ROMA, Conferenza all’ANGELICUM:“LAVORATORI MIGRANTI INVISIBILI E DIRITTI UMANI VISIBILI”


La Facoltà di Scienze Sociali della Pontificia Università di San Tommaso d’Aquino in Roma, vi invita alla Conferenza dal titolo Lavoratori Immigrati Invisibili (è previsto il servizio di traduzione simultanea). Scarica il Programma qui.

L’ANNUNCIO – “Unitevi a noi il 21 maggio 2021 per una conferenza interfacoltà/interdisciplinare, “LAVORATORI MIGRANTI INVISIBILI E DIRITTI UMANI VISIBILI” – per il progetto CRISIS 2020/21 chiamato Solidarietà Sociale in Europa: Lavoratori migranti dell’Europa orientale per i lavoratori migranti dell’Europa occidentale.  La conferenza di un giorno si svolgerà virtualmente presso l’UNIVERSITÀ PONTIFICIA DI SAN TOMMASO D’ AQUINO di ROMA (FACOLTÀ DI SCIENZE SOCIALI) in collaborazione con l’ISTITUTO MARIE-DOMINIQUE CHENU di BERLINO.

CHI? – Tutti sono invitati a partecipare, comprese le università e le istituzioni scientifiche, i professori e gli studenti dell’ANGELICUM!

REGISTRATI ORA – solo i candidati registrati avranno accesso alla scelta della lingua per la partecipazione al convegno

PRESENTATORI IN PROGRAMMA

I risultati della conferenza saranno sottoposti a una valutazione da parte di diverse istituzioni scientifiche, con una pubblicazione finale da parte dell’ Angelicum Journal nel 2022.  I candidati devono presentare il loro elaborato entro il 31 marzo 2021, come indicato sul sito web della conferenzahttps://sites.google.com/pust.it/conference-invisible-workers

PERCHÈ? – I lavoratori migranti fanno parte della vita economica quotidiana dell’Europa. Oggi troviamo lavoratori agricoli ucraini in Spagna, lavoratori rumeni nelle fabbriche di carne tedesche, e infermiere geriatriche slovacche, ceche e ungheresi che assistono le famiglie austriache – per citarne solo alcune. Di solito questi lavoratori sono “invisibili”. Molti di loro sono sfruttati sia socialmente che economicamente. Durante il loro periodo di lavoro, vivono in alloggi di livello povero. I diritti dei lavoratori, come gli orari o le pause di lavoro, sono stati ignorati. In questo periodo di crisi della COVID questi lavoratori migranti invisibili sono diventati visibili. Le linee di sfruttamento corrono spesso tra l’Europa occidentale e l’Europa orientale, ma si verificano anche tra l’UE e gli stati non UE.

COME? – L’obiettivo del progetto è quello di rivolgersi agli esperti tra i leader della Chiesa, delle comunità e delle istituzioni, ai responsabili delle istituzioni europee e infine alle associazioni e ai datori di lavoro per trovare soluzioni a questa crisi europea.

Annuncio (il poster si trova anche nel sito di cui sopra):

ENGLISH  

ITALIANO

Quali cristiani, insieme costruiamo il corpo di Cristo e miglioriamo le condizioni di lavoro dei nostri fratelli e sorelle lavoratori migranti che fanno così tanto per la vita quotidiana dell’Europa!

Prof. Innocenzo M.V. Szaniszló OP szaniszlo@pust.it

Fonte: https://angelicum.it/it/annunci/2021/01/28/conference-invisible-migrant-workers-and-call-for-papers/

Maggiori informazioni

ROMANIA DAI PRINCIPATI UNITI ALL’UNITA’EUROPEA


(di Marco Baratto – politicamentecorretto.com) Il 24 Gennaio di ogni anno, la Romania , commemora l’anniversario della cosiddetta “piccola unione” ovvero la creazione dei Principati uniti Moldavia e Valacchia che nel 1881 si sarebbe trasformato in Regno di Romania.
Alla metà del XIX secolo l’intera Europa, guardava all’impero ottomano come al “malato d’Europa” e tutte le potenze continentali erano pronte a spartirsi i vari territori che ancora erano sottomessi alla Sublime Porta in particolare l’attenzione e le mire dei principali Stati europei erano puntati sui Balcani e sulla regione danubiana dove, tra l’altro si erano registrati anche tentativi insurrezionali. La Russia, in particolar modo, vedeva la possibilità di aumentare la propria influenza nel mondo balcanico.
Nel 1853 l’entrata in scena della Russia nei Principati di Moldavia e Valacchia (che anche se formalmente autonomi erano ancora parte della Porta) provoca la razione immediata dell’impero ottomano.
Contemporaneamente i governi di inglese, francese, austriaco, prussiano e svedese iniziarono trattative per la creazione di una coalizione antirussa che mirasse a limitare l’espansione degli czar verso i Balcani. In questa guerra, che avrebbe coinvolto, ben presto una buona parte dell’Europa, anche il Regno di Sardegna. Cavour era, infatti, cosciente che solo facendo rientrare lo stato sardo sulla scena europea si potevano attirare non solo le simpatie delle varie cancellerie europee ma, anche porre la “questione italiana” al centro delle discussioni tra le potenze europee.
La pace che segui pose nuovamente al centro la questione balcanico danubiana e n egli incontri che Cavour ebbe prima dell’apertura del Congresso di Parigi, con i rappresentanti del governo inglese e di quello francese, infatti, emerse l’ipotesi formulata da Napoleone III durante un colloquio riservato che i territori dei Principati di Moldavia e Valacchia sarebbero stati assegnati al Duca di Modena e alla Duchessa di Parma con la contestuale annessione di questi due stati italiani al Piemonte di Vittorio Emanuele II . Pur tenendo fermo l’interesse della causa nazionale italiana all’interno del congresso di Parigi, Cavour, fu tra i più accessi sostenitori della causa nazionale romena convinto che l’unità nazionale dell’Italia non poteva , in virtù del principio di nazionalità, essere disgiunto dalla causa nazionale rumena.
La Romania, unita, libera ed indipendente, sarebbe stata, nella visione europea di Cavour, non solo un atto dovuto nei confronti dei tanti patrioti che speravano nell’indipendenza di una Patria , ma sarebbe stata un argine sia all’espansionismo austriaco e russo sia un sorta di cuscinetto nei confronti della Turchia, infatti, “Se non li riuniamo (i Principati n.d.r.), se non costituiamo un potere forte e compatto, essi resteranno immersi nella corruzione e nel disordine come in passato…Sarebbe una vera vergogna per l’Europa lasciare questi paesi in preda all’anarchia ed agli intrighi”.
Questa premessa storica ci premette di ricordare che la data del 24 Gennaio e la commemorazione della “piccola unione” sono parte della storia del continente europeo. La Romania nei decenni a seguire avrebbe svolto un ruolo chiave nei rapporti tra est e ovest. Oggi la Romania è parte integrante della Nato e dell’Unione Europea e continua a svolgere le sue doti di paese “ponte” tra l’Europa occidentale e quella orientale tra Europa e la Turchia.
La Romania è lo snodo attraverso il quale far passare la necessità di riedificare la casa comune europea attraverso le regole della convivenza, della tolleranza e dell’inclusione .

Marco Baratto

Principe Alexandru Ioan Cuza

Românii din Italia, uniţi pentru a-şi alege reprezentanţii la primul Congres al Românilor de Pretutindeni. La Guidonia, pe 18 octombrie, a IV-a întâlnire .


Guidonia

Românii din Italia sunt pregatiţi să îşi aleagă reprezentanţii la primul Congres al Românilor de Pretutindeni, prevăzut pentru 29-30 noiembrie 2014 şi organizat de Parlamentul  României şi Ministerul Afacerilor Externe, însă contestă metodologia propusă de DPRP şi cere reprogramarea Congresului. În acest scop, Comitetul ad-hoc constituit în luna septembrie la Roma, va monitoriza alegerea persoanelor care vor pleca la Bucureşti.

Comitetul ad-hoc este o iniţiativa apolitică şi independentă a mai multor membri ai societăţii civile româneşti din Italia care a luat startul la Roma şi a continuat la Bologna şi Torino.

Urmează,  în data de 18 octombrie 2014, începând cu ora 9, a IV-a întâlnire organizată  la Guidonia (Roma). Comitetul ad-hoc este deschis, oricine putând adera şi particpa la întâlnirile organizate de membrii acestuia.

Adresa  locaţiei din Guidonia, unde va avea loc întâlnirea,  va fi comunicată direct celor interesați, prin email sau sms.  Pentru informații ulterioare, sunaţi la  mobil nr. 327 5310080, d-na prof. Gianina Ina Ghiuță.

Vă rugăm să confirmați participarea prin email la: candidati@congres@gmail.com.

 

Comitetul ad-hoc Italia
e-mail: candidati@congres@gmail.com

Guidonia

Comunicat de presă

In data de 9 septembrie 2014 s-a constituit la Roma Comitetul ad-hoc de lucru pentru organizarea alegerilor independente privind reprezentanţii românilor din Italia la Congresul de la Bucureşti. La întâlnirea de la Roma au participat peste 30 de preşedinţi de asociaţii din mai multe regiuni ale Italiei. Evenimentul a fost găzduit de patronatul “50&più ENASCO” din Roma cu sprijinul profesorului Ferdinando Crociani Baglioni.

Iniţiativa apolitică şi independentă a mai multor membri ai societăţii civile româneşti din Italia a luat startul la Roma şi a continuat la Bologna (14 septembrie 2014) şi Torino (21 septembrie 2014). În acest fel, întâlnirile au dat ocazia tuturor românilor să îşi exprime părerile privind proprii reprezentanţi. În cadrul dezbaterilor s-a discutat despre posibile metode pentru organizarea alegerilor sub semnul transparenţei şi al imparţialităţii. Comitetul de lucru din care fac parte asociaţii din regiunea Lazio, Emilia Romagna, Toscana, Lombardia şi Piemonte şi-a arătat disponiblitatea de a susţine persoane “capabile şi pregătite, implicate în acţiuni de binefacere în folosul comunităţii româneşti din Italia”. Deasemenea, membrii socieţăţii civile reunite au concordat profilul reprezentantului liber ales care va duce în faţa autorităţilor de la Bucureşti doleanţele şi situaţia reală cu care se confruntă românii din Italia. Acesta va fi un bun cunoscător al problemelor românilor din Peninsulă, stăpâneşte o bază juridică internaţională, nu are antecedente penale şi nici afinităţi politice. Pot fi alesi exclusiv cetateni romani cu resedinta sau domiciliul in Italia. La alte condiţii de adaugă şi vărsta minimă de 25 de ani.

În ceea ce priveşte metodologia alegerilor, au fost propuse varianta votului cu ajutorul Internetului dar şi crearea unor spaţii indipendente pe lângă secţiile de votare din Italia puse la dispoziţie în timpul alegerilor prezidenţiale în data de 2 noiembrie 2014. Metoda votului on-line însă, are o acoperire totală şi dă posibilitatea oricărui român să îşi exprime preferinţele. Posibilii reprezentanţi care se încadrează în condiţiile de mai sus pot fi propuşi de către oricine . În urma propunerilor se va alcătui o listă a cadidaţilor şi va câştiga persoana cu cele mai multe voturi pentru fiecare regiune. Fiecare votant se va identifica prin CNP, cod fiscal italian şi data naşterii. De asemenea, prin sondaj, vor fi contactati telefonic cel putin 10% dintre votanţi pentru confirmarea identităţii. În acest fel evoluţia voturilor va putea fi urmarită în direct, on-line. Timpul de desfăşurare al etapei de vot va fi de 7 zile.

Comitetul ad hoc al comunității a mai decis să ceară autorităților competente reprogramarea Congresului la o dată care să asigure un termen de cel puțin 3 luni între publicarea oficială a metodologiei și desfășurarea lucrărilor și elaborarea unei noi metodologii care să țină cont de sugestiile care vor veni din partea societății civile și care să fie supusă unei dezbateri publice pentru o perioadă de cel puțin 14 zile.  

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Comitetul ad-hoc, participanții la întâlnirea de la Roma, 9 septembrie 2014:

  • Bălănici Felicia, As. “Italia-Romania: Futuro Insieme”,Roma
  • Benzar Florin Cristian, As. “Europa”, Latina
  • Bogdan Maria, As. “Badante indipendente”, Roma
  • Briciu Dorin Adrian, As. “Europa”, Sezze – Latina
  • Chican Cristina, Comunitatea Ortodoxă Română din Italia, Roma
  • Cojocea Leontin, As. “ CNCRI ”, Siena, Toscana
  • Coman Dorin, As. “Dacia Felix”, Roma
  • Costache Dănuƫ, Roma
  • Cristea Mioara Moraru, As. Pro Patria, Roma
  • Crociani Baglioni Farcaş Simona Cecilia, As. “IRFI”, Viterbo
  • Crociani Baglioni Fernando, journalist Roma
  • Dohan Constantin, Roma
  • Dumitru Ion, As. “Partida Romilor Pro Europa”, Roma
  • Enii Liviu, ataşat comunităţi româneşti şi culte – Ambasada României în Italia – observator
  • Farcaş Anton, As. “Italia-Romania: Futuro Insieme”, Grosseto
  • Mihai Anca, journalist Roma
  • Mihalache Dana Ioana, As. “Spirit Românesc”, Roma
  • Mitrică Monica, As. “Vocea Românilor”, Roma
  • Moisa Ioan, Roma
  • Moisa Lidia, Centrul Transfrontalier de Conexiune, Roma
  • Neacşu Alexandru, As. “Ulpia Traiana Romana”, Roma
  • Oancea Diana, As. “Spirit Românesc”, Roma
  • Panica Alina, Roma
  • Pîrjolea Gabriel, Consilier local la Riano
  • Postelnicu Elena, jurnalist – Radio România Actualităţi – observator
  • Preot Popa Ştefan, Arhimandrit, Biserica Ortodoxă Română din Italia, Roma
  • Prundeanu Lorenzo Iulian, As. “Hora Unirii”, Gosseto
  • Pufu Ovidiu, ataşat de presă – Ambasada României în Italia – observator
  • Scorţanu Carmen, As. “Stindardul Geto-Dacic”, Parma
  • Sinca Mihaela, As. “Urmaşii lui Neagoe Basarab”, Roma
  • Şorici Constantin, As. Părinţilor Români din Italia”, Roma
  • Stănăşel Claudiu, Prato
  • Stănăşel Ştefan, As. “CNCRI”, Prato
  • Stoleriu Gheorghe, As. “Rapsodia”, Ferentino
  • Terteleac Eugen, As.”ARI”, Roma
  • Trifan Laurenƫiu, As. “Români din Roma”, Roma
  • Vasile Bianca Mihaela, Grupul vocal “Arpeggio” As. “IRFI”, Pomezia
  • Vasile Simona, Grupul vocal “Arpeggio” As. “IRFI”, Pomezia.

 

Comitetul ad-hoc, participanții la întâlnirea de la Bologna, 14 septembrie 2014:

 

  • Albu Elena Rodica, Bologna
  • Badea Alexandru Mihai, Bologna
  • Bălăneanu Cristian Marius, Bologna
  • Bucura Elena, As. “CNCRI”, Firenze
  • Cojocea Leontin, As. “CNCRI”, Siena
  • Corina Pop, Bologna
  • Guraliuc Doina-Iulia, Bologna
  • Istrate Cristina, As. “FART”, Firenze
  • Molnar Emilia Mihaela, As. “Betania”, Bologna
  • Molnar Mihai, As. “Betania”, Bologna
  • Niculae Magda Gabriela, Bologna
  • Orbeci Marian Cătălin, Bologna
  • Păuleț Constantin, As. “Betania”, Bologna
  • Radu Iulia, As. “Betania”, Bologna
  • Scorţanu Carmen, As. “Stindardul Geto-Dacic”, Parma
  • Scurtu Petru, As. “CNCRI”, Siena
  • Vasile Șimon, As. “Betania”, Bologna
  • Vlass Daniela Elena, As. “Sindicato Immigrati”, Ravenna
  • Vlass Leontin, As. “Sindicato Immigrati”, Ravenna.

Bologna

 

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Comitetul ad-hoc, participanții la întâlnirea de la Torino, 21 septembrie 2014:

 

  • Borcea Catalin, As. “Valahia”, Volpiano
  • Boroianu Maria Iulia, As. “Ovidio”, Chieri
  • Calapareanu Dorin, Pavarolo
  • Ceauş Elena Simona, “Forum delle Comunità Straniere in Italia”, Varese
  • Cioata Burduja Elisabeta, “Centrul de Cultură şi Tradiţie Românească”, Torino
  • Ciuraru Stefan, Settimo Torinese
  • Cojocea Leontin, As. “CNCRI”, Siena
  • Constantin Carmen, As. “Flacăra”, Torino
  • Cristea Petre, As. “Flacăra”, Torino
  • Enescu Luciana, As. “Flacăra”, Torino
  • Gaiţă Cristian, “Ora”, Torino
  • Goran Alexandra, “PDL Diaspora”, Torino
  • Iacob Jeni, As. “Valahia”, Volpiano
  • Igescu Cristian, As. “UDRI”, Torino
  • Luntraru Titi, “Forum delle Comunità Straniere in Italia”, Milano
  • Lupu Daniel, Torino
  • Mezei Ştefan, As. “Ovidio”, Castiglione Torinese
  • Miriţă Aurelia, As. “Frăţia”, Torino
  • Moreanu Mihaela, Torino
  • Munteanu Valentina, Torino
  • Pascal Valentina Mihaela, Torino
  • Popescu Romulus, Milano
  • Raica Gheorghe, As. “UDRI”, Alessandria
  • Sclearenco Alexandra, Milano
  • Scorţanu Carmen, As. “Stindardul Geto-Dacic”, Parma
  • Stănăşel Ştefan, As. “CNCRI”, Prato
  • Stoica Anisoara, Torino
  • Trisca Carmen, Torino
  • Tutuianu Ciprian, Carmagnola
  • Vîlcu Eugen, Torino.

Torino

 

 

Roma, 2 octombrie 2014

Biroul de presă al Comitetului ad-hoc

E-mail: candidati.congres@gmail.com

Niţă Pitpalac cu famelia în Evropa


Personajul Niţă Pitpalac, care a prins atât de bine la public încât o vreme a reprezentat un clişeu al românului simpatic, familist, oportunist, incult, necivilizat, plin de viaţă, amator de mici şi bere– un adevărat prototip al mai celebrului Mitică, este conturat în trei cărţi- ipostaze umoristice cu mare succes la public: prin Europa, la Londra şi la Karlsbad. Celebre în epocă au fost şi alte două cărţi ale autorului, Când era bunica fată…, şi Doamna e geloasă.

Revenind la Niţă Pitpalac cu famelia în Evropa, o carte destul de rară astăzi dar de mare audienţă în anii de început ai veacului XX- a avut cel puţin trei ediţii după informaţiile furnizate de prietenul Google, ultima în 1946, vom spune că este un roman umoristico-satiric, cu o puternică tentă autoironică la adresa bucureşteanului tipic. Autorul îl poartă, în ritm alert, prin Occidentul civilizat şi îl pune în situaţii comice, penibile, etc. care dau farmec şi prospeţime naraţiunii. Soţia şi cei doi copii contribuie din plin la situaţiile hazlii prin care trece familia peste hotare, dar toţi reuşesc să depăşească chiar şi cele mai stânjenitoare situaţii cu seninătate şi umor. Dincolo de povestea în sine, autorul schiţează destul de convingător o serie de clişee existente atunci cu privire la unguri, nemţi şi francezi, stereotipuri care mai dăinuie şi astăzi în zona etno-imaginarului popular. Referitor la imaginea de sine a românului, aşa cum răzbate ea din perspectiva familiei Pitpalac, vom constata că ea nu s-a schimbat esenţial în cei aprox. 100 de ani care au trecut şi dacă urmărim programele televiziunilor din această perspectivă vom constata că ea nu s-a îmbunătăţit, ci chiar s-a erodat în ultimii ani, până la un nivel ce devine periculos pentru identitatea naţională.

via Niţă Pitpalac cu famelia în Evropa.

Milano, “E se torna la voce…” il nuovo singolo dei JALISSE per la Fondazione Mike Bongiorno


Grande successo lo scorso  27 marzo 2013 per i Jalisse e la Fondazione Mike Bongiorno che hanno inaugurato la sala prove Scuole dell’Allegria al carcere San Vittore a Milano.

 

 

 

 

Lola Ponce, Scuola e Jalisse

 

 

Realizzato uno showcase dove i Jalisse insieme ad alcuni detenuti hanno suonato brani di Vasco, Ligabue ed inediti, di fronte a circa 100 reclusi, alla famiglia del grande Mike Bongiorno e agli agenti della Polizia Penitenziaria con gli educatori. Presentato in anteprima alla stampa il prossimo singolo del duo dal titolo “E se torna la voce” scritto da Maurizio Fabrizio, Jalisse e Silvano Tognetti che farà da raccolta fondi per la Fondazione stessa.

 

Il brano colonna sonora dello spot “Casa Allegria”

 

racconta l’esperienza del duo al carcere San Vittore a Milano

 

 

Mentre arrivano consensi per il nuovo singolo e videoclip “Tra Rose e Cielo”, scritto dal poeta italo-iracheno Younis Tawfik, in promozione in Iraq, Serbia, radio straniere e locali italiane, Alessandra e Fabio (duo Jalisse) stanno lavorando a una importante collaborazione con la Fondazione Mike Bongiorno e la Scuola Allegria.

 

 

 

Entro i primi di Aprile il duo Jalisse presenterà alle radio il nuovo singolo dal titolo “E se torna la voce…”, che racconta la storia di una detenuta alla vigilia del suo rilascio, ora più che mai consapevole dei propri sbagli, fermamente convinta di voler “girare pagina”  per iniziare una vita migliore.

 

Il brano è stato scritto da Maurizio Fabrizio, Alessandra Drusian, Fabio Ricci e Silvano Tognetti; il testo è ispirato all’esperienza del duo che da Ottobre 2012 ha incontrato e lavorato con i detenuti della Casa Circondariale San Vittore di Milano, con la finalità di progettare e realizzare iniziative musicali ideate proprio dalla Fondazione stessa.

 

 

 

In occasione dell’evento di mercoledì 27 marzo alle ore 14 si celebrerà l’inaugurazione ufficiale della Scuola Allegria del carcere di San Vittore.

 

I detenuti, protagonisti ufficiali dell’evento,  si esibiranno in un concerto canoro/musicale,  proponendo brani sia autobiografici e inediti, sia editi, tratti dal repertorio musicale nazionale e internazionale. Unitamente all’esibizione dei detenuti, i Jalisse porteranno il loro contributo artistico cantando la celebre canzone “Fiumi di parole”, canzone vincitrice del Festival di Sanremo 1997 (edizione condotta da Mike Bongiorno).

 

 

 

Le royalties di vendita del brano “E se torna la voce” saranno devolute per la raccolta fondi della Fondazione Mike Bongiorno; il brano è acquistabile online e sarà inserito nell’album in lavorazione, registrato e mixato a Praga, la cui uscita è prevista per la primavera del 2013.  Nell’album sono presenti importanti collaborazioni internazionali: Michal David, Davide Mattioli, Andrea Andrei, Jarek Simek ed Helena Vondrackova, stars della Repubblica Ceca e dell’Europa dell’Est.

 

 

 

 

 

Fiumi di parole

Fiumi di parole (Photo credit: Wikipedia)

 

Biografia consultabile su:

 

http://issuu.com/jalisseduo/docs/scheda_jalisse_genn2013_compl

 

Official web

 

http://www.jalisse.it

 

 

 

Produzione Tregatti Music Record e Siebenpunkt Verlags Gmbh

 

Artisti www.jalisse.itFacebook ufficiale: Jalisse duo e Jalisse Official

 

Produzione http://jalisseduo.wordpress.com

 

Area Scuole  http://artistinellescuole.wordpress.com

 

Promo Radio/Tv UnTopoPress: tregattiproduzioni@gmail.com

 

Contatto Skype: tregattipm – Contatto cell. 3338608783

 

Booking Italia UnTopoPress tregattiproduzioni@gmail.com

 

Internazionale Siebenpunkt Verlags Gmbhmanuel.schimansky@siebenpunkt.com

 

tel 0049892023194

 

 

Vedi Comunica stampa della Fondazione Mike Bongiorno: 15.03.2013 cs S.Vittore

 

Roma, LUMSA: “Chi dite che io sia?” Incontro di studio su fede e culture.


Presentazione del volume “La croce: un simbolo attraverso i tempi e le culture”
Cristo

 Il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università LUMSA di Roma,  in collaborazione con Vicariato di Roma, MIUR, CNR,  organizza Giovedì 7 marzo 2013 dalle ore 14.30 presso Sala Convegni “Giubileo della LUMSA in Via di Porta Castello, 44 – Roma,  un incontro di studio su fede e culture dal titolo “Chi dite che io sia?”.

Il convegno, che vede un panel ricco di esponenti del mondo ecclesiastico e della cultura,  si inserisce nell’ambito delle “Settimane culturali”, iniziativa della Pastorale Universitaria romana.

L’intento è quello di promuovere un confronto interdisciplinare delle scienze umanistiche sul tema della fede nella contemporaneità alla luce della tradizione. Il confronto fede-scienza costituisce una sfida, in tempi di relativismo e di fondamentalismi, e sollecita un “esame di coscienza” dell’Europa, che all’insegna della Fede e delle Scienze ha costruito la sua civiltà.

  Nel corso dell’incontro sarà presentato il volume “La croce: un simbolo attraverso i tempi e le culture”,  Atti del Convegno 2012, Edizioni STUDIUM

 Per informazioni sull’incontro: paolo-mart@libero.it

voi

PROGRAMMA
14.30 Saluti: Prof. GIUSEPPE DALLA TORRE, Rettore LUMSA
14.45 Introduzione: Prof. PAOLO MARTINO, LUMSA
15.00 Prof. ARMANDO RIGOBELLO, LUMSA, Fede e ragione
15.30 Prof. M. GRAZIA BIANCO, LUMSA, Esperienza di Fede nei primi secoli cristiani
15.50 Prof. ONORATO GRASSI, LUMSA, Il valore cognitivo della fede in Sant’Agostino
16.10 Prof. SARA DEODATI, LUMSA, La pístis in Clemente Alessandrino
16.30 D. WOJCIECH JANUSIEWICZ, PU, La fede teologale in San Tommaso
16.50 Pausa
17.10 Prof. MATTHEW FFORDE, LUMSA, La modernità e il problema della de cristianizzazione: il caso di Dietrich Bonhoeffer
17.30 Presentazione del volume “La croce: un simbolo attraverso i tempi e le culture” (Atti del Convegno 2012), Edizioni STUDIUM, a cura di Rosanna Pettinelli Alhaique e D. Emilio Bettini)
18.00 Dibattito
19.00 Conclusione: S.E. Mons. LORENZO LEUZZI, Dalla fede religiosa alla fede teologale

Scarica la locandina con il programma 

LA NOSTRA EUROPA E’ QUELLA FONDATA SULLE SUE RADICI CRISTIANE


PREMIO NOBEL PER LA PACE ALL’UNIONE EUROPEAunione-europea-premio-nobel-pace-2012

(di Fernando Crociani Baglioni) – Invitato dalla Rappresentanza in Italia delle Istituzioni Europee (Commissione Europea e Parlamento Europeo), a motivo del mio impegno nell’area estero coordinamento iniziative internazionali di una grande confederazione economica italiana, al ricevimento per la Cerimonia in diretta di conferimento del Premio Nobel per la Pace all’Unione Europea, svoltasi ad Oslo il 10 dicembre 2012, ho avuto l’onore di parteciparvi nella sede romana della Rappresentanza, presente l’intera dirigenza e numerosi esponenti del Corpo diplomatico accreditato a Roma (Quirinale, Santa Sede, FAO-ONU e S.M.O. di Malta), del mondo politico, parlamentare, di governo e di colleghi della stampa.

Conte Fernando Crociani Baglioni

Conte Fernando Crociani Baglioni

Mezzo miliardo di cittadini europei, così come tutto il mondo in mondovisione, ha potuto assistere ad uno degli eventi più straordinari di questa prima parte del XXI secolo e del Terzo Millennio. La Fondazione Nobel, presenti le LL.MM. i Reali di Svezia e i Sovrani, Capi di stato o di governo dei 28 stati componenti l’Unione, ha conferito all’Unione stessa la sua alta onorificenza di prestigio mondiale, per quel che è stato definito il merito più straordinario in 60 anni di attività: contribuire ad assicurare con la riconciliazione dei popoli europei occidentali, usciti lacerati dalla seconda guerra mondiale, e sotto le perduranti minacce della guerra fredda sul versante europeo orientale, e delle molteplici crisi nel mondo, la pace, la stabilità, la collaborazione e solidarietà, la sicurezza, la diffusione della democrazia, la risoluzione di gravi crisi e molteplici controversie internazionali, sempre nell’ottica del bene supremo, irrinunciabile della pace. Molti i sentimenti che dinanzi a tale eccezionale evento di portata storica, si sono affastellati anche nel mio animo.

Ciò alla luce di un percorso di vita vissuta ed esperienze culturali e politiche accumulate, coevo al periodo storico considerato per l’esistenza ed evoluzione dell’Unione stessa e per la vita dello stesso nostro continente.

San Benedetto da Norcia, Patrono d'Europa

San Benedetto da Norcia, Patrono d’Europa

Di fronte alle obiezioni degli euroscettici, che ancòra paradossalmente allignano massime nei paesi nord-occidentali fondatori, ‘primari’ e più opulenti dell’Unione, piuttosto che nei paesi orientali più depressi e di più recente ingresso, ho sempre ribadito i miei convincimenti.

OTTO VON HABSBURG, EVOLUZIONE NELLA TRADIZIONE

Mai confondere gli ideali con le contingenze e le situazioni transeunti (euroburocrazia e relative critiche). L’Europa resta l’ideale di mezzo miliardo di Europei; un ideale di civiltà, umanità, di collaborazione e solidarietà. Il Premio Nobel è stato conferito per la Pace, cioè il valore supremo cui ambiscono i posteri di un secolo che fu il più tragico della storia umana, senza precedenti per proporzioni ed entità sterminata di vittime; con due guerre mondiali, l’una conseguenza dell’altra; il XX° che dilaniò il Continente, per gli odi e le sfrenate ambizioni, megalomanie bellicistiche e revanchismi, voglie di rivalsa e vendetta che si trascinavano dal XIX°.

Sessant’ anni di pace sono un merito altissimo per quell’unione che nacque come comunità del carbone e dell’acciaio. Cioè per mettere insieme in collaborazione quelle materie prime che in passato erano servite principalmente per alimentare con le industrie pesanti, il bellicismo degli stati i più guerrafondai dell’uno e dell’altro schieramento…

Noi siamo figli di quel passato, posteri di quelle generazioni che soffrirono e si sacrificarono, compiendo pur eroicamente e con onore per le rispettive patrie, i loro doveri di cittadini e di soldati. Sperando poi in un mondo migliore, in un’Europa pacificata, riconciliata, impegnata a ritrovare la sua missione di Civiltà nel mondo. Per questo la vogliamo fondata sulle sue radici cristiane, fedele alla sua storia, alle sue culture e peculiarità nazionali.

Sarà vieppiù l’Europa dei popoli, l’Europa Nazione com’è nella nostra ispirazione fin dal dopoguerra, come fu vagheggiata nell’atto fondativo a Roma nel 1957, o non sarà ! … l’Europa delle Patrie, anche delle piccole patrie, delle culture locali, nel quadro dei grandi ideali di libertà, democrazia, tolleranza, e pacifica convivenza, conciliazione di ogni possibile crisi e controversia che possa ancòra minacciare la pace, la stabilità, la laboriosità delle genti.

Per questo la desideriamo senza interferenze e ingerenze, senza egemonie: né politiche, né economiche, né finanziarie, né militari, né culturali, né bancarie, né lobbistiche. Senza omologazioni, senza appiattimenti sugli stili di vita degli individui o dei gruppi. Senza mondialismi e soffocanti globalizzazioni.

Che sia l’Europa delle anime, del retaggio, della nostra tradizione di alta e nobile Civiltà Cristiana.

 Santi Cirillo e Metodio. © Foto: Milutin Stanislav Viktorovich

Santi Cirillo e Metodio, Copatroni d’Europa. © Foto: Milutin Stanislav Viktorovich

Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni

Roma, 12/12/2012

 

Carcerati, comunque sono persone. Padre Vittorio Trani: è urgente l’abolizione dell’ergastolo ostativo


Carcere di Regina Coeli

Carcere di Regina Coeli (Photo credit: Wikipedia)

CARCERATI

Comunque sono persone

Padre Vittorio Trani (Seac): è urgente l’abolizione dell’ergastolo ostativo

Dall’Agenzia S.I.R. riprendiamo questo articolo:

 http://www.agensir.it/pls/sir/v4_s2doc_a.a_autentication?rifi=&rifp=&tema=Anticipazioni&oggetto=248907

Tre suicidi solo nell’ultima settimana: qualche giorno fa a Poggioreale e il 24 ottobre a Firenze e a Prato. Già 31, tra gennaio e luglio 2012; 63 nel 2011. Sono i numeri della disperazione dei detenuti italiani. A diffonderli è il Rapporto sullo stato dei diritti umani negli istituti penitenziari e nei centri di accoglienza e trattenimento per migranti in Italia, curato dalla Commissione diritti umani del Senato e presentato il 23 ottobre nel carcere romano di Regina Coeli. Secondo l’indagine, l’Italia occupa uno fra gli ultimi posti in Europa nel rapporto detenuti-posti in carcere. A fine febbraio, su una capienza complessiva di 45.742 posti, nelle carceri italiane i detenuti erano 66.632, di cui solo 38.195 con condanna definitiva. Intanto prosegue l’impegno di un gruppo di “uomini ombra” (le definizione che gli ergastolani ostativi danno di sé) per l’abolizione di ciò che definiscono la “pena di morte viva”, ossia l’ergastolo ostativo, senza fine perché non prevede benefici o sconti di pena, a meno che non si decida di collaborare con la giustizia. Uomini che si definiscono “né vivi, né morti” in un appello che si può sottoscrivere sul sito dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII www.apg23.org. Nel dicembre 2009, sempre con il sostegno della Comunità fondata da don Benzi, gli ergastolani (oggi circa 1.500) avevano inviato al riguardo una lettera aperta a Benedetto XVI. Dell’emergenza carceraria Giovanna Pasqualin Traversa, per il Sir, ha parlato con padre Vittorio Trani, da quasi 35 anni cappellano a Regina Coeli e consulente ecclesiastico del Seac, Coordinamento dei gruppi di volontariato penitenziario che operano in Italia (www.volontariatoseac.it).

Qual è la sua opinione sul mantenimento dell’ergastolo ostativo?
“Come cittadini e come cristiani dovremmo in generale impegnarci per creare una mentalità, una sensibilità diversa nei confronti del mondo carcerario. Lo Stato ha il dovere di intervenire nei confronti dei cittadini che commettono reati, ma la sua azione non deve aggiungere ingiustizia a ingiustizia. Tutto il mondo della giustizia andrebbe rivisitato con la capacità di garantire realmente il rispetto della persona lasciando una porta sempre aperta alla speranza. Per quanto riguarda l’ergastolo ostativo, è ancor più necessario un impegno comune affinché si possa aprire uno spiraglio di vita per queste persone che con la sua abolizione potrebbero riprendere in mano la propria esistenza. La prospettiva della speranza è fondamentale per il recupero dell’uomo; è una fortissima motivazione e una specie di leva magica che sostiene anche nei momenti di maggiore buio”.

Come conciliare la tutela della legge e della sicurezza dei cittadini con il rispetto di chi ha sbagliato ma non può essere identificato solo nel suo errore?
“Anzitutto alleggerendo il carcere, riservando la limitazione della libertà ai casi più gravi e commutando per gli altri la pena, ad esempio, in obbligo a prestare servizi sociali a beneficio della collettività offesa con il reato. Ai disagi legati al sovraffollamento, oggi si aggiunge anche il taglio della spesa pubblica, che ha portato ad una considerevole diminuzione dei fondi destinati a garantire una vita dignitosa negli istituti di pena dove spesso viene a mancare anche il necessario”.

Si auspica di più parti un’amnistia…
“Un gesto che potrebbe risultare anche una sorta di riparazione perché la giustizia amministrata da esseri umani può talvolta essere essa stessa un atto di ingiustizia, come dimostra il caso Tortora, risollevato in questi giorni. L’amnistia è importante, ma se non viene affiancata da provvedimenti che imprimano un reale cambiamento di rotta alla strada che porta al carcere, è difficile che possa essere risolutiva. Dopo un anno la situazione tornerebbe la stessa di prima. Le carceri vanno alleggerite sia dirottando effettivamente i tossicodipendenti in strutture di recupero, sia con un ampio ricorso alle misure alternative, veicolo costruttivo di reinserimento sociale, dopo il quale la recidiva scende dal 30-40% al 15-17%. Affidamento sociale, arresti domiciliari, semilibertà costituiscono infatti una concreta facilitazione al reinserimento sociale successivo al carcere”.

Spesso il reato è frutto di situazioni di profondo disagio ed esclusione…
“Sì. Più che punire bisognerebbe  prevenire le disfunzioni del tessuto della società, concause indirette di molti reati commessi da chi, relegato ai suoi margini e spesso in condizioni di estrema necessità, non sa come sbarcare il lunario o diventa manovalanza della criminalità organizzata. E oggi ci troviamo di fronte ad un aumento allarmante di persone a rischio delinquenza, soprattutto nelle grandi città”.

Quindi occorre soprattutto una nuova “cultura”?
“Il discorso sulla giustizia non può limitarsi alle sentenze e alle manette; dovrebbe ampliare l’orizzonte traducendosi in questione di grande responsabilità collettiva giocata soprattutto sulla prevenzione. Noi invece interveniamo solo sul reato e non siamo in grado di farci carico della rimozione delle radici dei comportamenti illegali. Ma una società di questo genere non può dirsi pienamente umana. Come affermava il card. Martini, occorre accostarsi a questa realtà con il metro della misericordia di Dio che sa andare oltre gli schemi umani codificati nelle leggi, per consentire che al centro del sistema penitenziario venga messa la persona e che la pena sia di fatto costruttiva e svolga la funzione rieducativa stabilita dall’art.27 della nostra Costituzione, volta al recupero e al reinserimento nella  società. Leggere il reato con lo sguardo di Dio per capire che il male è anche una condizione di smarrimento da soccorrere”.

 

 

ROMA, 8 OTTOBRE 2011: LA CHIESA CATTOLICA ROMANA E L’ITALIA RENDONO OMAGGIO ALL’ARCIDUCA OTTO VON HABSBURG


L’evento centrale di inizio autunno romano sarà la Messa Pontificale per l’Arciduca Otto von Habsburg presieduta da S. Em. Rev.ma il Cardinale Walter Brandmüller.   Promosso dall’Istituto di Studi Storici Beato Pio IX del Conte  Fernando Crociani Baglioni, con l’adesione di 110 Istituzioni ed Organizzazioni italiane ed internazionali.

Cardinale Walter Brandmüller

Cardinale Walter Brandmüller

(EUROITALIA – ROMA, 13 agosto 2011. Simona C. Farcas) – Nel terzo mese del pio transito dell’Arciduca d’Austria, che segnò nel centenario arco di sua vita la riaffermazione dei valori dell’Europa cristiana. Tale fu il suo ideale, attraversando le vicissitudini delle due guerre mondiali e di un lungo dopoguerra che sembrò senza fine per la Mitteleuropa e l’Europa Orientale soggette al comunismo. E per l’affermazione dell’ideale europeistico che riunisse attorno alla speranza di un mondo di pace e riconciliazione con al centro il nostro continente, senza più conflitti e odio tra i popoli.

Il dr. Otto von Habsburg, come preferiva essere appellato rispetto alle dignità imperiali e reali che gli corrispondevano, essendo figlio ed erede dell’ultimo Imperatore d’Austria -Ungheria, Carlo I, il Beato, che molti cattolici e ortodossi appellano “il Santo”, non impostò la sua azione culturale, sociale, etica e politica alla nostalgia del glorioso trono che riunì sotto il loro scettro l’Europa lungo un millennio. Ma incoraggiò le generazioni uscite dal secolo più tragico della storia umana a guardare con fiducia ad un avvenire di riconciliazione, di pace, progresso, autodeterminazione dei popoli, socialità e concordia, gettando le basi della ricomposizione dell’Europa cristiana, nel modello confederale che riprendesse i valori antichi e le esigenze di libertà, democrazia e diritti umani recuperati dai tempi moderni. Si oppose ai totalitarismi – subendone con la sua famiglia persecuzioni, arresti, esili e sofferenze – e alle loro aberrazioni. Si oppose ad ogni ingiustizia e dittatura; sopportò con dignità il delitto di cognome, che lo escluse per lunghi anni dalla sua Patria, come tutti gli eccessi del Novecento che inflissero ai capi delle dinastie, le quali  subirono il “vae victis”, sempre difendendo la Patria dei suoi antenati, o forse le grandi e piccole patrie dell’Oecumene imperiale cristiano che la composero; legato al retaggio storico del suo nome. Oggi riposa nella Cappella dei Cappuccini nella sua Vienna accanto agli Imperatori ai Re e ai Beati della Casa d’Asburgo, nel 440° anno di salvezza dell’Europa, segnata a Lepanto da Giovanni d’Austria. La solenne Messa Pontificale del Cardinale bavarese cadrà in tale ricorrenza tanto significativa per la Cristianità, la storia europea e la storia umana.

(Simona C. Farcas)

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Per adesioni, contattare:

Segreteria organizzativa Pontificale Arciduca Otto von Habsburg
tel. 335.6605913
email: pontificale.ottovonhabsburg@gmail.com

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EUROITALIA News – 04.1.2011/04


I titoli:

DECRETO FLUSSI 2010 E PIANO PER L’INTEGRAZIONE “IDENTITÀ E INCONTRO” NELL’INTERVISTA DI IMMIGRAZIONE OGGI A NATALE FORLANI

ARMENI IN ITALIA: PRANZO NATALIZIO ARMENO APOSTOLICO E I PROGRAMMI DELLA CASA ARMENA A MILANO

SHENORAAVOR NOR DARI YEV PARI GAGHAND! (Auguri in armeno)

INTERCULTURA: RIPARTE LA STAGIONE TEATRALE DEDICATA AL TEATRO INTERCULTURALE “I TEATRI DI BABELE”

DOPO SCONTRO CON LA POLIZIA EGIZIANA, I TRAFFICANTI DI RAFAH INTRODUCONO UN ALTRO GRUPPO DI MIGRANTI IN ISRAELE

UN ANNO FA LA RIVOLTA, ROSARNO TORNA A NORMALITÀ

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