Centenario di Iosif Constantin Dragan. Mecenate e benefattore: aiutò le vittime di guerre e povertà


Il 20 giugno 1917 nasceva a Lugoj in Romania Iosif Constantin Dragan (moriva a Palma di Maiorca, il 21 agosto 2008, all’età di 91 anni).

Dopo essersi laureato in Diritto a Bucarest si trasferì in Italia nel 1940 grazie ad una borsa di studio concessagli dall’Istituto Italiano di Cultura di Bucarest.

Conseguita la seconda laurea a Roma, in Scienze Politiche, egli intuì le grandi potenzialità del Gas di Petrolio Liquefatto (GPL), prodotto poco conosciuto nel dopoguerra. Si distinse da subito nelle attività imprenditoriali, fondata in Italia la ButanGas Spa, negli anni successivi estese la propria attività in vari paesi dell’Europa.

Quale esponente della diaspora rumena in Occidente, considerati gli eventi che investirono la Romania nel dopoguerra (invasione sovietica, instaurazione del regime comunista, totalitarismo, fuga di molti intellettuali nell’Europa Occidentale e nelle Americhe), cui seguì una condizione di soggezione all’egemonia sovietica e di sottosviluppo, si prodigò anzitutto per l’aiuto materiale e morale che offrì ai suoi connazionali in Italia; nonché per tutte le attività culturali che segnarono il rinsaldare l’amicizia storica tra la Romania, l’Italia e le altre nazioni latine.

Fu antesignano dell’erezione dell’Unione Europea.  Nel 1967 , diede vita alla Fondazione Europea Dragan, un’organizzazione culturale e accademica su scala continentale. Attraverso la quale passarono come docenti di corsi e master, conferenzieri ed animatori di grandi eventi di cultura e d’arte, illustri nomi della politica, statisti, capi di stato e di governo, diplomatici, ministri, scienziati, militari, storici ed operatori dell’informazione. Dando così un forte impulso alla formazione del movimento europeista e di una coscienza europea, sopratutto tra i giovani.

Già prima, nel 1950, il Prof. Dragan avviò le prime iniziative europeistiche, con la pubblicazione del Bulletin européen (il primo numero è del 15 marzo 1950, in lingua francese).  Ha dato inoltre origine a molteplici attività internazionali: università private come l’Università Europea Dragan in Romania, la Golden Age University a Milano;  corsi di specializzazione post-universitari, attività editoriali, un centro di Cibernetica e l’Associazione Europea per gli studi di Bio-Economia, la creazione di riviste specializzate, la collaborazione con l’Associazione Geo-archeologica, la realizzazione del Centro di Ricerche Storiche di Venezia, il Centro Europeo di Studi Traci, il CERMA (Centro Europeo di Ricerche Mediche Applicate), l’organizzazione di cicli di conferenze e simposi internazionali su aree tematiche culturali e scientifiche diverse: storia, scienze politiche, beni culturali, medicina, archeologia, diritto umanitario, cooperazione giuridica internazionale, scienze umane, dialogo tra le religioni, bioeconomia e altre.

Conseguì le massime onorificenze italiane e di numerose nazioni europee. Tra cui la  Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana  e la Medaglia d’oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell’arte . Nonché numerose lauree honoris causa e cittadinanze onorarie da università e città romene.

A testimonianza di tanta generosità e meriti umanitari, sia quale mecenate che come benefattore. Dal 1969, come narra  il  Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni, allora giovanissimo, militando nella Guardia Palatina d’Onore di Sua Santità, a capo di un gruppo romano di apostolato missionario, insieme al Colonnello Dott. Gabriele Marrone. I quali si prodigavano nel raccogliere e selezionare per patologie,  da medici e farmacisti, come dai primari ospedali romani,  farmaci e materiali sanitari da destinare alle missioni in Africa e nel Medio Oriente.

Il gruppo di giovani volontari cattolici si avvalsero delle vaste relazioni, pubbliche, private e professionali, nonché delle personali donazioni del Prof.  Iosif Constantin Dragan, per poter trasferire tali e tanti materiali di aiuto sanitario, sopratutto salvavita, a titolo gratuito a destinazione. Furono donati e distribuiti a tonnellate, per anni, a missioni, ospedali, scuole, dispensari, parrocchie. Anche in Palestina, da poco uscita dalla guerra del 1967, tramite i Francescani della Custodia di Terra Santa.

La biblioteca della nostra Associazione Italia Romania Futuro Insieme, ha ricevuto recentemente la donazione di un cospicuo quantitativo di libri e opere scientifiche di grande pregio, dalla Golden Age Dragan University di Milano; emanazione della Fondazione Europea Dragan istituita dallo stesso Prof. Giuseppe Costantino Dragan. Cui va nel centenario della nascita, la gratitudine nostra e di tutti i romeni d’Italia.

Associazione IRFI “Italia Romania Futuro Insieme”

Roma, 20 giugno 2017

 

Il romeno d’Italia, un messaggio di grande attualità per vivere meglio

 

Annunci

VATICANO, ORDINATI I NUOVI VESCOVI, OMAGGIO DEL MONDO A OTTO VON HABSBURG


S.E. il Signor Cardinale Walter Brandmüller

S.Em. Rev.ma il Signor Cardinale Walter Brandmüller

In successione, due solenni cerimonie vaticane di portata mondiale.

(Città del Vaticano, 8 ottobre 2011 – Simona C. Farcas) –  I rintocchi del campanone di San Pietro segnavano col vespro la celebrazione delle consacrazioni episcopali impartite da Sua Santità Benedetto XVI, con il Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone e  il Sacro Collegio dei Cardinali, ai nuovi Vescovi dell’Orbe cattolico, tra cui il  segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano monsignor Giuseppe Sciacca e il segretario del Pontificio Consiglio della Cultura monsignor Barthélemy Adoukonou.

Messa pontificale di Requiem per Otto von HabsburgDue ore dopo, a S. Maria in Camposanto Teutonico in Vaticano, aveva inizio il Pontificale altresì solenne presieduto dal Cardinale Walter Brandmüller, di Requiem nel terzo mese del pio transito dell’Arciduca Otto von Habsburg-Lothringen, presenti massime rappresentanze del mondo diplomatico, della Curia e della società romana.

Pontificale per Otto von Habsburg, 8 ottobre 2011: le autorità presenti

Pontificale per Otto von Habsburg, 8 ottobre 2011: le autorità presenti

Intenso fino a notte il viavai in limousine dall’arco delle campane e dal sant’Uffizio di centinaia di invitati alle due cerimonie in Vaticano e successivi ricevimenti. Mobilitato l’intero Corpo Diplomatico presso la Santa Sede, e molti ambasciatori e ministri al Quirinale, all’Ordine di Malta e alla FAO; rigorosamente in frac, uniformi diplomatiche e militari di gala.

Pontificale per Otto von Habsburg, 8 ottobre 2011: il labaro dei volontari di guerra italiani, il vessillo dell'Istituto storico Pio IX e la guardia ungherese rendono gli onori

Pontificale per Otto von Habsburg, 8 ottobre 2011: il labaro dei volontari di guerra italiani, il vessillo dell'Istituto storico Pio IX e la guardia ungherese rendono gli onori

Al Pontificale di Requiem per Otto d’Asburgo assistevano con le Rappresentanze delle Case Reali europee e del Medio Oriente, con il Bey Thomas Frachery per la Casa Reale Zog di Albania, giunto da Parigi, alti prelati della Curia Romana, l’aristocrazia a cominciare dal capo nato del Patriziato principe Domenico Napoleone Orsini, il Capo della Delegazione dell’Unione Europea presso la Santa Sede ambasciatore Yves Gazzo, il ministro di Spagna Manuel Viturro, i due ambasciatori d’Austria e della Mitteleuropa, dall’Irlanda, con il ministro Helena Keleher, al Kosovo, con l’ambasciatore in Italia S. E. Albert Prenkay, ambasciatori e ministri latino-americani, con l’ambasciatore del cattolicissimo Ecuador S.E. Marcela Velastegui, il ministro Gerardo Guzman di Colombia, Panama etc.; ambasciatori africani, con il ministro di Burkina Faso M. Jean Baptiste Kambire etc., generali di corpo d’armata per lo Stato Maggiore italiano, tra cui S.E. Rocco Panunzi, rappresentanze di Ordini cavallereschi e corporazioni nobiliari europee, con il principe Loris Kastriota Skanderbegh,  principessa di Canosa Irma Capece Minutolo,  principe Guglielmo Giovanelli Marconi, principessa Beatrice Feo Filangeri, contessa Elena Manzoni di Chiosca, e  S.E. don Gonzalo Orquín,  giunto da Siviglia; il Corpo Militare del  S.M. Ordine di Malta con il colonnello Gabriele Marronne, gentiluomini di Sua Santità, esponenti del mondo accademico e universitario, della cultura e dell’arte, impresa, finanza, giornalismo, volontariato sociale e umanitario; con il presidente del Real Circolo Francesco II di Borbone e Grand Ufficiale dell’ OESSG dott. Paolo Rivelli,  dott. Carlo Marconi, , avv. Germana Burgarella, avv. Pasquale Landolfi, avv. Carlo Cudemo, comm. Filippo Tiberia e numerosi altri; deputati al Parlamento europeo con l’onorevole Marco Scurria, l’onorevole Cristiana Muscardini, l’onorevole Alberto Michelini; parlamentari nazionali e pubblici amministratori guidati dall’onorevole Riccardo Mastrangeli; dirigenti dell’associazionismo cattolico e dei corpi morali e storico-religiosi romani, nazionali ed internazionali, affollavano il Pontificale. Seguiva il vin d’honneur con il Cardinale Walter Brandmüller, offerto nel Museo Archeologico del Collegio Teutonico vaticano dall’organizzatore dell’evento conte  Fernando Crociani Baglioni.

L’Istituto di Studi Storici Beato Pio IX con il Patrocinio di Roma Capitale e la partecipazione di  120 istituzioni ed organizzazioni italiane ed internazionali,  ha promosso l’evento, d’intesa con realtà culturali, politiche e storico-religiose di Austria, Ungheria, Germania e Croazia. Particolarmente ammirate le rappresentanze di corpi storico-paramilitari tirolesi e ungheresi, nei costumi tradizionali e vessilli, dell’Arciconfraternita teutonico-vaticana con il Camerlengo comm. Aldo Parmeggiani e il Rettore del Collegio rev. dr. Hans-Peter Fischer. La processione del Cardinale celebrante veniva aperta dal vessillo dell’Istituto storico Pio IX e dal labaro dei volontari di guerra italiani fregiato di innumerevoli medaglie d’oro, che hanno inteso associarsi all’omaggio reso da tanto spaccato della Roma tradizionale alla figura e all’opera dello statista, Arciduca Otto, fautore dell’Europa cristiana unita, prima che capo della dinastia imperiale dell’Ecumene  che segnò il secondo millennio della civiltà cristiana. La figura e l’opera di Otto von Habsburg, figlio ed erede dell’Imperatore Beato Carlo I d’Austria, veniva messa in risalto nell’omelia in lingua tedesca ed in sobrio stile dal Cardinale celebrante.

Pontificale per Otto von Habsburg, 8 ottobre 2011: rappresentanze diplomaticheIl solenne Pontificale di Requiem veniva accompagnato dall’Orchestra Barocca “Marco dall’Aquila”, internazionalmente nota per i concerti per l’Unione Europea alla Basilica di Collemaggio, nonché per i concerti di Natale e Pasqua all’Ara Cœli in Campidoglio, diretta dal maestro Jacopo Sipari, con saliente, classico  repertorio di musica sacra.

Il coro di Voci Bianche e Orchestra Barocca "Marco dall'Aquila"

Il coro di Voci Bianche e Orchestra Barocca "Marco dall'Aquila"

Giunti autorevolissimi messaggi di adesione dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Sovrano Militare Ordine di Malta, dall’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, dal S.M.O. Costantiniano di San Giorgio, dall’Ordine Mauriziano, dalla Fondazione Adenauer e dalla Fondazione Europea Dragan, di cui assistevano numerosi membri e dirigenti.

8 ottobre 2011: il Principe Domenico Orsini omaggia il Cardinale Walter Brandmüller

8 ottobre 2011: il Principe Domenico Orsini omaggia il Cardinale Walter Brandmüller

XXXVI Incontro Internazionale Macroproblemi 2011 – Fondazione Europea Dragan consegnerà le borse di studio intitolate al Prof. Giuseppe Costantino Dragan.


Preservação do meio ambiente!

Image via Wikipedia

€UROITALIA – ROMA, 28 aprile 2011.

Comunicato Stampa e Invito

Mercoledì 4 maggio 2011, ore 15,30

 Biblioteca Nazionale Centrale

Viale Castro Pretorio 105, Roma

XXXVI INCONTRO MACROPROBLEMI 2011

UNA ROAD MAP SULLE PRIORITÀ PER L’AMBIENTE

DISEGNATA DAI GIOVANI 

Tutti i giorni un nuovo allarme sull’ambiente con possibili gravi ricadute sull’umanità viene prospettato da varie fonti: da queste terribili eventualità discende un clima di paura che spesso si trasforma in indifferenza, in quanto ogni essere umano si sente inadeguato non dico a risolvere, ma anche a contribuire ad una soluzione.

 Questo significa sfiducia soprattutto per le nuove generazioni che vorrebbero sperare in un mondo migliore. Da qui la proposta, da parte del gruppo Macroproblemi, di effettuare ricerche nell’anno scolastico 2010/2011, per tracciare una road map delle priorità per l’ambiente che i giovani studenti, guidati dai docenti, rilevano più urgenti a seguito di quanto appreso e del loro impatto sociale.

Scuole e studenti dell’Italia, della Spagna, Turchia, Finlandia, Australia hanno risposto all’appello e con le tecnologie della comunicazione che sentivano più aderenti a quanto intendevano esprimere, Internet, CD Rom, DVD, disegni e manifesti, hanno tracciato una mappa dei problemi più urgenti ed hanno contemporaneamente suggerito le soluzioni che ritengono più idonee.

I risultati di questo lavoro saranno presentati a Roma, con la presenza, ove possibile, degli stessi autori, e saranno resi pubblici con una Mostra Multimediale resa visibile sul sito www.verdegreen.net e sui siti degli Istituti scolastici che hanno partecipato, in Italia e all’Estero.

Quali le priorità evidenziate dai giovani? Dal problema del cibo a quello dell’energia sostenibile, della conservazione della natura e delle foreste, alla consapevolezza di stili di vita più vicini ad una ecologia che tenga conto delle fragilità dell’uomo oltre che quelle della natura.

Gli interventi programmati faranno il punto della situazione sui temi e problemi dell’ambiente e informeranno sui possibili sviluppi così da consentire il proseguimento delle ricerche: aprirà l’evento Eleonora Masini, docente di Previsione Umana e Sociale e di Ecologia Umana con il messaggio di Aurelio Peccei, ancora attuale; seguiranno: Guido Ravasi, Segretario generale della Fondazione Europea Dragan, Fabbisogni energetici, tutela dell’ambiente, sviluppo sostenibile: il lascito imprenditoriale, culturale ed etico di Giuseppe Costantino Dragan; Lorenza Colletti, Corpo Forestale dello Stato, Il 2011 Anno Internazionale delle Foreste; Paolo Vicentini, Esperto temi ambientali, Idee per ricerche sulle tematiche ambientali; Gino Giulio Di Giacomo, Responsabile di Chicza Italia, Green economy: organic chewing-gum biodegradabile; Rosa Mura, Energy Advisor A.I.E.E. Obiettivo Rinnovabili; Armando Finocchi, Responsabile Museo “Casolare 311”, Il valore dell’agricoltura tra tradizioni contadine ed etica ambientale; Laura Bacalini, Responsabile Comunicazione di Explora–Perigeo presenterà un collegamento satellitare dall’Himalaya con la scalata dell’esploratore Davide Peluzzi.

Le targhe Aurelio Peccei 2011 saranno assegnate a: Giuseppe Garibaldi, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, per il suo amore verso la natura. Ritira il Premio il pronipote Giuseppe Garibaldi; a Maurizio Soldini, docente universitario, per il suo impegno a favore della Bioetica.

La Fondazione Europea Dragan è presente con due borse di studio assegnate a Istituti scolastici.

Segue la Mostra Multimediale con i lavori degli studenti.

L’evento si conclude con la PREMIAZIONE DEGLI STUDENTI E DELLE SCUOLE PARTECIPANTI AL CONCORSO MACROPROBLEMI 2011

Scarica il Programma.Macroproblemi 2011 .

Press Release and Invitation

 

Wednesday 4th May 2011, h15.30

 Biblioteca Nazionale Centrale, Viale Castro Pretorio 105, Rome

XXXVI MEETING ON MACROPROBLEMS 2011

A ROAD MAP ON ENVIRONMENTAL PRIORITIES DESIGNED BY YOUNG PEOPLE

 

Every day a new alarm on the environment with possible serious impact on human kind is foreseen by different sources: from these terrible possibilities arises a climate of fear which often turns into indifference since all human beings feel they are unable to solve but also to contribute to a solution.

This means distrust above all for new generations that would want to hope for a better world. Hence comes the proposal made by the Group on Macroproblems to carry out research in the 2010/2011 school year in order to draw a road map of environmental priorities which young students, guided by their teachers, think they are more urgent following what they have learnt and their social impact.

Italian, Spanish, Turkish, Finnish and Australian schools and students have answered the call and through communication technologies which they felt more appropriate to what they intended to express, Internet, CD-Rom, DVD, drawings and posters, they have drawn a map of the most urgent problems and at the same time have suggested the solutions which they think they are more suitable.

The results of this work will be presented in Rome with the presence, where possible, of the authors themselves and will be disseminated through a Multimedia Exhibition on the website www.verdegreen.net and those of the schools which have participated, in Italy and abroad.

What are the priorities highlighted by young people? From the issue of food to that of sustainable energy, from the preservation of nature and forests to the awareness of lifestyles closer to an ecology which takes into account the frailties of human beings and nature.

The scheduled interventions will take stock of the situation on environmental issues and will inform about the possible developments in order to allow the research continuation. Mrs. Eleonora Masini, Professor of Human and Social Forecast and of Human Ecology will open the meeting with the still topical Aurelio Peccei’s message. Further interventions will be made by: Mr. Guido Ravasi, Secretary-General of the European Foundation Dragan, Energy needs, environmental preservation, sustainable development: Giuseppe Costantino Dragan’s entrepreneurial, cultural and ethical legacy; Mrs. Lorenza Colletti, State Corps of Foresters,  2011 International Year of Forests; Mr. Paolo Vicentini, Expert on environmental issues, Ideas for research on environmental issues; Mr. Gino Giulio Di Giacomo, Responsible for Chicza Italia, Green economy: organic biodegradable chewing-gum; Mrs. Rosa Mura, Energy Advisor A.I.E.E. Renewable Objectives; Mr. Armando Finocchi, Responsible for the Museum “Casolare 311”, The value of agriculture between farmers’ traditions and environmental ethics; Mrs. Laura Bacalini, Responsible for Explora–Perigeo Communication will present a satellite connection from Himalaya with the climb of explorer Davide Peluzzi.

The 2011 Aurelio Peccei plaques will be given to: Giuseppe Garibaldi, on the occasion of the 150 years of the Unity of Italy, for his love for nature, the award will be withdrawn by his great-grandson Giuseppe Garibaldi; Mr.  Maurizio Soldini, university professor, for his commitment in favour of Bioethics.

The European Foundation Dragan is present with two scholarships given to schools.

After that there will be a Multimedia Exhibition with the students’ works.The event will end with the PRIZE-AWARDING CEREMONY OF STUDENTS AND SCHOOLS PARTICIPATING IN THE 2011 MACROPROBLEMS.

ROMA/ INTERVISTA ESCLUSIVA A FRANCESCO SIDOTI, CRIMINOLOGO, su “ETICA E METODO DELL’INTELLIGENCE”. OGGI LA CONFERENZA ALLA FONDAZIONE DRAGAN


“In nessun paese al mondo il potere democratico è stato altrettanto indagato, perseguito, giudicato come in Italia.”

Conferenza prof. Francesco Sidoti

prof. Francesco Sidoti (Foto: Simona C. Farcas)

 

EUROITALIA – ROMA, 12 aprile 2011 (Simona C. Farcas) – Specialista di devianze, open source intelligence, investigazione criminale, Francesco Sidoti insegna criminologia e sociologia nell’Università di L’Aquila, dove ha fondato e presiede il Corso di laurea in Scienze dell’Investigazione. In passato è stato borsista CNR a Torino con Norberto Bobbio, Docteur de Troisième Cycle a Parigi con Alain Touraine, Guest Scholar – The Brookings Institution Secretary RC29 – International Sociological Association (2010-2014),  oltre che consulente della Commissione Parlamentare Antimafia (1992-1994); inoltre, è stato direttore del Dottorato in Diritto penale e criminalità organizzata nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bari, direttore del Dottorato in Criminologia nell’università Ludes di Lugano; Fellow, Center for Terrorism Studies and Security Research, Facoltà di Scienze Politiche, università di Belgrado; nel 2008, direttore Scientifico dell’Osservatorio provinciale sulla criminalità e sicurezza, Treviso; insieme con Ferdinando Imposimato, direttore dell’<<Osservatorio sui fenomeni criminali>> dell’Eurispes. Ha insegnato materie politologiche, sociologiche, criminologiche in varie università italiane (Facoltà di Scienze politiche, Facoltà di Giurisprudenza, Scuola di perfezionamento in Criminologia e psichiatria forense della Facoltà di Medicina, Scuola per assistenti sociali, Facoltà di Scienze della Formazione, Facoltà di Psicologia).  Molti riferimenti alla “modesta” biografia del prof. Sidoti sono su internet, dove si possono trovare ulteriori riferimenti alle sue precedenti imprese (anche sul tema dell’intelligence), ad esempio, su youtube e su facebook.

La questione dell’etica nel campo dell’intelligence, la sua influenza sui metodi di cui ci si avvale e le possibili degenerazioni determinate da una scarsa consapevolezza in merito sono dunque il tema della conferenza del prof. Francesco Sidoti, Ordinario di Criminologia e Presidente del Corso di laurea in Scienze dell’Investigazione dell’Università degli Studi de L’Aquila,intitolata “Etica e metodo nell’intelligence”, prevista per oggi, martedì 12 aprile 2011, alle ore 17.30, presso la prestigiosa sede romana della Fondazione Europea Dragan, in Foro Traiano 1/A.

 

Francesco Sidoti - Fondazione Europea Dragan

prof. Francesco Sidoti (Foto: Simona C. Farcas)

Contattato dalla nostra redazione, il prof. Sidoti ha riassunto per l’Agenzia giornalistica EUROITALIA, in anteprima, il suo intervento di oggi: “gli italiani sono stati frequentemente, autorevolmente, gravemente accusati di mancare di civismo e di senso morale. Contesto questa vulgata e ritengo che sia un problema di intelligence. Nella mia relazione mi propongo innanzitutto di ricordare il principio della pluralità degli ordinamenti giuridici e morali, con cenni alle trattazioni classiche (che sottolineano l’esistenza di un codice di regole perfino tra i ladri, a cominciare dalle argomentazioni contro Trasimaco).  Per non addormentare gli astanti e per non deludere le aspettative dei benpensanti, farò cauti ma cospicui cenni alle più oscure forze del male: la P2, Gladio, la struttura Delta, l’Anello, la Tavola. Non si preoccupi per il buon nome della struttura che mi onora con il suo invito: mi limiterò a ricordare che in nessun paese al mondo il potere democratico è stato altrettanto indagato, perseguito, giudicato come in Italia. I grandi capi della mafia sono in galera, e, per non farli sentire unilateralmente perseguitati, ogni giorno si associano camorristi e ndranghetisti alle patrie galere. Eccetera. Visto e considerato, mi sento italiano e mi ritengo fortunato per questo. Nonostante tutto.”

 

Intervista esclusiva a Francesco Sidoti, Ordinario di Criminologia e Presidente del Corso di laurea in Scienze dell’Investigazione dell’Università degli Studi de L’Aquila, su “Etica e metodo a dell’intelligence”, oggetto della conferenza di martedì, 12 aprile 2011 presso la Fondazione Europea Dragan – Roma. A cura di Simona C. Farcas

 

Simona C. Farcas (S.C.F.): Professore, davvero esiste un’etica dell’intelligence nell’immaginario collettivo?

Prof. Francesco Sidoti (Prof. F.S.): In generale, premetto che quando parlo di etica, mi riferisco innanzitutto non ad un’esaltazione acritica dei postulati etici (che di fatto sono plurali e spesso contraddittori), ma soprattutto all’uso strumentale che ne viene fatto per demonizzare gli avversari.In particolare, se per etica si intende un insieme di regole di condotta, esiste etica in ogni gruppo organizzato, secondo un’antica e celebre tesi di Platone: tutti, perfino una banda di ladroni devono avere un condiviso codice di riferimento per i propri comportamenti. Ci sono stati gentiluomini nell’intelligence e ci sono stati esempi di gentiluomini con la schiena dritta.

S.C.F.: L’etica dell’intelligence si ispira ai principi fondamentali dei diritti dell’uomo ?

Prof. F.S.: Diritti e doveri sono due facce della stessa medaglia. Esistono i sacri diritti dell’uomo ed i doveri istituzionali dell’intelligence.

S.C.F.: O almeno non contraddice il rispetto per i diritti umani ?

Prof. F.S.: In un paese democratico formalmente non può si contraddire il rispetto dei diritti umani. Ma c’è sempre una discussione sui contenuti e sui confini; ad esempio, il presidente George W. Bush ha difeso la politica del suo governo sulla tortura, supportato dal sostegno di eminenti giuristi ed opinionisti, ad esempio Alan Dershowitz, ritenuto il più autorevole o tra i più autorevoli giuristi americani.

S.C.F.: Se esiste, da quali servizi viene osservata ? E da quali violata o eventualmente  ignorata?

Prof. F.S.:I primi sospettati sono quei paesi che non sono democratici e quei paesi dove, invece dei diritti umani, vige di fatto il principio: salus populi, suprema lex (che viene formulato in Cicerone, ma si ritrova poi a sigillo di tutta la tradzione repubblicana, in Machiavelli, Hobbes eccetera).

S.C.F.: Le scienze dell’investigazione comprendono un’etica dell’investigare?

Prof. F.S.:La tensione etica è continuamente sottoposta alla tentazione di scambiare indizi per prove, fischi per fiaschi, lucciole per lanterne, ipotesi per fatti. Non c’è imbroglione che non senta attrazione per un mondo che istituzionalmente è specializzato nella coltivazione della doppiezza (che, secondo molti traditori, sarebbe un carattere distintivo dell’identità nazionale: il nicodemismo non è made in Italy e l’arte di arrangiarsi non può essere confusa con l’arte dell’ipocrisia).

S.C.F.: I metodi dell’intelligence si avvalgono della criminologia ?

Prof. F.S.: Dovrebbero avvalersene, anche se esistono motivate resistenze, vista la poliedricità di tendenze esistenti nella disciplina.

S.C.F.: E di quali altre scienze ?

Prof. F.S.: L’intelligence si dovrebbe servire di tutte quelle scienze che sono incarnate in scienziati sensibili all’amor di patria e all’interesse nazionale.

S.C.F.: L’impiego delle nuove tecnologie nel metodo dell’intelligence è esclusivo rispetto metodi tradizionali ?

Prof. F.S.: No. Qualunque cosa si intenda per metodi tradizionali.

S.C.F.: Dai giornali emerge che la Romania è stata soprannominata “La terra degli 007” (circa 12mila agenti). Il Servizio Romeno delle Informazioni (SRI) avrebbe un numero di ufficiali per abitante sei volte maggiore dell’FBI (cioè 571 su un milione di abitanti). E ad Oradea (Romania), è in fase di realizzazione lo HUMIT (HUMAN Intelligence), centro “d’eccellenza” di spionaggio e controspionaggio dell’Alleanza Nord Atlantica, formato da agenti romeni “made in NATO”, coordinato dal Comando Alleato per la Trasformazione, con la sede a Norfolk (USA). Ci interessa un Suo commento a riguardo.

Prof. F.S.: Se quanto riportato corrisponde al vero, sarebbe molto istruttivo in merito ai pensionati della guerra fredda, vinta da molti che non avevano creduto nella possibilità, nella convenienza, nella legittimità, nella moralità di una vittoria. Durante la guerra fredda, i migliori sono stati gli italiani, sia dal punto di vista morale, sia dal punto di vista tecnico, sia dal punto di vista del risultato finale. Il mio eroe e punto di riferimento sull’argomento è l’ammiraglio Martini, gentiluomo dalla schiena dritta, che, sul piano interno ed internazionale, è stato rispettato da tutte le persone per bene e temuto da tutti gli altri. Quando scomparve nel 2003, Carlo Azeglio Ciampi ne ricordò “l’attaccamento al dovere, lo spirito di sacrificio e di amor di Patria”. Gli italiani hanno integrato e supportato in mille modi (e quando dico mille, includo anche i modi oggi assai equivocati da una pubblicistica tanto fiorente quanto sorprendente) la politica del Vaticano verso l’Est. Senza quella politica (che fu, anche moralmente, senza esclusione di colpi e di mezzi), l’Impero del Male non sarebbe caduto. Sulle amare (e spesso luride) trincee della guerra fredda, incluse le retrovie e le frontiere (a cominciare ovviamente dal Mediterraneo e dal Medioriente), come italiani abbiamo svolto un ruolo vitale di intervento, di compensazione e di integrazione, mentre altri (almeno a sentire Priore, Pellegrino eccetera) hanno pensato molto ad inserirsi nelle vicende italiane, sporcandosi spesso e volentieri le mani con il nostro sangue (ripeto: a sentire Priore, Pellegrino, Mastelloni, Cossiga eccetera).

S.C.F.: In Italia, attualmente vi risiedono circa un milione di romeni lavoratori: esiste un pericolo criminalità “made in Romania”?

Prof. F.S.: I lavoratori rumeni debbono essere guardati come una benedizione ed un’opportunità strategica in Italia, assai rilevante per costruire in Europa un’area di solidarietà e di cultura comune. Altri, invece, sono buoni ultimi in una serie sterminata di invasioni barbariche propriamente dette, oggi allegramente ignorate dagli storici e dagli opinionisti. Petrarca e Machiavelli ne hanno scritto incisivamente, individuando questo tema come un elemento definitorio dell’identità nazionale, scolpito nelle righe finali del Principe, 1513. A qualche secolo di distanza, noto che oggi l’Italia è il paese che ha importato più mafie, spie, criminali che ogni altro paese europeo. Ritengo che ci sia in questo una grave e disdicevole sottovalutazione, nata dall’ignoranza, documentata obiettivamente, ad esempio nei rapporti della Direzione Nazionale Antimafia. Come nella guerra fredda, siamo esposti in prima linea, mentre fuori dai confini nazionali molti pensano soprattutto agli affari propri, o a intervenire insidiosamente e sfacciatamente nelle vicende italiane. È triste che da noi esistano fenomeni di provincialismo, di servilismo, di carrierismo che impediscono una corretta percezione dei problemi: per quanto riguarda crimini e criminali, esportiamo molto meno di quello che importiamo e soprattutto investighiamo, condanniamo, incarceriamo molto di più su quello che esportiamo, svolgendo un compito che è certo ammirevole sul pano etico, dimostrando “a contrario” che c’è modo e modo di parlare di etica.

 

Francesco Sidoti - Fondazione Dragan

Fondazione Europea Dragan - prof. Francesco Sidoti (Foto: Simona C. Farcas)

Ciclo di conferenze di Scienze Politiche “Servizi segreti, intelligence e geopolitica”

L’incontro con il Prof. Sidoti si inserisce nel Ciclo di conferenze di Scienze Politiche “Servizi segreti, intelligence e geopolitica”, organizzato per l’anno accademico 2010-2011 dalla Fondazione Europea Dragan in collaborazione con l’Unità per la Documentazione storico-diplomatica e gli Archivi del Ministero degli Affari esteri, l’Istituto Affari Internazionali, l’Institute for Global Studies, il Centro universitario di Studi Strategici e Internazionali dell’Università degli Studi di Firenze e l’Institut d’Études européennes dell’Université libre di Bruxelles. Nel corso dell’anno accademico la Fondazione Europea Dragan ha ospitato esperti e illustri docenti universitari che hanno dato importanti contributi su temi come “Intelligence e geopolitica” (Gen. Carlo Jean, Presidente Centro Studi Geopolitica economica), “Servizi di intelligence e segreto di Stato” (Dott. Carlo Mosca, Già Prefetto di Roma), “I servizi segreti in Italia. Dal dopoguerra alla caduta del muro di Berlino. Dalla caduta del muro di Berlino ad oggi” (Prof. Giuseppe de Lutiis, Presidente del Centro di Documentazione storico-politica su Stragismo, Terrorismo e Violenza politica), “La HUMINT e il controspionaggio” (Dott. Massimo Bontempi, Direttore del Servizio Informazioni generali, Direzione centrale della Polizia di Prevenzione), “I servizi segreti e la prevenzione del terrorismo” (Prof. Col. Vittorfranco Pisano, Colonnello della Polizia militare dell’Esercito degli Stati Uniti d’America), “L’intelligence in economia e finanza” (Prof. Paolo Savona, Docente di Geopolitica economica Università “Guglielmo Marconi” – Roma), “Intelligence e diritto” (Dott. Marco Valentini, Prefetto di Lecco), “Per una Intelligence Policy europea” (Dott. Alessandro Politi, Analista politico e strategico), “Intelligence e intercettazioni” (Dott. Stefano Gambacurta, Capo di Gabinetto Prefettura de L’Aquila), “Il ruolo dell’intelligence nelle crisi in Medio Oriente” (Prof. Nicola Pedde, Direttore Institute for Global Studies), “Tecniche di intelligence. Dai microchip nel cervello alla biometria” (Prof. Antonio Teti, Responsabile del Supporto tecnico informatico Università “Gabriele D’Annunzio” – Chieti-Pescara), “L’intelligence nel sistema internazionale post-bipolare” (Prof. Umberto Gori, Professore emerito dell’Università degli Studi di Firenze e Presidente del Centro universitario di Studi strategici e internazionali), “Un miliardo di spie e di spiati: i servizi segreti in Cina” (Gen. Fabio Mini, Generale di Corpo d’Armata dell’Esercito italiano, Fondazione Intelligence Culture and Strategic Analysis – Roma) e “A 10 anni dall’attentato alle Torri gemelle: l’attività dei servizi segreti negli Stati Uniti d’America” (Prof. Stefano Silvestri, Presidente Istituto Affari Internazionali).

Il ciclo di conferenze di Scienze Politiche “Servizi segreti, intelligence e geopolitica” si concluderà martedì, 3 maggio 2011, ore 17.30, con la relazione del Min. Plen. Giorgio Bosco del Ministero degli Affari esteri, su “I servizi e le attività di informazione e di controinformazione. Il punto di vista di un Presidente della Repubblica: Francesco Cossiga”.

Roma, 12 aprile 2011

(Simona C. Farcas)

10 ANNI DALL’ATTENTATO ALLE TORRI GEMELLE: L’ATTIVITÀ DEGLI 007 NEGLI USA


The Piazza Venezia, with Trajan's Column, as s...

Image via Wikipedia

CONFERENZA

PROF. STEFANO SILVESTRI

5 aprile 2011, ore 17:30

presso la Fondazione Europea Dragan, in Foro Traiano 1/A (vicinanze di Piazza Venezia)

 

 

10 ANNI DALL’ATTENTATO ALLE TORRI GEMELLE:

L’ATTIVITÀ DEI SERVIZI SEGRETI NEGLI STATI UNITI D’AMERICA

 

PROF. STEFANO SILVESTRI

Presidente

Istituto Affari Internazionali

 

Le modifiche introdotte nel sistema d’intelligence statunitense a seguito dell’11 settembre 2001 e della conseguente lotta al terrorismo costituiscono il tema trattato dal prof. Stefano Silvestri nella conferenza “A 10 anni dall’attentato alle Torri gemelle: l’attività dei servizi segreti negli Stati Uniti d’America”, prevista per martedì 5 aprile 2011, alle ore 17.30.

L’incontro si inserisce nel Ciclo di conferenze di Scienze Politiche “Servizi segreti, intelligence e geopolitica”, organizzato per l’anno accademico 2010-2011 dalla Fondazione Europea Dragan in collaborazione con l’Unità per la Documentazione storico-diplomatica e gli Archivi del Ministero degli Affari esteri, l’Istituto Affari Internazionali, l’Institute for Global Studies, il Centro universitario di Studi Strategici e Internazionali dell’Università degli Studi di Firenze e l’Institut d’Études européennes dell’Université libre di Bruxelles.

La conferenza, a ingresso libero, si svolge presso la Fondazione Europea Dragan, in Foro Traiano 1/A (vicinanze di Piazza Venezia), tel: 06 6797785.

ROMA/UN MILIARDO DI SPIE E DI SPIATI: I SERVIZI SEGRETI IN CINA


FEDMartedì 29 marzo 201, alle ore 17.30

Fondazione Europea Dragan, in Foro Traiano 1/A (vicinanze di Piazza Venezia)

CONFERENZA del


GEN. FABIO MINI

Generale di Corpo d’Armata dell’Esercito italiano

Fondazione Intelligence Culture and Strategic Analysis – Roma

 

Proseguono gli incontri nell’ambito del Ciclo di conferenze di Scienze Politiche “Servizi segreti, intelligence e geopolitica”, organizzato per l’anno accademico 2010-2011 dalla Fondazione Europea Dragan in collaborazione con l’Unità per la Documentazione storico-diplomatica e gli Archivi del Ministero degli Affari esteri, l’Istituto Affari Internazionali, l’Institute for Global Studies, il Centro universitario di Studi Strategici e Internazionali dell’Università degli Studi di Firenze e l’Institut d’Études européennes dell’Université libre di Bruxelles.

 

Martedì 29 marzo 2011, alle ore 17.30, a Roma, si svolge la conferenza “Un miliardo di spie e di spiati: i servizi segreti in Cina”, nel corso della quale il Gen. Fabio Mini illustra caratteristiche ed efficacia dei sistemi di intelligence cinesi.

 

 

La conferenza, a ingresso libero, si svolge presso la Fondazione Europea Dragan, in Foro Traiano 1/A (vicinanze di Piazza Venezia), tel: 06 6797785.

(€UOITALIA – ROMA, 18 marzo 2011)

ROMA, 15 marzo/TECNICHE DI INTELLIGENCE.


FED

Conferenza

TECNICHE DI INTELLIGENCE.

DAI MICROCHIP NEL CERVELLO ALLA BIOMETRIA

15 marzo 2011, alle ore 17.30

Roma Fondazione Europea Dragan

Foro Traiano 1/A (vicinanze di Piazza Venezia)

 

 

PROF. ANTONIO TETI

Responsabile del Supporto tecnico informatico

Università “Gabriele D’Annunzio” – Chieti-Pescara

 

 

Le moderne tecniche di intelligence, il loro uso per migliorare la sicurezza pubblica e privata, nonché i rischi derivanti dal loro uso improprio sono i temi della conferenza “Tecniche di intelligence. Dai microchip nel cervello alla biometria” del Prof. Antonio Teti, che avrà luogo martedì 15 marzo 2011, alle ore 17.30, a Roma.

 

L’incontro si inserisce nel Ciclo di conferenze di Scienze Politiche “Servizi segreti, intelligence e geopolitica”, organizzato per l’anno accademico 2010-2011 dalla Fondazione Europea Dragan in collaborazione con l’Unità per la Documentazione storico-diplomatica e gli Archivi del Ministero degli Affari esteri, l’Istituto Affari Internazionali, l’Institute for Global Studies, il Centro universitario di Studi Strategici e Internazionali dell’Università degli Studi di Firenze e l’Institut d’Études européennes dell’Université libre di Bruxelles.

 

La conferenza, a ingresso libero, si svolge presso la Fondazione Europea Dragan, in Foro Traiano 1/A (vicinanze di Piazza Venezia), tel: 06 6797785.

ROMA/I SERVIZI SEGRETI E LA PREVENZIONE DEL TERRORISMO


FED PROF. COL. VITTORFRANCO PISANO

Colonnello della Polizia militare dell’Esercito degli Stati Uniti d’America Capo del Dipartimento di Scienze informative per la Sicurezza Università internazionale di Scienze Sociali

Appuntamento per martedì 25 gennaio 2011, alle ore 17.30, a Roma, per  la conferenza del Prof. Col. Vittorfranco Pisano dal titolo “I servizi segreti e la prevenzione del terrorismo”, che si inserisce all’interno del
Ciclo di Scienze Politiche dal titolo “Servizi segreti, intelligence e geopolitica”, organizzato dalla Fondazione Europea Dragan per l’anno accademico 2010/2011.

Il Ciclo è organizzato in collaborazione con l’Unità per la Documentazione storico-diplomatica e gli Archivi del Ministero degli Affari esteri, l’Istituto Affari Internazionali, l’Institute for Global Studies, il Centro universitario di Studi Strategici e Internazionali dell’Università degli Studi di Firenze e l’Institut d’Études européennes dell’Université
libre di Bruxelles.

L’incontro si svolge presso la Fondazione Europea Dragan, in Foro
Traiano 1/A (vicinanze di Piazza Venezia), tel: 06 6797785.
Continua a leggere

LA RIUNIFICAZIONE DEL CONTINENTE EUROPEO.


Il futuro lo vedi attraverso la formazione
Conferenza del PROF. PIER VIRGILIO DASTOLI
Responsabile delle relazioni con l’Europa dell’Università Internazionale Telematica Uninettuno
Già Direttore della Rappresentanza della Commissione europea in Italia

LA RIUNIFICAZIONE DEL CONTINENTE EUROPEO.
PERCORSI, PROBLEMI E PROSPETTIVE

La conferenza, a ingresso libero, si terrà presso la
Fondazione Europea Dragan, in Foro Traiano 1/A (vicinanze di Piazza Venezia)
Martedì 2 marzo 2010, alle ore 17.15

L’incontro inaugura la seconda sessione “L’Unione europea. Il difficile cammino dell’integrazione” del Corso di Scienze Politiche, Storia e Studi Europei intitolato “Dall’Europa divisa all’Europa dell’integrazione”, organizzato per l’anno accademico 2009-2010 dalla Fondazione Europea Dragan e dedicato – in occasione del ventesimo anniversario della caduta del muro di Berlino – al percorso di riunificazione dell’Europa.

FED

Per maggiori informazioni:
Francesca Isnardi
Ufficio Stampa
Fondazione Europea Dragan
Tel: 02 583 71 404
Fax: 02 583 04 790
E-mail: ufficiostampa@fondazionedragan.org

La caduta di Ceauşescu e la svolta in Romania


Conferenza del prof. Roberto Valle, Docente si Storia dell’Europa orientale all’Università di Roma La Sapienza
La caduta di Ceausescu e la svolta in Romania
Martedì 2 febbraio 2010,ore 17.15

Fondazione Europea Dragan
Foro Traiano 1/A
Roma

Il prof. Roberto Valle, nell’ambito della riflessione dedicata al ventesimo anniversario della caduta del muro di Berlino, rievocherà un avvenimento fondamentale nella storia della Romania, ovvero la fine della dittatura di Ceauşescu.

Info:
Fondazione Europea Dragan, sede di Roma, tel. 06-6797785

Ingresso libero.