PIO XII DIFENSORE DEGLI EBREI, SMASCHERATI CALUNNIATORI


Nel suo articolo “Lo storico ebreo Krupp: : la leggenda nera contro Pio XII è alla fine”, Mattia Ferrari  scrive: “Verrà il momento in cui le leggende nere su Pio XII finiranno?

Secondo Gary Krupp, ebreo, storico e fondatore dell’organizzazione Pave The Way Foundation, i tempi sono ormai vicini. Il sito dell’associazione (www.ptwf.org) ha raccolto ormai circa 76000 pagine di materiali originali, oltre alle testimonianze oculari e ai contribuiti di studiosi internazionali di rilievo, che smontano una ad una tutte le leggende nere sul conto di Pacelli.

«Non c’è alcun fondamento documentato nelle loro accuse», ha affermato il ricercatore ebreo. Al contrario, sono parecchie le prove che giocano a favore di Pio XII: dal suo aiuto all’espatrio agli ebrei in fuga dalla Germania, al loro nascondiglio durante la razzia del 16 ottobre del ’43 a Roma, dalle sue trame contro Hitler fino al rischio di essere lui stesso deportato.

 Continua….”

In calce all’articolo di Ferrari, il Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni così commenta e porge ricordi storici familiari e personali:  “Rendo omaggio allo storico GARY KRUPP Presidente di Pave the Way Foundation, Commendatore dell’Ordine Pontificio di S. Gregorio Magno, per la sua straordinaria fatica, raccogliendo 76 mila pagine di documenti, a comprova dei grandi meriti di PIO XII, e smentita delle vergognose calunnie mosse contro Sua Santità, ordite dal KGB in odio all’azione antibolscevica della Chiesa Cattolica Romana.

Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni

Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni

Gary Krupp, storico ebreo, in uniforme di Comm. con placca di S. Gregorio Magno

Gary Krupp, storico ebreo, in uniforme di Comm. con placca di S. Gregorio Magno

Ne invieremo copia in dono all’On. Gianfranco Fini, il quale si abbandonò ad un inaudito attacco alla memoria del Servo di Dio Pio XII; accodandosi così ad una canèa di comunisti, massoni, sionisti estremisti, i quali alimentarono per mezzo secolo le calunnie propagate contro Sua Santità, regnante e da morto, dal KGB.

Ciò nonostante i ringraziamenti solenni, la grata testimonianza e l’omaggio reso dallo Stato d’Israele, fin dalla sua costituzione, al Romano Pontefice Eugenio Pacelli, per la Sua strenua difesa degli israeliti dalla persecuzione nazista. Ricordiamo in particolare il rifugio, l’asilo che la Chiesa Romana, per ordine del Papa, (nelle basiliche, parrocchie e canoniche, monasteri, ospedali e case religiose, zone extraterritoriali) offrì agli israeliti romani dopo la razzìa del 16 ottobre 1943. Ricordiamo l’incursione delle SS del ten.col. Kappler, in spregio del diritto internazionale, nella Basilica e monastero di S. Paolo, dove i Benedettini nascondevano centinaia di ebrei. Pio XII espose così la Sua persona e la Santa Sede al rischio di gravissime ritorsioni, continuando impavido la Sua opera di soccorso e difesa dei perseguitati, coloro che il Beato Giovanni Paolo II chiamò poi “fratelli maggiori”. Onore alla memoria di Pio XII, lo ieratico, Pastor Angelicus, Defensor Civitatis, atteso alla gloria degli Altari.”

Conte Fernando Crociani Baglioni

Conte Fernando Crociani Baglioni

Inoltre, continua Crociani Baglioni, “ricordo quando a Roma, alla Messa di Funerale del nostro Parroco emerito di San Benedetto, Rev. Don GIOVANNI GREGORINI, il paterno direttore spirituale della mia infanzia, adolescenza e giovinezza, un anziano negoziante israelita di via Ostiense, presente con la sua famiglia, volle prender la parola alla fine del rito. ANGELO PAVONCELLO, amico dei miei genitori, rese testimonianza ed eterna gratitudine al Canonico Don GIOVANNI GREGORINI, per esser stato salvato con la sua famiglia, dal caro Parroco, durante l’occupazione tedesca di Roma e l’infuriare delle razzìe delle SS, nascosto nella Canonica di San Benedetto a via del Gazometro. Questo asilo, come in innumerevoli altri casi, nelle basiliche, parrocchie, conventi, case religiose, ma anche nelle private abitazioni di molti laici romani (tra i quali mio nonno di cui ho l’onore di portare il nome, v. mio libro “Labaro e Medagliere”, Ed. Laurum, 2008), fu offerto per volontà di Papa Pio XII, da tutte le strutture del Clero romano. Ciò con grave rischio, sfidando le minacce naziste.”

ADDIO AL PRINCIPE FRANCESCO PACELLI


Lutto nella famiglia Pontificia e nella società romana.

Servo di Dio Papa Pio XII

Servo di Dio Papa Pio XII

Principe don Francesco Pacelli

Principe don Francesco Pacelli

 (EUROITALIA – ROMA, 1 NOVEMBRE 2011, Simona C. Farcas) – E’ mancato don Francesco. Requiem!

Nipote omonimo dell’avvocato concistoriale coautore dei Patti Lateranensi fratello dell’allora segretario di stato e successivamente Papa Pio XII (1939-1958) il Pastor Angelicus, Defensor Civitatis.

Don Francesco  era l’attuale capo della storica famiglia romana, nobilitata da Pio IX in persona di don Filippo, per fedeltà ed alti servigi resi soprattutto durante la fuga dello stesso Pontefice a Gaeta (1848-49), e successivamente in persona di don Francesco, dal Re Vittorio Emanuele III per i meriti quale artefice giuridico e diplomatico della Conciliazione del 1929; principe e marchese, nobile, nobile romano, nobile di Acquapendente, nobile di Sant’Angelo in Vado, gentiluomo di Sua Santità e cavaliere d’onore e devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta; settantadue anni, sposò Giorgia Carolei, figlia del leader storico romano dei cavalieri del Santo Sepolcro avvocato Franco Carolei, e della contessa Annamaria Cantuti Castelvetri. Lascia i figli don Marcantonio (nome del nonno paterno che fu avvocato rotale e generale della Guardia Nobile), il quale diventa capo della casa, e donna Eugenia, di 19 e 17 anni. Notevole l’emozione  che il lutto di casa Pacelli lascia tra i romani, specialmente tra la nobiltà romana e residente a Roma, devoti alla memoria di tanto illustre famiglia e nella Curia, dove cariche e  ruoli tradizionalmente ricoperti dai Pacelli, famiglia di giuristi, sono tuttora motivo di particolare legame e rispetto. Il Principe Pacelli era, tra l’altro, a capo della Congregazione Mariana dei Nobili, costituita presso la chiesa del Gesù; che riunisce il patriziato romano impegnato senza clamore in opere di pietà, assistenza e beneficenza, specialmente a famiglie disagiate e indigenti di ogni ceto e condizione.

Abbiamo domandato al conte Fernando Crociani Baglioni, al nobile Ernesto Liccardi Medici e ad altri esponenti del patriziato romano quale fosse il sentimento comune dei romani verso il loro Papa concittadino, che li confortò e difese durante la guerra, i bombardamenti e la persecuzione razziale degli israeliti. Tutti rispondono, “che sia presto Beato il Papa dell’umanità sofferente, il nostro Papa Santo Pio XII Eugenio Pacelli”. Certamente era questo anche il pensiero del pronipote principe don Francesco, custode e difensore di tanto retaggio, il quale ne riordinò il carteggio e tutta la documentazione di archivio storico familiare; il degno erede cui Roma tributerà le esequie secondo la tradizione, more nobilium. Con quella solennità che sembra discendere dal Cielo, che ha chiamato a Sé il Principe Romano proprio nel giorno in cui Pio XII decretava all’anno Santo del 1950 il Dogma dell’Assunzione di Maria Vergine.

I funerali si terranno a Roma giovedì prossimo, 3 novembre, alle ore  11, nella cappella palatina del Sovrano Militare Ordine di Malta, in piazza del Grillo, 1.