente della Commissione per il commercio internazionale e membro della Commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere del Parlamento Europeo;

Il Forum 2009 sarà onorato della presenza della Famiglia Reale di Romania,
Sua Altezza Reale Principessa Margareta, Principessa Ereditaria di Romania e Custode della Corona Romena

e Sua Altezza Reale
Principe Radu di Romania, Principe di Hohenzollern-Veringen
,
e ospiterà, inoltre, Autorità locali delle aree italiane in cui sono insediate le più importanti comunità, che attualmente sono costituite da oltre un milione di cittadini rumeni e da circa trentamila imprese gestite da imprenditori rumeni.

Il Forum della Comunità Romena in Italia, edizione 2009
proporrà temi di interesse comune tra cui spiccano:

* il godimento dei diritti politici comunitari;
* l’identità educativa e scolastica;
* le nuove opportunità imprenditoriali;
* il ruolo della sussidiarietà nelle imprese;
* le radici culturali cristiane dei due popoli.

Tali temi potranno consentirci di valutare e di trasmettere un segnale unitario di una comunità numerosa, ma soprattutto responsabile, in grado di proporre e promuovere valori positivi, affermando fortemente il desiderio di una migliore integrazione nella società italiana pur mantenendo i valori della nostra identità, ben al di là dell’opera negativa di sparute minoranze.

Apasa aici pentru varianta in limba română.
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Interventi al Forum:
– Eugen Dragos Dumutru – Coordinatore Nazionale FARI
– Duda Radu, principe di Romania
– Margareta Radu, principessa ereditaria di Romania
– Emma Bonino, senatore (PD – Radicali), Vicepresidente del Senato della Repubblica

http://www.radioradicale.it/scheda/279813/2-edizione-del-forum-della-comunita-romena-in-italia

Interviu cu Printul Radu al Romaniei, 23 mai 2009, Milano.
Reporter Ionela Ionita

Interviu cu Jurnalistii Andi Radiu si Cristian Gaita – Milano, 23 mai 2009.
Reporter Ionela Ionita

L’Europa è vicina


“vorrei dedicare questa canzone con la speranza, un sogno, che domani quando ci alziamo tutti e accendiamo la televisione, sentiamo che è finita questa stupida” campagna di romenofobia.
“Con te, così lontano e diverso…con te, amico che credevo perso… Io e te sotto lo stesso sogno, insieme… Unite, unite Europe.
Viva l’Europa!”

Cittadini! Difendete subito i vostri diritti!


VII CONGRESSO ITALIANO DEL PARTITO RADICALE NONVIOLENTO, TRANSNAZIONALE E TRANSPARTITO – A CHIANCIANO TERME – PRESSO IL PALAMONTEPASCHI
DALLE 14.45 DEL 27 FEBBRAIO AL 1° MARZO 2009

“Dalla resistenza radicale alla riscossa democratica”. Con questo slogan Emma Bonino ha riassunto, nel corso di una conferenza stampa svoltasi stamane, il tema del settimo congresso italiano del partito radicale transnazionale che si terrà a Chianciano da venerdì a domenica prossimi. Nelle assise del movimento nonviolento che si richiama a Gandhi sarà bandito il tema delle elezioni europee ed amministrative di primavera. I radicali si dedicheranno infatti “all’analisi in solitudine dello stato comatoso – ha spiegato il vicepresidente del Senato – nel quale si è ridotta la nostra democrazia grazie all’aggressività del regime partitocratico e alla fragilità delle istituzioni”.

Sequenze della famosa protesta silenziosa dei Radicali. Dopo mesi di disinformazione totale sui referendum del 1978 (abrogazione della legge reale, del finanziamento pubblico ai partiti e per la legge …

link audio-video:

VII Congresso italiano del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito – prima giornata

VII Congresso italiano del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito – seconda giornata

VII Congresso italiano del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito – terza ed ultima giornata

Elezioni Europee 2009 – Tutti possiamo votare in Italia, purché si sappia!


Relazione della Dott.ssa Gabriela Floria, Università di Roma “La Sapienza”, in occasione del Convegno tenutosi il 23 gennaio, a Roma, presso la Camera dei Deputati, dal titolo “Elezioni Europee 2009 – Tutti possiamo votare in Italia, purché si sappia!”

• Le problematiche connesse all’argomento di questo convegno sono ben note agli addetti ai lavori, così come lo sono state le premesse giuridiche che le sottendono: il vero problema, reale ed impellente, è quello di far pervenire il messaggio a chi questo diritto-dovere deve esercitarlo e fargli percepire l’importanza della sua partecipazione per uno sviluppo positivo della vita e della rappresentatività democratica sia del Paese in cui questi cittadini vivono sia del Paese da cui essi provengono.

• A margine, io sono romena, qui vivo da 10 anni, qui mi sono laureata, qui sto completando un Dottorato di Ricerca all’Università la “Sapienza”, la comunità romena in Italia rappresenta il nucleo più consistente ed importante (almeno numericamente) degli “stranieri” residenti in Italia. Sento di essere e quindi sono, contemporaneamente, cittadina romena, italiana ed europea.

• Ma le argomentazioni, che mi accingo a sviluppare, valgono per tutti i cittadini stranieri residenti in Italia, qualsivoglia sia il Paese di provenienza, comunitario o no, regolare o clandestino sia l’individuo cui sono rivolte e a cui s’appellano. Infatti ciò che si potrà e vorrà fare potrà essere di esempio virtuoso e di stimolo a chi “regolare” vuole diventarlo e a chi desidera veramente integrarsi nella Comunità che lo ospita.

• “Brevi manu”, dopo alcune considerazioni sullo “status quo” e sulle difficoltà burocratico-legislative interposte, mi limiterò a tracciare un percorso virtuoso di adempienze formali ed un appello a che tutti facciano la loro parte, per quanto di loro competenza.

• Il “Corpus juris” di ciascun Stato (nazionale e sovrano) aderente all’U.E. è da tempo soggetto a variazioni ed adeguamenti in relazione ai trattati liberamente sottoscritti. Il recepimento di queste direttive comunitarie, con i relativi passaggi parlamentari e i decreti attuativi susseguenti, rappresenta spesso per l’Italia un momento di rallentamento del processo di adeguamento legislativo e di confusione formale. Mi rivolgo soprattutto ai politici (di ordine legislativo e amministrativo) che vedo presenti in forze, e ricordo loro come altri Paesi, tra cui la Romania, di recente acquisizione all’ Unione, debbano sopportare gli stessi sforzi in tempi scanditi, in assoluto molto più esigui.
Senza contare il fatto che l’Italia è Stato fondatore della CEE e dell’Unione Europea e che i nuovi membri provenienti dal mondo collettivista,
dell’ex cortina di ferro devono superare lo “shock” di un completo riassetto della loro società civile. Questo per dire che i cittadini europei provenienti da Paesi del defunto “socialismo reale”, avvezzi a misure impositive e talvolta coercitive, vanno informati ed istruiti, se possibile, con strumenti chiari, univoci, spogliate queste informazioni dai “bizantinismi” di una burocrazia che, in Italia, talvolta supera l’esempio dei citati maestri.

• Per approfittare di queste onorevoli presenze, e per entrare nel dettaglio, in Italia, si fa un gran parlare di massimi sistemi (tutela delle minoranze, riforma della Giustizia, privacy ed intercettazioni, ecc..), poi ci si dimentica, o si posticipa “ad libitum” di dar seguito a provvedimenti di esigenza sociale come la regolamentazione dello status delle badanti o le questioni burocratiche connesse al rilascio, in tempi biblici, dei permessi di soggiorno e, se vogliamo, un controllo più puntuale sulla situazione del lavoro in nero dei cittadini infra ed extracomunitari. Si promette al cittadino, da sempre, una semplificazione legislativa, ma i risultati sono ben lungi a venire, anzi l’adempimento a normative comunitarie provoca spesso il contrario.

• D’altro canto ci sono le rappresentanze e le legazioni diplomatiche che, porzioni di Patria in territorio straniero, dovrebbero avere in pugno l’esatta situazione e rendere ai propri concittadini residenti tutte le informazioni ed il supporto che loro abbisogna nelle questioni burocratiche di normali relazioni internazionali, ma anche di informazione sui loro diritti civili e politici.
Ci sono le Associazioni le quali non dovrebbero perseguire sogni di potere di parte o di altro genere.

• Oggigiorno non siamo più al tempo dei banditori e delle loro grida; l’informazione e la conoscenza ha fatto crollare imperi monolitici e potenti, seppur controllati. Prima c’erano solo i quotidiani ed i periodici, ora Televisione e Internet possono superare qualsiasi barriera naturale, mentale o ideologica e penetrare direttamente nella coscienza di ognuno. Vi è, però, un grande problema da non sottovalutare, ovvero i cittadini romeni presenti in Italia sono spesso passivi e disinteressati alla politica e a coloro i quali si autoproclamano i loro rappresentanti e i quali prendono decisioni nel nome e per conto della Comunità.
• Allora tutti facciano la loro parte, in un’opera di divulgazione capillare e insistita:
– Ministero dell’Interno ed Enti Locali;
– Ambasciate e Consolati;
– Associazioni;
– Università e Scuole;
– Chiese e luoghi di Culto;
– Singole persone (di spettacolo, di cultura) che, nell’ambito delle loro attività, vengono a contatto con il loro pubblico, con la gente.

• In questa campagna di informazione sono di fondamentale importanza i media (di ogni genere e grado, nazionali e locali ) e coloro i quali hanno accesso ai media (quindi anche voi politici). Per tempo, quindi immediatamente, il Ministero, Enti Locali, Ambasciate allestiscano appositi “spot” da pubblicare con alta frequenza. Tutti gli altri si mettano a disposizione e ne parlino, anche solo per 2 minuti, come intercalare nelle trasmissioni in cui sono invitati, anche in quelle trash.

• L’appello di partecipazione al voto, in fin dei conti questa è anche la mia proposta , affinché ciascuno faccia il suo diritto/dovere di cittadino, potrebbe risvegliare nelle coscienze dei cittadini quel sentimento di appartenenza europea, di questi tempi un po’ sopito. Di per se la sola quota di partecipazione al voto, se sarà sostanziosa e rappresentativa, potrebbe dare un segnale di consenso rinnovato nella politica e nelle sue Istituzioni.

• L’analisi politica dei risultati verrà dopo e ciascuna parte potrà trovare acqua per il proprio mulino.

Gabriela Floria

O costruiamo insieme il nostro futuro comune in Europa, o non avremo futuro


…è quanto emerge dal Convegno: “Elezioni europee 2009. Tutti possiamo votare in Italia purchè si sappia!”, che si è tenuto il 23 gennaio alla Camera dei Deputati.

Costruiamo insieme Italiani romeni polacchi tedeschi bulgari francesi britannici spagnoli olandesi slovacchi greci austriaci belgi cechi ungheresi portoghesi svedesi sloveni lituani irlandesi danesi finlandesi lettoni maltesi estoni lussemburghesi ciprioti la comune Patria Europea.

clicka sull’immagine per visionare il video del Convegno:
Convegno dal titolo "Elezioni europee 2009. Tutti possiamo votare in Italia purchè si sappia!"